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Il pubblico ministero chiede quattro condanne e due assoluzioni nel processo di Tuvixeddu.


Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica, "gabbionate" incombenti sulle tombe (oggetto di procedimento penale)

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica, “gabbionate” incombenti sulle tombe (oggetto di procedimento penale)

Il pubblico ministero Daniele Caria, nell’ambito del dibattimento penale in corso su presunti abusi compiuti nell’ area archeologica di Tuvixeddu (Cagliari), ha chiesto quattro condanne e due assoluzioni.

Il processo – nel quale sono costituite parte civile le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra grazie al prezioso operato dell’avv. Lia Pacifico – proseguirà il prossimo 13 marzo 2013 con le arringhe difensive.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

 

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche)

 

da CagliariPad, 27 febbraio 2013 

Tuvixeddu, il Pm chiede due anni di condanna per l’ex sovrintendente Santoni. Al processo per presunti abusi nell’area il Pubblico ministero invoca condanne minori per gli altri imputati e l’assoluzione per l’imprenditore Cocco e il direttore dei lavori Angius.  Veronica Nedrini

“Aver taciuto costituisce un vantaggio ingiusto. Qual’era l’interesse pubblico perseguito nel non mettere a disposizione i dati di cui si era a conoscenza? Non c’era”.

È terminata così poco prima delle 14 la lunga requisitoria del pubblico ministero Daniele Caria che, stamane, davanti ai giudici della prima Sezione penale ha chiesto 4 condanne e un’assoluzione per i presunti illeciti sul colle di Tuvixeddu, dove sorge la più estesa necropoli fenicio-punica del Mediterraneo.

Sollecitata una condanna a due anni per l’ex sovrintendente ai beni archeologici Vincenzo Santoni. Pena inferiore, a un anno e sei mesi, per l’archeologa della sovrintendenza Donatella Salvi e per il dirigente comunale Paolo Zoccheddu. E infine la richiesta di condanna a un anno per l’ingegnere del servizio pianificazione del territorio Giancarlo Manis.

Cagliari, Tuvixeddu, atti di vandalismo su tombe puniche

Cagliari, Tuvixeddu, atti di vandalismo su tombe puniche

Per l’imprenditore edile Raimondo Cocco e per il direttore dei lavori Fabio Angius è stata invece chiesta l’assoluzione.

Il pm che ha seguito le indagini ha citato in aula una pubblicazione del 2007, ad opera della sovrintendenza in collaborazione con i ragazzi del Liceo Siotto che parla del ritrovamento di tombe nell’area non sottoposta al precedente vincolo. “Vogliamo credere che Santoni non potesse rispondere – riguardo la conoscenza dei ritrovamenti – e dire, “lo sa l’archeologa Salvi cosa c’è?”. Un comportamento “incredibile” per il magistrato, secondo il quale il sovrintendente avrebbe invece dovuto spiegare che si stava per pubblicare un libro su quei ritrovamenti e spiegare perché non vi era interesse. Il suo comportamento è stato giudicato dall’accusa “omertoso e ostile al contributo conoscitivo” per questo a suo carico è stata sollecitata la condanna più pesante.

Le imputazioni sono legate alla costruzione di alcune fioriere, alla costruzione di un palazzo sul viale Sant’Avendrace e al voto sull’estensione del vincolo archeologico sulla necropoli. Secondo l’accusa, Santoni, durante una seduta della commissione paesaggio del 21 febbraio 2007, avrebbe falsamente attestato la posizione di alcune tombe rinvenute dopo il vincolo imposto nel 1997, dichiarando che fossero all’interno dell’area già vincolata. Assieme all’archeologa Donatella Salvi, l’ex sovrintendente è anche accusato di aver rilasciato l’autorizzazione alla costruzione di un palazzo sulla via Sant’Avendrace; non si sarebbe astenuto nonostante la figlia Valeria lavorasse come progettista per conto della Nuova Iniziative Coimpresa, società del gruppo Cualbu che stava realizzando i lavori a Tuvixeddu.

Il 13 marzo parola alla difesa che si prepara a smontare punto per punto le tesi dell’accusa.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le "torri" del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le “torri” del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

In serata la prima reazione. “Mi sconcerta che sia stato possibile arrivare a questo punto perdendo cosi’ macroscopicamente di vista il problema centrale della vicenda Tuvixeddu”, commenta Eliana Masoero, architetto, autore del progetto del parco archeologico di Tuvixeddu, “non mi esprimo su Vincenzo Santoni, ma per gli ingegneri Zoccheddu e Manis sono profondamente colpita. La loro buona fede e il loro impegno, affinchè l’Accordo di Programma che significava per Cagliari l’acquisizione della grande area archeologico-naturalistica diventasse finalmente pubblica, sono provati da anni di lavoro intenso e sopra le parti.

Lo stesso”, prosegue, “vale per Donatella Salvi: un’archeologa di grande competenza e serietà, sulla cui onestà intellettuale non si può avere il minimo dubbio. E’ una persona che ha messo nel suo lavoro una passione che non veniva meno anche di fronte alla scarsità dei mezzi a disposizione della Soprintendenza e l’incuranza della politica per gli aspetti culturali della nostra società. Con grande sensibilità”, aggiunge la Masoero, “ha difeso e sostenuto l’interesse  per l’ampliamento dell’area vincolata, per  la riscoperta della necropoli nella sua vastità e completezza. Stare insieme a lei durante gli scavi archeologici è stata un’esperienza preziosa che non dimenticherò. Un viaggio nel tempo che si rinnovava  ogni volta che ci mostrava i reperti rinvenuti, ogni volta che chiedeva di approfondire degli aspetti del progetto o di modificarne altri. Penso”, conclude, “a quanti si sono resi responsabili di questo blocco sciagurato e che rimarrano impuniti”.

 

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 27, 2013 alle 7:00 PM

    da Sardinia Post, 27 febbraio 2013
    Tuvixeddu, il pm Caria chiede quattro condanne: due anni per il sovrintendente: http://www.sardiniapost.it/cronaca/tuvixeddu-il-pm-caria-chiede-quattro-condanne-due-anni-per-il-sovrintendente/

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    da L’Unione Sarda on line, 27 febbraio 2013
    Abusi a Tuvixeddu, chieste 4 condanne. Tra gli imputati anche ex soprintendente. Quattro condanne per gli abusi commessi sul colle di Tuvixeddu. E’ la richiesta del Pm al termine di una requisitoria durata quattro ore: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306080

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    da Casteddu online, 27 febbraio 2013
    Processo Tuvixeddu: il Pm chiede la condanna per l’ex soprintendente. (Marta Milia): http://www.castedduonline.it/tuvixeddu-tuvumannu/processo-tuvixeddu-pm-chiede-condanna-lex-soprintendente

  2. febbraio 27, 2013 alle 10:25 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  3. febbraio 28, 2013 alle 2:58 PM

    da L’Unione Sarda, 28 febbraio 2013
    Tribunale. Dura requisitoria al processo per i presunti abusi edilizi sul colle. Tuvixeddu,l’affondo del pm. Chieste quattro condanne: «Due anni per Santoni»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130228085151.pdf

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    da Sardegna Quotidiano, 28 febbraio 2013
    Tuvixeddu «Piegati all’edilizia». (Maddalena Brunetti): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130228084239.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 28 febbraio 2013
    Tuvixeddu, il pm chiede 4 condanne. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/02/28/news/tuvixeddu-il-pm-chiede-4-condanne-1.6609661)
    Cagliari, l’ex sovrintendente archeologico accusato di falso e abuso d’ufficio: avrebbe spostato i confini dei vincoli. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni li assecondava, spostando in base alle esigenze immobiliari i confini del vincolo destinato a difendere dal cemento l’area storica di Tuvixeddu. Poi i lavori sull’area sepolcrale, stravolti rispetto al progetto originario, le tombe attraversate e in parte coperte da muraglie e piramidi di cemento e pietre. Convinto che attorno alla necropoli punica più importante del mondo si sia giocata una partita truccata, il pm Daniele Caria ha chiesto al tribunale la condanna a due anni di reclusione per l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni accusato di falso e abuso d’ufficio, un anno e mezzo per l’ex archeologa ministeriale Donatella Salvi imputata di falso e per l’ex dirigente dell’edilizia privata comunale Paolo Zoccheddu, che risponde di danneggiamento come l’ingegnere del servizio pianificazione del territorio Giancarlo Manis, per il quale la richiesta è di un anno. Per il pm devono uscire assolti dal processo il costruttore Raimondo Cocco, che ha beneficiato anche della prescrizione per una delle accuse, e il direttore dei lavori Fabio Angius per non aver commesso il fatto. Tre i filoni d’inchiesta che si sono intrecciati sul colle dei Punici, il pm Caria li ha trattati separatamente nelle tre ore e mezzo di una requisitoria magistrale, servendosi di mappe e immagini proiettate su uno schermo sistemato davanti al tribunale, presieduto da Mauro Grandesso. Il palazzo Cocco. Secondo l’accusa il sovrintendente Santoni ha modificato il vincolo sull’area ai piedi di Tuvixeddu, in viale Sant’Avendrace, la sola rimasta salva dall’edificazione, per garantire all’impresa Cocco la costruzione di un palazzo di cinque piani a due passi dalla tomba punica della Spiga e dei Pesci: «Su quella superficie, ceduta dal Comune al privato, c’era un vincolo diretto fin dal 1991 – ha sostenuto il pm – e Santoni l’ha trasformato in indiretto». La conseguenza è stata l’apertura del cantiere, una tomba distrutta e un’altra murata: «Come se la priorità – ha detto Caria – fossero gli interessi del privato rispetto alla conservazione del bene culturale». Sarà l’amministrazione regionale guidata da Renato Soru a sanare il disastro in corso, offrendo al costruttore un’area alternativa dove mettere in piedi il palazzo. Il rustico sotto il colle verrà demolito dal proprietario nel 2008 e la «porta» su Tuvixeddu ritornerà alle condizioni dell’origine. I gabbioni. L’amministrazione comunale condotta da Emilio Floris voleva circoscrivere l’area archeologica di Tuvixeddu per trasformarla in un parco pubblico, ma per l’accusa il progetto esecutivo «è stato stravolto». Al posto di strutture leggere, in legno e vegetali, per una scelta che l’accusa attribuisce al dirigente Paolo Zoccheddu e al tecnico Giancarlo Manis il Comune ha costruito 398 metri di enormi gabbioni-fioriera, che sarebbero stati 894 se i forestali del commissario Fabrizio Madeddu non fossero intervenuti e la Procura non avesse messo il cantiere sotto sequestro. «La gran parte delle opere – ha spiegato il pm – non era presente nel progetto e questi gabbioni impressionanti, inamovibili, non seguono il perimetro dell’area archeologica, ma sono stati sistemati a casaccio. Ne risulta anche uno extra, che nel progetto non esisteva. Così come le piramidi: non erano previste. Non c’è alcun legame tra queste strutture e la futura fruizione del parco, anche in questo caso le ragioni dell’edilizia prevalgono su quelle del bene culturale». E Santoni? «In questo caso non c’è prova che sapesse, è stata la Salvi – ha affermato il magistrato – a consentire l’esecuzione di lavori difformi dal progetto approvato». La commissione. Quando la giunta Soru nomina una commissione per il paesaggio e annuncia il vincolo per notevole interesse pubblico per fermare il piano immobiliare di Nuova Iniziative Coimpresa del gruppo Cualbu, il sovrintendente Santoni viene chiamato a farne parte ed è il solo a opporsi all’imposizione dei nuovi livelli di tutela della necropoli. Santoni – ha spiegato Caria – nega che dal 2000, quand’erano stati firmati gli accordi di programma per il piano Coimpresa, si fossero registrati nuovi ritrovamenti di tombe fuori dai confini del vincolo: «Invece sono stati più di mille – ha sostenuto il pm – sia nel vincolo diretto che all’esterno». Santoni non lo sapeva? «Lo sapeva e lo sapeva bene anche la Salvi» ha detto Caria, mostrando sullo schermo immagini e testi di uno studio elaborato dalla sovrintendenza tra il 2003 e il 2006 insieme agli studenti del liceo Siotto: compare la Salvi che mostra ai ragazzi tombe puniche «scavate nel 2004 – ha insistito Caria – ampiamente censite, con tanto di corredi funebri, in un’area priva di vincolo». Quindi le «nuove» tombe c’erano e dichiararlo era fondamentale per giustificare il nuovo vincolo che la giunta Soru voleva imporre, una tutela rigorosa e vasta della quale ad aprile del 2011 il Consiglio di Stato ha confermato definitivamente la legittimità. Ma perché Santoni era così «omertoso e ostile» all’imposizione del nuovo vincolo, lui che faceva il sovrintendente archeologico? «Perché la figlia ingegnere aveva firmato un progetto per tre palazzi per conto di Coimpresa – ha spiegato il pm – e per quello Santoni doveva obbligatoriamente astenersi dai lavori della commissione, ma non l’ha fatto». Qui, per il pm, starebbe l’abuso d’ufficio. Il 13 marzo parleranno i difensori, poi la sentenza.

  4. marzo 4, 2013 alle 2:42 PM

    da Sardegna Quotidiano, 4 febbraio 2013
    Tuvixeddu. Tombe deposito e villa a pezzi. (Paolo Rapeanu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130304082927.pdf

  5. marzo 13, 2013 alle 6:19 PM

    da CagliariPad, 13 marzo 2013
    Tuvixeddu, tra un mese la verità sulle fioriere.
    Slitta a fine aprile la sentenza sulle opere realizzate all’interno del parco. Sotto processo l’ex sovrintendente Santoni, un’archeologa e funzionari comunali: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1680

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    da Sardinia Post, 13 marzo 2013
    Cagliari, slitta ad aprile la sentenza sui presunti abusi a Tuvixeddu: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cagliari-slitta-ad-aprile-la-sentenza-sui-presunti-abusi-a-tuvixeddu/

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    da L’Unione Sarda on line, 13 marzo 2013
    Tuvixeddu, abusi sul sito archeologico. La sentenza slitta al prossimo 24 aprile: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/307646

  6. marzo 15, 2013 alle 2:55 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 marzo 2013
    Tuvixeddu, slitta l’apertura del parco.

    CAGLIARI. Tuvixeddu? Dopo Sant’Efisio. Il Comune concede una proroga di due mesi per l’ultimazione dei lavori del “progetto di riqualificazione urbana ed ambientale dei colli di Sant’Avendrace – parco archeologico urbano di Tuvixeddu”. Colpa degli interventi per la realizzazione dell’impianto fognario dell’edificio destinato ai servizi. Lo scrive il responsabile del procedimento. Dopo la perizia di variante dello scorso ottobre il termine per la conclusione dei lavori era stato fissato per il 12 marzo. Ma di mezzo c’erano le fogne. E allora, prima della scadenza, l’Ati che sta realizzando le opere ha chiesto uno slittamento di novanta giorni. Non c’è colpa nè dell’appaltante, nè dell’appaltatore, si legge nel documento dell’amministrazione. E mercoledì è arrivato il via libera: posticipo sì. Non di novanta giorni, però, solo di sessanta. Evidentemente il Comune ha ritenuto che basta quel tempo per risolvere la complicazione fogne che ha portato alla richiesta di conclusione lavori ritardata. Prime visite? Ancora non si sa. I documenti parlano de tempi di chiusura degli interventi, ma non dei tempi di apertura dei percorsi ai cagliaritani. Una volta smantellato il cantiere, comunque, non si dovrebbe perdere molto tempo. La speranza è quella di poter vedere tutto pronto entro l’inizio dell’estate. L’approvazione del progetto esecutivo con lo stanziamento dei fondi, oltre 5,5 milioni, risale al maggio del 2003. Poi il lungo iter che ha portato al via ai lavori. E ora il traguardo è sempre più vicino.

    ————————————-

    da La Nuova Sardegna, 14 marzo 2013
    TUVIXEDDU » IL PROCESSO. «Santoni ha agito secondo la legge». I difensori chiedono l’assoluzione per l’ex sovrintendente archeologico e per Zoccheddu, Salvi, Manis e Cocco. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Quando in commissione regionale il sovrintendente Vincenzo Santoni si opponeva all’estensione del vincolo su Tuvixeddu, si riferiva al vincolo paesaggistico e non a quello archeologico. Ed è vero che la figlia ingegnere progettava un edificio per Nuova Iniziative Coimpresa su via Is Maglias, ma quando Santoni partecipava alle sedute della commissione paesaggio in cui si doveva decidere se fermare il piano immobiliare sul colle dei Punici quel progetto era stato ormai abbandonato. Non c’era quindi l’obbligo di astensione previsto dalla legge in caso di conflitto d’interessi e il sovrintendente era libero di opporsi all’imposizione del vincolo per notevole interesse pubblico. Fra l’altro le tombe trovate fuori dal vincolo archeologico, come Santoni ha sempre sostenuto, sono tombe di terra e non certo scavate nel calcare. Per questo, secondo l’avvocato Pierluigi Concas, l’ex dirigente dei Beni Culturali dev’essere assolto dalle accuse di falso e abuso d’ufficio per le quali il pm Daniele Caria ha chiesto la condanna a due anni di rec lusione. L’arringa di Concas è stata la più lunga all’udienza di ieri, interamente destinata alla difesa, nel processo ai responsabili diretti e indiretti degli interventi – secondo il pm illegali – compiuti su Tuvixeddu. L’assoluzione piena dall’accusa di falso è stata chiesta dall’avvocato Michele Loi per l’archeologa della sovrintendenza Donatella Salvi: «Non aveva alcun potere di vigilanza – ha spiegato il difensore – e ha svolto il suo lavoro in modo ineccepibile. D’altronde – ha detto ancora il legale – la Salvi ha fatto di Tuvixeddu e degli studi sulla necropoli una ragione di vita, come avrebbe potuto compiere atti contrari alla conservazione del bene archeologico?». Sulla stessa linea la difesa dell’ex responsabile dell’edilizia privata del Comune, Paolo Zoccheddu, accusato di danneggiamento: «La difformità tra i gabbioni realizzati attorno all’area sepolcrale e quelli previsti nel progetto – ha spiegato l’avvocato Massimo Delogu – è minima, comunque entro i limiti stabiliti dalla legge. Quelle strutture di pietre non si potevano poggiare sul terreno, che peraltro è in discesa: è chiaro che serviva uno scavo per le fondazioni. Ma c’era il via libera della sovrintendenza rilasciato in base al Codice Urbani e non si capisce quale interesse avrebbe avuto Zoccheddu, un dirigente comunale scrupoloso e preparato, a cambiare le cose. In ogni caso non c’è il danno, quindi non c’è neppure il reato e Zoccheddu dev’essere assolto». L’assoluzione è stata chiesta dall’avvocato Massimiliano Ravenna per il tecnico comunale Giancarlo Manis: «Ha fatto solo quello che prevedeva il progetto – ha sostenuto il difensore – ed è evidente come le modifiche apportate siano del tutto inoffensive per il bene tutelato. Lo dice la sovrintendenza, l’inoffensività è plateale». Per il costruttore Raimondo Cocco – la cui assoluzione è stata richiesta anche dal pm Caria – ha parlato l’avvocato Benedetto Ballero: «La sua condotta non ha mai messo realmente in pericolo il bene archeologico – ha detto il difensore – e il Ppr non poteva avere effetto ancora prima di essere approvato dal consiglio regionale». La discussione andrà avanti il 24 aprile con la replica del pm Caria e forse le controrepliche di alcuni difensori. Poi il tribunale darà la sentenza.

  7. marzo 26, 2013 alle 3:00 PM

    da La Nuova Sardegna, 25 marzo 2013
    Arbitrato su Tuvixeddu, atti acquisiti dalla Procura. Memoria dell’ufficio legale della Regione ed esposto sulla consulenza Deloitte L’advisor calcolò un indennizzo di 77 milioni all’impresa per lo stop al cemento. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Decolla improvvisamente l’inchiesta giudiziaria sulla consulenza tecnica dell’advisor Deloitte spa disposta dal collegio arbitrale di Roma per stabilire quali siano state le cause del ritardo nella realizzazione del progetto immobiliare di Nuova Iniziative Coimpresa attorno all’area archeologica di Tuvixeddu e sull’ipotesi di risarcimento all’impresa: la polizia di Stato ha chiesto alla responsabile dell’ufficio legale della Regione Tiziana Ledda di consegnare tutti gli atti e qualsiasi altro materiale che riguardi la controversia in corso tra l’amministrazione regionale e la società del costruttore Gualtiero Cualbu. La raccolta dei documenti è in corso e nei prossimi giorni verranno consegnati formalmente alla Procura. L’indagine è partita circa sei mesi fa da un esposto anonimo, al momento il fascicolo è iscritto senza ipotesi di reato. Il primo passo sarà risalire all’autore o agli autori dell’esposto, ma il pm Caria dovrà stabilire se la lunga serie di accuse che vengono rivolte all’advisor siano fondate o no. Il piano immobiliare di Tuvixeddu è stato bloccato definitivamente ad aprile del 2011, quando il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità e l’efficacia del vincolo paesaggistico imposto sull’area storica dall’amministrazione Soru. Ma se il braccio di ferro Regione-Coimpresa può essere considerato chiuso sul piano amministrativo, la vertenza è ancora aperta sul fronte finanziario perché l’impresa ha chiesto al collegio arbitrale costituito a Roma un lodo che garantisca un risarcimento per la mancata realizzazione del piano immobiliare previsto dagli accordi di programma del 2000: palazzine, unità immobiliari e altri edifici attorno all’area archeologica punico-romana. Anzichè valutare direttamente, gli arbitri – Franco Bilé, Nicolo Lipari e Giovanni Olla – hanno chiesto una consulenza alla Deloitte spa, che ha calcolato in 77 milioni l’ipotesi di danno arrecato all’impresa, malgrado i giudici amministrativi abbiano dato pienamente ragione all’amministrazione regionale. Da quella relazione è nata una nuova fase della furiosa battaglia legale, che ha portato gli avvocati della Regione ad attaccare frontalmente le conclusioni della relazione Deloitte. Finché, proprio nei giorni in cui era atteso il lodo arbitrale definitivo, la Procura di Cagliari ha ricevuto l’esposto e ha aperto un fascicolo d’inchiesta. La prima conseguenza è stata il rinvio a giugno 2013 della decisione, poi gli arbitri hanno chiesto alla Deloitte nuovi approfondimenti orientati sulle osservazioni delle parti in causa. Perché al di là dei giudizi contenuti nell’esposto, sono stati i legali della Regione – Sandra Trincas, Mattia Pani, Roberto Murroni e Giovanni Parisi – a chiedere formalmente nella memoria conclusiva l’inammissibilità della relazione Deloitte perché «è fuorviante, disseminata di errori, entra impropriamente nel merito delle questioni giuridiche e risponde a quesiti che nessuno aveva posto». L’atto degli avvocati regionali è durissimo: respinta ogni responsabilità della Regione, i quattro legali ricordano come sia stata l’ormai celebre decisione del Consiglio di Stato dell’aprile 2011 a confermare la validità del piano paesaggistico regionale e i vincoli imposti dall’amministrazione in base a quello strumento. I legali fanno riferimento alla sequenza di autorizzazioni negate nell’arco della controversia da parte delle sovrintendenze e soprattutto ai nuovi ritrovamenti archeologici che hanno modificato radicalmente la situazione di Tuvixeddu dopo l’accordo di programma del 2000 che dava il via libera a Coimpresa. Ma al di là delle realtà acquisite l’ufficio legale della Regione attacca il consulente Deloitte Advisory attribuendogli una sequenza di «svarioni» che riguardano fra le altre cose il calcolo dell’eventuale danno economico arrecato al costruttore, sottolineando come in mancanza di un atto illegittimo non può esserci alcun risarcimento: «È dimostrata senza timore di smentita – scrivono i legali – l’esondazione operata dal consulente tecnico d’ufficio rispetto ai quesiti arbitrali e detta esondazione nell’estrinsecarsi in un’inammissibile e non richiesta valutazione soggettiva di carattere non tecnico, inficia l’intera relazione peritale». In un altro passaggio i legali valutano la relazione come «contaminata da considerazioni che ne inficiano la terzietà, obiettività e indipendenza» aprendo la strada a sospetti e ad ombre. La memoria mette in fila i passaggi contestati e contestabili della relazione – costata finora oltre 240mila euro, suddivisi tra ente pubblico e costruttore – puntando sul nesso di causalità fra gli atti compiuti dalla Regione, i vincoli per interesse pubblico imposti sull’area dei colli e il blocco dei lavori di edificazione.

  8. aprile 24, 2013 alle 10:50 PM

    da CagliariPad, 24 aprile 2013
    Tuvixeddu, rimandata la sentenza per le quattro richieste di condanna.
    Il pm ha chiesto due anni per l’ex soprintendente dei Beni archeologici, Vincenzo Santoni, e 1 anno e 6 mesi per l’archeologa Donatella Salvi. Stessa pena per il dirigente comunale Paolo Zoccheddu, per Manis ribadita la pena per un anno di carcere: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2420

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