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Tutela degli alberi monumentali e del verde pubblico.


Maremma, bosco

Maremma, bosco

Come sempre accade, le migliori riforme in campo ambientale avvengono nel silenzio generale, al massimo sottovoce.

E’ accaduto con la legge 8 agosto 1985, n. 431, la notissima Legge Galasso, ed è accaduto anche nei giorni scorsi con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica (l’1 febbraio 2013) della legge n. 10 del 14 gennaio 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

Si tratta di una piccola-grande rivoluzione verde per le città: viene sancita la Giornata nazionale degli alberi (21 novembre) con iniziative concrete ( es. messa a dimora di alberi autoctoni) e di sensibilizzazione, è rivitalizzato il programma “un albero per ogni neonato” (legge n. 113/1992), i Comuni dovranno dotarsi di un catasto del verde urbano e di più consistenti quote di verde pubblico negli strumenti urbanistici generali e attuativi, i cittadini potranno prendere in gestione il “verde di quartiere”, così come – finalmente – avranno una tutela specifica gli alberi monumentali e le alberate cittadine, finora spesso e volentieri massacrati a dispetto di qualsiasi buon senso.

Ora c’è un nuovo importante strumento per difendere il nostro verde pubblico e migliorarlo.

                                Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

bosco sotto la neve

bosco sotto la neve

 

Adnkronos 4 febbraio 2013

Roma, 4 feb. – (Adnkronos) – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio della Legge 10 del 2013, approvata definitivamente dalla Commissione Ambiente del Senato lo scorso 21 dicembre, per la prima volta in Italia da oggi è legge dello Stato la tutela degli alberi monumentali: i Comuni dovranno censirli e chi ne provoca il danneggiamento o l’abbattimento dovrà pagare fino a 100 mila euro di sanzione.

Le nuove norme riguardano in generale lo sviluppo del verde urbano e prevedono, tra l’altro, l’istituzione di una Giornata nazionale degli alberi il 21 novembre di ogni anno, l’obbligo per i Comuni di rispettare standard minimi in materia di verde pubblico per abitante, misure per favorire la creazione attorno alle città di ‘cinture verdi’ e soluzioni architettoniche innovative quali le coperture a verde sui lastrici solari e sulle pareti degli edifici.

Un risultato importante, “frutto di una nostra proposta accolta dal Parlamento: un risultato che consentirà di salvaguardare una grande ricchezza ambientale, paesaggistica e culturale”, commentano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori del Pd. “Secondo le poche stime disponibili, in Italia vi sono oltre ventimila alberi di importanza monumentale, nei quali l’elevato pregio ambientale si accompagna al fatto di simboleggiare eventi storici, identità territoriali, storie e leggende secolari. Ora – aggiungono – finalmente questo patrimonio potrà essere conosciuto nelle sue reali dimensioni e soprattutto difeso adeguatamente”.

“Entro sei mesi le Regioni dovranno definire i criteri per i quali le piante possono essere dichiarate ‘monumentali’ e nei successivi sei mesi gli enti locali dovranno procedere al censimento. A quel punto avremo un database degli alberi monumentali italiani che godranno di una tutela specifica per cui chi li danneggia andrà incontro a sanzioni importanti” spiega all’Adnkronos il senatore Roberto Della Seta, Capogruppo del Pd in Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali.

Con l’obbligo del censimento, si risponde anche alla richiesta, più volte avanzata negli anni, di istituire un albo nazionale degli alberi monumentali, così “quando nelle grandi città vengono avviati i lavori per realizzare infrastrutture che prevedono l’abbattimento di alberi, la norma consentirà di individuare la presenza di un albero monumentale e tutelarlo”, aggiunge Della Seta.

Il disegno di legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio nasce “all’inizio della legislatura, ma senza la norma sugli alberi monumentali – spiega il Senatore Pd – approvato per la prima volta dalla Camera nel 2009, una volta arrivato in Senato abbiamo pensato di inserire la norma sui monumentali, argomento di rilevanza per l’Italia che vanta un patrimonio di alberi dal valore non solo ambientale ma anche culturale perché alcuni di questi identificano e simboleggiano importanti eventi storici. Abbiamo quindi inserito questa norma ma temevamo, visto lo scadere della Legislatura, che si fosse persa la possibilità di approvazione, invece siamo riusciti a farla approvare proprio all’ultimo, il 21 dicembre scorso”.

Secondo le stime del Corpo Forestale, che dagli anni ’80 stila una lista degli “alberi di notevole interesse”, in Italia ci sono circa 22.000 alberi di particolare interesse tra cui 2.000 esemplari di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico o monumentale. Si va dal Castagno dei Cento Cavalli a Sant’Alfio, con il suo tronco che misura ben 22 metri di circonferenza, alla quercia delle streghe di Capannori dall’aspetto bizzarro e un po’ tetro; dal liriodendro del parco Besana di Sirtori in provincia di Lecco, alto ben 50 metri, all’oleastro di San Baltolu di Luras che per raggiungere le sue attuali dimensioni (la circonferenza del tronco di quasi 12 metri e un’altezza di 15 metri) si calcola abbia impiegato oltre due millenni.

Sono i ‘grandi alberi’ o ‘patriarchi della natura’, i secolari alberi monumentali testimone della storia d’Italia. Come gli “Alberi della Libertà”, piantati dagli aderenti ai moti carbonari, o il cipresso di San Francesco in Umbria.

Finora, la tutela degli alberi monumentali era stata oggetto di un’integrazione del Codice Urbani con la quale gli alberi erano stati introdotti tra i beni culturali che possono essere vincolati.

Si trattava, però, di una semplice indicazione che dava facoltà alla sovrintendenza di richiedere il vincolo, ma secondo la quale un albero secolare che si trovasse in una proprietà privata poteva essere abbattuto senza consequenze legali, se il vincolo non era stato richiesto dal proprietario. Alcune Regioni erano corse ai ripari dotandosi di leggi di tutela, come nel caso della Puglia che ha adottato una normativa ad hoc di tutela del patrimonio arboreo, mentre la Regione Siciliana, tramite decreto, ha istituito l’albo dei suoi alberi secolari che finora ha censito 243 piante. Mancava, però, una normativa unica e l’albo nazionale degli alberi secolari, del quale tanto si è discusso, non è mai stato realizzato e che ora potrebbe prendere corpo con il censimento previsto dalla norma da parte degli enti locali.

 

Carloforte, Villa Aurora, alberi tagliati

Carloforte, Villa Aurora, alberi tagliati

(foto E.R., S.L., T.C., archivio GrIG)

  1. elena
    febbraio 12, 2013 alle 7:56 PM

    Una bella notizia! E’ importante ogni albero che ci vive accanto, o un po più in là, di qualsiasi età esso sia. Proteggiamoli, ne abbiamo tanto bisogno!!

  2. Paolo Fiori
    febbraio 12, 2013 alle 9:47 PM

    qualcuno ha avvertito Papoff?……

  3. febbraio 12, 2013 alle 10:01 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  4. Shardana
    febbraio 13, 2013 alle 11:51 am

    Si lo scempio a villa aurora è stato vergognoso….Essendo San Pietro l’isola ecologica del mediterraneo ci aspettavamo un pò più di rispetto per il nostro verde ma le amministrazioni fanno a gara a chi taglia di più.A natale a carloforte è stato bandito un concorso dal comune per il rione più bello e 5 alberi cadaveri di natale sono stati tagliati(non importa dove)e posizionati nelle vie.Non dimentichiamo l’amministrazione STEFANELLI che ha raso al suolo la verdissima piazza pegli unico spazio verde del paese tagliando oleandri centenari e pini.ORA LA PIAZZA È IN TOTALE ABBANDONO.Decimata anche la vegetazione della rotonda uno spazio verde presso l’unica spiaggia cittadina.Stessa fine subì il viale alberato di via Giacomo parodo contornato da alberi di giuda.E così tra un favore e l’altro,l’indifferenza generale e la complicitã degli organi preposti al controllo sono sparite dal centro urbano araucarie secolari,ginepri,pini, ulivi per posizionare nuove semenze che verranno abbandonate per poi ritoglierle e mettere altre.Il popolo che fà.Però se devi tagliare un albero a casa tua in comune ti dicono che non si può, perchè iVERDI ti denunciano….intanto il cerchio si stringe e speriamo che anche in questo campo oltre che nell’abusivismo edilizio si muova L’ISOLA ECOLOGICA NON SULLA CARTA NE HA BISOGNO

  5. Paolo Fiori
    febbraio 16, 2013 alle 8:19 am

    Sarroch, abbattuti i giganteschi alberi in piazza: protestano gli abitanti
    di
    Dario Serra
    |
    Venerdì 15 Febbraio 2013 | 16:10

    Protestano gli abitanti per l’abbattimento dei giganteschi alberi di eucalipto di Piazza Sa Ruxi, tra Via Al mare e Via Cagliari. Eucalipto messi a dimora durante la festa degli alberi di oltre 90 anni fa. Quel terreno, oggi chiamato anche Piazza Mandarino perché luogo di pettegolezzi, durante la Prima Guerra mondiale don Siotto lo lasciò al Comune. Nei giorni scorsi, per far spazio ad una nuova piazza sono stati abbattuti.
    Non cessano le proteste sia per le strade che nel gruppo Sarroch siamo noi, su Facebook. E vibrate proteste saranno arrivate anche all’ufficio del Sindaco e dell’Assessore ai Lavori pubblici
    <>.
    Un altro ancora scrive: <>.
    Ricordi affettivi legati al passato, ma anche amore per il verde, per un paese che confina con l’area industriale. Senza dimenticare la montagna sventrata, per far spazio all’incompiuta a Monte Nieddu.

  6. ottobre 14, 2013 alle 5:53 PM

    Sapete per caso che succede al Terrapieno?

    • ottobre 14, 2013 alle 7:58 PM

      quanto pubblicato sui quotidiani sardi.
      Bisognerebbe avere giornate di 30 ore e svolgere un vero e proprio lavoro, mentre qui l’impegno è esclusivamente volontaristico 😉

  7. Giudutta
    ottobre 24, 2013 alle 10:59 PM

    Oggi ho scoperTo che hanno tagliato un magnifico pino in via sarruloni a cagliari quartiere del sole vorrei conascere le motivazioni ,sono rimasta sconvolta e vorrei capire come e da chi viene gestita questa decisione grazie

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