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Caccia al Cervo nella Foresta del Cansiglio, una stupida follìa.


Cervo europeo (Cervus elaphus)

Cervo europeo (Cervus elaphus)

Ancora una volta ritorna, pressante, la richiesta di far fuori un bel po’ di Cervi (Cervus elaphus) presenti nel Cansiglio.

La storia è sempre la stessa: sono troppi e fanno danni.

Le cause – che nessuno vuol riconoscere – sono banalmente umane: l’estinzione, a suon di pallettoni, dei grandi carnivori.

L’Orso bruno, il Lupo, la Lince contribuivano all’equilibrio ecologico: dopo secoli di persecuzione accanita, ora, lentamente, stanno ritornando sulle Alpi.

Due le soluzioni ecologicamente compatibili e sensate: la cattura e rilocalizzazione di una quota di Cervi in altre zone oggi prive a scopo di ripopolamento sulle Alpi e gli Appennini, nonché la reintroduzione – favorendo la presenza naturale già esistente – dei grandi carnivori, del Lupo in particolare.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

 

 

da Il Corriere delle Alpi, 12 luglio 2013

Cervi, no alla mattanza ma lo stop è temporaneo. Ieri vertice in Cansiglio, alla fine prevale il volere del governatore Zaia Daniele Stival: «L’ecosistema della foresta è in pericolo, bisogna fare qualcosa. Francesco Dal Mas

FARRA D’ALPAGO. Vertice sui cervi con irruzione, ieri mattina in Pian Cansiglio. «Smettetela di tergiversare, date il via al piano di abbattimento, oppure concedeteci l’installazione degli ultimi recinti», è sbottato Paolo Casagrande, presidente dell’Anpa, accompagnato da alcuni allevatori, entrando nell’ufficio di “Veneto Agricoltura”. Qui, gli assessori Franco Manzato e Daniele Stival stavano incontrando i sindaci di Farra d’Alpago, Floriano De Pra, di Tambre, Oscar Facchin, i dirigenti delle riserve e i funzionari delle province e del Corpo Forestale. «Se il presidente Zaia non vuole la caccia, l’ultima parola spetti al consiglio regionale» ha insistito Casagrande.

In effetti il vertice stava prendendo una decisione: nessuna mattanza di cervi in Cansiglio. Almeno per il momento. Luca Zaia, presidente della Regione, ha fatto valere ancora la sua contrarietà a un piano di controllo dei 3 mila ungulati del Cansiglio, che passi per una loro decimazione. «A oggi confermiamo la scelta del presidente Zaia di non procedere con i prelievi sulla Piana»: così si è presentato l’assessore alla caccia, Stival.

I cervi, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo. Ma solo perché sono inconsapevoli. «È innegabile che, alla luce delle difficoltà di attuazione del piano e nel contempo dell’estrema preoccupazione per il futuro della foresta del Cansiglio, sia necessario individuare un piano d’azione efficace che salvaguardi l’intero ecosistema, perché, deve essere chiaro per tutti, la biodiversità di quest’area è in grave pericolo», ha aggiunto Stival.

Che cosa significa? Che tra i sindaci e Zaia avverrà una mediazione, in base a un prossimo documento che gli verrà sottoposto. Un compromesso per cui si comincerà ad attuare l’abbattimento esterno al demanio forestale (di circa 360 capi l’anno), da parte dei cacciatori nelle riserve private, e verrà risparmiato l’interno della foresta, dove il programma fissato nel 2011 prevedeva la caccia di 40 capi l’anno.

Passate le prossime elezioni amministrative (si vota anche a Vittorio Veneto), non è escluso che il governatore venga convinto a cedere dalla sua inflessibilità. Anche perché ieri Stival ha lanciato un messaggio subliminale al suo capo: «Il problema principale non sono i cervi, che pure rappresentano una risorsa da gestire con rispetto e oculatezza: il vero e più difficile compito al quale siamo chiamati è quello di garantire la salvaguardia di un bene naturalistico e ambientale tra i più preziosi della nostra regione e del nostro Paese, la foresta del Cansiglio». E ieri, al vertice in Cansiglio, è stato detto dai tecnici che i 3 mila cervi oggi presenti in foresta hanno già divorato le piantine di faggi per i prossimi 30-40 anni.

A conclusione dell’incontro, quindi, è stato deciso di predisporre un documento elaborato dai tecnici degli enti e delle amministrazioni competenti, nel quale si analizzano le criticità emerse e si fa il punto della situazione, documento che i sindaci intendono presentare personalmente al presidente Luca Zaia. «Noi riponiamo molta fiducia nella disponibilità di Zaia a prendere in considerazione le nostre preoccupazioni», anticipa il sindaco Facchin. «Stia tranquillo il presidente, neppure noi vogliamo la mattanza»

Lupo europeo (Canis lupus lupus)

Lupo europeo (Canis lupus lupus)

Aprire la caccia al cervo nel Cansiglio è una decisione scellerata

L’eurodeputato Andrea Zanoni interviene duro sul piano di controllo triennale dei sindaci del Cansiglio che prevede l’uccisione di 400 cervi. “E’ una follia. Un mero regalo ai cacciatori. I metodi naturali per regolare la popolazione degli ungulati ci sono, ad esempio basterebbe introdurre nella foresta un nucleo di lupi.

La scelta dei sindaci di aprire la caccia ai cervi nel Cansiglio è scellerata oltre che un vero disastro per l’economia dell’intera zona, per la quale l’eco turismo basato sulla presenza dei cervi riveste un ruolo di primo piano”. E’ il duro commento di AndreaZanoni, eurodeputato ALDE e vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, al piano di controllo triennale approvato dai sindaci del Cansiglio che autorizza la caccia a ben 400 cervi.

Se questi signori vedessero oltre il proprio naso, penserebbero a dei progetti europei come il Life plus per cercare delle soluzioni naturali a questa presunta sovrappopolazione di cervi – attacca l’eurodeputato – Penso ad esempio all’inserimento nel Cansiglio di uno dei maggiori predatori del cervo: il lupo”.

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

La settimana scorsa alla riunione dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali del Parlamento europeo a Strasburgo, abbiamo ospitato gli interventi del Professor Luigi Boitani del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie  dell’Università La Sapienza di Roma, e della Dottoressa Małgorzata Czyżewska della Direzione Generale delle Foreste Demaniali Dipartimento di Conservazione della Polonia, i quali hanno chiaramente spiegato, con tanto di esperienze positive, come l’introduzione di questo predatore possa equilibrare situazioni simili a quella delCansiglio”.

Il lupo non è pericoloso per l’uomo, la sua preda principale é proprio il cervo – continua Zanoni – Insomma si tratta di un chiaro esempio di come la sovrappopolazione di cervi possa essere gestita in modo naturale e senza l’ausilio di armi da fuoco”.

Questo a meno che sotto sotto non si voglia fare un regalo ai cacciatori che non vedono l’ora di mettere il piede e il fucile nella foresta del Cansiglio dalla quale sono interdetti da sempre”, conclude l’eurodeputato.

BACKGROUND

Venerdì scorso gli assessore regionali  Daniele  Stival  e  Franco Manzato hanno dato il via libera ai sindaci del Cansiglio sostenuti dagli allevatori per i “piano di controllo triennale” che prevede ben 120 cervi da abbattere sulla Pedemontana del Cansiglio, nei territori comunali, quindi nelle riserve di caccia di Vittorio Veneto, Fregona, Sarmede, Cordignano  e  Cappella  Maggiore. Altri 120 lungo la Pedemontana di Caneva, Polcenigo e Budoia, in provincia di Pordenone. E per finire, 120 in Alpago. Sommando sono 360 capi, ai quali vanno aggiunti 40 animali che si potranno cacciare  nel  demanio  regionale, benché la cattura sia proibita (sarà quindi introdotta una deroga). In tutto, 400 cervi da abbattere in un anno.

Zanoni ha già avuto occasione di denunciare in Europa il tentativo di aprile la caccia al cervo nelCansiglio. Nel maggio 2012 ha presentato un’interrogazione parlamentare per denunciare alla Commissione europea il tentativo di Veneto Agricoltura e della Regione Veneto di uccidere indiscriminatamente un alto numero di cervi (Cervus Elaphus Elaphus) tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone e in un’area dichiarata Sito d’Interesse Comunitario SIC (Direttiva 92/43/CEE) e Zona di Protezione Speciale ZPS (Direttiva 147/2009/CE).

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

Email stampa@andreazanoni.it

Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

Tel (Italia) +39 0422 59 11 19

Blog  www.andreazanoni.it

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Youtube AndreaZanoniTV

espansione del Lupo italiano sulle Alpi orientali (2010)

espansione del Lupo italiano sulle Alpi orientali (2010)

(foto Provincia di Trento, P.F., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    luglio 21, 2013 alle 8:45 am

    La solita cecità umana. Prima provoca il problema, poi ne immagina uno peggiore per poter risolvere il primo.

  2. luglio 21, 2013 alle 11:11 am

    abbastanza vero 😦

  3. luglio 21, 2013 alle 11:16 am

    L’intervento ecologicamente piu’ corretto si fa infatti ‘a monte’ del problema, salvaguardando il territorio, che in gran parte é stato sottratto alla natura per farne scempio. Quindi come avviene in altri paesi europei mentre da noi é parcheggiato in fase progettuale in alcune regioni, si devono attrezzare dei “corridoi ecologici”, aree libere da ingerenze antropiche, che consentano lo spostamento dei branchi verso zone che ne erano sprovviste, senza prelievi coatti che causano enorme stress e perdite tra gli stessi.

  4. Nicola Putzu
    luglio 22, 2013 alle 9:08 am

    La convivenza tra attività umane e animali selvatici è stata, è e sarà sempre problematica. L’apertura dei piani di abbattimento forse limiterà i danni ma non li risolverà. Come non li risolverà l’arrivo del lupo. Non facciamoci illusioni di panacea di ogni male. In Piemonte ci sono esempi di foreste alpine con presenza sia di cervi sia di lupi. E i danni sono ben visibili sulle piante. Vedi Parco del Gran Bosco di Salbertrand. E ci sono esempi di piani di abbattimento del cinghiale da svariati anni che non hanno spostato di una virgola l’ammontare dei danni. La cattura e lo spostamento degli individui ha dei costi ingenti e sposta il problema solo un poco più avanti, visti i buoni tassi riproduttivi della specie cervo. La soluzione probabilmente passa per una serie di interventi: dalla protezione accurata (recinzione) di porzioni di bosco in fase di ricrescita, all’indennizzo dei danni procurati, dall’auspicato ritorno di un predatore a un prelievo ecologicamente sostenibile se è stata dimostrata un esplosione demografica oltre la capacità portante tramite i censimenti degli ultimi anni.
    Lasciar fare alla natura può essere una soluzione, ma difficilmente questo si sposa bene con la presenza di attività umane. E non sempre l’abbandono della montagna da parte dell’uomo è positiva per l’ecosistema nel suo complesso (vedi la sempre minor presenza di aree aperte sulle Alpi con la conseguente diminuzione delle popolazioni di specie che insistono su quel tipo di ambiente).

  5. M.A.
    luglio 22, 2013 alle 5:30 PM

    “Su pagu non bastara, ma su troppu guastara!” Vecchio detto sardo che ci insegna che, in questo caso, per preservare la biodiversità e non alterare la Natura, il numero dei capi appartenenti ad una determinata specie dev’essere in equilibrio. A proposito di ungulati, compreso il cervo sardo, sta iniziando ad essere fuori controllo in molte aree. Quando ci si toglierà il paraocchi e ci si renderà conto che sotto quelle bellissime pellicce e spettacolari palchi si nasconde una buonissima, grandissima e costosissima risorsa, si inizierà a ragionare! Viva la carne.

  6. agosto 20, 2013 alle 2:56 PM

    da La Nuova di Venezia, 20 agosto 2013
    Zaia e Tosi, leghisti contro anche sui cervi del Cansiglio. Il sindaco di Verona nella veste di capo regionale di Federcaccia: «Abbattiamoli» ma il presidente del Veneto rifiuta la “mattanza” e insiste sulla sterilizzazione. (Francesco Dal Mas): http://nuovavenezia.gelocal.it/2013/08/20/news/zaia-e-tosi-leghisti-contro-anche-sui-cervi-del-cansiglio-1.7605340

  7. Franco
    agosto 27, 2013 alle 7:10 PM

    Povero M.A. … Quando si capirà che il turismo legato all’osservazione della fauna selvatica costituisce una risorsa economica da non perdere, le doppiette saranno finalmente messe alla berlina! Viva il buon senso, la civiltà, il rispetto e la protezione di tutti gli animali, umani o meno che siano.

  8. gennaio 8, 2018 alle 2:44 PM

    ecco qua che succede quando si da via libera alle doppiette.

    da La Stampa, 8 gennaio 2018
    La mattanza “legale” di cervi e caprioli messa in atto da 70 cacciatori in Austria.
    Su richiesta dell’autorità forestale di eliminare la selvaggina perché rovinava la vegetazione, si è scatenata una caccia indiscriminata, anche agli esemplari sani. (Letizia Tortello): http://www.lastampa.it/2018/01/08/societa/lazampa/animali/la-mattanza-legale-di-cervi-e-caprioli-di-cacciatori-in-austria-UIi6DUqwdDJ34qg6M9rr5L/pagina.html

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