Home > aree urbane, difesa del territorio, difesa del verde, Europa, Italia, società > La crisi dovuta al mattone, in Spagna come in Italia (e non solo).

La crisi dovuta al mattone, in Spagna come in Italia (e non solo).


Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica (tombe puniche). Sullo sfondo le “torri” del complesso Immobiliareuropea s.p.a.

 

Bankia, colosso bancario spagnolo, sta crollando sotto il peso della bolla speculativa immobiliare, così come sta franando l’economia iberica.  Così come in Irlanda, così come in tanti altri Paesi (in primo luogo gli Stati Uniti).  Così come in Italia.

A Cagliari non c’è l’eccezione. 165 mila residenti, con una perdita di circa 30 mila abitanti negli ultimi 25/30 anni.  Forse 5/6.000 unità immobiliari non occupate.  Eppure non si ristruttura (soprattutto nel centro storico, dove si dovrebbe), ma si costruisce.  E gran parte del nuovo patrimonio immobiliare rimane invenduto.  E’ crisi nera.  Nonostante la penosa politica favorevolissima al “mattone” da parte delle ultime amministrazioni comunali di centro-destra.

Chiedere all’Immobiliareuropea s.p.a. (Gruppo Zuncheddu) quanto è stato effettivamente venduto del complesso “I Fenicotteri” o chiedere al Gruppo Puddu lo stato delle vendite dei nuovi affari edilizi (Via Caboni, Viale Poetto, ecc.), per non parlare delle vendite delle unità immobiliari a Tuvixeddu da parte del Gruppo Cualbu.

La sorte appare segnata eppure si continua, quasi in forma maniacale, autistica. Quando si volterà pagina?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cagliari, la Torre dell’Elefante

da La Repubblica, 18 maggio 2012

Nella città deserta dei palazzinari “Banche piegate dalla bolla edilizia”.  Omero Ciai

Il crollo in Borsa della quarta banca spagnola, Bankia (meno 29%), la corsa al ritiro dei conti correnti nelle sue agenzie (pubblicata da El Mundo, ma smentita dal governo), e il declassamento da parte di Moody’s del rating di 16 banche spagnole, praticamente di tutto il sistema finanziario iberico, comincia in queste assolate e polverose vie deserte a metà strada fra Toledo e Madrid. Cinque o sei anni fa, quando l’edilizia tirava, Francisco Hernando, detto Paco “el pocero”, il più famoso, furbo e avventuroso, “palazzinaro” del paese, riuscì a raccogliere milioni di euro in prestito per il suo progetto. Una urbanizzazione da 60mila abitanti non troppo lontano dalla capitale per risultare appetibile ad una giovane classe media in fuga dai costi esorbitanti degli appartamenti in città. Angelica, la benzinaia, ride ancora. Se li ricorda quando arrivarono Paco e i suoi operai, quei poveracci a cui il “palazzinaro” non ha mai pagato neppure i contributi pensione e malattia, per trasformare i campi della Sierra dietro al suo distributore in una nuova città.
Era terreno agricolo ma bastò ungere un po’ il sindaco dell’epoca per costruirci giardini, piscine condominiali, qualche campetto da tennis, il rettangolo della pallacanestro e un piccolo stadio. Il tutto in mezzo a numerosi casermoni stile edilizia popolare, ma appena un po’ più chic, lungo i quali oggi non passeggia proprio nessuno. Le finestre, con le persiane di plastica rosse, sono tutte chiuse dal primo al settimo piano. La guardiola del portiere abbandonata, perfino l’ufficio vendite all’angolo del primo edificio è chiuso. Così per tutte le strade, a destra e a sinistra, un edificio dietro l’altro. Alcuni lavori sono stati lasciati a metà, quando s’è chiuso il rubinetto dei prestiti. Dopo gli ultimi due edifici e prima del laghetto ci sono le fondamenta già pronte per altri palazzi mai costruiti e molte strade non portano da nessuna parte, finiscono all’improvviso nei campi. Ai prezzi del 2007 un appartamento di 65mq da queste parti costava più di 200mila euro, oggi le banche che hanno messo i soldi e poi hanno espropriato “el pocero”, finito nel frattempo in bancarotta, cercano di venderli a 60mila euro, o di affittarli per 400 al mese. Ma non c’è niente da fare. “El residencial Francisco Hernando“, come recita la scritta all’ingresso dell’urbanizzazione, è spaventosamente vuoto. «In cinque anni avranno venduto forse un migliaio di appartamenti», dice Angelica, «e gli unici residenti che vedo io sono quelli che vengono qui a lamentarsi perché gli hanno rubato qualcosa».
In tutta la cintura intorno a Madrid ci sono villaggi nuovi e abbandonati come a Seseña. Adesso li chiamano “low cost” perché pur di vendere qualcosa le agenzie immobiliari delle banche fanno prezzi stracciati. Dopo la sbornia dei soldi facili per la speculazione edilizia, la crisi ha trascinato tutti nel baratro e in rosso per i prestiti ormai a fondo perduto ci sono i maggiori istituti di credito del paese. Nessuno escluso. In tutta la Spagna ci sono più di un milione di nuovi appartamenti invenduti e, sui bilanci delle banche, pesa ogni giorno di più la perdita di valore degli immobili senza proprietario. È il prossimo crac che genera gli incubi nei sonni del presidente del governo conservatore, Mariano Rajoy, e nel quale sono coinvolti tutti: Comuni, Regioni, politici di destra e di sinistra, a cominciare da Aznar, l’ex leader dei Popolari, che negli anni Novanta liberalizzò l’uso del suolo per lanciare l’ultima cementificazione delle coste spagnole. Anche nelle zone di villeggiatura il valore degli immobili crolla. È un segno dei tempi. Anche il turismo si contrae e d’altra parte da mesi la Spagna registra un calo nel totale della sua popolazione: le giovani coppie di diplomati e laureati senza lavoro lasciano il paese per cercare fortuna dall’altra parte dell’Atlantico.

Sardegna, paesaggio agrario

La catastrofe del “ladrillo”, il mattone, è la vera spina nel fianco dell’economia che rischia di rendere quasi automatico il contagio delle peste mediterranea, quella malattia che già soffia violenta fra Atene e Lisbona. La Spagna è in recessione da mesi e Rajoy non ha i soldi per salvare le banche. Finora il primo e unico intervento del governo, la nazionalizzazione di Bankia, è stato un disastro. Nell’incertezza generale ieri le azioni di Bankia hanno perso in Borsa il 29 per cento. Il governo nega che sia una conseguenza di un ritiro massiccio dei depositi ma il panico è in agguato e sorvola come un nugolo di corvi i segreti palazzi dei banchieri. L’altro fronte dell’emergenza sono i debiti contratti dalle Comunità autonome. Ieri l’agenzia americana Moody’s ha declassato anche i bonos sul debito emessi dalla Catalogna e da Murcia al livello dei titoli spazzatura, Junk bond. E tagliato il rating anche dell’Andalusia e dell’Estremadura. L’agenzia ritiene che nessuna di queste quattro grandi regioni spagnole riuscirà a raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit nel 2013 e che tutte, senza un intervento del governo centrale, rischiano di non poter onorare i loro debiti.

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    Maggio 20, 2012 alle 10:09 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Poricu
    Maggio 21, 2012 alle 6:32 PM

    Riflessioni a braccio:
    l’edilizia senza regole ha prodotto facili e grandi richezze. Ripercorrendo la storia di questi ultimi decenni del nostro paese ,si deve prendere atto che le maggiori furtune finanziarie provengono da questo settore. Paradossalmente tutto questo a poi generato un sistema corrutivo generalizzato in tutti i Comuni Italiani. Ci si candida nella speranza di una variante al Piano Regolatore che trasformi un terreno da agricolo in edificabile. Il conseguente “plus valore” va interamente al privato,pur essendo un bene della comunità. E’ incomprensibile -si fa per dire- come una semplice recinzione di un cortile sia concessione pubblica (permesso di costruire) mentre le grandi lottizzazioni che comportano spese infrastrutturali a volte esorbitanti per le finanze pubbliche ,siano concesse senza un serio esame delle incidenze territoriali , economiche,ambientali.
    Le conseguenze ,come l’articolo ben evidenzia, sono distruttive per l’intero sistema economico. I capitali devono tornare a sostenere la vera imprenditoria e non la speculazione priva di regole . Così nelle attivita produtive come in edilizia.

    Teulada di Alicante è un paese,come Teulada di Sardegna, vicino al mare. I due paesi sono gemellati. Chi vuole rendersi conto di che cosa è successo sulla costa Spagnola può farlo osservando il territorio in Google Heart. Oggi esiste un piccolo ,ma significativo,
    flusso di visitatori Spagnoli che vengono ad ammirare la costa di Teulada (CA) perchè ancora non ricoperta dal cemento.

