Leucemie e silenzi nel Cagliaritano.


Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Recentemente è stato possibile visionare l’articolo “Lezioni dalla ‘sindrome di Quirra’. Epidemiologia? No grazie” del dott. Pierluigi Cocco (Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Cagliari), pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione (Rivista dell’Associazione italiana di Epidemiologia), nel quale viene testualmente affermato riguardo all’incidenza dei linfomi non Hodgkin per il periodo 1974-1993 “che la popolazione maschile, ma non quella femminile, residente nel distretto sanitario di Cagliari ovest, escludendo la città di Cagliari, presentava un rischio elevato di emolinfopatiemaligne, e in particolare di leucemie (tutte le leucemie: osservati 59, attesi 35,27; OR = 1,7; IC 95% 1,30 – 2,15).

I rischi più elevati di leucemie si manifestavano nel comune di Pula (osservati 8, attesi 2,32; OR = 3,4; IC 95% 1,80 – 6,60), Sarroch (osservati 5, attesi 1,92; OR = 2,6; IC 95%1,12 – 6,05) e Assemini (osservati 17, attesi 6,72;OR = 2,5; IC 95%1,60 – 4,00).

Altri comuni dello stesso distretto, quali Capoterra, Domusdemaria, Elmas, Teulada, o Villa San Pietro non manifestavano alcun eccesso, mentre aumenti degli osservati verso gli attesi erano rilevabili nella popolazione maschile di altri comuni nel resto del territorio della ASL 8.

Assemini, Macchiareddu, centrale eolica

Assemini, Macchiareddu, centrale eolica

I comuni di Sarroch e Villa San Pietro all’inizio degli anni Novanta, furono oggetto di un’indagine da parte dell’Istituto superiore di sanità su richiesta dei rispettivi sindaci, a causa della segnalazione di un eccesso di leucemie (Stazi A. Comunicazione personale).

Nonostante il rapporto del 2008 confermasse l’eccesso con ben maggiore robustezza statistica e si concludesse esprimendo la necessità di urgenti indagini di epidemiologia analitica per l’esame dei possibili determinanti, non ne seguì alcuna reazione.

In buona sostanza, da anni le varie amministrazioni pubbliche competenti (Ministero della sanità, Regione autonoma della Sardegna, Comuni interessati) sono a conoscenza che la popolazione maschile di Pula, Sarroch e Assemini corre un rischio più elevato di leucemie quasi triplo rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi eppure non risultano adottati provvedimenti tesi a limitare il rischio ambientale e sanitario.

Rischi purtroppo confermati dal “Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna” (qui il rapporto preliminare) e dal  rapporto  S.E.N.T.I.E.R.I. (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori  e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinanti), promosso dal Ministero della salute e pubblicato nel 2012.

foglie nel bosco

foglie nel bosco

Conseguentemente le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (22 febbraio 2013) in proposito una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti al Ministero della salute, alla Regione autonoma della Sardegna (Presidente, Assessore della sanità), all’A.R.P.A.S., ai Sindaci di Pula e Sarroch, al Commissario straordinario di Assemini, alla A.S.L. n. 8 e, per opportuna informazione, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Da che cosa deriva l’elevato rischio di leucemia maschile a Pula, Sarroch e Assemini?  Lo vogliamo scoprire o no?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

fumi industriali

 

 

qui Lezioni dalla ‘sindrome di Quirra’. Epidemiologia? No grazie, dott. Pierluigi Cocco, pubblicato su “Epidemiologia & Prevenzione” (Rivista dell’Associazione italiana di Epidemiologia, anno 36, gennaio-febbraio 2012

 

qui il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico (Ministero della salute, 2012)

 

 

(foto da mailing list ecologista, C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. Nikki
    febbraio 23, 2013 alle 10:20 am

    nella zona di Cagliari i maschietti devono fare gli scongiuri, vero??

  2. Mara
    febbraio 23, 2013 alle 11:54 am

    Le amministrazioni pubbliche sono troppo occupate a litigare per le poltrone. Non hanno tempo di pensare alla tutela della popolazione. fa anche rima. Che tristezza. Ancora e sempre: grazie G.R.I.G!

  3. febbraio 23, 2013 alle 1:54 PM

    da CagliariPad, 22 febbraio 2013
    Leucemie, boom ad Assemini, Pula e Sarroch: “E nessuno interviene”.
    La denuncia degli Ambientalisti al Ministero della salute: “Da che cosa deriva l’elevato rischio di tumori? Cosa aspettiamo a indagare?”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1395

    _______________________________

    da Casteddu online, 22 febbraio 2013
    Sarroch, Pula e Assemini: c’è un rischio triplo di tumori e leucemie: http://www.castedduonline.it/sarroch-pula-assemini-c%C3%A8-rischio-triplo-tumori-leucemie

    Assemini, commissione d’inchiesta sull’allarme tumori: sos per la salute. (Dario Serra): http://www.castedduonline.it/assemini-commissione-dinchiesta-sullallarme-tumori-sos-salute

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    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2013
    DENUNCIA DEGLI ECOLOGISTI. «Altissimi rischi di leucemie nei poli industriali».

    CAGLIARI. «La Procura intervenga per capire cosa è successo e sta succedendo nel sud Sardegna. Da anni le amministrazioni pubbliche competenti – ministero della Sanità, Regione e comuni interessati – sono a conoscenza che la popolazione maschile di Pula, Sarroch e Assemini corre un rischio più elevato di leucemie, quasi triplo rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi». Lo affermano le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico che ieri hanno inoltrato una richiesta d’informazioni a carattere ambientale, sollecitando provvedimenti agli enti di competenza, oltre che all’Arpas e alla Asl 8. «Da cosa deriva l’elevato rischio di leucemia maschile. Lo vogliamo scoprire o no? Non risultano adottati provvedimenti tesi a limitare il rischio ambientale e sanitario». Stefano Deliperi, portavoce delle due associazioni ecologiste ritiene che «i rischi sono confermati dal rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna e dal rapporto Sentieri (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinanti), promosso dal ministero della salute e pubblicato nel 2012». Gli ambientalisti citano un articolo di Pierluigi Cocco, docente di medicina del lavoro all’Università di Cagliari, pubblicato su “Epidemiologia & Prevenzione”, rivista della associazione italiana di epidemiologia, nella quale si fa riferimento al ventennio 1974-1993, «nel quale la popolazione maschile, ma non quella femminile, nel distretto di sanitario di Cagliari ovest, escludendo il capoluogo, presenta un elevato rischio di leucemie. I rischi più elevati di leucemie sono nel comune di Pula, Sarroch e Assemini, mentre altri comuni, come Capoterra, Elmas, Teulada o Villa San Pietro. Da che cosa deriva l’elevato rischio di leucemia maschile a Pula, Sarroch e Assemini? Lo vogliamo scoprire o no?»

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    da Sardinia Post, 23 febbraio 2013
    “A Sarroch, Pula e Assemini leucemie sopra la norma ma le istituzioni tacciono”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/a-sarroch-pula-e-assemini-leucemie-sopra-la-norma-ma-le-istituzioni-tacciono/

    ___________________________________

    da Cagliari Globalist, 23 febbraio 2013
    Gruppo d’Intervento Giuridico: leucemie e silenzi nel cagliaritano.
    Pula, Sarroch e Assemini tra i centri del cagliaritano in cui si manifestano i rischi più elevati di leucemie: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=52677&typeb=0&Gruppo-d-Intervento-Giuridico-leucemie-e-silenzi-nel-cagliaritano

  4. febbraio 23, 2013 alle 2:59 PM

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  5. febbraio 25, 2013 alle 12:12 am

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  6. febbraio 25, 2013 alle 12:13 am

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  7. febbraio 25, 2013 alle 3:07 PM

    da L’Unione Sarda, 25 febbraio 2013
    Il fatto. Gli ambientalisti: subito chiarezza sulle cause dell’allarme sanitario. «Leucemie, rischio elevato». (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130225082439.pdf)
    Assemini, Sarroch e Pula sono i centri più esposti. (Andrea Piras)

    Era tutto scritto, raccontato nero su bianco, nel rapporto consegnato nel giugno del 2008 all’allora direttore generale della Asl 8. Il risultato di uno studio dettagliato sull’incidenza dei “linfomi non Hodgkin” nel distretto sanitario di Cagliari ovest (capoluogo escluso) che denunciava una situazione allarmante per le popolazioni residenti a due passi dai poli industriali di Macchiareddu-Sarroch. Erano stati gli anni tra il 1974 e 1993 a finire una prima volta sotto la lente dei ricercatori. E poi ancora quelli tra 1994 e il 2003. Ebbene, quella ricerca, diventata un articolo dal titolo “Lezioni della sindrome di Quirra. Epidemiologia no grazie”, firmato dal professor Pierluigi Cocco, docente di medicina del lavoro all’Università di Cagliari, è apparso su “Epidemiologia & Prevenzione”, rivista ufficiale dell’Associazione italiana di epidemiologia.
    LA POLEMICA. Un intervento che ha fatto ora sobbalzare le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra tanto da spingerle a presentare una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e provvedimenti al ministero della Salute, alla Regione, all’Arpas, ai sindaci di Sarroch, Pula e al commissario straordinario di Assemini. Centri, questi, in cui lo studio mise in evidenza i rischi più elevati sulle leucemie. Otto i casi osservati a Pula, 5 a Sarroch, ben 17 ad Assemini. Altri comuni dello stesso distretto, come Capoterra, Domus de Maria, Elmas, Teulada e Villa San Pietro, fortunatamente non manifestavano alcun eccesso.
    I PERICOLI. «Rischi purtroppo confermati dal rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna e dal rapporto Sentieri promosso dal ministero della Salute e dato alle stampe nel 2012», racconta Stefano Deliperi, responsabile del Grig. Gli ambientalisti vogliono insomma conoscere le cause del pericolo in particolare nei tre centri più colpiti dalle leucemie e ancora di più perché persista il silenzio da parte delle amministrazioni pubbliche. E anche per questo che i risultati dell’indagine sono stati inviati alla Procura della Repubblica. «Da anni le amministrazioni pubbliche competenti sono a conoscenza che la popolazione maschile di Pula, Sarroch e Assemini corre un rischio di leucemie quasi triplo rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi, eppure – scrive Deliperi – non risultano adottati provvedimenti per limitare il rischio ambientale e sanitario».
    LE RICHIESTE. Furono proprio i comuni di Sarroch, Pula e Villa San Pietro, negli anni Novanta, a chiedere indagini approfondite a causa della segnalazione di un eccesso di leucemie. «Nonostante il rapporto del 2008 abbia confermato e anzi evidenziato l’aumento della patologia, non ne seguì alcuna reazione», sostengono gli ambientalisti.
    LE REAZIONI. Arrivano da Assemini le prime reazioni dopo la pubblicazione dello studio. Così nel blog di Fortza Paris: «Emergono i dati ufficiali sullo stato di salute di Assemini che si posiziona tra i primi posti in Italia per l’altissimo l’indice di tumori e asma. Questo è ciò che rimane di decenni di politiche sbagliate e improduttive, alimentate da una sterile e culturale sudditanza; da una profonda miopia politica e amministrativa. Già lo scorso novembre erano stati resi noti i dati del ministero della Salute e Assemini risultava tra le città più inquinate d’Italia. In questi anni abbiamo ripetutamente richiamato l’attenzione dell’amministrazione comunale per costituire una Commissione».

  8. marzo 1, 2013 alle 10:05 am

    da Il Manifesto Sardo, n. 141, 1 marzo 2013
    Leucemie e ignavia: http://www.manifestosardo.org/leucemie-e-ignavia/

  9. marzo 8, 2013 alle 5:13 PM

    il Sindaco di Pula Walter Cabasino ha chiesto (nota n. 5653 dell’8 marzo 2013) al Ministero della salute, alla Regione autonoma della Sardegna, all’A.R.P.A.S., all’A.S.L. 8 “di conoscere i risultati delle iniziative intraprese e di quelle da intraprendere a tutela della salute dei Cittadini e dell’immagine turistica del territorio”.

  1. febbraio 23, 2013 alle 10:03 am
  2. ottobre 20, 2013 alle 8:13 PM

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