No allo scempio eolico del Monte Peglia!


Umbria, Appennino sotto la neve

Umbria, Appennino sotto la neve

Il Monte Peglia è una delle parti pregiate del paesaggio dell’Umbria, a due passi da Orvieto e sovrastante la valle del Tevere.

Ricco di boschi e di fauna di particolare interesse, è tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ed è inserito nel Sistema territoriale di interesse naturalistico ambientale (S.T.I.N.A.) del Monte Peglia e Selva di Meana (legge regionale n. 29/1999 e s.m.i.).

Nonostante l’indubbia importanza anche per gli aspetti turistici, è stato recentemente preso in considerazione come sito per la realizzazione di ben due centrali eoliche da parte della società napoletana Innova Wind s.r.l., che ha presentato alla Provincia di Terni le relative istanze per il rilascio dell’autorizzazione unica alla realizzazione e all’esercizio degli impianti (art. 12, comma 3°, del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.).

I progetti presentati riguardano una centrale eolica in loc. Poggio della Cavallaccia, nei Comuni di San Venanzo e Parrano (TR) con 8 aereogeneratori (3 nel territorio comunale di Parrano, 5 nel territorio comunale di San Venanzo) da 2,3 MW ciascuno (potenza complessiva 18,4 MW), e una centrale eolica in loc. La Montagna, nel Comune di San Venanzo con 10 aereogeneratori da 2,3 MW ciascuno (potenza complessiva 23 MW).

centrale eolica

centrale eolica

Gli aereogeneratori hanno altezza complessiva mt. 108 ciascuno, per ambedue le centrali sono previste fondazioni, strade di accesso, e opere di connessione alla rete elettrica nazionale (strade di servizio, cavidotti interrati, cabine di smistamento, stazione di trasformazione, elettrodotto aereo ad alta tensione 132 kV).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – insieme a Mountain Wilderness e a tante altre realtà associazionistiche e a numerosi semplici cittadini – ha inoltrato (21 febbraio 2013) uno specifico atto di opposizione al rilascio dell’autorizzazione unica per le due centrali eoliche.

Vari i motivi per i quali è stata chiesta la dichiarazione di improcedibilità delle istanze:

– la realizzazione di centrali eoliche è assoggettata al preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i), quindi è privo di senso rilasciare un provvedimento di autorizzazione unica (che – per sua natura – costituisce autorizzazione definitiva alla realizzazione e all’esercizio di un impianto produttivo di energia rinnovabile) in assenza di una procedura di V.I.A. conclusa positivamente;

Umbria, Appennino, boschi

Umbria, Appennino, boschi

– nel verbale della conferenza di servizi del 17 gennaio 2013 indetta dalla Provincia di Terni, il Rappresentante dell’Unità operativa (U.O.) Beni Ambientali, Piani Comunali e VAS della Provincia di Terni ha espresso parere negativo in quanto “si ritiene che il Progetto dovrà essere sottoposto a procedura di VIA sia per la consistenza dell’impianto sia per la valutazione di altre criticità, evidenziando fin da oggi che, dal punto di vista ambientale il parco eolico, per la sua collocazione in un’area ad alta esposizione panoramica, con una percezione visiva del paesaggio molto alta, rappresenterebbe un forte impatto negativo, pertanto da non attuare in questo territorio”, ai sensi del Piano territoriale di coordinamento provinciale (P.T.C.P.) della Provincia di Terni (deliberazione Consiglio provinciale n. 150 del 14 settembre 2000 e s.m.i.).  Analogo parere negativo è stato espresso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria;

– i progetti di centrali eoliche sono ricompresi fra delle aree proposte dalla Provincia di Terni come siti non idonei all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con delibera  Giunta provinciale n. 195 del 14 ottobre 2011, in quanto trattasi di siti ad alta esposizione panoramica, con una percezione visiva del paesaggio ben oltre i 20 chilometri di raggio considerati nei progetti;

– si tratta di un’area S.T.I.N.A., quindi area di particolare interesse naturalistico-ambientale dove “sono consentiti solo interventi che non alterino l’equilibrio dell’ambiente naturale esistente (art.16 della legge regionale n. 26/1989 e s.m.i.);

– lo stesso Comune di San Venanzo ha espresso parere negativo, con deliberazione Giunta comunale n. 19 del 23 gennaio 2013;

– quantomeno parte dei terreni interessati appartengono al patrimonio indisponibile della Regione Umbria.

Ce n’è abbastanza per respingere al mittente progetti dall’impatto ambientale e socio-economico così pesante e privi di una reale utilità per le collettività locali interessate.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

(foto S.L., archivio GrIG)

  1. CISA (Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina)
    febbraio 22, 2013 alle 9:39 am

    COMUNICATO STAMPA-22.02.2013

    Le associazioni ambientaliste ed i comitati di cittadini dell’Orvietano continuano ad opporsi al megaprogetto eolico sul Monte Peglia.

