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Il capogruppo dei bracconieri.


Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Il capogruppo del Partito Democratico al Comune di Nuoro, Antonello Canu, medico (53 anni) è stato fermato e denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale in flagranza di reato di bracconaggio. Insieme a lui Salvatore Bassu, imprenditore olianese (62 anni).  Avevano appena ucciso un Cinghiale (Sus scrofa meridionalis) all’interno dell’oasi di protezione faunistica del Monte Ortobene (Nuoro).

Cacciatori e, all’occorrenza, bracconieri.  Benestanti, non poveracci costretti dalla fame.

Il nostro sostegno và al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, impegnati quotidianamente insieme alle altre Forze dell’ordine nel contrasto al bracconaggio, attività che cerchiamo di sostenere concretamente con specifiche campagne anti-bracconaggio.

Sarebbe il caso – una volta tanto – che anche le associazioni venatorie , sempre pronte a versare fiumi di parole per pretendere stagioni di caccia tanto più lunghe quanto illegittime, ne dicessero pubblicamente almeno una su questi loro colleghi che praticano la caccia illecita.   Se non altro per marcare una netta distanza da questi “compagni che sbagliano”.    In casi come questo il silenzio sa troppo di tolleranza o, peggio, di tacita approvazione.

Peggio ancora il politico di turno: decenza vorrebbe che si dimettesse subito e che, in caso contrario, lo imponesse il Partito Democratico.    Lo farà?   Si accettano scommesse…

Amici della TerraLega per l’Abolizione della CacciaGruppo d’Intervento Giuridico

Cinghiale (Sus scrofa)

 

da L’Unione Sarda on line, 23 settembre 2012

Nuoro, denunciati due bracconieri. Tra loro capogruppo Pd in Comune.

Antonello Canu, medico e capogruppo Pd nel consiglio comunale di Nuoro, è stato sorpreso dalla Forestale mentre cacciava in un’area protetta. E’ stato denunciato insieme al compagno di battuta: un noto imprenditore nuorese.

C’è anche un insospettabile tra i bracconieri nuoresi che, dopo aver abbattuto abusivamente un esemplare di cinghiale sono stati fermati e denunciati, in flagranza di reato, dagli agenti del Corpo forestale della Stazione di Nuoro e del Nucleo investigativo di polizia giudiziaria. E’ Antonello Canu, 53 anni, medico e capogruppo Pd in Consiglio comunale. Con lui un noto imprenditore di Oliena: Salvatore Bassu, di 62 anni. Il fatto e’ accaduto nelle campagne intorno a Nuoro, in località Caparedda. L’Ispettorato dipartimentale delle Foreste aveva predisposto un servizio di prevenzione antibracconaggio nell’Oasi di Protezione faunistica del Monte Ortobene. Dopo aver sequestrato l’esemplare di fauna selvatica abbattuto abusivamente e le armi, legalmente detenute, i due sono stati denunciati per bracconaggio in tempo e zona di divieto.

 

 

 

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

da La Nuova Sardegna, 23 settembre 2012

A CACCIA NELL’OASI FAUNISTICA. Bracconaggio sull’Ortobene: due denunceTiziana Simula

NUORO. In trappola due bracconieri: Antonello Canu, 53 anni, consigliere comunale e capogruppo del Pd, responsabile del servizio di medicina di base dell’Asl di Nuoro, e un imprenditore di Oliena, Salvatore Bassu, 62 anni, denunciati a piede libero per bracconaggio in tempo e zona di divieto. Gli agenti del corpo forestale della stazione di Nuoro e del nucleo investigativo di polizia giudiziaria, li hanno scoperti in flagranza di reato dopo aver abbattuto un cinghiale. Ucciso non solo in un periodo in cui la caccia è chiusa ed è quindi proibito esercitare l’attività venatoria, ma anche in una zona dove vige il divieto: l’oasi di protezione faunistica del Monte Ortobene. I due cacciatori sono rimasti incastrati nella rete dei controlli del corpo forestale, che da tempo tenevano d’occhio la zona di “Caparedda”, dove è stato scoperto, appunto, l’episodio di bracconaggio. La denuncia è scattata venerdì notte, intorno alle 21, durante un servizio antibracconaggio attivato dal corpo forestale proprio per contrastare l’attività illegale delle doppiette, diffusa anche sul Monte Ortobene, nonostante sia un’area protetta.

 

Bracconaggio sull’Ortobene: due denunce. Fermati vicino a un cinghiale appena ucciso il capogruppo del Pd e un imprenditore di Oliena. 

NUORO. Da cacciatori a preda. Questa volta nella trappola ci sono finiti loro, un consigliere comunale di Nuoro, Antonello Canu, 53 anni, capogruppo del Pd, medico, e un imprenditore di Oliena, Salvatore Bassu, 62 anni, denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria per bracconaggio in tempo e zona di divieto. Gli agenti del corpo forestale della stazione di Nuoro e del nucleo investigativo di polizia giudiziaria, li hanno scoperti «in flagranza di reato» dopo aver abbattuto illegalmente un cinghiale. Ucciso non solo in un periodo in cui la caccia è chiusa ed è quindi proibito esercitare l’attività venatoria, ma anche in una zona dove vige il divieto: l’oasi di protezione faunistica del Monte Ortobene. I due cacciatori sono rimasti incastrati nella rete dei controlli del corpo forestale, che da tempo tenevano d’occhio la zona di Caparedda, dove è stato scoperto, appunto, l’episodio di bracconaggio. La denuncia è scattata venerdì notte, intorno alle 21, durante un servizio antibracconaggio attivato dal corpo forestale proprio per contrastare l’attività illegale delle doppiette, diffusa anche sul Monte Ortobene, nonostante sia un’area protetta. Gli uomini del corpo forestale e del nucleo investigativo di polizia giudiziaria vigilavano da circa un mese, in particolare, nella zona di Caparedda, dove erano state trovate tracce nelle poste lasciate dai bracconieri, e da dove erano stati sentiti più volte i colpi di fucile. Gli agenti hanno così dato il via all’attività investigativa e agli appostamenti, aspettando pazientemente il momento giusto per uscire allo scoperto e bloccare la caccia illegale. Momento arrivato due notti fa, quando hanno fermato in flagranza di reato i due cacciatori di Nuoro e Oliena. Sequestrato il cinghiale appena abbattuto insieme alle loro armi, detenute legalmente, i due sono stati denunciati a piede libero. Canu, interpellato, ha preferito non fare dichiarazioni in merito alla vicenda. In una nota, il Corpo forestale fa sapere che «il servizio antibracconaggio ha visto impegnato il personale per tutto il periodo estivo, consentendo di raggiungere ottimi risultati in termini di prevenzione e di repressione, l’ultimo dei quali, il 2 settembre scorso, sul Montalbo di Siniscola, con il fermo di un altro bracconiere».

Sardegna, bosco

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. settembre 23, 2012 alle 2:05 pm

    In vergognosi casi del genere, GALERA e gettare vie le chiavi della cella!

  2. settembre 23, 2012 alle 2:07 pm

    Reblogged this on barbatustirolese.

  3. icittadiniprimaditutto
    settembre 23, 2012 alle 4:01 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. sergio buscarini
    settembre 23, 2012 alle 4:17 pm

    Comportamento criminale da punire severamente con una lunga permanenza in carcere !
    Nonostante l’assurdo ed esagerato calendario venatorio, questi “signori” pretendono ancora di più per l’irrefrenabile gusto di uccidere … VERGOGNA !!!

  5. Barbara Dessi
    settembre 23, 2012 alle 4:30 pm

    Il giorno 23/set/2012 13:58, “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus” ha scritto:

    > ** > gruppodinterventogiuridicoweb posted: ” Cinghiali (Sus scrofa > meridionalis) Il capogruppo del Partito Democratico al Comune di > Nuoro, Antonello Canu, medico (53 anni) stato fermato e denunciato dal > Corpo forestale e di”

  6. capitonegatto
    settembre 23, 2012 alle 5:17 pm

    I furbi e i disonesti quando beccati devono pagare indipendentemente dal loro colore politico, e magari non da mandare in convento. Diverso e’ il discorso sulla non affidabilita’ del politico che viola le leggi, e qui deve intervenire chi quel politico lo ha appoggiato e fatto nominare.
    Ma visto la faccia tosta che hanno questi personaggi non si puo essere ottimisti.

  7. Bolgaroni Maurizio
    settembre 23, 2012 alle 5:33 pm

    Se la notizia e’ vera, siamo proprio rappresentati da dei veri galantuomini rispettosi delle leggi.

  8. Occhio nudo
    settembre 23, 2012 alle 10:41 pm

    non si dimetterà perchè “sono stato eletto dal popolo e ho il dovere di amministrare per il bene della collettività, dimettermi sarebbe da irresponsabile”, più o meno dirà così, come fanno abitualmente.

  9. settembre 24, 2012 alle 2:57 pm

    qualcuno pensava che Antonello Canu, il capogruppo P.D. al Consiglio comunale di Nuoro, si dimettesse? Nooooooo, ma quando mai? E’ una “strumentalizzazione politica”, afferma risoluto il capogruppo dei bracconieri, il suo è un fulgido esempio di “attaccamento alle istituzioni”. Attaccamento con la mitica Colla Artiglio. 😉

    da La Nuova Sardegna, 24 settembre 2012
    Bracconaggio, bufera su Canu Il consigliere: «Non mi dimetto».
    Dopo la denuncia del capogruppo Pd da parte della Forestale, si scatenano polemiche e commenti Saiu (Pdl): «Gli uomini di governo devono dare il buon esempio». E sul web esplode l’ironia. (Tiziana Simula)

    NUORO. Il giorno dopo la denuncia per bracconaggio del capogruppo del Pd Antonello Canu, sorpreso dal corpo forestale dopo aver ucciso un cinghiale nell’oasi del monte Ortobene, insieme all’imprenditore di Oliena Salvatore Bassu, la domanda che circola insistente in città, rimbalzando dai tavolini dei bar alle pagine di facebook, è una: “Ora, Canu si dimetterà?” Neanche per idea. L’esponente del Partito democratico non ne ha alcuna intenzione. E, anzi, grida alla strumentalizzazione politica. «È una questione personale e non un caso politico – attacca il consigliere, dando libero sfogo al suo pensiero, dopo un attimo di reticenza –. Nessuno pensi di strumentalizzare la vicenda. Mi sento sereno, il mio gruppo mi ha manifestato la sua solidarietà e porterò avanti il mio mandato onorevolmente e con la stessa passione di sempre. Quello che è accaduto non intacca il mio impegno politico: ci attende un autunno molto impegnativo, che prospetta nuovi scenari, per i quali sono molto preoccupato. C’è grande fermento, ed è di questo che si dovrebbe parlare». Niente dimissioni, dunque. Ma se Antonello Canu vorrebbe scindere il fatto personale dal caso politico, della stessa idea non è il capogruppo del Pdl, Pierluigi Saiu, secondo il quale la vicenda assume risvolti politici che il Pd non potrà fare a meno di considerare. Così, perlomeno, si augura l’esponente di opposizione. «Se rimaniamo sul piano della battuta, direi che è un assist per il sindaco perché semplifica il quadro del rimpasto – dice Saiu –. Ma si tratta di una questione seria, visto che si parla di un uomo di governo. Di un capogruppo che è a guida di tredici consiglieri, in grado di condizionare le scelte del sindaco e dell’amministrazione comunale. A ciò, si aggiunge il fatto che i cittadini si aspettano dagli uomini di governo un comportamento diverso: non possiamo permetterci di avere una soglia della legalità bassa, dobbiamo essere all’altezza del mandato che ci hanno dato gli elettori. Dopo quello che è successo, laddove le accuse venissero confermate, ci vorrebbe davvero un bel coraggio a presentarsi in consiglio comunale per parlare di Ortobene e di difesa dell’ambiente. Qualcuno, nel Pd, la questione dovrà porsela». Nel frattempo, sul web, fin dalla prima mattinata di ieri, si sono scatenati i commenti più disparati e per nulla teneri da parte dei nuoresi, che non hanno risparmiato battute ironiche nei confronti del loro concittadino rappresentante dell’amministrazione comunale. Nelle bacheche si legge di tutto. C’è chi chiede, appunto, cosa farà ora il capogruppo: “Si dimetterà?” Chi ironizza sulle giustificazioni che Canu potrebbe utilizzare in sua difesa, e chi reinventa il logo del Pd, inserendo l’immagine di un cinghiale. E non mancano le frecciate neanche da parte dei politici, come quella dell’assessore provinciale ed ex assessore comunale Ivo Carboni, che “posta” un link alla celebre canzone di Battiato “L’era del cinghiale bianco”. Un argomento destinato a tenere banco ancora a lungo, anche perché l’Ortobene è un tema da sempre al centro del dibattito politico.

    da L’Unione Sarda on line, 24 settembre 2012
    Nuoro, denunciato per caccia di frodo. Il Pd: “Il capogruppo Canu si dimetta”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/288804

    • settembre 25, 2012 alle 2:59 pm

      e alla fine si dimette, ma solo da capogruppo: rimarrà consigliere-bracconiere “semplice”.

      da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2012
      BRACCONAGGIO. LA MAGGIORANZA NELLA BUFERA. Canu si dimette da capogruppo del Pd. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/09/25/news/bracconaggio-canu-si-dimette-da-capogruppo-del-pd-1.5752987) Le pressioni del sindaco e del partito lo hanno convinto a gettare la spugna. Ma resta in consiglio comunale. (Giovanni Bua)

      NUORO. E alla fine Antonello Canu si è dimesso, dopo una giornata di faccia a faccia, telefonate, microvertici formali e informali, segreterie riunite e “moral suasion” più o meno velate. Alle 21 l’ormai ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, pescato venerdì dalla Forestale con un cinghiale appena cacciato nell’area protetta dell’Ortobene e denunciato per bracconaggio, ha preso carta e penna e scritto a consiglieri, sindaco e assessori: «Come è noto, nei giorni scorsi sono rimasto coinvolto in un fatto del quale è stato ampio risalto dagli organi di informazione. Poiché non intendo arrecare pregiudizio alcuno all’immagine del gruppo consiliare, né offuscare la laboriosa azione politica del sindaco e della sua giunta, verso cui confermo la mia volontà di collaborazione e di condivisione e al fine di poter affrontare la vicenda con la necessaria serenità nelle sedi competenti, rassegno con effetto immediato le dimissioni da capogruppo in consiglio comunale, con l’auspicio che il mio gesto, improntato alla massima responsabilità, serva per un verso a ristabilire la necessaria serenità nell’ambito del consiglio e per altro verso a evitare sterili strumentalizzazioni da parte di chicchessia. Vi sono grato per la collaborazione che mi avete offerto in questi anni, con l’auspicio che il rapporto personale con tutti resti immutato». Parole arrivate dopo una giornata di tensioni e di silenzi. Con i telefonini dei vertici del Pd che squillavano a vuoto. E segretario provinciale, cittadino, sindaco, presidente della Provincia che, con vari animi e varie sfumature, spiegavano a Canu che le dimissioni, almeno da capogruppo, erano indispensabili. Anche perché la tensione da casa Pd (dove comunque non son mancati gli inviti a Canu ad andare avanti) si stavano rapidamente allargando in maggioranza. Con l’Idv che, garbatamente («massimo rispetto della persona, che come tutti i cittadini ha il diritto di difendersi dalle accuse senza clamori o indebite pressioni») quanto fermamente («ci aspettiamo un passo indietro, perché è evidente che decisioni diverse minerebbero la credibilità dei ruoli istituzionali, determinando sconcerto fra i cittadini») chiedeva le dimissioni. E la protesta che, a vari livelli e con vari obiettivi, iniziava a montare. Abbastanza da convincere Canu a rompere gli indugi, e a rendere pubblica la richiesta di dimissioni che sarà protocollata questa mattina. Durissima in mattinata la Base. «Che il consigliere Canu si dimetta o no – attacca il coordinatore cittadino Alessandra Corrias – è diventato ormai fatto secondario. Che il suo sindaco o il suo segretario cittadino riescano dopo tre giorni a elaborare un concetto di senso compiuto relativo alla vicenda sarebbe atto tardivo e irrilevante. Il caso-Canu non è solo un episodio di bracconaggio che coinvolge un amministratore. Non è un “fatto personale”. Non è una pagliacciata ispiratrice di goliardate su facebook. Lo ripetiamo da mesi: quello che manca in questa città è una guida politica. La non-reazione immediata al caso-Canu è la dimostrazione della malafede di un governo cittadino talmente distratto dal mantenimento di equilibrismi da circo da non riuscire più a distinguere cosa è giusto o è sbagliato. L’intervento di ora invece sarebbe dettato solo dal calcolo su cosa sia più conveniente fare».

