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Stop alla centrale solare sui terreni agricoli di Giave e Bonorva!


California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato  uno specifico atto di “osservazioni” (23 aprile 2013) nell’ambito del procedimento di “verifica di assoggettabilità” relativo al progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione (potenza complessiva 50 Mwe) proposto su oltre 160 ettari dalla Società Energogreen Renewables s.p.a.  (Gruppo Fintel Energia s.p.a., sviluppatore) e dalla cinese Sunwise Capital ltd nelle località Riu Borta, Riu Ladu, Riu S’Ena e Sunigo e altre, nei Comuni di  Giave e Bonorva (SS), e interessante ben 235 ettari di terreni agricoli e pascolativi.

Il procedimento – vicinissimo all’altro sempre proposto dalla Energo Green nelle campagne fra Cossoine e Giave, con la forte opposizione della popolazione interessata oltre che delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra – potrebbe, infatti, portare all’approvazione di un progetto che snaturerebbe un’ampia area a vocazione agricola nella Sardegna settentrionale.

Sul piano giuridico, però, il progetto non appare realizzabile.  

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno, quindi, richiesto al Servizio valutazione impatti dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente di dichiararne l’improcedibilità o, in subordine, di disporre lo svolgimento del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale.

Infatti, da un lato il progetto interessa esclusivamente zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, dove possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse (vds. per tutti Cass. pen., sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369), non certo attività di produzione energetica di tipo industriale come quella in progetto.   Inoltre, prevede la modifica del reticolo idrografico e, in particolare,la rettificazione del Riu Borta e del Riu S’Ena e Sunigo, ma non si rinviene una precisa quantificazione del consumo idrico né le fonti di approvvigionamento e il relativo impatto ambientale e sul contesto socio-economico: in media i consumi idrici per centrali solari termodinamiche aventi potenza complessiva 50 Mwe sono di circa 50.000 metri cubi di acqua al mese, destinati soprattutto al sistema di raffreddamento ibrido aria/acqua e al lavaggio degli specchi.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sono certo favorevoli alle fonti di energia rinnovabile, in particolare quelle di derivazione solare, ormai anche vantaggiose sotto il profilo economico, ma i siti di produzione vanno scelti in aree industriali o già degradate.

Inoltre, la migliore fonte di energia rinnovabile è in primo luogo il risparmio energetico, non dimentichiamolo.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

(foto da http://fotovoltaico-impianti.blogspot.it, S.D., archivio GrIG)

  1. aprile 30, 2013 alle 3:00 pm

    qui qualche altra notizia:

    da La Nuova Sardegna, 6 aprile 2013
    Termodinamico, la Sunwise ci riprova. La Energogreen ripropone il progetto per un impianto che occuperebbe 235 ettari tra Bonorva e Giave e i paesi si ribellano. (Emidio Muroni): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/04/06/news/termodinamico-la-sunwise-ci-riprova-1.6834931

    —————————

    da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2013
    La Valle dei nuraghi sotto la minaccia del termodinamico.
    Allarme a Bonorva: la Energogreen (Fintel) vuole costruire una mega centrale su 235 ettari ricchi di siti archeologici. (Emidio Muroni): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/02/24/news/la-valle-dei-nuraghi-sotto-la-minaccia-del-termodinamico-1.6595121

    ___________________________________

    CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA, INTERPELLANZA N. 412/C-5 (3 aprile 2013) on. Efisio Planetta (P.S.d’Az.): http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Interpellanze/Intrp0412_C5.asp

  2. aprile 30, 2013 alle 3:03 pm

    da Sardies, 29 aprile 2013
    No alla centrale solare termodinamica tra Giave e Bonorva: http://sardies.org/attualita/16502-no-alla-centrale-solare-termodinamica-tra-giave-e-bonorva

    ________________________

    da Sardegna Oggi, 30 aprile 2013
    Una centrale solare tra Giave e Bonorva. Gli ambientalisti chiedono chiarezza: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-04-30/21595/Una_centrale_solare_tra_Giave_e_Bonorva_Gli_ambientalisti_chiedono_chiarezza.html

  3. Sol
    maggio 2, 2013 alle 11:20 pm

    Il risparmio energetico da solo non potrà mai fare la differenza, infatti il risparmio ci serve per non far crescere i consumi e al limite per ridurli, ma di certo il risparmio non è una fonte energetica. Nella miopia delle vostre scelte, perchè non dite qualcosa sugli elevati consumi elettrici domestici procapite dei sardi, che sono i più alti d’Italia? Cosa intendete fare oltre a dire di no a qualsiasi impianto solare termodinamico che venga costruito secondo le attuali norme in aree agricole (non industriali come dite impropriamente), per attuare il risparmio energetico di cui parlate?

    • maggio 2, 2013 alle 11:40 pm

      e dove abbiamo mai detto o scritto che ci si deve basare solo sul risparmio energetico?
      E perchè non possono impianti industriali come questi essere ubicati in aree industriali senza consumare altro territorio, soprattutto aree agricole?
      Già oggi, nonostante l’alto consumo pro capite determinato dalle industrie energivore dei poli di Portovesme e Porto Torres, l’Isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Può contare sulla potenza installata di circa 2.200 MW, pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Con il potenziamento dei trasporti via cavo (SAPEI e SACOI) fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno esser esportati più di 1.000 MW.
      A chi serve quindi ulteriore energia prodotta senza che possano esser sostituite le attuali centrali termoelettriche?
      Perchè non si vuole approvare un piano energetico regionale aggiornato e adeguato alle reali esigenze?
      Il problema, come vedi, non prevede soluzioni semplicistiche.
      Quanto alla miopìa, è proprio quella di chi vuol consumare territorio per energia oggi inutile.

    • Occhio nudo
      maggio 2, 2013 alle 11:42 pm

      Possiamo dire sì, per esempio, ad un impianto termodinamico in zona industriale: è una cosa molto brutta e miope? Ma forse sarebbe più lungimirante riempire la Sardegna di impianti di produzione di energia e mangiare l’energia al posto delle patate e dei pomodori sardi. Figo.

  4. Shardana
    maggio 8, 2013 alle 9:26 am

    A portoscuso sono impiantati in zona industriale GrIG,ma alla gente comune cosa gli giova?Perchè non viene data alla gente la corrente a basso prezzo,altro che alle mortinazionali…Che cosa ci da il parco eolico dell’enel?Se lo sapete è gradita qualche informazione

  5. maggio 25, 2013 alle 2:52 pm

    L’ha ribloggato su Il Blog di Fabio Argiolas.

  6. pinna.s.
    luglio 16, 2013 alle 9:39 pm

    shardana@ le ‘mortinazionali’ non esistono…e nessuno fa investimenti coi quattrini propri per dare a sconto l’energia alla gente.. questo succedeva nei paesi comunisti.. visto che fine hanno fatto?

  1. aprile 30, 2013 alle 9:21 am

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