Home > difesa del territorio, energia, energia solare, paesaggio > Petizione popolare contro il progetto di centrale solare termodinamica a Cossoine e Giave!

Petizione popolare contro il progetto di centrale solare termodinamica a Cossoine e Giave!


Sardegna, paesaggio agrario

 

 

Continua strenuamente la battaglia avverso il progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione (potenza complessiva 30 Mwe) proposto dalla Società Energo Green  nelle località Larione, Sa Tanca ‘e sa Chegia, Su Padru, Ludarzu, Su Campu, nei Comuni di Cossoine e Giave (SS), e interessante ben 160 ettari di terreni agricoli di buona qualità.

Il procedimento – avviato nel bel mezzo dell’estate, fra dubbi e contrarietà della popolazione interessata – potrebbe, infatti, portare all’approvazione di un progetto che snaturerebbe un’ampia area a vocazione agricola nella Sardegna settentrionale.      

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno richiesto (atto del 20 agosto 2012) – nell’ambito del relativo procedimento di “verifica di assoggettabilità” già avviato – al Servizio valutazione impatti dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente di dichiararne l’improcedibilità.

Ora, è sorto il Comitato popolare per il no al termodinamico a Cossoine e Giave e ha predisposto una petizione on line indirizzata al Ministero dell’ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari, ai Comuni di Cossoine e di Giave: chi volesse sottoscriverla può farlo qui: http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N30704&fb_source=message.    

Naturalmente l’abbiamo già fatto, continuiamo a farlo e Vi invitiamo a sottoscriverla anche Voi!

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

(logo Comitato popolare, foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 3, 2012 alle 9:06 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. novembre 4, 2012 alle 9:00 am

    Io mi chiedo cosa impedisca di utilizzare per gli impianti solari, tetti e terrazzi di edifici pubblici risparmiando terreno utilizzabile per fini migliori.

  3. novembre 5, 2012 alle 2:52 pm

    A.N.S.A., 5 novembre 2012
    Sequestri di oltre un milione ai Casalesi, quote sociali nel fotovoltaico.
    Operazione in corso in diverse parti d’Italia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/05/Sequestri-oltre-milione-Casalesi-quote-sociali-fotovoltaico_7740906.html

  4. novembre 5, 2012 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 novembre 2012
    Energia pulita e incentivi milionari. (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121105080431.pdf)
    Finora la Regione ha convalidato 21 autorizzazioni dei Comuni. Il caso Narbolia. Il business. (Giampaolo Meloni)

    NARBOLIA. Migliaia di ettari utilizzati e milioni di euro in arrivo per portare l’agricoltura sarda verso il grande futuro della compatibilità ambientale percorrendo la strada delle energie rinnovabili e perciò risparmiose. Questi gli intenti. Ma dal buon principio è partito il grande assalto alla diligenza degli incentivi statali. Tanto denaro in arrivo per favorire i progetti ma poca ricchezza in favore dei cittadini dell’isola. Con una distinzione che va fatta subito. I piccoli privati che installano il fotovolaico sul tetto delle proprie abitazioni o a terra per piccole aziende non hanno a che fare con la corsa all’accaparramento dei finanziamenti stratosferici destinati alla costruzioni di serre fotovoltaiche per alimentare produzioni agricole preferibilmente innovative. Le colture misteriose. Un’operazione che ha preso forma negli ultimi anni e che ha scatenato opposizioni durissime, soprattutto nel Mejlogu e nell’Oristanese. Comitati di cittadini, amministratori locali, ambientalisti contestano le procedure seguite da alcune holding internazionali per ottenere l’accesso ai finanziamenti. Operazioni che hanno alimentato molte ombre e contenziosi formali con ricorsi e controricorsi. Il dubbio più corposo riguarda la veridicità delle attività agricole praticate dalle aziende che installano i campi fotovoltaici: agricoltura dichiarata nelle certificazioni presentate dalla società ma, almeno finora, nei casi più eclatanti, non praticata. Coltivazioni ancora fantasma. Eppure è questa, anzi, sarebbe, la condizione fondamentale per ottenere il via libera agli incentivi che sono assegnati, su accurata verifica, dal Gse (gestore dei servizi energetici). In cifre. Il calcolo sugli incentivi è complesso. Ma basta considerare che la Graduatoria delle impianti iscritti al Registro Gse per l’accesso agli incentivi (aggiornata al settembre 2011 ma in costante crescita) conta in Sardegna 39 ditte, 22 delle quali per produzioni superiori a mille kilowatt. Le procedure. Il meccanismo su cui si dovranno chiudere le pratiche nelle prossime settimane va sotto il nome di Quarto Conto Energia riservato agli impianti che avrebbero dovuto entrare in esercizio dopo il 31 maggio 2011 con l’obiettivo di «allineare gradualmente l’incentivo pubblico con i costi delle tecnologie e mantenere stabilità e certezza sul mercato», come spiega il decreto ministeriale del 5 maggio 2011. Il meccanismo prevede l’incentivazione con una tariffa costante per venti anni, più il pagamento di una quota dell’energia prodotta che dovrà essere venduta dal Gse. È il caso di Narbolia, progetto di maggiore impatto: si tratta di un finanziamento calcolato in oltre sette milioni all’anno per venti anni. Più 3,5 all’anno per la cessione dell’energia che il Gse attraverso Enel metterà in rete per il fabbisogno nazionale. La sanatoria. I termini per ottenere la convalida sono stati fissati dal decreto numero 1116 del 27 luglio scorso firmato dall’assessore regionale dell’Agricoltura Oscar Cherchi. I trenta giorni di tempo previsti sono ormai alla scadenza. Il provvedimento della Regione ha suscitato perplessità tra i cittadini che si oppongono alle sterminate estensioni di lastre fotovoltaiche sui terreni agricoli della Sardegna. Il decreto appare come una sanatoria alle procedure che hanno permesso alle grandi aziende di aprirsi la strada verso gli incentivi ma con meccanismi sbrigativi e senza riuscire a rispettare i termini operativi imposti dal ministero. Così le autorizzazioni sono state rilasciate dai Suap (sportelli di assistenza dei Comuni) prevalentemente su autocertificazioni e relazioni agronomiche eccessivamente dettagliate sulle attività e sui progetti di coltivazione agricola. Il fatto è che la competenza sulle autorizzazioni doveva essere della direzione generale dell’Agricoltura della Regione, come rileva lo stesso Cherchi nel suo decreto richiamando una direttiva regionale del 2010 e un provvedimento del suo predecessore Andrea Prato. Così diventa necessario correre ai ripari. Nel frattempo sono state convalidate 21 autorizzazioni rilasciate dai Comuni. Narbolia. Questo progetto è il maggiore, per dimensioni, tra quelli realizzati in Sardegna. Quello che il comitato “S’arrieddu per Narbolia”, protagonista di una dura battaglia per la chiarezza sulla vicenda, ha definito “il mostro”, è stato proposto dalla Enervitabio di Ravenna, sbarcata in Sardegna nel 2008, poi venduto a una holding orientale, al Win Sun di Hong Kong, a sua volta controllata dalla Win Sun Luxemburg: il mosaico è formato da sette progetti realizzati in sette Comuni sardi, e ogni progetto, sembrerebbe per slancio di sensibilità verso le comunità locali, è stato ribattezzato con i nomi dei santi patroni (Santa Sofia a San Vero Milis, Santu Pedru a Padria, San Nicola a Santadi, per citarne alcuni). L’impianto di Narbolia deve produrre 27 megawatt con 107mila pannelli installati su 1614 serre da 200 metri quadrati ciascuna, costruite su 64 ettari sorrette da trentatremilatrecento plinti di cemento armato «conficcati nei migliori terreni agricoli irrigui del nostro paese» contesta il Comitato. Per questo impianto, l’azienda dovrebbe ottenere oltre sette milioni di incentivi all’anno per venti anni e tre e mezzo all’anno per gli stessi vent’anni per la vendita dell’energia prodotta. Milis. Qui il progetto è della Milis Energy spa, controllata dalla Trp Pve Bv legata al grande gruppo cinese Aerospace Automobile Electromechanical Co.Ltd con sede a Shanghai. I lavori per le serre, cominciati nell’aprile 2010, non sono conclusi. E nessuno ha ancora visto ortaggi spuntare dal terreno.

  5. novembre 5, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 novembre 2012
    Pannelli solari su 160 ettari la protesta del Mejlogu. (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121105080401.pdf)
    Cossoine, corteo contro la centrale termodinamica proposta dalla Energo Green «Renderà sterile una piana tra le più fertili e non porterà occupazione». (Mario Bonu)

    COSSOINE. Intere famiglie con bambini, anziani ultraottantenni, ragazzi mai sfiorati dall’impegno politico e vecchi militanti di nuovo in campo dopo anni di “pantofole”. C’era un po’ di tutto, al corteo di protesta contro la centrale solare termodinamica che la società Energo Green vorrebbe realizzare nella piana fra Cossoine e Giave. Uno degli impianti alimentati da energie rinnovabili (vento o sole) che nel Mejlogu hanno suscitato perplessità e contestazioni, così come sta accadendo un po’ in tutta la Sardegna.
    Messaggio alla Regione. C’erano i cossoinesi, soprattutto, ma anche abitanti dei paesi vicini, Giave, Banari, Bessude, Thiesi, tutti uniti per far arrivare la loro voce sui tavoli dove dovranno essere prese le decisioni definitive, quello della Regione in particolare. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di più di duecento persone, si è mossa dal Belvedere di Cossoine, con un serpentone di macchine che ha costeggiato i terreni su cui verrebbero installate le migliaia di specchi parabolici della Energo Green. Due posti di lavoro. Poi è proseguita a piedi, fino a raggiungere gli impianti fotovoltaici di Giave, che hanno offerto una visione di ciò che quel tipo di strutture ha saputo produrre (poco, secondo i contestatori): decine di ettari di ottimo terreno agricolo sommersi di pannelli e acciaio, in cambio di due posti di lavoro, quelli dei vigilantes che presidiano i cancelli della recinzione. «Rovina definitiva». Così il comitato spontaneo che ha dato vita alla manifestazione ha ribadito la propria ferma opposizione all’intervento, «senza se e senza ma, perché a fronte della definitiva rovina di una piana fra le più fertili del Nord Sardegna, non ci sono contropartite che possano compensare il danno subito». Terreni di qualità. «Né è in discussione – è stato ribadito – la validità delle energie alternative e del solare termodinamico in particolare, è che quegli impianti vanno realizzati in siti idonei: aree industriali e zone già degradate, non terreni agricoli di prima qualità come quelli fra Cossoine e Giave».
    Gli oppositori. L’impianto è proposto dalla Energo Green, una società del gruppo Fintel di Pollenza (Macerata): una mega centrale alimentata dal “solare termodinamico” della potenza di 30 megawatt – al momento l’unica e la più grande in Italia, se si esclude l’impianto sperimentale di Priolo, in Sicilia – su una superficie di 160 ettari, di cui 145 in territorio di Cossoine e quindici in territorio di Giave. Contro la centrale si sono pronunciate le assemblee popolari di Cossoine e Giave, il consiglio comunale di Giave all’unanimità. L’amministrazione di Cossoine e la maggioranza che governa il Comune hanno assunto una posizione di “studio”, mentre l’opposizione si è dichiarata contraria. Si oppongono anche le associazioni ambientaliste Amici della Terra, Gruppo di intervento giuridico, Italia Nostra.
    Desertificazione. «A fronte di ricadute tutte da dimostrare – sostengono gli oppositori al progetto – ci sono ben altre contropartite, queste sì pressoché certe che le popolazioni dovrebbero pagare: l’orrendo impatto visivo per i due paesi che si affacciano sulla piana; la desertificazione dei suoli e la loro definitiva sottrazione agli usi agricoli; la probabile captazione delle falde che alimentano i due paesi per ottenere i 450mila metri cubi di acqua/anno necessari per far funzionare l’impianto; la realizzazione di una centrale di supporto a biomasse che non si sa come verrà alimentata; il possibile cambiamento del microclima, per la presenza di 160 ettari di tubi che raggiungono temperature di 550°; il possibile impatto inquinante dei sali fusi e dell’olio diatermico sui terreni; l’impatto sulla fauna (nella zona è tornata a nidificare la cicogna); l’impatto sulle risorse archeologiche della zona».

    Un territorio assediato da serre, specchi e pale.

    Negli ultimi tempi l’intero Mejlogu è stato oggetto di molteplici attenzioni nel campo delle energie rinnovabili. Il progetto della Energo Green prevede la realizzazione di un impianto di solare termodinamico da 30 megawatt. Gli specchi parabolici, ciascuno lungo 100 metri e largo sei, sarebbero 790, per una superficie captante di 662mila metri quadri. Per garantire l’efficienza dell’impianto – i sali fusi devono essere sempre tenuti ad una temperatura superiore ai 260° – dovrà essere realizzata una centrale di supporto che non si capisce bene come verrà alimentata. È dei giorni scorsi la notizia delle 20 pale eoliche della Edison su circa 600 ettari sul Monte Pelao, fra i comuni di Siligo, Bessude, Thiesi, Borutta e Bonnanaro, mentre già da tempo sono stati realizzati due impianti fotovoltaici a Giave, uno su 40 ettari, per una potenza di 6 megawatt, l’altro su 15 ettari.

  6. novembre 11, 2012 alle 11:02 am

    da La Nuova Sardegna, 11 novembre 2012
    Impianto termodinamico: a Cossoine un referendum. L’amministrazione comunale chiarisce la sua posizione rispetto al progetto e si dice pronta a raccogliere le firme per indire la consultazione popolare. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Chiamata ripetutamente in causa per la sua posizione giudicata “attendista” sul progetto del termodinamico a Su Padru e dintorni, l’amministrazione comunale di Cossoine precisa la sua scelta, partendo da un concetto: il diritto dei proprietari a disporre dei propri beni. “Gli amministratori – si legge in una nota diffusa dal Comune – prendono atto che i proprietari hanno ceduto le aree per la realizzazione dell’impianto termodinamico. Si tratta pertanto di un negoziato tra le parti, di fatto precluso al Comune. L’ente locale deve esprimere un parere tecnico in una conferenza di servizi con altri 27 soggetti. Valutata una possibile automatica autorizzazione in caso di corrispondenza alle norme, il Comune ha dato priorità ad una posizione di studio per adottare adeguate controdeduzioni in sede tecnica”. Il documento dell’amministrazione prosegue ricordando che “in linea con la tempistica e in pieno metodo democratico, il consiglio ha valutato il progetto preliminare e lo ha sottoposto alla popolazione in assemblea aperta. Successivamente, sono state adottate le osservazioni, ivi comprese quelle dei cittadini, e ci si è affidati a uno studio legale e a un tecnico di parte”. Il Comune precisa ancora che “al di là delle risposte di Energogreen, verrà convocata un’assemblea con tecnici esterni per informare il paese sulle eventuali criticità. In quell’occasione si aprirà la raccolta delle firme per l’indizione del referendum, pari al 30 per cento dei cittadini iscritti nelle liste elettorali. In tal modo – conclude la nota – il paese valuterà i pro e i contro che scaturiranno dagli studi tecnici, dalle ricadute occupazionali e dal ritorno economico. L’esito orienterà la posizione del Comune, con apertura, in caso di contrarietà, di una stagione di lotta e protesta, naturalmente nella consapevolezza dei rischi legati alla possibilità che l’impianto venga ugualmente realizzato, senza alcun ritorno per il paese e quindi per la comunità”. Il comunicato del Comune ribadisce, in sostanza, le posizioni ripetutamente espresse dal sindaco, Alfredo Unali, in diverse occasioni pubbliche, e formalizzate dal consiglio comunale nella riunione del 17 ottobre scorso, quando sono state adottate le osservazioni da sottoporre al “Savi” (Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali) dell’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente. Importante la decisione di sottoporre a referendum l’impianto termodinamico di Su Padru: ogni cittadino avrà la possibilità di esprimere il proprio parere sul progetto che, finora, ha trovato numerosi oppositori.

  7. mark
    novembre 12, 2012 alle 3:06 pm

    Gli interessi economici delle grandi spa. Sfruttare la Sardegna senza dargli nulla in cambio se non altri problemi.

  8. novembre 16, 2012 alle 2:59 pm

    il popolo dice “no”!

    da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2012
    Tutto Cossoine contro la centrale. Il comitato del “no” al termodinamico ieri ha consegnato 469 firme e una petizione in Comune. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Quattrocentosessantanove: tante sono le firme contro il termodinamico raccolte dal comitato per il “no” e consegnate ufficialmente al Comune. Un numero che, come si legge nel documento che le accompagna, «potrà essere successivamente integrato ulteriormente, in quanto alcuni fogli non sono ancora rientrati». «Ma già 469 – fanno notare i componenti del comitato – rappresentano più che la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto (che a Cossoine sono 772) anche se da esse si volessero togliere le poche decine di firme di quei cossoinesi che risiedono fuori ma che in paese hanno affetti e interessi, e che a Cossoine pagano le tasse». Una folta rappresentanza del comitato si è data appuntamento davanti al palazzo municipale, e poi ha salito le scale per l’aula consiliare, dove le firme sono state consegnate formalmente al segretario comunale. E, insieme alle firme è stata consegnata la petizione sottoscritta dai 469, che chiede «alla vostra amministrazione di prendere atto della volontà espressa dai cittadini e di esprimersi, in merito al progetto, assumendo una chiara posizione contraria alla realizzazione della centrale termodinamica, così come fatto dall’amministrazione del Comune di Giave e dall’Unione dei Comuni per l’eolico di Thiesi». Il documento prosegue motivando l’opposizione al progetto della Energo Green nella piana di Su Padru. «Alla maggioranza dei cossoinesi – si legge – dopo essersi informati, e quindi non a priori, non interessano ulteriori riunioni con tecnici sulla fattibilità dell’opera. La gente – prosegue la petizione – semplicemente non vuole vedere questa centrale nella nostra piana. I vostri concittadini preferiscono continuare a godere di essa così come è: bella, pulita, sana, fertile, verde. I cossoinesi – si legge ancora nel documento – non sono disposti a mercanteggiare e speculare su di essa in cambio di nessun posto di lavoro, fossero anche reali. Essi ritengono che il futuro delle comunità come la nostra risieda nella valorizzazione delle preziose testimonianze del passato, nei beni paesaggistici e ambientali, nella fertilità dei suoi terreni». La petizione è stata presentata sulla base dell’art. 39 dello statuto comunale, che fra le altre cose stabilisce che «se la petizione è sottoscritta da almeno 100 persone, ciascun consigliere può richiedere con apposita istanza che il testo sia posto in discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, da convocarsi entro 30 giorni». E al riguardo, il documento consegnato insieme alle 469 firme, contiene una significativa sottolineatura: «Poiché lo statuto comunale – si legge – riserva alla petizione di cui all’art. 39 la stessa dignità e lo stesso valore della “consultazione” (art. 38) e del “referendum” (art. 41), non prendere in considerazione la suddetta volontà popolare sarebbe a nostro avviso uno sgarbo gravissimo e fortemente offensivo nei confronti delle centinaia di cittadini che si sono già espressi con la firma».

  9. novembre 23, 2012 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 novembre 2012
    Consiglio comunale sul termodinamico. A Cossoine si parlerà del progetto Energo Green contro il quale sono state depositate 469 firme. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Forse domani giungerà ad un epilogo la vicenda che vede su fronti diversi i sostenitori del “no” al termodinamico a Su Padru e l’amministrazione comunale, che ha scelto invece una posizione “di studio” sul problema. Il sindaco ha convocato il consiglio comunale per discutere, come previsto dallo statuto, la petizione popolare sottoscritta da 469 cossoinesi contro il progetto della Energo Green. La riunione è si terrà alle 19, al centro sociale e, considerate le passioni che la vicenda ha mosso negli ultimi tempi, c’è da aspettarsi una larga partecipazione ad un momento in cui si possono decidere i destini del paese. Nel frattempo, lo stesso sindaco Alfredo Unali ha diramato, con pubblicazione anche sul sito del Comune, una nota su carta intestata dell’ente e firma dello stesso primo cittadino, in cui vengono riportate le “controdeduzioni” della Energo Green alle osservazioni del consiglio comunale del 17 ottobre. I nitrati di sodio e potassio e l’olio diatermico – secondo le note della Energo Green – non costituirebbero un problema, in quanto l’impianto avrebbe, in caso di guasto, sistemi di protezione adeguati. La centrale non avrebbe impatto negativo dimostrabile sulla salute della popolazione e dell’ambiente, mentre l’impianto a biomasse sarebbe «dimensionalmente negligíbile ed usato, in via eventuale, per un numero di ore annue molto limitato, con limite teorico di 8000 ore annue, ma con reale utilizzo inferiore alle 800 ore e quantità di biomasse compatibile con risorse reperibili in loco, comunque bypassabile con assorbimento di energia elettrica dalla rete senza alcun impatto». Il limite delle polveri non verrebbe superato «vista la conformazione naturale del sito tale da rendere limitate le opere di movimento terra e la presenza di apparecchiature che in loco dovranno solo essere assemblate». Anche i previsti 400/450mila metri cubi di acqua necessari al funzionamento dell’impianto non avrebbero, secondo le note di Energo Green, impatto sulla falda acquifera. Né vi sarebbero, secondo la società di Macerata, evidenze scientifiche sulla modifica del microclima e sulla desertificazione dell’area. Fin qui le note della società. Una pagina dattiloscritta per ridipingere a tinte rosee una serie di problematiche che hanno impegnato a fondo, e impegnano, autorevoli esperti di diversi settori, e sulle quali non è forse facile trovare risposte definitive. Una cosa sola manca nel documento della Energo Green: l’impatto ambientale. Ed è soprattutto per quello che i sostenitori del “no” si sono schierati, «senza se e senza ma».

  10. novembre 25, 2012 alle 4:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 novembre 2012
    Fotovoltaico, lascia il sindaco di Cossoine.
    Unali annuncia in Consiglio le dimissioni dopo la petizione di 469 cittadini contro la centrale. (Mario Bonu)

    COSSOINE. L’amministrazione comunale di Cossoine si è dimessa. L’annuncio lo ha dato ieri sera il sindaco Alfredo Unali che ha preso atto della volontà espressa dai 469 cossoinesi che hanno firmato una petizione popolare contro il progetto di centrale termodinamica nella piana di Su Padru proposto dalla Energo Green. Unali ha concluso il suo intervento nel consiglio comunale convocato sull’argomento affermando che «di fronte a una situazione di aperta discordanza di posizioni, che in un certo senso rompe il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti instaurato il 31 maggio 2010, al sindaco e alla sua maggioranza non rimane che prendere atto. In politica si prende atto. Per queste ragioni, il sindaco, stretto al suo gruppo “Insieme per Cossoine”, unito e compatto oggi più che mai e ininterrottamente in carica da 12 anni e mezzo, rassegna alla popolazione di Cossoine, al consiglio comunale e al segretario comunale, le proprie dimissioni dall’incarico». Va detto, però, che lo stesso sindaco ha precisato che le dimissioni non sono irrevocabili, per cui, se entro i venti giorni di riflessione previsti dalla legge dovessero verificarsi fatti nuovi, le stesse potrebbero essere ritirate. I fatti nuovi sarebbero il raggiungimento del 30 per cento delle firme degli elettori cossoinesi previste per la convocazione di un referendum sul problema. «Il raggiungimento di tale soglia – ha aggiunto Alfredo Unali – determinerebbe un ripensamento su quanto sottoscritto nella petizione e ricollocherebbe i cittadini nella strada indicata dall’amministrazione comunale, ovvero di una scelta pienamente informata, autonoma, libera, segreta e consapevole sul problema del solare termodinamico a Campu Giavesu». A quel punto, il consiglio comunale – convocato al centro sociale con la partecipazione di centinaia di persone – sì è trasformato in una assemblea aperta, dove gli oppositori al progetto hanno ribadito le ragioni del loro “no”, ricordando quelle che sarebbero innumerevoli implicazioni negative, mentre gli stessi amministratori comunali hanno confermato la loro esigenza di proseguire negli approfondimenti. Il progetto della Energo Green prevede la realizzazione di una centrale di solare termodinamico da 30 megawatt, su una superficie complessiva di 160 ettari di terreno agrario, di cui 145 in territorio di Cossoine e 15 in quello di Giave.

  11. novembre 27, 2012 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 novembre 2012
    TERMODINAMICO. BUFERA IN COMUNE A COSSOINE. Dimissioni con piano di rientro.
    Il sindaco annuncia il referendum della maggioranza e dice: se raggiunge il quorum la gente è con noi. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Il cielo, bisogna dirlo, non era certo sereno vista l’atmosfera carica di profondo pathos emotivo della serata. E tuttavia l’altra sera le dimissioni della maggioranza che amministra il Comune sono cadute come un fulmine su una assemblea di centinaia di persone, che tutto si potevano aspettare tranne che un esito del genere. Anche perché prima del consiglio comunale della serata – convocato per discutere della petizione popolare, sottoscritta da 469 cossoinesi, contro il progetto di solare termodinamico nella piana di Su Padru – in mattinata c’era stato un altro consiglio comunale, in cui era stato approvato il regolamento ed era stato indetto un referendum sull’argomento. Dal che, i più avevano capito che l’amministrazione comunale non intendeva riconoscere la validità della petizione popolare e si accingeva a procedere per proprio conto ad un’altra consultazione dei cittadini. Quando il sindaco Alfredo Unali, dopo una lunga esposizione dei fatti, è giunto alla dichiarazione decisiva sulle dimissioni, l’assemblea è rimasta palesemente spiazzata. Qualcuno ha applaudito, qualcuno interrogava il proprio vicino su quello che realmente stava accadendo. In molti si sono ritrovati a chiedersi: «e ora, cosa succede?» Quello che può succedere lo ha prospettato lo stesso sindaco, facendo intendere che le dimissioni non erano irrevocabili. «Le dimissioni decorrono da oggi, 24 novembre 2012 – ha detto Alfredo Unali – ed il sindaco ha venti giorni di tempo per ritirarle. Il consiglio comunale della mattina di questo 24 novembre ha approvato un regolamento per il referendum, deliberandone il quesito. In questi venti giorni, i cittadini potranno depositare la propria firma ai fini del raggiungimento del quorum del 30 per cento degli iscritti nelle liste elettorali, necessario a poter indire il referendum, primi firmatari gli amministratori di maggioranza». «Il raggiungimento di tale soglia –ha aggiunto il sindaco – determinerebbe un ripensamento su quanto sottoscritto nella petizione e ricollocherebbe i cittadini nella strada indicata dall’amministrazione comunale, ovvero di una scelta pienamente informata, autonoma, libera, segreta e consapevole sul problema del solare termodinamico a Campu Giavesu». Questa posizione è stata poi fortemente contestata nel dibattito, appassionato e teso, che è seguito alle dimissioni. I sostenitori del “no” hanno più volte ribadito che il paese si è già pronunciato con la petizione sulla scelta da fare. Il consiglio comunale era iniziato in un clima di palpabile tensione. Più volte il sindaco è stato interrotto nella sua esposizione, tant’è che ad un certo punto ha chiesto anche l’intervento della forza pubblica per calmare gli animi dei più eccitati, ed ha minacciato di far sgomberare l’aula. Alfredo Unali ha comunque completato la lettura dei tre documenti posti ad apertura della discussione: le controdeduzioni della Energo Green alle osservazioni del consiglio comunale del 17 ottobre; il testo della petizione allegata al deposito delle 469 firme per il “no”; il documento con cui la maggioranza ha motivato le sue posizioni, e che ha avuto l’esito delle dimissioni. Dopo lo scioglimento del consiglio, la riunione si è trasformata in una animata e vibrante assemblea popolare, dove sono state ribadite le ragioni del “no”, mentre i consiglieri di maggioranza hanno difeso le proprie scelte. Fra gli interventi, quelli di Mario Fancellu, Antonello Spanu, Salvatore Sechi. Ma l’intervento di gran lunga più apprezzato e più applaudito è stato quello accorato di Daria Caddia, una dei proprietari dei terreni di Su Padru che ha negato la propria firma alla Energo Green. «È tempo di smetterla con il consumo indiscriminato dei terreni agricoli – ha detto Daria Caddia – bisogna essere contro quel progetto a prescindere dai dettagli tecnici. Dobbiamo difendere il nostro territorio».

    «Siamo uomini e non ominicchi». L’appassionato intervento del sindaco Alfredo Unali prima dell’annuncio.

    COSSOINE. Un aspetto ha colpito in maniera particolare – al di là dei significati del gesto – nella scelta della maggioranza di rassegnare le dimissioni. La strettissima riservatezza che tutti gli interessati hanno saputo mantenere intorno alla vicenda, tant’è che nel paese non era circolata nessuna fuga di notizie in merito, né le centinaia di persone che hanno affollato il centro sociale si sarebbero mai aspettate una cosa del genere. E lo stesso sindaco, Alfredo Unali, nella sua lunga prolusione, è stato bravo a mantenere fino alla fine il riserbo su quell’esito. Ma quando il sindaco ha attaccato con la frase «di fronte ad una situazione di aperta discordanza di posizioni, che in un certo senso rompe il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti instaurato il 31 maggio 2010, al sindaco e alla sua maggioranza non rimane che prendere atto», si è capita la direzione che la maggioranza aveva deciso di prendere. Rivendicando, comunque, con toni appassionati, le proprie scelte. «Ci si augura che la scelta adottata – ha aggiunto Afredo Unali – sgomberi il campo da tutti i dubbi sulla bontà degli amministratori, sulla loro onestà, sulla loro condizione di uomini liberi, svincolati da interessi di sorta, sul loro essere uomini e non ominicchi, sulla loro posizione di completa onestà intellettuale scevra da bugie, condizionamenti o posizioni opportunistiche adottate nell’interesse proprio, anche fosse soltanto politico, e non nell’interesse della popolazione».

  12. dicembre 9, 2012 alle 1:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 dicembre 2012
    Centrale termodinamica: progetto ancora ai raggi X.
    Cossoine, chiusa l’istruttoria alla Regione che adesso potrebbe chiedere la valutazione di impatto ambientale. E intanto si va verso il referendum. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Il Savi (Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali) della Regione ha chiuso l’istruttoria sul progetto della centrale termodinamica di Cossoine. La notizia è trapelata dagli ambienti regionali, anche se non si conoscono i contenuti del rapporto finale che il servizio ha consegnato all’assessore all’Ambiente. Le indiscrezioni dicono di una proposta di assoggettamento a “Via” (Valutazione di impatto ambientale) del progetto. Un esito che, se venisse confermato, imporrebbe alla Energo Green un percorso assai più rigoroso di quanto non sia stato quello del progetto preliminare, per mettere in luce e motivare in maniera scientifica e documentata tutte le implicazioni della idea progettuale proposta. Il passo successivo alla chiusura dell’istruttoria da parte del Savi, sarà quello dell’esame, da parte della Giunta regionale, delle argomentazioni proposte dall’organo tecnico, per l’adozione della deliberazione in merito. Ma al momento, non è dato sapere se l’argomento sarà posto all’ordine del giorno della prossima riunione di giunta, che è convocata per martedì 11, alle 9. Qualche indicazione più precisa la si potrà ricavare dalla pubblicazione dell’ordine del giorno, che di norma avviene qualche giorno prima della seduta. Sul versante locale, invece – ma anche in questo caso si tratta di indiscrezioni, perché gli uffici comunali si sono mostrati particolarmente abbottonati sull’argomento, mentre il sindaco è risultato non raggiungibile – pare che sia stata raggiunta la fatidica soglia del 30% delle firme per l’indizione del referendum sul progetto. Una conferma indiretta verrebbe dal fatto che – mentre il sindaco in occasione delle clamorose dimissioni presentate il 24 novembre, al termine della riunione del consiglio comunale che doveva pronunciarsi sulla petizione popolare contro la centrale, aveva detto che gli uffici e la biblioteca comunale sarebbero rimasti aperti tutti i giorni, compresi quelli festivi, dalle 8 alle 21 – nel giorno dell’Immacolata Concezione e nella giornata odierna, domenica, gli uffici sono tutti chiusi. E per la prossima settimana, la raccolta delle firme proseguirà solamente nei locali comunali e negli orari d’ufficio. Se questo fosse, scatterà quel “piano di rientro” di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, perché, come lo stesso sindaco, Alfredo Unali, aveva detto nella sua relazione al consiglio, «il raggiungimento di tale soglia determinerebbe un ripensamento su quanto sottoscritto nella petizione e ricollocherebbe i cittadini nella strada indicata dall’amministrazione comunale, ovvero di una scelta pienamente informata, autonoma, libera, segreta e consapevole sul problema del solare termodinamico a Campu Giavesu». Verosimilmente, perciò, si andrà al referendum. Una scelta che il comitato del “No” aveva giudicato superflua, offensiva per coloro che già si erano espressi, inutilmente dispendiosa, essendo che la stragrande maggioranza del paese si era già pronunciata contro la centrale, con la petizione popolare sottoscritta da 469 cossoinesi.Una cosa, però, auspicano in molti: che la campagna referendaria si svolga all’insegna della correttezza e della lealtà, nella consapevolezza che è in gioco il futuro del paese, e non qualche piccolo interesse di bottega.

  13. dicembre 11, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2012
    Impianto solare al vaglio della giunta. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Come anticipato, il progetto del termodinamico di Cossoine verrà discusso dalla giunta regionale nella seduta di oggi. Al n. 49 dell’ordine del giorno risulta infatti iscritta la “Procedura di verifica ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006, relativa al progetto di un «Impianto solare termodinamico da 30 MW nei comuni di Giave e Cossoine , località Campu Giavesu». Proponente: EnergoGreen Renewables s.r.l.” L’argomento sarà illustrato dall’assessore all’Ambiente, Andrea Biancareddu, che da poco ha sostituito il dimissionario Giorgio Oppi. La giunta dovrà valutare le conclusioni del “Savi” (Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali) che, sulla base di quanto previsto dall’art. 20 del decreto legislativo 152/2006, “Norme in materia ambientale”, ha svolto la “verifica di assoggettabilità”. Lo stesso articolo prevede i possibili esiti della verifica: “se il progetto non ha impatti negativi e significativi sull’ambiente, l’autorità competente dispone l’esclusione dalla procedura di valutazione ambientale e, se del caso, impartisce le necessarie prescrizioni; se, invece, il progetto ha possibili impatti negativi e significativi sull’ambiente si applicano le disposizioni degli articoli da 21 a 28”, che prevedono, fra le altre cose, l’elaborazione dello studio di impatto ambientale, e la presentazione dell’istanza con allegato, lo studio e il progetto definitivo dell’intervento. Ora si tratterà di aspettare le decisioni della giunta, sempreché la stessa riesca ad esaurire un ordine del giorno che, con i suoi cinquanta punti, si presenta nutrito.

  14. dicembre 14, 2012 alle 2:53 pm

    da oggi la deliberazione Giunta regionale n. 48/37 dell’11 dicembre 2012 è visibile (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_423_20121214122543.pdf): il progetto dovrà essere sottoposto all’ulteriore procedimento di valutazione d’impatto ambientale. 😉

    da La Nuova Sardegna, 14 dicembre 2012
    No al termodinamico, la parola agli agricoltori. Oggi a Cossoine si tiene una nuova assemblea organizzata dal Comitato che si oppone alla realizzazione di un impianto da 30 Mwe a Campo Giavesu. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Il Comitato per il “No” al termodinamico prosegue con la sua attività di mobilitazione e informazione sull’impianto da 30 Mwe proposto dalla società Energo Green. Domani (sabato), con inizio alle 18,30, nel salone parrocchiale, si terrà una assemblea con le organizzazioni più direttamente interessate alla difesa del suolo: la Coldiretti e la Cia (Confederazione italiana agricoltura). Al centro della discussione, le caratteristiche colturali della piana di Su Padru e Campu Giavesu, la sua vocazione agricola, le sue potenzialità produttive. La giunta regionale, intanto, ha adottato la delibera sulle conclusioni del Savi (Servizio ambiente e valutazione impatti) in merito al progetto della società di Macerata. Sul sito della Regione compare da qualche giorno l’oggetto della delibera, la n. 48/37 del 11.12.2012, “Procedura di verifica ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006, relativa al progetto di un impianto solare termodinamico da 30 MW nei Comuni di Giave e Cossoine, località Campu Giavesu. Proponente: EnergoGreen Renewables s.r.l.”, ma il testo non è stato ancora caricato, per cui si tratterà di aspettare qualche giorno per conoscere le decisioni della giunta. L’altro aspetto parallelo a tutta la vicenda, è quello delle dimissioni del sindaco e della maggioranza che amministra il Comune di Cossoine. Essendo state presentate nel corso del consiglio comunale del 24 novembre, i 20 giorni previsti dalla legge per il loro ritiro scadono oggi, per cui nella data odierna si dovrebbero conoscere le decisioni dell’amministrazione. La condizione posta dal sindaco era il raggiungimento del quorum del 30 per cento delle firme per l’indizione del referendum. Ma, a parte le indiscrezioni riportate nei giorni scorsi, anche su questo non è stato ancora fornito il dato ufficiale.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: