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Speculazione immobiliare, soldi pubblici e fallimenti annunciati: il caso di S. Angelo di Fluminimaggiore.


Fluminimaggiore, area mineraria di Baueddu, forni

C’è una notizia passata praticamente sotto silenzio, mentre avrebbe meritato la ribalta nazionale, quanto meno per gli insegnamenti che se ne dovrebbero trarre.

Il Comune di Fluminimaggiore (CI), con deliberazione Consiglio comunale del 31 ottobre 2012, ha negato l’ennesima proroga per l’esecuzione dei lavori del piano di lottizzazione turistico-edilizio nella località S. Angelo.

E’, in pratica, il certificato di morte di una delle più scandalose (e poco conosciute) speculazioni immobiliari ai danni del patrimonio ambientale isolano, condotta – per giunta – con soldi pubblici e illudendo centinaia di disoccupati e sottocupati locali.

La vicenda nasce 20 anni fa, nel 1992.

Il progetto turistico-edilizio presentato dalla S.Angelo s.r.l. comprendeva, su 160 ettari, tre alberghi da 400 posti letto l’uno (complessivamente 1.200 posti letto per 77.000 mc. di volumetrie complessive) e 60 villette “a rotazione d’uso” (altri 12.000 mc.) e servizi (mc. 18.000) da realizzare con i contributi pubblici della legge n. 221/1990 per la reindustrializzazione delle aree ex minerarie.

Il sito è immerso nell’area di archeologia mineraria dell’Iglesiente, vicino al tempio punico-romano di Antas, al villaggio minerario di Su Zurfuru, ai siti estrattivi di Arenas, oggi oggetto di recupero (sempre con fondi pubblici), ma privo di gestione.

Un’area dove non sarebbero mai finiti i flussi turistici del Giubileo del 2000, come sbandieravano con sprezzo del ridicolo gli sfegatati supporters, ma dove si dovrebbero pian piano radicare – grazie soprattutto a un’oculata promozione turistica – gli itinerari del turismo naturalistico e dell’archeologia mineraria.  Magari di quel Parco geo-minerario, storico, ambientale della Sardegna, vero ectoplasma di quel che dovrebbe essere.

Una rete di piccoli (e gestibili) agriturismi e alberghi rurali, magari nei luoghi delle miniere, con adeguati servizi (escursioni, internet, eno-gastronomia, ecc.), non certo “mattoni” di cemento da centinaia di posti letto fra i boschi.

Fin da subito gli Amici della Terra ed il Gruppo d’intervento Giuridico – tanto per cambiare, in splendida solitudine – si sono tenacemente opposti con svariate azioni legali all’intervento immobiliare (gruppo Obino) dal pesante impatto ambientale in un’area ad elevato valore ambientale: la Soprintendenza ai Beni Ambientali di Cagliari ed il Ministero per i Beni e Attività Culturali hanno annullato per ben due volte (D.M. 3.12.1994 e 14.12.1995) l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione (Ass.to P.I. e BB.CC.), la stessa Regione ha prima concesso il nullaosta paesaggistico per la lottizzazione “frutto di una proposta progettuale … nel suo complesso inadeguata ai fini della verifica del corretto inserimento nel particolare contesto paesaggistico delle volumetrie previste, in quanto scarsamente correlata con le caratteristiche del territorio interessato, … limitatamente all’insediamento alberghiero n.1, a condizione che esso vada ad interessare, nella misura massima possibile, prioritariamente la superficie coperta ad eucaliptus” (nota Ass.to P.I. n. 777 del 9.2.1994) e ha poi “bocciato” il progetto esecutivo presentato (nota n. 2623 del 31.3.1994) proprio per il pesante impatto ambientale.        Poi, spinta dalla forte istanza comunale-sindacale, ha successivamente autorizzato (nota Ass.to P.I. e BB.CC. n. 13453  del 19.12.1996) il secondo complesso alberghiero da ulteriori 400 posti letto.

corso d’acqua nel bosco

Inutilmente, da più parti (compreso il Ministero per i beni Culturali ed Ambientali) è stato proposto, sempre a fini turistici, il recupero del borgo di S.Angelo. Si sarebbe così ottenuto salvaguardia ambientale, recupero urbanistico e di ricettività, analogo numero di posti di lavoro senza intaccare il “capitale ambiente”.

Tutto inutile.   L’Amministrazione comunale di Fluminimaggiore – guidata allora come oggi dal sindaco Piergiuseppe Massa, mai che certi amministratori pubblici si ritirino a vita privata – insieme ai sindacati confederali e a centinaia di disoccupati locali hanno preteso con manifestazioni e violenza verbale non dimenticabili, la realizzazione del primo complesso alberghiero, l’Antas Hotel, 32 mila mc. e 400 posti letto (con contributo pubblico di £. 4.884.715.000 su £. 12.414.000.000 di investimenti dichiarati).  Un vero fallimento, chiuso dopo solo qualche anno con vicissitudini del tutto dimenticabili.

Ecco i risultati.

Oggi dovrebbero essere studiati e impressi a fuoco nelle menti di amministratori regionali e locali, di sindacalisti, di imprenditori, di tutti i residenti dei centri interessati. E anche – perché no? – delle tante associazioni culturali, ambientaliste, di promozione locale che non dissero e non dicono un fiato su queste problematiche.

E’ anche grazie a questi fallimenti annunciati che oggi, a distanza di vent’anni, la chiusura dell’Alcoa e di tante altre realtà industriali del Sulcis-Iglesiente è solo pioggia sul bagnato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

da L’Unione Sarda, 1 novembre 2012

FLUMINIMAGGIORE. Il Comune. Proroga negata per la lottizzazione di Sant’Angelo. Federico Matta

Niente proroga alla concessione edilizia per la lottizzazione di Sant’Angelo e stop al Piano di sviluppo turistico della frazione montana. Il Consiglio comunale di Fluminimaggiore ha espresso ieri all’unanimità un no secco alla richiesta presentata nei giorni scorsi dalla Sant’Angelo Srl, riguardante la concessione di un’ulteriore proroga (la quinta per l’esattezza, l’ultima concessa lo scorso aprile) dei termini di scadenza dell’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori, rilasciata dal comune nei primi anni ’90.
LA PROROGA. «Sulla decisione di votare contro la richiesta della Sant’Angelo Srl – tiene a precisare il sindaco Piero Massa – non c’è stato nessun ordine di scuderia. Ritengo che, stanchi delle promesse e anche soprattutto per una questione di dignità, si è voluto questa volta bocciare più che altro la mancanza di serietà da parte della società immobiliare, dimostrata richiedendo soltanto proroghe sulle concessioni e non realizzando mai niente per il completamento del Piano di lottizzazione della frazione».Sulle motivazioni del voto contrario, sembrerebbe non ci siano dubbi neanche tra gli esponenti della minoranza. «In questi ultimi vent’anni, in nome dello sviluppo del territorio – lamenta Mario Secchi, dell’opposizione – le amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune, hanno dato la massima disponibilità per l’attuazione del Progetto Sant’Angelo. Ma agli imprenditori che si comportano malissimo, prendendo in giro la nostra comunità come questi hanno fatto, non puoi rinnovare la fiducia e concedere altre proroghe».
GLI ALBERGHI. Il progetto iniziale, approvato nei primi anni ’90 e finanziato dalla Regione con i fondi per la riconversione delle attività minerarie, prevedeva la costruzione di tre alberghi. Nel 2004 è stata inaugurata la prima e unica struttura ricettiva realizzata, l’Antas Hotel da 340 posti letto, che ha chiuso i battenti dopo qualche anno di attività. Ora con la bocciatura dell’ennesima proroga il capitolo sulla lottizzazione turistica di Sant’Angelo potrebbe chiudersi tra mille polemiche. «Ma potrebbe aprirsene un altro – assicura l’assessore Marco Cau – nel caso in qui si presentassero dei veri imprenditori disposti a creare sviluppo e occupazione. Perché con questi non si va da nessuna parte».

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 4, 2012 alle 12:26 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. novembre 4, 2012 alle 2:34 pm

    In tutte le storie di degrado (soprattutto morale) di questa terra ci sono i contributi pubblici. Sarà un caso?

  3. novembre 5, 2012 alle 3:07 pm

    da Sardinia Post, 5 novembre 2012
    LE “ALTERNATIVE” ALL’INDUSTRIA NEL SULCIS LO SCANDALO DI SANT’ANGELO: http://www.sardiniapost.it/cronaca1/1315-le-alternative-all-industria-nel-sulcis-lo-scandalo-di-sant-angelo

  4. novembre 7, 2012 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2012
    FLUMINIMAGGIORE. Bocciato definitivamente l’ampliamento di Sant’Angelo. (Francesco Carta)

    FLUMINIMAGGIORE. Con il no del consiglio comunale affonda definitivamente il piano di lottizzazione presentato dalla Sant’Angelo srl, per la rimodulazione del complesso dell’Antas Hotel. I sei mesi di proroga concessi nel mese di aprile non sono stati sufficienti per condurre in porto la trattativa annunciata dal proprietario della struttura costruita nella frazione di Sant’Angelo con i fondi della legge per la reindustrializzazione dei territori minerari. La struttura del mega albergo nell’intenzioni dell’impresa avrebbe dovuto integrarsi un modulo di villette da realizzare dopo il via libera dell’amministrazione. Con la vicenda si chiude una beffa annunciata: i minatori trasformati in camerieri per rispondere alla penuria di posti di lavoro. Quel cambio di cultura che avrebbe dovuto invertire le sorti dell’economia locale e che invece si è rivelato un grande bluff. Chiuse le miniere non è rimasto niente, anzi rimangono una decina di ex dipendenti dell’albergo che ancora oggi vantano alcuni stipendi in arretrato. Adesso il paese si interroga sul futuro del “”casermone”” tra gli alberi, avversato dagli ambientalisti, che per alcuni anni ha fatto sperare molti giovani del posto. Come finirà la struttura? È l’enigma del prossimo futuro. Certo è che per il paese un’altra cattedrale nel deserto invasa dalle sterpaglie oltre ad essere una sconfitta dal punto di vista economico è sicuramente una sberla insopportabile che dovrebbe smuovere la politica locale per ricercare possibilità di utilizzo a scopi sociali e occupazionali. Se erano soldi pubblici per risarcire l’economia fluminese, la struttura dovrebbe ritornare ai fluminesi, ma difficilmente tutto ciò avverrà in tempi brevi. Sant’Angelo rischia di diventare l’ennesima cattedrale, non nel deserto ma in un posto verde e rigoglioso. A suo modo deserto, comunque.

  5. novembre 9, 2012 alle 11:31 pm

    Reblogged this on Arch.In.Geo.

  6. febbraio 14, 2013 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2013
    ECONOMIA » ATTIVITÀ SOSTENIBILI .. Arenas, il villaggio potrà rilanciare il turismo.
    Fluminimaggiore, la gestione dei locali ristrutturati fa parte dell’accordo di piano strategico sovracomunale con Arbus, Guspini e Buggerru. (Francesco Carta)

    FLUMINIMAGGIORE. C’è anche la gestione del villaggio minerario di Arenas tra gli impegni sottoscritti nell’accordo di piano strategico sovracomunale dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci e i sindaci di Fluminimaggiore, Arbus, Guspini e Buggerru. L’ha comunicato il sindaco Piergiuseppe Massa rispondendo ad una interrogazione formulata dal consigliere Giuseppe Podda. «Ho chiesto di poter inserire la gestione del villaggio, perché per noi il sito di Arenas è importantissimo – ha detto il primo cittadino –, l’intesa è stata sottoscritta anche dalla società Igea e dal Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna. Mi pare il minimo, ci sono impegni per la valorizzazione delle nostre aree minerarie». Il villaggio restaurato comprende cinque immobili delle vecchie pertinenze minerarie della miniera chiusa all’inizio degli anni ottanta. Tra le strutture rimesse a nuovo: un centro servizi con una capiente sala convegni, un ristorante, la chiesetta e alcune palazzine. Complessivamente hanno un valore di circa 2 milioni di euro. Ritorneranno dopo circa trent’anni ai fluminesi, c’è però da mettere in conto la gestione futura. «Le quattro amministrazioni comunali oggi hanno un’idea comune – ha proseguito Massa –, ci sono interessi manifestati da alcuni privati che intendono investire risorse nel territorio. Questo va favorito per guardare al futuro. E’ importante l’impegno e il coinvolgimento dell’amministrazione regionale, del parco geominerario e dell’Igea». Arenas potrebbe essere un punto di forza locale, il villaggio interamente restaurato è un gioiello di architettura mineraria, situato in alto tra i monti e circondato dai boschi. Le possibilità di utilizzo sono molteplici, il sito potrebbe essere la base ideale per l’escursionismo naturalistico. Parrebbero interessati alcuni imprenditori del settore turistico-sportivo, non sardi, che hanno avanzato opzioni al bando pubblicato on line dal comune. Il sindaco e la giunta hanno incontrato gli imprenditori del settore e le associazioni culturali del paese. Una riunione pubblica, che si è tenuta nella sala consigliare del palazzo municipale, per verificare le possibilità di coinvolgimento delle forze locali in azioni di valorizzazione del sito, anche assieme ad altri eventuali interessi esterni al paese.

  7. luglio 4, 2013 alle 3:00 pm

    come volevasi dimostrare.

    da La Nuova Sardegna, 4 luglio 2013
    FLUMINIMAGGIORE. Senza arretrati i dipendenti dell’albergo di Antas. (Francesco Carta)

    FLUMINIMAGGIORE. Una autentica doccia fredda è piombata sui dipendenti dell’Antas Hotel: nei giorni scorsi il giudice ha decretato infatti il fallimento dell’impresa che esercitava la gestione del complesso alberghiero di Sant’Angelo. Una decisione che mette in seria difficoltà una ventina di lavoratori, per i quali a questo punto non c’è nessuna possibilità di riscuotere gli stipendi arretrati. Un duto colpo per un territorio in crisi e in prospettiva ci sarà un’altra estate amara per i lavoratori. Il legale del sindacato che seguiva l’annosa vertenza ha confermato che non esiste la possibilità di recuperare il saldo delle spettanze dei mesi precedenti non ancora erogate. «Dopo il danno è arrivata la beffa – ha dichiarato Aldo Manca, segretario provinciale della Filcams Cgil – siamo rimasti tutti ancora una volta con un pugno di mosche. Si tratta di una situazione assurda dopo aver ricevuto nel corso del tempo tante promesse e accordi non onorati. Adesso i lavoratori sono disoccupati e senza soldi: davvero non è una bella situazione». La beffa più grossa però è nei confronti del paese e delle istituzioni che a più riprese hanno accordato proroghe e fiducia al proprietario e al gestore dell’hotel Antas per risanare la partita e riprendere l’attività. Sono passati alcuni anni oramai e il cancello all’ingresso del complesso turistico di Antas rimane desolatamente chiuso. «Per queste venti famiglie si profila adesso un futuro quanto mai incerto – ha concluso Aldo Manca – presenteremo un’istanza alla Procura della Repubblica perchè ci sono responsabilità plurime in tutta la vicenda. Per noi è una beffa, per anni abbiamo creduto di poter salvare questi posti di lavoro».

  8. luglio 23, 2013 alle 2:41 pm

    da L’Unione Sarda, 23 luglio 2013
    Il Geoparco è sotto esame: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78806_Il_Geoparco_e_sotto_esame.pdf

  9. agosto 28, 2013 alle 2:54 pm

    Igea s.p.a., bonifiche minerarie e Parco geo-minerario sotto inchiesta.

    da La Nuova Sardegna, 28 agosto 2013
    Blitz all’Igea, quattro indagati per peculato. Iglesias: sequestrati i documenti sugli appalti per le bonifiche, perquisita la casa di un sindacalista. (Tamara Peddis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/08/28/news/blitz-all-igea-quattro-indagati-per-peculato-1.7643542

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    da L’Unione Sarda, 28 agosto 2013
    Igea,blitz dei carabinieri. Controlli su appalti,finanziamenti,furti e compravendite illecite. Peculato, voto di scambio e turbativa d’asta: sindacalista indagato. Quaranta militari hanno sequestrato documenti e apparecchiature informatiche negli uffici di Campo Pisano. Controlli anche nel Geoparco.
    LA PERQUISIZIONE. Sotto la lente degli inquirenti i contributi elargiti dal Geoparco a enti pubblici e associazioni. (Francesco Pintore): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130828084224.pdf

