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Tuvixeddu, esecutivo il lodo arbitrale: 76 milioni di euro, ma nemmeno un mattone a Cualbu.


Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

I problemi che s’affollano nel presente e nel futuro di Tuvixeddu (Cagliari), la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, sono certo tanti e “pesanti”.

Una via d’uscita in favore della tutela integrale del Colle l’abbiamo proposta da tempo.

Oltre alla conclusione di un procedimento penale riguardo lavori non in linea con le esigenza di tutela del bene culturale, da tempo il Collegio arbitrale (il magistrato in pensione Gianni Olla, il docente universitario romano Nicolò Lipari, il presidente emerito della Corte costituzionale Franco Bilé) ha emesso il suo lodo (con il parere contrario di uno dei componenti, il magistrato Olla) favorevole alle pretese della Nuova Iniziative Coimpresa del Gruppo Cualbu, finora uscito soccombente nelle ultime pronunce della giustizia amministrativa.

Ora la Corte d’Appello civile di Roma ha confermato l’esecutività del lodo arbitrale comportante l’indennizzo di più di 76 milioni di euro.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

Il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, ricandidato alla carica nelle prossime elezioni regionali, ne approfitta per prendersela con il piano paesaggistico, a suo dire causa della soccombenza: è falso, perché le disposizioni del P.P.R. sono state definitivamente riconosciute legittime anche riguardo Tuvixeddu dai Giudici amministrativi (vds. Cons. Stato, Sez. VI, 3 marzo 2011, n. 1366).

Le motivazioni dell’arbitrato poggiano invece esclusivamente sull’annullamento del precedente vincolo paesaggistico (vds. Cons. Stato, Sez. VI, 4 agosto 2008, n. 3895).

Ciò significa che attualmente in pratica a Tuvixeddu non si può mettere un altro mattone.

Una vicenda sempre più complessa (la stessa relazione tecnica dell’advisor Deloitte s.p.a. è all’attenzione della magistratura) dove sono sempre più necessari buon senso e determinazione per raggiungere l’obiettivo della salvaguardia del bene culturale e della sua corretta fruizione pubblica.

Cagliari, Tuvixeddu, atti di vandalismo su tombe puniche

Cagliari, Tuvixeddu, atti di vandalismo su tombe puniche

Infatti, nonostante la situazione fluida determinata dal perdurante contenzioso, esiste – come detto in varie occasioni – una via per raggiungere l’obiettivo della piena salvaguardia del Colle di Tuvixeddu e della realizzazione del grande parco archeologico-ambientale.     Il piano urbanistico comunale di Cagliari dev’essere adeguato alle previsioni del piano paesaggistico regionale mediante lo strumento della co-pianificazione Ministero Beni e Attività Culturali – Regione – Comune, in seguito dovrà esser modificato di conseguenza l’accordo di programma immobiliare (finora mai rescisso né oggetto di recesso da parte di alcuna parte) e in tale sede saranno previsti indennizzi, eventuali permute, ecc. per chiudere definitivamente ogni contenzioso.

Fino ad allora non vi potrà essere nessun intervento sull’area Tuvixeddu–Tuvumannu, ma anche – purtroppo – nessuna certezza sul versante della tutela e della corretta fruizione e valorizzazione di un bene culturale unico al mondo.  Sarebbe ora di voltare definitivamente pagina e di risolvere una volta per tutte una situazione che a Tuvixeddu e a Cagliari fa solo del male.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le "torri" del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le “torri” del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

 

 

da Sardinia Post, 4 febbraio 2014

Tuvixeddu, nessuna sospensiva: la Regione costretta a pagare 76 milioni di euro.

La Regione Sardegna deve pagare gli indennizzi per 76 milioni di euro al costruttore Gualtiero Cualbu per lo stop ai lavori a Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo oggetto di un lungo contenzioso per la realizzazione di un complesso residenziale. La Corte d’appello di Roma ha infatti respinto la domanda, promossa dalla stessa amministrazione di viale Trento, di sospensione dell’esecutività del lodo arbitrale.

Per questo il governatore Ugo Cappellacci se la prende con Renato Soru. “Le conseguenze di una guerra ideologica – attacca l’attuale presidente della Regione e candidato al bis – portata avanti con una furia cieca dalla Giunta Soru, rischiano ora di pesare sulla collettività, che non solo si vede privata di una strada e di un parco, ma é esposta al risarcimento di somme ingentissime. Questi sono i danni del Piano paesaggistico tanto decantato dai finti ambientalisti, che non tutela niente e che ha portato cause giudiziarie, risarcimento e l’impossibilità per la città di riappropriarsi dei propri spazi. Chi con la propria condotta ha causato tutto questo dovrà risponderne personalmente”. Cappellacci scende nel dettaglio.

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

“La causa di questa decisione é nei vincoli paesaggistici illegittimi fissati tra il 2006 ed il 2008 – osserva – Come Giunta abbiamo difeso lealmente gli interessi dell’Istituzione, che oggi però si trova a rispondere di una condotta di chi in passato con le proprie decisioni, col sovrapporsi di provvedimenti, non solo non ha assicurato nessuna tutela al bene in questione, non solo ha pregiudicato per anni la possibilità per la cittadinanza di poter fruire del parco, ma ha cagionato un danno economico alle casse pubbliche. Questa é la pesante eredità lasciata dalla politica della chiusura al dialogo: risultato che impone una riflessione ed uno sforzo comune delle Istituzioni per superare questa fase difficilissima e affrontare una situazione che rischia di restare per altri decenni una ferita per la città e per la Sardegna”.

P.P.R., area di Tuvixeddu

P.P.R., area di Tuvixeddu

da La Nuova Sardegna, 4 febbraio 2014

CAGLIARI, NIENTE SOSPENSIVA. Per Tuvixeddu 76 milioni a Cualbu. Mauro Lissia

CAGLIARI. La Regione deve pagare al costruttore Gualtiero Cualbu 76 milioni di euro come indennizzo per la mancata realizzazione del piano immobiliare di Nuova Iniziative Coimpresa sul colle archeologico di Tuvixeddu. La corte d’appello civile di Roma ha respinto il ricorso in appello presentato dagli avvocati Sorrentino e Parisi per la Regione, che chiedevano ai giudici di sospendere l’esecutività del lodo arbitrale in attesa della sentenza di merito. Se dunque il Consiglio di Stato ha stabilito a marzo 2011 che i vincoli imposti dall’amministrazione Soru erano legittimi e che dunque sul colle dei Punici non si poteva costruire, è confermato almeno per ora che il costruttore è stato danneggiato. Quei vincoli restano e l’impresa non potrà mettere in piedi un solo mattone attorno alla necropoli punico-romana più importante del Mediterraneo. Ma per i tre arbitri Cualbu ha diritto a una somma che compensi gli investimenti e il mancato profitto sulla vendita degli immobili mai costruiti malgrado a suo tempo l’intervento fosse stato autorizzato dalle sovrintendenze e legittimato da due accordi di programma firmati nel 2000 da Regione, comune di Cagliari e Coimpresa. Un altro collegio di secondo grado deve pronunciarsi sul ricorso presentato dall’avvocato Gianpiero Contu per l’ex governatore Renato Soru e l’ex assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna contro la loro esclusione dal giudizio arbitrale. Sulla vicenda, di rara complessità, pende poi un’inchiesta giudiziaria aperta contro ignoti dalla Procura cagliaritana, che ha acquisito tutti gli atti della controversia arbitrale partendo da un esposto e dagli atti ufficiali degli avvocati in forza alla Regione, nei quali sul contenuto della relazione tecnica consegnata dall’advisor Deloitte Spa agli arbitri venivano posti seri dubbi. Dubbi che hanno portato il collegio arbitrale prima a un rinvio della decisione, poi ad ulteriori approfondimenti sulla questione affidati ancora a Deloitte, che ha concluso a favore di Cualbu. Uno degli arbitri, l’ex magistrato Gianni Olla, ha sostenuto l’esatto contrario: la Regione era nel pieno diritto di bloccare i lavori e dunque il costruttore non avrebbe diritto ad alcun indennizzo. In serata il commento del presidente della Regione: «Le conseguenze di una guerra ideologica portata avanti dalla giunta Soru – ha detto Cappellacci – rischiano ora di pesare sulla collettività».

Cagliari, Tuvixeddu, vincoli archeologico e paesaggistico, piano paesaggistico regionale

Cagliari, Tuvixeddu, vincoli archeologico e paesaggistico, piano paesaggistico regionale

da L’Unione Sarda, 4 febbraio 2014

TUVIXEDDU. Per la Corte d’appello resta esecutivo il lodo da 78 milioni. Cualbu passa all’incasso. Roma nega la sospensiva chiesta dalla Regione. Andrea Manunza

Neanche il tempo di prendere in mano le redini della Regione (o di riprenderle, se dovesse vincere Ugo Cappellacci), che il neo governatore a inizio marzo dovrà far fronte a un problema non da poco: sborsare 78 milioni di euro a favore della società Coimpresa come risarcimento per lo stop ai lavori edili a ridosso del colle di Tuvixeddu, dove sorge la necropoli punica più grande del Mediterraneo, imposto nel 2006 dalla Giunta Soru. In caso di mancata liquidazione il costruttore Gualtiero Cualbu potrebbe pignorare tutti i beni possibili fino a raggiungere quella cifra.

IL DISPOSITIVO. È, nella sostanza, quanto emerge dal dispositivo col quale ieri la Corte d’appello civile di Roma ha respinto la richiesta di sospensiva dell’efficacia esecutiva del lodo arbitrale col quale la Regione era stata condannata a risarcire il danno all’impresa la scorsa primavera. Lo stesso collegio di secondo grado ha rimesso gli atti al presidente della Corte per l’eventuale riunione di questo giudizio ai precedenti già pendenti contro il lodo non definitivo.

LA CAUSA. Ai tre arbitri (il presidente emerito della Corte Costituzionale Franco Bile, il docente Nicolò Lipari per Coimpresa e l’ex magistrato di Cassazione Giovanni Olla per la Regione) era stato chiesto di valutare se la società di Cualbu avesse subito un danno dopo la decisione della Regione di annullare l’accordo di programma firmato nel 2000 (prevedeva il recupero delle aree tra Tuvixeddu e Tuvumannu con un grande parco archeologico, alcune strade e consistenti insediamenti abitativi) e bloccare i cantieri dopo l’estensione dei vincoli col nuovo Ppr. Un passo che aveva spinto le banche a interrompere i finanziamenti: per primo il Banco di Sardegna che, il 3 ottobre 2006, due mesi dopo il decreto con cui l’assessore alla Cultura aveva fermato i lavori (illegittimamente, secondo una sentenza del Consiglio di Stato), aveva sospeso il mutuo edilizio da 28 milioni di euro. Poi Banca Sanpaolo, che ancora il 19 luglio di quell’anno si era detta interessata a finanziare il progetto. Così la Coimpresa, già pesantemente esposta, era entrata in crisi e la Minoter, società controllante, per coprire i buchi aveva ceduto immobili per 8 milioni di euro e svenduto alcune partecipazioni azionarie. Era nato un contenzioso con un esposto penale presentato dall’avvocato Agostinangelo Marras per conto di Cualbu e, nel 2010, la richiesta di intervento arbitrale coi legali Antonello Rossi e Alberto Picciau.

IL LODO. La decisione è arrivata lo scorso maggio: sulla base delle conclusioni della Deloitte Financial Advisory Services spa, la società milanese incaricata dai tre arbitri di stilare la perizia tecnica e quantificare i danni subiti da Cualbu, si sostiene che dal 9 agosto 2006 al 4 agosto 2008 la Giunta di Renato Soru aveva sospeso illegittimamente i cantieri edili a Tuvixeddu solo per «attuare la finalità non conforme alla legge» di favorire un nuovo progetto di valorizzazione dell’area affidato all’architetto francese Gilles Clement. Così facendo aveva causato a Cualbu «un danno» dovuto «a una legislazione regionale che aveva cambiato le carte in tavola» rispetto all’accordo del 2000. Inoltre, secondo gli arbitri, i vincoli imposti dal Piano paesaggistico regionale «non potevano bloccare l’investimento privato» perché l’intesa tra Comune, Regione e impresa risaliva a prima dell’entrata in vigore del Ppr. La relazione di minoranza per la Regione aveva stabilito un risarcimento di 3 milioni e 650 mila euro. Ma a maggioranza si è quantificato il danno in 78 milioni.

Cagliari, Tuvixeddu, interno tomba punica

Cagliari, Tuvixeddu, interno tomba punica

(cartografia P.P.R. e vincoli ambientali, foto Sopr. Arch., S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 4, 2014 alle 9:24 pm

    da Sardinia Post, 4 febbraio 2014
    Deliperi (Grig): “Su Tuvixeddu Cappellacci mente per attaccare il Ppr”: http://www.sardiniapost.it/politica/deliperi-grig-su-tuvixeddu-cappellacci-mente-per-attaccare-il-ppr/

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    da L’Unione Sarda, 4 febbraio 2014
    Tuvixeddu: scontro Pd-Riformatori. Polemiche dopo il maxi-risarcimento: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/04/tuvixeddu_scontro_pd_riformatori_polemiche_dopo_il_maxi_risarcimento-6-352921.html

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    da CagliariPad, 4 febbraio 2014
    Pd-Riformatori, scontro sul maxi-indennizzo per Tuvixeddu.
    Batti e ribatti tra Michele Cossa e Silvio Lai. Gli ambientalisti scagionano Soru: “Annullato solo il precedente vincolo, ma le disposizioni del Ppr sono state riconosciute legittime: nessun mattone sul colle”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=7121

  2. febbraio 5, 2014 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 5 febbraio 2014
    I COMMENTI. Ambientalisti in difesa del Ppr, l’attacco di Cossa e la replica di Lai. E ora sulle tombe si scatena la bagarre politica. (https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140205085252.pdf)

    Anche se il lodo ha accolto le ragioni della Coimpresa, a Tuvixeddu «non si può mettere un altro mattone» perché «le disposizioni del Ppr sono state definitivamente riconosciute legittime dal Consiglio di Stato il 3 marzo 2011». È quanto sostengono le associazione ambientaliste Amici della terra e Gruppo di intervento giuridico. «Finché Il Puc di Cagliari non sarà adeguato al Ppr» (passo cui dovrà seguire la modifica dell’accordo di programma per poi valutare «indennizzi e permute per chiudere ogni contenzioso») non potranno esserci interventi. Ma per il portavoce di Cappellacci uno dei limiti del Ppr era «proprio quello di vincolare parti del territorio lasciando ad altri il compito di “sbrogliare la matassa” creata da norme la cui finalità era paralizzare ogni attività. Oggi che quel pasticcio dovrebbe già essere superato dobbiamo attendere l’inerzia del Comune di Cagliari, inadempiente. È dal novembre 2011 che la Regione è pronta a concludere la copianificazione». Per Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori, «i sardi pagano la gestione fallimentare di 5 anni di malgoverno della Giunta Soru-Pigliaru». I 78 milioni potevano essere utilizzati «per costruire 40 scuole o metterne a posto 200». Attacco cui ha replicato Silvio Lai, segretario regionale del Pd: «Cossa giustifichi i 140 milioni di euro in più per i costi dei farmaci che la Giunta da lui sostenuta ha speso ogni anno per cinque anni. Avremmo potuto costruire 80 nuove scuole».

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    Tuvixeddu e le regole ballerine. IL DIRITTO GIACE
    NELLA NECROPOLI. (Lorenzo Paolini): https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140205084949.pdf

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    Le strategie di Cualbu (Coimpresa) dopo la vittoria nel lodo arbitrale. «Se la Regione non paga pignoreremo i conti pubblici». (Andrea Manunza): https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140205085031.pdf

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    UGO CAPPELLACCI. «Un pasticcio derivato dalla furia ideologica»: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140205085104.pdf

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    RENATO SORU. «Ma i vincoli sul Colle restano legittimi»: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140205085212.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 5 febbraio 2014
    Tuvixeddu, da marzo l’impresa può esigere 76 milioni di euro dalla Regione.
    Cagliari, i termini per andare all’incasso della somma indicata dal lodo arbitrale e riconosciuta in Corte d’appello civile di Roma quale indennizzo del progetto bloccato: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/02/05/news/tuvixeddu-da-marzo-l-impresa-puo-esigere-76-milioni-di-euro-dalla-regione-1.8607273

  3. febbraio 11, 2014 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 11 febbraio 2014
    TUVIXEDDU. Danni a Cualbu, la Regione farà ricorso: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140211084710.pdf

  4. Shardana
    febbraio 11, 2014 alle 5:41 pm

    Coalbu,ma ci rendiamo conto aveva avuto in eredità tuvixeddu dai suoi antenati punici….la casta dei clb

  5. febbraio 12, 2014 alle 5:06 pm

    da Sardinia Post, 12 febbraio 2014
    Lai (Pd) su Tuvixeddu: “È vero che la Regione vuole pagare tutto e subito?”: http://www.sardiniapost.it/politica/lai-pd-su-tuvixeddu-e-vero-che-la-regione-vuole-pagare-tutto-e-subito/

  6. febbraio 19, 2014 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 febbraio 2014
    Uno spiraglio per il caso Tuvixeddu: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/88959_Uno_spiraglio_nel_caso_Tuvixeddu.pdf

  7. maggio 13, 2014 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 13 maggio 2014
    Tuvixeddu, tunnel rimarrà incompiuta. Comune ripristina viabilità originaria: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/12/tuvixeddu_tunnel_rimarr_incompiuta_comune_ripristina_viabilit_originaria-6-367260.html

  8. maggio 22, 2014 alle 4:13 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 maggio 2014
    Tuvixeddu, la Regione dovrà pagare 76 milioni. (Mauro Lissia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/93290_Tuvixeddu_la_Regione_dovra_pagare_76_milioni.pdf

  9. giugno 4, 2014 alle 2:58 pm

    pignorati i conti correnti regionali.

    da L’Unione Sarda, 4 giugno 2014
    Eseguita la decisione del collegio arbitrale sui danni subiti da Coimpresa.
    Lodo Tuvixeddu, pignorati oltre 120 milioni alla Regione. (Fabio Manca): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140604092418.pdf

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    Un braccio di ferro lungo trent’anni: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140604092531.pdf

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    L’ACCUSA. L’ex assessore: pericolosa per i conti la stagnazione politico-amministrativa. Zedda (Fi): «La Giunta sblocchi il parco archeologico»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140604092630.pdf

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    da Sardinia Post, 4 giugno 2014
    Tuvixeddu, pignoramento da 125 milioni di euro a carico della Regione: http://www.sardiniapost.it/cronaca/tuvixeddu-pignoramento-125-milioni-euro-carico-regione/

  10. giugno 5, 2014 alle 2:53 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873)

    Tuvixeddu: Regione continuerà a difendere le proprie risorse finanziarie e il proprio patrimonio culturale e paesaggisticoLa linea seguita dal suo insediamento a oggi dalla giunta Pigliaru è stata quella di difendere le risorse finanziarie della Regione, con numerose opposizioni e ricorsi, tentando di ridurre al minimo il danno economico per le casse pubbliche e contemporaneamente di mandare avanti ogni iniziativa che salvaguardi un sito di così grande rilevanza archeologica e paesaggistica come peraltro attestato anche da una recente sentenza del tribunale penale di Cagliari.

    CAGLIARI,4 GIUGNO 2014 – Nessun giudice togato ha ancora deciso che la Regione Sardegna debba versare nelle casse della Nuova Iniziative Coimpresa 77,8 milioni di euro a risarcimento della mancata costruzione di edifici in un’area riconosciuta da più sentenze di elevato valore archeologico e quindi non edificabile. Ma un vecchio accordo di programma del 2000 ha portato a un contenzioso risolto da un lodo arbitrale che impone a maggioranza (due arbitri su tre) alla Regione il pagamento di quel presunto risarcimento dei danni. La sentenza di appello che entrerà nel merito di tutta la vicenda è in calendario per il mese di ottobre del 2016. Quindi, dopo che il pignoramento di circa 125 milioni sui conti della Regione è diventato definitivo, con l’ordinanza del 26 maggio, e con l’esecutività del pignoramento del 29 maggio, la Regione dovrà pagare l’ingente somma oltre spese processuali e interessi.
    Ma la giunta guidata da Francesco Pigliaru non è stata protagonista di questa lunga vicenda che dura da 14 anni, ma ne ha subito gli effetti. La Giunta si è insediata in mezzo a una raffica di provvedimenti che non mostravano certo una volontà di mediazione da parte dell’impresa. L’11 marzo scorso veniva notificato l’atto di precetto, il 13 marzo si insediava il presidente Pigliaru, il 20 marzo la giunta regionale, il 21 marzo la giunta proponeva un’incontro a Nuova iniziative Coimpresa, il 24 marzo partiva l’atto di pignoramento, notificato alla presidenza della Regione il 26 marzo, in cui si fissava l’udienza per il 16 aprile. Il 1° aprile il primo e unico incontro. Poi è andato avanti il percorso che ha portato al definitivo congelamento delle somme e alla situazione attuale. Durante questo periodo hanno parlato gli atti giudiziari e non è stata possibile alcuna trattativa.
    Fin qui la storia del risarcimento, mai riconosciuto dalla Regione né come diritto, né tantomeno nella sua quantificazione, valutata assolutamente fuori scala dall’arbitro di parte regionale. I successivi provvedimenti giudiziari non sono mai entrati nel merito della vicenda. Anzi, le sentenze dei Giudici amministrativi hanno confermato l’inedificabilità dell’area di Tuvixeddu e Tuvumannu. Ma, in attesa del pronunciamento della Corte d’appello di Roma, e dell’eventuale giudizio di Cassazione, il lodo arbitrale deve essere rispettato ed eseguito. Quindi, per ora, la Regione deve pagare.
    La linea seguita dal suo insediamento a oggi dalla giunta Pigliaru è stata quella di difendere le risorse finanziarie della Regione, con numerose opposizioni e ricorsi, tentando di ridurre al minimo il danno economico per le casse pubbliche e contemporaneamente di mandare avanti ogni iniziativa che salvaguardi un sito di così grande rilevanza archeologica e paesaggistica come peraltro attestato anche da una recente sentenza del tribunale penale di Cagliari. Resta quindi in piedi, con il totale sostegno della Giunta regionale, il procedimento di copianificazione con il Comune e con il Ministero dei Beni culturali per il risanamento dei colli finalizzato alla fruizione da parte della collettività . Su questa linea la Regione si spenderà attivamente con chiunque condivida questo obiettivo.

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    da L’Unione Sarda, 5 giugno 2014
    C’è tempo sino alla fine del mese per risarcire Coimpresa. Tuvixeddu, il conto supererà i 150 milioni. (Fabio Manca): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140605094842.pdf

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    L’INCOMPIUTA. Viaggio nel colle paralizzato da 8 anni: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140605094745.pdf

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    La Regione: costretti a pagare ma non è finita: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140605094945.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 5 giugno 2014
    La Regione dovrà pagare 85 milioni alla Nuova Iniziative Coimpresa: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/94055_La_Regione_dovra_pagare_85_milioni_alla_Nuov.pdf

  11. luglio 8, 2014 alle 10:34 pm

    da CagliariPad, 8 luglio 2014
    Villa Laura, via al restauro sarà l’ingresso del parco di Tuvixeddu.
    L’edificio storico acquistato dalla Regione per 2 milioni di euro nel 2008 dalla famiglia Cossu-Murru, si candida a diventare la porta d’ingresso del nuovo parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9743

  12. agosto 7, 2014 alle 9:59 am

    da Sardinia Post, 7 agosto 2014
    Tuvixeddu, la Regione versa il maxi indennizzo: http://www.sardiniapost.it/politica/tuvixeddu-regione-paga-maxi-indennizzo-cualbu-84-milioni/

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    da L’Unione Sarda, 7 agosto 2014
    Tuvixeddu, Cualbu all’incasso. La Regione versa 84 milioni. (Andrea Manunza): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/97861_Tuvixeddu_Cualbu_allincasso_La_Regione_versa.pdf

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    Una lunga battaglia attorno alla necropoli punica: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/97863_Una_lunga_battaglia_attorno_alla_necropoli_p.pdf

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    «Un danno erariale causato da Soru»: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/97859_Un_danno_erariale_causato_da_Soru.pdf

  13. giugno 24, 2015 alle 2:58 pm

    e non finisce qui.

    da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2015
    Tuvixeddu, vertenza infinita: Cualbu batte ancora cassa. (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114454_Tuvixeddu_vertenza_infinita_Cualbu_batte_an.pdf

  14. giugno 30, 2015 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 30 giugno 2015
    Tuvixeddu, Cualbu torna all’attacco: altro risarcimento se la Regione tace. Il costruttore pronto a nuove iniziative giudiziarie: «Da anni cerco un’intesa ma nulla si muove». (Veronica Nedrini) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=45380)

    «Da anni abbiamo tentato di raggiungere un’intesa, trovare un punto di contatto e risolvere tutto, ma evidentemente non c’è una volontà forte». Lo dice con rammarico Giuseppe Cualbu, amministratore unico e legale rappresentante pro tempore di Nuova Iniziative Coimpresa, in questi giorni pronto a chiedere altri danni alla Regione. L’annosa vertenza Coimpresa-Tuvixeddu non sembra avere fine e, a distanza di due anni dal primo lodo arbitrale (che dava ragione ai costruttori ai quali era stato stoppato il piano immobiliare sui colli punici), la vicenda è passata nuovamente alle vie legali.
    LA SITUAZIONE. «In più di una occasione», la società edile «ha invitato la Regione ad adempiere l’Accordo, ricevendo risposte che non ne escludevano l’esecuzione e che tuttavia non venivano seguite da alcuna concreta collaborazione». Stando ai legali di Cualbu l’accordo di programma del Duemila è ancora valido, e una risposta negli ultimi due anni non ci sarebbe stata: un silenzio che potrebbe costare caro alle casse regionali.
    LE CIFRE. Dopo gli oltre 77 milioni di euro riconosciuti dal lodo arbitrale del 23 aprile 2013, una nuova istanza è stata presentata negli uffici regionali, il 22 giugno scorso. Stavolta, il presunto danno, riguarda la mancata attuazione dell’Accordo di programma che dava il via libera all’edificazione sul colle di Tuvixeddu. Ovvero, se nel primo caso la Regione doveva restituire ai costruttori (come deciso dal precedente arbitrato) i danni dovuti allo stop dei lavori, stavolta si tratta di un’istanza di risoluzione della controversia in via amministrativa. Una richiesta a firma dell’avvocato romano Francesco Astone, che parla di «risarcimento del danno complessivamente subito», compreso il mancato lucro, ovvero l’utile che sarebbe derivato, e che se non verrà accolta entro tempi ragionevoli porterà a un nuovo arbitrato.
    LA VICENDA. La complessa vertenza Tuvixeddu-Coimpresa era nata durante la legislatura Soru, quando un vincolo per notevole interesse culturale in base al codice Urbani aveva portato al blocco dei lavori e di conseguenza dell’accordo di programma. Quest’ultimo prevedeva, scrive il legale di Nic, «tra l’altro, la realizzazione di un parco archeologico, un insediamento residenziale articolato in distinti comparti edilizi», ma anche «infrastrutture varie e opere di urbanizzazione primaria e secondaria».
    I TENTATIVI. Sempre in base all’Accordo era previsto che le parti – Regione, Comune di Cagliari, Nuova Iniziative Coimpresa e altri privati – avrebbero devoluto qualsiasi controversia ad un collegio arbitrale, non prima però, di un preliminare tentativo di risoluzione in via amministrativa. Ed è questo il nodo centrale della questione: «Già in data 13 luglio 2009», si legge nell’istanza, «Nuova iniziative Coimpresa, in ragione dei gravi inadempimenti della Regione, ha notificato un’istanza di risoluzione della controversia in via amministrativa. Una strada impossibile da seguire che aveva portato in seguito, il 19 aprile 2010, a una domanda di arbitrato e nomina di arbitro».
    LA DECISIONE. Era stato così costituito il collegio arbitrale formato da Franco Bile, Nicolò Lipari e Giovanni Olla, i quali, accertato l’inadempimento della Regione e l’entità del danno derivato avevano condannato la Regione a pagare circa 77.827 mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali in favore della società di Cualbu. Il danno subito, in quest’occasione, era stato calcolato a partire dal 9 agosto 2006 sino al 31 gennaio 2010. Ritenendo comunque «altamente improbabile, se non addirittura impossibile» la concreta realizzazione del progetto a partire da quella data. Ed è dopo la pubblicazione del lodo che Nuova Iniziative Coimpresa, ha nuovamente invitato la Regione ad adempiere all’Accordo mai risoluto: il 28 luglio 2014 una prima volta, l’8 agosto dello stesso anno una seconda, e il 2 ottobre 2014 una terza.
    ACCORDO SALTATO. Che nessun mattone verrà posato su Tuvixeddu è ormai chiaro: c’è una sentenza del Consiglio di Stato che lo vieta. Ma poiché, secondo i legali di Nuova Iniziative Coimpresa, l’Accordo di programma è formalmente ancora in piedi, si vedono «costretti ad agire per la risoluzione e per il risarcimento del danno complessivamente subito». Pertanto l’intenzione è quella di promuovere un tentativo di risoluzione in via amministrativa. Un’istanza indirizzata alla Direzione generale dell’Ufficio legale, guidata da Sandra Trincas, al presidente Francesco Pigliaru e agli assessori Raffaele Paci (Programmazione), Cristiano Erriu (Urbanistica), Paolo Maninchedda (Lavori pubblici) e Claudia Firino (Pubblica istruzione).

  15. dicembre 14, 2016 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 14 dicembre 2016
    Tuvixeddu: il canyon abbandonato. Un posto che i cagliaritani non conoscono: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/12/14/tuvixeddu_il_canyon_abbandonato_un_posto_che_i_cagliaritani_non_c-68-553238.html

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    Il canyon abbandonato. TUVIXEDDU. Rientrava nel progetto del parco: è tutto fermo da 10 anni. Attraversa il colle, doveva diventare una strada. (Andrea Manunza) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=54598)

    Novecento metri di incuria e abbandono: quanto rimane oggi del canyon che taglia in due il colle di Tuvixeddu, largo fino a dieci metri e costeggiato da pareti che in alcuni punti raggiungono i 30 di altezza. Una striscia di blocchi in cemento armato in diversi tratti sfarinato, arbusti e piante che crescono nella pietra viva, reti in metallo arrugginito, cancelli sbarrati che nascondono alloggi abusivi, edifici completati a metà che dovevano servire come punto di appoggio ai visitatori, bottiglie di vetro e plastica abbandonate dove capita, scarpe buttate sull’erba. Questo è il posto che avrebbe dovuto (e ancora potrebbe) far parte di un grande parco naturale a breve distanza dalle tombe puniche. Un luogo che la maggioranza dei cagliaritani conosce poco (è proprietà privata) ed è sconosciuto del tutto ai turisti stranieri, italiani e sardi.
    LA CAVA. Scavato dagli anni ’50 ai ’70 del Novecento dalla società Italcementi, che lì ricavava i blocchi di calcare da trasformare in calce, il percorso, dalla forma a “S”, doveva collegare lo stabilimento per la frantumazione con le cave di Tuvumannu. Più recentemente avrebbe dovuto ospitare una strada utile a mettere in comunicazione via Is Maglias e via Castelli con via Falzarego e poi via San Paolo, buttando giù un pezzo del liceo classico Siotto: ipotesi che faceva parte di una più ampia rivoluzione viaria (e non solo) studiata alla fine del secolo scorso.
    IL PROGETTO. L’attraversamento della miniera “sant’arennera” era uno dei tre lotti previsti nello studio di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di Sant’Avendrace finanziato con decine di milioni di euro. Tutto arenatosi in una controversia politica e giudiziaria decennale costata (per ora) alle casse regionali circa 84 milioni, riconosciuti alla “Nuova iniziative Coimpresa” di Gualtiero e Giuseppe Cualbu come risarcimento per la mancata esecuzione del progetto scaturito dall’accordo di programma siglato nel 2000 con Comune, Regione e privati: 48 ettari sui quali realizzare abitazioni, un parco archeologico (23 ettari) e strade.
    LA CAUSA. Il piano era rimasto inattuato dopo la decisione, presa nel 2006 dalla Giunta di Renato Soru, di estendere i vincoli della necropoli. Stop a ruspe e camion, cancellate ville e palazzine. Un terremoto per le casse dei costruttori, indebitatisi fortemente per portare avanti i lavori. Ne era scaturito un contenzioso legale ancora in corso: un mese fa era prevista l’udienza per entrare nel merito della causa, cioè lo studio approfondito delle ragioni di entrambe le parti e la valutazione finale sull’eventuale effettivo diritto dell’azienda al risarcimento (il versamento della cifra multi milionaria faceva seguito alla decisione presa da un lodo arbitrale e a un successivo pignoramento), ma l’appuntamento è slittato di qualche mese.
    «UN GIOIELLO». Nel frattempo in quella striscia di cemento armato che attraversa il colle da est a ovest nulla è cambiato. «Tuvixeddu è un gioiello», ha detto lo scorso agosto Paolo Frau, assessore all’Urbanistica: «Stiamo lavorando per allargare progressivamente l’area visitabile, fino a includere il canyon e il catino», cioè la depressione dovuta all’estrazione, «prima però si deve completare la copianificazione che impegna ministero per i Beni ambientali, Regione e Comune: è necessario delimitare le aree a tutela totale, quelle a tutela parziale e quelle edificabili. Un lavoro ancora in corso».
    VIA CASTELLI. Che andrà avanti a lungo, probabilmente: anche il tunnel sotterraneo che doveva mettere in collegamento via Cadello con Tuvixeddu spuntando in superficie su via Is Maglias, all’altezza di via Castelli, è stato realizzato solo in parte. Mentre il lotto riguardante il canyon è bloccato dai vincoli paesaggistici. Il futuro dipende dall’eventuale accordo sul quale stanno lavorando Stato, amministrazione cittadina e regionale: la strada all’interno del colle potrebbe diventare percorribile come previsto inizialmente, subire modifiche che la rendano compatibile ai vincoli oppure essere riportata allo stato originario (nessun passaggio di auto ma una zona parte integrante del parco). Trovare un accordo non sarà semplice perché la discussione comprende l’intera area, sulla quale sorgono un ospedale, abitazioni, le tombe, la cava. Potrebbero servire ancora anni.

  16. febbraio 7, 2017 alle 6:41 pm

    da L’Unione Sarda, 7 febbraio 2017
    Tuvixeddu, i giudici romani decidono sul lodo da 84 milioni di euro: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/02/07/tuvixeddu_i_giudici_romani_decidono_sul_lodo_da_84_milioni_di_eur-68-568007.html

    ———

    8 febbraio 2017
    Battaglia per Tuvixeddu. A maggio la sentenza sulla mancata realizzazione di parco e case. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=55450)
    A Roma l’appello sul risarcimento da 85 milioni.

    La battaglia legale sulla mancata realizzazione di abitazioni, parco archeologico e strade sui colli di Tuvixeddu e Tuvumannu arriva a una tappa decisiva. Ieri a Roma davanti ai giudici civili d’appello è cominciata la causa di merito che porterà la Corte a decidere se gli 84 milioni di euro ottenuti nel 2014 dalla “Nuova iniziative Coimpresa” a titolo di risarcimento per la mancata realizzazione del progetto siano da restituire alla Regione oppure no. Il versamento era stato disposto in base a quanto stabilito da due pronunciamenti: il lodo arbitrale sulla mancata attuazione dell’accordo di programma aveva indicato la cifra da versare alla società di Gualtiero e Giuseppe Cualbu, poi la Corte d’appello civile aveva respinto il reclamo della Regione che voleva sospendere l’efficacia esecutiva di quella decisione.

    LE RICHIESTE. Tutte le parti 24 ore fa nella “precisazione delle conclusioni” sono rimaste sulle proprie posizioni: l’avvocato Federico Sorrentino per la Regione e Giuseppe Macciotta per l’ex governatore Renato Soru hanno chiesto la nullità del lodo mentre il legale Alberto Picciau per la famiglia Cualbu ha insistito per la conferma. La decisione potrebbe arrivare a maggio: entro i prossimi 60 giorni devono essere depositate le “comparse conclusionali”, poi ne trascorreranno altri 20 per consegnare le eventuali repliche. A quel punto ogni momento potrebbe essere buono per la sentenza.

    LA SOMMA. Il piano, previsto in seguito a un accordo di programma siglato nel 2000 con Comune, Regione e privati, abbracciava 48 ettari sui colli ma era rimasto inattuato dopo la decisione, presa nel 2006 dalla Giunta di Renato Soru, di estendere i vincoli della necropoli punica. Stop a ruspe e camion, cancellate ville e palazzine. L’iniziativa aveva provocato un terremoto nelle casse dei costruttori, indebitatisi fortemente per portare avanti i lavori, e dato il via a un contenzioso legale lungo e complicato che, pur ancora in corso, aveva prodotto effetti pesanti sulla liquidità regionale. L’azienda doveva intascare 77,8 milioni secondo quanto disposto nel maggio 2013 dal lodo arbitrale ma ne aveva avuti sei in più considerando gli interessi maturati nel tempo.

    IL PAGAMENTO. Il “travaso” era arrivato nel 2014, circa un mese dopo il pignoramento alla Regione di 125 milioni di euro: passo compiuto, quest’ultimo, perché dagli uffici di viale Trento non si decidevano a eseguire l’ordine di pagamento disposto dalla Corte d’appello civile di Roma, alla quale la Giunta di Francesco Pigliaru si era rivolta per bloccare la procedura. Il collegio invece aveva respinto la richiesta di sospensiva dell’efficacia esecutiva del lodo arbitrale, dunque la Coimpresa avrebbe dovuto ottenere quanto gli spettava entro breve tempo. Non era accaduto ed era arrivato il pignoramento. Tre anni dopo, la causa è ancora in corso.
    An. M.

  17. aprile 9, 2018 alle 2:56 pm

    …e ora paga Cualbu…

    da L’Unione Sarda, 9 aprile 2018
    Svolta a Tuvixeddu, la Corte d’Appello: “Lo stop ai lavori era legittimo”. (Marcello Zasso) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/04/09/svolta_a_tuvixeddu_la_corte_d_appello_lo_stop_ai_lavori_era_legit-68-715979.html)

    La Regione deve pagare i danni alla società Nuova Iniziative Coimpresa, ma dai 77,8 milioni stabiliti dal lodo arbitrale si passa a un milione e 200mila euro.

    La clamorosa svolta arriva per decisione della Corte d’Appello di Roma con una sentenza che ridimensiona radicalmente l’entità dei danni attribuita alla Regione, stabilendo che il Ppr dell’era Soru era applicabile sul progetto dell’imprenditore Gualtiero Cualbu a pochi passi dalla necropoli di Tuvixeddu e che quindi era stato corretto lo stop ai lavori a partire dalla data della sua entrata in vigore.

  1. aprile 9, 2018 alle 2:27 pm
  2. febbraio 19, 2019 alle 6:07 pm

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