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Sequestro penale e sgombero del campo nomadi di Cagliari.


Cagliari, incendio di rifiuti presso il campo nomadi

 

 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono forte soddisfazione per i recenti provvedimenti della magistratura (sequestro penale) e del Comune di Cagliari (ordinanza di sgombero)  che pongono finalmente termine a quella situazione indegna di una Città che si definisce civile rappresentata dal campo nomadi comunale di Cagliari, ormai divenuto una vera e propria bomba ecologica, sanitaria, sociale.

La gravissima situazione ambientale e socio-sanitaria, unitamente ai crescenti problemi di convivenza civile e ordine pubblico è stata oggetto di svariate denunce inoltrate dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti, illustrate – insieme al comitato di residenti e operatori economici dei quartieri cagliaritani interessati (Mulinu Becciu, San Michele) – al Procuratore della Repubblica di Cagliari Mauro Mura nel corso di un incontro e al Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che aveva fornito assicurazioni per la soluzione dei problemi.

In seguito all’indagine della D.I.A. cagliaritana sul traffico di rifiuti speciali incentrato proprio sul campo nomadi, le Istituzioni hanno iniziato a rispondere positivamente alle richieste ecologiste e dei cittadini.  E i primi a beneficiarne saranno proprio i rom onesti.    Fatto decisamente importante soprattutto dopo la scoperta e la pubblicizzazione di incredibili sprechi di cospicui fondi pubblici degli anni scorsi.

E’ ora finalmente giunto il momento di adottare soluzioni definitive da parte dell’Amministrazione comunale di Cagliari e delle altre amministrazioni pubbliche competenti.  Cagliari non può che divenirne una città migliore.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi

 

 

 

 

dal sito istituzionale web del Comune di Cagliari, 7 giugno 2012

Campo rom di Cagliari: Zedda firma l’ordinanza per lo sgombero definitivo.

Provvedimento necessario per tutelare salute e ambiente. L’area è divenuta assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani, di cui molti bambini. I servizi sociali si attiveranno per l’inclusione sociale della comunità. Il sindaco Massimo Zedda, visto il decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Cagliari, ha firmato nel pomeriggio l’ordinanza che ha come obiettivo quello di “tutelare i beni fondamentali della salute e dell’ambiente”, considerata la situazione del campo rom sulla 554 “assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani”, e in particolare dei 93 tra bambini e donne in stato di gravidanza sulle 157 persone che vivono nell’area.

Il provvedimento prevede la revoca di ogni autorizzazione alla permanenza nel campo stesso, l’elaborazione di un piano di intervento che riguarda le operazioni di rimozione e avvio a smaltimento o recupero dei rifiuti presenti e l’eventuale successiva bonifica dell’area, incluso il sottosuolo.

Il decreto del Tribunale nomina il sindaco custode giudiziale del campo: all’attività di pulizia e alla messa in sicurezza del sito corrisponderanno tutte le misure utili per far sì che l’area sia interdetta a qualunque ulteriore conferimento di rifiuti e ai conseguenti incendi di materiale che contribuiscono all’inquinamento atmosferico.

All’assessorato ai Servizi Sociali il compito di procedere a tutte le attività di inclusione sociale a valere su fondi europei, nazionali e regionali così come condivise con l’Amministrazione Regionale e in collaborazione con la Caritas Diocesana. L’ordinanza deve essere ottemperata entro il 2 luglio 2012.

 

Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi

da Sardegna Quotidiano, 7 giugno 2012

LO SCANDALO SULLA 554. Bomba ecologica nel campo zingari c’è l’inchiesta, ordinato lo sgombero.    Maddalena Brunetti

Sgomberato e sotto sequestro: questo l’epilogo per il campo nomadi sulla 554, che entro il 2 luglio dovrà essere abbandonato dai oltre 150 residenti. La decisione è arrivata a oltre 15 anni dalla nascita dell’insediamento che avrebbe dovuto favorire l’integrazione della comunità rom: un percorso finito in un clamoroso fallimento condito da esposti, disagi dei quartieri confinati e tensione sociale. E più che un insediamento, quello alle porte di Cagliari sembra essersi trasformato in un’estesa discarica dalla quale spesso si alza un fumo nero e denso: una bomba ambientale esplosa tra le 27 famiglie che lì ci vivono. E anche per questo ieri, il sindaco Massimo Zedda ha firmato l’ordinanza con la quale viene revocata «ogni autorizzazione alla permanenza nel campo stesso» e si procede con «l’elaborazione di un piano di intervento che riguarda le operazioni di rimozione e avvio a smaltimento o recupero dei rifiuti presenti e l’eventuale successiva bonifica dell’area, incluso il sottosuolo ». Una decisione necessaria per «tutelare i beni fondamentali della salute e dell’ambiente», considerata la situazione del campo rom sulla 554 «assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani », e in particolare dei 93 tra bambini e donne in stato di gravidanza sulle 157 persone che vivono nell’area » . Il provvedimento del sindaco arriva a pochi giorni dal sequestro preventivo firmato dal gip Cristina Ornano su richiesta dei pm Marco Cocco e Guido Pani, che sui rifiuti del campo nomadi hanno aperto un’inchiesta. I sigilli sono scattati per motivi igienico sanitari e di ordine pubblico. Stando a quanto accertato dagli inquirenti tra le baracche venivano trattati scarti di ogni tipo che hanno creato una pericolosa discarica abusiva. Il sospetto è che attorno all’insediamento possa essersi creato un traffico clandestino alimentato da chi cerca di risparmiare sullo smaltimento di rifiuti speciali e visto con favore da chi è alla ricerca di una fonte di reddito. Di certo c’è che il campo si è riempito si cumuli di rifiuti che spesso vengono dati alle fiamme per smaltirli, ma anche e soprattutto per recuperare metalli da rivendere come l’ormai prezioso rame. Così le quasi 30 famiglie che vivono in quell’area si trovano in una condizione di assoluto degrado, avvolte da fumi velenosi, senza servizi igienici né acqua corrente. Una situazione che difficilmente ci si aspetterebbe di trovare in una struttura comunale. Quello che colpisce è che il campo della 554 non è un insediamento abusivo, ma è gestito dal Comune che ogni anno spende circa 600mila euro. Resta quindi da capire come mai si sia raggiunto un livello di tale abbandono nonostante il denaro investito. Ma per ora l’urgenza è quella di sistemare le famiglie che entro l’inizio del prossimo mese dovranno lasciare le baracche. Da tempo l’amministrazione sta studiando un piano per l’assegnazione di case in affitto ai rom, affiancati da programma di supporto e inclusione che dovrebbe portare a benefici sociali ed economici visto che con il progetto si dovrebbero ridurre le spese sostenute dal Comune. Intanto il tribunale ha nominato il sindaco custode giudiziale del campo. Recita l’ordinanza: «All’attività di pulizia e alla messa in sicurezza del sito corrisponderanno tutte le misure utili per far sì che l’area sia interdetta a qualunque ulteriore conferimento di rifiuti e ai conseguenti incendi di materiale che contribuiscono all’inquinamento atmosferico».

LE DENUNCE PER I ROGHI.  Numerose segnalazioni e lamentele erano arrivate anche in Procurasui continui roghi che venivano accesi all’interno del campo sulla 554: il fumo degli incendi, appiccati per la lavorazione del rame, rendevano irrespirabile l’aria per i residenti delle zone intorno all’insediamento degli zingari.   Tra i promotori della protesta anche Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico.

SINDACO NOMINATO CUSTODE GIUDIZIALE. Il sindaco Massimo Zedda è custode guidiziale del campo Rom sulla 554: l’ordinanza di sgombero, che prevede tempi più stretti di quanto si potesse immaginare, deve essere rispettata entro il 2 luglio. Il Comune ha meno di un mese per trovare una nuova collocazione agli oltre 150 residenti del campo, finito al centro di numerose polemiche soprattutto per i continui incendi.

LE POLITICHE SOCIALI E LA NUOVA COLLOCAZIONE. Dovrà essere l’assessorato alle Politiche sociali, guidato da Susanna Orrù, a dover trovare una nuova collocazione, almeno temporanea, agli ospiti del campo. La Orrù aveva avviato un dialogo con la Regione per il recupero dell’area: in cassa c’erano oltre 500mila euro che sarebbero dovuti servire per la bonifica e il miglioramento della struttura, inadatta ad ospitare insediamenti umani.

 

 

(foto per conto GrIG)

  1. Valentina
    giugno 7, 2012 alle 8:23 PM

    ….non so neanke cosa scrivere… 🙂 … Una grande vittoria per l’ambiente, la nostra salute e la giustizia.
    Cari amici del Grig voi sapete bene quanto abbiamo sofferto, nell’indifferenza pressochè totale dei ns. concittadini, della stampa e delle istituzioni cagliaritane.
    Soltanto Voi del Gruppo Giuridico avete avuto il coraggio di affrontare lo scomodo problema e andare fino in fondo (al contrario di tante teste benpensanti cagliaritane), per amore di giustizia e verità. Fatti, non belle parole ad “effetto annuncio”, proferite qua e la per ritorno d’immagine senza contenuto; le nostre istanze con il vostro aiuto sono diventate l’unica e sola denuncia supportata da prove documentali, che ha dato il via all’inchiesta alla quale dobbiamo la chiusura della discarica-inceneritore abusivo.
    Ora attendo che la Magistratura individui tutti i responsabili dello scempio che si è perpetrato per anni.

    Grazie Stefano, grazie Claudia.

    Valentina

  2. Monica
    giugno 8, 2012 alle 2:23 PM

    Cari amici della terra!
    Sono Monica e sono nata in Sardegna. Sono anch’io amica della terra ma anche amica degli esseri umani. Mi sembra che in tutta Italia, ma e’ una tendenza mondiale, ci sia un gran da fare per abbattere i luoghi dove i Rom risiedono da tempo, dove si sono costruiti le case da se, la loro identita’ basata sull instaurazione del network quotidiano tramite alleanze tra famiglie, insomma vivendo secondo i loro usi e costumi. Nessuno ha chiesto un loro parere, nessuno si preoccupa di andare ad indagare quali siano i background culturali di popolazioni “altre”, anche se, ricordiamolo bene, queste popolazioni hanno smesso di essere nomadi e si sono insediate in Italia dal 1400. Sono Italiani a tutti gli effetti. Ci sono i casi dei rifugiati sopratutto dall ‘ Est Europa, che arrivano in riparo da guerre e genocidi. Ci si preoccupa, al seguito degli sgomberi di fare attenzione alla loro provenienza, diciamo “etnica” , per non creare faide tra i gruppi? (ad esempio Rom bosniaci non possono avere la loro casetta affianco a Rom Serbi). Ma purtroppo, non si e’ in grado di fare la raccolta differenziata nei “rifiuti umani”. I rom spazzatura dove potrebbero esistere se non in campi spazzatura? La loro voce non e’ presente, non ha rilevanza.
    Non trovo nulla di osceno nel fatto che facciano gli spazzini , per sopravvivenza o come business (che business!) della enorme spazzatura che gli onesti cittadini producono. Chi avra’ prodotto i rifiuti del campo della 554? I Rom? Mmmh…
    Se, come dite, ci sono anche Rom onesti, bisognerebbe preoccuparsi di loro come esseri umani che hanno emozioni positive, negative ed esigenze culturali che vanno rispettate. Il prinmo passo e’ l’ apertura alla conoscenza.
    Viva la terra!

    • giugno 8, 2012 alle 4:28 PM

      cara Monica,
      la situazione specifica è molto lontana da quella che pensi.
      In questo caso il “campo nomadi” è stato realizzato interamente a spese pubbliche e mantenuto a spese pubbliche, con òneri superiori a 700.000 euro annui anche a causa dei gravi danni che gli stessi residenti causano.
      E’ vero, appartengono a due “gruppi” diversi, nessuno dei quali in fuga da guerre o genocidi, ma presenti in Italia da decenni, ma ciò non autorizza il disastro ambientale al quale anch’essi hanno contribuito.
      Rifiuti incendiati quasi ogni giorno, grazie a un vero e proprio “traffico” realizzato insieme a vari “imprenditori” locali. Inquinamento delle falde idriche, vere e proprie “nubi” tossiche. Servizi di supporto, pulizia, mediazione sostanzialmente inefficienti svolti da associazioni volontaristiche locali sostenute da ingenti fondi pubblici.
      Questa la realtà quotidiana, da quasi 15 anni.
      Dobbiamo attendere l’esplosione dell’intolleranza? Dobbiamo attendere i raid dei residenti esasperati dei quartieri vicini? Dobbiamo accettare che i bambini rom vivano fra liquami e rifiuti per “rispettare” non si sa che cosa?
      Il Comune di Cagliari – sfidando l’impopolarità – sta offrendo loro sistemazione in case con giardino. A migliaia di cagliaritani – se permetti – questo è precluso, per motivi economici.
      Per approfondire la vicenda – se ritieni – anche in questo blog puoi trovare numerosi articoli rinvenibili grazie allo specifico box in alto a destra.

