No e ancora no alla caccia al Lupo!


Lupo europeo (Canis lupus lupus)

Lupo europeo (Canis lupus lupus)

 

Siamo proprio alla follìa.

Il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare sta da tempo portando avanti un’assurda ipotesi di riapertura di caccia controllata al Lupo (Canis lupus) nell’ambito del Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia (dicembre 2015) esaminato a partire dal febbraio 2016 presso il relativo Comitato paritetico Stato – Regioni e adottato in via tecnica il 24 gennaio 2017 da parte della  Conferenza Stato – Regioni e Province autonome.

Il prossimo 2 febbraio 2017 è prevista l’approvazione anche in via politica.

Apecchio, Lupo morto investito da auto (2 novembre 2013)

Apecchio, Lupo morto investito da auto (2 novembre 2013)

La precedente edizione del Piano (2002) prevedeva esclusivamente misure di salvaguardia del Lupo, quella attualmente in discussione prevede la possibilità di abbattere il 5% della popolazione stimata di Lupo in Italia (circa 1.500 esemplari dalla Sila alle Alpi) per risolvere con il piombo eventuali situazioni di conflitto locali con gli allevatori.

La situazione del Lupo in Italia è certamente migliorata nel corso degli ultimi anni[1] proprio grazie alle normative di tutela e alle varie iniziative di contrasto della predazione del bestiame domestico finanziate con fondi comunitari e nazionali.  Tuttavia nel solo periodo 2013-2015 sono stati uccisi da bracconaggio (40,8%) e incidenti vari (45,6%) almeno 115 esemplari. E un altro grave rischio è rappresentato dall’inquinamento genetico.

Una seria politica di gestione ambientale dovrebbe:

  • inasprire la lotta al bracconaggio, elevando pene e sanzioni e potenziando la vigilanza con l’attivazione di squadre specializzate nella prevenzione e nelle indagini antibracconaggio;
  • intensificare il contrasto al randagismo, per prevenire danni al bestiame domestico e il fenomeno dell’ibridazione con il Lupo;
  • diffondere capillarmente gli strumenti di contrasto della predazione del bestiame domestico fra gli allevatori;
  • garantire tempestivi e completi risarcimenti dei danni subiti dagli allevatori, in misura analoga su tutto il territorio nazionale;
  • predisporre e attuare una campagna informativa su “chi è” veramente il Lupo, per confinare nel mondo delle favole quelle che favole sono (es. i rapimenti di persone…);
  • realizzazione di un monitoraggio della specie a livello nazionale e trans-frontaliero (per le Alpi).

Purtroppo, invece, si sta regredendo pericolosamente.

stendardo GrIGIl Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha scritto (25 gennaio 2017) al Ministro dell’ambiente Gianluca Galletti e al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini perché non sia permessa la caccia al Lupo.

Invitiamo tutti anche a un ulteriore piccolo impegno: manifestiamo direttamente al Ministro Galletti (segreteria.ministro@minambiente.it) e al Presidente Bonaccini (sbonaccini@regione.emilia-romagna.it) la nostra contrarietà alla caccia al Lupo con un breve messaggio dal seguente tenore:

 

Appennino, Lupo (Canis lupus italicus)

Appennino, Lupo (Canis lupus italicus)

Al Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare,

al Presidente della Conferenza delle Regioni,

Gent.mo Sig. Ministro, gent.mo Presidente,

Vi chiedo di non concedere alcuna deroga che consenta l’abbattimento di Lupi nell’ambito del Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia e in qualsiasi altra forma.

Sono dalla parte del Lupo, così come ritengo che gli allevatori debbano esser sostenuti con politiche di diffusione dei sistemi di contrasto alla predazione del bestiame domestico e indennizzi.

Seguirò con attenzione gli sviluppi della vicenda.

Grazie per il Vostro interessamento, cordiali saluti.

Firma

Il Lupo ha bisogno anche di te, ora.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

Tarquinia, Lupo massacrato (24 gennaio 2014)

Tarquinia, Lupo massacrato (24 gennaio 2014)

A.N.S.A., 24 gennaio 2017

Primo sì tecnico a Piano lupo, prevede abbattimento controllato.  Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori. Approvazione politica definitiva il 2 febbraio.

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato nel pomeriggio in sede tecnica il Piano di Conservazione del lupo. L’approvazione finale del piano, in sede politica, è fissata per il 2 febbraio. Lo fanno sapere fonti del Ministero dell’Ambiente. Quest’ultimo ha recepito alcune richieste di modifica da parte degli enti locali, che nel complesso hanno apprezzato il Piano. Una posizione più critica è stata assunta dalla Regione Lazio. Il Piano lupo, elaborato con la collaborazione di un settantina di esperti, prevede 22 azioni per favorire la convivenza fra i lupi e le attività agricole. Negli ultimi tempi l’aumento del numero di questi animali selvatici in Italia ha creato grossi problemi agli allevatori, che hanno visto colpite mandrie e greggi. Il Piano indica tutta una serie di misure da prendere per tutelare gli allevamenti, dalle recinzioni speciali ai rimborsi. La misura più controversa è la 22, che prevede un abbattimento controllato di un numero di lupi non superiore al 5% del numero complessivo in Italia, previo un piano regionale approvato dal Ministero dell’Ambiente. Le associazioni animaliste sono insorte, mentre il Ministero difende la misura, dicendo che non minaccia la sopravvivenza della specie e previene il bracconaggio.

branco di Lupo europeo (Canis lupus lupus)

branco di Lupo europeo (Canis lupus lupus)

Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori.
“Nessuno vuole ammazzare i lupi. Vogliamo una normativa che permetta di conservare la biodiversità e che permetta la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, alla presentazione a Roma della prima edizione del calendario dei Carabinieri dedicato alle specie animali e vegetali a rischio. “Il problema del lupo è ormai evidente – ha detto Galletti -. Mi rifiuto di affrontarlo solo con la pancia, voglio affrontarlo in un modo scientifico. E’ un tema scottante. In certe zone la presenza del lupo è diventata un rischio per le attività agricole. Ci sono attività che chiudono per la presenza dei lupi. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, che hanno predisposto 22 azioni per migliorare la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”. Le azioni compongono il Piano per la conservazione del lupo, che deve essere approvato in Conferenza Stato-Regioni. Le associazioni animaliste sono già insorte contro il Piano, criticando il fatto che permette un abbattimento controllato degli animali. “La ventiduesima azione – ha spiegato il ministro – prevede che, dopo l’espletamento di un certo numero di procedure (un piano della Regione per il lupo, verificato dal Ministero dell’Ambiente), sia permesso il prelievo di un massimo del 5% del numero complessivo di questi animali sul territorio nazionale. Questa percentuale, dicono gli esperti, non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio”.

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[1]  In questi ultimi anni il Lupo ritornato sulle Alpi e nel parco nazionale dell’Alta Murgia, in Puglia.

Italia, distribuzione del Lupo (Canis lupus italicus)

Italia, distribuzione del Lupo (Canis lupus italicus)

 

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

 

(foto da mailing list ambientaliste, S.D., archivio GrIG)

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  1. Pier
    gennaio 26, 2017 alle 11:35 am

    Farò email diretta e la condivido con le mie associazioni di volontari, concordo su tutto, grazie

  2. luigi sala
    gennaio 26, 2017 alle 2:52 pm

    Tutto si può discutere purchè si condivida un linguaggio comune e non lo si utilizzi in modo improprio o strumentale: la verità è che la caccia al Lupo non è affatto oggetto di discussione.

    Saluti

    Luigi Sala

    • gennaio 26, 2017 alle 7:24 pm

      gli si vorrebbe sparare, ma guai a parlar di “caccia”.
      Gli “abbattimenti selettivi” si faranno con il piombo o con fiori di campo?

      Stefano Deliperi

  3. Eugenia Silvia Rebecchi
    gennaio 26, 2017 alle 3:52 pm

    Appena inviata e-mail diretta e condiviso l’articolo. Grazie!

  4. giorgio
    gennaio 26, 2017 alle 5:37 pm

    il lupo e un specie da preservare! una biodiversità importante una ricchezza per l ecosistema!

  5. gennaio 27, 2017 alle 11:20 am

    Ottima iniziativa da sostenere.

  6. gennaio 27, 2017 alle 6:57 pm
  7. Mara
    gennaio 28, 2017 alle 7:19 pm

    Inviata e-mail. MEDIOEVO prossimo venturo o è già in corso?

  8. luigi
    gennaio 29, 2017 alle 8:35 pm

    Si contro la caccia 5 anni di attesa per risarcimenti irrisori

  9. gennaio 31, 2017 alle 10:31 pm

    un sussulto di buon senso.

    da Cagliaripad, 31 gennaio 2017
    Regioni fanno marcia indietro su riapertura caccia ai lupi. (http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=44226)

    Le Regioni cominciano a fare marcia indietro sulla riapertura della caccia al lupo, mentre le associazioni ambientaliste sono già sul piede di guerra sui social network. Per giovedì 2 febbraio, quando la Conferenza Stato-Regioni dovrebbe dare il via libera finale al Piano Lupo (che prevede gli abbattimenti), sono in programma manifestazioni e perfino uno sciopero della fame. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, continua però a difendere la possibilità di abbattimento controllato.

    PIANO LUPO. Oggetto del contendere è il Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, preparato dal Ministero dell’Ambiente con il suo istituto di ricerca, l’Ispra, e la consulenza di una settantina di esperti. Il piano prevede 22 misure per affrontare i problemi di convivenza fra i lupi e gli allevatori, diventati scottanti negli ultimi anni a causa del proliferare di questi predatori. Sono previsti monitoraggio della popolazione, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi. La 22/a misura (“Ordinanza ministeriale per la caccia in braccata”) prevede, qualora quelle precedenti non abbiano dato risultati, un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia, previo un piano regionale approvato da Ispra e Ministero. Nel nostro paese ci sono fra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.472 in Appennino, il 18% dei lupi della Ue.

    I POLITICI. Il 24 gennaio la Conferenza Stato-Regioni ha dato il primo ok al Piano in sede tecnica. Ma Lazio e Puglia si sono subito dissociate sulla riapertura della caccia ai lupi. Mentre montavano le proteste degli ambientalisti, gli amministratori locali hanno cominciato a fare marcia indietro. La presidente del Friuli Debora Serracchiani e l’assessore veneto Giuseppe Pan hanno cominciato a esprimere dubbi e contrarietà. I Verdi della Campania annunciano oggi che la loro Regione voterà no. Il presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso si dice “perplesso” sull’abbattimento, il suo collega piemontese Sergio Chiamparino chiede un approfondimento, come pure l’assessore ligure all’Agricoltura, Stefano Mai. Alla Camera, i Cinquestelle chiedono che il governo ritiri la “norma ammazza lupo”.