    Giovedi 21 febbraio 2013 le associazioni ambientaliste ed i comitati di cittadini dell’Orvietano hanno continuato a manifestare la loro opposizione al progetto del mega impianto eolico sul Monte Peglia presentando osservazioni dettagliate alla Provincia di Terni, responsabile del procedimento di autorizzazione.
    Le associazioni ambientaliste ed i comitati di cittadini dell’Orvietano- si legge in una nota stampa- sostengono come la Provincia di Terni avrebbe dovuto dare un parere negativo e interrompere qualsiasi attività istruttoria in quanto l’istanza presentata dalla società Innova Wind srl non ha i requisiti di ricevibilità né tanto meno di procedibilità previsti dalle norme che regolano la materia. Inoltre è del tutto assente l’istruttoria da parte della Provincia in merito ai previsti criteri valutativi relativi all’opera, che peraltro non si colloca nel rispetto dei limiti e delle previsioni del piano energetico regionale vigente né all’interno della recente “Strategia Regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili 2011 – 2013” (D.G.R. 903/2011).
    Ma c’è di più. Nella conferenza di servizi svoltasi il 17 gennaio scorso a Terni molte delle istituzioni chiamate per legge ad esprimere il loro motivato parere hanno espresso parere negativo ( Servizio Beni Ambientali e caccia e Pesca della Provincia di Terni, la Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria) o molto problematico e carente per mancanza di documentazione idonea ad esprimere un parere (TERNA, Comunità Montana O.N.A.T., ENAC). I consigli comunali di San Venanzo e Parrano, comuni che dovrebbero ospitare gli impianti, all’unanimità si sono susseguentemente pronunciati contro. Insomma il progetto, oltre ad essere dannoso per l’economia del territorio e a distruggere un paesaggio tra i più belli al mondo, è carente in troppe sue parti, mostrando sin d’ora la sua inadeguatezza per il territorio in cui si vorrebbe installare.
    Il testo delle osservazioni conclude con la richiesta alla Provincia di Terni affinché l’autorità competente riveda la decisione scaturita dalla citata conferenza riconvocando altre conferenze necessarie ad eventualmente superare le griglie di ricevibilità e procedibilità, conditio sine qua non per la corretta trasmissione delle istanze alla successiva fase della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), preannunciando sin d’ora ulteriori osservazioni ed opposizioni alla autorizzazione dell’altamente invasivo impianto nella malaugurata ipotesi che ciò venga disposto dalla Provincia di Terni.

    Monica Tommasi, Associazione Amici della Terra- Club di Orvieto
    Giulio Amadei, Comitato tutela Monte Peglia, S.Venanzo / Parrano
    Giovanni Vavassori, Cooperativa La Terra Comune- S. Venanzo
    Marco Trippella, Comitato contro l’eolico di Parrano
    Barbara Colombo, Associazione di promozione sociale Artemide, Orvieto
    Nadia Bartoli, Comitato Nazionale c. Fotovoltaico & Eolico Aree Verdi e Naturali, Acquapendente
    Lucio Riccetti, Associazione Italia Nostra- sezione di Orvieto
    Filippo Belisario, Associazione WWF – sezione di Orvieto
    Roberto Minervini, Associazione Accademia Kronos, Umbria
    Vittorio Fagioli, Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina (CISA), Orvieto
    Mauro Corba, Associazione Altra Città, Orvieto
    Massimo Luciani, Associazione Il Ginepro, Allerona
    Elena Hagi, Associazione “ReSeT” – Rete di Salvaguardia del Territorio (Tuscania)
    Fausto Carotenuto, Comitato per la Difesa della Salute e del Territorio di Castel Giorgio
    Marco Carbonara, Associazione sviluppo sostenibile e salvaguardia Alfina, Acquapendente
    Evaristo Biagioli, Comitato Amici di Rocca Ripesena, Orvieto
    Anna Puglisi, Associazione La Renara per l’ecosviluppo del territorio, Castel Giorgio
    Stefano Ronci, Comitato tutela e valorizzazione Valli Chiani e Migliari, Ficulle
    Massimiliano Urbani, Comitato per la qualità della vita del basso Chiani, Orvieto
    Fabio Pierboni, Associazione Sibilla Appenninica
    Daniele Iavicoli, Centro Studi Ornitologici “Antonio Valli da Todi”
    Jacopo Angelini, vicepresidente di Altura Umbria

  2. febbraio 23, 2013 alle 3:03 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  3. febbraio 24, 2013 alle 7:09 PM

    Le odiate pale eoliche sorgerebbero a destra o a sinistra della schiera di ripetitori radiotelevisivi che infestano attualmente tutta la sommità della montagna?

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