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Come faccio a vietare la caccia sul mio terreno?


Muflone (Ovis musimon)

Una richiesta ricorrente che ci perviene, da tutte le parti d’Italia, è quella relativa alle modalità con cui ottenere il divieto di caccia sul proprio terreno.

Ricordiamo, infatti, che l’articolo 842 del Codice civile, commi 1° e 2°, dispone: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità”.

La previsione generale, purtroppo, è in favore del libero ingresso dei cacciatori (e solo di essi) nei terreni altrui per l’esercizio della caccia.    E’ frutto del periodo (il regime fascista) durante il quale venne elaborato e approvato il codice civile (regio decreto 16 marzo 1942, n. 262) e del relativo incoraggiamento dello spirito bellico che dovrebbe permeare chiunque abbia in mano un’arma.

Si tratta di una palese violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione, che devono godere degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e devono vedere assicurato il loro diritto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva e temperabile solo per “motivi di carattere generale”  (art. 42).

Ghiandaia (Garrulus glandarius)

Come si fa a riequilibrare le cose, almeno un po’?

Limitazioni di carattere generale sono l’istituzione di un “fondo chiuso” ovvero la presenza di “colture in atto suscettibili di danno”.

Si ha “fondo chiuso” a termini di legge (art. 15, comma 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.)[1] quando il proprietario o il conduttore del fondo abbia predisposto lungo tutto il perimetro del terreno una recinzione costituita da muro, rete metallica o altra effettiva chiusura, di altezza non inferiore a metri 1.20, o delimitati da corsi d’acqua perenni dalla profondità di almeno metri 1.50 e larghezza di non meno di 3 metri.    Obblighi in capo al proprietario o al conduttore quelli di tabellazione visibile lungo il perimetro e di comunicazione alla Regione e alle altre amministrazioni pubbliche eventualmente competenti, secondo normativa regionale (in Sardegna l’Assessorato regionale della difesa dell’Ambiente e il Comitato provinciale faunistico, avente sede presso le Amministrazioni provinciali).

bosco e girasoli

Vi sono anche i divieti generali di attività venatoria nei terreni in attualità di coltivazione ovvero quei terreni su cui incidono frutteti specializzati, vigneti e uliveti fino alla data del raccolto e in tutti i terreni individuati dalle regioni in attualità di coltivazione (art. 15, commi 7° e 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.). Per tutti questi terreni il divieto di caccia si suppone nell’interesse delle coltivazioni e tende a prevenire eventuali danni all’agricoltura che causano l’obbligo di risarcimento a spese dello Stato.

Inoltre, il proprietario o il conduttore può chiedere l’esclusione dei propri terreni dalla c.d. gestione programmata della caccia (art. 15, commi 3° – 6°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.): deve inoltrare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico- venatorio, al Presidente della Regione richiesta motivata da esaminarsi entro 60 giorni (art. 2 della legge n. 241/1990 e s.m.i.).   La richiesta dev’essere accolta se non ostacola l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria (art. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i.). E’ accolta, inoltre, “in casi specificatamente individuati con norme regionali, quando l’attività venatoria sia in contrasto con l’esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate nonchè di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando sia motivo di danno o di disturbo ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale”.

Anche in questo caso vanno apposte tabelle, esenti da tasse, a cura del proprietario o conduttore del fondo, le quali delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro dell’area interessata.   Ovviamente “nei fondi sottratti alla gestione programmata della caccia è vietato a chiunque, compreso il proprietario o il conduttore, esercitare l’attività venatoria fino al venir meno delle ragioni del divieto”.

Queste ultime ipotesi sono applicabili soltanto in caso di attuazione della c.d. gestione programmata della caccia: in Sardegna, ad esempio, nonostante sia prevista dalla legge regionale n. 23/1998 e s.m.i., non ha ancora avuto esecuzione concreta.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra

Merlo (Turdus merula)

 
(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG))


[1]  “L’esercizio venatorio è vietato a chiunque nei fondi chiusi da muro o da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,20, o da corsi o specchi d’acqua perenni il cui letto abbia la profondità di almeno metri 1,50 e la larghezza di almeno 3 metri. I fondi chiusi esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e quelli che si intenderà successivamente istituire devono essere notificati ai competenti uffici regionali. I proprietari o i conduttori dei fondi di cui al presente comma provvedono ad apporre a loro carico adeguate tabellazioni esenti da tasse”  (art. 15, comma 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

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  1. Manuel Zanella
    ottobre 7, 2011 alle 7:07 pm

    Un’altro regalo fatto alla potente lobby dei cacciatori, tanto per cambiare….

  2. ottobre 8, 2011 alle 11:09 am

    A chi bisogna rivolgersi per avere la documentazione necessaria a chiudere il fondo?

    • ottobre 8, 2011 alle 4:56 pm

      è necessario chiudere i propri terreni con una recinzione continua (muro, rete, ecc.) alta almeno mt. 1,20 e tabellarla con i cartelli come quelli riportati in questo articolo. Poi bisogna comunicarlo alla Regione e alle altre amministrazioni pubbliche eventualmente competenti, secondo normativa regionale (in Sardegna l’Assessorato regionale della difesa dell’Ambiente e il Comitato provinciale faunistico, avente sede presso le Amministrazioni provinciali).

      • arpia
        novembre 26, 2013 alle 3:12 pm

        Potreste per cortesia indicare i link necessari per i moduli da compilare o un fac simile di lettera da inviare e includere vari indirizzi email e/o postali a cui indirizzarli includendo nomi cognomi o titolo di chi deve riceverli? Credo sarebbe un enorme aiuto per chi non ha dimestichezza con queste cose.
        Grazie

      • Gian
        novembre 22, 2015 alle 3:53 pm

        Si ricordi di specificare che il fondo chiuso non è gratis, bisogna pagare annualmente una tassa.

