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La città dei Giganti di Monte Prama.


Dal 22 marzo 2014 i Giganti di Monte Prama sono visibili al grande pubblico al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e al Museo Archeologico di Cabras (OR).

Il complesso archeologico di Monte Prama (Cabras) in Sardegna è uno dei più impressionanti gruppi scultorei del mondo antico, costituito da almeno 28 statue colossali di guerrieri di età nuragica e di 16 modelli di nuraghe, indicativamente databili fra la seconda metà dell’VIII sec. e il IX sec. a.C.

Rinvenuto casualmente nel 1974 e recuperato da due immediate campagne di scavo, dopo l’esposizione di pochi esemplari al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e la permanenza pluridecennale degli altri materiali nei suoi magazzini, il complesso è stato oggetto di un complesso e accurato intervento di restauro comprendente ben oltre cinquemila frammenti presso il Centro di Conservazione e Restauro di Li Punti (Sassari).

Purtroppo i Giganti di Monte Prama non sono visibili in un unico contesto e, al di là della correttezza scientifica o meno, certo spiace sotto il profilo estetico.Gigante di Monte Prama (il pugilatore)

Ma chi sono e che cosa rappresentano costituiscono tuttora enigmi da risolvere sul piano archeologico e storico.

E, forse, sta per giungere qualche importante elemento in più: la campagna di rilevamenti condotta dalla Soprintendenza archeologica cagliaritana e dalle Università degli Studi di Cagliari e di Sassari ha portato all’individuazione di quelle che sembrano strutture murarie di sensibili dimensioni: è la città dei Giganti di Monte Prama?

Seguirà una campagna di scavi archeologici che proverà a dare qualche risposta e, probabilmente, ci sarà qualche nuova pagina di storia da scrivere.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

i Giganti di Monte Prama

i Giganti di Monte Prama

 

da La Nuova Sardegna, 25 marzo 2014

Nel sottosuolo del Sinis l’antica città nuragica dei Giganti di Mont’e Prama.   Le rilevazioni sono state eseguite nel sottosuolo con i georadar dall’università di Cagliari. Individuati blocchi di pietra enormi: sono i resti della città dove nacquero i Colossi?   Enrico Carta

CABRAS. Le meraviglie che gli occhi vedono sono una goccia nel mare di un mondo antico, non certo piccolo, che ancora resta sepolto sotto una vastissima distesa di terra. Il Sinis potrebbe essere un giacimento di tesori. No, togliamo il condizionale, perché lo scrigno sarà aperto e brillerà come oro al sole, non appena una pur piccola parte di quelle tonnellate di terra sparirà da quei dolci rilievi coltivati a grano che si affacciano da un lato sullo stagno di Cabras e dall’altro su un mare incantato.

I dubbi, al momento, appartengono solo alla proverbiale prudenza scientifica che però si appresta a essere spazzata via, proprio come quella terra che gli scavi rimuoveranno dalla zona di Mont ’e Prama. La Soprintendenza e le università di Cagliari e Sassari si apprestano a dare vita a una nuova campagna di ricerche archeologiche, che però non sarà un salto nel buio. Le prossime indagini degli archeologi sono state infatti precedute da un lavoro scientifico effettuato dall’équipe del laboratorio di Geofisica ambientale del dipartimento della facoltà di Ingegneria civile, ambientale e di architettura dell’università di Cagliari. Guidati dal professor Gaetano Ranieri, i ricercatori hanno compiuto un esame del sottosuolo con un mezzo all’avanguardia che ha già dato i suoi frutti nelle campagne condotte a Santa Maria di Neapolis a Terralba.

L’università di Cagliari è l’unica al mondo a possedere questa apparecchiatura modernissima, fatta di sedici georadar, posizionati a una distanza di dodici centimetri l’uno dall’altro che vengono trascinati da un’auto a una velocità mai superiore ai venti chilometri orari. Questa strumentazione permette di esaminare il sottosuolo da una profondità che va dai cinquanta ai centottanta centimetri. Grazie ad essa, poi, un esperto è in grado di rilevare le anomalie nel sottosuolo e per anomalie si intendono elementi che non sono componenti naturali del terreno.

Nella zona di Mont ’e Prama, di queste anomalie ne sono state rilevate ben 56mila. Sono pietre di dimensioni superiori a quelle che si dovrebbero trovare in quell’ambiente. Hanno un diametro che supera i quindici centimetri e quindi devono per forza essere elementi non “naturali”. Tanto più che, sebbene ancora nessuno voglia lanciarsi in ipotesi prima di avere davanti agli occhi la meraviglia del Sinis, spesso queste pietre o questi massi sono posizionati in maniera geometrica.

Gigante di Monte Prama

Gigante di Monte Prama

È un disegno che la natura non può aver fatto. È qualcosa di umano, talmente umano da essere risultato per decenni impensabile. Qualcosa di assolutamente straordinario, motivo per cui le coordinate esatte della prossima ricerca sono state secretate. Forse è un santuario, il più grande santuario dell’isola di epoca tardo nuragica. Ma forse è addirittura di più, ad esempio una metropoli, se si considerano le dimensioni delle città dell’epoca, perché non sarebbe solo il terreno vicino a quello dove sono state trovate nel 1974 le statue a finire sotto la lente di ingrandimento degli archeologi.