    GLI AMBIENTALISTI. Per le ong ambientaliste la caccia al lupo non risolve i problemi e incentiva il bracconaggio. Tutte quante si appellano al governo perché tolga dal piano gli abbattimenti. Enpa ha raccolto 500.000 firme sulla sua pagina Facebook, 138 attivisti Ecoradicali annunciano uno sciopero della fame. Il 2 febbraio sono in programma manifestazioni davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni. Anche il disegnatore Silver ha diffuso una vignetta di Lupo Alberto contro la caccia.

    GALLETTI. “La conservazione del lupo è un tema troppo serio perché possa essere piegato al clamore mediatico o al populismo di qualcuno – ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti -. Le Regioni mi dicano cosa intendano fare, ma non permetterò che su una materia delicata come la tutela del lupo, al posto della scienza detti l’agenda chi evidentemente o non ha letto il testo o è in malafede”.

    ______________________

    da Il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2017
    Abbattere i lupi? Una decisione crudele e inutile. (Linda Maggiori): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/abbattere-i-lupi-una-decisione-crudele-e-inutile/3354568/

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    25 gennaio 2017
    Lupi, ok all’abbattimento selettivo. Gli ambientalisti: “Misura dannosa e inutile”.
    La specie selvatica è tornata a popolare le nostre montagne, finendo per colpire greggi e mandrie. Per rispondere alle proteste degli allevatori, la Conferenza Stato-Regioni ha autorizzato un piano che prevede 22 misure. Il ministro Galletti: “Presenza mette a rischio attività agricole”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/25/lupi-ok-allabbattimento-selettivo-gli-ambientalisti-misura-dannosa-e-inutile/3339981/

    • M. A.
      gennaio 31, 2017 alle 10:46 pm

      Anche io sono contrario. Il motivo principale é che questa selezione (non chiamatela caccia per favore, non si puó sentire!) non può essere realizzata su numeri reali in quanto la vera selezione al lupo é già iniziata da tempo. Sono tante ad oggi le carcasse rinvenute dagli agenti forestali. Io credo che in molti ovili sia presente una carabina con tanto di cannocchiale e quella quota del 5% prelevabile, in realtà sia stata già raggiunta se non superata!

      • gennaio 31, 2017 alle 11:38 pm

        1.500 Lupi dalla Sila alle Alpi rappresenterebbero un “problema”: siamo alla follia, appunto.

      • M. A.
        febbraio 1, 2017 alle 12:46 am

        É senza dubbio un argomento delicato. Il ministro Galletti é per certi versi in sintonia con il mio pensiero, ossia: ” laddove non interviene lo Stato, con un controllo numerico, il privato che ha subito il torto si sente leggittimato ad intervenire”. In tal modo il bracconaggio rischia di creare grossi problemi per la conservazione del lupo, più di quanto invece non lo faccia un abbattimento controllato e selettivo ad opera dello Stato. L’idea di sparare al lupo peró non piace alla maggioranza dell’opinione pubblica, che vive lontana dal contesto culturale agricolo e ideologicamente non riesce a vedere come il male minore sia l’esclusivo intervento dello Stato. Esistono altri metodi per riuscire ad arginare i danni. Io per ammorbidire l’opinione pubblica userei prima quelli, poi con il passare degli anni, il continuo incremento dei lupi e censimenti si arriverà ad un censimento e una selezione. Sul web si legge di tutto. Io non credo minimamente ad una convivenza pacifica tra uomo e animali, é pura utopia. Non lo dico da cacciatore per salvaguardare i miei interessi, ma lo dico perché in fondo siamo animali anche noi, protagonisti di un teatro chiamato Natura. Quando due specie entrano in competizione per un motivo una delle due avrà sempre la peggio…Questa selezione al lupo come riporta la cronca é già iniziata illegalmente e nel modo sbagliato; lo Stato vorrebbe applicarla con criterio per la tutela della specie ma mancano, a mio avviso, le condizioni.

      • febbraio 1, 2017 alle 6:37 am

        ci sono mille metodi alternativi per “contenere” le frizioni del rapporto Uomo – Lupo e sono ripresi anche in questo articolo 😉

        Stefano Deliperi

  10. febbraio 1, 2017 alle 2:51 pm

    A.N.S.A., 1 febbraio 2017
    Regioni fanno marcia indietro su riapertura caccia ai lupi. Mobilitazione ambientalisti per voto finale Piano Lupo il 2/2. (http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/02/01/regioni-fanno-marcia-indietro-su-riapertura-caccia-ai-lupi_0bd8dada-5ddc-4651-aad1-fcc4b9a9fd5b.html)

    ROMA – Le Regioni cominciano a fare marcia indietro sulla riapertura della caccia al lupo, mentre le associazioni ambientaliste sono già sul piede di guerra sui social network.

    Per giovedì 2 febbraio, quando la Conferenza Stato-Regioni dovrebbe dare il via libera finale al Piano Lupo (che prevede gli abbattimenti), sono in programma manifestazioni e perfino uno sciopero della fame. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, continua però a difendere la possibilità di abbattimento controllato.

    PIANO LUPO – Oggetto del contendere è il Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, preparato dal Ministero dell’Ambiente con il suo istituto di ricerca, l’Ispra, e la consulenza di una settantina di esperti. Il piano prevede 22 misure per affrontare i problemi di convivenza fra i lupi e gli allevatori, diventati scottanti negli ultimi anni a causa del proliferare di questi predatori. Sono previsti monitoraggio della popolazione, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi.

