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Il bracconiere fantasioso.


bracconaggio, Tordo al laccio

Sveglio e scaltro, il bracconiere arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Dolianova e dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Sardegna”.

A casa e nei suoi ovili (località Su Corrale e Aramu) i Carabinieri hanno trovato – oltre al solito armamentario del provetto bracconiere (reti per uccellagione, tagliole, lacci d’acciaio, cartucce, fucili con matricola abrasa) – oltre 200 cartelli di “divieto di caccia”. Secondo l’ipotesi investigativa, Franco Corda, il quarantasettenne allevatore-bracconiere, li posizionava per crearsi delle riserve di caccia personali.

Ora è rinchiuso nel carcere di Buoncammino (Cagliari) per detenzione illegale di armi e munizioni.

Il nostro sostegno và ai Carabinieri, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, impegnati quotidianamente insieme alle altre Forze dell’ordine nel contrasto al bracconaggio, attività che cerchiamo di sostenere concretamente con specifiche campagne anti-bracconaggio.

Amici della TerraLega per l’Abolizione della CacciaGruppo d’Intervento Giuridico

cartello “oasi permanente di ripopolamento e cattura”

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 20 novembre 2012

Usava cartelli di divieto di caccia per avere una “riserva” privata. Un allevatore di 47 anni di Dolianova è stato arrestato dai carabinieri. Nei suoi ovili nascondeva duecento cartelli. Sequestrati due fucili e attrezzatura per la caccia di frodo. 

DOLIANOVA.  Nascondeva nei suoi ovili oltre 200 cartelli di divieto di caccia della Provincia di Cagliari che utilizzava per creare delle «riserve personali» dove poter esercitare indisturbato l’attività venatoria. È questa l’ipotesi dei carabinieri che hanno arrestato Franco Corda, allevatore di 47 anni, proprietario di due ovili nelle campagne di Dolianova dove sono stati sequestrati due fucili e attrezzatura per l caccia di frodo. L’uomo è finito in cella a Buoncammino per detenzione illegale di armi e munizioni. In casa dell’allevatore e negli ovili sono stati trovati due fucili calibro 12, una a canne sovrapposte e l’altro a canne parallele, con marca e matricole abrase; una sessantina di cartucce; 24 lacci d’acciaio; 11 reti per l’uccellagione; 25 tagliole.

bracconiere intento a smagliare un tordo dalla rete

 

 

 

da L’Unione Sarda on line, 20 novembre 2012

Dolianova, blitz contro il bracconaggio. Sequestrate armi e munizioni, un arresto. Un allevatore di Dolianova, Franco Corda, di 47 anni, è stato arrestato dai carabinieri nell’ambito di un’operazione contro il bracconaggio, scattata all’alba di martedì.

L’operazione ha portato anche al sequestro di due fucili irregolari, 60 cartucce, 24 lacci, undici reti, 25 trappole e ben 217 cartelli della Provincia di Cagliari con impressa la scritta “Zona temporanea di ripopolamento e di cattura – divieto di caccia”, usate probabilmente per delimitare le aree per la caccia di frodo.  I militari della Stazione di Dolianova in collaborazione con gli uomini dello squadrone Cacciatori Sardegna, hanno fatto scattare una serie di perquisizioni nella zona mirate a frenare il fenomeno del bracconaggio.  Sono stati controllati l’abitazione e due ovili di Franco Corda, nelle località Su Corrale e Aramu. Abilmente nascosti tra le piante e gli arbusti, i carabinieri hanno rinvenuto: due fucili calibro 12, con numeri di matricola cancellati, 60 cartucce calibro 12, 24 lacci in acciaio per la caccia di frodo, undici reti da uccellagione e 25 trappole tipo tagliola. Ma non solo. I militari, coordinati dal capitano Davide Colajanni e dal maresciallo Antonio Cappellu, hanno trovato dentro gli ovili i 217 cartelli della Provincia. Secondo gli investigatori, l’allevatore li avrebbe utilizzati per delimitare delle aree ben precise, all’interno delle riserve di caccia, in cui poter liberamente esercitare la caccia di frodo. Le armi, le attrezzature per il bracconaggio e i cartelli sono stati sequestrati e l’allevatore è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni. I due fucili saranno inviati agli specialisti del Ris per le analisi di rito.

(foto C.F.V.A., Regione autonoma Sardegna, S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 23, 2012 alle 9:51 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Cristiana
    novembre 23, 2012 alle 5:48 pm

    Spero buttino la chiave.

  3. mudadum
    novembre 23, 2012 alle 9:19 pm

    Poiché le galere sono stracolme, il Giudice potrebbe da subito affidarlo alle Guardie Forestali, c’é tanto guano da recuperare nelle caverne; tanto sterco da spalare dalle stalle e dai rifugi per il ripopolamento o per il ricovero di specie animali; tanta legna da tagliare nel sottobosco. Avrebbe di che pensare per almeno quattro ore al giorno per i prossimi anni, una maniera per rieducare il malavitoso al rispetto delle leggi e della natura. Per il lavoro potrebbe essere retribuito come lavoratore agricolo e lo stipendio interamente trattenuto per ripagare il danno all’ambiente. Avendo anche commesso il grave reato del possesso di armi con matricola abrasa per il resto del tempo, per vivere, dovrà lavorare come servo pastore e quindi controllato in tutte le ore del giorno da operatori regionali nei suoi ex ovili che saranno alienati ai beni della Regione Sardegna e inseriti tra le oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura …. Tanto desiderata dal bracconiere Franco Corda, i cartelli dell’oasi sono ancora piantati? Logicamente, visto la pericolosità dell’individuo, dovrà comunicare giornalmente al comando dei Carabinieri, dove intenderà trascorrere la notte di meritato riposo, e ogni qualvolta fosse beccato in fragranza di reato sarà trattenuta un’altra parte dei suoi compensi di servo pastore. Pensate se ciò potesse essere applicato per ogni tipo di reato … in altre parti del mondo nelle così dette democrazie avanzate, già lo fanno.

  4. novembre 24, 2012 alle 7:48 pm

    criminali, solo criminali e basta.

    da L’Unione Sarda, 24 novembre 2012
    CAPOTERRA. Sequestrata dai ranger una tagliola utilizzata dai bracconieri.
    Is Olias, trappola nel bosco. Forestale: intimidazione contro gli ambientalisti. Giuseppe Delogu, direttore dell’ispettorato di Cagliari del Corpo forestale: «Non ci troviamo più di fronte a dei bracconieri ma a veri criminali. Volevano intimidirci». (Ivan Murgana)

    Una morsa d’acciaio capace di uccidere un animale in un istante o causare ferite mortali a un uomo: era nascosta in mezzo a un cespuglio nel parco di Is Olias, messa lì da qualche bracconiere senza scrupolo. La grossa tagliola d’acciaio fabbricata artigianalmente, rinvenuta in mezzo alla vegetazione dalle guardie forestali della stazione di Capoterra, non sarebbe stata posizionata per catturare un animale. La pista seguita dal nucleo investigativo della Guardia forestale è quella dell’attentato.La trappola era pronta a infliggere ferite mortali. Chi l’ha posizionata nella zona che conduce alle mete più ambite dagli uccellatori come Genne e soli e Bidda Beccia, secondo i forestali intendeva ferire ranger e volontari anti bracconaggio.
    IL RECUPERO. La tagliola, chiusa perché forse il meccanismo a molla aveva già fatto scattare le micidiali fauci (o posizionata tra la vegetazione in attesa di essere resa funzionante), è stata recuperata in una zona molto frequentata dagli escursionisti.
    L’INDAGINE. La micidiale trappola a mezzaluna è stata posta sotto sequestro, e per capire chi possa essere stato a posizionarla è stata avviata un’indagine. Quella di Is Olias è una zona insolita per i bracconieri, soprattutto per quelli che hanno a disposizione strumenti così pericolosi come la tagliola ritrovata dai ranger. Ecco perché le indagini della Guardia forestale seguono una pista ben precisa, ossia quella del gesto intimidatorio contro gli ambientalisti che cercano di intralciare i bracconieri.
    SABOTAGGIO. Il ritrovamento della trappola segue il sabotaggio all’auto di un gruppo di ambientalisti a cui nei giorni scorsi sono state squarciate le gomme. I volontari della Lipu, della Lac e di altre associazioni ambientaliste anche straniere, durante la stagione venatoria battono le zone frequentate dai bracconieri per intralciare i loro loschi affari.
    DELOGU. Giuseppe Delogu, direttore dell’ispettorato ripartimentale del Corpo forestale, ha un’idea ben precisa dell’obiettivo che intendeva raggiungere chi ha posizionato la pericolosa trappola. «Non ci troviamo più di fronte a dei bracconieri ma a dei criminali», dice Delogu. «L’obiettivo di chi ha piazzato quella tagliola è chiaro: intimidire gli agenti della Guardia forestale e i volontari che supportano il nostro lavoro. Il livello delinquenziale raggiunto è diventato insostenibile. Delle persone avrebbero potuto riportare ferite gravi. Abbiamo intensificato i controlli nelle zone di caccia, è chiaro che questo dà fastidio a qualcuno».
    UN’ARMA. Solide barre d’acciaio, chiodi appuntiti accuratamente saldati pronti a scattare grazie a una molla e capaci di perforare un osso con facilità: la “bocca di squalo” posizionata da qualche cacciatore di frodo non solo non avrebbe lasciato scampo a un povero animale, ma soprattutto avrebbe causato gravi danni ai frequentatori abituali del polmone verde di Capoterra.

  5. mudadum
    novembre 25, 2012 alle 10:14 am

    Se le forze dell’ordine si dotassero di sistemi più avanzati con piccole reti satellitari collegate con telecamere a infrarossi, ormai impercettibili anche agli occhi più esperti, attivati da motion detector e sistemi di registrazione in centrali operative locali o mobili per il controllo delle piazzole di sosta e di strade poderali. Si potrebbero azzerare l’abbandono di rifiuti e il controllo di chiunque voglia delinquere sia con armi per la caccia illegale sia per offendere chicchessia sia per limitare i furti di cose e di bestiame o bloccare immediatamente gli incendiari. Ormai con un piccolo palmare in dotazione a ogni squadra si avrebbe il controllo di tutto il territorio della nostra Regione a costi molto bassi, che sarebbero immediatamente recuperati dalle sanzioni per ogni infrazione.

  6. novembre 27, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 novembre 2012
    FORESTALE. Tre cacciatori denunciati a Torpè e Belvì.

    TORPÈ. Un cacciatore di Torpè, P.R. di 56 anni, è stato denunciato dal Corpo forestale. L’uomo è sorpreso nelle campagne di Lodè con un cinghiale abbattuto mediante l’uso della munizione spezzata (pallettoni). Il cinghiale e il fucile, un calibro 12, sono stati sequestrati. A Belvì, invece, due cacciatori sono stati sorpresi con i propri fucili ad anima liscia privi del previsto riduttore dei colpi nel serbatoio e sono stati deferiti all’autorità giudiziaria e le loro armi poste sotto sequestro.

  7. dicembre 5, 2012 alle 5:58 pm

    da Sardinia Post, 5 dicembre 2012
    CACCIA, TRE DENUNCIATI A DOLIANOVA PER DETENZIONE DI ARMI ILLEGALI: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1901-caccia-tre-denunciati-a-dolianova-per-detenzione-di-armi-illegali

    • dicembre 6, 2012 alle 4:17 pm

      da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2012
      In casa un arsenale per la caccia di frodo denunciati in tre. (Gian Carlo Bulla)

      DOLIANOVA. Una bomba carta, armi a aria compressa, che si presume siano state modificate, munizioni di vario genere e trappole per l’uccellagione sono stati rinvenuti ieri mattina dai carabinieri della stazione di Dolianova e del nucleo radiomobile della compagnia del Parteolla nel corso di un’operazione di controllo del territorio a fini preventivi disposta dal capitano Davide Colajanni e alla quale ha partecipato anche una pattuglia dello squadrone eliportato cacciatori di Sardegna. Nell’abitazione di M. M. un pregiudicato di 28 anni di Serdiana i militari hanno trovato una bomba carta, un fucile ad aria compressa calibro 4,5, due scatole metalliche con numerosi pallini di piombo calibro 4,5 e una trappola per l’uccellagione di fattura artigianale. L’uomo è stato denunciato a piede libero per detenzione illegale di armi, munizioni e materiale esplodente e violazione delle leggi venatorie. I carabinieri hanno poi rinvenuto nell’abitazione di S. P. un pregiudicato di 43 anni di Dolianova un fucile e una carabina ad aria compressa,, entrambi calibro 4,5, 44 cartucce a pallini e 11 cartucce a palla, 15 tagliole, 45 trappole per l’uccellagione e 4 scatole in metallo con numerosi pallini di piombo calibro 4,5. S. P. è stato denunciato a piede libero per detenzione illegale di armi, munizioni e violazione delle leggi venatorie. A Donori infine nell’abitazione di N. M. un pregiudicato di 28 anni originario di Assemini i militari hanno trovato una canna di fucile semiautomatico calibro 12 illegalmente detenuta. Il ragazzo è stato denunciato a piede libero per porto illegale di parte di arma. Le armi, le munizioni e le trappole per l’uccellagione sono state poste sotto sequestro mentre la bomba carta è stata consegnata ai carabinieri artificieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari per la distruzione. Le armi sequestrate saranno sottoposte a perizia balistica per la verifica delle probabili alterazioni.

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