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Un morto e un ferito in un nuovo e consueto “incidente di caccia” in Sardegna.


Firenze, la L.A.C. alla manifestazione contro la caccia (14 settembre 2013)

Firenze, la L.A.C. alla manifestazione contro la caccia (14 settembre 2013)

Un altro incidente di caccia in Sardegna.

Un morto e un ferito nel corso di una battuta di caccia a Sa Serra, nei boschi fra Nuoro e Orune.            E’ morto Raffaele Lostia (37 anni, di Nuoro), mentre Virgilio Sabiu (36 anni, di Sardara) è rimasto ferito.

Avrebbe sparato il padre di Virgilio Sabiu, ma i Carabinieri stanno  accertando la reale dinamica dei fatti.

Proprio lo scorso venerdi 22 novembre 2013, a un anno dalla tragica morte di un bambino nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale, si era tenuto a Nuoro un convegno sulla sicurezza venatoria.

Nel corso della stagione venatoria 2013-2014, nella sola Sardegna, siamo già a quattro incidenti di caccia, con due morti e quattro feriti, tutti cacciatori.

In tutta Italia nel corso dell’attuale stagione venatoria 2013-2014 siamo già a 26 morti (tutti cacciatori) e a 51 feriti (40 cacciatori, 11 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 si è fermata in tutta Italia, a ben 60 morti (54 cacciatori, 6 persone comuni) e 106 feriti (92 cacciatori, 14 persone comuni) umani.

cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

Di questi 5 morti (tutti cacciatori, dei quali uno per infarto durante una battuta di caccia e uno travolto da un torrente in piena) e 11 feriti (10 cacciatori e 1 agricoltore) in Sardegna.

L’11 novembre 2012 in Sardegna era stato colpito addirittura un bambino nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale. Purtroppo è morto due giorni dopo.

Ha destato particolare emozione il recente caso (21 ottobre 2013) del cacciatore sparato da un collega di battuta di caccia notturna nel parco naturale regionale di Veio.   Caccia illecita, in un parco naturale, in orario non consentito. In più un morto, anche a causa del mancato soccorso da parte dei due colleghi di battuta, poi arrestati.

Bella immagine della caccia, della lealtà, del rispetto delle regole…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

incidente di caccia

incidente di caccia

 

 

stagione venatoria 2013-2014 in Sardegna

morti: Raffaele Lostia (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Luciano Floris (S. Teodoro, 7 novembre 2013)

feriti: Virgilio Sabiu (fra Nuoro e Orune, 24 novembre 2013), Giovanni Sirigu (Orroli, 14 novembre 2013); Angelo Demurtas (Bitti, 10 novembre 2013), cacciatore sconosciuto cinquantasettenne di Serrenti (Santulussurgiu, 7 novembre 2013).

 

 

Cinghiale (Sus scrofa)

Cinghiale (Sus scrofa)

 

 

da L’Unione Sarda on line, 24 novembre 2013

Nuovo incidente di caccia tra Nuoro e Orune. Spara e uccide un 35enne. C’è anche un ferito.

Tragedia nelle campagne tra Nuoro e Orune: un cacciatore è morto durante una battuta di caccia. Un compagno di battuta è rimasto ferito. A sparare un altro cacciatore: sarebbe stato lui a dare l’allarme.

Tragedia nelle campagne tra Nuoro e Orune: un cacciatore è morto durante una battuta di caccia. Un altro è rimasto ferito. La vittima della battuta di caccia è Raffaele Lostia, 35 anni. I militari stanno ancora lavorando nel tentativo di ricostruire la tragedia: sembra che un cacciatore abbia sparato colpendo i due uomini. L’incidente è avvenuto intorno alle 17,30, quando ormai era buio. E’ stato lo stesso feritore, dopo essersi accorto di aver colpito due cacciatori, a chiamare il 118, ma ormai per il trentacinquenne non c’era più nulla da fare.   Appena due settimane fa l’ultima vittima: Luciano Floris, 65 anni, di San Teodoro. A ucciderlo, un colpo partito dal suo stesso fucile. L’incidente si verificò in località Monte Petrosu.

 

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

 

 

da Sardinia Post, 24 novembre 2013

Nuoro, tragica battuta di caccia: muore 35enne, ferito l’amico.

Si chiamava Raffaele Lostia e aveva 35 anni, l’uomo morto nell’incidente di caccia avvenuto questo pomeriggio nelle campagne tra Orune e Nuoro e nel quale è rimasto ferito un compagno di battuta che si trovava con lui. I carabinieri stanno ancora lavorando nel tentativo di ricostruire la tragedia.       L’incidente è avvenuto intorno alle 17.30, quando ormai era buio. È stato lo stesso feritore, dopo essersi accorto di aver colpito due cacciatori, a chiamare il 118, ma ormai per il trentacinquenne non c’era più nulla da fare.

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    novembre 24, 2013 alle 11:27 PM

    Non si può più commentare questa strage se non rivolgendosi alle donne.
    Madri, sorelle, mogli, amiche, amanti: parlate al vostro cacciatore, fategli capire l’assoluta stupidità della caccia nell’Anno Domini 2013. Ripeto: 2013. Non esiste più, almeno nei Paesi occidentali la caccia di sopravvivenza che almeno aveva un senso. E la caccia intesa come “sport” è una follia pericolosa, un danno al patrimonio di tutti, la causa di lutto e morti del tutto inutili.

  2. novembre 24, 2013 alle 11:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 24 novembre 2013
    Incidente di caccia tra Nuoro e Orune: morto un 35enne.
    E’ il secondo incidente mortale dall’apertura della stagione venatoria in Sardegna. La vittima si chiamava Raffaele Lostia, 35 anni. E’ rimasto ferito anche un compagno di battuta: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/11/24/news/incidente-di-caccia-tra-nuoro-e-orune-morto-un-35enne-1.8174347

  3. novembre 25, 2013 alle 2:55 PM

    da L’Unione Sarda, 25 novembre 2013
    Nuoro. La tragedia intorno alle 17.30 nelle campagne di Sa Ferula vicine al conne con Orune.
    Cacciatore spara e uccide l’amico. Muore Raaele Lostia, ferito a una gamba Virgilio Sabiu di Sardara. (Marilena Orunesu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20131125084900.pdf

    __________________________________

    da La Nuova Sardegna, 25 novembre 2013
    Giovane ucciso dal compagno di battuta. Raffele Lostia, 37enne nuorese, è stato ferito a morte mentre è stato colpito a una gamba il figlio dello sparatore.
    Gli altri cacciatori: abbiamo sentito la fucilata e poi le urla disperate. (Tiziana Simula)

    NUORO. Un morto e un ferito. La stagione di caccia al cinghiale si è aperta solo da qualche settimana ed è già macchiata di sangue. A trovare la morte nelle campagne tra Nuoro e Orune, ucciso da un proiettile vagante sparato da un compagno di caccia, è stato un giovane nuorese Raffalele Lostia, idraulico di 37 anni. Una tragica battuta nella quale è rimasto ferito anche il figlio dello sparatore: Virgilio Sabiu 36 anni, originario di Oristano ma residente a Sardara. Il giovane è stato colpito alla gamba destra, le sue condizioni non sono gravi secondo i medici dell’ospedale San Francesco dove è stato accompagnato con un’ambulanza del 118. Non c’è stato niente da fare invece per il suo compagno di battuta, colpito a morte dai pallettoni – proibiti per la caccia al cinghiale – che l’hanno raggiunto all’addome e al basso ventre, senza lasciargli scampo. Quando è arrivata l’ambulanza, Raffaele Lostia era già morto. A chiamare i carabinieri di Nuoro e i soccorsi, in preda alla disperazione, è stato lo stesso sparatore. L’incidente, avvenuto all’imbrunire, intorno alle 17, ha concluso tragicamente una giornata di caccia che ormai volgeva al termine. E ha anche fatto la seconda vittima in neppure un mese: il 7 novembre, data di apertura della caccia grossa, aveva perso la vita, nelle campagne di San Teodoro, Luciano Floris, insegnante di educazione fisica in pensione, ucciso da un colpo partito accidentalmente dal suo fucile. Ieri sera, la nuova tragedia. Che ha insanguinato i fitti boschi di Sa Serra, una zona impervia al confine tra Nuoro e Orune, nella località di “Sa Ruvaria”. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto: è probabile che l’uomo abbia sentito dei rumori tra la vegetazione o abbia visto dei cespugli muoversi: imbracciato il fucile, ha sparato nella convinzione che si trattasse di un cinghiale. Un colpo a pallettoni, forse deviato nella sua traiettoria dai rami di un albero, che ha raggiunto il compagno di caccia, colpito a morte, e ferito il proprio figlio. Spetterà ora ai carabinieri fare luce sull’incidente che ha gettato nella disperazione lo sparatore e tutta la compagnia di caccia “Brozza”, che ieri aveva invitato le due doppiette di Sardara a partecipare alla battuta. «Basta non andrò più a caccia, per me finisce qui», dice sotto choc un cacciatore della compagnia mentre aspetta i carabinieri che arrivano da Nuoro e le ambulanze del 118, subito dopo la tragedia, sulla vecchia strada per Orune, all’ingresso del sentiero accidentato che porta nel luogo dell’incidente. Quattro chilometri di sterrato strettissimo e impervio che si addentrano nel cuore della campagna, luogo battuto dai cacciatori. «È la seconda brutta esperienza che vivo, un altro mio compagno di caccia era morto tanti anni fa. Non ci andrò più», ripete scuotendo la testa. Non sa spiegarsi cosa e come sia potuto accadere. «Ho sentito lo sparo e le urla… Ci siamo precipitati da lui e abbiamo scoperto la tragedia». Mentre racconta avvolto dal buio, la prima ambulanza arrivata per soccorrere Raffaele Lostia è già sul posto. Ma ogni tentativo dei medici di salvargli la vita si rivela inutile. Troppo gravi le ferite. Poi, a “Sa Ruvaria” arriva la seconda ambulanza, chiamata per soccorrere Virgilio Sabiu: i sanitari lo caricano sul mezzo di soccorso e lo portano via, all’ospedale San Francesco. Le sue condizioni non destano preoccupazione. È il triste epilogo di una giornata di caccia che conta una nuova vittima nel Nuorese. E lo fa proprio all’indomani di un convegno sulla caccia sicura voluto dai coniugi Cadinu in memoria del piccolo Andrea, il loro figlio dodicenne ferito mortalmente durante una battuta di caccia al cinghiale il 12 novembre dell’anno scorso. Prima vittima di una stagione di caccia che aveva lasciato una scia di sangue con tanti, troppi morti.

  4. novembre 26, 2013 alle 2:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 26 novembre 2013
    BATTUTA TRAGICA » LE INDAGINI. Cacciatore ucciso, indagato lo sparatore. La Procura ha aperto un fascicolo sulla morte di Raffele Lostia colpito dalla fucilata esplosa da un compagno.
    Lallo Manca: «Un regolamento per le compagnie». (Tiziana Simula)

    Per quasi quarant’anni è stato capocaccia, una lunga esperienza «mai segnata da incidenti», dice Lallo Manca, armiere e rappresentante dei cacciatori nel comitato faunistico provinciale. Un’autorità nel campo venatorio. Dice la sua a proposito della sicurezza a caccia, e non solo a parole. Ma con un Regolamento che ha già redatto e che presenterà alla prossima riunione del comitato faunistico provinciale che dovrà essere convocato dall’assessore all’Ambiente Cosimo Stara. Il Regolamento delle compagnie di caccia grossa – una quindicina a Nuoro – prevede una serie di norme mirate a incrementare la sicurezza nell’attività venatoria, che si rifanno anche alla legge regionale 23 (legge sulla caccia). Il capocaccia, ad esempio, «dev’essere persona di provata capacità tecnico-venatoria, e non deve aver subito condanne penali per infrazioni alle leggi sulla caccia. È responsabile di qualsiasi infrazione commessa dai componenti della compagnia, deve vigilare che tutti siano in regola con i documenti (licenza di caccia e tesserino regionale), con l’abbigliamento ad alta visibilità e con il munizionamento (vietati i pallettoni) e deve custodire la borsa del pronto soccorso. I cacciatori che stanno in posta devono avere tre anni di esperienza maturata in qualità di battitore; durante gli spostamenti è vietato avere l’arma carica; chi arriva in ritardo deve attendere che la battuta finisca e chiedere al capocaccia l’inserimento nella successiva. È vietato bere alcolici durante la giornata. Il capocaccia deve avvisare con segnalatori acustici l’inizio e la fine della battuta. I battitori devono avere 14 anni e l’autorizzazione scritta dei genitori, devono avere indumenti ad alta visibilità e niente armi.

    NUORO. Centrato in pieno dai pallettoni sparati dal suo compagno di caccia: un solo colpo esploso dal fucile calibro 12 che avrebbe dovuto uccidere un cinghiale e che invece lo ha colpito a morte, ferendo alla gamba anche l’amico di battuta che era vicino a lui. Sulla morte di Raffaele Lostia, 37 anni, idraulico nuorese, ennesima vittima di caccia, la Procura di Nuoro ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e iscritto nel registro degli indagati lo sparatore, Ettore Sabiu 62 anni, originario di Oristano ma residente a Sardara. È stato lui stesso domenica sera a chiamare i carabinieri e i soccorsi appena si è reso conto di aver colpito Raffaele Lostia e ferito suo figlio, Virgilio Sabiu, di 36 anni. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Nuoro, coordinati dal tenente Andrea Mazzanti, intervenuti nelle campagne di “Sa Ruvaria”, al confine tra Nuoro e Orune, Ettore Sabiu che era in posta, avrebbe sentito i cani abbaiare e avrebbe sparato senza rendersi conto che proprio in quel momento Raffaele Lostia e il figlio Virgilio si stavano spostando da valle verso monte, nella sua direzione, per aiutare un altro cacciatore della compagnia che aveva appena abbattuto un cinghiale. Un incidente, insomma. Sul quale pesa però il mancato rispetto di regole di sicurezza ben precise. A cominciare dall’utilizzo dei pallettoni, proibiti per la caccia al cinghiale, dove sono invece consentite le munizioni a palla singola. Per proseguire con l’orario: le norme prevedono la sospensione della caccia mezzora prima del tramonto per evitare conseguenze legate alla mancanza di visibilità. L’incidente è avvenuto all’imbrunire, in una finestra oraria tra le 16.45 e le 17.15, come accertato dai carabinieri. E mentre la magistratura cerca di fare chiarezza sulla nuova tragedia di caccia – l’indagine è condotta dal sostituto procuratore Luca Forteleoni –, la città piange un’altra giovane vita. “Lele”, così era conosciuto da tutti l’idraulico nuorese, andava spesso a caccia, una passione condivisa anche da altri suoi familiari. Un matrimonio fallito alle spalle e tanti, tantissimi amici che appena saputo della sua morte, hanno postato commossi messaggi di addio sul suo profilo facebook. Per la compagnia di caccia “Brotza”, quella di domenica, è stata una giornata terribile, finita nel sangue. Il buio sta già calando quando nei fitti boschi di “Sa Ruvaria”, una zona impervia sulla vecchia strada per Orune, si sente una fucilata e poi le urla disperate dello sparatore. Ettore Sabiu è in posta, vuole sparare a un cinghiale. Ma la rosata di pallettoni esplosa dal suo fucile investe in pieno Lele Lostia che avanza nella sua direzione, insieme a Virgilio Sabiu. Lui, il figlio dello sparatore, viene ferito di striscio alla gamba destra. L’idraulico nuorese invece non ha scampo: i pallettoni lo colpiscono al basso ventre. Il giovane si accascia e muore sul colpo. Lo sparatore in preda alla disperazione urla, chiede aiuto agli altri compagni di caccia. E chiama subito i carabinieri e i soccorsi. Arriva la prima ambulanza del 118, si addentra lungo il sentiero accidentato che porta nel luogo dell’incidente: quattro chilometri di sterrato strettissimo e impervio. Ma la corsa dei medici è inutile: quando arrivano, il cacciatore è già morto. Troppo gravi le ferite. Poi arriva la seconda ambulanza. Che carica Virgilio Sabiu e lo trasporta all’ospedale San Francesco. Le sue condizioni non destano preoccupazione. La notizia dell’ennesima giornata di caccia finita nel sangue, fa il giro della città in un batter d’occhio. «Ciao Lele avevi una vita da vivere…», scrive sul suo profilo facebook uno dei tanti amici. Ieri al San Francesco è stata eseguita l’autopsia. Stamattina alle 11 nella chiesa di San Giuseppe sarà celebrato il funerale.

    —————–

    Un convegno per Andrea. Ricordato il dodicenne, mentre i cacciatori aiutano i pastori. (Marco Sedda)

    NUORO. Non tutte le doppiette nuoresi domenica scorsa sono andate a caccia grossa. Molti hanno preferito saltare un turno per via dell’alluvione. Altri, ma senza imbracciare il fucile, in campagna sono andati sabato mattina, armati di picconi e badili, per aiutare i pastori a sistemare i sentieri per gli ovili interrotti. « Il ciclone ha causato vari disastri – spiega Pasquale Canu, veterano cacciatore nuorese – e in alcuni casi i pastori non riescono a raggiungere il proprio ovile perché la strada è bloccata o è stata spazzata via dalla furia dell’acqua. Con tre camion di pietre abbiamo sistemato una stradina nella zona di Marreri-Jacu Piu, altre compagnie lo hanno fatto altrove. Aiutare i pastori in un momento di grossa difficoltà come questo ci è venuto naturale». L’incidente di caccia di domenica è avvenuto a un anno esatto dalla stessa tragica fine di un dodicenne nuorese, Andrea Cadinu, colpito a morte durante una battuta al cinghiale nelle campagne di Irgoli. Per commemorarlo, la sua famiglia venerdì scorso all’Etnografico ha organizzato il convegno “L’attività venatoria in Sardegna, una tradizione e un futuro di responsabilità e sicurezza”, a cui è seguito un partecipato spettacolo folk. Entrambi gli eventi sono stati molto partecipati. Dopo il saluto dei genitori di Andrea e del presidente degli Amici del folklore, sono intervenuti Robin Roverati (“Balistica civile per uso venatorio”) e Aldo Mauri (“Norme generali sulla sicurezza inerente l’attività venatoria”). La seconda parte è stata tutta dedicata alla musica e ai balli con i gruppi Amici del folklore e Sara Cherchi, il gruppo mini-folk Bustianu Satta di Nuoro e i tenores di Orgosolo e di Oliena. Per questa occasione Rita e Nicola Cadinu, genitori di Andrea, hanno voluto rilasciare una dichiarazione: «La scomparsa di nostro figlio è stato un evento fortuito legato al tragico destino, non consideriamo la caccia di per sé responsabile della morte di Andrea. Per questo abbiamo voluto organizzare un dibattito sulle norme di sicurezza durante l’attività venatoria. Nel fare questo ci hanno aiutato e sostenuto le compagnie di caccia nuoresi, che con la loro partecipazione hanno voluto ricordare Andrea e impegnarsi ad essere sempre più responsabili nel rispettare le norme di sicurezza. Ringraziamo anche gli Amici del folklore che hanno organizzato lo spettacolo in memoria di Andrea, membro del gruppo di ballo dei più piccoli».

  5. paolo anglisani
    novembre 27, 2013 alle 8:59 PM

    E’ stato progettato in Italia il TUTIUS un sistema si sicurezza per fucili da caccia da difesa e per addestramento militare, più sicuro al mondo.
    Si tratta dell’idea Pensata dall’inventore ANGLISANI PAOLO
    .
    TUTIUS, è un sistema di sicurezza sia meccanico che elettromeccanico, in grado di ridurre gli incidenti con arma da fuoco a canna lunga minimo del 70%.
    Questa particolare sicura, è stata ideata per le necessità di chiunque maneggi un fucile, ( dal principiante, al più esperto. ).

    Stiamo parlando di un mercato ipotetico di circa 30 milioni di cacciatori nel mondo.
    Di circa 20 milioni che posseggono un fucile da difesa.
    Circa 50 milioni di reclute per addestramento militare.
    E negli USA circa 50 mila vendite all’anno di fucili calibro 22 per bambini.

    MA quanti morti e feriti ci devono ancora essere prima che i politici prendono in considerazione il sistema di sicurezza per fucili TUTIUS ?!!!

    BASTA INCIDENTI DI CACCIA !!!
    E’ ARRIVATA LA STAGIONE VENATORIA PER CUI.
    ( RICORDIAMO SEMPRE )

    LA SICUREZZA DEI FUCILI DA CACCIA, DA DIFESA O ADDESTRAMENTO MILITARE, . CHE DEVE SEMPRE ESSERE LA PRIMA IN ASSOLUTO.

    “lHJAA/www.youtube.com/watch?v=9HVeKt9dNNs …

    AIUTATEMI AD AIUTARE
    Guardando questo video sulla sicurezza delle armi, condividendolo con i vostri colleghi e amici,
    INSIEME SALVEREMO MOLTE VITE UMANE: GRAZIE !!!

  6. Raimondo Cossa
    novembre 28, 2013 alle 10:51 am

    Caro Signor Paolo Anglisani, non vogliamo fucili da caccia e/o militari più sicuri. Non vogliamo proprio nessun tipo di fucile e la cultura violenta che ci sta dietro. Saluti.

  7. dicembre 9, 2013 alle 11:30 PM

    vai a cercare funghi? Fai prima testamento, non si sa mai.

    da Il Messaggero, 8 dicembre 2013
    Serrapetrona, cercatore di funghi scambiato per cinghiale: ucciso da un colpo di fucile.
    La vittima è Sandro Latini, 60 anni, di San Severino Marche, di professione fornaio. Era dietro una siepe quando è stato colpito. E’ riuscito a dire solo il suo nome, poi è morto: http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/fornaio_morto_incidente_caccia_cinghiale_cercatore_di_funghi/notizie/395336.shtml

  8. Mara
    dicembre 10, 2013 alle 12:52 am

    Da tempo non vado a funghi la domenica o il giovedì, ma lo sento come un sopruso insopportabile. Mi spiace molto per la vittima e mi auguro che il cacciatore, almeno quello, appenda il fucile al chiodo e compri una macchina fotografica.

  9. dicembre 11, 2013 alle 5:38 PM

    forse un altro incidente di caccia.

    da Sardinia Post, 11 dicembre 2013
    Armungia, operai ferito al piede da una fucilata: forse incidente di caccia: http://www.sardiniapost.it/cronaca/armungia-operai-ferito-al-piede-da-una-fucilata-forse-incidente-di-caccia/

    __________________________-

    da L’Unione Sarda, 11 dicembre 2013
    Operato per una fucilata sul piede. Misterioso incidente di caccia: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/11/operato_per_una_fucilata_sul_piede_e_giallo_sulle_cause_dell_infortunio-6-345114.html

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