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Segnala anche tu la presenza della Posidonia!


Cagliari, Poetto, accumulo di Posidonia e rifiuti

Cagliari, Poetto, accumulo di Posidonia e rifiuti

Avviso importante ai naviganti e pure ai bagnanti!

Per fortuna, non tutti pensano che la Posidonia sia cattiva.E’ in corso un programma di monitoraggio dell’Istituto Idrografico della Marina Militare sulla presenza della Posidonia oceanica, finalizzato alla realizzazione della più completa mappatura della Posidonia nei nostri mari.

Utilizziamo la scheda e contribuiamo alla difesa del mare!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

dal sito web istituzionale della Marina Militare

Segnala la Posidonia all’Istituto Idrografico della Marina, contribuirai alla tutela del mare. Una pianta fondamentale da proteggere per il bene dell’ambiente marino.

L’Istituto Idrografico della Marina anche quest’anno ricorda che è importante comunicare la presenza di posidonia e di cymodocea nodosa nei nostri mari.

Mare

Mare

Sembrano alghe, spesso considerate fastidiose soprattutto per la balneazione, ma in realtà sono piante e sono preziosissime, una vera ricchezza! Producono ossigeno, favorendo un habitat fertile per la vita e la riproduzione di numerosi organismi marini; inoltre, con l’intrico delle loro radici, “stabilizzano” il fondale realizzando così un effetto antierosivo sul litorale.

La Direttiva 2000/60/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo 152 del 2006, individua la posidonia oceanica come uno dei quattro elementi di qualità biologica da utilizzare per la classificazione dello stato ecologico delle acque marino costiere…il suo nome deriva dal greco Ποσειδών Poseidone, il dio del mare.

Per questo motivo l’Istituto Idrografico della Marina contribuisce a proteggere questa ricchezza ambientale attraverso la sua mappatura e la conoscenza della densità di posidonia all’interno delle praterie.

Conoscere è il primo passo per proteggere.

Se vedi questo tipo di piante marine aiuta anche tu l’ambiente trasmettendo i dati della tua osservazione attraverso questa scheda.

Con un semplice click contribuirai alla salvaguardia del nostro mare.

 

Castiadas, Cala Pira, Posidonia e sabbia rimosse

Castiadas, Cala Pira, Posidonia e sabbia rimosse

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. toni
    agosto 6, 2016 alle 7:52 pm

    Questo scempio deve finire le spiagge devono avere il loro moto naturale l’uomo. Si deve solo fare i cavoli suoi .io adoro l’odore. Delle alche sono vita per il sistema marino . Vorrei segnalare che a foci ( via turbine Quartu S Elena ce spesso un signore che le toglie per poi venderle ai banchi del pesce e hai ristoranti per fare le vetrine del pesce arrestatelo io chiamo sempre la forestale ma non arriva mai nessuno .

  2. Mara
    agosto 6, 2016 alle 9:28 pm

    Con entusiasmo ho scaricato la scheda per partecipare…. ma i dati che chiedono sono piuttosto complessi, non alla portata di un semplice bagnante, direi. Almeno se uno vuole essere corretto al massimo. Che ne dici Stefano?

  3. capitonegatto
    agosto 7, 2016 alle 10:43 am

    Si puo multare per una cicca di sigaretta ( anche se nessuno si permette di farla , meglio sulle auto , meglio in assenza del propietario….. piu facile e indolore per il vigile ). Ma non esiste sanzione per chi solo butta una carta per terra ( a Singapore 500 dollari ….altra civilta’ ).

  4. Francesco De Rita
    agosto 7, 2016 alle 10:52 am

    Buongiorno. E’ da tempo che segnalo di non vedere l’inserzione di un mio commento. Vorrei una vs cortese risposta. Grazie e saluti. Francesco De Rita

  5. Terrae
    agosto 7, 2016 alle 12:09 pm

    Lodevole iniziativa, ma anche io stento a credere che possa ricevere contributi importanti ed attendibili dai comuni cittadini che frequentano il mare come bagnanti.

    Ci vuole, mi sembra, un minimo di predisposizione alle immersioni con anche capacità di distinguere le due piante, mezzi nautici con strumentazione a bordo e tanta, tanta dedizione … con la speranza che altri non abbiano già fatto il rilievo della stessa area.

    Leggendo la scheda, la proposta appare più rivolta a soggetti specializzati (reparti nautici delle Forze dell’ordine e delle Forze armate, Arpa, istituti di ricerca marina, associazioni ecologiste dotate di mezzi nautici e marinai, etc. ) che non al grande pubblico.

    Peraltro non è chiaro entro quale distanza dalla linea di costa si richiede di operare.

    Noi cittadini normodotati potremmo essere coinvolti nel segnalare le continue opere, spesso distruttive, a cui è sottoposto il litorale che frequentiamo.
    E già con questo l’Istituto idrografico della M.M. avrebbe di che mappare.

  6. Daniele
    agosto 7, 2016 alle 1:02 pm

    Senza entrare nello specifico… i bagnanti o turisti in genere non si lamentano della poseidonia in genere ma di quella spiaggiata … ritengo che debba essere fatta informazione a 360 gradi … in molte zone della Sardegna la poseidonia viene rimossa dalle spiagge e in altre no … anche se costituisce impedimento alla balneazione… Putzu Idu, S’Anea Scoada e altre zone della marina di San Vero Milis sono spesso invase dalla poseidonia spiaggiata.
    Esiste una circolare della RAS su come e quando intervenire per consentire di ripristinare le condizioni di fruibilità delle spiagge in caso di eccessiva presenza.

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