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Il “Ciclone Cleopatra”, ennesima “calamità innaturale”.


I recenti devastanti e tragici avvenimenti conseguenti al “Ciclone Cleopatra” sono spunto per le seguenti riflessioni del prof. Raniero Massoli Novelli, geologo, docente universitario (anche nel Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università degli Studi di Cagliari dal 1964 al 1993), naturalista, fotografo.

Le pubblichiamo molto volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Le immagini purtroppo osservate sui media circa la tragica alluvione in Sardegna dimostrano chiaramente che strade e ponti costruiti negli ultimi decenni nell’isola sono opere realizzate in maniera speculativa e collaudate perlomeno con approssimazione.

Le piogge sempre più forti e concentrate le manda Madre Natura ma le strade, i canali, i fiumi, i loro alvei, i versanti collinari e montani, sono gestiti dall’uomo.

Per tali motivi a mio avviso i 17 morti in Sardegna richiedono da un lato un ben diverso modo di progettare, costruire, collaudare; da un altro che si accertino le responsabilità di chi ha speculato sul territorio.

Sono decenni che i geologi a tutti i livelli denunciano la fragilità idrogeologica di gran parte del territorio sardo ed i rischi connessi con il costruire case e strade negli alvei fluviali od in zone franose. Inutilmente.

I fondi per sanare o limitare il diffuso rischio idrogeologico risultano sempre di meno, mentre al contrario le imprese, gli amministratori locali ed alla fine i politici da essi sollecitati, i fondi per costruire li trovano sempre. Infatti non sono pochi in Sardegna i casi di amministrazioni comunali che hanno premuto continuamente sugli uffici regionali per avere le autorizzazioni a costruire anche laddove è palesemente pericoloso.

Senza dimenticare la piaga degli incendi boschivi, un fenomeno che, assieme alla presenza diffusa di rocce impermeabili come i graniti,  facilita non poco la veloce discesa a valle delle acque meteoriche e rende le alluvioni sempre più pericolose e diffuse.

prof. Raniero Massoli Novelli

 

  1. Mara
    novembre 21, 2013 alle 7:14 PM

    Ineccepibile! E qui sotto il punto di vista del WWF.
    Non so perché mi viene in mente la figurina del profeta che grida nel deserto…

    http://www.wwf.it/news/notizie/?4481

  2. Vittorio Toni
    novembre 21, 2013 alle 7:58 PM

    Speriamo che le riflessioni del geologo prof. Raniero Massoli Novelli, almeno in futuro, siano prese in considerazioni se non altro per l’esperienza quasi trentennale che il docente universitario ha nel territorio.
    Vittorio Toni

  3. Uberto Crescenti
    novembre 22, 2013 alle 9:52 am

    Condivido totalmente le riflessioni dell’amico Raniero. Purtroppo da decenni i geologi avveretono le Autorità competenti che l’uso del territorio va fatto nel rispetto delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio stesso. Voci nel deserto, il desrto dello sfruttamento e dell’ignoranza.
    Uberto Crescenti
    Fondatore e già Presidente della Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale

  4. Mario PANIZZA e Sandra PIACENTE
    novembre 22, 2013 alle 7:31 PM

    Condividiamo, ovviamente, in come geologi, ricercatori e docenti universitari, quanto scritto da Massoli Novelli; ci rammarichiamo ancora una volta di dover ripetere cose dette e scritte ormai da tanto tempo e in tanti diversi contesti. Ne deriva anche un giudizio severo sulla nostra scarsa capacità d’interazione con la società e la scarsa aurorevolezza verso l’esterno sull’importanza della nostra professione.
    Quanto accaduto in Sardegna mette in evidenza come l’ “uomo”, sia come “attività”, che come ”vulnerabilità” risulti essere l’elemento cardine, in quanto sola variabile che dipende da una volontà/scelta potenzialmente/teoricamente controllabile e misurabile. Nel caso che tale scelta sia operata in modo responsabile nel riguardo delle risorse, si agisce nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile e quindi anche di una prevenzione dal rischio, con interventi programmati di ordinaria gestione del territorio, che escluda l’emergenza. Nel caso, invece, che la scelta sia operata in modo non responsabile, a fronte di una potenziale pericolosità (frana, alluvione, terremoto, eruzione vulcanica ecc.), si può verificare un crimine ambientale, con conseguenze valutabili, purtroppo, solo a posteriori e affrontabili solo con interventi di emergenza (vedi : Panizza e Piacente, 2003; Panizza, 2005).
    Mario PANIZZA e Sandra PIACENTE

  5. Shardana
    novembre 24, 2013 alle 9:14 PM

    Il titolo più azzeccato ma snobbato”calamità innaturale”

  6. Shardana
    novembre 24, 2013 alle 10:02 PM

    Finalmente qualcuno si è accorto che è l’ennesima “calamità innaturale

  7. Alessia
    dicembre 13, 2013 alle 4:24 PM

    Alluvione in Sardegna,
    sotto inchiesta la Protezione civile
    I magistrati sardi puntano ora il mirino sugli uffici che si dovevano occupare dell’allerta e della prevenzione. Oggi un vertice per esaminare le procedure.

    http://www.lastampa.it/2013/12/13/italia/cronache/alluvione-in-sardegna-sotto-inchiesta-la-protezione-civile-e0yWL1f1ClrhDgJbZD8aUL/pagina.html

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