      • valentina
        giugno 8, 2012 alle 9:15 PM

        Ben detto ! ! !

        E’ vero, Zedda sta offrendo una grande opportunità ai Rom. Bisogna dare atto al giovane Sindaco di aver avuto il coraggio di prendere una decisione molto impopolare, che scontenta molti, ” a destra e a manca”, ma che sicuramente è la scelta giusta.

    • valentina
      giugno 8, 2012 alle 8:55 PM

      Gentile Monica, cosa significa che tu sei amica della Terra “ma anche dell’uomo”?
      La tua affermazione presuntuosa insinua il fatto che chi ha portato avanti la battaglia per il ripristino della legalità nel campo non sia amico dell’uomo, o peggio ancora razzista.
      Credi di essere migliore di me che mi sono battuta per il mio diritto alla salute? Ma cosa ne sai tu? Hai idea di cosa significhi convivere con un’inceneritore che smaltisce materiale tossico giorno e notte per 15 anni? Cosa significa essere amico dell’uomo, consentire che tutto ciò avvenga impunemente per salvaguardare i Rom? Certe sparate non le posso proprio tollerare, sono quelle che hanno permesso che, per tanti anni, un manipolo di delinquenti organizzati (rom e locali) tenesse in scacco la vita di migliaia di persone (rom e locali). Tu “non trovi nulla di osceno che brucino rifiuti tossici, per sopravvivenza o business”… brava, belle parole, ci metterei te a vivere nel campo o a Mulinu Becciu, vorrei vedere te malata di tumore alle vie respiratorie. Ma come ti permetti, anche solo di pensare di poter barattare la mia vita, e quella dei miei figli, col business di chicchessia? Per te se sono i Rom a farlo allora son giustificati? Quindi la prima che fa differenze di ordine razziale sei tu. E io, colpevole di non essere Rom, devo morire in silenzio? Oltre a queste belle pensate, non riesci a elaborare il pensiero che, pemettergli di non rispettare le nostre leggi sia l’ostacolo più grande all’integrazione?

    • Occhio nudo
      giugno 8, 2012 alle 11:04 PM

      Mamma mia, Monica, quanto razzismo e quanto disprezzo degli uomini, nelle tue parole! Nessuno ha mai pensato, nè scritto, di rom come “rifiuti umani”, come spazzatura destinata alla raccolta differenziata, lo fai tu, velando il tuo razzismo di fondo con un buonismo insulso. Non trovi nulla di osceno nel fatto che facciano gli spazzini? Forse non sai cosa significa fare lo ” spazzino” in quel posto, in quel modo o forse, per te, per un rom è normale smaltire i rifiuti bruciandoli accando alla culla dei propri figli. Per me, non è normale e non è giusto, non lo è per nessun esser umano. Quello dello spazzino è un lavoro dignitoso, come tutti i lavori, ma se è svolto con rispetto della propria salute e della propria dignità, oltre che di quella altrui, non quando si fanno vivere i bambini immersi nelle nuvole di diossina. Le persone che vivono nel campo rom verranno trasferite in abitazioni a spese del Comune, a spese della collettività, di tutti noi, compresi quelli che, magari, una casa propria non ce l’hanno, perciò immagino che non abbiano troppo da lamentarsi.

  3. giugno 8, 2012 alle 2:58 PM

    da L’Unione Sarda, 8 giugno 2012
    Sgombero, avvisati i rom. Nessuna tensione tra le baracche: i vigili hanno trovato un clima rassegnato. Consegnati gli ordini ai 35 capifamiglia del campo. (Matteo Vercelli)

    Le pattuglie della polizia municipale e gli assistenti sociali si sono presentati nel pomeriggio. Hanno varcato l’ingresso del campo nomadi sulla Statale 554 per consegnare i 35 avvisi di sgombero alle famiglie rom. Entro il 2 luglio dovranno andare via. L’atto formale segue l’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Zedda in seguito al sequestro dei terreni inquinati disposto dalla Procura. Intanto l’assessorato regionale alla Sanità sta lavorando per modificare la destinazione d’uso dei 579mila euro prima destinati alla riqualificazione dei campi. Potrebbero essere dirottati a progetti di integrazione sociale. Non per contribuire al pagamento degli affitti per le abitazioni che in futuro ospiteranno le 157 persone (93 sono bambini e donne in gravidanza).
    I TEMPI. Meno di un mese dunque a disposizione delle famiglie per lasciare le baracche e del Comune per trovare una sistemazione. Ieri gli agenti della polizia municipale e gli assistenti sociali hanno trovato un clima di collaborazione nel campo nomadi. Le ordinanze sono state notificate quasi tutte (a parte alcuni capi famiglia assenti al momento dell’arrivo dei vigili urbani). Oramai nell’area sulla 554 ci si è rasseganti al destino di dover lasciare un luogo che, come scritto nel documento firmato dal primo cittadino di Cagliari, è «assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani».
    IL SEQUESTRO. Il campo, alcuni giorni fa era stato sottoposto a sequestro da parte della Procura. La disposizione era stata notificata al Comune e, mercoledì, il sindaco ha firmato l’ordinanza che obbliga le famiglie rom ad abbandonare le loro baracche. La relazione dei carabinieri del Noe era impietosa. L’area dove vivono i nomadi è inquinata e in condizioni igieniche preoccupanti. Il Comune oltre a occuparsi di trovare una sistemazione alternativa per le 35 famiglie, elaborerà un piano di intervento per la rimozione, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti presenti con l’eventuale successiva bonifica dell’area. Compreso il sottosuolo. Ci vorrà parecchio tempo.
    DOVE ANDRANNO. Lo sgombero del campo è in parte iniziato con il progetto d’inclusione sociale. Le famiglie troveranno sistemazione in case con giardino o terreno sul litorale cagliaritano: il Comune contribuirà, almeno per il primo anno, al pagamento dell’affitto. Una partita che vede impegnata anche la Regione. L’assessorato alla Sanità è in contatto con l’amministrazione cagliaritana. C’è da trovare un modo per modificare la destinazione dei 579mila euro stanziati per la riqualificazione dei campi nomadi. Probabilmente, fanno sapere dall’assessorato guidato da Simona De Francisci, con una delibera di giunta (o con una norma nel prossimo collegato della finanziaria o un disegno di legge) questi fondi potrebbero essere reindirizzati in progetti per l’inserimento scolastico dei bambini e lavorativo per gli adulti.

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    Il Noe. «Topi grandi come gatti in mezzo alle baracche».

    Topi grandi come gatti che correvano indisturbati in mezzo alle baracche. E poi una puzza insopportabile, cumuli di rifiuti di ogni tipo, rottami bruciati sparsi ovunque, rigagnoli neri e maleodoranti a inzuppare il terreno. I bagni e le docce comuni? Distrutti. Le condotte idriche? Sventrate. È questa la drammatica situazione trovata dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Cagliari guidati dal capitano Angelo Murgia durante i sopralluoghi a terra e con l’elicottero eseguiti ai primi di maggio nel campo rom sulla 554. Una fotografia spaventosa, che ha spinto gli uomini del Noe a inoltrare immediatamente un dettagliato rapporto in Procura in cui si parla di «condizioni igieniche e sanitarie incompatibili con la presenza di esseri umani». Il pm Marco Cocco ne ha preso atto e ha deciso di intervenire.

  4. giugno 8, 2012 alle 2:59 PM

    discarica abusiva e bomba ecologica? Era quello che abbiamo denunciato per anni.

    da Sardegna Quotidiano, 8 giugno 2012
    Nomadi. «Senza alternativa restiamo qui». LO SGOMBERO. La Municipale è andata a notificare l’ordinanza alle 27 famiglie che abitano vicino alla 554. Paura e incertezza tra i rom: «Da un giorno all’altro ci mandano via, ma dove?» (Marcello Zasso)

    «E adesso dove andiamo? Che fine facciamo?». L’arrivo dei vigili al campo nomadi della 554 ha creato subbuglio tra i residenti, anche se quasi tutti hanno scoperto dai giornali che nel giro di poche settimane dovranno andare via. «Guardatevi intorno, come è possibile che per questo campo siano stati spesi tre milioni di euro? Chissà quanti soldi si è mangiato il Comune in questi anni…». Rusteme ha la stessa età del campo aperto nel 1995, che nel giro di qualche settimana sarà deserto. Ha 17 anni, passa ore su Facebook e conosce a memoria le battute sugli zingari dello Zoo di 105, e ci tiene a precisare di leggere ogni giorno i giornali locali. «Come possono dopo tanti anni mandarci in mezzo alla strada da un giorno all’altro? » . Rusteme non è nomade, qui ci è nato e ha sempre vissuto, ma come tutti i residenti non sa dove andrà a vivere dopo il 2 luglio. Perché quella è la data massima per lo sgombero imposto dai giudici, a cui ha fatto seguito l’ordinanza del sindaco. E proprio quella ieri i vigili urbani sono andati a notificare alle 27 famiglie che abitano lì. Il Comune dovrà dare una brusca accelerata al progetto di inclusione sociale già avviato con il trasferimento graduale degli ospiti in altre sistemazioni. Una scelta criticata da alcuni per i costi, ma che secondo le previsioni dovrebbero essere minori rispetto al mantenimento di una struttura che è ormai invivibile e ingestibile. Un degrado tale che ha portato il giudice a disporre il sequestro preventivo del campo per motivi igienico sanitari e di ordine pubblico. Secondo gli inquirenti, tra un rogo e l’altro, l’area è diventata una pericolosa discarica: un ambiente malsano dove vivono 93 tra bambini e donne incinte. L’arrivo delle pattuglie della Municipale ieri ha creato subbuglio, con assistenti sociali e rappresentanti del Comune impegnati a spiegare il rapido evolversi della situazione. Perché molti di loro sapevano di dover lasciare il campo ma, come spesso capita per questo tipo di notizie, non si aspettavano tempi così rapidi. Tanta preoccupazione per le oltre 150 persone che vivono lì, ai margini della società, per la gran parte minorenni. «Se non ci dicono dove dobbiamo andare, noi da qui non ce ne andiamo ». La paura di finire per strada assale soprattutto le tante madri. Giovani donne impegnate ad allattare, circondate da bambini, che in quelle condizioni disastrose ci sono ormai abituate a convivere, ma non smettono di sperare: «Sono anni che sogno una casa vera per i miei bambini, con la doccia, l’acqua calda e tutto il resto ». Ma quell’ordinanza appesa alla porta dà solo la certezza che dovranno andare via da lì. Mentre i vigili consegnavano il documento a ogni capofamiglia, fuori la comunità Rom si interrogava sull‘imminente sgombero. «Se non ci dicono dove dobbiamo andare, noi da qua non ci muoviamo ».

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    Inchiesta del Noe. Un nascondiglio per tonnellate di veleni e rifiuti. (Maddalena Brunetti)

    Un’area di 20mila metri quadrati trasformata in discarica abusiva. È uno spazio esteso quello occupato dal campo nomadi che, dopo essere finito sotto sequestro, verrà sgomberato entro il prossimo 2 luglio. Perché l’inse – diamento, in cui vivono quasi 160 persone, nel tempo si è trasformato in una bomba ambientale esplosa tra le baracche circondate da cumuli di rifiuti bruciacchiati. Tonnellate di immondizia di tutti i tipi: resti di computer, carcasse di automobili ma anche torri di copertoni, motorini smontati, frigoriferi e lavatrici tra cui non è difficile vedere correre topi di dimensioni impressionanti. Il tutto sullo sfondo di quelle che un tempo furono le docce – oggi completamente distrutte e inagibili – e di insalubri rivoli d’acqua che scorrono sullo sterrato. E si trova di tutto accatastato nel campo dove i rifiuti venivano dati alle fiamme per recuperare materiali da rivendere, come il rame, o semplicemente per smaltrirli in modo rapido. Proprio su questo aspetto la procura ha aperto l’inchie – sta che ha fatto scattare i sigilli per motivi di carattere igienico sanitario e ordine pubblico. Il sequestro preventivo è stato firmato dal gip Cristina Ornano su richiesta dei pm Marco Cocco e Guido Pani che indagano per gestione non autorizzata di rifiuti e discarica abusiva. Le indagini, affidate ai carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico guidato dal capitano Angelo Murgia, hanno accertato un degrado non più compatibile con la presenza di un insediamento umano. Ed è praticamente certo che anche una buona porzione di sottosuolo sia stata compromessa;: ora si dovrà valutare a che profondità sono arrivati gli inquinanti per poi studiare un piano di caratterizzazione. Per questo, a pochi giorni dal provvedimento della magistratura, il sindaco Massimo Zedda ha firmato l’or – dinanza di sgombero, una decisione necessaria anche per “tutelare i beni fondamentali della salute e dell’am – biente ”, considerata la situazione del campo “assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani”.

  5. mtb
    giugno 8, 2012 alle 6:49 PM

    I rom lavorano? Quelli incontrati da alcuni componenti della mia famiglia hanno”lavorato”nelle loro tasche senza chiedere il permesso.Integrarsi non significa farsi i cavoli propri.Io quando vado in un paese straniero non dimentico mai di essere ospite eppure pago tutti i servizi di tasca mia.Integrarsi significa rispetto degli altri e non sentirsi chiedere quando stai per entrare in chiesa e soprattutto in un ospedale:”Come va?”,fingere di essere invalidi(in questo si sono ben integrati) e poi entrare disinvolti nel bar per fare colazione.Oggi quanti italiani possono permettersi la colazione al bar?Forse è meglio che non si sappia che riceveranno delle case perchè la disperazione a volte impedisce di ragionare.E non è razzismo.

  6. giugno 11, 2012 alle 2:35 PM

    intanto – secondo le segnalazioni che abbiamo ricevuto da residenti – anche nella notte fra domenica 10 e lunedi 11 giugno “nuovo rogo” e, di conseguenza, “la casa aperta per il caldo è piena di palline nere di fuliggine”.

    da L’Unione Sarda, 11 giugno 2012
    L’amministrazione potrebbe spendere no a 370 mila euro per i nomadi. Ai rom soldi per tre anni. Il Comune programma i trasferimenti dal campo. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120611081538.pdf

  7. mtb
    giugno 11, 2012 alle 7:13 PM

    Non so se la spazzatura venga ritirata o no.dal comune Se viene ritirata la cosa avviene GRATIS.Cerco di dimenticare quanto pago.Se non venisse ritirata basterebbe poco metterla in buste e gettarla nel primo cassonetto che i Rom incontrano, mentre si recano sul posto di lavoro(=elemosina) con le macchine che quelli un po sani di mente sperano di non incontrare sulla loro strada.Per motivi sempre non razzistici ma assicurativi,Non ho mai visto una macchina di Rom fermata dalla polizia.Che l’extracomunitaria sia io e non mene sia mai accorta?

  8. Benito
    giugno 11, 2012 alle 8:14 PM

    Porca vacca io leggo di gente che li difenfe…allora non è vero che in sardegna cè il 23%di disoccupazione e350mila famiglie senza soldi..vigsto ke hanno costruito 12 villettine x i rom con affitto pagato x tre anni con i vostri soldi..400mila euro…mhaaaallora non rompete il cazzo e nn lamentatevi…siete felici cosí con i rom che hanno i denti doro..e mandano i filgi a lavorare anche se hanno 6anni..ottimo..anche io ora anusivamente occupo un pezzo di terremo..tanto poi dopo qualche anno il comune mi costruisce casa..meglio di pagare 30anni di mutuo..cazzo i finti buonisti ..dovete smetterla…xkè x le vostre stronzate…nè pagano tutti

  9. giugno 12, 2012 alle 2:57 PM

    da L’Unione Sarda, 12 giugno 2012
    Rom, attentato dopo il trasloco. A fuoco le sterpaglie e alcuni tubi lasciati nel terreno che circonda la casa. Nel mirino la prima famiglia che ha lasciato il campo. (Michele Ruffi)

    Hanno dato fuoco ad alcuni tubi di plastica lasciati in un angolo del terreno, poi le fiamme hanno bruciato le sterpaglie che circondano la casa dove vivono alcuni rom, i primi a essersi trasferita dal campo della 554. Un messaggio, l’ennesimo per la famiglia di nomadi che da mesi è bersaglio di attentati intimidatori, ideati e portati a termine probabilmente da altri rom. L’incendio, appiccato nella notte di sabato, è stato spento dai vigili del fuoco intervenuti nella villetta di Flumini, sul litorale cagliaritano.
    I TRASFERIMENTI. Intanto la Caritas si sta occupando di pianificare e facilitare i trasferimenti di circa una trentina di famiglie che ancora vivono nell’area vicino alla Statale 554. I nomadi dovranno lasciare il campo entro il 2 luglio. Ma tanti sarebbero pronti a rifiutare di partecipare al progetto di inclusione sociale del Comune. «Non vogliamo le case, datele ai cagliaritani», ripetono alcuni capi-famiglia rom. Secondo il vicecoordinatore cittadino del Pdl Salvatore Deidda, il motivi del no sarebbero da ricercare nella durata del progetto, troppo breve per i rom: «Per loro tre anni di affitti pagati sono troppo pochi e ne chiedono almeno cinque perché hanno il fondato timore che le promesse che oggi l’amministrazione sta facendo si rivelino senza fondamento». Per Deidda, l’assessorato alle Politiche sociali «dovrebbe spiegare ai tanti cagliaritani che non hanno una casa, e a quelli che ce l’hanno ma pagheranno l’Imu tra le più alte d’Italia, che le case con giardino o terreni sono state scelte perché i nomadi sono abituati a vivere all’aria aperta e in spazi aperti». La soluzione? «Un campo o villaggio autocostruito, che responsabilizzerebbe le stesse persone, evitando magari future devastazioni».

  10. mtb
    giugno 12, 2012 alle 7:10 PM

    Sono veramente dispiaciuta che ai Rom non vadano le case loro proposte e gli affitti gratis “SOLAMENTE” per tre anni.Sarà anche un’usanza avere i denti d’oro ma in tempi di vacche anoressiche potrebbero”integrarsi”facendone a meno.Ma l’integrazione non deve essere un venirsi incontro da entrambe le perti?A me sembra,che la paura di essere definiti razzisti(spesso un po meno la comprensione del fenomeno)porti a tollerare atteggiamenti e situazioni intollerabili.e l’eccessivo permissivismo,stiamo attenti,sfocia nel razzismo vero.
    E la caritas cosa farà per chi non può permettersi di pagare l’IMU?
    E per quelli che hanno una casa ma sono costretti ad uno stato di semiprigionia perchè se escono incontrano ,di giorno e di notte,papponi,clienti e prostitute che tranqullamente svutano le loro vesciche tra i cassonetti della spazzatura e rendono le strade un letamaio?Si integreranno chiedendo parte delle marchette? Non abito lì ma li capisco.

  11. giugno 12, 2012 alle 8:34 PM

    da Casteddu on line, 12 giugno 2012
    Zedda sul caso Rom: “Non regaliamo ville con piscina a nessuno, qualcuno istiga al razzismo”: http://www.castedduonline.it/cronaca/zedda-sul-caso-rom-non-regaliamo-ville-con-piscina-a-nessuno-qualcuno-istiga-al-razzismo/29426

  12. mtb
    giugno 12, 2012 alle 8:52 PM

    Grazie sindaco Zedda(per il quale ho votato) per la il suo chiarificatore intervento ma ,forse,l’avevamo capito.Per quanto riguarda il razzismo,sindaco,si guardi intorno e si accorgerà che ha sbagliato termine.E’ il male di vivere male,di lavorare e avere a fine giornata meno di chi ha chiesto l’elemosina o ha finto di lavarci il vetro.E’ il commerciante esasperato che, per tenersi buono il cliente,e nonostante le varie tasse e gli scarsi acquirenti,sconta 3 o 4 euro e vede il cliente uscire e regalarli al nullafacente Rom.A me non sembra razzismo ma io non faccio politica e quindi non capisco niente.FORSE

  13. giugno 14, 2012 alle 2:46 PM

    da Sardegna Quotidiano, 14 giugno 2012
    PREFETTURA. Vertice per lo sgombero dei rom: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120614083549.pdf

    da Casteddu on line, 14 giugno 2012
    Undici zingari già nelle case in affitto: dopo il supervertice ecco il piano per sgomberare il campo Rom: http://www.castedduonline.it/cronaca/undici-zingari-gia-nelle-case-in-affitto-dopo-il-supervertice-ecco-il-piano-per-sgomberare-il-campo-rom/30099

    da L’Unione Sarda on line, 14 giugno 2012
    Cagliari, sgombero al campo rom. Scende in campo una task force: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/277261

  14. giugno 14, 2012 alle 11:34 PM

    parlano, parlano…eppure in 15 anni non hanno fatto nemmeno una timida segnalazione al Comune di Cagliari o – udite, udite – alla Procura della Repubblica, nemmeno si sono chiesti dove andavano a finire le centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici elargiti ad associazioni di volontariato che avrebbero dovuto “affiancare” il Comune nella gestione del campo nomadi…tutto abbastanza ridicolo, per non dire altro.

    da Casteddu on line, 14 giugno 2012
    La bonifica del campo Rom sulla statale 554 costerà due milioni di euro ai cagliaritani: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/la-bonifica-del-campo-rom-sulla-statale-554-costera-due-milioni-di-euro-ai-cagliaritani/30147

    La rabbia di Mulinu Becciu: “I rifiuti prodotti dai Rom stanno ammazzando i nostri bambini”: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/la-rabbia-di-mulinu-becciu-i-rifiuti-prodotti-dai-rom-stanno-ammazzando-i-nostri-bambini/30152

  15. mtb
    giugno 15, 2012 alle 8:09 PM

    Io credo nel volontariato,Ma in quello gratis o con dei contributi minimi e comunque i cui conti siano chiari,Tra i tanti volontari onesti qualcuno meno disinteressato c’è.Per sentito(ma non troppo)dire le distribuzioni di alimenti non vanno sempre a finire nelle tavole giuste.Per tornare all’argomento prencipale i Rom non si potrebbero utilizzare come manodopera,per ripulite?.Gratis visto che il guaio l’hanno combinato loro,Non sarebbe anche un modo per integrarsi ,lavorando insieme,con qualche politico.seguace delle tre scimmiette?

  16. giugno 16, 2012 alle 1:11 PM

    da L’Unione Sarda on line, 16 giugno 2012
    Cagliari, i rom incontrano il sindaco: “Non vogliamo le case dei sardi”. L’incontro tra i rom e il sindaco Zedda. Zedda ha ricevuto una delegazione della comunità rom nel suo ufficio, ribadendo che al momento non esiste un’altra area solo per loro: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/277452

    dal blog di Vito Biolchini, 16 giugno 2012
    Bravo Zedda! Sui Rom a Cagliari avanti così: incurante dell’ipocrisia della destra e dell’Unione Sarda che soffia sul fuoco: http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/06/16/bravo-zedda-sui-rom-a-cagliari-avanti-cosi-incurante-dellipocrisia-della-destra-e-dellunione-sarda-che-soffia-sul-fuoco/#comment-28100

  17. mtb
    giugno 16, 2012 alle 7:24 PM

    “Non vogliamo le case dei sardi”Tralasciando che spesso i portafogli sardi e il rame dei lifi elettrici e anche alcune cose in rame dei cimiteri non li hanno disdegnati,c’ò da fidarsi di cotanta magnanimità o come i profetici ma non creduti troiani dobbiamo non fidarci dei Greci che portano doni?

  18. giugno 21, 2012 alle 9:47 PM

    da L’Unione Sarda on line, 21 giugno 2012
    554, via dal campo rom entro il 2 luglio. I capifamiglia hanno accettato le case. I capifamiglia dei rom che negli ultimi anni hanno vissuto nell’area di sosta fra la 554 e viale Monastir abbandoneranno entro il 2 luglio il campo e accetteranno la sistemazione in alloggi privati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/278226

  19. giugno 26, 2012 alle 5:32 PM

    e gli esponenti del P.D., in particolare il suo consigliere comunale Claudio Cugusi, dov’erano in questi ultimi anni?

    da L’Unione Sarda on line, 26 giugno 2012
    Bonifica campo rom, servono 2 mln. Il Pd: “Per affitto 90 euro mensili a testa”.
    IL CAMPO NOMADI SULLA 554. Nomadi del campo rom di Cagliari pronti a lasciare l’area anche prima del 2 luglio, la data ultima fissata dall’ordinanza del Comune per liberare il terreno tra viale Monastir e la statale 554. Poi inizierà la bonifica: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/278886

    • giugno 27, 2012 alle 2:52 PM

      da L’Unione Sarda, 27 giugno 2012
      Due milioni per la bonifica. Una famiglia vivrà nel centro città, le altre nei Comuni dell’area vasta. Campo rom, il Pd: «Non stiamo regalando le case». (Piercarlo Cicero)

      Ci vorranno due milioni di euro per bonificare il campo, mentre sarà di novanta euro a persona il contributo che verrà elargito dal Comune per ogni rom che abbandonerà l’area della 554. L’annuncio è stato dato ieri da Fabrizio Rodin, presidente della commissione Politiche sociali, nella conferenza stampa organizzata dal Pd in Consiglio comunale per fare chiarezza sulla questione.
      LA BONIFICA. Gli stessi rom hanno annunciato che abbandoneranno il campo della 554 entro fine mese, dopo di che partiranno le analisi per organizzare le operazioni di bonifica, tutt’altro che semplici: «Facendo calcoli in modo approssimativo si può parlare di un costo che si aggira sui 2 milioni di euro, con i lavori che dovrebbero durare circa due anni – spiega Fabrizio Marcello, presidente della commissione Servizi tecnologici – la bonifica potrebbe spingersi sino a dieci metri di profondità».
      I CONTRIBUTI. I rom andranno a vivere in case private trovate dalla Caritas: «E sia chiaro che il Comune non sta fornendo abitazioni – precisa Rodin – l’amministrazione sta dando contributi, che ammontano a 90 euro per ogni rom». Le villette e le case assegnate, dunque, tutte falsità. «Non avremmo potuto farlo per legge: esistono delle graduatorie e se dovessimo assegnare una casa senza tenerne conto ci esporremmo a un ricorso al Tar perso in partenza».
      LE CASE. Sulle abitazioni ancora non si sa nulla di preciso. «È ovvio che per le abitudini di queste persone non è possibile farli andare in una casa di 70 metri quadri all’interno di un palazzo – dice ancora Rodin – le case dell’area vasta costano meno e sono provviste di spazi più congeniali per loro». In realtà indiscrezioni confermano che almeno una famiglia andrà a vivere in un appartamento al centro di Cagliari, e un’altra sta valutando l’ipotesi di andare in un’abitazione sempre nella zona centrale della città. Ma nella maggior parte dei casi le famiglie andranno a vivere nei Comuni dell’area vasta.
      L’OBIETTIVO. «Lo scopo principale del progetto è quello di arrivare all’indipendenza e all’inserimento sociale di queste famiglie – afferma Davide Carta, capogruppo del Pd in Consiglio – per non parlare del degrado ambientale e dei problemi per le aree circostanti a causa dei numerosi incendi». Piovono critiche anche sulle proposte arrivate dal centrodestra, che aveva individuato alcune zone per la realizzazione di una nuova area: «Abbiamo 17 anni di esperienza per poter affermare che il campo rom è inefficace – dichiara Maurizio Chessa, presidente della commissione Lavori pubblici – il concetto di isolamento deve essere superato, questo nuovo progetto rappresenta un nuovo modo di rapportarsi a queste persone».

  20. giugno 28, 2012 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda on line, 28 giugno 2012
    Quartu, i rom si trasferiscono a Flumini. In arrivo una famiglia di 19 sfollati. Sul litorale vive già un nucleo di dodici persone, altri sono a San Sperate, Monserrato e dintorni. Don Marco Lai: «Sono cittadini sardi che prendono in affitto un’abitazione»: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/279064

  21. mtb
    giugno 29, 2012 alle 8:22 PM

    saranno anche sardi ma loro non si considerano tali….quando gli fa comodo.Comunque se ricevono 90 euro a testa non sono sardi come tutti gli altri.E quanto pagano d’affitto e con quale lavoro lo pagano?

  22. valentina
    giugno 29, 2012 alle 8:31 PM

    Ma com’è possibile che anche in questi giorni dei criminali impenitenti possano IMPUNEMENTE continuare a smaltire rifiuti nel campo?
    Ieri notte ben tre roghi, due dei quali lambivano la strada (lo svincolo che dalla 554 porta al viale Monastir). Se ci vogliono 2milioni di euro per bonificare l’area significa che siamo stati avvelenati da questi delinquenti organizzati; spero che si palri molto presto, non di case o bonifiche, ma provvedimenti penali per i criminali responsabili del disastro ambientale e l’attentato alla salute pubblica; e quando dico “criminali” intendo anche tutti quelli che sapevano ma non sono mai intervenuti, per motivi vari. Vergogna anche a tutti i benpensanti che hanno barattato la nostra pelle con la loro bella immagine di benefattori delle minoranze . . . Che schifo

  23. mtb
    giugno 30, 2012 alle 7:00 PM

    Valentina quelli che chiami “benefattori”non abitano vicino al campo,vanno in chiesa,aiutano(facendo in modo che si sappia)qualche ,spesso solo apparentemente,opera pia e vengono rispettati perchè parlano di intagrazione…..ma lontano dalle loro case.

  24. francesco caboni
    luglio 3, 2012 alle 10:40 am

    Il comune di cagliari e quel furbastro del loro sindaco ha semplicemente scaricato la patata bollente negli altri comuni della Sardegna, della serie è facile fare i froci con il culo degli altri !

    • valentina
      luglio 3, 2012 alle 7:00 PM

      Gentile Francesco, il provvedimento di sequestro è del “Tribunale di Cagliari”, e a voler usare la tua logica della “patata bollente” potrei dire che per 17anni sono stati gli “altri comuni della sardegna” (visto che i “nomadi” sono minoranze tutelate) a comportarsi come da metafora….
      Il fatto è che gli “zingari”non dovrebbero essere una patata bollente, perchè, come tutti gli altri cittadini, dovrebbero rispettare le leggi e in caso contrario essere perseguiti penalmente.
      Invece, con la scusa della solidarietà, gli si consente di fare quello che vogliono; nel caso del campo della 554, se si è arrivati alla situazione di degrado attuale non è certamente per responsabilità del Sindaco Zedda, ma delle precedenti amministrazioni. Le nuove
      sistemazioni delle famiglie rom, consentiranno a coloro che vogliono
      vivere legalmente di farlo, e per contro rappresentano una forte limitazione per chi invece, grazie al campo ha potuto fare impunemente il criminale.

  25. luglio 3, 2012 alle 2:54 PM

    da La Nuova Sardegna, 3 luglio 2012
    Scompare il campo rom sulla 554. Niente più roulotte ma case in affitto, ora dovrà essere risolto il problema della bonifica dell’area. (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. Quasi vent’anni di storia. Ma da ieri ufficialmente il campo rom: iniziati gli interventi per recintare l’area di sosta tra viale Monastir e la statale 554. I lavori andranno avanti per qualche giorno: la zona sarà off limits per chissà quanto tempo. Prevista la bonifica per eliminare l’inquinamento anche dal sottosuolo con costi ancora da stabilire. L’eventuale riconversione dei fondi regionali per la riqualificazione del campo, oltre cinquecentomila euro, potrebbero non bastare. Le 29 famiglie, 157 abitanti tra cui 93 minorenni, hanno abbandonato l’area nelle settimane scorse: gli ultimi sono andati via sabato sera secondo gli accordi presi (e rispettati) con l’amministrazione. Con largo anticipo rispetto al termine ultimo, ieri, fissato dall’ordinanza di sgombero del Comune arrivata subito dopo il sequestro del campo deciso dalla Procura. Il futuro dei nomadi rappresenta in qualche modo una svolta storica per le loro tradizioni: niente più roulotte, ma case in affitto. Ma non è un problema di usi e costumi: si chiude per lo stato di degrado dell’area. «Forse neppure nelle favelas – ha commentato qualche giorno fa il presidente della commissione Servizi Tecnologici Fabrizio Marcello – si è mai raggiunto quel livello». Condizioni di vita considerate inaccettabili e pericolose per gli stessi residenti. Che, come ha ricordato il gruppo Pd la scorsa settimana, sono cittadini cagliaritani. Il futuro? La sistemazione degli ormai ex abitanti dell’area in alloggi privati è stata assicurata grazie a un progetto di inclusione sociale promosso da un pool composto da Comune, Provincia, Regione, Prefettura e forze dell’ordine. Casa in affitto a prezzi di mercato, dunque. Con un contributo temporaneo per le famiglie che non possono sostenere il costo mensile dell’appartamento. Ora il problema da risolvere riguarda l’inquinamento della zona. Le prime stime non sono incoraggianti: si parla di un intervento di bonifica che potrebbe andare anche dieci metri sotto terra. Che, fatti primi conti e previsioni, potrebbe costare – ha anticipato sempre il Pd – anche due milioni di euro. E durare come minimo due anni. Il destino del campo rom era segnato: da anni si parlava di un’area alternativa a quella di viale Monastir. E ora la svolta. I nomadi nei giorni scorsi avevano chiesto al Comune un terreno come punto di riferimento- quartier generale della comunità rom.

  26. luglio 4, 2012 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda on line, 4 luglio 2012
    Rom trasferiti dalla 554 a San Sperate. Paese in rivolta: “Qui non li vogliamo”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/279770

    da Casteddu on line, 4 luglio 2012
    A San Sperate il sindaco manda l’Asl nelle case dei Rom: niente integrazione, sale la tensione sociale: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/a-san-sperate-il-sindaco-manda-lasl-nelle-case-dei-rom-niente-integrazione-sale-la-tensione-sociale/34257

  27. luglio 5, 2012 alle 2:42 PM

    da L’Unione Sarda on line, 5 luglio 2012
    Rom, Monserrato si allea con S. Sperate: “Non vogliamo i nomadi della 554”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/279935

  28. mtb
    luglio 5, 2012 alle 6:57 PM

    Non credo che un campo venga assegnato così.Ci sarà un responsabile,uno che dovrebbe controllare.Perchè non si sanno i loro nomi e non vengono indagati? Vengono tagliati posti di lavoro e diamo case a chi PER SCELTA non lavora.Perchè non passiamo la mano alla tanto amorevole Chiesa che incassa fior di quattrini dalle scuole private che non pagano(????)l’Imu? Credo che nella famosa cruna dell’ago non passeranno i ricchi ma neppure qualche monsignore.E la Caritas…….

  29. mtb
    luglio 5, 2012 alle 7:02 PM

    A proposito di roghi pare che il Vaticano sia impegnato a non farne divampare uno…….anche se le Fiamme sono Gialle.Non penso però che finiranno nello stesso complesso edilizio dei Rom

  30. luglio 6, 2012 alle 7:23 PM

    “Giusto lasciare il campo, era in condizioni disastrose”, dice Saltana Ahmetovic, rappresentante dei rom. Ma chi cavolo ha ridotto il campo nomadi – pagato con soldi pubblici – in quelle condizioni?

    da L’Unione Sarda on line, 6 luglio 2012
    Cagliari, sgombero del campo rom. Presidio dei nomadi davanti al Comune. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/280177)
    Presidio questa mattina di una delegazione di nomadi davanti al Municipio di via Roma a Cagliari.

    Obiettivo: programmare il futuro della comunità rom a pochi giorni dall’abbandono del campo della 554-viale Monastir chiuso dal Comune dopo l’ordine di sequestro del Tribunale di Cagliari. “Giusto lasciare il campo, era in condizioni disastrose – ha detto Saltana Ahmetovic, rappresentante dei rom – ora vorremmo parlare dei nostri alloggi. La soluzione adottata ci va bene, siamo in una situazione di emergenza. Ma è una soluzione temporanea. Noi vorremmo seguire ancora le nostre tradizioni. Ci piacerebbe un villaggio. Con ogni abitante che ha la responsabilità dello spazio che utilizza”. A metà mattina dal Comune è arrivata la notizia che i rom si attendevano: l’annuncio del via a un tavolo di concertazione previsto per la prossima settimana. “Soddisfatti? Certo – ha affermato Antonello Pabis, Associazione sarda contro l’emarginazione – innanzitutto perché il rom vengono riconosciuti come un soggetto politico con diritti e doveri. In secondo luogo perché si concretizza uno straordinario strumento di democrazia partecipata”.

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