Per questo motivo si sta preparando una sinergia che vedrà in campo le migliori forze della Soprintendenza e delle università di Cagliari e Sassari, con due finanziamenti differenti, uno da 700mila legato al Progetto Arcus del Ministero e uno da 200mila che finanzia il Progetto Archeologia Mont ’e Prama che impegnerà anche gli studenti della scuola di specializzazione di archeologia Nesiotikà dell’università di Oristano. E da Oristano, l’archeologo Raimondo Zucca per prima cosa garantisce sulla bontà delle ricerche già effettuate dall’équipe del professor Gaetano Ranieri. «Nel caso di Santa Maria di Neapolis nel territorio di Terralba sono state di una precisione incredibile», spiega, prima di soffermarsi sul caso Mont ’e Prama e di lasciarsi andare all’ottimismo. «Oltre all’esame scientifico del sottosuolo ci sono poi da fare altre valutazioni – prosegue Raimondo Zucca –. Penso che una necropoli non giustifichi statue di dimensioni pari a quelle già trovate. Siamo per lo meno di fronte a un grande santuario». Ma c’è dell’altro; c’è un cambio di fronte che ormai inizia a farsi strada sempre più prepotentemente anche negli ambienti scientifici e non è più relegato esclusivamente alla mitologia politica. «I giganti dimostrano che la Sardegna, nel Mediterraneo occidentale tra il nono e l’ottavo secolo avanti Cristo – afferma l’archeologo –, era una terra di uno straordinario livello culturale. E questo significa che i sardi avevano notevoli risorse e proponevano politiche di scambio a livello internazionale. Una sfilata di statue come quella di Mont ’e Prama è emblematica della presenza di un potere governativo molto solido e ricco».

C’è un cambio di visione rispetto agli studi passati. «Non è enfasi riconoscere alla Sardegna un ruolo fondamentale nella storia del Mediterraneo di quel periodo storico – conclude Raimondo Zucca –. I sardi non sono sempre stati schiavi e dominati. I sardi trasportano le loro merci in Andalusia, nel Nord Africa dal Marocco alla Libia. Le vecchie tesi non reggono più e oggi si inizia a fare i conti con un crogiolo di culture in cui i colonizzatori fenici e le popolazioni autoctone per secoli hanno vissuto l’una accanto all’altra, convergendo in interessi e traffici economici. Erano comunità miste sino al momento in cui Cartagine non cambiò la storia di questi rapporti amichevoli».

 

(foto da mailing list culturale)

  1. Shardana
    marzo 27, 2014 alle 9:42 am

    Finalmente era ora che si desse il giusto valore a monti prama e al popolo “shardana”Dopo 40 anni gli archeologi,si accorgono che non eravamo un popolo di dominati e le vecchie tesi degli illuminati lasciano finalmente spazio(ne parlava 30 anni fà Stefano carta raspi)alle teorie da molti definite”fanta storia” ,che invece sono realtà,grazie al contributo dei controcorrente e visionari che non hanno mai mollato.L’archeologia sarda,anche lei,è sempre stata in mano a gruppi di potere chè ascendevano o oscuravano il pezzo di storia da portare avanti.A secondo degli umori di politici o archeologi,di sovrintendenza e parti dello stato com piacevoli alle speculazioni in zone di grande valore archeologico che rilasciavano autorizzazioni edilizie a piene mani e occhi chiusi se durante gli scavi veniva fuori qualcosa..Sono troppo contento speriamo che sia un segno di cambiamento,che come sempre parte dal basso.HASTA

  2. Mara
    marzo 27, 2014 alle 9:44 am

    Un mistero assolutamente affascinante. Sembrano assai pochi i soldi disponibili per una ricerca approfondita, speriamo che non ci lasci fra un paio d’anni con alcune mura dissotterrate e subito richiuse.

  3. panurk
    marzo 29, 2014 alle 10:52 pm

    Shardana, vorresti rivelarmi il nome del miracoloso elisir e quanto ne hai bevuto?

  4. Shardana
    marzo 30, 2014 alle 12:09 am

    Perchè mi dici che ho bevuto un elisir?Perchè dico troppe cazzate?

  5. panurk
    marzo 31, 2014 alle 1:45 pm

    Ahimé, Shardana, ovviamente non ti é sfuggito che molto delle tue posizioni comunemente vengono chiamate “cazzate”. Non ti sei mai chiesto quale sia il nesso tra i shardana e le statue trovate nel Sinis? Il problema inzia già col fatto che a livello scientifico non si sa chi siano stati i cosidetti “shardana”, nemmeno se sono mai esistiti come etnia, ma in Sardegna oggi tutti (o quasi) credono le fanta-storielle e non raramente giù sino al livello dei libri di un Leonardo Melis ed altri. D’altronde non è vero (cioè una cazzata) che solo ora si desse il giusto valore ai “giganti” del Sinis – sembra soltanto cosí alla massa di gente che non si era interessata mai di questi ritrovamenti e che oggi si sono svegliati nell’ubriacatura di una discussione identitaria stupida, accusando i “gruppi di potere” di oscuramento ecc. ecc.

    Francamente, la Sardegna e i sardi con tutta questa ondata di archeo-identitarismo fanno una brutta figura che anche (tra altri motivi) è responsabile per l’isolamento della Sardegna a livello scientifico (non dissimile dai tempi della Carte d’Arborea). Va bene se i bambini francesi credono di essere discendenti di Asterix e Obelix o se i ragazzi greci si credono discendenti di Achille e Omero, ma se sardi adulti di oggi si credono discendenti dei Shardana onnipotenti … è un dramma. Appena riesco ad immaginarmi quanto tempo si perde in Sardegna con discussioni inutili su un passato remotissimo invece di occuparsi con la stessa energia e tenacità delle questioni importanti di oggi (ambiente, energie rinnovabili, prospettive realistici di turismo, cementificazione, ecc.).

  6. Mag 13, 2014 alle 10:27 pm

    da L’Unione Sarda, 13 maggio 2014
    Mont’e Prama, nuovi scavi degli archeologi. Ritrovati sotto terra i resti di un santuario. Si aprono nuovi scenari a Mont’e Prama, nel sito dei giganti di pietra. Gli scavi, appena ripresi nel Sinis, hanno portato al ritrovamento di due grossi blocchi di arenaria, forse parte di un santuario: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/13/mont_e_prama_nuovi_scavi_degli_archeologi_ritrovati_sotto_terra_i_resti_un_santuario-6-367468.html

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    da La Nuova Sardegna, 13 maggio 2014
    Scoperti i resti di un edificio, forse il santuario dei Giganti.
    Cabras, la zona di Monte Prama dove furono trovate le statue è stata ripulita dalla vegetazione e sono affiorati due conci di grande interesse per gli studiosi, si rinnova la spinta a cominciare una campagna di scavo: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/05/13/news/scoperti-a-monte-prama-i-resti-di-un-edificio-forse-era-il-santuario-dei-giganti-1.9219439

  7. Mag 23, 2014 alle 5:53 pm

    si tratta del geo radar che, inutilmente, avevamo chiesto fosse utilizzato prima di autorizzare ogni intervento immobiliare a Tuvixeddu-Tuvumannu (Cagliari)…

    da La Nuova Sardegna, 23 maggio 2014
    Il super radar e la mano dell’archeologo per scavare a Monte Prama.
    Il soprintendente di Cagliari e Oristano Marco Minoja presenta il progetto, due interventi con diversi studiosi in campo. La grande avventura dei Giganti ricomincia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/05/23/news/il-super-radar-e-la-mano-dell-archeologo-per-scavare-a-monte-prama-1.9285000

  8. luglio 25, 2014 alle 5:30 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 luglio 2014
    Scavi a Mont’e Prama, dalla terra emerge un nuovo Gigante.
    Rinvenuti un pugilatore, un betile e i resti di una tomba. Per gli archeologi ci sono i segni di una raffinata tecnica scultorea. (Claudio Zoccheddu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/25/news/scavi-a-mont-e-prama-dalla-terra-emerge-un-nuovo-gigante-1.9654578

    Foto: http://lanuovasardegna.gelocal.it/foto-e-video/2014/07/25/fotogalleria/scavi-a-mont-e-prama-dalla-terra-emerge-un-nuovo-gigante-1.9654915

  9. agosto 23, 2014 alle 10:18 am

    da La Nuova Sardegna, 23 agosto 2014
    Il tesoro di Mont’e Prama, dalla terra spunta un gigante-arciere.
    Nuovi ritrovamenti: un busto e un piede calzato. La Direzione dei Beni archeologici: nell’area degli scavi serve più sicurezza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/08/23/news/il-tesoro-di-mont-e-prama-dalla-terra-spunta-un-gigante-arciere-1.9803695

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    da L’Unione Sarda, 23 agosto 2014
    Mont’e Prama, altra scoperta. Si ricompone nuovo Gigante: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/08/23/mont_e_prama_altra_scoperta_si_ricompone_nuovo_gigante-6-382852.html

  10. Shardana
    agosto 23, 2014 alle 11:13 am

    Se i vostri politici invece di rubare e mantenere in maniera assistenziale industrie non produttive e altamente inquinanti,avessero investito nella vera miniera d’oro della sardegna (altro che furtei),il patrimonio archeologico e naturalistico, probabilmente ci sarebbe un futuro diverso per la nostra terra.

  11. Fabrizio De Andrè
    agosto 23, 2014 alle 6:29 pm

    Per rimanere in temal’IGEA E GLI ELARGITORI DI DENARO PUBBLICO SI Sono PAPPATI 609milioni di € in 12 anni,forse sarebbero bastati per allestire un piccolo museo.Che banda di ladroni,altro che sbattere in galera chi ha due piante in casa.

  12. agosto 25, 2014 alle 5:10 pm

    da Sardinia Post, 25 agosto 2014
    “I Giganti distrutti con violenza”, gli archeologi certi sulla fine di Monti Prama: http://www.sardiniapost.it/culture/i-giganti-distrutti-violenza-gli-archeologi-raccontano-scavo-monti-prama/

  13. settembre 25, 2014 alle 3:51 pm

    da L’Unione Sarda, 25 settembre 2014
    Mont’e Prama, nuova scoperta degli archeologi. Dagli scavi spunta un altro guerriero di pietra: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/09/25/mont_e_prama_nuova_scoperta_degli_archeologi_dagli_scavi_spunta_un_altro_guerriero_di_pietra-6-387929.html

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    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2014
    Monte Prama, il Pugilatore subito esposto al museo di Cabras.
    C’è molto fermento fra gli studiosi per la statua, un pugilatore, rinvenuta nella fertile campagna di scavo condotta da Alessandro Usai e Paolo Bernardini: di grandi proporzioni, quasi intatta, rivela interessanti legami con la Penisola per la somiglianza con un bronzetto nuragico rinvenuto a Vulci: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/09/25/news/monte-prama-il-nuovo-gigante-fratello-di-un-bronzo-toscano-1.9996739

  14. mara
    settembre 25, 2014 alle 7:05 pm

    Credo che molti archeologi non siano contenti: la storia antica del Mediterraneo è da riscrivere. La datazione certa del bronzetto di Vulci (nono secolo A.C.) che somiglierebbe all’ultimo pugilatore ritrovato è una notizia straordinaria (che ne dici… Panurk?).
    Sardegna, splendido museo a cielo aperto da preservare a tutti i costi.

  15. settembre 27, 2014 alle 7:36 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2014
    Mont’e Prama, uno dopo l’altro: ecco un nuovo gigante.
    L’annuncio dell’archeologo Raimondo Zucca in un incontro ad Alghero. La statua è identica al pugilatore venuto alla luce due giorni prima. (Antonio Meloni): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/27/news/mont-e-prama-uno-dopo-l-altro-ecco-un-nuovo-gigante-1.10007959

  16. settembre 30, 2014 alle 5:13 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2014
    I nuovi Giganti una folgorazione: svelano alcuni misteri.
    Il restauratore Roberto Nardi: «Dagli scavi dati di eccezionale importanza». Sui resti appena emersi possibile verificare le ipotesi sul mistero dei Guerrieri di Monte Prama. (Anna Sanna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/30/news/nuovi-giganti-una-folgorazione-svelano-alcuni-misteri-di-monte-prama-1.10027194

  17. novembre 7, 2014 alle 2:54 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

    Complesso scultoreo di Mont’e Prama, 2 milioni di euro di fondi Cipe per la valorizzazione”.
    Questo Accordo è un esempio di leale e fattiva collaborazione con il Ministero”, ha detto il presidente della Regione Pigliaru presentando l’Apq alla stampa. “Le statue di Mont’e Prama sono un attrattore straordinario e siamo ben consapevoli di avere tra le mani un grande potenziale non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico”. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873)

    CAGLIARI, 6 NOVEMBRE 2014 – Due milioni di euro in arrivo per la valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama. I fondi, stanziati grazie a un Accordo di Programma Quadro tra Regione, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, saranno utilizzati per l’ampliamento del Museo Civico di Cabras e l’allestimento introduttivo dei reperti. Ancora, rientrano nell’accordo il progetto scientifico-culturale di musealizzazione, la progettazione e realizzazione dell’allestimento dei contenuti museali, il piano di gestione e quello di comunicazione e promozione delle statue a livello internazionale.

    L’Accordo di Programma Quadro rafforzato in materia di Beni e attività culturali, centrato sulla valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama, è stato firmato lunedì 3 novembre a Roma e illustrato oggi ai giornalisti nella sala Giunta di viale Trento dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, il sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Francesca Barracciu, e l’assessore regionale della Cultura Claudia Firino.

    “Questo Accordo è un esempio di leale e fattiva collaborazione con il Ministero”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru presentando l’APQ alla stampa. “Le statue di Mont’e Prama sono un attrattore straordinario e siamo ben consapevoli di avere tra le mani un grande potenziale non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico. Nel 2015, pur nelle difficoltà del bilancio, uno spazio adeguato sarà riservato alla valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama e di tutta la nostra cultura nuragica. Mont ‘e Prama e la Sardegna devono ritrovare il posto che spetta loro nei libri di testo delle scuole”.

    L’attenzione del Ministero è stata evidenziata dal Sottosegretario dei Beni e delle Attività Culturali Francesca Barracciu. “Il complesso di Mont’e Prama non è solo un tesoro culturale ma anche una grande occasione per creare reddito e sviluppo non solo per la Sardegna ma per tutto il Paese”, ha spiegato Francesca Barracciu. “Sarà nostro preciso impegno fare in modo che questo grande ritrovamento archeologico, che contribuisce a scrivere una parte della storia del Mediterraneo, sia reso noto ai visitatori dell’Expo 2015, magari attraverso il sistema digitale elaborato dal CRS4: l’obiettivo è quello di spingere i tanti turisti che arriveranno in Italia a visitare la Sardegna. Vogliamo dare impulso anche a scavi e ricerca, assicurando la massima collaborazione con le Università sarde”. L’assessore regionale Claudia Firino ha sottolineato come oggi si scriva “un ulteriore e importante passo nel processo di valorizzazione delle statue: nonostante i primi reperti siano stati rinvenuti negli anni ’70 l’accelerazione per la valorizzazione è stata impressa negli ultimi mesi. La situazione finanziaria è molto difficile – ha detto l’assessore – ma l’APQ testimonia la volontà comune di Regione e Ministero di valorizzare il patrimonio isolano, così come di puntare sulla promozione internazionale. Vogliamo investire con decisione nel nostro patrimonio, ancora poco valorizzato a causa delle poche risorse: abbiamo tanti giovani che hanno investito in una preparazione nell’ambito dei Beni culturali e che aspettano l’opportunità di lavorare. Per ciò che concerne il sito di Mont’e Prama, infine, c’è un’importante novità: stiamo mettendo a punto un programma di vigilanza costante che non sia più vincolato all’emergenza del momento”.

    Con un intervento di 2 milioni di euro di fondi Cipe, ai quali si aggiungono altri fondi del comune di Cabras, si consolida efficacemente la collaborazione interistituzionale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna e Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano), il Comune di Cabras e la Direzione Regionale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, iniziato con gli impegni assunti nel Protocollo d’Intesa – siglato il 12 dicembre 2011- per la valorizzazione del complesso scultoreo e del sito archeologico di Mont’e Prama e proseguito con i lavori della Cabina di Regia permanente, costituita formalmente il 4 dicembre 2012, al fine di pianificare in maniera congiunta tutte le azioni previste. La Regione ha infine sottoscritto il 3 novembre l’Accordo di Programma Quadro rafforzato.

    Le azioni previste nell’APQ. Sarà destinato 1 milione 385 mila euro, di cui 1 milione 350 mila di fondi Cipe e 35 mila di fondi del Comune di Cabras, alla realizzazione da parte dell’Amministrazione di Cabras di due azioni strettamente correlate, di cui il Comune è soggetto attuatore.

    1. L’allestimento introduttivo per l’esposizione delle sculture restaurate che sarà ospitato nelle sale attualmente destinate a sala conferenze e sala deposito del Museo Civico.
    2. L’ampliamento del Museo Civico “Giovanni Marongiu” con la realizzazione della sala dedicata all’esposizione permanente del patrimonio scultoreo di Mont’e Prama e, in attesa del completamento dei suddetti lavori, allestimento introduttivo con esposizione di parte del patrimonio scultoreo nelle sale del museo, attualmente destinate a sala conferenze e sala deposito.

    Il progetto scientifico-culturale di musealizzazione. L’intervento, che sarà gestito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, prevede l’impiego di 50 mila euro di fondi Cipe per la progettazione del sistema museale per Mont’e Prama, in un’ottica unitaria ovvero la definizione dei contenuti dei pannelli espositivi a carattere archeologico, l’ideazione dei percorsi museali e dei sistemi di comunicazione, gli aspetti grafici e comunicativi per le fasi di esposizione introduttiva nelle tre sedi (Cagliari, Cabras, Sassari Li Punti) e la definizione delle basi per l’esposizione definitiva. E ancora, il progetto museo-tecnico di allestimento introduttivo del Museo di Cabras, ovvero l’ideazione degli apparati espositivi e di illuminazione, gli impianti vari, i sostegni e i supporti per i reperti che hanno costituito la base per la realizzazione dell’allestimento introduttivo realizzato dal Comune di Cabras.

    Progettazione e realizzazione dell’allestimento dei contenuti museali
    Con l’intervento da 200 mila euro di fondi Cipe, la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano deve attuare diverse attività riferite alla fase di esposizione definitiva del Museo Civico di Cabras, che costituiscono l’approfondimento e la traduzione operativa del progetto scientifico-culturale di musealizzazione realizzato per la fase di esposizione introduttiva del museo civico di Cabras:

    – la progettazione esecutiva e produzione della comunicazione per l’esposizione definitiva di Cabras;
    – l’allestimento sale per l’esposizione definitiva di Cabras (compresa fornitura di arredi, pannelli ecc.);
    – la fornitura e l’installazione di attrezzature e applicazioni multimediali e interattive per l’allestimento definitivo del Museo di Cabras.

    Il piano di gestione. Un intervento da 50 mila euro, guidato dal Servizio Beni Culturali dell’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali è previsto per la redazione del Piano di Gestione finalizzato a coordinare specifiche attività volte alla valorizzazione culturale del Sistema Museale per Mont’e Prama nei diversi Poli (Cagliari, Cabras, Sassari), in un’ottica di sistema museale plurale e integrato. Sulla base delle Linee Guida per la Gestione e Comunicazione definite all’interno del Progetto “BC2 Beni Culturali Beni Comuni. Con il “Sistema Museale per Mont’e Prama”, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna, si intende definire un insieme di funzioni migliorative che le amministrazioni competenti dovrebbero attivare per aumentare la visibilità dei Giganti e innalzare la qualità dell’offerta, incrementare l’attrattività dei servizi di accoglienza e di supporto alla fruizione del pubblico.

    Realizzazione del piano di comunicazione e promozione a livello internazionale.
    Sono stati destinati 350 mila euro di fondi Cipe, che il Servizio Beni Culturali dell’Assessorato Regionale dovrà impiegare per la definizione del Piano di Comunicazione del Sistema Museale Plurale e la definizione del Piano di Promozione, ovvero l’individuazione delle attività di informazione rivolte ai diversi target di riferimento che diano risonanza mediatica ai reperti in sé, come patrimonio di inestimabile valore, e all’esposizione che li valorizzerà. A partire dalle ipotesi sugli assi strategici della comunicazione contenuti nelle sopraccitate Linee Guida, il Piano dovrà definire nel dettaglio e condividere con le istituzioni coinvolte sia gli elementi legati alla comunicazione interna, finalizzata al recupero dell’identità sociale e della consapevolezza da parte degli stakeholder e delle popolazione locali, che quelli più legati alla comunicazione esterna del “sistema museale” e degli interventi di valorizzazione in chiave turistica.

    Piano strategico di marketing. Prevista l’elaborazione sia relativamente al territorio nazionale che internazionale. La progettazione e realizzazione di azioni promozionali e pubblicitarie sul web, verso la stampa nazionale ed estera, individuazione e realizzazione di azioni di sensibilizzazione sui media (regionali, nazionali ed internazionali), organizzazione di educational tour per la stampa, individuazione di fiere nazionali ed estere e partecipazione alle stesse come ad esempio Expo 2015. L’intervento riveste un ruolo prioritario per la riuscita dell’intero programma su scala internazionale.

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    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2014
    Ministero e Regione investono sui Giganti.
    Stanziati due milioni e 35mila euro per ingrandire il museo di Cabras e potenziare la rete Sassari-Cagliari. Il complesso di Mont’e Prama all’Expo diventa marchio culturale per promuovere la Sardegna: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/11/06/news/ministero-e-regione-investono-sui-giganti-1.10259009

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    Gavino Sanna: “Portiamoli subito all’Expo”: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/102711_Gavino_Sanna_Portiamoli_subito_allExpo.pdf

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    da Sardinia Post, 7 novembre 2014
    I giganti di Mont’e Prama, marchio sardo d’esportazione: http://www.sardiniapost.it/politica/i-giganti-monte-prama-marchio-sardo-desportazione/

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    da L’Unione Sarda, 7 novembre 2014
    Due milioni per valorizzare i Giganti e il museo di Cabras: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/102726_Due_milioni_per_valorizzare_i_Giganti_e_il_.pdf

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    Ecco i fondi per continuare gli scavi. (Carlo Figari): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/102728_Ecco_i_fondi_per_continuare_gli_scavi.pdf

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    Per attirare i turisti pronti 350 mila euro: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/102727_Per_attirare_i_turisti_pronti_350_mila_euro.pdf

  18. luglio 27, 2015 alle 8:36 pm

    c’è gente che prende troppo sul serio Kazzenger 😛

    Polemiche sugli scavi a Mont’e Prama: comunicato della Soprintendenza Archeologia della Sardegna (http://www.archeocaor.beniculturali.it/index.php?it/140/notizie/130/polemiche-sugli-scavi-a-monte-prama-comunicato-della-soprintendenza-archeologia-della-sardegna)

    Alle polemiche infondate di questi giorni è necessario che la Soprintendenza fornisca risposta con l’evidenza della verità.
    Il lavoro in corso in queste settimane a Mont’e Prama rappresenta un intervento di grande qualità i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: per la prima volta è stata integralmente riaperta l’area archeologica evidenziando la posizione delle tombe di tutti gli interventi precedenti, quelle già scavate e quelle ancora da indagare, la presenza delle loro lastre di copertura nonché ogni ulteriore dato stratigrafico e strutturale, in modo finalmente esaustivo a comprendere nella sua integrità lo stato del complesso archeologico di Mont’e Prama.
    Il lavoro di ripristino delle superfici di scavo degli anni ’70 ha comportato lo scavo di strati già rimossi e incoerenti, ossia centinaia di metri cubi di terreno di riporto; per tali operazioni in ogni scavo archeologico vengono impiegati, con le dovute precauzioni, mezzi meccanici che supportano l’attività degli archeologi in modo del tutto proficuo e corretto dal punto di vista metodologico; questa affermazione non teme alcuna smentita e potrà essere confermata da qualunque archeologo che abbia una minima esperienza di cantiere: l’asportazione a cazzuola di enormi cubature di terra già mossa o superficiale rappresenterebbe non solo un procedimento metodologicamente inutile, ma anche un immenso spreco di risorse pubbliche.
    In questi termini anche a Mont’e Prama è stato impiegato proficuamente un piccolo mezzo meccanico, di dimensioni adeguate all’intervento, del tipo a lama piana, tra tutti il più indicato per la rimozione di strati superficiali in un cantiere archeologico.
    Ridotti contatti con materiali archeologici, mai del tutto escludibili, non possono dunque che avere determinato minime scalfitture, che non hanno minimamente danneggiato i reperti, in questo caso peraltro incontrando superfici già abrase; nel caso delle lastre bisogna poi rilevare come questi reperti abbiano subito, nel corso dei decenni, diversi spostamenti durante lo scavo e i successivi riposizionamenti; la pietra tenerissima di cui esse sono costituite può avere dunque subito nel tempo qualche minimo danneggiamento, che non altera in alcun modo il dato archeologico, che è sicuro, chiaro e ben tutelato dalla Soprintendenza.
    A Mont’e Prama si sta operando dunque con la massima diligenza; quanto ai dubbi sulla professionalità impiegate mi fa piacere sottolineare che per la prima volta a Mont’e Prama scavano esclusivamente specialisti di archeologia nuragica, in particolare il dottor Usai della Soprintendenza, ad oggi il massimo conoscitore del Sinis nuragico, e il dott. Franco Campus per la cooperativa Archeosistemi, selezionato proprio in virtù del suo specifico e ampio curriculum di archeologo protostorico sardo; entrambi validissimi colleghi sardi, come sardo è il personale di supporto tecnico al cantiere e di manovalanza. Un’archeologia integralmente sarda al servizio di Mont’e Prama.
    Si è rilevato come questo intervento sia in contrasto con gli scavi effettuati di concerto da Soprintendenza e Università; niente di più sbagliato. Il cantiere attuale, già programmato, prevedeva sin dall’inizio l’esecuzione a cura della Soprintendenza, ben inteso, della Sardegna. Gli scavi delle Università e della Soprintendenza, attualmente sospesi, sono oggetto di una revisione progettuale già chiaramente indicata dalla Soprintendenza ai Rettori delle due Facoltà, dal momento che alcuni aspetti del progetto devono essere meglio chiariti proprio per soddisfare le esigenze di piena scientificità e correttezza metodologica; va da sé che per il miglior prosieguo di tale progetto sarà precisa cura della Soprintendenza tenere conto delle giuste sollecitazioni sorte dal mondo accademico, in merito alla titolarità delle Università di dispiegare le proprie competenze, specificatamente quelle rivolte alla protostoria sarda e all’archeologia nuragica, ottimamente rappresentate tanto a Sassari come a Cagliari.

    Il Soprintendente archeologo della Sardegna
    dott. Marco Edoardo Minoja

    Cagliari, 27 luglio 2015

    ____________________________________________

    da L’Unione Sarda, 27 luglio 2015
    Ultime scoperte a Mont’e Prama. Tombe inviolate e resti di un Gigante: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/27/ultime_scoperte_a_mont_e_prama_tombe_inviolate_e_resti_di_un_giga-68-427561.html

    ____________________________

    A.N.S.A., 26 luglio 2015
    Ruspa a Mont’e Prama, esposto in procura.
    Deputato Pili (Unidos), danni area per uso improprio escavatore. (http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2015/07/26/ruspa-a-monte-prama-esposto-in-procura_7edad06f-d91c-43c2-b68b-6b02023f6324.html)

    ORISTANO, 26 LUG – L’uso improprio di un escavatore nel cantiere archeologico di Mont’e Prama (Oristano), dove sono state rinvenute le statue dei Giganti ora esposte nel Museo di Cagliari e di Cabras, avrebbe portato a gravi danneggiamenti del sito e di alcuni reperti trovati di recente. Lo ha denunciato il deputato Mauro Pili (Unidos) che ha presentato un esposto alla procura della Repubblica, e che nel pomeriggio ha effettuato un sopralluogo nel sito oristanese assieme a tecnici e carabinieri.

  19. Mara
    luglio 28, 2015 alle 9:12 am

    E a proposito di Kazzenger: imperdibile la puntata di ieri sera tutta dedicata ai misteri sardi.
    Tra le varie “perle” l’affermazione che le tombe dei giganti sono solo in Gallura! Ma la notizia più allucinante riguarda la Vice Direzione di Rai 2 dell’ineffabile conduttore, almeno fino al 2011- Povera RAI.

    • luglio 28, 2015 alle 3:07 pm

      è un mito 😛

      ___________________________________________________________

      da Sardinia Post, 28 luglio 2015
      Voyager, in tv i misteri sardi. Mont’e Prama come la Cina, ironia sul web. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/voyager-in-tv-i-misteri-sardi-monte-prama-come-la-cina-ironia-sul-web/)

      Cosa hanno in comune i menhir di Goni con le pietre di Stonehenge? Il triangolo delle Bermuda con le acque di Tavolara? Assolutamente niente. Eppure Roberto Giacobbo, autore e conduttore del programma televisivo Voyager, è riuscito a mescolare tutto in un grande calderone che aveva come tema proprio la Sardegna.

      La puntata del programma, andata ieri in prima serata su Rai 2, ha incollato davanti allo schermo migliaia di isolani curiosi di ascoltare il racconto di Giacobbo sull’isola e pronti a commentare sui social network. Polemiche, commenti e soprattutto tanta ironia sulla Sardegna mostrata da Voyager, che la rete ha da tempo ribattezzato ‘Kazzenger’ citando la parodia del comico Maurizio Crozza.

      Eccola, la puntata tutta sarda: le pietre fitte prenuragiche accostate a quelle inglesi, il mistero delle Bermuda con alcuni naufragi nell’isola, l’altare preistorico di Monte D’Accoddi in parallelo con le ziqqurat mesopotamiche, l’anfiteatro cagliaritano con il Colosseo romano, e via di paragoni fantasiosi e inverosimili. Immancabili, come era prevedibile, i Giganti di Monte Prama: “Nel marzo 1974 un contadino sardo arava su questi campi e scoprì le statue nuragiche, nello stesso momento un contadino cinese scopriva l’esercito di terracotta messo in piedi per custodire il sonno eterno del primo imperatore cinese”. Cinque secoli separano le statue nuragiche da quelle cinesi eppure Giacobbo le presenta insieme come fossero parte di un unico grande mistero preistorico. E la connessione? Non esiste, se non i due contadini che lavoravano la terra nello stesso momento ma a chilometri di distanza.

      _____________________________

      😛 😛 😛 😛 😛 😛 😛

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  20. agosto 10, 2015 alle 10:08 pm

    i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale smentiscono qualsiasi danno.

    da L’Unione Sarda, 10 agosto 2015
    Cabras. I carabinieri chiudono il caso: «Nessun danno al Gigante». (Maurizio Olandi): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/116837_Cabras_I_carabinieri_chiudono_il_caso_Nessu.pdf

  21. Carlo Forte
    agosto 11, 2015 alle 11:03 am

    Più danni dell’occultamento che c’è stato fino ad oggi…………..I soldi rubati per le industrie killer ai GIGANTI

    • agosto 11, 2015 alle 12:57 pm

      …oppure i soldi pubblici spesi in nome della “cultura” e della stessa “archeologia” per iniziative che di culturale e di archeologico non avevano nulla…

  22. agosto 28, 2015 alle 2:54 pm

    è vero che i “giganti” sono “spezzettati” al piano terra e al terzo piano del Museo Archeologico nazionale di Cagliari, ma la situazione non è così drammatica.

    da L’Espresso, 26 agosto 2015
    Dalla Sardegna alla Toscana, ecco gli orrori dei musei italiani.
    Indicazioni a corredo delle opere scritte a mano. Siti archeologici chiusi. Opere dimenticate in cantina. Nessuna visita guidata. Ecco la triste estate di alcune perle del nostro patrimonio. (Michele Sasso): http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/08/26/news/gli-orrori-dei-musei-italiani-1.226415

    • Mara
      agosto 28, 2015 alle 5:08 pm

      Mi spiace contraddirti GRIG, sono ritornata all’Archeologico con un’amica e ne sono uscita molto delusa.
      La situazione è drammatica se ricordiamo che è il Museo più importante della Sardegna, quello che dovrebbe esserne il fiore all’occhiello.
      L’aspetto in generale è di degrado fin dalla parte esterna. Costa troppo mantenere le aiuole e una pulizia più accurata, o è il solito pressapochismo all’italiana?
      All’interno (mese di Giugno) un caldo infernale che aumenta in proporzione con la salita dei piani, difatti non son riuscita ad arrivare al 4°, per paura di un collasso.
      Le luci fioche e in alcune vetrine addirittura spente. Lo sanno al Museo che son stati inventati i led? In particolare la vetrina delle monete è quasi inguardabile.
      Cartellini rotti, spiegazioni oscure collocate troppo distanti dal reperto cui appartengono, assenza di traduzione in inglese (e i turisti che – pigroni! – non hanno imparato l’italiano magari a bordo delle GN?).
      Due bigliettai dall’aria scocciatissima che non hanno cambiato posizione, nelle tre ore che son stata all’interno. Posso anche capirli, insieme a noi c’erano solo altri quattro visitatori e le giornate sembreranno eterne, ma un piccolo sforzo di cordialità costa così tanto?
      Dulcis in fundo, mi auguro che nessuno abbia bisogno di entrare nei bagni /(come ho fatto io..), a meno che abbia piacere di ritrovare l’atmosfera e gli odori anni ’50 delle più avvilite stazioni ferroviarie italiane.
      L’idea poi di spezzettare in due i bellissimi Giganti a me pare del tutto demenziale.

      • agosto 28, 2015 alle 5:25 pm

        a fine luglio la situazione era un po’ migliore, c’era anche l’aria condizionata (!), comunque la divisione dei “giganti” é proprio assurda.

      • Terrae
        agosto 29, 2015 alle 11:13 am

        Ah, è ancora così?
        Occhio che qualcuno potrebbe chiedere la tutela delle mummie all’ingresso e la valorizzazione dei materiali stratificati nelle “thermae” con proposta di percorso olfattivo e annessa attività storico-didattica “Sai chi l’ha lasciato? “.
        Bravi!

  23. gennaio 13, 2016 alle 5:11 pm

    vergogna.

    da La Nuova Sardegna, 13 gennaio 2016
    Minacce alla Soprintendenza dopo l’attacco di Pili: a Mont’e Prama carabinieri e polizia.
    Gli archeologi difendono il proprio lavoro e l’uso di una piccola ruspa nell’area dello scavo: “Serve a spargere dei materiali inerti per la costruzione di sentieri”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2016/01/13/news/minacce-alla-soprintendenza-dopo-l-attacco-di-pili-a-mont-e-prama-carabinieri-e-polizia-1.12769981

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