  3. stefano
    ottobre 12, 2011 alle 8:04 pm

    basterebbe anche piantare delle siepi continue che recinti tutto il terreno alto un metro e venti
    purtroppo le leggi italiane permettono a personaggi armati di girare impunemente in casa nostra, è una LEGGE BARBARA…………..

  4. nyeleti
    febbraio 27, 2012 alle 8:07 am

    Grazie per le informazioni. Sollecitiamo Il Governo Tecnico ad ABOLIRE LA CACCIA. E a mettere una tassa su tutti i possessori di un’arma.

    • luigi
      agosto 25, 2013 alle 11:18 am

      la si paga di già :-))

      • me
        novembre 9, 2015 alle 7:47 pm

        la tassa che pagate per cacciare è troppo bassa! ci sono disoccupati, come quello che ha sparato all’agricoltore nel suo terreno a Ghivizzano Lucca che stando alla cronaca era disoccupato! inoltre le tasse che noi proprietari dei nostri terreni sui quali voi per legge anacronistica potete cacciare, sono molto più alte! noi paghiamo le tasse sui nostri terreni dove voi potete cacciare e rischiamo pure di essere feriti o ammazzati tutto ciò deve cambiare! la legge è assurda! che qualcuno si muova, la sicurezza pubblica è messa a repentaglio per garantire il divertimento a pochi!

    • bobi
      dicembre 1, 2014 alle 1:39 pm

      perchè tu non hai armi allora bisogna mettere tasse sui possessori di armi, che gran cervello, una cosa è vietare la caccia in terreni privati un’altra è fare di tutta un erba un fascio

  5. Nath
    ottobre 8, 2012 alle 10:53 am

    Ogni anno un cacciatore inciampa e ammazza un figlio o un passante…
    ma che hanno questi.. grilli nel cervello?
    bisogna aspettare che venga colpito il figlio di un politico perchè si possa modificare la legge.
    ASPETTIAMO ALLORA

  6. arianna
    ottobre 20, 2012 alle 8:13 am

    la Caccia é di nuovo inziata…purtroppo. Partendo già dal presupposto di essere contro questo hobby inutile e cretino, eccomi qua, di sabato, unico giorno in cui posso dormire un pochino di più, ad essere sveglia da prima delle 7 perché qui fuori sembra una guerra!nn ce la faccio più ! Ma c’è un limite di distanza dai centri abitati?

    • ottobre 20, 2012 alle 11:09 am

      ciao Arianna, ecco le disposizioni che ti interessano:

      art. 21 della legge n. 157/1992 e s.m.i.

      E’ vietato a chiunque …

      e) l’esercizio venatorio nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali; nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali;

      f) sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi, in direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro; di vie di comunicazione ferroviaria e di strade carrozzabili, eccettuate quelle poderali ed interpoderali; di funivie, filovie ed altri impianti di trasporto a sospensione; di stabbi, stazzi, recinti ed altre aree delimitate destinate al ricovero ed all’alimentazione del bestiame nel periodo di utilizzazione agro-silvo-pastorale.

      Se non vi sono ulteriori violazioni di natura penale e/o amministrativa, l’atto è sanzionato in via amministrativa dall’art. 30, comma 1°, lettera e, della legge n. 157/1992.

      Un consiglio: se sparano vicino a casa tua, chiama subito i Carabinieri (112) e/o il Corpo forestale dello Stato o delle Regioni e Province autonome (1515).

  7. ROBERTA BALZOTTI
    agosto 31, 2013 alle 11:38 am

    tempo fa ,ho letto,forse in qualche regolamento regionale,che la caccia è sempre vietata nei fondi,in qualsiasi modo recintati,ove pascolino 5 capi equini o bovini o 10 ovicaprini. non riesco più a trovarla. vivo in campagna,ho diversi cavalli,più di 5,che spesso sono al pascolo.sono animalista,antivivisezionista e mi batto in tutti i modi contro la violenza e i soprusi sugli animali.ciò nonostante,2 anni fa dei cacciatori introdottisi sul mio fondo,hanno ucciso barbaramente il mio maialino vietnamita che pascolava sempre insieme ai cavalli.siamo andati perfino alle mani e a nulla è valsa la mia chiamata alla polizia che non ha verbalizzato nulla. NO COMMENT.mi chiedo ,come sia possibile ,anche alla luce della famosa sentenza della corte di strasburgo,che ha dichiarato la caccia come violazione della proprietà privata e quindi dei diritti dell’uomo,che la stessa sia ancora permessa. per non parlare dei morti e feriti e danni alle cose e animali che questi scellerati,prepotenti ,arroganti,violenti,repressi individui provocano.

    • agosto 31, 2013 alle 1:55 pm

      Roberta, a livello nazionale non c’è alcuna norma simile, c’è quanto riportato in questo articolo.
      Purtroppo i proprietari dei terreni devono darsi da fare se vogliono che non vi si cacci, con le modalità qui segnalate.

  8. ROBERTA BALZOTTI
    agosto 31, 2013 alle 11:49 am

    salve,avrei una domanda. è vero che chiudendo il fondo,lo stesso viene sottratto al piano regolatore ?

  9. andrea
    settembre 18, 2013 alle 5:59 pm

    i cartelli fondo chiuso o coltivato non possono bastare bisogna recintare ma se ho 6 ettari come faccio ????