      • settembre 27, 2012 alle 2:43 pm

        da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2012
        Bracconaggio al Monte, caccia a Canu. L’opposizione chiede un dibattito sull’Ortobene : «Lo facciamo per dimostrare che deve dimettersi anche dal consiglio». (Giovanni Bua)

        NUORO. Il «passo di lato» di Antonello Canu, che lunedì si è dimesso da capogruppo del Pd dopo essere stato pescato dalla Forestale cacciando sul Monte Ortobene e denunciato per bracconaggio, non basta alle opposizioni. Che chiedono che Canu, che non ha lasciato né il gruppo Pd né tantomeno il consiglio, rassegni le sue «vere» dimissioni. Una richiesta rafforzata da un ordine del giorno “esemplificativo”, presentato da tutte le opposizioni (meno l’Udc) che spiega quali difficoltà il consigliere cacciatore potrebbe incontrare se proseguisse la sua attività d’aula: «L’atto – spiegano Pierluigi Saiu, Marcello Seddone e Antonello Mercurio, a nome dei rispettivi gruppi, insieme a Paolo Manca – mira a impegnare la giunta comunale all’adozione di tutti i provvedimenti necessari e a tutte le azioni utili alla valorizzazione del Monte Ortobene e alla sua tutela, soprattutto rispetto ai fenomeni di incuria, vandalismo e bracconaggio». «Non si tratta di una provocazione – spiega Pierluigi Saiu, – ma parlare di Monte adesso servirà a fare chiarezza su molti aspetti, soprattutto alla luce della vicenda che ha visto protagonista l’ex capogruppo Pd Antonello Canu. Considerare quella vicenda soltanto privata non sarebbe onesto. Che un consigliere, di giorno, in aula, parli in un modo e poi invece, nottetempo, si comporti in maniera opposta rappresenta un problema di credibilità. E il tema della credibilità è centrale in questa vicenda. Come farà adesso la maggioranza a discutere in maniera convincente di tutela del Monte Ortobene, della sua difesa da vandali e bracconieri? Ecco perché non si tratta di un fatto privato. Ecco perché il Consiglio se ne deve occupare, pur non avendo strumenti per provocare le dimissioni di un consigliere. Perché il passo indietro rispetto alla carica di capogruppo non basta. Il problema non è togliere dall’imbarazzo il sindaco o il Pd. Il problema è capire come chi siede in quell’assemblea sia credibile quando si esprime e il consigliere Canu, pur non essendo più capogruppo, rimanendo al suo posto di consigliere, così come in passato, potrà di nuovo votare su tutte le questioni relative al Monte, comprese quelle norme così rigorose in fatto di caccia contenute nel piano di gestione che prima o poi arriverà in aula. Il Monte Ortobene è troppo importante per questa città e non è pensabile che qualcuno preferisca non parlarne per evitare imbarazzi. Noi non siamo disposti ad accettare logiche di questo tipo e per questo motivo vogliamo riproporre subito un dibattito sul tema. Senza paura e senza vergogna, almeno da parte nostra». «Quest’ordine del giorno – sostiene Marcello Seddone – nasce dall’esigenza di riportare il Monte Ortobene al centro del dibattito politico. Il Consiglio comunale ha approvato la mozione del collega Murgia la quale, seppur in maniera generica, aveva il merito di invitare a interessarsi del Monte. A distanza di quasi sei mesi da quel dibattito le linee generali e le cose generiche indicate in quella mozione sono rimaste nei libri dei sogni. La nostra intenzione è quella di avanzare una vera e propria sfida politica alla Giunta e alla maggioranza che paiono più attente a complessi ragionamenti su come distribuire i posti a tavola che non ad attuare quanto previsto nelle delibere consiliari e nei propri programmi».

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