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    La gestione dell’azienda e le proteste dei Riformatori Sardi
    «Macchinari svenduti a prezzi irrisori»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130828084336.pdf

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    Il retroscena. Esposti anonimi. Consulenze pilotate, assunzioni di parenti ed elezioni a Iglesias.
    GLI ESPOSTI. Parenti assunti in azienda e consulenze esterne affidate
    senza gara. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130828084255.pdf

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    da Sardinia Post, 27 agosto 2013
    Igea, voto di scambio in vista delle Regionali: http://www.sardiniapost.it/cronaca/igea-voto-di-scambio-in-vista-delle-regionali/

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    Iglesias, improvviso blitz dei carabinieri all’alba all’Igea di Campo Pisano: http://www.sardiniapost.it/cronaca/iglesias-improvviso-blitz-dei-carabinieri-allalba-alligea-di-campo-pisano/

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    Sulcis, lo scandalo delle bonifiche. (Marco Corrias): http://www.sardiniapost.it/inchieste/sulcis-lo-scandalo-delle-bonifiche/

  10. agosto 31, 2013 alle 11:21 am

    forse qualcosa di buono, finalmente.

    da La Nuova Sardegna, 31 agosto 2013
    LE BONIFICHE » BANDO REGIONALE. Ex miniera di San Giorgio, adesso parte il recupero
    Il Comune punta al rilancio di un’area di alto valore ambientale e turistico. Dalle testimonianze del periodo pisano alle strutture di archeologia industriale. (Tamara Peddis)

    IGLESIAS. Il Comune di Iglesias, con un progetto sull’ area San Giorgio-Pozzo Speranza, partecipa al bando regionale per l’ammissione ai contributi a favore dei comuni per il recupero ambientale di aree interessante da attività estrattive dismesse. Il Comune si impegna a cofinanziare il progetto per 30 mila euro. Ma il finanziamento decisivo per sostenere la proposta progettuale dovrebbe arrivare dalla Regione, che una volta recepiti tutti i progetti dei comuni che ne faranno richiesta, determinerà i requisiti e in base a questi erogherà le risorse. «Il comune – si legge nella delibera di giunta – ha avviato da tempo alcune azioni finalizzate alla bonifica e al ripristino ambientale con particolare attenzione per le aree di interesse naturalistico e paesaggistico, con la partecipazione al bando si intende intervenire nell’area della località Pozzo Speranza, caratterizzata dalla presenza di alcune emergenze monumentali di archeologia industriale». Nell’area si trovano infatti il giacimento della miniera di San Giorgio (coltivato sin dall’antichità come testimoniato dalla presenza di antiche fosse pisane che si sviluppano per un centinaio di metri di profondità) e le strutture del Pozzo Santa Barbara. Il pozzo ospitava una delle prime macchine a vapore per l’estrazione del minerale dal sottosuolo – da cui il nome di “sa macchina beccia” – caratterizzato dal suggestivo edificio simile ad un castello medioevale. C’è poi il villaggio Asproni della miniera di Seddas Moddizzis, dal nome del suo fondatore, l’ingegner Giorgio Asproni, che aveva acquisito la miniera a fine 1800. La presenza delle due strutture attira enormemente l’attenzione dei visitatori, soprattutto chi pratica trekking e mountain bike: il progetto ha l’obiettivo di minimizzare gli effetti ambientali provocati dalle discariche presenti, che creano pericolo potenziale per i visitatori, salvaguardando nel contempo la testimonianza dell’attività mineraria svolta. Il progetto presentato dal Comune è finalizzato a stabilizzare il terreno attraverso l’azione consolidante degli apparati vegetali, proteggere il terreno dall’erosione superficiale dovuta all’azione delle acque, restituire al versante le condizioni di fertilità tipiche dell’area, limitare l’impatto visivo delle morfologie attuali derivate dall’attività mineraria.

  11. settembre 1, 2013 alle 5:21 pm

    la verità è che è un “carrozzone” di dimensioni ingestibili, con qualsiasi gestione (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/11/05/parco-geominerario-della-sardegna-un-cupo-presente-un-futuro-incerto/).

    da Sardinia Post, 1 settembre 2013
    INCHIESTA. Il Parco geominerario? Un bancomat. Tra progetti finanziati e mai realizzati. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/politica/il-parco-geominerario-un-bancomat-tra-progetti-finanziati-e-mai-realizzati/

  12. settembre 12, 2013 alle 2:52 pm

    la verità è sotto gli occhi di tutti: il parco geo-minerario non funziona e non potrà mai funzionare con questa estensione ampia e frammentata, con logiche clientelari e spartitorie. Una vergogna.

    da Sardinia Post, 12 settembre 2013
    Parco geominerario, “esame di riparazione” nel 2014. Ma l’Unesco ha già bocciato la gestione regionale. (Carlo Martinelli): http://www.sardiniapost.it/cronaca/parco/

  13. dicembre 17, 2014 alle 2:58 pm

    ecco qua.
    Altro che parco geo-minerario, altro che bonifiche ambientali…….

    A.N.S.A., 17 dicembre 2014
    Bufera Igea, due arresti e 62 indagati. Ai domiciliari ex presidente e autista-ex sindacalista. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/12/17/igea-perquisizioni-e-arresti-nel-sulcis_3a0a3eba-fbcc-4090-a4fa-41d4757fa575.html)

    IGLESIAS, 17 DIC – Bufera sull’Igea, azienda in house della Regione che ha il compito di gestire la messa in sicurezza delle aree minerarie. Due le persone sono state arrestate questa mattina, durante un blitz dei carabinieri della Compagnia di Iglesias, nell’ambito dell’inchiesta “Geo&Geo”- Ai domiciliari è finito l’ex presidente della società, Giovanni Battista Zurru, 76 anni. In carcere invece l’autista della società ed ex sindacalista Marco Tuveri, 62 anni, provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza invece per la segretaria Daniela Tidu, 40 anni. Le ipotesi di reato contestate sono peculato, turbata libertà degli incanti, truffa e voto di scambio. Ben 62 le persone indagate. Sono attualmente in corso perquisizioni negli uffici dell’Igea e nelle abitazioni degli indagati. Le indagini dei carabinieri sono partite circa un anno fa a seguito di denunce ed esposti. La bufera piombata sulla società in house della Regione arriva il giorno dopo la firma dell’accordo per la fuoriuscita di 104 esuberi, ma soprattutto a pochi giorni dalla fine della protesta delle 37 lavoratrici che hanno trascorso undici notti all’introduzione della miniera di Villamaria per chiedere lo sblocco degli stipendi e prospettive per l’azienda.

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    da Sardinia Post, 17 dicembre 2014
    Igea, blitz nel Sulcis. Due arresti, 62 indagati per peculato e voto di scambio: http://www.sardiniapost.it/cronaca/igea-blitz-nel-sulcis-perquisizioni-arresti-per-peculato-voto-scambio/

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    Igea, nelle intercettazioni telefoniche spunta “Papà Oppi”: http://www.sardiniapost.it/politica/igea-nelle-intercettazioni-spunta-papa-oppi/

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    da La Nuova Sardegna, 17 dicembre 2014
    IGLESIAS. Igea, arrestati l’ex presidente Zurru e l’autista della società.
    In corso dall’alba una maxi operazione dei carabinieri nell’ambito dell’inchiesta per truffa, peculato e voto di scambio. Obbligo di dimora per la segretaria di Zurru. Gli indagati sono 62: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/12/17/news/igea-arresti-eccelleti-e-perquisizioni-nel-sulcis-1.10513990

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    da L’Unione Sarda, 17 dicembre 2014
    Bufera all’Igea: arrestato l’ex presidente Zurru. Tra i 66 indagati anche il politico Giorgio Oppi. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/12/17/terremoto_all_igea_arrestato_l_ex_presidente_nei_guai_anche_la_se-6-401040.html)

    I carabinieri del Comando provinciale di Cagliari hanno notificato tre ordinanze a carico dell’ex presidente dell’Igea (società in house della Regione con sede a Iglesias) della sua segretaria e dell’autista. Tra i 66 indagati c’è anche il leader dell’Udc, Giorgio Oppi.

    Giovanni Battista Zurru, 76 anni, ex presidente dell’Igea, società in house della Regione ora in liquidazione, ha ricevuto un’ordinanza che ne dispone gli arresti domiciliari. La sua segretaria Daniela Tidu, 40 anni, dovrà invece osservare l’obbligo di dimora. Marco Tuveri, 62 anni, autista dell’Igea e sindacalista ora sospeso dall’attività, è stato invece destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’indagine coinvolge poi altre 63 persone: c’è anche l’ex assessore alla Sanità e leader dell’Udc, Giorgio Oppi.

    S’indaga per i reati di peculato, voto di scambio, turbativa degli incanti e truffa. Le indagini, coordinate dal procuratore Capo di Cagliari Mauro Mura e dal sostituto Marco Cocco, sono state svolte dai carabinieri del Comando provinciale di Cagliari guidati dal colonnello Salvatore Cagnazzo.

    Sono state effettuate perquisizioni negli uffici dell’Igea e nelle abitazioni degli indagati. Le indagini dei carabinieri sono partite circa un anno fa a seguito di denunce ed esposti. I carabinieri della Compagnia di Iglesias e del Comando Provinciale di Cagliari in un anno di indagini hanno scoperchiato quello che loro stessi hanno definito “sistema Igea”, con il quale venivano rubati beni aziendali, usate per fini personali le auto e i mezzi dell’azienda, venivano dirottate le gare d’appalto e promessi posti di lavoro o regalie in cambio di voti per le elezioni amministrative nei comuni di Iglesias e Assemini.

    La bufera piombata sulla società in house della Regione arriva il giorno dopo la firma dell’accordo per la fuoriuscita di 104 esuberi, ma soprattutto a pochi giorni dalla fine della protesta delle 37 lavoratrici che hanno trascorso undici notti all’introduzione della miniera di Villamaria per chiedere lo sblocco degli stipendi e prospettive per l’azienda. Tra le 37 donne che per undici notti hanno occupato la miniera c’era anche Daniela Tidu.

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    L’accusa a Oppi: “Carrello da miniera e autopala regalati in cambio di 100 voti”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/12/17/oppi_favor_operazione_per_100_voti_cos_stato_smascherato_il_siste-6-401136.html

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    “Andava a cercare funghi con l’auto Igea”. Tuveri al centro furto carburante e beni: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/12/17/andava_a_cercare_funghi_con_l_auto_igea_tuveri_al_centro_furto_ca-6-401131.html

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    Anche la segretaria del presidente tra donne che hanno occupato miniera: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/12/17/anche_la_segretaria_del_presidente_tra_donne_che_hanno_occupato_m-6-401145.html

  14. Shardana
    dicembre 17, 2014 alle 6:09 pm

    Sarebbe ora,che si cominciasse a smantellare” il SISTEMA “(è stato definito così dai carabinieri che svolgono le indagini,non oscurarmi per piacere)che regna da decenni nel sulcis e che ha mantenuto in piedi corrotti e corruttori,politici,istituzioni,sindacalisti,operai e parti dello stato sulla pelle della gente e di un intero territorio.Bello sarebbe vederli pagare per il male che hanno fatto e che continuano a fare.Nessun dorma,il cerchio si stringe e i FANGHI ROSSI hanno i giorni contati

  15. Shardana
    dicembre 18, 2014 alle 7:48 am

    Brave le”EROINE” che occupavano le miniere,anche loro indagate,magari parenti o figlie del sistema.Ora capisco il cappuccio in testa e il trucco agli occhi sempre perfetto……Se fillu e gattu sezi,toppi deppisi pigai

  16. Shardana
    dicembre 18, 2014 alle 8:09 am

    Pissard,oppi,il nipotino di oppi,nelle intercettazioni ci sono proprio tutti,la parentopoli sulcitana,che da anni agisce indisturbata nel feudo sulcis alla faccia di chi stenta a portare avanti la vita.Bastardi e bastardi chi vi ha fatto regnare per decenni.

  17. dicembre 18, 2014 alle 2:58 pm

    A.N.S.A., 18 dicembre 2014
    Bufera Igea, due arresti e 62 indagati. Ai domiciliari ex presidente e autista-ex sindacalista. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/12/17/igea-perquisizioni-e-arresti-nel-sulcis_3a0a3eba-fbcc-4090-a4fa-41d4757fa575.html)

    IGLESIAS, 18 DIC – Due scatoloni pieni di documenti amministrativi, tutti da analizzare e valutare e altro materiale definito interessante, sono stati prelevati ieri dalle abitazioni degli indagati e degli arrestati e dalla sede di Igea nell’ambito dell’inchiesta Geo & Geo che ieri ha fatto scattare gli arresti per l’ex presidente della società, Giovanni Battista Zurru, 76 anni, finito ai domiciliari e per l’ex sindacalista Marco Tuveri, 62 anni, in carcere a Uta. Notificato il provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza invece alla segretaria Daniela Tidu, 40 anni. Tutti accusati di peculato, turbata libertà degli incanti, truffa e voto di scambio. I carabinieri della Compagnia di Iglesias, coordinati dal capitano Nicola Pilia, hanno sequestrato una voluminosa documentazione contabile-amministrativa, recuperata sia nella sede della società che nelle abitazioni degli indagati. Tutto sarà attentamente valutato e i dati saranno incrociati. Bocche cucite su cosa gli investigatori stiano cercando, sui riscontri relativi a quello che è stato definito il “Sistema Igea” fatto di furti, regali, favori, appalti truccati e voto di scambio che consentivano il quasi totale controllo del territorio, sta di fatto che l’attività condotta ieri parallelamente alle notifiche dei provvedimenti sembra annunciare nuovi sviluppi. L’indagine, infatti, non è ancora chiusa e quella di ieri potrebbe essere solo la prima fase.

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    da La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2014
    IGEA. Il saccheggio del Sulcis per un pugno di voti.
    In un mese 160mila litri di carburante distribuito fra gli amici, pezzi storici delle miniere elargiti in cambio di favori: l’inchiesta condotta dai carabinieri col coordinamento della Procura alza il sipario su una fitta rete di rapporti e di scambi. (Mauro Lissia) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/12/18/news/il-saccheggio-del-sulcis-per-un-pugno-di-voti-1.10516007)

    CAGLIARI. Rubavano tutto, secondo l’accusa: 160mila litri di carburanti in un mese distribuiti tra gli amici, piastrelle staccate dai muri delle vecchie residenze minerarie, i carrellini di ferro che gli operai usavano per trasportare i minerali. Come fosse roba loro, da anni, un valore di migliaia e migliaia di euro che serviva a oliare gli elettori, ricompensando voti e connivenze politiche: una tanica di gasolio era il corrispettivo di cinque voti, per cento consensi l’omaggio doveva essere un carrello da sistemare in giardino o un’autopala antica.

    Il sistema Igea, costato 600 milioni di euro pubblici dal 2009 al 2013, ha l’aria di una mafia capitale in sedicesimo, trasferita nel Sulcis: appalti truccati perché andassero a imprenditori graditi. Un giro incredibile di favori gestito da una banda dove compare puntualmente il sessantaduenne Marco Tuveri, di Carbonia, ex operaio Igea poi sindacalista Uil ora sospeso e infine autista plenipotenziario del presidente Giovanni Battista “Bista” Zurru, per gli amici «il maestro», 76 anni, una vita passata sulla breccia della politica locale, che di lui si fidava e lo lasciava fare. Sullo sfondo l’icona intramontabile di Giorgio Oppi, vicinissimo a Zurru, che si muove nel Sulcis, suo antico feudo politico, intrattenendo rapporti e impartendo ordini sul filo del rasoio penale.

    Le intercettazioni contribuiscono ad alzare il sipario su questo mondo nascosto. Dunque, c’è da oliare qualche elettore, per il voto delle comunali 2013 ad Assemini. Il candidato Francesco Pissard sollecita, è urgente: serve un carrello da miniera e un’autopala, di quelli che l’Igea conserva come beni storici. Piacciono, questi cimeli: si possono sistemare in giardino, il fascino dell’archeologia industriale in chiave domestica. Marco Tuveri lo sa, il suggerimento gli è arrivato anche dall’autorevole leader Udc Giorgio Oppi ed il 9 maggio 2013 Pissard lo chiama per chiedergli se «per quella cosa lì, chiesta con Enrico (Oppi, nipote del consigliere regionale, ndr) è tutto a posto. Tuveri risponde che si sta organizzando e che poi si metteranno d’accordo, che comunque «in settimana gliela faranno avere». Aggiunge inoltre che farà risultare l’operazione come donazione Igea.

    Il 13 maggio successivo Tuveri parla della questione con Agostino Tolu, servono un carrello e un’autopala. Tolu – riferisce il giudice Giuseppe Pintori nell’ordinanza, citando le intercettazioni telefoniche eseguite dai carabinieri – si mette a disposizione e dice di poter recuperare un vagone in precedenza nascosto da Attilio Usai nella miniera di Acquaresi: (Tuveri) «Ascolta Ago, ascolta Agostino, serve un vagone urgente». (Agostino) «E per dove?». (T.) «urgente, da portare ad Assemini, lo sa anche il presidente». (A.) «E da dove cazzo lo tolgo?». (T.) «Dove lo, dove lo troviamo un vago… un vago…». (A.) «eh, io lo trovo, quello che stavo preparando per il casino, per Flumini, tanto il sindaco non risponde mai».

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    da L’Unione Sarda, 18 dicembre 2014
    Sotto inchiesta anche Giorgio Oppi. Domiciliari per Bista Zurru.
    “Mafia iglesiente” su Igea. Due arresti e 66 indagati. (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141218085320.pdf

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    LA STORIA. Ogni impresa che chiudeva dava il suo contributo. Azienda-contenitore di disoccupati, da quasi gioiello al rischio fallimento: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141218085402.pdf

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    L’ORDINANZA. Oppi e il caso Assemini. Carrello in dono per guadagnare cento preferenze: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141218085053.pdf

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    MISTERO FAI. Dove sono i soldi del fondo?: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141218085230.pdf

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    Igea, dopo l’arresto di Zurru e Tuveri sequestrate due scatole di documenti: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/12/18/igea_dopo_l_arresto_di_zurru_e_tuveri_sequestrate_due_scatole_di-6-401225.html

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    da Sardinia Post, 18 dicembre 2014
    Igea, sotto inchiesta anche il nipote di Oppi. Noti i nomi di altri 6 indagati. (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/politica/igea-inchiesta-nipote-oppi-noti-i-nomi-6-indagati/

  18. POZZO SELLA
    dicembre 18, 2014 alle 8:20 pm

    Incredibile,tutta la crema di iglesias e tutti imparentati tra di loro.Più che cricca una vera associazione a delinquere.Ma dov’erano prima le forze dell’ordine?È da 30anni che suonano questa musica,passando da un partito all’altro e monopolizzando con il voto di scambio la politica sulcitana,ma rimanendo anche se apparentemente di opposte fazioni,compagni di merenda nel profondo.Sicuramente quel pissard sarà il figlio dell’ex sindaco che militava nelle sinistre e ci amministrava dalla provincia o dalla regione.Il nipote di oppi non è per caso il cognato di pissard?Non credo che la giustizia faccia il suo corso,,dato che sicuramente si scoperchierebbe una fogna dove tutti quelli “importanti”indistintamente rimarrebbero coinvolti.Dovrà muoversi anche la chiesa per la Santa Prescrizione.CONTINUA…..

  19. Shardana
    dicembre 19, 2014 alle 2:04 pm

    Signori,sembra che cadiate dalle nuvole,il malaffare ruota da sempre intorno alle industrie o ai suoi relitti,con grande complicità di regione,provincia,parte oscura delle istituzioni e forze dell’ordine,sul,arpas e chi con il silenzio barattava un posto di lavoro o favori in cambio di voti.Ora è il momento dell’IGEA,ma ci siamo dimenticati il parco geominerario,ila,l’alcoa,la portovesme srl,la stessa enel,rubano soldì alla comunità da anni avvallati dai “FANGHI ROSSI”al potere.Capisco le lentezze burocratiche,ma signori con tutti i miliardi dilapidati dalle gangs partitiche che si sono susseguite in questi anni, per far lavorare i loro elettori nel sulcis dovremmo essere la provincia più ricca d’Italia,invece moriamo di mille malattie e in povertà.Il re è nudo non potete più ridargli la possibilità di rivestirsi.

  20. dicembre 19, 2014 alle 5:54 pm

    A.N.S.A., 19 dicembre 2014
    Inchiesta Igea: ex presidente e segretaria in silenzio da Gip. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/12/17/igea-perquisizioni-e-arresti-nel-sulcis_3a0a3eba-fbcc-4090-a4fa-41d4757fa575.html)

    CAGLIARI, 19 DIC – “Non ho ancora capito cosa mi sta succedendo”. È il commento di Giovanni Battista Zurru, 76 anni, l’ex presidente dell’Igea, arrestato assieme all’ex sindacalista Marco Tuveri, 62 anni, nell’ambito dell’inchiesta “Geo&Geo” per peculato, turbata libertà degli incanti, truffa e voto di scambio con al centro la società Igea, al termine dell’interrogatorio davanti al Gip Giuseppe Pintori. L’ex presidente finito ai domiciliari – difeso dagli avvocati Massimo e Marino Delogu – come già accaduto ieri per Marco Tuveri – si è avvalso della facoltà di non rispondere. È rimasta in silenzio davanti al Gip anche Daniela Tidu, la segretaria nei confronti della quale è stato emesso il provvedimento di obbligo di dimora. Agostinangelo Marras, il legale che la rappresenta, ha chiesto una revoca o una modifica della misura cautelare – eventualmente con un obbligo di firma – per consentire alla sua assistita di andare a lavoro, visto che ha il contratto in scadenza a dicembre.

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    da L’Unione Sarda, 19 dicembre 2014
    Ci mancava soltanto l’Igea. SOTTO L ’ALBERO MILLE SCANDALI. (Massimo Crivelli): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141219082935.pdf

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    Ieri interrogatorio di garanzia per il sindacalista Marco Tuveri che non ha risposto al gip.
    Serbatoio Igea: favori e quattrini per fare poi il pieno alle elezioni: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141219083236.pdf

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    CONSIGLIO REGIONALE . Pizzuti (Sel): chi ha sbagliato paghi. Busia (Cd): era chiaro da tempo. «Ladri di polli? No, era il sistema». (Roberto Murgia): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141219083433.pdf

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    L’INCHIESTA. Rappresentanti dei lavoratori troppo vicini alle aziende. Il potere e le tentazioni
    dei sindacalisti iglesienti. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141219084127.pdf

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    ASSEMINI. Francesco Pissard, l’aspirante consigliere: ho saputo della vicenda dai giornali
    Il sindaco: mi vergogno per loro. (Marcello Zasso): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141219083248.pdf

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    da Sardinia Post, 19 dicembre 2014
    Antonio Ghiani, l’uomo di Oppi che colleziona incarichi (firmati Cappellacci): http://www.sardiniapost.it/politica/antonio-ghiani-luomo-oppi-colleziona-incarichi-firmati-cappellacci/

  21. dicembre 20, 2014 alle 8:52 pm

    A.N.S.A., 20 dicembre 2014
    Igea: ex presidente torna in libertà.
    Revocati arresti domiciliari a Giovanni Battista Zurru: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/12/20/igea-ex-presidente-torna-in-liberta_e57bee40-d40f-462f-bb54-4529e66007fc.html

  22. Shardana
    dicembre 21, 2014 alle 11:05 am

    Beh mi sembra giusto,natale con i tuoi……..compagni di merenda.Mi auguro in regione abbiano subito stanziato i soldi per donare a tutti un bel cesto natalizio e le divise nuove per scendere nei pozzi,dove quando ci sarete,tutti però,preti compresi chiudere e farvi uscire dopo aver restituito tutto quello che avete rubato,delinquenti di stato

  23. POZZO SELLA
    dicembre 21, 2014 alle 6:41 pm

    Gbattista zurru,marco tuveri,Daniela tidu,GIORGIO OPPI e il nipote ENRICO,il candidato a sindaco GIANMARCO ELTRUDIS,L’ex commissario straordinario di iglesias ANTONELLO GHIANI,i candidati alle amministrative di iglesias e assemini MARIO ZANDA,GIGI RUBIU e FRANCESCO PISSARD,il sindacalista MARIO CRO,(era ora è il suo mestiere da sempre procacciare voti),gli impresari RICCARDO PUTZOLU e UMBERTO GIAN LUCA GIGANTI,AGOSTINO TOLU,FRANCESCO FURIA,gli altri 50 meno noti a livello regionale ma non per questo meno pericolosi erano le mezze figure che in tutti i paesi gravitano intorno ai potenti e servono ad avere consenso…………CONTINUA

  24. dicembre 21, 2014 alle 10:37 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 dicembre 2014
    Scandalo Igea, indagati politici e sindacalisti.
    Mentre Zurru, Tuveri e Daniela Tidu hanno fatto scena muta davanti al magistrato, procede l’inchiesta per vari reati tra cui voto di scambio, peculato, truffa che sarebbero stati commessi a vario titolo dal oltre sessanta persone nel corso degli anni attorno alle attività della società in house della Regione che si occupa della gestione delle miniere: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/12/21/news/scandalo-igea-indagati-politici-e-sindacalisti-1.10539256

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    da Sardinia Post, 20 dicembre 2014
    ESCLUSIVA / Lo scandalo Igea anticipato un anno fa. Da un fumetto: http://www.sardiniapost.it/cronaca/esclusiva-lo-scandalo-igea-anticipato-un-anno-fa-da-un-fumetto/

  25. Shardana
    dicembre 22, 2014 alle 3:51 pm

    Mi dispiace contraddire sardiniapost ma l’IGEA è uno scandalo da sempre come la regione e quei politici che l’hanno sostenuta con i soldi e quelli che l’hanno coperta con i loro silenzi.A buon intenditore poche parole.

  26. POZZO SELLA
    dicembre 22, 2014 alle 10:58 pm

    Molti degli indagati nel caso geo&geo cadono dalle nuvole,per loro era normale quello che succedeva nel reame di KING GEORGE,peccato che i comuni mortali debbano lottare per sopravvivere e…….mantenersi il reame.CONTINUA………….

  27. dicembre 23, 2014 alle 2:54 pm

    la carnevalata costosa del parco geo-minerario.

    da L’Unione Sarda, 23 dicembre 2014
    I tesori minerari dimenticati e sprangati: Porto Flavia, Galleria Henry, Santa Barbara.
    Igea, l’altra faccia del flop.
    Emessi i bonfiici per sei mensilità arretrate e la tredicesima. (Roberto Ripa): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141223084426.pdf

    • gennaio 8, 2015 alle 2:55 pm

      e ora di quali bonifiche ambientali, di quale “valorizzazione” dell’archeologia mineraria parlano?

      da Sardinia Post, 7 gennaio 2015
      Igea, dopo la bufera giudiziaria cacciati il genero e la presunta amante di Tuveri. (Carlo Martinelli) (http://www.sardiniapost.it/cronaca/igea-dopo-la-bufera-giudiziaria-cacciati-il-genero-e-la-presunta-amante-di-tuveri/)

      Buone notizie per i dipendenti Igea con contratto a progetto: sono stati quasi tutti riconfermati per altri 6 mesi. Sono rimasti fuori solo Daniela Tidu, indagata e indicata dagli inquirenti come l’amante di Marco Tuveri, che alcune settimane fa è stato ufficialmente espulso dall’esecutivo nazionale Uiltec, e il genero di Tuveri, rimasto anch’esso imbrigliato nelle maglie della giustizia.
      Le prospettive. Al 31 dicembre l’accordo sottoscritto tra le organizzazioni sindacali e la Regione sugli esodi volontari incentivati ha trovato piena applicazione: infatti 104 dipendenti dell’Igea a quella data hanno risolto il loro rapporto di lavoro. Di questi circa l’80 percento erano capiservizio e capi struttura. Il che, tradotto, significa che su un organico di circa 240 dipendenti è andato in pensione il 60 percento dei tecnici e dirigenti della società. Ossia gran parte di coloro i quali avrebbero dovuto scrivere, elaborare e portare a compimento le bonifiche e la messa in sicurezza delle aree minerarie dismesse, ossia realizzare la “mission” per la quale l’Igea, almeno in teoria, è stata creata. Un provvedimento, si dirà, necessario, reso ancor di più indispensabile, secondo i piani della Regione e dell’assessorato all’Industria, per un rilancio economico della società in house. Ora però si pone un altro problema: con quali maestranze si potranno fare i piani operativi di lavoro o stipulare nuove convenzioni se i “cervelli” sono stati messi, quasi tutti, a riposo? Ad esempio per il tanto decantato recupero dell’immenso patrimonio immobiliare minerario, di inestimabile valore storico-artistico-architettonico, occorrerà una nuova convenzione, che ad oggi non esiste. Stesso discorso vale per i siti di Monteponi e Furtei. Discorso a parte spetta per il sito di Montevecchio dove, in assenza di convenzione, l’Igea non potrà, in futuro, neppure garantire la sicurezza di gallerie e scavi. Fonti sindacali interne fanno sapere però che il Commissario liquidatore a questa nuova situazione sta ponendo, almeno in parte, rimedio con l’ausilio di un tecnico esterno, con cui già in passato ha collaborato, di cui però non si conosce ancora il titolo, gli incarichi e il costo in base ai quali stia collaborando.

  28. POZZO SELLA
    dicembre 23, 2014 alle 5:10 pm

    Anche il molto ex onorevole Oppi,cade dalle nuvole e dice di apprendere dai quotidiani della sua situazione,ma è sereno e ha fiducia nei magistrati.Ma possibile che tutta stà gente cade sempre dalle nuvole e non si fà mai nulla di male?Anche noi, anche se non so ancora per quanto abbiamo fiducia nella magistratura.CONTINUA……………

  29. POZZO SELLA
    dicembre 24, 2014 alle 5:03 pm

    Come in tutte le favole natalizie,uno sfavillante finale per lo “SCANDALO IGEA”tutti a casa a festeggiare con i famigliari e gli “AMICI DI BANCHETTO”.Tuveri scarcerato và ai domiciliari, Daniela tidu non ha più l’obbligo di dimora,Zurru è a casa da sabato scorso.Così mentre i figli di un dio minore continuano a lottare per sopravvivere e con le proprie tasse mantenere in piedi UN SISTEMA,definito dagli inquirenti circolare,sistema che gestiva illegalmente le risorse regionali e divorava 60 MILIONI DI € nel giro di pochi annui i nostri beniamini,come in ogni favola dal lieto fine,questa serà saranno a messa per festeggiare il SANTO NATALE.Chissà quanto tempo ci vorrà per far dimenticare IGLESIAS E I 65 ladroni.Pace in terra agli uomini di buona volontà.CONTINUA…………

  30. POZZO SELLA
    dicembre 26, 2014 alle 6:45 pm

    Un piccolo errore,i milioni di euro spariti sono 600 non 60.Nel frattempo anche il vice sindaco di iglesias”cade dalle nuvole”.PER ESSERE PROVINCIA IGLESIAS,SE NE FOTTE DI MAFIA CAPITALE.CONTINUA………..

  31. POZZO SELLA
    dicembre 31, 2014 alle 5:02 pm

    È calato il silenzio mediatico sul “SISTEMA SULCIS”,auguro ai procuratori buon lavoro e ricordo che c’è gente in galera per molto,molto,molto meno.CONTINUA……………..

  32. POZZO SELLA
    gennaio 1, 2015 alle 3:29 pm

    Un IN felice anno nuovo all’IGEA BABÀ E I 65 LADRONI.CONTINUA…………..

  33. POZZO SELLA
    gennaio 4, 2015 alle 5:24 pm

    Dimissioni per Mario Cro(VERGOGNATI dillo ora che gli ambientalisti che hanno sempre denunciato la vostra complicità nel malaffare sono dei delinquenti),la UIL CACCIA TUVERI.Invece di cacciarli,fategli CACCIARE FUORI i soldi che hanno rubato alla comunità, a questa “MACCHINA DEL MALAFFARE”.CONTINUA……….

  34. PIZZO SELLA
    gennaio 8, 2015 alle 11:13 am

    Che silenzio mediatico sul caso Igea Ladrona e MAFIA PROVINCIALE

  35. PIZZO SELLA
    gennaio 8, 2015 alle 12:24 pm

    Però,chi ha rubato tre bottiglie e una confezione di gamberoni congelati in un market per un valore di 130€ è stato arrestato(giustamente).Per 600milioni di € cosa dovrebbero fargli,decapitarli?.CONTINUA…….

  36. PIZZO SELLA
    gennaio 10, 2015 alle 10:15 am

    Perchè non interviene la corte dei conti sul caso Igea,come è intervenuta sul caso Soru?Perché il CLANIGEA non boga su dinai?.CONTINUA……….

  37. PAZZO SELLA
    gennaio 26, 2015 alle 7:46 pm

    Dai RESISTERE, che tra poco con le canne vi risistemate tutti ……Finchè ci sono soldi pubblici,corrotti e corruttori c’è speranza per “IL SISTEMA SULCIS”………..CONTINUA

  38. PIZZO SELLA
    gennaio 29, 2015 alle 4:45 pm

    Visto,ero sicuro che il vostro operato sarebbe stato premiato,la giunta regionale non poteva dimenticarvi e altri 100MILIONI DI € saranno presto nelle mani giuste………il sistema CONTINUA

  39. POZZO SELLA
    febbraio 2, 2015 alle 10:48 am

    Tranquilli,visto come hanno salvato LOLLIRI?La Chiesa non abbandona i fedelissimi,anche per voi arriverà la SANTA PRESCRIZIONE.CONTINUA……….

  40. febbraio 3, 2015 alle 3:00 pm

    sempre a Fluminimaggiore, imparate tutti come si amministra la “cosa pubblica”…..

    da Sardinia Post, 2 febbraio 2015
    Arenas: l’ex miniera sogna la rinascita. Ma ora è privata, per usucapione. (Carlo Martinelli): http://www.sardiniapost.it/economia/arenas-da-ex-miniera-centro-sportivo-ma-il-villaggio-ora-e-privato-per-usucapione/

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    IL PROGETTO. Due biker del Sulcis sognano il più grande parco sportivo d’Europa: http://www.sardiniapost.it/cronaca/il-progetto-due-biker-del-sulcis-sognano-il-piu-grande-parco-sportivo-deuropa/

  41. POZZO SELLA
    febbraio 9, 2015 alle 11:15 am

    Ovvio nò……..magarir usucapito da persone del clan IGEA.

  42. POZZO SELLA
    febbraio 13, 2015 alle 2:23 pm

    Il cerchio si stringe………anche smaltimento……..Chissà quando metteranno mano nella discarica di GENNA LUAS.Strani furti alla carbosulcis,ma tutti ancora in libertà.Chissà,magari è la volta buona che si potrà respirare di nuovo nel Sulcis.

  43. febbraio 20, 2015 alle 2:57 pm

    toh, qualcuno “scopre” lo scandalo di S. Angelo.

    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2015
    FLUMINIMAGGIORE. Ha 340 posti letto, sala congressi, spa e piscina ma è chiuso dal 2010.
    Grand Hotel del grande spreco. Undici miliardi di soldi pubblici e una struttura abbandonata. (Vito Fiori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20150220084116.pdf

  44. POZZO SELLA
    febbraio 21, 2015 alle 11:03 am

    IN GALERA IN GALERA IN GALERA IN GALERA IN GALERA IN GALERA IN GALERA da urlare a squarciagolaaaaaaaaaaaaaaaaa

  45. febbraio 23, 2015 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 21 febbraio 2015
    Parco Geominerario, inchiesta per peculato. (Andrea Manunza): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108039_Parco_Geominerario_inchiesta_per_peculato.pdf

    ———————-

    Igea: novanta le persone nel mirino del pm: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108040_Igea_novanta_le_persone_nel_mirino_del_pm.pdf

  46. marzo 3, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 3 marzo 2015
    Un emendamento alla Finanziaria consentirà una diversa gestione dei siti.
    Miniere ai Comuni e ai privati, la svolta epocale della Regione. (Ilaria Mura): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150303085404.pdf

    ————————————

    IGLESIAS. L’enorme patrimonio da Buggerru all’Argentiera: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150303085447.pdf

    ———————————-

    IGLESIAS. Il flop Igea tra scandali e ingerenze della politica: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150303085520.pdf

  47. POZZO SELL
    marzo 3, 2015 alle 9:13 pm

    Svolta epocale per la regione,certa ora che si sono rubati tutto,tutti indistintamente,di ogni partito,legge,istituzioni e via così,quasi all’infinito.Troppo facile così,speriamo visto che non lo fa la legge,che DIO VI punisca a voi tutti e ai suoi pastori.Pastori che solo ora escono allo scoperto dopo che per secoli hanno coperto e partecipato al ricco banchetto.

  48. marzo 4, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 4 marzo 2015
    Miniere all’asta, flop del decennio. (Sandro Mantega): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150304090546.pdf

    ————————–

    Sindaci concordi. L’ex direttore del Parco Geominerario: «Un’opportunità per i giovani».
    «La gestione dei siti ai Comuni, una svolta epocale». (Ilenia Mura): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150304090630.pdf

  49. POZZO SELLA
    marzo 4, 2015 alle 7:33 pm

    Finalmente,largo ai giovani……che manco a dirlo saranno o il nipote di Oppi o il figlio dell’ex dirigente del parco geominerario Granara.Era ora che qualcosa cambiasse

  50. maggio 5, 2015 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 5 maggio 2015
    Accusa di turbativa d’asta. Giampiero Pinna (Consulta): scandalo denunciato un anno fa.
    Geoparco, sentieri minerari d’oro: due percorsi costati 282 mila euro. (Vito Fiori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150505093632.pdf

  51. maggio 28, 2015 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda, 28 maggio 2015
    IGLESIAS. Consulta delle associazioni contro Francesco Usalla: «Contratto da revocare».
    Geoparco, scandali e sprechi. Il direttore si è triplicato lo stipendio: da 75 a 234 mila euro. (Vito Fiori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150528092737.pdf

    ————————–

    Strategie per i siti minerari dismessi. (Clara Mulas): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/112989_Strategie_per_i_siti_minerari_dismessi.pdf

    ________________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 28 maggio 2015
    Le miniere, come bonificare e riqualificare i siti dismessi. (Alessandra Sallemi): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/113014_Le_miniere_come_bonificare_e_riqualificare_.pdf

    —————————-

    Iglesias, miniere: a scuola di disinquinamento.
    La VII Giornata nazionale sulle miniere a Monteponi organizzata dall’università di Cagliari e dall’Enea per affrontare il grande problema delle bonifiche, al seminario gli esperti dell’Usgs, il servizio geologico nazionale degli Stati Uniti che ha elaborato un metodo di intervento: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/05/28/news/iglesias-miniere-a-scuola-di-disinquinamento-1.11510000

  52. luglio 14, 2015 alle 12:16 pm

    a che serve il Parco geo-minerario. E Mauro Pili deve solo tacere, visto che è stato Presidente della Regione, consigliere regionale, deputato, spesso e volentieri nella maggioranza di governo.

    da L’Unione Sarda, 14 luglio 2015
    Buggerru, i turisti trovano la miniera chiusa e lasciano una lettera: “Vergogna”. (Cinzia Simbula) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/14/buggerru_i_turisti_trovano_la_miniera_chiusa_e_lasciano_una_lette-68-425869.html)

    I gioielli minerari chiusi in piena estate e la rabbia dei turisti di fronte ai cancelli con il lucchetto.
    A cominciare dalla grotta Santa Barbara, continuando con la galleria Villamarina a Monteponi e la Henry di Buggerru, autentici gioielli minerari che in qualunque altra parte del mondo farebbero la fortuna degli operatori economici. Ma non da queste parti.
    Si salva Porto Flavia, la galleria con vista sul faraglione Pan di Zucchero, che dal mese scorso è aperta tutti i giorni (solo al mattino da lunedì a venerdì, anche nel pomeriggio sabato e domenica).
    Si sarebbero voluti “tuffare” nella cultura mineraria anche i turisti che, domenica pomeriggio, da Baia Sardinia hanno raggiunto Buggerru per visitare la galleria Henry. Ma hanno trovato il lucchetto e nessuna indicazione.
    La rabbia è stata tanta, al punto che hanno affisso una lettera nel cancello, poi diffusa dal deputato Mauro Pili.
    “Siamo partiti da Baia Sardinia per vedere le miniere tanto rinomate – è scritto nella lettera firmata da Patrizia Gottari – grandissima delusione e rabbia non solo nel trovare chiuso, ma per la poca informazione. Una vera vergogna. Strutture del territorio non messe a frutto. Crisi? Come sempre meritata. Cordiali saluti e viva l’economia”.
    Non finirà qui. La questione relativa alla gestione del patrimonio minerario è oggetto di un’interrogazione che Mauro Pili presenterà nelle prossime ore al ministro dei Beni culturali richiamando il “codice Urbani” nel quale rientrano i beni minerari che, pertanto, “devono obbligatoriamente essere resi fruibili anche perché tutelati dalla rete mondiale dei geoparchi”.
    Il parlamentare di Unidos parla di “negligenza allo stato puro di chi ha dilapidato le risorse pubbliche in allegre gestioni e poi non si è occupato di gestire il vero giacimento di questo territorio, abbandonato a se stesso”.
    Pili accusa la Regione, “latitante e incapace di gestire un insieme di emergenze archeologiche minerarie davvero uniche, nell’offerta turistica del Mediterraneo”.
    Evidenziando la “scena vergognosa” avvenuta a Buggerru, Pili aggiunge: “Una situazione inaccettabile considerato che la Regione ha scaricato, come suo solito, il problema ai Comuni i quali, per vedersi aprire le strutture, devono ricorrere al proprio portafoglio stanziando fino a 1000 euro al giorno”.
    Per Pili è “vergognoso che la Regione di fatto se ne lavi le mani e non si preoccupi, come sarebbe doveroso e obbligatorio, di gestire i siti attraverso l’Igea che ha competenze e risorse per sovrintendere all’apertura in piena sicurezza dei siti”.

    —————

    IGLESIAS. Chiuse le gallerie Villamarina e Henry, Pili fa sua la protesta. L’ira dei turisti respinti «La crisi? Ve la meritate»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150714085701.pdf

  53. piras
    novembre 27, 2015 alle 3:48 pm

    Io….il problema …lo conosco bene… (risulto coinvolta )nulla a che vedere con quanto da voi manifestato..(x carità non per vostra volontà)…è una storia vecchia ed antica…ha a che fare con la delineazione dei confimi…mai stabiliti legalmente ma in forma anello al naso…(come del resto viene dimostratto dal gran malcostume che regna in italia) quindi si continua a far finta di non riconoscere i veri proprietari…e dato che …senza questi ultimi è impossibile compiere ogni tipo di attività legale mirata al giusto e legale sviluppo del territorio….vi siete guardati intorno????tutta l’intera area è coinvolta in questa problematica…

  54. settembre 13, 2016 alle 2:54 pm

    riforma del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna, la presenza di certe persone è una garanzia.

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Piano Sulcis, concluso l’iter della riforma del Parco Geominerario.
    I punti salienti della riforma sono la semplificazione della gestione e dei controlli ministeriali preventivi, il maggior ruolo delle istituzioni territoriali nella gestione, la partecipazione delle associazioni. Di fondamentale importanza la riclassificazione del territorio del parco in sub aree in funzione della rilevanza storica e culturale. I controlli saranno graduati in coerenza con un drastico alleggerimento della burocrazia. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7874)

    CAGLIARI, 12 SETTEMBRE 2016 – I ministri dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e della Ricerca e il ministro per i Beni Culturali, nei giorni scorsi hanno sottoscritto l’intesa con il ministro dell’Ambiente sul decreto di riforma del Parco Geominerario. Il presidente della Regione aveva già dato il suo assenso e anche la comunità del parco si era espressa positivamente. Si conclude così una vicenda annosa, essendo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale un mero atto tecnico.

    I punti salienti della riforma sono la semplificazione della gestione e dei controlli ministeriali preventivi, il maggior ruolo delle istituzioni territoriali nella gestione, la partecipazione delle associazioni. Di fondamentale importanza la riclassificazione del territorio del parco in sub aree in funzione della rilevanza storica e culturale. I controlli saranno graduati in coerenza con un drastico alleggerimento della burocrazia.

    Il parco estende la competenza all’intera Sardegna per la geologia, risolvendo così una condizione per la permanenza nella rete mondiale dei parchi, riconosciuta dall’Unesco. Il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, che ha coordinato la riforma per conto della Regione, esprime soddisfazione per il risultato “ottenuto grazie alla leale cooperazione fra istituzioni. Auspichiamo – ha detto ancora Cherchi – che le istituzioni territoriali procedano rapidamente alle nomine e a tutti gli atti di competenza con l’obiettivo di rilanciare l’attività del parco geominerario”.

  55. ottobre 28, 2016 alle 12:03 am

    da La Nuova Sardegna, 27 ottobre 2016
    Geoparco, allarme dei sindacati: “In 525 verso la disoccupazione”.
    Cgil, Cisl e Uil chiedono alla giunta Pigliaru di «prorogare la convenzione, rilanciare il progetto del Geoparco e individuare un serio, affidabile e capace soggetto attuatore, come ad esempio un ente strumentale della Regione: l’Igea»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/10/27/news/geoparco-allarme-dei-sindacati-in-525-verso-la-disoccupazione-1.14318390

  56. dicembre 23, 2016 alle 2:44 pm

    da Sardinia Post, 22 dicembre 2016
    Geoparco, il libro nero: la Regione paga anche gli utili della società privata. (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/inchieste/geoparco-il-libro-nero-la-regione-paga-anche-gli-utili-della-societa-privata/

  57. dicembre 29, 2016 alle 4:38 pm

    A.N.S.A., 29 dicembre 2016
    Goeparco: sindaci all’attacco.
    Ultimatum a Giunta e Consiglio, certezza per 525 lavoratori: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/12/29/goeparco-sindaci-allattacco_c8f99c8e-405c-4313-8ae7-bc51e46708e0.html

  58. luglio 17, 2019 alle 10:12 pm

    A.N.S.A., 16 luglio 2019
    Scandalo Igea: decine rinvii a giudizio.
    A processo tra gli altri leader Udc ed ex presidente società. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/07/16/scandalo-igea-decine-rinvii-a-giudizio_d49ee4ab-1df4-4786-be5d-b29207d92032.html)

    CAGLIARI, 16 LUG – Una pioggia di rinvii a giudizio è stata disposta dal Gup del Tribunale di Cagliari, Nicola Clivio, che ha accolto le richieste del pubblico ministero Marco Cocco al termine dell’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta sullo scandalo Igea, la società in house della Regione Sardegna che si occupa delle bonifiche e della messa in sicurezza dei siti minerari dismessi. Chiuse le indagini, davanti al giudice erano finiti in 71. Un gruppetto ha chiesto l’abbreviato che verrà discusso il 24 settembre, ma oggi il giudice ha ordinato il processo – che inizierà il 22 novembre davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari – per tutti gli imputati che non hanno chiesto rito alternativi.
    Tra questi anche il leader dell’Udc, Giorgio Oppi (difeso dall’avvocato Gianluca Aste) che dovrà rispondere di peculato e voto di scambio, anche se è caduta una delle contestazioni di quest’ultimo reato legata alla cessione di una vetrinetta.
    Andranno a processo anche l’ex presidente dell’Igea Giovanni Battista Zurru, l’ex sindacalista Marco Tuveri, la dipendente Daniela Tidu, e il nipote di Oppi, Enrico. Definitivamente prosciolto invece un secondo sindacalista, Mario Cro (difeso da Riccardo Schirò), per il quale il pm Cocco aveva chiesto il non doversi procedere dopo una memoria difensiva e ulteriori accertamenti compiuti dalla Procura. Hanno invece già patteggiato un anno e due mesi Fulvio Farci (difeso da Herika Dessì) e un anno e quattro mesi Francesco Pissard (assistito da Francesco Secci). Il fascicolo sull’Igea era stato aperto nel 2012, nel 2015 l’arresto – su ordine di custodia cautelare – dell’ex presidente Zurru, finito ai domiciliari, e dell’ex sindacalista Tuveri, mandato in carcere a Uta. Inizialmente erano state iscritte nel registro degli indagati 63 persone.
    Poi, però, nel gennaio 2016 il pm aveva notificato 95 avvisi di conclusione delle indagini. Stando alle accuse, dall’azienda sparivano carburante, attrezzature e materiali, ma il sistema era più ampio e gli inquirenti hanno ritenuto che venissero truccati gli appalti e si dessero contratti a termine o lavori urgenti in cambio di voti.

  59. Carlo Forte
    luglio 18, 2019 alle 10:17 am

    È una vergogna che questa gente stia ancora gestendo il sulcis, oramai ridotto all’osso. L’assistenzialismo ha generato lassismo e connivenza con il sistema partitico e il voto di scambio é la normalità. Chi ci governa??????????

  60. Carlo Forte
    luglio 19, 2019 alle 10:15 am

    Questa è la repubblica, il malaffare esercitato da chi stà al potere. Il dovere di agire

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