  10. luca
    novembre 20, 2013 alle 7:16 pm

    chi costituisce dei fondi chiusi nel proprio terreno impedisce a tutti di potervi accedere anche per fare una passeggiata ,nulla in contrario salvo che il propietario non vada a passare nel terreno di un altro magari a far funghi ecc.

    • bobi
      dicembre 1, 2014 alle 1:43 pm

      prova a rileggere quello che hai scritto e dimmi che senso ha, è gia proibito passare per farsi una passeggiata e i funghi si fanno nel terreno del demanio perchè sul mio terreno crescono i miei funghi.

  11. luglio 5, 2014 alle 12:54 am

    FORSE HO TROVATO LA SOLUZIONE!

    Non so se funzionerà, richiede un pò di tempo
    ma se funziona poi si è a posto per sempre.

    Ho pensato di “recintare” i miei campi con una striscia larga 1 metro coltivata a ROVI misto ORTICHE. (Giusto per rispetto naturalistico della fascia climatica evito anche i cactus)

    Lasciando pulita una fascia di circa 40-50 cm dal suolo (o comunque lasciando alcuni buchi ogni 5-10 metri circa), così che gli animali passino sotto questa siepe terrificante, entrando e uscendo liberamente.

    Detto questo, i cacciatori siano pure i benvenuti… Se ce la fanno a passare tra le spine dei rovi e le ortiche urticanti! 😉

    A mali estremi, estremi rimedi. E di sicuro è legale…

    Ci provo e, tra un’annetto quando è tutto ben infestato, vi faccio sapere.
    (ps: se funzionerà, lo pubblico sul mio blog: http://www.dettochiaramente.it/verde )

    • luglio 5, 2014 alle 10:23 am

      buona idea 😛
      Forse è meglio fare una larghezza di 2-3 metri, così per sicurezza 😉

    • Pasquale
      settembre 25, 2016 alle 11:55 am

      Abito nell’entroterra veneziano. Vicino al mio fondo ce n’è uno delimitato da anni per oltre un km da un largo fossato interamente ricoperto da rovi e altri arbusti che formano una siepe continua larga circa 5-6 metri e alta 3-4 metri. Ebbene, i cacciatori da sempre tengono aperti un paio di varchi, tipo dei tunnel, tra i rovi in modo da passare agevolmente. E li mantengono pure ben curati! Sul lato delimitato da un piccolo canale, gettano sul fondo dei blocchi di cemento così da passare con gli stivali senza affondare. Talvolta ho trovato pure delle vecchie assi di legno usate come ponticelli provvisori. Ora che da poco è consentita la caccia alle nutrie mi aspetto di vederli sbucare dai tombini di scolo come Indiana Jones…

  12. elena pozza
    settembre 21, 2014 alle 8:50 pm

    Per me la caccia andrebbe abolita immediatamente !

  13. graziano
    gennaio 12, 2015 alle 11:50 am

    quale differenza c’e’ fra un cacciatore , fotografo , escursionista ,ecc. che entrano nei terreni non propri, credo nessuna , sono tutti ospiti………………………………..

    • viola
      settembre 10, 2015 alle 9:56 am

      che cacchio dici? la cronaca non riporta di fotografi che hanno ucciso un escursionista scambiandolo per un cinghiale!!!

  14. Enzo
    maggio 15, 2015 alle 6:17 pm

    salve, mi/vi chiedo: ma un fondo chiuso deve essere letteralmente chiuso e delimitato nella sua interezza anche quando confina per metà con un’area protetta? Se un terreno più o meno quadrato, confina su due lati con riserve naturali dello Stato, quindi interdette alla caccia, potrebbe essere recintato con efficacia di legge solo sugli altri due lati? Grazie

    • maggio 15, 2015 alle 10:46 pm

      in linea teorica sì.
      Potrebbe chiederne conferma al comando del Corpo forestale dello Stato competente per territorio.

  15. chiara verzella
    settembre 6, 2015 alle 9:40 am

    Salve mi sono appena trasferita in affitto in una proprieta’ di 10 ettari comprensiva di bosco e terreni agricoli in veneto.
    mi sto informando ovunque ma per ora non ho avuto neanche una risposta in merito a togliere i terreni alla caccia .
    capendo anche che si tratta solo di volontari la mia neccessita’ e’ reale io vorrei portare il mio cavallo nella tenuta !
    avrei bisogno di avere indicazioni e indirizzi utili per agire il piu velocemente possbile .

    grazie mille

    • M.A.
      settembre 6, 2015 alle 11:00 am

      Secondo l’articolo 842 del c.c. il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
      Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità.
      Per l’esercizio della pesca occorre il consenso del proprietario del fondo. L’unica soluzione garantita dalla legge quindi, è la richiesta del fondo chiuso, che deve rispondere a determinati requisiti di legge sull’altezza delle reti metalliche da utilizzare lungo il perimetro, sulla distanza delle tabelle da apporre lungo il perimetro etc..Come può ben capire, la chiusura di un terreno di 10 ettari richiede un gran investimento economico, pertanto se il problema nasce per l’incolumità del suo cavallo stia tranquilla, i cacciatori non cacciano i cavalli! Si ricordi però le debite distanze che essi sono tenuti a rispettare dai fabbricati durante l’esercizio venatorio e se nota azioni illegittime non esiti a contattare il Corpo Forestale.

      • settembre 6, 2015 alle 1:01 pm

        M.A., il tuo sforzo nel rendere idilliaco il mondo della caccia è incredibile.
        La realtà, in tutte le regioni italiane, è ben diversa da quella che descrivi, perchè i tuoi “colleghi” entrano dove cavolo gli pare e se ne fragano altamente delle proteste di agricoltori e proprietari di case e terreni, forti del fatto che sono “armati”.
        E le Forze dell’ordine quasi mai intervengono tempestivamente dopo la chiamata.
        Un buon 20% circa delle oltre 2 mila segnalazioni che ormai ci giungono ogni anno da tutta Italia riguarda proprio le “cafonate” (per non dire peggio) dei tuoi “colleghi” cacciatori.

