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La Provincia di Padova la smetta di far favori ai cacciatori. Apologia dei Corvidi.


Cornacchia grigia (Corvus corone cornix)

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix)

Troppi Corvidi nel Padovano? Sì, ma solo nell’immaginazione di alcune persone.

Il Gazzettino di Padova del 10 dicembre 2014, a pagina VIII, riporta la notizia che la Provincia di Padova ha speso altri quattromila euro per acquistare gabbie-trappola anti-corvidi, con l’intenzione di aumentare le uccisioni di Cornacchie e Gazze nelle zone di ripopolamento e cattura (zrc), nelle aree di rispetto e all’interno del territorio provinciale dove le specie sono accusate di creare danni alle produzioni agricole.

La strage di Cornacchie e Gazze, di per sé, non è una novità, visto che alla Polizia provinciale viene ordinato di uccidere ogni anno varie migliaia di Corvidi in tutte le province del Veneto.

A dispetto di quanto sostenuto da molti amministratori, cacciatori, imprenditori agricoli e comuni cittadini, i Corvidi in Veneto ci sono sempre stati e non sono in soprannumero.

A dirlo è nientedimeno che il noto ornitologo e naturalista padovano Ettore Arrigoni degli Oddi che, agli inizi del Novecento, scriveva come la Gazza fosse “comune in provincia di Padova, soprattutto al colle” intendendo pertanto i Colli Euganei! Ancora Ettore Arrigoni degli Oddi raccontava che tra la prima e la seconda guerra mondiale la Gazza, e con lei anche i Rapaci (!), furono oggetto di una durissima persecuzione nel padovano da parte dei cacciatori, fino a causarne una momentanea “scomparsa” da alcune zone. La ripresa della Gazza nel territorio padovano, legata anche alla presenza di discariche (siti da cui poi i Corvidi, in special modo la Cornacchia grigia, diffondono sul territorio), è stata percepita come un fatto recente, ma come abbiamo visto non è in realtà una novità.

D’altro canto, i dati scientifici smentiscono la tesi secondo cui, negli ultimi trent’anni, Cornacchia grigia e Ghiandaia siano aumentate in modo smisurato.

Provincia di Padova, gabbie trappola “Larsen” per Corvidi

Provincia di Padova, gabbie trappola “Larsen” per Corvidi

Ma allora, qual è il senso di questo massacro di fauna selvatica autoctona sistematicamente operato dalla Provincia di Padova e in generale dalle province di tutto il Veneto?

La risposta è: solo ed esclusivamente in favore dei cacciatori.

Sull’albo pretorio on-line della Provincia di Padova, in una nota introduttiva alla determinazione riguardante il “Piano di controllo delle specie gazza e cornacchia” si legge, senza troppi giri di parole, che gazze e cornacchie vengono uccise per “limitare i danni causati ai nidi di galliformi e alle giovani lepri”. Fagiani e lepri quindi! Guarda caso le due specie tanto agognate dai cacciatori padovani.

Infatti essendo i Corvidi onnivori, possono predare anche uova, pullus e juvenes di altri animali selvatici, tra cui piccoli di lepre e fagiano, con il rischio di sottrarre potenziali vittime ai cacciatori.

I cittadini contribuenti, ancora una volta, stanno in pratica pagando la caccia ai cacciatori e subendo ogni tipo di nefandezze, manomissioni ambientali ed ecosistemiche, solo per assecondare la prepotenza e i capricci degli sparatori.

Non basta, nel rapporto ambientale sulla valutazione ambientale strategica (VAS) funzionale al Piano faunistico venatorio regionale 2014 – 2019, a pagina 103, c’è l’istogramma dei danni alle attività agricole causati dalla fauna selvatica con l’incidenza delle diverse specie nel totale dei danni suddivisi per provincia (somma degli importi periziati in € negli anni 2006 – 2010).

danni alle attività agricole causati dalla fauna selvatica (somma degli importi periziati in € negli anni 2006–2010)

danni alle attività agricole causati dalla fauna selvatica (somma degli importi periziati in € negli anni 2006–2010)

Stando a questo istogramma sembrerebbe che l’ammontare dei danni alle produzioni agricole causati dai Corvidi sia del tutto equivalente all’ammontare dei danni economici causati dai Fasianidi.

Non solo, il primato dei danni spetterebbe addirittura alle lepri.

Fagiani e lepri di allevamento o catturate chissà dove che vengono costantemente immessi nel territorio come “ripopolamento faunistico” o animali pronta – caccia (li libero il giorno prima, li sparo il giorno dopo: gran soddisfazione!).

Ma allora, quale diavolo sarebbe il criterio usato dalla Provincia per stabilire che i Corvidi devono essere sterminati, mentre lepri e fagiani devono essere costantemente re-immessi a decine e centinaia di migliaia?

Una sola risposta: solo ed esclusivamente in favore dei cacciatori.

Gli animali? Muoiono.

I cittadini? Pagano.

I cacciatori? Godono.

Gruppo di Intervento Giuridico – Veneto

Provincia di Padova, gabbie trappola “Larsen” per Corvidi

Provincia di Padova, gabbie trappola “Larsen” per Corvidi

(foto da mailing list ambientalista, M.F., archivio GrIG)

  1. mara
    dicembre 22, 2014 alle 11:37 am

    I cacciatori godono, ma non sanno che si reincarneranno in corvidi….

    • M.A.
      dicembre 22, 2014 alle 12:06 PM

      Ihihih! E se mai si dovessero rincarnare corvidi che male c’è? In molti posti vengono cacciati e mangiati al pari delle volpi (sono onnivori come le galline), in altri invece vengono uccisi e lasciati sul posto in pasto ai cinghiali che ringraziano! In Sardegna purtroppo non vengono sparate a dovere in quanto abbiamo la stupida concezione che sia “una preda che non vale la cartuccia” in quanto non c’è una vera e propria tradizione culinaria per quanto riguarda questi animali. Se tutti i cacciatori sparassero le cornacchie e le volpi, così come consentito dal calendario venatorio, in futuro senz’altro mangeremo qualche coniglio, pernice o lepre in più. Ma nonostante lo sforzo di alcune ass. Venatorie che cercano di promuovere l’abbattimento rimborsando le cartucce sparate ogni tot di coppia di zampe di cornacchie abbattute, molti di noi continuano a ignorare questi animali che di anno in anno diventano sempre più numerosi andando a competere e in certi casi ledere e alterare l’equilibrio biologico di altre specie, come ad esempio la nobile stanziale.

      • mara
        dicembre 22, 2014 alle 3:46 PM

        Caspita M.A. mi ero scordata di te! Nemmeno a Natale riesci ad essere più buono? Se si lasciasse campo libero ai cacciatori, in futuro gli unici selvatici li troveremmo negli zoo.
        Comunque: Buone Feste!

  2. M.A.
    dicembre 23, 2014 alle 1:37 PM

    Esch esagerata Mara! Manco fossimo sterminatori! A cosa servono i calendari venatori se non ad attuare un giusto prelievo per garantire un giusto equilibrio? Ahah buone feste anche a te!

  3. Francesco
    aprile 16, 2016 alle 2:25 PM

    Articolo fasullo. Le gabbie trappole per corvidi vengono installate nei pressi dei coltivi per limitare il “danno” arrecato dai corvidi alle colture.
    Gli esemplari catturati sono molto pochi in quanto i covidi animali intelligenti difficilmente si lasciano condurre in trappola quindi non è un metodo di contenimento valido.

    Poi “i cittadini pagano” altra fesseria, i fondi stanziati per caccia, i programmi di contenimento delle specie nocive e, ironicamente, le associazioni anticaccia derivano esclusivamente dall’importo delle tasse pagate annualmente dai cacciatori per i rinnovo della licenza di caccia.
    Il cittadino X paga regolarmente le tasse per andare a caccia, una parte di quei soldi viene intascata da chi gli rompe i coglioni. Perchè non parlate anche di questo?

    • aprile 16, 2016 alle 3:31 PM

      lei é un ignorante, nel senso che “ignora”. Non c’è un euro dei soldi che pagano i cacciatori per andare a caccia che va alle associazioni ambientaliste.
      Ne parleremo a breve, di nuovo, in questo sito web.
      Si informi e studi, nel frattempo.

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