Home > alberi, aree urbane, difesa del territorio, inquinamento, paesaggio, società, sostenibilità ambientale > Padova, una piccola città che sta per esplodere.

Padova, una piccola città che sta per esplodere.


Padova, Brusegana, Via dei Colli, il prato (fino a pochi giorni fa)

Padova, Brusegana, Via dei Colli, il prato (fino a pochi giorni fa)

Padova è la città ideale per annichilire.

Un luogo dove assuefarsi all’indifferenza, in cui può accadere di tutto, sotto il silenzioso lasciapassare della popolazione, impegnata a lavorare o a recuperare energia fisica e psicologica dopo il lavoro, quando non ad allontanare sguardi e pensieri dalla realtà circostante. Una città consacrata alla produzione, dove regna il mito del Nord-Est.

La popolazione di Padova si dice privata di scelte autonome, ma si è fin troppo autodeterminata negli anni, affetta com’è da tendenze che sono, più o meno consapevolmente, autodistruttive.

Un sistema perfettamente collaudato nel tempo che annulla ogni interrogativo, oppure priva di validità ogni contestazione, già di per sé poco frequente.

Ed è così che tutto appare come un destino a cui non ci si può opporre, a patto che sia rimasto qualcuno a dispiacersene.

Padova, Brusegana, Via dei Colli, il prato (fino a pochi giorni fa)

Padova, Brusegana, Via dei Colli, il prato (fino a pochi giorni fa)

Riccardo non voleva un nuovo supermercato in Via dei Colli, a Brusegana, frazione poco lontana dal centro. Sognava invece un parco, oppure che vi rimanesse il campo che c’era prima.

E invece no, l’ultimo fazzoletto di terra tra i palazzi se l’è aggiudicato ancora una volta lui, il signor Canella del marchio Alì, lui, che viene dai campi… il quale ha il vizio di dare vita a supermercati ed ipermercati che distino anche 300 metri l’uno dall’altro: 2 supermercati in Via dei Colli a Brusegana, uno a Montegrotto Terme ed uno 3,5 chilometri dopo, ad Abano Terme (di fronte Villa Mocenigo – Mainardi), 2 o 3 supermercati a Selvazzano Dentro, a circa 1,2 chilometri di distanza l’uno dall’altro… un impero nascente.

Riccardo non ha nemmeno qualcuno da ringraziare: il permesso di costruire sull’unico campo superstite di Brusegana è un dono dell’amministrazione Zanonato – Rossi, che ha sgomberato il Municipio nel giugno 2014.

Padova, Brusegana, Via dei Colli, cartello "inizio lavori"

Padova, Brusegana, Via dei Colli, cartello “inizio lavori”

E di certo il buon Bitonci non potrà mica tassare ancora di più i padovani per pagare la penale riservata a chi violi le clausole di un contratto già stipulato. Perché mai, poi, puntare su un individuo tanto attento all’ambiente da aver annunciato nuovi parcheggi a rotta di collo dal primo giorno del proprio insediamento…

Riccardo si è da poco trasferito a Padova: vive in una monocamera; ha aperto, timidamente, una partita IVA e se non riesce neppure a mantenere se stesso, figuriamoci se può riuscire a pagare anche un commercialista.

E’ costantemente impensierito da scadenze finanziarie di vario tipo, con cui non ha ancora familiarità, e gli sembra che le regole e le procedure cambino di continuo… Modello Uni.Co. ,  Modello F24, Canone RAI e bollo auto… gli tocca fare i conti con sigle minacciose come IVA, IRPEF, IRAP, TASI, TARI…

Ha anche scoperto, recentemente, di dovere un contributo al Consorzio di bonifica.

Dopo infaticabili mesi di lavoro, tasse ed imposte pagate, ecco che il conto corrente segna “- 17 Euro”: è in debito con la banca.

Padova, Brusegana, Via dei Colli,  avvìo del cantiere edilizio

Padova, Brusegana, Via dei Colli, avvìo del cantiere edilizio

E’ il 27 marzo 2015. Dopo una stressante giornata lavorativa, Riccardo torna a casa e sa che mangerà minestra col dado anche questa sera. Sull’orlo del baratro, con la depressione che è nell’aria da mesi, accende la televisione su un canale locale a caso e ci trova Mario Zwirner, volto storico di Telenuovo (prima emittente televisiva del Veneto, secondo Auditel), che da oltre 25 anni tiene la rubrica quotidiana “L’Opinione”.

Prima del solito commiato “A risentirci”, Zwirner, che vive in una spaziosa villa sui Colli Euganei, dileggiando i sindacati e le politiche del lavoro, sostiene che l’unico modo per uscire dalla crisi sia lavorare di più (almeno 45 ore alla settimana, dice), mantenendo immutata la retribuzione mensile.

La sua giornata si conclude così, amaramente. Passa il tempo, sempre uguale, e Riccardo vede comparire il cartello “Cantiere” del nuovo ipermercato Alì; in un attimo sono arrivate gru e ruspe e sono stati montati gli elementi prefabbricati. Il campo d’erba non esiste già più.

Per contrastare efficacemente l’edificazione indiscriminata e la speculazione, bisognerebbe come minimo sapere cos’è un P.A.T., e Riccardo è talmente stremato da non poter andare oltre l’acronimo.

Certo, avrebbe potuto sdraiarsi davanti alle ruspe, ma ci sarebbe andato da solo e, se molti sarebbero rimasti in silenzio, altrettanti l’avrebbero additato per essersi reso ridicolo e gli avrebbero detto che non si fa così, non è bene… che il supermercato porterà nuovi posti di lavoro e che i veri problemi sono i clandestini, le aziende che chiudono, le tasse.

Un’associazione ambientalista gli dirà che con 30 €, però, può avere in omaggio il berretto.

A Riccardo non resta che lasciare un commento su Facebook.

I suoi conoscenti sono già a “fare spritz”.

Michele Favaron, Gruppo d’Intervento Giuridico – Veneto

 

Oxalis pes-caprae

Oxalis pes-caprae

 

(foto da Google Earth, M.F., S.D., archivio GrIG)

  1. max
    marzo 31, 2015 alle 7:28 am

    il modello veneto o del nord est e’ miseramente crollato xche’ basato SOLO sul ” faso tuto mi”( faccio tutto io) e sul lavoro da” negri”vs gli stranieri comunque abbastanza ben inseriti ( anche xche’ se non lavori nel veneto non ti fanno stare se sei “extra”)o da cinesi se sei locale. formazione=o, investimenti=0,cultura= poca( un po’ come il resto del paese).
    lavorare tanto (+ quantita’ che qualita’)+spriz+pranzo fuori porta la domenica. x fortuna la sanita’ e la solidarieta’ organizzata funzionano, ma comunque tutto ruota attorno al lavoro ( un po’ da mussi= asini). insomma un modello da rivedere.
    padova in modo particolare avrebbe bisogno piu’ che di un tagliando, di una revisione totale.

  2. luciana
    marzo 31, 2015 alle 3:35 pm

    sono veneta e amo il Veneto… ma se devo ringraziare di una cosa i miei genitori è di avermi portato, loro emigranti interni, in Lombardia a tre anni…. oggi i problemi ci sono ovunque ma la visione del mondo, tra me e i miei cugini, è totalmente diversa: loro sono decisamente + ricchi di case, terreni e figli, ma io e mio fratello abbiamo potuto studiare, e anche da studenti/lavoratori capire che il lavoro e i soldi sono solo una parte della vita!

  3. dicembre 26, 2016 alle 9:55 am

    Busegana, non è un nome “veneto” ma euganeo. Etimologicamente contiene infatti l’aferesi del nome euganeo (egana) –> Brus- egana, di antichissima data

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: