Home > coste, difesa del territorio, inquinamento, mare, salute pubblica > Chiusura dei poligoni militari in Sardegna? E dove sta scritto?

Chiusura dei poligoni militari in Sardegna? E dove sta scritto?


La Commissione senatoriale d’inchiesta sull’uranio impoverito avrebbe sentenziato nei giorni scorsi la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e di Capo Frasca, nonché la riconversione immediata di quello del Salto di Quirra, dove indaga la magistratura per ipotesi di reato ambientale e ai danni della salute pubblica.  Così raccontano i mass media e dichiara il sen. Gianpiero Scanu (P.D.), componente della Commissione e relatore. Il sindaco di Teulada Gianni Albai già auspica attività turistiche ricettive. E abbiamo già visto a Tuerredda e dintorni di che son capaci.

Ma è vero?  E dove sta scritto?

Qui la RELAZIONE DI MEDIO TERMINE SULLA SITUAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO, approvata il 30 maggio 2012.  Di seguito le conclusioni della “relazione”. Da nessuna parte c’è scritto che i poligoni militari di Teulada e Capo Frasca saranno chiusi.

“In sintesi, la Commissione formula le seguenti proposte ed indicazioni:

per quanto riguarda l’area di Salto di Quirra:
• procedere al definitivo divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all’ambiente;

• avviare, senza alcun ulteriore indugio, l’opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone emerse dai progetti di caratterizzazione condotti e dall’indagine della Procura della Repubblica di Lanusei;

• concludere in tempi brevi l’indagine epidemiologica ad hoc e al tempo stesso intraprendere le iniziative necessarie per il conseguimento della certificazione ISO 14001 del PISQ e l’attivazione del sistema informativo ambientale finalizzato al monitoraggio delle condizioni ambientali del territorio anche accessibili in tempo reale agli organi istituzionali di controllo;

• riqualificare l’intera area attualmente soggetta a servitù militare, pervenendo anche ad una suo ridimensionamento e destinando le aree non più soggette a vincolo ad usi civili o di tipo duale, con particolare riferimento allo sviluppo di attività attinenti alla protezione civile, alla ricerca scientifica e tecnologica in settori innovativi, ivi compresa l’elettronica, alla sperimentazione di aerei UAV, alla ricerca per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei militari impegnati nelle missioni internazionali, alla tutela delle iniziative imprenditoriali e delle competenze tecniche e professionali sviluppati nei territori interessati;

per quanto riguarda più in generale il sistema dei poligoni di tiro:

• ripensare il ruolo e la funzione strategica di un sistema progettato ed attuato oltre cinquant’anni fa, in un contesto geopolitico del tutto diverso da quello attuale, e, alla luce della generale esigenza di snellimento e razionalizzazione degli apparati pubblici, procedere alla ridimensionamento delle servitù militari in Sardegna, anche mediante la progressiva riduzione dei Poligoni di Capo Frasca e di Capo Teulada e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel Poligono Interforze di Salto di Quirra, secondo le modalità sopra indicate;

• individuare, nell’ambito dello Stato maggiore della Difesa ed eventualmente degli Stati Maggiori di Arma, le funzioni preposte alla programmazione, al coordinamento ed all’attuazione delle bonifiche dei poligoni di tiro, in tutta Italia, procedendo ad una ricognizione a carattere nazionale sulla situazione ambientale delle aree dove sono insediate tali installazioni, anche utilizzando il modello offerto dal progetto di caratterizzazione ambientale di Salto di Quirra;

• potenziare, soprattutto con riferimento ai poligoni, le funzioni centrali di indirizzo, coordinamento e programmazione presso l’amministrazione della Difesa rivolte a rafforzare le attività finalizzate a realizzare una completa ed aggiornata valutazione dei rischi e a rendere più efficienti i servizi di prevenzione e protezione, eventualmente attraverso la formulazione da parte del Ministero della difesa, di un piano nazionale di intervento;

• assicurare, anche attraverso il coordinamento con le altre amministrazioni, con le Regioni e con gli enti locali, il pieno mantenimento dei livelli occupazionali presenti nelle aree e nelle zone limitrofe ai poligoni interessati a forme di riconversione o di ristrutturazione;

• impegnare il Governo all’inserimento, a partire dalla prossima Legge di Stabilità 2013, di un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari;

Sull’attuazione delle predette indicazioni, il Governo riferisce, una prima volta, entro il 30 settembre 2012, e successivamente con periodicità annuale, mediante una relazione al Parlamento.”

