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Un altro ferito in un consueto “incidente di caccia” in Sardegna.


bosco e cielo

bosco e cielo

Un altro incidente di caccia in Sardegna.

Un ferito, ancora, nel corso di una battuta di caccia nelle campagne di Viddalba.  Mariano Pintus (79 anni, di Osilo) è rimasto ferito, probabilmente da un colpo partito dal proprio fucile, ma non si conoscono ancora generalità del ferito e dinamica dei fatti.

Nel corso della stagione venatoria 2013-2014, nella sola Sardegna, siamo già a sei incidenti di caccia, con due morti e sei feriti, tutti cacciatori.

In tutta Italia nel corso dell’attuale stagione venatoria 2013-2014 siamo già a 40 morti (38 cacciatori, 2 persone comuni) e a 67 feriti (54 cacciatori, 13 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 si è fermata in tutta Italia, a ben 60 morti (54 cacciatori, 6 persone comuni) e 106 feriti (92 cacciatori, 14 persone comuni) umani. 

Di questi 5 morti (tutti cacciatori, dei quali uno per infarto durante una battuta di caccia e uno travolto da un torrente in piena) e 11 feriti (10 cacciatori e 1 agricoltore) in Sardegna.

L’11 novembre 2012 in Sardegna era stato colpito addirittura un bambino nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale. Purtroppo è morto due giorni dopo.

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Hanno destato particolare emozione i recenti casi (21 ottobre 2013) del cacciatore sparato da un collega di battuta di caccia notturna nel parco naturale regionale di Veio.   Caccia illecita, in un parco naturale, in orario non consentito, un morto, anche a causa del mancato soccorso da parte dei due colleghi di battuta, poi arrestati. E quello del cercatore di funghi (8 dicembre 2013) sparato da dietro una siepe a Serrapetrona.

Bella immagine della caccia, della lealtà, del rispetto delle regole…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

incidente di caccia

incidente di caccia

 

 

stagione venatoria 2013-2014 in Sardegna

morti: Raffaele Lostia (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Luciano Floris (S. Teodoro, 7 novembre 2013)

feriti: Mariano Pintus (Viddalba, 26 dicembre 2013), operaio sconosciuto (Armungia, 10 dicembre 2013), Virgilio Sabiu (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Giovanni Sirigu (Orroli, 14 novembre 2013); Angelo Demurtas (Bitti, 10 novembre 2013), cacciatore sconosciuto cinquantasettenne di Serrenti (Santulussurgiu, 7 novembre 2013).

 

 

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

 

 

da L’Unione Sarda on line, 26 dicembre 2013

Incidente di caccia a Viddalba. Parte un colpo, grave un settantanovenne di Osilo.

Un cacciatore di Osilo, Mariano Pintus, di 79 anni, è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Sassari in seguito a un incidente di caccia avvenuto nel primo pomeriggio nelle campagne di Viddalba. L’anziano si è ferito da solo all’addome mentre saltava un muretto a secco. I compagni di caccia hanno dato immediatamente l’allarme. Il ferito è stato trasportato a Sassari in elicottero e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La prognosi è riservata.

 

 

(foto A.N.S.A., R.M.N., S.D., archivio GrIG)

  1. dicembre 26, 2013 alle 11:29 PM

    A.N.S.A., 26 dicembre 2013
    Caccia: si ferisce col suo fucile, grave. Settantanovenne di Osilo ricoverato in ospedale Sassari. (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/12/26/Caccia-ferisce-suo-fucile-grave_9826236.html)

    SASSARI, 26 DIC – Un cacciatore di Osilo, Mariano Pintus, di 79 anni, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Sassari in seguito ad un incidente di caccia avvenuto nel primo pomeriggio nelle campagne di Viddalba. L’anziano si è ferito da solo all’addome, mentre saltava un muretto a secco. I compagni di caccia hanno dato immediatamente l’allarme. Il ferito è stato trasportato a Sassari in elicottero e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

    ________________________

    da Sardinia Post, 26 dicembre 2013
    Viddalba, grave cacciatore 79enne: si è ferito da solo col suo fucile da caccia: http://www.sardiniapost.it/cronaca/viddalba-grave-cacciatore-79enne-si-e-ferito-da-solo-col-suo-fucile-da-caccia/

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 26 dicembre 2013
    Viddalba, va a caccia e si ferisce col suo fucile.
    Matteo Pintus è ricoverato in rianimazione al Santissima Annunziata di Sassari ma non corre pericolo di vita: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/12/26/news/viddalba-va-a-caccia-e-si-ferisce-col-suo-fucile-1.8365617

  2. Juri
    dicembre 27, 2013 alle 7:32 PM

    Ora mi attendo che il nostro fluviale commentatore venatorio M.A. riconduca anche le decine di morti e le centinaia di feriti che si registrano ogni anno, tra i già innumerevoli positivi effetti che la caccia dispiega sul genere umano.
    Gli spunti, del resto, non sembrano proprio mancare: la selezione naturale con la riduzione numerica dei soggetti meno abili sia fisicamente che intellettualmente (non sanno posizionarsi bene e dunque vengono impallinati), selezione che ora potrà esplicarsi ancor meglio con l’eliminazione del divieto per i minori di 16 di anni partecipare alle battute; l’indotto delle agenzie funebri; lo svilupparsi di una tempra particolare nei compagni di caccia, ché scene forti come la morte o il ferimento di uno di loro temprano di sicuro; la diffusione sociale, specie nei territori interni, di conoscenze molto utili in ambito di rianimazione e contenimento delle emorragie, che poi troveranno applicazione nella vita di tutti i giorni e si tramanderanno di padre in figlio; la sana lezione di vita per i non cacciatori, i quali la prossima volta saranno in grado di individuare per tempo il pericolo e non si faranno più impallinare.
    Insomma, solo gli ecologisti, in queste morti, riescono ostinatamente a vedere un motivo per considerare la caccia una pratica che prima cesserà meglio sarà per tutti. Ma alla fine capiranno anche loro.

    • M.A.
      dicembre 27, 2013 alle 11:02 PM

      Carissimo Juri mi son sentito chiamato in causa e non potevo non rispondere. Ovviamente dopo l’ennesimo incidente di caccia nel quale un signore ha rischiato di rimanerci secco, per una fucilata partita dal suo stesso fucile, si dipinge per l’ennesima volta come questa attività sia pericolosa. Ma qual’è l’attività umana dove si può parlare di “rischio zero”? Nessuna. Si tenta di colpevolizzare la caccia, solamente perchè questo poveraccio era a caccia. E se invece fosse stato a funghi per esempio, un signore di una certa età e fosse morto poiché scivolato in un sentiero o durante il salto di un muretto, e non sparato da un fucile, per te sarebbe cambiato qualcosa? Si, eccome. Sono convinto che nella testa di molti di voi, il cacciatore è colui che porta morte e dal momento che porta morte (anche se per mangiare) quando nel suo cammino incontra la morte non merita compassione. In tutto il resto dei casi invece si parla di disgrazia o più semplicemente di fatalità! Pochi giorni fa al tg di videolina ho sentito la storia di quel signore di Desulo, se non erro, che in aperta campagna stava cercando di sgozzare il suo maiale preventivamente legato. Durante la macellazione il maiale si è slegato e durante la colluttazione il malcapitato allevatore è stato ferito dal suo stesso coltello, con il rischio di restarci secco. A quanti di voi ha causato compassione per l’allevatore? A pochi. Perché? Per lo stesso identico motivo, ossia l’allevatore stava causando la morte del maiale (sempre per mangiare), ed invece stava per fare la fine che avrebbe voluto far fare al maiale. Magari, molti hanno esultato invece per la salvezza del maiale, senza voler capire o riuscire ad accettare che se quel maiale esiste ed è stato allevato non è senz’altro per il semplice gusto di comprare mangime o spalare letame per hobby in una porcilaia, ma per trasformarlo in un prosciutto o mangiarsi i maialetti che produce. Stesso identico discorso per la caccia, se in Sardegna 46000 cacciatori pagano 300 euro, non è solo per il puro divertimento di usare la selvaggina come piattelli o bersagli (esistono tanti poligoni che di certo non costano 300 euro) ma per potersi mettere in freezer un pezzo di cinghiale o mangiarsi LEGALMENTE un piatto di tordi o una lepre per le feste e non ci rinunciano e non vogliono rinunciarci perché fa parte della nostra cultura, tradizione e stile di vita. È tanto lecito uccidere un maialetto in Sardegna, figurati se non lo è uccidere un cinghiale.

      Buone feste Juri

  3. dicembre 27, 2013 alle 11:21 PM

    M.A. :

    Carissimo Juri mi son sentito chiamato in causa e non potevo non rispondere. Ovviamente dopo l’ennesimo incidente di caccia nel quale un signore ha rischiato di rimanerci secco, per una fucilata partita dal suo stesso fucile, si dipinge per l’ennesima volta come questa attività sia pericolosa. Ma qual’è l’attività umana dove si può parlare di “rischio zero”? Nessuna. Si tenta di colpevolizzare la caccia, solamente perchè questo poveraccio era a caccia. E se invece fosse stato a funghi per esempio, un signore di una certa età e fosse morto poiché scivolato in un sentiero o durante il salto di un muretto, e non sparato da un fucile, per te sarebbe cambiato qualcosa? Si, eccome. Sono convinto che nella testa di molti di voi, il cacciatore è colui che porta morte e dal momento che porta morte (anche se per mangiare) quando nel suo cammino incontra la morte non merita compassione. In tutto il resto dei casi invece si parla di disgrazia o più semplicemente di fatalità! Pochi giorni fa al tg di videolina ho sentito la storia di quel signore di Desulo, se non erro, che in aperta campagna stava cercando di sgozzare il suo maiale preventivamente legato. Durante la macellazione il maiale si è slegato e durante la colluttazione il malcapitato allevatore è stato ferito dal suo stesso coltello, con il rischio di restarci secco. A quanti di voi ha causato compassione per l’allevatore? A pochi. Perché? Per lo stesso identico motivo, ossia l’allevatore stava causando la morte del maiale (sempre per mangiare), ed invece stava per fare la fine che avrebbe voluto far fare al maiale. Magari, molti hanno esultato invece per la salvezza del maiale, senza voler capire o riuscire ad accettare che se quel maiale esiste ed è stato allevato non è senz’altro per il semplice gusto di comprare mangime o spalare letame per hobby in una porcilaia, ma per trasformarlo in un prosciutto o mangiarsi i maialetti che produce. Stesso identico discorso per la caccia, se in Sardegna 46000 cacciatori pagano 300 euro, non è solo per il puro divertimento di usare la selvaggina come piattelli o bersagli (esistono tanti poligoni che di certo non costano 300 euro) ma per potersi mettere in freezer un pezzo di cinghiale o mangiarsi LEGALMENTE un piatto di tordi o una lepre per le feste e non ci rinunciano e non vogliono rinunciarci perché fa parte della nostra cultura, tradizione e stile di vita. È tanto lecito uccidere un maialetto in Sardegna, figurati se non lo è uccidere un cinghiale.

    Buone feste Juri

    figlio del cielo di piombo dell’ispettore Callaghan, quanto sei “fluviale” 😛

  4. Juri
    dicembre 28, 2013 alle 7:22 PM

    M.A. :
    E se invece fosse stato a funghi per esempio, un signore di una certa età e fosse morto poiché scivolato in un sentiero o durante il salto di un muretto, e non sparato da un fucile, per te sarebbe cambiato qualcosa? Si, eccome.
    Buone feste Juri

    Infatti nelle mie escursioni evito accuratamente i luoghi frequentati dai cercatori di funghi, non vorrei che mi finisse in testa qualche boletus fuori controllo. Molto meglio trovare riparo nelle foreste aperte alla caccia grossa.
    Buone feste anche a te.

    • M.A.
      dicembre 28, 2013 alle 7:55 PM

      Juri, si muore ovunque e comunque, in un escursione, a caccia, a pesca, al mare, a lavoro, in macchina e persino in casa. Fa parte della vita, bisogna accettarlo. Poiché noi viviamo in un paese “civile”, in uno Stato dove la caccia e i cacciatori esistono da sempre, per far si che anche voi possiate godere del patrimonio faunistico e naturalistico per fotografarlo o viverlo come piace a voi, vi hanno creato oasi, parchi, riserve, zone di migliaia di ettari caccia of limits. Qui potete giocare e passeggiare in tutta tranquillità, senza il ben che minimo disturbo. Ove questo non si verifichi perché ci sono dei “cacciatori criminali” che cacciano anche laddove è vietato: “alza la cornetta, la Forestale ti aspetta!” 🙂 .
      Oppure se quei parchi ti stanno tanto stretti, esci il sabato o in settimana, la caccia grossa e chiusa o altrimenti aspetta le belle e calde giornate di primavera. D’altronde che caspita ci fai in mezzo a quei monti a Dicembre o Gennaio “a pigai friusu a paneri”, quando c’è un gelo boia se nemmeno cacci? Boh boh! La caccia è sempre esistita i vostri spazi esistono relativamente da meno tempo, dato che gli avete voluti, e ve li hanno creati, usateli! Reclamate parchi a destra e a manca, volete incentivare il turismo verde, ma la stragrande maggioranza sono vuoti perché nemmeno voi ecologisti ci andate. Avete questo innata vocazione nell’ infilarvi tra le battute di caccia grossa in inverno. Ti saluto con un vecchio detto sardo:
      “su pagu no bastara, ma su troppu guastara!” 🙂

  1. dicembre 26, 2013 alle 7:40 PM

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