        Stefano Deliperi

    • settembre 6, 2015 alle 12:57 pm

      buongiorno Chiara, dovresti recintare e tabellare in tutto o in parte (es. dove lasci libero il Cavallo) il tuo terreno, così come descritto nell’articolo.
      Se vuoi altre informazioni o chiarimenti, scrivici a grigsardegna5@gmail.com.

      • M.A.
        settembre 6, 2015 alle 2:11 pm

        Deliperi..ho semplicemente detto all’utente delle informazioni corrette o sbaglio? Esistono determinati iter burocratici per istituire un fondo chiuso..compilare una domanda e qualora venisse accettata ci sono dei lavori sul fondo da fare.. Istituire una rete che sia alta 1,80 in tutte le sue parti ed in aggiunta dei cartelli situati ad una certa distanza l’uno dall’altro con scritto “Divieto di Caccia”. Tutto ciò ha un senso in determinati casi e in certe situazioni. La recinzione di 10 ettari (1 solo ettaro pari a 10000 mq) richiede dei grossi investimenti economici..tutto questo per cosa? Far pascolare un cavallo? Non siamo ridicoli. I cacciatori non sparano i cavalli, rispettano i contadini e gli allevatori. Le cafonate di cui parli tu, sono dettate dal fatto che mal sopporti dei cittadini che pagano e girano armati per un terreno. Che ti devo dire..problemi tuoi! La legge lo consente e come tale va rispettata. P.S. ci sono cafonate e cafonate. Alcune cafonate ad esempio sono punite dalla legge. Entrare in unentrareIn attualità di coltivazione è una cafonata, cacciare a meno delle distanze imposte dalla legge è una cafonata… Chiamare invece delle pattuglie della forestale ignorando l’articolo 842 del codice civile, perché abbiamo visto un cacciatore entrare nel mio terreno e sparare ad un animale consentito dal calendario venatorio, alle giuste distanze, rispettando tutto ciò che viene imposto dalla concessione ricevuta dallo Stato (pagata!) non solo è una “cafonata” ma anche “coglionaggine!” (di cui molti italiani ne sono afflitti anche grazie alle vostre propagande!). Per segnalazioni del genere, i forestali si fanno 4 risate..il messaggio che dovete mandare é questo: il cacciatore che rispetta le regole va rispettato, colui che sbaglia va segnalato.

      • settembre 6, 2015 alle 7:38 pm

        hai detto cose formalmente corrette, ti ho replicato dicendo che – purtroppo – le “cafonate” dei tuoi “colleghi” in tutta Italia, ben oltre i limiti di legge, avvengono in ogni giornata di caccia.
        Ci sono sindaci che – stufi di ricevere lamewntele e denunce – hanno adottato ordinanze di divieto di caccia per motivi di ordine pubblico, come, per esempio, a Calasetta ormai dal 2013 (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/09/02/caccia-limitata-a-calasetta/).
        Chi vive o soggiorna a casa propria in campagna non chiama le Forze dell’ordine solo perchè vede un cacciatore che va a caccia sui propri terreni, ma perchè se lo ritrova a due passi da casa.
        Questa è la realtà, che sempre più gente non sopporta più.

        Stefano Deliperi

        P.S. a Chiara abbiamo consigliato una recinzione parziale (dove è lasciato libero il Cavallo), se la sua intenzione è quella di difendere il solo cavallo. E’ chiaramente scritto nella risposta.

  16. M.A.
    settembre 6, 2015 alle 9:00 pm

    Deliperi non prendiamoci in giro. La figura del cacciatore è stata e viene tuttora infangata in quanto viene dipinto da voi come “un mostro assassino crudele che gira armato seminando la morte di poveri animali indifesi”. Per molte persone che hanno recepito questo messaggio (strumentalmente inviato dalle associazioni ecologiste) basta vederlo solo passare a 300 mt un cacciatore “per aver timore” e chiamare la forestale allarmata..a Calasetta a causa delle speculazioni edilizie (che voi combattete) ci sono tante abitazioni sparse a macchia di leopardo tra la macchia mediterranea.. Ecco, io condivido il divieto di caccia, ti dirò di più..l’isola di Sant’Antioco è immensa non trovo la necessità di andare a cacciare dentro i giardini delle villette. E infine il mio invito per la signora Chiara è di non preoccuparsi..i Cacciatori non pagano il porto d’armi per andare a fare a bistecche il suo cavallo. Il cavallo continuerà a pascolare tranquillamente anche in presenza dei cacciatori.

    • settembre 6, 2015 alle 10:47 pm

      “infangata”? Ma piantala! La “figura del cacciatore” è quella che dipingete voi cacciatori e che viene ripresa dai mezzi d’informazione, tutt’altro che controllati dagli ecologisti.
      L’immagine del cacciatore che si fanno gli italiani dipende solo da voi stessi.
      A Calasetta e S. Antioco sono tanti i tuoi “colleghi” a esser andati per giardini e viottoli fra le case di campagna a sparare, fin quando non sono arrivate le ordinanze di divieto per motivi di pubblica sicurezza. Eppure numerosi cacciatori han continuato a voler sparacchiare fra case e strade (vds. http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/08/28/calasetta_esteso_il_divieto_di_caccia-68-432399.html), ovviamente dando un’immagine “rassicurante” del cacciatore…
      E lo voglio poi vedere il cavallo che sta tranquillo e sereno fra le schioppettate!
      Si vede che non li conosci proprio…..

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        settembre 6, 2015 alle 11:52 pm

        Deliperi..io e te parliamo due lingue diverse. A Calasetta come in altri comuni italiani quando non si può cacciare perché ormai il cemento di chi ha costruito non rende sufficiente Il terreno dedicabile dall’attività venatoria! L’immagine del cacciatore è stata dipinta ad hoc come “assassino”, creando analogie tra l’omicidio e l’uccisione di un animale a scopi alimentari secondo pazzesche teorie filosofiche dell’antispecismo, senza capirne la sostanziale differenza! Tu che conosci bene i cavalli potrai spiegare all’utente che l’intensità del “boom” di una fucilita che sente il cavallo è nettamente inferiore al “boom” che sente il cavallo durante una normale processione durante le feste paesane causate da i fuochi artificiali lanciati durante le processioni ad esempio..non diciamo baggianate!
        Deliperi, ma ti posso fare una domanda? Ma dopo tanti anni di attivismo, che cosa e quali ideologie ti spingono a lottare contro la caccia?? Sono vetamente curioso! Gli anni 80-90 sono finiti da un pezzo..il peace and love del 68 non ne parliamo…ma non sarai anche tu un new veg-animalaro radical chic? Spero di no! A pelle mi sono più simpatici i vecchi figli dei fiori che in balia dei fumi della marijuana immaginavano un mondo idilliaco di pace e amore! 😀 😀

      • leonardo vitali
        novembre 12, 2016 alle 5:18 pm

        signor m.a. (se così la posso chiamare)
        la legge a cui fate riferimento voi è una legge del periodo fascista,il quale incitava alla violenza e all’uso delle armi,per un momento storico di guerra,dove il normale cittadino così si potesse trovare pronto a sparare ove necessario..è solo per questo che siete ancora cosi barbaramente autorizzati a violare il diritto di proprietà privata altrui.
        dal 1940 ad adesso speravamo che l’umanità qualche progresso lo avesse fatto.
        ma è evidente che la mamma dei decerebrati è sempre pregna.

  17. settembre 7, 2015 alle 6:50 am

    cacciatori, che povere vittime…perseguitati dai crudeli ecologisti!
    Per non parlare dei Cavalli, quasi felici degli spari dei cacciatori.
    In Cavalleria, fino agli anni ’40 del secolo scorso, addestravano i cavalli per lungo tempo per abituarli agli spari, perché non sapevano quanto fosse facile, nel mondo di M.A.
    Mi vien solo da ridere, tutto qui.
    Per me la caccia, oggi, in Italia, con le caratteristiche attuali, é semplicemente fuori dal tempo. É solo un “divertimento”, un “hobby” sanguinario, dove si uccide senza alcuna necessità alimentare.
    E come me la pensano milioni di italiani.

    Stefano Deliperi

    • M.A.
      settembre 7, 2015 alle 9:18 am

      La caccia oggi, rappresenta ancora un integrazione alimentare, per chi la pratica. Anzi ti dirò di più, per me mangiare una lepre un giorno, piuttosto che la bistecca di maiale, è un modo positivo per “esiliarmi” dal sistema delle grandi catene di distribuzione alimentare che quotidianamente ci rifilano prodotti tecnologicamente manipolati. Mangiare selvaggina (carne o pesce pescato da me) è un modo, una volta ogni tanto (perché non credere che cacciamo sempre..anzi!), di dire basta! Poi si, che la caccia sia un hobby o una “passione sanguinaria” è innegabile. Che cacciare e ci diverta idem! Ma tutto ciò non deve essere motivo di discriminazione. Come ti ho già spiegato non è un hobby tanto più sanguinario dell’ allevamento amatoriale di animali da cortile che milioni di persone praticano e come avevo già tentato di spiegarti il divertimento nell’uccidere per nutrirsi etologicamente non é una deviazione umana, ma é tipica di tutti i predarori. La caccia é un hobby tanto rispettoso e “crudele” allo stesso tempo quanto la pesca. E inoltre Grig, ci sono tanti aspetti da giudicare.. Mi vorrai dire che uccidere e mangiare un animale selvatico (nato e vissuto libero) sia meno etico e meno salutare rispetto a quello che si alleva in gabbia? Suvvia..cmq.. chiudo il discorso (che sicuramente mi sarò spinto anche oltre i tuoi gusti) dicendoti solamente che ha ragione un utente di questo blog nel dire che “per essere contro la caccia bisogna essere necessariamente vengani”..tutto il resto è fuffa! Vedi, pur non condividendo la loro scelta in quanto la vedo solo come un inutile privazione (in quanto essendo onnivori poaaiamo nutrirci di carne) per fini etici..nutro del rispetto in queste persone in quanto le trovo coerenti! Chi invece, dice di amare il cavallo, il gatto, il cane ma mangia l’agnello, la spigola o l’orata e si definisce contro la caccia.. È semplicemente un pazzo! Alla prossima puntata!

      • settembre 7, 2015 alle 3:40 pm

        tu stesso ammetti – e non potrebbe essere diversamente – che non vivi grazie alla caccia.
        É un tuo hobby, un tuo divertimento, una tua “picca”, chiamalo come vuoi.
        Non vivi di caccia.
        A te piace così. A milioni di italiani no.
        Fattene una ragione.
        Sono tanti gli italiani che per ragioni etiche e/o ecologiche sono contro la caccia e si danno da fare per abolire questo “divertimento”.
        E voi cacciatori create mille occasioni per confermare questi propositi. Dovete lamentarvi soprattutto di voi stessi.
        Stefano Deliperi

    • Ilaria
      settembre 28, 2015 alle 11:24 am

      Vi adoro!
      Grazie di cuore per questo utilissimo articolo!
      Sarei intenzionata ad acquistare una cascina con annesso terreno e bosco.
      Domanda: l’autorizzazione circa il divieto di caccia, con relativa “chiusura” della parte interessata, ha come motivazione la dicitura: “colture in atto suscettibili di danno”.
      Se ci fossero ad esempio allevamenti di bestiame o parti di bosco dedicati all’apicoltura, questa autorizzazione da parte degli organi competenti potrebbe venir meno o sarebbero comunque “costretti” a dare l’autorizzazione per chiudere il fondo?
      Grazie ancora!

  18. me
    settembre 10, 2015 alle 10:22 am

    Quando pare la caccia è uno sport, poi l’hanno voluta far passare per la salvezza del pianeta, l’hanno buttata sul piano ECO-BIO-NATURA-AMBIENTE-SALVATORI DEL PIANETA E DELL’AGRICOLTURA (vanno a braccetto con quest’ultima per interessi economici/politici personali per i quali si supone abbiano inventato il termine incidente di caccia),
    In realtà visto che persino al Decathlon c’è il reparto caccia, è uno sport, praticato su terreni privati, obbligati da una legge da abolire, i quali privati ci pagano sopra le tasse come IMU e varie, per rischiare di esserci feriti o uccisi da gente che a loro proprietari non da certo un euro, delle tasse che i cacciatori pagano allo stato, al proprietario del terreno non gliene viene un cazzo!
    visto che trattasi di sport, che si pratichi al poligono o in aree specializzate, dato che trattasi di sport PERICOLOSO, la cronaca parla, anche se preferisce pigiare su un solo cinghiale che ferisce gravemente un umano, ma parla poco delle migliaia di feriti e uccisi da cacciatori, per non dire dei danni e del disturbo! oggi un fucile per ungulati viene messo in mano a qualsiasi coglione, che nessuno poi per motivi logistici può controllare! DEVONO LIMITARE LA CACCIA, così è troppo pericolosa, LOGISTICAMENTE INCONTROLLABILE! il territorio è cambiato, è più antropizzato, la camapagne non sono più abbandonate, il territorio NON è di dominio CACCIA&AGRICOLTURA, hanno voglia di fare propaganda terroristica contro cinghiali o lupi o caprioli o conigli selvatici, è INUTILE! la SICUREZZA PUBBLICA viene prima! che comincino a metterselo nel cranio! loro e i politici di turno che gli reggono il sacco! STOP CACCIA LIBERA! limitare l’accessibilità, proteggere i residenti e i fruitori pubblici dell’ambiente, fare aree specifiche per loro controllate, il resto sia solo accessibile alle autorità competenti quale nuova forestale, etologi e biologi per il controllo della fauna!

  19. M.A.
    settembre 10, 2015 alle 1:03 pm

    Ciao Me, non condivido le tue opinioni e penso che tu sia un pò confuso in materia.
    La caccia, la pesca e la raccolta in generale sono degli HOBBY (così come la pasticceria, ill bricolage o il fai da te) che in più hanno una funzione integrativa alimentare (Mangi ciò che prendi) Hobby quindi, non sport. Non solamente perchè la Decathlon ha riservato un reparto specifico a queste discipline possono essere considerate sport. Il tiro a piattello può essere considerato uno sport, la caccia ad esempio no; tant’è che non compare nemmeno tra le discipline sportive del CONI.
    Perchè non può essere considerata uno sport? se sei intelligente ci arrivi da solo.
    Non può essere considerato sport, perchè non esiste nessuna “competizione” tr due o più persone; non è uomo vs Natura (animali) ma semplicemente uomo VS te stesso (o meglio il cacciatore VS conoscenze del territorio, preparazione dei cani, conoscenza dei selvatici che si cacciano, condizioni climatiche… e tanti aspetti fondamentali!).
    La caccia, la pesca e la raccolta sono modalità “selvatiche” e ancestrali di tante attività umane comuni. Ti faccio un esempio Come hobby in estate coltivo l’orto ma contemporaneamente mi piace tantissimo anche la raccolta dei funghi in autunno e dei prodotti spontanei. C’è er hobby chi alleva maiali, galline e conigli e contemporaneamente c’è chi piace cacciare pernici, lepri e cinghiali.
    Adoro il pesce comprato, ma contemporaneamente adoro andare una notte piovosa d’inverno sulla spiaggia a pescarmi una spigola o un orata..gli esempi possono essere ancora tanti e vari. Dal punto di vista etologico, il modo in cui vivo questi hobby sono identici, lo scopo e solo uno: raccoglierlo per mangiare. Il divertimento che colora questi hobby è solamente un contorno. NON siamo sadici. Il sadismo sarebbe inferire e provocare dolore su una preda agonizzante. Noi ci divertiamo, semplicemente perchè durante la predazione abbiamo l’adrenalina a mille e per riuscire a predare devi sfoggiare tutta la tua bravura. Pur avendo la disponibilità di usufruire di altri prodotti,il frutto del lavoro e della mia fatica, del mio impegno e del mio divertimento è nettamente più buono (e ha caratteristiche di salubrità nettamente superiori).
    Per me personalmente, ma penso per tutti coloro che condividano e vivano il rapporto con la natura allo stesso modo in cui lo vivo io, essendo l’uomo un animale onnivoro cacciare, pescare, o raccogliere è tanto naturale quanto fare sesso!. Oggi giorno molti hanno perso queste capacità perché si sono imbastarditi a causa di tanta tecnologia, tanto cemento e tanti modus vivendi che esulano dai contesti naturali. Per molti è tanto più naturale accendere un computer o guardare la tv che pescare pesci per mangiare o zapparsi l’orto ma in Natura esistiamo per altri scopi, non per stare davanti a un pc o guardare la tv.
    Per la cronaca, io nella vita non faccio nè l’allevatore nè il contadino, ma sono solo hobby.
    Molte persone tra cui la mia fidanzata mi hanno chiesto più di una volta:” ma a che pro svegliarsi la mattina per andare a cacciare una pernice se abbiamo la rosticceria a due passi da casa?”..”a che pro alzarti la mattina alle 4 per andare in montagna sotto la pioggia a cercare funghi di carne, se oggi vai al supermercato e trovi le ballette con le spore ed innaffi e tagli i funghi comodamente nel balcone di casa?”. Premetto lei è appassionata di pasticceria e di conseguenza le mie risposte è stata :”Cara a che pro comprare farina. latte, uova,lievito, panna e sporcare, lavare pentole e impastatrici utilizzare acqua e corrente per fare una torta che comodamente potevamo comprarci nella pasticceria sotto casa?” Morale della favola…”non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace!”
    P.S. le sue torte, così come le mie lepri, le pernici o i funghi sono più buone di quelli che si trovano al mercato o in pasticceria!

    Se qualche utente si chiedesse il mio stato d’animo quando rientro a casa con una cesta di funghi, con qualche pesce o un pezzo di carne..è simile alla soddisfazione che si prova nel finire un puzzle da 2000 pezzi…o aver terminato un sudoku livello estremo!

  20. me
    novembre 9, 2015 alle 7:51 pm

    @ M:A: allora tromba, pesca e spara a casa tua, nel tuo giardino, vestiti da uomo primitivo prendi la clava e divertiti ma a casuccia tua, fra i tuoi parenti stretti!

  21. silvio lucci
    novembre 17, 2015 alle 3:30 pm

    quando sento sparare a un uccellino dico fra me e me: metti la punta del tuo fucile fra i coglioni e fallo ancora! stronzo1!

  22. dicembre 7, 2015 alle 9:17 pm

    il problema si può risolvere facilmente,se una pallottola vagante investisse un cacciatore ? allora vedi come torna a cacciare sullo stesso fondo…..andate cacciarvi le proprie mogli se no le corna si allungano troppo…ciao

  23. gennaio 6, 2016 alle 11:39 am

    per il signore della decathlon,non ho niente da insegnarti e ognuno ha diritto al suo pensiero e al suo credo ti invito solo a capire che oltre al ingozzarsi vi è dell’altro.e molto più bello vedere una qualsiasi essere vivente correre e vivere nel suo ambiente che vedersi un cadavere bruciato in un piatto e mangiarselo ,dipende da quanti passaggi ci sono fra loro(cacciatori) e i primati.vorrei un dialogo civile fra persone intelligenti e amanti di questo mondo bellissimo e cercare di far capire a quei pochi che cercassero un po di erudirsi ma sopratutto per loro stessi.

    • M.A.
      gennaio 6, 2016 alle 9:27 pm

      Sig.Gianni, nessun problema, anzi sono ben lieto di intraprendere una discussione civile ed intelligente sul tema della caccia e sul perché io la reputi un’attività lecita ed etica.
      Con me sfonda una porta aperta, di argomenti (in ogni ambito: etico, empatico, scientifico, ecologico) a riguardo ne ho finché ne vuole…

  24. L29
    marzo 22, 2016 alle 2:11 pm

    SIGNORI UNA QUESTION …
    MA SE IL TERRENO è ALL’ INTERNO DI UNA RISERVA DI CACCIA PRIVATA, COSTITUITA DA TERRENI DI PIù PROPRIETARI E NON TI PERMETTONO DI RECINTARE SE NON RECEDI DA QUESTA RISERVA (LA CUI ISCRIZIONE RISALE A PRIMA DEL MIO ACQUISTO) …
    PUò IL PROPRIETARIO MAGGIORITARIO IMPEDIRE IL TUO RECESSO E IVI LA RECIZIONE DEL TUO APPEZZAMENTO DI TERRENO COLTIVATO A VIGNETO???

    MI DATE PER FAVORE QUALCHE RIFERIMENTO SU CUI DOCUMENTARMI?
    SONO DIGIUNA DELLA MATERIA U_U

  25. chilosa@ionoloso.it
    aprile 8, 2016 alle 11:17 am

    Ai cacciatori dico “andate a cacciare a casa vostra, vi comprate un fondo, pagate le varie tasse e vi divertite come volte”.
    Quando passano vicino a casa mia non stò a misurare 300mt (il minimo per mè dovrebbe essere 3000mt) ma mi metto subito a lanciare petardi, i cani fanno dei salti alti 2mt e scappano impauriti da tutte le parti (evidentemente il botto dei fucili è diverso), il cacciatore li insegue immediatamente … questa è la mia soluzione: indolore ed economica.

    Di certo non aspetto che impallinino mio figlio da 301mt di distanza per sbaglio.

  26. renato
    giugno 23, 2016 alle 12:45 pm

    sono un appassionato di armi, vado al poligono di tiro, ma propio la caccia non la capisco. Mi hanno impallinato la casa qualche anno fa e non ho potuto fare denuncia perchè non avevo prove secondi i carabinieri, di cui uno è un noto cacciatore.Dico che le leggi italiane vanno sempre a difesa dei soldi o dei voti di cui il politico di turno fa i conti per propio interesse…qualcuno mi contraddica per favore…

  27. Luigi
    settembre 28, 2016 alle 4:14 pm

    Si ma io abolirei veramente la caccia e lascerei crescere incontrollatamente i selvatici,poi ne riparliamo! Troppa gente ignorante sull’argomento che spara cazzate! Provate a chiedere agli agricoltoriche hanno i propi terreni vicini ad parchi o oasi naturalistiche.

  28. Pier
    novembre 6, 2016 alle 10:46 am

    Nessuno ha parlato di spazio sotto la rete, è previsto ? da cosa?
    Ho visto due recinzioni con 30 cm dal terreno.. assurda (ci si infila anche il cacciatore oltre il cane) in prov. di Modena. grazie

    • novembre 6, 2016 alle 11:11 am

      infatti, chi ha mai parlato di “spazio sotto la rete”? La chiusura dev’essere continua.

      • Davide
        novembre 10, 2016 alle 2:37 pm

        Attenione che deve consentire il libero passaggio della microfauna…. GIUSTAMENTE.
        meno giustamente che una persona non sia libero di farsi una passeggiata per i boschi col propio cane per sgranchirsi le gambe…orami stanno recintando tutto….io non ho ancora chiuso perchè lo trovo immorale privare altre persone che vogliono godere della natura il libero accesso ai miei terreni, se dovessi chiudere io tutto il terreno che ho (boschivo e incolto agricolo) chiuderei l’accesso a una valle intera dietro casa….lo trovate giusto?

      • novembre 10, 2016 alle 3:20 pm

        sí. Lo spazio per la “microfauna” può vedere anche siepi e rovi: passa la fauna, non il cacciatore. Purtroppo é l’unico modo per realizzare il “fondo chiuso” alla caccia.

      • Davide
        novembre 10, 2016 alle 3:40 pm

        Quindi tutti a chiudere il proprio terreno lasciando solo l’accesso in caso di diritto di passaggio e strade vicinali? Ma vi rendete conto BENE di cosa significa? Se io domani recinto e chiudo (non ho vincoli idreogeolocigi ne sotto area SIC basterebbe una DIA ma potrei pure evitare al piu pago una multa e basta) qui non passa piu nessuno per una valle intera! Tutta la valle sarebbe acessibile solo via bosco e facendo un giro lunghissimo, io lui l’altro e domani chiudiamo anche tutti i prati e i luoghi di montagna e poi?
        Cmq non è esatto che sia l’unico metodo per impedire l’accesso ai cacciatori….l’abolizione della 842 la dice lunga, ora basta una comunicazione motivata e poi dovrebbe provvedere la polizia provinciale a indicare le zone ove non sia consentito l’accesso ai cacciatori, ma questo ha una sua validita se parliamo di battute al cinghiale, dove le zone sono delimitate e autorizzate, per il singolo cacciatore che si muove nel bosco è un po difficile obbligarlo a portarsi dietro lista terreni mappe catastali e un GPS 🙂
        Non parliamo poi dei danni che causa la chiusura di un bosco con una rete di almeno 1.20mt di altezza raso terreno alla fauna….mah, mio nonno direbbe: non ci siamo piu….

      • novembre 10, 2016 alle 3:52 pm

        e quando sarebbe stato abolito l’art. 842 cod. civ.? E quando e dove sarebbero “delimitate a autorizzate per il singolo cacciatore” le zone di caccia al cinghiale?
        Scusi, ma dove vive?

      • Pier
        novembre 10, 2016 alle 4:13 pm

        Vedo nelle prime due risposte che usate impropriamente il verbo “DEVE”… c’è o non c’è un riferimento di legge.. altrimenti non si deve. Per il resto ognuno (se ha i soldi) può recintare quel che vuole di suo (anche se non è giusto DOVER spendere SOLO per tutelare un diritto … dai cacciatori). Grazie (mio nonno.. avrebbe sparato a chi gli ruba le mele o spara alle galline e entra nel proprio fondo) Io non ho un’arma ma non so se esserne contento.

  29. carmelo
    novembre 20, 2016 alle 4:22 pm

    92,20% della pololazione votò nel 1990 al referendum abrogativo caccia terreni privati IL DIVIETO DI ACCESSO NEI FONDI PRIVATI SENA AUTORIZZAZIONE, ogni anno i cacciatori gente senza rispetto, capacità e regole (almeno per la maggiorparte) entra in terreni privati e causa ingenti danni ad agricoltori e cittadini che non vengono tutelati da questa FINTA DEMOCRAZIA.

    • Carlo Forte
      novembre 21, 2016 alle 1:11 am

      Per questo votare è una presa per I fondelli………ha ragione a definirla finta democrazia(minuscolo va più che bene).

  30. M.A.
    novembre 20, 2016 alle 8:06 pm

    Tralasciando le offese gratuite e ignoranti sulla categoria, l’abrogazione dell’art. 842 del codice civile é ben lontano dall’essere realizzato perchè è direttamente correlato alla legge nazionale 157/92 sulla tutela del patrimonio faunistico e gestione dell’attività venatoria.
    Come si può infatti abrogare il diritto ai cacciatori ad entrare nei fondi privati (rispettando i relativi vincoli di legge) e mantenere in vita gli ambiti territoriali di caccia, istituti politicizzati e pubblici ove i cacciatori possono esercitare la caccia? Per abolire l’art. 842 del cc bisogna riformulare la 157/92 calpestando interessi politici, venatori e ambientalisti.

  31. Pier
    novembre 22, 2016 alle 11:11 am

    concordo con la finta democrazia, sarebbe ora di esser meno ipocriti.. più meritocratici (anche nel pubblico) e togliere le poltrone a persone incompetenti e consigliate (= imposte) dall’alto. Altro che cittadini e assemblee.. sovrane?, del nulla, per ora.!

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