    La 22/a misura (“Ordinanza ministeriale per la caccia in braccata”) prevede, qualora quelle precedenti non abbiano dato risultati, un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia, previo un piano regionale approvato da Ispra e Ministero. Nel nostro paese ci sono fra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.472 in Appennino, il 18% dei lupi della Ue.

    I POLITICI – Il 24 gennaio la Conferenza Stato-Regioni ha dato il primo ok al Piano in sede tecnica. Ma Lazio e Puglia si sono subito dissociate sulla riapertura della caccia ai lupi.

    Mentre montavano le proteste degli ambientalisti, gli amministratori locali hanno cominciato a fare marcia indietro.

    La presidente del Friuli Debora Serracchiani e l’assessore veneto Giuseppe Pan hanno cominciato a esprimere dubbi e contrarietà. I Verdi della Campania annunciano oggi che la loro Regione voterà no. Il presidente dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso si dice “perplesso” sull’abbattimento, il suo collega piemontese Sergio Chiamparino chiede un approfondimento, come pure l’assessore ligure all’Agricoltura, Stefano Mai. Alla Camera, i Cinquestelle chiedono che il governo ritiri la “norma ammazza lupo”.

    GLI AMBIENTALISTI – Per le ong ambientaliste la caccia al lupo non risolve i problemi e incentiva il bracconaggio. Tutte quante si appellano al governo perché tolga dal piano gli abbattimenti. Enpa ha raccolto 500.000 firme sulla sua pagina Facebook, 138 attivisti Ecoradicali annunciano uno sciopero della fame. Il 2 febbraio sono in programma manifestazioni davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni. Anche il disegnatore Silver ha diffuso una vignetta di Lupo Alberto contro la caccia.

    GALLETTI – “La conservazione del lupo è un tema troppo serio perché possa essere piegato al clamore mediatico o al populismo di qualcuno – ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti -. Le Regioni mi dicano cosa intendano fare, ma non permetterò che su una materia delicata come la tutela del lupo, al posto della scienza detti l’agenda chi evidentemente o non ha letto il testo o è in malafede”.

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    da La Stampa, 1 febbraio 2017
    “Via il divieto di caccia”. I lupi tornano nel mirino.
    Giovedì alla Conferenza Stato Regioni il piano che prevede l’abbattimento. Proteste del Wwf e sciopero della fame dei radicali . Galletti: “No ai populismi”. (Antonella Mariotti): http://www.lastampa.it/2017/02/01/societa/lazampa/animali/via-il-divieto-di-caccia-i-lupi-tornano-nel-mirino-4BIMP0EuSsVP0MP0bVCvZP/pagina.html

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    Riapre la caccia al lupo. Attenti a non ridurre la natura agli interessi dell’uomo.
    Pochi fondi ai parchi, considerati un problema anziché una risorsa. (Mario Tozzi): http://www.lastampa.it/2017/02/01/societa/lazampa/animali/riapre-la-caccia-al-lupo-attenti-a-non-ridurre-la-natura-agli-interessi-delluomo-g1OjP95KVOaLGU4P8Dx5tI/pagina.html

  11. febbraio 2, 2017 alle 2:57 pm

    A.N.S.A., 2 febbraio 2017
    Piano lupo, verso rinvio provvedimento di abbattimento. Bonaccini (Regioni), alcune misure non sono convincenti. ()

    Si va verso il rinvio del provvedimento di abbattimento dei lupi, per “studiare possibili alternative”. Lo fa sapere il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, ringraziando “il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dal ministro Galletti il rinvio del provvedimento”. Oliverio, nei giorni scorsi era intervenuto con Bonaccini per esprimere la propria contrarietà al provvedimento che prevedeva l’abbattimento dei lupi. “Confermo – conclude Oliverio – la mia contrarietà a misure di abbattimento di questa specie protetta. Si tratta semmai di assumere iniziative diverse a tutela degli allevatori”.

    Da parte sua, il presidente Bonaccini, dopo aver incontrato questa mattina una delegazione di associazioni ambientaliste che chiedono il ritiro del Piano, aveva annunciato che avrebbe chiesto “a nome della Conferenza delle Regioni, in Conferenza Stato-Regioni” prevista oggi, di rinviare l’approvazione del Piano lupo e le misure che ne conseguono. Vogliamo approfondire la discussione. Credo che il ministro Galletti lo consentirà. Ci sarà così il tempo per approfondire meglio dal momento che ci sono alcune misure che rischiano di non essere convincenti”.

    E’ un primo passo avanti per la salvezza dei lupi, dicono le associazioni animaliste Lav ed Enpa che questa mattina hanno incontrato il presidente Bonaccini, “il quale ha riferito che le Regioni non approvano il Piano Lupi e il documento sarà rispedito al ministro dell’Ambiente Galletti”. Le associazioni esprimono “soddisfazione per questo primo risultato che conferma le posizioni etiche e scientifiche fermamente contrarie all’uccisione dei lupi”. Le associazioni Lav, Lac Lipu, Lndc, Enpa e Animalisti Italiani “ringraziano le Regioni e l’opinione pubblica per l’attenzione dedicata a questa emergenza: la mobilitazione #cacciaunNO continua, manteniamo alta l’attenzione”.