  3. giugno 9, 2012 alle 8:12 PM

    ecco qua, ora bisogna sostenere le banche spagnole…

    A.N.S.A., 9 giugno 2012
    L’Eurogruppo: Madrid chiederà aiuti. Riunione d’urgenza ministri finanziari zona euro. Disponibili a intervento fino a 100 miliardi: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/06/08/Spread-rialzo-Tokyo-prevale-timore_7000974.html

  4. Occhio nudo
    luglio 21, 2012 alle 6:58 PM

    E noi?

  5. agosto 7, 2012 alle 11:51 am

    http://www.villemonteclaro.it/nascono-le-ville-di-monte-claro.php ma di quest’obbriobrio non ne parla nessuno?

  6. novembre 1, 2012 alle 7:42 PM

    ecco a che porta la speculazione edilizia, soprattutto quando foraggiata ampiamente dai soldi pubblici.

    da L’Unione Sarda, 1 novembre 2012
    FLUMINIMAGGIORE. Il Comune. Proroga negata per la lottizzazione di Sant’Angelo. (Federico Matta)

    Niente proroga alla concessione edilizia per la lottizzazione di Sant’Angelo e stop al Piano di sviluppo turistico della frazione montana. Il Consiglio comunale di Fluminimaggiore ha espresso ieri all’unanimità un no secco alla richiesta presentata nei giorni scorsi dalla Sant’Angelo Srl, riguardante la concessione di un’ulteriore proroga (la quinta per l’esattezza, l’ultima concessa lo scorso aprile) dei termini di scadenza dell’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori, rilasciata dal comune nei primi anni ’90.
    LA PROROGA. «Sulla decisione di votare contro la richiesta della Sant’Angelo Srl – tiene a precisare il sindaco Piero Massa – non c’è stato nessun ordine di scuderia. Ritengo che, stanchi delle promesse e anche soprattutto per una questione di dignità, si è voluto questa volta bocciare più che altro la mancanza di serietà da parte della società immobiliare, dimostrata richiedendo soltanto proroghe sulle concessioni e non realizzando mai niente per il completamento del Piano di lottizzazione della frazione».Sulle motivazioni del voto contrario, sembrerebbe non ci siano dubbi neanche tra gli esponenti della minoranza. «In questi ultimi vent’anni, in nome dello sviluppo del territorio – lamenta Mario Secchi, dell’opposizione – le amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune, hanno dato la massima disponibilità per l’attuazione del Progetto Sant’Angelo. Ma agli imprenditori che si comportano malissimo, prendendo in giro la nostra comunità come questi hanno fatto, non puoi rinnovare la fiducia e concedere altre proroghe».
    GLI ALBERGHI. Il progetto iniziale, approvato nei primi anni ’90 e finanziato dalla Regione con i fondi per la riconversione delle attività minerarie, prevedeva la costruzione di tre alberghi.Nel 2004 è stata inaugurata la prima e unica struttura ricettiva realizzata, l’Antas Hotel da 340 posti letto, che ha chiuso i battenti dopo qualche anno di attività. Ora con la bocciatura dell’ennesima proroga il capitolo sulla lottizzazione turistica di Sant’Angelo potrebbe chiudersi tra mille polemiche. «Ma potrebbe aprirsene un altro – assicura l’assessore Marco Cau – nel caso in qui si presentassero dei veri imprenditori disposti a creare sviluppo e occupazione. Perché con questi non si va da nessuna parte».

  7. gennaio 10, 2013 alle 4:29 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 9 gennaio 2013
    Spagna, bolla immobiliare e anima di cemento. (Fabio Balocco): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/09/spagna-bolla-immobiliare-e-anima-di-cemento/464940/

  8. agosto 10, 2013 alle 6:49 PM

    da Il Corriere della Sera, 10 agosto 2013
    A BENIDORM. DA SIMBOLO DELLA RINASCITA A EMBLEMA DELLE DIFFICOLTÀ.
    Spagna, un grattacielo di 47 piani Ma nel progetto non c’è l’ascensore. La megalomania, talvolta, ha conseguenze catastrofiche: avrebbe dovuto essere alto 20 piani, ora i lavori sono fermi: http://www.corriere.it/cronache/13_agosto_10/benidrom-grattacielo-spagna-ascensore-intempo_8aa89cd8-01b7-11e3-92ac-e02b389c51e0.shtml

  9. ottobre 30, 2013 alle 8:18 PM

    da Eddyburg, 30 ottobre 2013
    Mattone, linea dura in Spagna:”Abbattere le case invendute” – da La Repubblica, Finanza, 23 ottobre 2013. (Ettore Livini): http://www.eddyburg.it/2013/10/mattone-linea-dura-in-spagnaabbattere.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

  1. aprile 2, 2013 alle 12:52 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: