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Abbattere i Cervi a Vetulonia, ecco il “grave” problema ambientale della Provincia di Grosseto.


branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

 

E’ veramente incredibile.

Il territorio della Provincia di Grosseto non può sopportare una ventina di Cervi europei (Cervus elaphus), così ha sentenziato recentemente l’Ente locale.

Saranno eradicati, cioè abbattuti tutti quanti, in base al programma di caccia di selezione elaborato in base al Regolamento provinciale per la gestione faunistica di cervidi e bovidi (deliberazione Consiglio provinciale n. 35 del 31 maggio 2004) e del Piano faunistico-venatorio provinciale.

La loro colpa è quella di entrare negli oliveti e nei vigneti per mangiare, con danni che gli agricoltori definiscono devastanti, anche se ampiamente indennizzati dalla Regione Toscana, come ammettono le stesse organizzazioni di categoria.  Devastazioni presenti soprattutto nelle campagne di Vetulonia, splendido borgo medievale d’origine etrusca finora noto per l’antico gioco della palla 21, ma ora anche per la prossima strage gratuita di cervi.    Eradicazione o strage che dir si voglia, ma che rientra in quella mentalità poco ecologica evidentemente propria di tanti amministratori pubblici in Toscana, che solo un anno fa pensavano di aprire per legge anche il safari al Cervo, al Daino, al Capriolo.

Toscana, oliveto

Banalissima alternativa: catturare quella sporca ventina di cervi e trasferirla in qualche area naturale protetta, per esempio. Dal parco naturale regionale della Maremma al parco nazionale delle Foreste Casentinesi, al Monte Amiata, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, in Toscana.

Una strage annunciata che macchia indelebilmente la tanto sbandierata sensibilità ecologica toscana.  Ma la Provincia di Grosseto sarebbe ancora in tempo per scelte alternative eticamente e naturalisticamente corrette.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

da Il Tirreno, 20 ottobre 2012

Vetulonia, caccia al cervo via libera agli abbattimenti.

I grossi ungulati sono proliferati senza controllo e ora minacciano gli olivi e le viti Autorizzato l’Atc 7 a programmare gli interventi, da gennaio fino a primavera. Enrico Giovannelli

VETULONIA. Caccia al cervo a Vetulonia. A confermare gli abbattimenti programmati è la Provincia di Grosseto, ribadendo un programma simile come già era avvenuto lo scorso anno. A Vetulonia infatti, da qualche tempo sono proprio i cervi a creare qualche grattacapo. Gli animali oltre a proliferare hanno incominciato a scorrazzare liberamente per i campi, e a farne le spese sono soprattutto gli olivi, di cui questi ungulati vanno ghiotti che vengono “scarnificati”, ma anche i vigneti sono stati presi di mira e i vivai. Senza contare che qualche automobilista se li è pure trovati in mezzo alla strada.

Un problema sentito insomma, visto che i cervi sono alloctoni, cioè importati, e non si configurano con le caratteristiche del territorio maremmano. E quello che un paio d’anni fa sembrava un problema da poco, si è di fatto ripetuto anche in questa stagione, con l’autorizzazione così per degli abbattimenti. I cervi, come è scritto nella determina emanata dalla Provincia, a firma del responsabile Massimo Machetti, sono circa una ventina, e la “richiesta di eradicazione è stata inoltrata dall’Ambito di caccia Grosseto 7”. Dopo i vari pareri richiesti, anche all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale di Bologna, e all’Ispra, si è deciso di provvedere ad autorizzare i cacciatori abilitati. Gli abbattimenti inizieranno a inverno inoltrato e fino alla primavera, in tempo di caccia aperta dunque. Quattro i punti che dovranno rispettare i cacciatori: un intervento in regime di controllo per la completa rimozione del nucleo dei cervi; che gli interventi dovranno essere effettuati con metodi selettivi e di basso impatto sulle altre componenti della biocenosi (tiro da appostamento o alla cerca con arma a canna rigata, eventualmente anche di notte con l’ausilio di sorgenti luminose); previa adeguata tele prenotazione, dall’entrata in vigore della determina, sino al raggiungimento degli obbiettivi preposti e di contemplare l’attivazione di recinti di cattura in caso di scarsa contattabilità degli animali; di trasmettere l’atto all’Ambito territoriale di Caccia Grosseto 7, e al comandante del corpo di polizia Provinciale di competenza.

Toscana, oliveto

Nel 2011 si erano registrati tre abbattimenti di cervi, considerando che la “famiglia” era cresciuta intorno alla dozzina. Con le fecondazioni estive la stima adesso parla di circa 20 esemplari. Walter Massetti, consigliere delegato alla caccia del Comune di Castiglione, ha sottolineato: «Sappiamo che questi animali stanno creando dei disagi, soprattutto nella zona di Vetulonia. A causa anche della siccità, a farne le spese sono stati gli olivi e i vigneti, e non di rado gli animali si spingono anche sulle strade. Gli abbattimenti sono stati programmati da tempo».

(foto E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 2, 2012 alle 8:06 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Maurizio B
    novembre 2, 2012 alle 1:04 pm

    Salve,
    una proposta,
    perché non gli adottate, pagando di tasca vostra tutti i danni causati agli agricoltori, sarebbe bello per Noi dire abbiamo adottato una ventina di cervi.
    Mentre gli agricoltori e cacciatori non potrebbero abbatterli, non avrebbero più diritti!
    Sarebbe un esempio per tutte le associazioni.
    venti cervi consumano 600 kg circa di cibo al giorno. 365 giorni l’anno aumentando un trenta per cento nel periodo riproduttivo.
    Io naturalmente vorrei contribuire!
    un amante dei cervi..

    • novembre 2, 2012 alle 1:36 pm

      vedi, Maurizio, se fosse possibile, lanceremmo proprio una proposta simile.
      Ma non è possibile, perchè la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato per legge (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.).
      Ci sono gli indennizzi, a fronte di danni effettivi da parte della fauna selvatica, pagati con soldi pubblici, cioè anche con le nostre imposte.
      Ci sono però soluzioni alternative, a iniziare dagli erbari, condotti dagli stessi agricoltori, per cui possono essere acquisiti anche fondi comunitari.
      Possono, inoltre, essere catturati e liberati in aree naturali protette, come abbiamo proposto e come si è fatto in tante altre occasioni.

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