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Lotta biologica a Riola Sardo, con i Trichechi comunali.


Da quattro anni ormai avviene qualcosa che appare incredibile, ma è vero, purtroppo.

Una comunissima pianta da acquario, la Hidrocotyle leucocephala, insieme a un’altra pianta tropicale, il Giacinto d’acqua (Eichornia crassipes), stanno soffocando il Rio Mar’e Foghe, a Cabras, Riola e Nurachi.

Quasi certamente c’è la mano dell’uomo in questo grave fenomeno di inquinamento verde e ancora non si vede la soluzione definitiva.

O, meglio, ora l’avrebbe trovata il geniale sindaco di Riola Sardo Ivo Zoncu: comprerò sei trichechi, precisamente lamantini e il giacinto sparirà per sempre.

Giacinto d'acqua (Eichornia crassipes)

Giacinto d’acqua (Eichornia crassipes)

Il Tricheco (Odobenus rosmarus), quello vero, vive nell’Artico, si nutre di molluschi bivalvi bentonici e non mangia il giacinto d’acqua nemmeno costretto.

I Lamantini sono un genere (Trichecus) comprendente tre specie (o due specie e una sottospecie) diverse: una (Trichechus senegalensis) vive lungo la costa africana occidentale, un’altra (Trichechus inunguis) sulla costa orientale del Sud America, mentre la terza (Trichechus manatus) nel Mar dei Caraibi.

Quest’ultime, forse, potrebbero mangiare anche il giacinto d’acqua, ma difficilmente potrebbe esser autorizzata (art. 63 della legge regionale n. 29/1998 e s.m.i.) l’introduzione di Lamantini, non appartenenti alla fauna sarda.

Sarà, quindi, molto difficile vedere i lamantini comunali fare scorpacciate di piante infestanti nelle zone umide oristanesi.  Così com’è difficile vedere neuroni e volontà adoperarsi per risolvere effettivamente il problema.

D’altra parte siamo sempre più in Sardistàn, oscura isola del Mediterraneo centrale…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Riola Sardo, eradicazione delle piante infestanti

Riola Sardo, eradicazione delle piante infestanti

 

 

 

da L’Unione Sarda, 6 novembre 2013

La provocazione. Secondo gli esperti questi mammiferi mangiano ­fino a sessanta chili della pianta ogni giorno. Riola, i trichechi contro il giacinto. Il sindaco Zoncu: «Sono ghiotti della vegetazione,è la soluzione per liberarcene». Sara Pinna

RIOLA SARDO. Nel rio Mare Foghe stanno per arrivare i trichechi. Il sindaco di Riola Sardo Ivo Zoncu è convinto di aver trovato la soluzione per combattere l’invasione del giacinto d’acqua, cibo preferito di questi grandi mammiferi. Ieri mattina, mentre le pale meccaniche ripulivano il fiume completamente ricoperto dalla pianta tropicale, il primo cittadino ha annunciato il suo prossimo passo: «Visto che nessuno vuole abbattere lo sbarramento di Piscaredda che da quattro anni causa questa bomba ecologica pericolosa per la salute umana, sarò costretto ad agire di testa mia: comprerò sei trichechi, precisamente lamantini e il giacinto sparirà per sempre».

LA SOLUZIONE. Quella di Zoncu tutto sembra tranne che una provocazione. L’idea di far arrivare a Riola Sardo questi mammiferi non è affatto uno scherzo. Tutti in paese già ne parlano. «Mi sono già informato – spiega Zoncu, fiero della sua scelta – su dove acquistare gli animali e come poterli trasportare sino a Mare Foghe. La spesa sarà messa a bilancio al più presto. Ora basta, questo scempio deve finire una volta per tutte. Ho già aspettato troppo».

L’INIZIATIVA. Il primo cittadino, che pochi giorni fa aveva lanciato l’allarme al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul legame tra la pianta tropicale e la zanzara killer portatrice della febbre del Nilo, non è uno sprovveduto. Prima di annunciare l’arrivo dei lamantini, si è documentato bene: «Gli esperti mi hanno consigliato la specie perché questi trichechi sono ghiotti di giacinto, arrivano a mangiarne sessanta chilogrammi in un giorno. Anche l’habitat è quello ideale». A Riola Sardo, almeno per il momento, dovrebbero arrivare tre coppie di mammiferi, tre femmine e tre maschi.

LA BONIFICA. Alle otto del mattino di ieri gli operai del Consorzio di bonifica erano già a lavoro per pulire una distesa d’acqua lunga circa otto chilometri. Gli addetti ai lavori dicono che per rastrellare tutto ci vorranno non meno di due mesi: «È tutta colpa – accusa ancora il sindaco Ivo Zoncu – della macchina burocratica. Se la Provincia avesse avviato l’intervento a fine gennaio, quando la pianta aveva invaso già buona parte del fiume, la spesa per la rimozione sarebbe stata inferiore. Ora si parla di circa mille euro al giorno. È una vergogna, soprattutto in questo periodo di tagli». L’immenso giacinto, una volta rimosso del tutto verrà trasportato in diversi terreni comunali messi a disposizione dall’amministrazione per poi essere utilizzato come concime.

 

(foto da La Nuova Sardegna, da mailing list ambientalista)

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  1. Ixxos
    novembre 7, 2013 alle 8:55 am

    A questo punto la domanda sorge spontanea : e poi come ci libereremo dei lamantini ?

    • Mara
      novembre 8, 2013 alle 8:36 am

      Ixxos: mi hai tolto il commento dalle mani!:)
      Questo mondo di pazzi. Sono innocui, finché non li eleggiamo a curare i beni pubblici…..

  2. Nicola Putzu
    novembre 7, 2013 alle 9:32 am

    A me sorge un’altra domanda più spontanea: chi sarebbero gli esperti contattati? L’introduzione di specie alloctone in natura è vietata (art. 12 D.P.R. 120/03) quindi per il momento direi che si tratta di fantascienza

  3. novembre 7, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2013
    La sparata dei trichechi del rio Mar’e Foghe.
    Riola Sardo, il sindaco torna sulla notizia dei lamantini mangia-giacinti d’acqua: «Una provocazione». (Claudio Zoccheddu)

    RIOLA SARDO L’idea era semplice: spararla grossa per provocare una reazione. Poi, qualcuno c’è cascato e la storiella dei trichechi ha fatto il giro dell’Isola in un attimo, con la stessa velocità con cui al giorno d’oggi si diffondo le bufale che traboccano dai social network e da alcuni siti internet che dovrebbero occuparsi d’informazione. È capitato così che la sparata di Ivo Zoncu, che ha dichiarato di voler acquistare tre coppie di trichechi lamantini affamati di giacinti d’acqua, sia passata dal campo della fantasia a quello della realtà nel giro di poche ore. Da Riola, infatti, non è arrivata nessuna smentita nonostante Zoncu abbia perlomeno provato a ritrattare la fantasiosa affermazione: «Non abbiamo messo a bilancio i soldi per l’acquisto dei trichechi, alcune delle mie dichiarazioni sono state travisate», ha detto ieri il sindaco. A Riola non hanno la minima idea di come si possa concretizzare un’invenzione del genere. E ci mancherebbe altro. Tuttavia, Zoncu non demorde e prova un timido rilancio: «Contatteremo l’acquario di Genova. Loro sanno come fare per portare i lamantini in Italia perché ne accudiscono uno». Niente di più facile, verrebbe da dire. Un colpo di telefono e verranno sicuramente servite le giuste indicazioni per trascinare nel rio Mar’e foghe sei esemplari di una specie aliena in via d’estinzione che abita la fascia tropicale della Terra. Qualcuno ci ha creduto e la notizia è diventata argomento di discussione. «I bambini delle scuole mi hanno chiesto quando potranno vedere i trichechi», ha detto ancora il sindaco che, evidentemente, ama scherzare su una faccenda che sta assumendo dimensioni preoccupanti. Importare sei trichechi lamantini nel rio Mar’e foghe, oltre che impossibile per una serie di motivi lunga quanto la convenzione di Washington (che tutela le specie in via d’estinzione), è un esercizio che va contro la legge. Chi impianta specie aliene senza le necessarie autorizzazioni commette un reato penale e Zoncu lo sa bene dal momento in cui proprio il giacinto d’acqua è una specie aliena. Restando nel campo dell’assurdo, i trichechi non sopporterebbero le temperature del rio Mar’ foghe: troppo rigide durante l’inverno. La soluzione al problema, comunque, esiste: le centrali elettriche riscaldano il corso dei fiumi su cui si affacciano. Una volta che i trichechi verranno messi in ammollo sarà sufficiente costruirne una lungo il canale.

  4. Ixxos
    novembre 7, 2013 alle 8:12 pm

    @ Nicola
    Esperti ? Ho fatto una prova.
    Basta digitare “giacinto d’acqua” su google e andare su wikipedia.
    Terza riga. 🙂

    http://it.wikipedia.org/wiki/Eichhornia_crassipes

    • Nicola Putzu
      novembre 8, 2013 alle 10:09 pm

      eheh…bisogna comunque riconoscergli la capacità di aver fatto parlare del suo Comune e del problema giacinto in tutta la Sardegna e pure fuori

  5. giugno 25, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 25 giugno 2015
    RIOLA SARDO. Appello del sindaco alla Regione: «Serve un intervento radicale, subito».
    Un disastro verde in laguna. Il giacinto d’acqua sta soffocando la vita del rio Mar ’e Foghe. (Sara Pinna): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150625102842.pdf

  6. settembre 10, 2015 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 10 settembre 2015
    RIOLA SARDO. La rimozione è stata finanziata dalla Regione.
    Il fiume ripulito dal giacinto d’acqua. (Sara Pinna): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150910090119.pdf

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