Pie intenzioni, il resto è tutto da vedere.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da La Nuova Sardegna on line, 2 giugno 2012

Lo stop alle bombe decisione obbligata.  Il dato politico più rilevante è sicuramente la totale condivisione della decisione di cancellare i poligoni di Teulada e di Capo Frasca e di riconvertire quello del Salto di Quirra: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/06/02/news/lo-stop-alle-bombe-decisione-obbligata-1.5194198

da La Nuova Sardegna, 31 maggio 2012

Stop alle servitù, sì alla chiusura dei poligoni militari nell’isola. La commissione parlamentare sull’uranio impoverito ha approvatoall’unanimità la proposta di Gian Piero Scanu (Pd): fine attività a CapoTeulada e Capo Frasca, riconversione per Quirra: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120531080505.pdf

da La Nuova Sardegna on line, 30 maggio 2012

Chiusura dei poligoni sardi, sì unanime della commissione parlamentare. Votata all’unanimità la proposta del senatore pd Giampiero Scanu che prevede la chiusura dei poligoni di Teulada e Capo Frasca e la riconversione di Quirra:  http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/05/30/news/commissione-parlamentare-primo-si-alla-chiusura-dei-poligoni-sardi-1.5179612

da L’Unione Sarda on line, 30 maggio 2012

Il Senato: Quirra centro tecnologico. Chiusura per Teulada e Capo Frasca: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/275287

da Sardegna Oggi, 31 maggio 2012

Uranio: dal Senato ok alla chiusura di Capo Frasca e Teulada, bonifiche a Quirra: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2012-05-31/18514/Uranio_dal_Senato_ok_alla_chiusura_di_Capo_Frasca_e_Teulada_bonifiche_a_Quirra.html

  1. capitonegatto
    giugno 4, 2012 alle 10:04 am

    Pie intenzioni ? Mi sembrano piuttosto intenzioni confuse , dove insieme al business delle aziende con escavatori , si vuole fare di tutto e di piu.
    Intanto dopo una bonifica fatta solo da ditte specializzate e secondo un protocollo ben definito, occorre che siano i cittadini di quelle aree ad avere voce in capitolo sulla destinazione d’uso. I terreni sono demaniali ? Ebbene , se il privato ne entrasse in possesso , senza regole e senza previa informativa ai cittadini , la cosa nascerebbe nella continuazione di quello che abbiamo purtroppo gia’ visto.
    Si vuole ridurre i poligoni di tiro e tenere sotto controllo chi ? I militari ? O gli elementi dannosi alla salute che le varie munizioni emettono ? Questa si che e’ pia illusione. La Sardegna non deve piu essere terreno per soldatini al servizio dei fabbricanti d’armi e munizioni.

  2. icittadiniprimaditutto
    giugno 4, 2012 alle 10:10 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Bio IX
    giugno 4, 2012 alle 1:33 pm

    Mentre qui in Italia spesso li si spernacchia, dall’altra parte del mondo, in Cina …

    Nanoparticelle, premio internazionale Il duo Gatti-Montanari ai vertici mondiali.
    La dottoressa Antonietta M. Gatti andrà a ritirarlo in Cina, a Chengdu, l’importante riconoscimento assegnatole della International Union of Societies for Biomaterials Science and Engineering. Se in Italia lei e il marito Stefano Montanari si sono visti creare un inspiegabile cordone sanitario intorno alle loro ricerche sulle nanopatologie, gli scienziati di mezzo mondo (sia dell’UE che da Canada, USA, Cina, Giappone, Corea, India, Australia) hanno deciso di premiare il suo contributo nel campo delle Scienze dei Biomateriali e di Ingegneria nominandola Fellow dello IUSBSE.
    Leggendo il curriculum di Antonietta Gatti non c’è da sorprendersi: una vita passata a studiare gli effetti delle polveri sottili e ultrasottili inorganiche e non biodegradabili (quelle che comunemente chiamiamo PM10), con una carriera da Visiting Professor all’Institute for Advanced Sciences Convergence (al Dipartimento di Stato americano), Membro del Comitato Scientifico Nazionale del Ministero della Difesa (CPCM), Consulente della Commissione governativa sull’uranio impoverito e le malattie correlate, Coordinatore del Progetto chiamato INESE Commission dell’Istituto Italiano di Tecnologia di nanoecotossicologia.
    Da qualche anno, a sostenere la dottoressa Gatti nel suo percorso di ricerca c’è l’associazione “Vita al Microscopio”, nata proprio per tutelare la ricerca sulle nanopatologie portata avanti dai due scienziati-coniugi italiani all’indomani della sottrazione del super-microscopio necessario per i loro studi e del prepensionamento imposto alla Gatti dall’Università di Modena e Reggio Emilia.
    Le nanotecnologie rappresentano il futuro della ricerca scientifica: le possibili applicazioni sembrano essere infinite, dall’informatica al campo sanitario. Si tratta di manipolazione della materia a livello ridottissimo, su una scala dimensionale inferiore al micrometro.
    Ma se da una parte le prospettive di applicazione di queste tecnologie rappresentano una scommessa di progresso e per molti anche di profitto, dall’altro è necessario tenere alta la guardia sui rischi che le nanoparticelle possono comportare per la salute umana. E il merito di aver messo in guardia su questi rischi e sulle “nanopatologie” è proprio di Antonietta Gatti e di suo marito. Attraverso il loro studi sono riusciti a collegare l’insorgenza di forme tumorali con l’esposizione a nanoparticelle, a partire dalla cosiddetta “sindrome dei Balcani” che ha colpito tanti dei reduci della guerra in ex Jugoslavia esposti alle polveri sottili dell’uranio impoverito, con applicazioni importanti nell’ambito dell’inquinamento ambientale.
    Un futuro, quello della ricerca sull’infinitamente piccolo, che apre grandi opportunità ma che non deve farne sottovalutare i rischi. Per questo, l’onorificenza alla studiosa italiana, non può che rappresentare un’importante segnale di attenzione da parte della comunità scientifica internazionale
    ( http://affaritaliani.libero.it/emilia-romagna/nanoparticelle-premio-internazionale-il-duo-gatti-montanari-ai-vertici040612.html )

  4. deltap2
    giugno 5, 2012 alle 9:51 am

    Ampie garanzie di parcelle..ed un “bel giorno”..l’ultimo chiuderà la porta….

  5. argiolasfabio
    giugno 6, 2012 alle 12:30 am

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  6. giugno 7, 2012 alle 10:13 am

    Gentile Deliperi,
    di chiusura non si parla da nessuna parte. Si parla invece di un progressivo ridimensionamento di Frasca e Teulada (giustificato dalla situazione di ridimensionamento delle forze armate, mica dall’inquinamento o dal fatto che i poligoni sono sbagliati in sé) e del trasferimento delle competenze a Quirra.
    In sintesi, poiché il termine “ridimensionamento” si può intendere come si vuole, significa, nella migliore delle ipotesi, concentrare a Quirra le competenze dei poligoni di tiro, quindi ampliarlo (altro che chiusura!).
    Invito inoltre a considerare con attenzione la frase: “divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all’ambiente”. Poiché lo stesso Fiordalisi non ha imputato nessuno per inquinamento e non risulta inquinamento da uranio impoverito (mentre per i metalli pesanti e il famigerato torio vi sono moltissimi dubbi) poiché non è stato effettuato alcun campionamento esteso all’interno del poligono e siamo ancora in attesa dello studio epidemiologico richiesto dalla RAS, potrebbe accadere, nel caso non fosse accertato danno biologico (fatto non improbabile a giudicare da alcune avvisaglie che non sto a riportare per brevità) che si finisca per tenerci un poligono e non bonificare proprio nulla (le bonifiche «radicali» sono un nonsenso, se prima non si capisce cosa si dovrebbe bonificare).
    Ho l’impressione che tutta questa confusione e complice la pessima informazione dei media (forse in buona fede, certo, ma il risultato non cambia) stia maturando un risultato pessimo per il territorio, che rischia di tenersi poligoni e inquinamento, con l’aggravante di avere la sensazione di aver raggiunto chissà quale risultato (a proposito di cornuti e mazziati!).
    Spero che l’attenzione di tutti si concentri sui «fatti» e non sulle suggestioni: i fatti dicono che non si sta chiudendo un bel nulla e si rischia di non bonificare, altro che storie!
    Cordialmente,

  7. Bio IX
  8. giugno 20, 2012 alle 10:57 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 20 giugno 2012
    Veleni di Quirra, processo al via. Hanno chiesto di costituirsi parte civile diversi enti locali, ambientalisti e associazioni agricole. Presto lo farà anche la Regione: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/06/20/news/veleni-di-quirra-processo-al-via-1.5292248

    A.N.S.A., 20 giugno 2012
    Quirra: decisione su rinvii a giudizio slitta al 18 luglio. Prima udienza gup a Lanusei, costituite parti civili: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/06/20/Quirra-decisione-rinvii-giudizio-slitta-18-luglio_7069951.html

  9. giugno 21, 2012 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 21 giugno 2012
    Veleni di Quirra, processo al via. Hanno chiesto di costituirsi parte civile diversi enti locali, ambientalisti e associazioni agricole. Presto lo farà anche la Regione: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/06/20/news/veleni-di-quirra-processo-al-via-1.5292248

  10. giugno 29, 2012 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 29 giugno 2012
    I veleni di Quirra: appalti pilotati per truccare l’esito delle analisi. Altri quattro indagati, l’accusa è turbativa d’asta mediante collusione. (Mariella Careddu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120629083751.pdf

    L’udienza. Venti indagati. Disastro ambientale: i misteri della base di fronte al giudice: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120629083833.pdf

    da La Nuova Sardegna, 29 giugno 2012
    Quirra, aperto un nuovo lone d’indagine. Quattro indagati nell’inchiesta aperta dal pm Fiordalisi sull’appalto per il monitoraggio ambientale. (Valeria Gianoglio): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120629082328.pdf

  11. luglio 11, 2012 alle 7:11 pm

    da L’Unione Sarda, 11 luglio 2012
    Quirra, inchiesta sull’uranio. Sequestrato vitello deforme: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/280683

  12. luglio 14, 2012 alle 2:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 luglio 2012
    Quirra, l’Iss non conferma l’allarme tumori. Presentata l’indagine epidemiologica commissionata dalla Regione su 8 comuni attorno al poligono. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. L’indagine epidemiologica nei comuni del salto di Quirra era partita ufficialmente lo scorso 15 dicembre, ma i primi risultati sono stati illustrati solo in questi giorni e affermano, in sostanza, che negli otto comuni della zona i valori di mortalità sono sotto la media regionale per diverse malattie, e non se ne discostano «se non per due cause, non tumorali: malattie dell’apparato digerente e, in particolare, cirrosi». E questo vale sia per gli uomini sia per le donne. Anzi, in diversi casi, i dati dell’Ogliastra e del Sarrabus sono sotto la media regionale. I dati li ha esposti alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito il medico Loredana Musmeci, direttore del dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell’Istituto superiore di sanità di Roma. La professionista nei giorni scorsi ha esposto per circa un’ora la sua relazione finale sull’indagine commissionatale dalla Regione. Il periodo che con il suo staff ha preso in considerazione è quello che va dal 2003 al 2009, perché per gli anni precedenti non erano disponibili i dati sulla mortalità per tutto il territorio nazionale, e il protocollo operativo si è basato sui dati relativi alla mortalità e su quelli riguardanti le malattie, acquisendo, per questi ultimi, le schede di dimissione ospedaliera. L’area di interesse è stata divisa in due “corone” concentriche al poligono: una più interna che comprende i comuni di Escalaplano, Perdasdefogu e Villaputzu, e una più esterna che comprende i comuni di Armungia, Ballao, Tertenia, San Vito e Villasalto. Per ognuna delle analisi è stato utilizzato come parametro di riferimento la mortalità in Sardegna per le stesse cause, genere e classi di età. Le conclusioni, le ha riferite la stessa Musmeci in questi giorni alla commissione parlamentare sull’uranio impoverito: «Considerando insieme – ha spiegato – gli otto comuni che sono compresi nella corona interna e in quella esterna, si può affermare che nel complesso dei generi, i valori di mortalità non presentano eccessi significativi se non per due cause non tumorali: malattie dell’apparato digerente e, in particolare, cirrosi». Al contrario, aggiunge il medico dell’Istituto superiore di sanità, vi sono “deficit significativi”, ovvero una percentuale inferiore alla media regionale, in altre malattie come «il tumore del colon-retto, della trachea, bronchi e polmoni». Altri deficit significativi, inoltre, spiega la professionista, si osservano per il diabete, le demenze, le malattie dell’apparato genitourinario, le malattie ischemiche del cuore. Lo staff del medico Musmeci, tuttavia, non si accontenta di questi risultati e per approfondire ha chiesto di acquisire i dati raccolti nell’ambito di caratterizzazione ambientale svolto dal ministero della Difesa per l’area del Salto di Quirra. Il medico e coordinatore pro tempore della commissione tecnica di esperti per Quirra, Antonio Onnis, si è dichiarato subito disponibile a fornire i dati in questione. Ma ha fatto anche presente che nella percezione comune il picco delle patologie tumorali e della relativa mortalità si colloca tra il 2000 e il 2001, per cui ha chiesto di estendere l’indagine epidemiologica al periodo 1998-2003, e di dedicare una particolare attenzione a Quirra, la frazione di Villaputzu, oltre ad approfondire la storia clinica delle 168 persone morte per patologia tumorali individuate dalla Procura di Lanusei come morti sospette. Il medico Loredana Musmeci ha assicurato che verranno fatti altri approfondimenti.

  13. luglio 14, 2012 alle 11:01 pm

    qui il resoconto dell’audizione della dottoressa Loredana Musmeci, Direttore del Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Istituto superiore di sanità (ISS), presso la “Commissione parlamentare d’inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito” (10 luglio 2012): http://www.senato.it/Web/16Lavori.nsf/All/F0C24CEEA2F7D01DC1257A38004D7694

  1. giugno 7, 2012 alle 12:14 pm
  2. novembre 12, 2012 alle 8:16 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: