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Navi insabbiate e porti.


In relazione al recente insabbiamento del traghetto Bithia nel porto di Olbia, le cui cause non sono state ancora chiarite, abbiamo ricevuto da Andrea Demuru, libero professionista olbiese, e pubblichiamo molto volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

A proposito di Bithia e dell’insabbiamento del Porto di Olbia.

A distanza di circa 25 anni dall’ultima “escavazione della canaletta” del Porto di Olbia, occasione nella quale in un pubblico convegno a cui partecipavono diversi Assessori Regionali, l’Università, la Provincia, il Consorzio Industriale e naturalmente il Comune di Olbia, il copione si ripete.

Da una parte chi vuole scavare, arrivando a ipotizzare il raddoppio della “canaletta” di accesso, dall’altra chi chiede che quegli escavi vengano limitati al massimo e chi, come i mitilicoltori ed i titolari di cantieri nautici, temono per la sopravvivenza stessa delle loro attività, mentre gli amanti dell’ambiente  temono ripercussioni sulle stesse nostre spiagge.

A me molte di queste considerazioni paiono degne di attenzione, ma mi chiedo, cosi come feci

in quel convegno del 1986, anziché parlare ogni volta di insabbiamento ed escavazioni, perchè non proviamo a parlare di come fare, per trattenere quelle sabbie prima che arrivino in ….porto?

Al riguardo un modesto  contributo di idee l’avevo dato, e l’ho ribadito qualche giorno dopo l’alluvione del 18 novembre dell’anno scorso, in una lettera aperta al Sindaco di Olbia, suggerendo la “scolmatura” del Rio Padrongianus, cosi da  farlo  defluire anche in mare aperto, fuori dal porto, verso Punta Saline, creando opportune “traverse” per il trattenimento della sabbia; quindi evitando  la ciclica distruzione degli impianti di cozze, arselle, tartufi etc. delle aree prospicienti il Rio Padrongianus.

A questo punto la domanda la rivolgo all’Autorità Portuale e a chi di competenza, per sapere se corrisponda al vero che nel Piano Regolatore in discussione, si parla  della sabbia proveniente dal Padrongianus, ma solo per quantificarla , non per evitare che la stessa finisca in canaletta.

Ma se degli auspicabili rimedi,  non se ne parla in occasione della stesura del PRP, quando ci si deciderà a  parlarne?

Poichè non credo che qualcuno  pensi che è meglio continuare a lasciar depositare la sabbia nel porto,  a  procurare  danni alla navigazione e alle casse dello Stato, per poi  scavare un’altra volta, magari raddoppiando la canaletta di accesso, posso chiedere a chi di competenza, anche col supporto dello  studio e la proposta  della Camera di Commercio di Sassari risalente a 30 anni fa e ribadendo le mie esternazioni del 1986 e quelle seguite all’alluvione del 18 Novembre,   un cenno in merito, magari per suggerire qualcosa  all’Autorita’ Portuale?

Personalmente credo che i finanziamenti possano essere concessi non soltanto per rimediare ai danni……., ma anche  per  prevenirli, non foss’altro perchè tutto questo costerebbe ……molto, molto meno!

Andrea Demuru

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