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    Piano Lupo, oggi decisione su riapertura caccia. Campagna pro-lupi su social network.Possibile stralcio uccisioni. (Stefano Secondino) (http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/02/01/regioni-fanno-marcia-indietro-su-riapertura-caccia-ai-lupi_0bd8dada-5ddc-4651-aad1-fcc4b9a9fd5b.html)

    ROMA – Il “giorno del lupo” è arrivato. La Conferenza Stato-Regioni, che riunisce il Ministero dell’Ambiente e i rappresentanti delle giunte regionali, nel pomeriggio a Roma approverà definitivamente il Piano per la conservazione dei lupi. Quel piano al momento prevede la possibilità di riaprire la caccia a questi predatori, anche se in casi limitati, e ha suscitato una vera rivolta delle associazioni ambientaliste e animaliste.

    Tanto che non si può escludere che domani la misura sia stralciata. Da giorni una campagna martellante su social network chiede di eliminare dal documento la possibilità degli abbattimenti controllati fino al 5% degli esemplari. Oggi sono in programma manifestazioni non solo a Roma, alla sede della Conferenza in via della Stamperia e al Pantheon, ma anche davanti alle sedi di alcune Regioni, ad esempio a Genova.

    L’Enpa ha raccolto 500.000 firme su Facebook a un appello contro l’uccisione dei lupi, altre 170.000 ne hanno raccolte i Verdi con una petizione su change.org. Alcune amministrazioni regionali, dopo un primo ok tecnico il 24 gennaio scorso, di fronte alle proteste hanno fatto marcia indietro sulle uccisioni. A Lazio e Puglia, contrarie da subito, si è aggiunto l’Abruzzo, mentre Friuli, Veneto, Piemonte, Liguria e Campania, in varia misura, hanno chiesto un ripensamento.

    Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ancora ieri ha difeso il provvedimento. Ma non si può escludere che domani la Conferenza alla fine approvi il piano senza l’abbattimento. La misura potrebbe essere stralciata e ridiscussa in seguito, oppure lasciata definitivamente cadere. Che la questione dei lupi vada affrontata non lo mette in dubbio nessuno. Questi predatori si sono moltiplicati negli ultimi anni. Oggi sono stimati oltre un centinaio sulle Alpi e 1.000-2.000 in Appennino. Il problema è che gli allevatori non sono più abituati alla loro presenza, e lasciano pascolare gli animali allo stato brado.

    Il risultato è che i lupi attaccano il bestiame e creano danni economici. Il Piano lupo del Ministero dell’Ambiente, elaborato da Ispra e una settantina di esperti, prevede monitoraggio della popolazione, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi.

    Come misura estrema, prevede anche un abbattimento controllato (ovvero la riapertura della caccia, proibita dal 1971) fino al 5% della popolazione complessiva in Italia. Per il ministro Galletti, si tratta di una misura seria e scientificamente motivata, che non mette a rischio la specie e che comunque va usata solo se tutti gli altri sistemi non hanno dato risultati. A suo avviso, senza questo intervento controllato, gli allevatori finirebbero per risolvere il problema da soli, col bracconaggio. Per gli ambientalisti, invece, gli abbattimenti non risolvono il problema, ma anzi lo aggravano. Secondo il Wwf, i lupi in branco preferiscono cacciare animali selvatici, cinghiali e caprioli. Solo i singoli puntano al bestiame. Gli abbattimenti destrutturano i branchi e creano “lupi solitari” che cercano prede facili. La soluzione al problema al loro avviso è tornare ai tempi antichi: stalle, recinti e “robusti” cani pastore.

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    da La Stampa, 2 febbraio 2017
    La protesta contro la caccia ai lupi arriva a Roma.
    Ma gli esperti del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano avvertono: “Il pericolo è la perdita del Dna del lupo, colpa degli ibridi”. Intanto le associazioni si mobilitano con #cacciaunNO alla Conferenza Stato Regioni. Il Piemonte la Puglia con il Friuli Venezia Giulia e il Veneto si schierano per il No: http://www.lastampa.it/2017/02/02/societa/lazampa/animali/la-protesta-contro-la-caccia-ai-lupi-arriva-a-roma-QBVi16pgFXsnFYFi6p3PTL/pagina.html

  12. febbraio 2, 2017 alle 10:52 pm

    da La Stampa, 2 febbraio 2017
    Caccia ai Lupi, rinviata la decisione della Conferenza Stato Regioni. Il presidente dei governatori ha incontrato una delegazione delle associazioni: http://www.lastampa.it/2017/02/02/societa/lazampa/animali/caccia-ai-lupi-rinviata-la-decisione-della-conferenza-stato-regioni-x4J8TZXKZBh97ADJXo8iHP/pagina.html

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    I lupi sono salvi: sconfitti gli allevatori, niente deroga al divieto di caccia. (Antonella Mariotti): http://www.lastampa.it/2017/02/02/multimedia/societa/lazampa/i-lupi-sono-salvi-sconfitti-gli-allevatori-niente-deroga-al-divieto-di-caccia-lCNYmNI2K6Oi7S0AADyhvO/pagina.html

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    da il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2017
    Lupi, la Conferenza Stato-Regioni rinvia il Piano sull’abbattimento. Il ministro Galletti: “Spero in dibattito più sereno”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/02/lupi-la-conferenza-stato-regioni-rinvia-il-piano-sullabbattimento-il-ministro-galletti-spero-in-dibattito-piu-sereno/3364119/

    ________________

    da Il Messaggero, 2 febbraio 2017
    Lupi, battaglia tra ambientalisti e governo sulla norma per l’abbattimento controllato. (Franca Giansoldati): http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/lupi_montagne_bracconieri_governo_ambientalisti_wwf_regioni_battaglia_norma_legge-2234166.html

  13. febbraio 3, 2017 alle 10:11 pm

    A.N.S.A., 3 febbraio 2017
    In Italia ci sono fra 1.170 e 2.600 lupi. Fino a 150 sulle Alpi e 2.470 sugli Appennini. Uccisi 15-20%: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/02/03/in-italia-ci-sono-fra-1.170-e-2.600-lupi_4ff46171-ea00-4a76-bbd4-a43cbd8870d3.html

  14. febbraio 5, 2017 alle 12:49 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2017
    Abbattimento dei lupi, chi non sta con il governo è ‘populista’. (Fabio Balocco) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/03/abbattimento-lupi-chi-non-sta-con-il-governo-e-populista/3365993/)

    Nei giorni passati ha tenuto banco la questione della Conferenza Stato Regioni in merito alla gestione del lupo sul nostro territorio. Le parti dovevano approvare il 2 febbraio il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, redatto da un pool di esperti in materia. In realtà il 2 c’è stato un semplice rinvio al 23 febbraio prossimo, ma non pare vi sia l’intenzione di modificare il testo.

    Di questo testo non se ne sapeva in realtà nulla perché non era stato divulgato. Si sapeva solo, genericamente, che esso prevedeva una quota del 5% di abbattimento di lupi. È bastato questo per scatenare (peraltro anche giustamente) l’inferno: fra la gente comune, fra le associazioni ambientaliste, anche fra governatori di regione (Chiamparino in Piemonte ed Emiliano in Puglia si sono scoperti amanti della natura e hanno gridato “viva il lupo”).

    A bocce ferme, adesso si è in grado di fare alcune considerazioni sul testo originario di quel piano.

    Le considerazioni che seguono non sono personali, ma derivano dallo scambio di informazioni e opinioni con alcuni dei massimi esperti di conservazione del lupo.

    Si impone, in primis, una premessa a margine: per quale motivo il ministero si avvale della prestazione (a pagamento, si immagina) del professor Luigi Boitani dell’Unione zoologica italiana nonché di una pletora di esperti per redigere il testo quando c’è un apposito ente, l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che opera sottoposto alla vigilanza del ministro dell’Ambiente?

    Venendo al merito, innanzitutto si nota che mancano dati certi sulla presenza del lupo in Italia. Ad eccezione della Toscana dove da alcuni anni esiste un progetto di monitoraggio estensivo a livello regionale, le altre Regioni (in primis il Lazio, oltre a Campania e Basilicata) hanno dati vecchi, deboli o inesistenti. In sostanza inutilizzabili. Si ripara a questo integrando i dati presenti con un “modello” che fornisce un risultato finale molto grezzo. In sostanza si parla di una consistenza numerica compresa tra i 1.000 ed i 2.200 animali. Un range numerico talmente ampio che non permette di avvalorare scelte gestionali di nessun tipo. Già questa mancanza non consentirebbe in un paese civile di adottare delle misure adeguate. Ed infatti il piano ammette che manca “una stima formale basata su un programma nazionale di censimento del lupo” anche se essa era prevista dal Piano d’Azione 2002.

    In secondo luogo poco o nulla si sa del fenomeno e della consistenza dell’ibridazione tra lupo e cane. E poco o nulla si sa altresì dei branchi di cani inselvatichiti che possono arrecare anch’essi danni agli animali da allevamento.

    Altro elemento decisivo è questo. Il piano, come del resto quello precedente, prevede tutta una serie di misure preventive che dovrebbero essere messe in atto al fine di prevenire/dissuadere gli attacchi dei lupi agli animali da allevamento. Bene, queste misure vengono così definite dal piano:

    “Sulla base dei documenti e delle esperienze accumulate nel corso dei progetti Life e regionali già completati o in corso, viene elaborata, insieme alle associazioni di categoria del mondo degli allevatori, una nuova serie di documenti diretta al mondo agricolo che approfondisca le seguenti tematiche:

    1) Cani da guardiania: razze adatte, metodi di addestramento, metodi di gestione, uso nelle diverse condizioni di pascolo, aspetti sanitari, aspetti comportamentali, produttori, costi di acquisto e gestione, normativa vigente per il possesso e utilizzo corretto.

    2) Recinzioni a rete metallica ed elettriche: tipologie disponibili, condizioni ambientali in cui possono essere utili, corretto metodo di utilizzo, costi di acquisto e manutenzione, risultati ottenibili.

    3) Buone pratiche per la coesistenza tra animali domestici e lupo: tipologie di bestiame e conduzione dei pascoli compatibili con la presenza del lupo, pratiche agricole virtuose e accessibili, condizioni e costi della coesistenza.”

    I metodi di prevenzione sono noti da tempo ed dovevano essere messi in pratica già da tempo. Adesso se ne riparla, ma ciò che è sconcertante è il finanziamento di queste operazioni, posto che è difficile ipotizzare che un allevatore di sua iniziativa, a spese proprie, si compri un cane addestrato appositamente o realizzi una recinzione dissuasiva. Il finanziamento è ZERO. In realtà all’attuazione delle misure dovrebbero pensarci le Regioni, ma le Regioni spesso non le attuano perché non hanno o non vogliono trovare le risorse.

    Ma veniamo al punto più controverso: la deroga che consentirebbe l’abbattimento del 5% della popolazione del lupo. Il documento – premesso che l’uccisione generalizzata non è la strada da perseguire – giustifica la deroga così: “Oggettive condizioni di forte tensione sociale si possono verificare soprattutto in alcune parti dell’areale del lupo dove la specie ha fatto ritorno dopo decenni di assenza e dove si sono sviluppati metodi di allevamento che, per essere compatibili con la presenza del lupo, richiedono onerose misure di prevenzione. In queste condizioni, il prelievo di alcuni esemplari può costituire, presso i gruppi di interesse più colpiti, una forma di gestione che può coadiuvare le altre azioni di prevenzione e mitigazione dei danni. Inoltre, può rappresentare un importante gesto di partecipazione e una dimostrazione di flessibilità che possono aiutare a superare il clima di contrapposizione che a volte sfocia in atti di bracconaggio incontrollabile. Può quindi contribuire ad instaurare quel clima di condivisione necessario ad attuare una più complessa strategia di coesistenza“.

    In buona sostanza, la prevenzione può essere molto onerosa. Ammesso che la si faccia in futuro, nel frattempo dove gli allevatori sono più incazzati, si può ammettere di ammazzare un po’ di lupi. Dimostrando così “partecipazione e flessibilità”.

    C’è di che rimanere basiti. Il testo si commenta da solo, non è il caso di spendere altre parole.

    In conclusione, si può ricordare come il ministro Galletti, a fronte della sollevazione popolare destata dalle deroga, abbia tacciato chi non la pensa come lui di “populismo”. Avete notato come oggi se si è contro il potere si è populisti? A mio modo di vedere non si è populisti quando si interpreta la volontà della stragrande maggioranza della popolazione. Forse invece lo si è quando si permette di ammazzare dei lupi prima di aver fatto tutto il necessario per evitarlo, e solo per dimostrare “partecipazione e flessibilità”.

    • M.A.
      febbraio 5, 2017 alle 2:10 pm

      Per quanto riguarda l’abbattimento del lupo mi sono dichiarato contrario perchè non si può stimare un prelievo programmato sulla specie se non si conosce la reale consistenza. Ideologicamente non sono contrario.
      Sai che penso? che il tutto sia strumentalizzato dai Media e dalla politica. In ogni questione dove si va a toccare l’empatia della massa, si instaura una crociata come “salvare il lupo” “no alla caccia al lupo” per trovare consenso elettorale. Il politico di turno che si schiera per una buona causa viene santificato e portato in trionfo dai “populisti”.
      Ma il governo ha intenzione di cambiare strategie di conservazione??
      Non penso che questi piani di controllo siano stati fatti dagli allevatori ma da Enti specializzati nella gestione del Lupo.

      Gestire numericamente sopprimendo un numero controllato di una determinata popolazione faunistica, non significa odiare gli animali, la vita o la Natura. Gli “empatismi” e i “sentimentalismi” dell’animalismo maturati in questi anni appoggiati anche da movimenti politici, pian piano stanno creando danni al vero “Ecologismo”, in quanto non sono adatti per chi si dovrebbe occupare della gestione faunistica.

      Ora affrontiamo le tematiche riportate:

      1) cani da guardiana: se il cane non viene addestrato correttamente alla difesa del gregge, pur essendo una razza selezionata per il compito affidato, è del tutto inutile.
      Se invece il cane è fin troppo specialista del mestiere potrebbe essere una minaccia per lo stesso lupo. Se ogni ovile degli Appennini avesse dei cani specializzati quanti cani avremo liberi in tutta Italia? Cani del genere sono ben più pericolosi e dannosi dei lupi per il patrimonio faunistico. Chi insegna ai cani ad ammazzare solamente il 5% dei lupi presenti nel territorio nazionale?

      domanda: gli ibridi di cane lupo come devono essere controllati?

      2) Recinzioni metalliche ed elettriche. Pensando al problema lupo, aldilà dei notevoli costi facilmente superabili con la volontà politica di investire per la causa, possono essere notevolmente utili.
      Però quali sarebbero le conseguenze indirette a tutto il patrimonio faunistico nazionale?Immaginiamo se dalla Puglia alle Alpi tutto il territorio Nazionale fosse una scacchiera. Laddove presenti le aziende zootecniche, interessate dalla presenza del lupo, le recinzioni invalicabili sono equiparabili alla rete stradale. Se tutto il territorio già frammentato di per se dall’attività antropica dell’uomo, fosse suddiviso in appezzamenti verrebbero interrotti i residui corridoi biologici. con il tempo le specie faunistiche intrappolate in quei pochi ettari di bosco tra un’azienda e l’altra sarebbero interessate da un indebolimento genetico, e relative epidemie. Il gioco ne vale la candela?

      3) “Buone pratiche per la coesistenza tra animali domestici e lupo: tipologie di bestiame e conduzione dei pascoli compatibili con la presenza del lupo, pratiche agricole virtuose e accessibili, condizioni e costi della coesistenza.”

      Immaginate chi possiede un’azienda di famiglia ereditata, quale ente avrebbe il coraggio di dire all’allevatore che la tipologia del bestiame da lui allevata nei secoli non è oggi compatibile con la presenza del lupo..ma quante pernacchie si prenderebbe??

      il problema certamente non è di facile risoluzione, ma va affrontato non solo con il cuore, ma con il cervello. Gli effetti collaterali di una scelta effettuata senza cognizione di causa potrebbero a lungo andare dimostrarsi assai deleteri per il lupo e per gli altri animali e vanificare il lavoro effettuato negli ultimi vent’anni. Senza fare l’avvocato del diavolo, penso che il Ministro intendesse questo.

      • febbraio 5, 2017 alle 5:47 pm

        appunto, va affrontato con il cervello: 1.500 Lupi dalla Sila alle Alpi non sono un problema per l’allevamento italiano, così come i Cormorani non sono “il problema” per gli stagni dell’Oristanese.
        Sono il capro espiatorio della cattiva gestione del settore.

        Stefano Deliperi

  15. febbraio 18, 2017 alle 12:34 pm

    il Ministro dell’ambiente Galletti insiste con la pessima figura.

    A.N.S.A., 18 febbraio 2017
    Piano lupo: direttori Parchi, contenerli ma non uccidendoli. (http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=258295)

    ROMA, 18 FEB – Contenere i danni non uccidendo i lupi ma incentivando forme di prevenzione perchè la loro tutela non si può scaricare solo sugli allevatori. E’ la soluzione che propongono i direttori del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnlam) Dario Febbo e del Parco Gran Paradiso Michele Ottino interpellati dall’ANSA sul piano di Gestione e conservazione del lupo che tornerà in Conferenza Stato-Regioni giovedì 23 febbraio. Ci torna dopo il ‘no’ delle Regioni al 5% degli ‘abbattimenti selettivi’ previsto dal piano del ministero dell’Ambiente.

    “Dopo 40 anni di protezione del lupo con leggi specifiche ora l’ipotesi di contenere la popolazione con abbattimenti controllati è un pugno nello stomaco” spiega il direttore del Pnlam Dario Febbo ricordando che il lupo “fa un servizio all’ecosistema perchè garantisce l’equilibrio naturale” visto che ad esempio “si nutre per il 70% di cinghiali che si sono notevolmente diffusi e fanno tantissimi danni all’agricoltura”.

    Nel condividere il Piano, che è “ben fatto dai migliori esperti italiani ed europei della specie del lupo”, Febbo e Ottino si dicono d’accordo sulla necessità di “un sistema di contenimento” altrimenti “l’aumento incontrollato della specie confligge pesantemente con l’attivita economica”. Per contenere la predazione, però, ci sono diversi “meccanismi come la recinzione elettrificata, cani da guardia e guardiani”, spiegano suggerendo forme di contributi per prevenire gli attacchi.

    —————–
    17 febbraio 2017

    Galletti, su piano lupo nessuna marcia indietro. “Piano salva lupi da bracconaggio”. M5S, “ministro cacciatore”: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2017/02/17/galletti-su-piano-lupo-preso-atto-situazione-intollerabile_ecb54089-3b5e-456b-9310-09d0f64719b9.html

  16. febbraio 24, 2017 alle 12:46 pm

    la solita richiesta ottusa e illecita.

    A.N.S.A., 24 febbraio 2017
    Agricoltori Alto Adige, il lupo va abbattuto.
    La richiesta dopo l’avvistamento di due animali in Val Badia: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/02/24/agricoltori-alto-adige-il-lupo-va-abbattuto_8124147f-236b-4da0-afa8-4ba39babd3ee.html

  17. marzo 9, 2017 alle 4:01 pm

    Ministro Galletti, ci sorprenda per intelligenza, buon senso e sensibilità…

    A.N.S.A., 9 marzo 2017
    Piano lupo: Regioni, verso stralcio dell’abbattimento.
    Bonaccini, accordo quasi unanime, incontro nei prossimi giorni: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/03/09/piano-lupo-regioni-verso-stralcio-dellabbattimento_2c2923ed-3deb-4ef4-afdd-d7ee9a1f9567.html

  18. marzo 10, 2017 alle 2:52 pm
  19. aprile 28, 2017 alle 6:29 pm

    ancora delinquenti all’opera.

    A.N.S.A., 28 aprile 2017
    Lupo ucciso e scuoiato appeso a cartello in strada nel Livornese.
    A Suvereto, sindaco posta su Fb foto e condanna ‘gesto infame’: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/04/28/lupo-ucciso-e-scuoiato-appeso-a-cartello-in-strada-livornese_d33ab11f-52bc-485e-8992-caca563bfc05.html

  20. settembre 6, 2017 alle 2:40 pm

    in Romania.

    da La Repubblica, 5 settembre 2017
    Romania, “presto abbattuti centinaia di orsi e lupi”. Protesta degli animalisti.
    L’annuncio di Bucarest per “difendere i suoi cittadini dalle crescenti aggressioni dei mammiferi carnivori”. Le associazioni degli animali insorgono e parlano di inutile strage. Ma il governo pare irremovibile. (Andrea Tarquini): http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/05/news/romania_strage_orsi_animalisti-174687164/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P21-S1.6-T1

    __________________

    da La Stampa, 6 settembre 2017
    Romania, il governo ordina una strage programmata di orsi e lupi: http://www.lastampa.it/2017/09/06/societa/lazampa/animali/romania-il-governo-ordina-una-strage-programmata-di-orsi-e-lupi-G0GkF32iML1UJcjs8Q6CXO/pagina.html

  21. ottobre 11, 2017 alle 2:48 pm

    in Francia. Ma ci vuol tanto ad adottare tutte le misure precauzionali già esistenti?
    Recinti, cani da guardia, ecc.

    da La Stampa, 11 ottobre 2017
    A Lione le vie si riempiono di pecore: è una protesta contro i lupi.
    Insolita manifestazione nella città francese, dove i pastori chiedono al governo di proteggere i loro greggi. (Nicolas Lozito): http://www.lastampa.it/2017/10/11/cultura/fotografia/istantanee/a-lione-le-vie-si-riempiono-di-pecore-una-protesta-contro-i-lupi-ImvhvQ5Ciee4jILPMnzibJ/pagina.html

  1. gennaio 27, 2017 alle 10:54 am
  2. gennaio 27, 2017 alle 6:59 pm

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