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Sequestro penale per la centrale a biomassa di Tottubella (Sassari)


Sassari, Tottubella, lavori edilizi

Sassari, Tottubella, lavori edilizi

Sono stati posti sotto sequestro preventivo dalla magistratura sassarese gli imponenti lavori di natura edilizia nelle campagne ai margini della borgata agricola di Tottubella, in Comune di Sassari, in relazione ai quali – su segnalazione di residenti – le  associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra avevano inoltrato (20 novembre 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti.

Si tratta di lavori per la realizzazione di una centrale a biomassa (potenza 999 chilowatt) per conto della società veneta Green Power Five privi delle necessarie autorizzazioni amministrative. Presso il cantiere sono presenti anche testimonianze archeologiche.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono la loro forte soddisfazione per il rapido intervento della magistratura, della polizia giudiziaria e delle amministrazioni pubbliche competenti.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Sassari, Tottubella, lavori edilizi

Sassari, Tottubella, lavori edilizi

 

da L’Unione Sarda, 11 dicembre 2012

Sassari. Sequestrata un’area di circa tre ettari nella borgata di Tottubella. Sigilli al cantiere verde. Niente autorizzazione, nei guai una società veneta. La segnalazione che ha dato il via alle indagini era partita invece dall’assessorato regionale all’Industria. Il sito aveva richiamato l’attenzione degli ecologisti.  (Franco Ferrandu)

L’impianto era quasi terminato, ma l’autorizzazione regionale non era mai arrivata. Troppa la fretta da parte della società veneta Green Power Five che ha richiamato l’attenzione della Procura. Ieri il cantiere, che si estende su un’area di circa tre ettari nella borgata di Tottubella, vicino all’aeroporto di Alghero, è stato sequestrato. Il provvedimento è stato firmato dal Gip Maria Teresa Lupinu su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. La segnalazione che ha dato il via alle indagini era partita invece dall’assessorato regionale all’Industria. Il sito aveva suscitato l’attenzione anche delle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra.

SIGILLI. Ieri poco dopo mezzogiorno i forestali della stazione di Sassari si sono presentati nel cantiere per mettere i sigilli e per notificare un avviso di garanzia al responsabile della società veneta Green Power Five, Giuseppe Lopoli. La sua posizione potrebbe aggravarsi se verrà stabilito che la zona è sottoposta anche a vincolo archeologico per la presenza di due nuraghi. Per ora la contestazione penale è legata al fatto di non aver aspettato l’autorizzazione unica regionale, che si ottiene una volta ottenuto il parere positivo di tutti gli enti interessati, dopo una conferenza di servizi.

NUOVO BUSINESS. Ormai la realizzazione di impianti a biomasse (in questo caso il combustibile doveva essere trinciato di mais), sono diventati un business. In effetti, aiutano le aziende, perché permettono di produrre energia elettrica, utilizzando proprie produzioni o rifiuti biologici, eliminando in questo caso i costi di smaltimento. Per la costruzione di impianti sotto il megawatt di potenza, e in questo caso i chilowatt dichiarati sono 999, la procedura è semplificata, e si ottengono contributi da parte dell’Unione europea. Solo in provincia di Sassari le richieste di autorizzazione sono nove. Qualcun altro potrebbe essere già finito sotto la lente di ingrandimento della magistratura.

SENZA AUTORIZZAZIONE. Nel caso di Tottubella la Green Power Five, ha agito senza aspettare il via libera definitivo della Regione, che potrebbe aver tardato proprio a causa di qualche resistenza da parte della Soprintendenza ai beni archeologici. L’impianto era ormai quasi completato: un escavo con le trincee, la posa del trinciato di mais, quattro grossi silos, dove la biomassa produce biogas, e il bruciatore. Entro pochi giorni l’impianto sarebbe stato completato. La Procura ha imposto uno stop. L’intervento degli agenti della Forestale si è svolto davanti ai responsabili dell’impianto. «Siamo in contatto con la Regione. Crediamo di poter riprendere al più presto i lavori», sono state loro uniche parole».

 

 

 

Sassari, Tottubella, lavori per la realizzazione di una centrale a biomassa

Sassari, Tottubella, lavori per la realizzazione di una centrale a biomassa

 

da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2012

Centrale sui nuraghi: sigilli della Forestale all’impianto di biogas. Tottubella:sequestrato il cantiere di una società padovana per il pm mancano autorizzazione e nullaosta paesaggistico.  (Elena Laudante)

SASSARI.  Energia pulita a discapito di un piccolo complesso nuragico, inglobato in un’area di silos giganti costruiti per generare eco-watt. Ecco perché il sequestro della centrale a biogas che verrà, in territorio di Ghilarda, vicino Tottubella, è scattato a cantiere ancora in corso. Ieri il Corpo forestale ha messo i sigilli all’impianto della “Green Powel Five”, società del Padovano, che ha acquistato il terreno agricolo tra Sassari ed Alghero per produrre energia da fonti rinnovabili. Peccato che trincee di stoccaggio e digestori, cioè quei contenitori con tetto a cupola dove avviene la lavorazione di mais o altre erbacee, siano stati realizzati in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. E questo perché in quella stessa zona, grande poco più di tre ettari e mezzo, si ergono due costruzioni megalitiche, evidentemente non contemplate dal progetto. A far scattare i sigilli però è stata un’altra presunta violazione: secondo la Procura di Sassari, al cantiere manca l’autorizzazione unica regionale che l’assessorato all’Industria rilascia dopo il lavoro congiunto di diversi uffici, riuniti in una conferenza di servizi. La società guidata dall’imprenditore padovano Giuseppe Loppoli, 70 anni, originario di Piazzola sul Brenta, aveva richiesto il via libera dell’assessorato. Poi, forse a causa del prolungarsi dell’istruttoria, aveva presentato due Duaap (autocertificazioni) al Comune di Sassari per comunicare l’avvio dei lavori. E le ruspe si erano messe in moto. Da circa due mesi stanno scavando trincee e spostando pezzi per costruire l’impianto a biogas capace di produrre fino a 999kw, da immettere nella rete. Si tratta della soglia entro la quale, in alcune regioni italiane, è consentito avviare l’attività senza concessione, ma solo in virtù della dichiarazione del privato. Per gli uomini della Forestale, questa procedura non sarebbe consentita in Sardegna, dove l’assessorato all’Industria regolamenta l’intero settore delle energie rinnovabili.

La segnalazione. Proprio dall’assessorato competente al rilascio dell’autorizzazione è partita la segnalazione sulla centrale della Green Power. I tecnici regionali erano al lavoro per capire se e come rilasciare la licenza. Ma nel corso degli accertamenti si erano accorti che il cantiere era già stato aperto, e che presto quella centrale sarebbe entrata in funzione.

Le indagini. Il caso è passato poi al vaglio della stazione di Sassari del Corpo forestale, guidata dall’ispettore Salvatore Sanna, che ha portato avanti controlli discreti di concerto col Comune. E ha scoperto, appunto, che la Regione non aveva risposto alla richiesta di autorizzazione dell’impresa, mentre nessuna comunicazione era stata inviata all’Ufficio tutela del Paesaggio, competente sull’area perché sottoposta a vincolo archeologico. Qualche giorno fa, la Forestale ha sequestrato il cantiere su indicazione del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Poi il giudice delle indagini preliminari Maria Teresa Lupinu ha convalidato il sequestro. Ora Loppoli potrà rivolgersi al tribunale del Riesame.

La proprietà è della Green Power Five.

L’imprenditore padovano Giuseppe Loppoli è presidente della Seko spa, con sede a Curtarolo (Pd). Specializzata nella produzione di macchine per l’alimentazione zootecnica e l’ecologia, l’azienda dell’Alta padovana ne produce un migliaio l’anno con 100 dipendenti. La sua struttura operativa si estende in un’area di 50mila metri quadrati. Nata come azienda artigiana, ora esporta il suo marchio anche all’estero. Loppoli è rappresentante legale della Green Power Five Srl, proprietaria della centrale sequestrata ieri.

Sassari, Tottubella, ubicazione del cantiere per la realizzazione della centrale a biomassa

Sassari, Tottubella, ubicazione del cantiere per la realizzazione della centrale a biomassa

(foto per conto GrIG)

  1. Mara
    dicembre 11, 2012 alle 3:23 PM

    Ennesima vittoria dell’ambiente, merito del G.R.I.G, al quale andrebbe riconosciuto il 5×1000 d’ufficio, da parte di tutti i sardi (e non) che amano la loro Isola.

    • carlo collu
      dicembre 11, 2012 alle 6:05 PM

      desidero esprimere al G.R.I.S. la mia riconoscenza per il costante impegno dell’associazione e di tutti i relativi protagonisti nella difesa dell’ambiente nelle, oramai, numerose vicende di aggressione alla ns. terra.

  2. Giovanni
    dicembre 11, 2012 alle 4:19 PM

    Bravi come sempre. Per fortun ci siete

  3. icittadiniprimaditutto
    dicembre 11, 2012 alle 5:33 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. dicembre 11, 2012 alle 8:38 PM

    grazie, cerchiamo semplicemente di fare del nostro meglio 😉

  5. gianni
    dicembre 11, 2012 alle 9:03 PM

    Siete stati degli EROI, da noi a Torreselle di Piombino Dese (PD) quella gentaglia, (che di green vede solo il colore dei soldi) grazie alle “sviste” dei funzionari della regione veneto, ci ha costruito una centrale di 1 megawatt in centro abitato che ora puzza da morire.
    A nulla sono valse le proteste e i ricorsi della gente e dell’amministrazione comunale, tanto la regione ha sanato tutto passandoci sopra la testa come un rullo compressore !!!!!!!
    E’ giusto che la magistratura indaghi su questi impianti, su chi si nasconde dietro e su come vengono autorizzati.
    Voi siete fortunati, la giustiza funziona meglio che da noi.
    Non abbassate mai la guardia, il serpente è sempre in agguato !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    El biondo

  6. Occhio nudo
    dicembre 12, 2012 alle 8:17 am

    l’assessore all’industria??

  7. dicembre 12, 2012 alle 2:47 PM

    da La Nuova Sardegna, 12 dicembre 2012
    Centrale biomasse, chiesto il dissequestro. (Elena Laudante)

    SASSARI. Il giorno dopo il sequestro della centrale a biomasse di Tottubella, i legali della società Green Power Five hanno depositato istanza di dissequestro al tribunale del Riesame. A breve un collegio di tre giudici dovrà pronunciarsi sui sigilli apposti lunedì dal Corpo forestale al cantiere della società padovana, guidata dall’imprenditore Giuseppe Loppoli, assistita dall’avvocato Maria Claudia Pinna. Sequestro poi convalidato dal gip Maria Teresa Lupinu. Secondo le indagini della stazione forestale di Sassari, coordinate dal pm Giovanni Porcheddu, il cantiere dell’impianto per produrre energia verde dal mais era stato avviato senza l’autorizzazione unica regionale, che rilascia l’assessorato all’Industria. Per questo la Procura contesta la violazione del testo unico in materia edilizia. Ma stando agli accertamenti della Forestale, in quell’area sorgono anche due complessi nuragici vincolati, e per questo la zona sarebbe sottoposta a tutela archeologica. Ma non risulta alcuna richiesta di nulla osta all’ufficio tutela del Paesaggio. L’inchiesta era scattata su segnalazione dell’assessorato regionale all’Industria, che stava istruendo la pratica dopo le richieste di autorizzazione della Green Power Five, valutata nell’ambito di una conferenza di servizi. Ma il via libero non era ancora arrivato quando i lavori sono partiti: i digestori per la lavorazione del mais sono già stati impiantati. Da lunedì le ruspe si sono fermate dopo l’apposizione dei sigilli. Si attende ora l’udienza del Riesame.

  8. dicembre 16, 2012 alle 1:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 16 dicembre 2012
    CAMPANEDDA. Un’altra centrale a biomasse sequestrata dalla Forestale. (Elena Laudante)

    SASSARI. Un’altra centrale a biomasse è stata sequestrata dal Corpo forestale, perché secondo la magistratura non è in regola con le autorizzazioni regionali. Lunedì la stazione Forestale aveva messo i sigilli all’impianto di Tottubella, e a metà settimana lo stesso provvedimento è stato adottato per un cantiere in località Campanedda, nella Nurra: in comune le due strutture hanno il proprietario, Giuseppe Loppoli, 70 anni, padovano, rappresentante delle società “Green Power Five” (proprietaria del primo impianto, quello di Tottubella) e la “Green Power Three” (che possiede quello di Campanedda). In entrambi i casi, dalle indagini condotte dalla stazione Forestale guidata dall’ispettore Salvatore Sanna e coordinate dal pm Giovanni Porcheddu, è emerso che i cantieri sono stati avviati senza che la Regione – assessorato all’Industria – avesse concesso l’autorizzazione unica, indispensabile per l’avvio dei lavori. Contro i sequestri, i legali di Loppoli, gli avvocati Sergio Milia e Maria Claudia Pinna, hanno presentato ricorso al Riesame. L’imprenditore è certo di aver comunicato l’inizio attività, perché la norma – a suo dire – consente di non aspettare le autorizzazioni nel caso di potenza inferiore ai 1000 kw, come in questo caso. Deciderà il Riesame.

  9. dicembre 27, 2012 alle 2:50 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 dicembre 2012
    Centrali a biomasse dissequestrate: nuraghi non a rischio (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/12/27/news/centrali-a-biomasse-dissequestrate-nuraghi-non-a-rischio-1.6257690). Il Riesame toglie i sigilli agli impianti di energia rinnovabile realizzati da società padovane a Tottubella e Campanedda. (Elena Laudante)

    SASSARI. I nuraghi sono a distanza “di sicurezza” dai silos installati per produrre energia dal mais e la procedura per il rilascio dell’autorizzazione è quasi completa. Ecco perché il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza presentata dalla società “Green Power Five”, dell’imprenditore padovano Giuseppe Loppoli, e annullato il sequestro della centrale a biomasse di Tottubella. Dopo i primi accertamenti della magistratura, trincee e bacini di stoccaggio sembravano troppo vicini a un complesso nuragico vincolato dalla Soprintendenza, risultato poi a più di 150 metri e perciò sufficientemente tutelato. La decisione del collegio – presidente Marina Capitta, a latere Paolo Bruno e Elena Barmina – è arrivata poco prima di Natale sui sigilli del Corpo forestale convalidati dal gip il 6 dicembre scorso. Blocco che si era ripetuto la settimana successiva alla centrale gemella, che fa capo alla società collegata “Green Power Three”, sempre di Loppoli, in località Campanedda. Anche questo stop è decaduto: nel frattempo l’autorizzazione unica regionale che mancava alla data dell’avvio dei lavori è arrivata e per il secondo impianto è stato lo stesso pubblico ministero Giovanni Porcheddu a disporre il dissequestro, su richiesta dei difensori Sergio Milia e Maria Claudia Pinna. Le due centrali sono sorte su terreni di proprietà dell’imprenditore originario di Piazzola sul Brenta, e produrranno energia verde per un massimo di 999 chilowatt sfruttando tricale, mais e i liquami prodotti dagli allevamenti. Nel marzo scorso “Green Power” aveva chiesto all’assessorato regionale all’Industria l’autorizzazione unica, come da normativa nazionale. Ma in attesa del via libera, aveva avviato i lavori nei due cantieri. Secondo la Forestale, in violazione di legge. I difensori di Loppoli, invece, hanno ricordato al tribunale che la norma regionale consente agli impianti al di sotto di 1 megawatt di mettere in moto le ruspe grazie ad una procedura semplificata, e cioè informando lo sportello unico per le attività produttive del Comune, in questo caso di Sassari. Altro elemento a favore, il parere positivo (seppur non definitivo) arrivato il 16 ottobre dalla conferenza di servizi in seno all’assessorato. Nell’ordinanza del Riesame i giudici ripercorrono anzitutto la normativa «complicata» che regolamenta il settore delle rinnovabili, poi accolgono i passi salienti della memoria difensiva. E spiegano: «Le opere indicate nel progetto presentato alla Regione non sono ancora state tutte realizzate e comunque quelle compiute finora sono conformi a quelle indicate nello stesso progetto, salvo qualche minima differenza». Le accuse di violazione urbanistica e paesaggistica potrebbero quindi finire in archivio.

  10. gennaio 23, 2013 alle 2:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2013
    Rotatorie con pale eoliche nella città eco-sostenibile. Presentato in commissione Ambiente il Piano di azione per l’energia che si propone l’obiettivo di risparmiare sui consumi e ridurre l’inquinamento.

    SASSARI. C’è anche la previsione di realizzare mini pale eoliche nelle rotatorie cittadine nel Paes, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile che il Comune sta predisponendo nell’ambito del Patto dei sindaci siglato a Bruxelles per ridurre di almeno il 20 per cento entro il 2020 le emissioni di anidride carbonica. Ieri il piano è stato illustrato nei suoi capisaldi ai consiglieri della commissione comunale ambiente dall’assessore Monica Spanedda e da Andrea Vallebona, amministratore di Retegaia, la società incaricata della sua redazione. Nei prossimi giorni il documento completo sarà trasmesso ai componenti della commissione che dovrà approvarlo prima del passaggio definitivo in Consiglio. «L’iter dovrà essere completato entro metà febbraio _ ha specificato l’assessore Spanedda _. La presidente della Provincia, capofila dei 66 Comuni che hanno aderito al Patto dei sindaci, ci ha fatto sapere che il piano, una volta ottenuto il parere favorevole dell’assemblea civica dovrà essere trasmesso alla Comunità europea entro la fine del prossimo mese». Con il Paes il Comune si impegna a ridurre le emissioni e il consumo energetico con una serie di azioni finalizzate. Azioni, alcune delle quali a costo zero come la sensibilizzazizone a buone pratiche (ad esempio, spegnere gli apparecchi elettrici che non si usano), altre che potranno essere finanziate attraverso fondi propri e europei. «E’ un progetto che ci consentirà di fare di Sassari una città del futuro _ ha affermato Monica Spanedda _. Abbatteremo l’inquinamento e potremo ridurre i costi e i consumi di energia attraverso la diffusione di impianti con fonti rinnovabili sia negli edifici di proprietà comunale sia incentivando i privati a sfruttare le rinnovabili». Una città del futuro, appunto, in cui gli spazi pubblici vengono utilizzati per impiantare piccole centrali eoliche, gli edifici comunali e i condominii si alimentano con i pannelli solari, l’ illuminazione pubblica diventa a led con una riduzione del 90 per cento dei consumi. E anche il cosiddetto cohousing, un nuovo modi di abitare con spazi e servizi condivisi. Ma i campi di intervento riguardano anche i trasporti, l’edilizia per la riqualificazione e la costruzione ex novo di immobili ecosostenibili fino all’attivazione di piccoli impianti a biomasse e biogas. A proposito di questi ultimi, il consigliere del Pdl Manuel Alivesi ha chiesto quale sia la programmazione del Comune in merito. L’assessore ha affermato che il Comune ha recepito le istanze degli agricoltori del territorio: saranno un ventina gli impianti da destinare a questo scopo, compresi quelli già esistenti a Tottubella e Campanedda, posti sotto sigilli e poi dissequestrati dalla magistratura.

  11. settembre 23, 2013 alle 2:55 PM

    da La Nuova Sardegna, 23 settembre 2013
    Centrali biogas, stop nell’agro: ora i ricorsi. Due società gemelle della Green Power si rivolgono alla presidenza della Repubblica contro il Comune. (Vincenzo Garofalo)

    SASSARI. Due società agricole gemelle, la Green Power Five e la Green Power Three, hanno presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per ottenere il via libera dal Comune di Sassari alla costruzione di due impianti per la produzione di energia da biogas all’interno delle loro aziende. Nei giorni scorsi il Comune ha deciso di opporsi a entrambi i ricorsi. Le due società, che operano una a Campanedda e l’altra nelle campagne di Tottubella, nell’autunno scorso avevano iniziato i lavori per la realizzazione dei due impianti, ma operai e mezzi meccanici erano stati bloccati sia dalla magistratura sia dal Comune di Sassari. I cantieri erano stati avviati senza aspettare l’arrivo dell’Autorizzazione unica regionale, regolarmente richiesta. Green Power Five e Green Power Three avevano presentato la comunicazione Duaap (Dichiarazione autocertificativa unica) agli uffici comunali e dopo venti giorni, appellandosi al cosiddetto silenzio-assenso avevano dato il via ai lavori. A questo punto nei due cantieri era piombato il Corpo Forestale, su segnalazione dell’assessorato regionale all’Ambiente, che nel corso delle verifiche necessarie per rilasciare l’autorizzazione richiesta, avevano accertato che i lavori erano già iniziati. La Procura della Repubblica aveva messo i sigilli alle due aziende perché aveva ipotizzato anche che le strutture in costruzione (vasche di stoccaggio e diverse trincee) fossero troppo vicine a un complesso nuragico vincolato. Il tribunale del Riesame aveva poi tolto i sigilli accogliendo le istanze delle due società, che fanno capo a un unico imprenditore del padovano. Il Comune di Sassari invece aveva tenuto la sua linea di diniego. Il dirigente dello Sportello unico aveva emesso, il 18 dicembre 2102, un provvedimento di inibizione dell’attività indicata con la Duaap, ossia la realizzazione di vasche e digestori in cemento armato al servizio di un impianto per la produzione di energia da biogas. Non solo, il responsabile del Settore urbanistica ed Edilizia privata del Comune aveva emesso un altro provvedimento d’interdizione giudicando le opere non regolari e passibili di sanzione amministrativa per abuso edilizio. Adesso con il ricorso al Presidente della Repubblica le due società Green Power chiedono l’annullamento di questi provvedimenti comunali. Allo stesso tempo, i titolari delle due società hanno chiesto agli uffici di Palazzo Ducale l’accertamento di conformità per la sanatoria dell’abuso edilizio contestato. La Giunta comunale, in piena sintonia con le azioni degli uffici, ha deciso di opporsi ai due ricorsi.

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