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Ecco il quattordicesimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna.


cassonetti stracolmi di rifiuti

cassonetti stracolmi di rifiuti

E’ stato reso pubblico il XIV rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, elaborato dal Catasto Rifiuti istituito presso l’A.R.P.A.S.

Si riferisce al 2012 e andrà a comporre la parte isolana del rapporto nazionale sulla gestione dei rifiuti urbani predisposto dall’I.S.P.R.A.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

 

 

da Sardegna Ambiente, 3 febbraio 2014

Pubblicato il Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna relativo al 2012.

L’attività di monitoraggio del Catasto rifiuti, istituito presso l’ARPAS, ha prodotto anche quest’anno il rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, relativo all’anno 2012. Il rapporto analizza la produzione, le raccolte differenziate, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani, e costituisce un utile strumento per il monitoraggio degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Anche nel 2013 l’ARPAS ha provveduto ad elaborare i dati da inviare alla sezione nazionale del Catasto istituita presso l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la redazione del rapporto rifiuti nazionale.
Dai dati del 14° Rapporto, che analizza in dettaglio la gestione dei rifiuti urbani in Sardegna e monitora il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, si conferma il positivo andamento della trasformazione del sistema di gestione dei rifiuti:
– la quantità totale di rifiuti urbani prodotti nel 2012, 754.895,54 tonnellate, ha subito una netta contrazione, pari a -5,04% rispetto al 2011, mentre la raccolta differenziata è sensibilmente migliorata passando dal 47,1% del 2011 al 48,5%;
– la quantità annua di rifiuti destinati allo smaltimento, di circa 388.753,90 tonnellate nel 2012, è diminuita di circa il 7,5%;
– la produzione media procapite, su base regionale, è passata da 475 kg/abitante/anno nel 2011 a 460 kg/abitante/anno.

Si tratta di risultati significativi che confermano la Regione Sardegna nel novero dei territori più virtuosi nell’attuazione delle raccolte differenziate; tuttavia va segnalato che all’orizzonte si profila un nuovo obiettivo che l’Unione Europea ci impone, ovvero l’effettivo recupero di quote significative dei rifiuti prodotti: ciò sposta l’attenzione dalla quantità della raccolta, pur rimanendo vigente l’obbiettivo del 65% di raccolta differenziata, alla sua qualità e all’effettiva valorizzazione del rifiuto raccolto.
Questo nuovo obiettivo richiederà di adottare comportamenti più attenti e ambientalmente sostenibili rispetto a quelli attuali, che comunque stanno già portando buoni frutti.

qui il Quattordicesimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna – anno 2012 [file .pdf]

 

 

S. S. n. 195, scarico di rifiuti ai margini di una piazzola di sosta

S. S. n. 195, scarico di rifiuti ai margini di una piazzola di sosta

 

 

da Sardinia Post, 3 febbraio 2014

Rifiuti, prezzi pazzi. Nel Sud Sardegna si paga il doppio.

I sassaresi sono più fortunati dei cagliaritani in fatto di spazzatura: per smaltire una tonnellata di rifiuti non riciclabili, la cosiddetta frazione secca che finisce in discarica, nel Nord dell’Isola sborsano 98,90 euro contro i 173,60 del Sud (il costo della raccolta è a parte). Una differenza del 75,53 per cento che si traduce in una Tarsu decisamente più leggera, sebbene adesso sia accorpata alla Tares. Ma la tariffa più cara della Sardegna si paga a Macomer, nell’impianto di Tossilo, dove smaltiscono l’immondezza anche gran parte dei comuni nuoresi: sono 219,70 euro a tonnellata. Vuol dire più 121,5 per cento rispetto a Sassari e più 45,61 per cento in raffronto alla media regionale, che è di 150,44 euro.

QUADRO GENERALE – I numeri, scritti nel 14° Rapporto sulla gestione dei rifiuti in Sardegna, sono del 2012. Lo studio fa riferimento ai dati del catasto Arpas, l’Agenzia sarda per la protezione dell’ambiente. Il tema è centrale nel governo dell’Isola, visto che alla Regione spetta decidere anche le politiche di raccolta e smaltimento della spazzatura, inclusi premi e sanzioni per i Comuni che non sono virtuosi con la differenziata. Eppure, in questa campagna elettorale non si parla della questione, né di un  nuovo Piano dei rifiuti che riesca a uniformare le tariffe tra i nove impianti della Sardegna. Cioè la piattaforma Cacip a Capoterra, più le discariche di Villacidro, Carbonia, Arborea, Macomer, Sassari-Scala Erre, Ozieri-Chilivani, Tempio e Olbia.

I MENO CARI – Ma ecco i dettagli sullo smaltimento di tutto ciò che non è carta, plastica,vetro o alluminio. Oltre ai sassaresi, sembrano non conoscere ansia da Tarsu neppure nella Bassa Gallura, quella costiera, dove portare una tonnellata di immondezza nell’impianto di Olbia costa 105,48 euro. Siamo ancora sotto la media regionale, e a meno 108,8 per cento rispetto alla tariffa di Macomer.

COSTI PIÙ ALTI – Sopra la media regionale, a quota 173,60 euro a tonnellata, ci sono cagliaritani che, al pari dei residenti nella cosiddetta area vasta del capoluogo, mandano i loro rifiuti nella discarica di Capoterra. Seguono gli oristanesi con una tariffa di 170,50 euro. Ancora: i sulcitani fino al 21 novembre 2012 sborsavano 212,48 euro, poi ridotti a 155,68 euro. Un taglio del 36,48 per cento che, di conseguenza, ha fatto abbassare a 150,44 euro la tariffa media regionale che fino ad allora era di 156,76 euro.

SOTTO SOGLIA – Nell’impianto di Tempio, dove smaltiscono la frazione non riciclabile quasi tutti i Comuni dell’Alta Gallura, cioè quelli montani, si pagano 148,68 euro a tonnellata. A Ozieri si scende ancora, a 148,09 euro. Chiude Villacidro con 134,02 euro.

L’ANDAMENTO – Dal Rapporto 2012 viene fuori anche un altro dato: in Sardegna, dal 2003 al 2012 il costo medio di smaltimento per la frazione secca “è aumentato in media del 130 per cento, con punte del 331 per cento per l’impianto di Carbonia”, dove però c’è stata la riduzione di novembre 2012 proprio per contenere la crescita esponenziale della tariffa.

PREZZI AGGIORNATI – Tuttavia, se nell’impianto di Sassari si registra il prezzo di smaltimento più basso, l’aumento è stato  del 200 per cento, identico a quello applicato nella struttura di Ozieri-Chilivani. A Olbia si è registrato il rincaro minore, col 44 per cento. Nella discarica di Capoterra la tariffa è schizzata a più 97 per cento, sebbene sia il secondo aumento meno alto di tutta l’Isola.

CASO SOLLEVATO – Sulla gestione dei rifiuti ha lanciato l’allarme-tariffe solo Cristiano Erriu, presidente dell’Anci Sardegna nonché sindaco di Santadi. A Tramatza, dove Francesco Pigliaru ha incontrato gli amministratori locali del centrosinistra, Erriu ha chiesto l’impegno del candidato governatore “per avviare un confronto con tutti i gestori delle discariche”. Il capo dell’Anci Sardegna ribadisce: “Non è pensabile che i prezzi vengano aumentati in modo indiscriminato, serve una nuova politica di indirizzo per invertire la tendenza e arrivare a una riduzione complessiva”.

LA SOLUZIONE – Erriu fa notare: “Da tempo, con la nuova normativa sui costi della pubblica amministrazione, la Tarsu va coperta al 100 per cento dagli utenti, i Comuni non possono più carica parte della spesa sulla finanza pubblica. Si aggiunga i costi di trasporto verso le discariche, aggravi ormai insostenibili per quanti risiedono nei territori dove non esiste un impianto di smaltimento locale”. Proprio per questo “la tariffa di Carbonia – spiega Erriu – era cresciuta del 300 per cento. I rifiuti venivano pre-trattati in loco e poi trasportati a Capoterra”. Il presidente dell’Anci mette sotto la lente pure “una contraddizione: ai Comuni che hanno puntato sul cosiddetto compostaggio domestico, facendo smaltire in casa gli scarti alimentari, è stata aumentata la tariffa per la frazione secca. Così facendo i cittadini si convincono che differenziare sia inutile”.                      Al. Car.

 

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    febbraio 17, 2014 alle 9:34 am

    Il 51,5% non differenzia , e questo e’ grave. I costi di smaltimento sono opachi , e le aziende scelte per il servizio, non si sa come sono scelte ( se con appalto o cosa ). Inoltre nulla viene detto sui ricavi che i comuni hanno sulla vendita dei rifiuti riciclabili ( carta , metallo,vetro ) a le aziende di recupero. Inoltre sarebbe da confermare se davvero esiste uno sconto sulle bollette di quei comuni che superano il 65% di differenziata .

  2. Michele
    febbraio 17, 2014 alle 6:55 pm

    Sensibile miglioramento? 1,5% in più è comunque troppo poco. Sospetto che conti enormemente la mancanza di raccolta porta a porta nei comuni più grandi.

  3. Capitonegatto
    novembre 12, 2014 alle 11:10 am

    Dov’e’ finito lo sconto per i comuni con piu di 70% di riciclo ? Chi controlla i costi di smaltimento e l’introito sulla vendita dei materiali riciclati alle industrie di recupero ?
    Il costo per una famiglia di due persone di 320 euro l’anno mi sembra eccessivo. Perche’ non far pagare in base al peso dei rifiuti ? Inoltre far pagare anche in base ai mq e’ un’altra tassa sul patrimonio che nulla centra con i rifiuti.

  4. novembre 12, 2014 alle 2:49 pm

    da L’Unione Sarda, 12 novembre 2014
    «Alt inceneritori, l’ora del riciclo: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/102974_Alt_inceneritori_lora_del_riciclo.pdf

  5. marzo 4, 2015 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 4 marzo 2015
    RIFIUTI. Luci e ombre nel rapporto presentato dall’assessore all’Ambiente.
    Differenziata: siamo ottavi in Italia ma le tarie restano troppo alte. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150304090416.pdf

    —————————-

    MACOMER. L’importo per lo smaltimento viene autorizzato dalla Regione.
    Una corsa continua al rincaro, così la Tari diventa un salasso: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150304090347.pdf

    ————————

    3 marzo 2015
    MACOMER. La Forestale indaga sull’area di smaltimento di Monte Muradu.
    Un’onda di liquami sui campi. La discarica è un colabrodo. (Piera Serusi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150303084649.pdf

  6. gennaio 11, 2016 alle 10:11 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 gennaio 2016
    Discariche sarde colme sino all’orlo, cresce l’ipotesi terzo inceneritore.
    La raccolta differenziata al 51%, c’è il rischio di incorrere in una procedura d’infrazione dell’Europa. Donatella Spano, assessore regionale all’Ambiente: «La decisione sarà presa dopo l’estate». (Silvia Sanna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/01/10/news/discariche-sarde-colme-sino-all-orlo-cresce-l-ipotesi-terzo-inceneritore-1.12754112?ref=hfnsolbr-5

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