Home > "altri" animali, biodiversità > La caletta riservata ai Grifoni!

La caletta riservata ai Grifoni!


Una bella notizia: il tenente di vascello Renato Signorini, comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Bosa (OR), ha emanato l’ordinanza n. 1/2012 del 7 aprile 2012 con la quale ha interdetto “la navigazione, l’ormeggio, l’ancoraggio, la pesca, la balneazione e qualsiasi altra attività di superficie e subacquea professionale e diportistica” nel mare di Cala Fenuggiu per il periodo 8 aprile – 31 agosto 2012 per salvaguardare la nidificazione del Grifone.

Per la prima volta viene adottato un provvedimento di grande importanza per la necessaria tranquillità delle riproduzione dei grandi avvoltoi.    Tuttavia sarebbe necessario regolamentare anche l’accesso via terra alla zona, visto che addirittura sono proposte escursioni organizzate nel periodo della nidificazione.

Infatti, i Grifoni volano ancora e si riproducono, anche in Sardegna.   Sulla costa alta fra Alghero, Bosa, Villanova Monteleone.   Fra boschi di sughere, macchia mediterranea, rocce, falesie.   Capo Marrargiu, Tentizzos, Torre Argentina, Punta Cristallo.

Il Grifone (Gyps fulvus), una delle specie di altri animali più caratteristiche dell’Isola, vive e vola da erratico un po’ in tutto il territorio regionale.  Dai Sette Fratelli al Supramonte, dove nidificava fino a trent’anni fa e dove un progetto del Comune di Oliena, dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Nuoro e dell’Ente foreste della Sardegna ne vorrebbe la reintroduzione, anche se il recente fallimento della reintroduzione del Gipeto determinato dai bocconi avvelenati pesa come un macigno.

Perseguitato con bocconi avvelenati e fucili con la falsa accusa di decimare le greggi, è uno dei quattro avvoltoi europei, necrofago, al vertice della catena alimentare.  Attualmente se ne stimano poco più di un centinaio di esemplari, con una trentina di coppie nidificanti.   Il 28 ottobre 2010 sono stati liberati a Punta Cristallo (Alghero), nel parco naturale regionale “Porto Conte” (dove gravitano altri 4-5 esemplari e recentemente è stato riattivato uno storico carnaio) due giovani Grifoni (un maschio e una femmina) recuperati qualche mese fa e riabilitati dal Centro di recupero della fauna selvatica (Bonassai) dell’Ente foreste della Sardegna.  Due esemplari in più in volo sui cieli sardi.

Il Grifone si trova in Marocco, Algeria, Spagna (8.100 coppie), Sardegna, Croazia (soprattutto nelle isole Cres e Rab), in Grecia (circa 450 coppie), Turchia, fino all’Iran ed all’Irak.   Dalla Slovenia arriva fino all’Austria, dove dallo zoo di Salisburgo (che accoglie una colonia in stato semi-libero) sale fino agli Alti Tauri. E’ stato reintrodotto nel Massiccio Centrale francese (circa 220 coppie) e nel Giura svizzero (54 coppie). La popolazione complessiva al momento sembra crescere.    In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui.

In Italia è stato reintrodotto nel parco naturale regionale dei Nebrodi (Sicilia), dove conta ad oggi circa 50 individui tra adulti e giovani. A seguito di un’operazione di ripopolamento, sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso (agosto 2006), mentre recenti avvistamenti ci sono stati anche sulle Dolomiti, in Veneto, sul massiccio della Marmolada. Anche la Regione Friuli – Venezia Giulia è promotrice, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del grifone nella zona di Forgaria nel Friuli. Nel Parco nazionale del Pollino (Calabria), nel territorio di Civita in provincia di Cosenza, è in atto un progetto di reintroduzione. Per il momento ci sono 27 esemplari tenuti in una voliera a picco sulle Gole del Raganello per acclimatarsi al nuovo ambiente.

Ma è in Sardegna il nucleo storico, presente da sempre, ininterrottamente.  E’ una parte della nostra Terra e dobbiamo difenderlo. In più occasioni le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra si sono battute, in campo legale, per fermare opere pubbliche (in particolare elettrodotti ad alta tensione) e private che ponevano in pericolo l’areale di riproduzione del nostro avvoltoio, contro i vigliacchi bocconi avvelenati.  Ma non basta. A quando un’area protetta sul litorale bosano-algherese per salvaguardare le colonie nidificanti del Grifone?

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra

Grifone (Gyps fulvus)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. aprile 10, 2012 alle 4:04 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 10 aprile 2012
    Caletta proibita per difendere i grifoni. Una ordinanza della capitaneria di porto di Bosa vieta l’accesso e la navigazione a Cala Fenuggiu fino al prossimo 31 agosto. (Alessandro Farina): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/04/10/news/caletta-proibita-per-difendere-i-grifoni-1.3794038

    da L’Unione Sarda on line, 10 aprile 2012
    Bosa, un’ordinanza per salvare i grifoni “Cala vietata a imbarcazioni e bagnanti”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/266522

  2. aprile 10, 2012 alle 5:10 PM

    Fa veramente piacere leggere notizie del genere con obiettivo la protezione degli animali.
    Complimenti. Ciao

  3. aprile 10, 2012 alle 5:11 PM

    Con immenso piacere leggo notizie come questa che hanno come obiettivo la protezione degli animali.
    Complimenti vivissimi per il vostro ruolo. Ciao

  4. icittadiniprimaditutto
    aprile 11, 2012 alle 8:04 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. aprile 11, 2012 alle 7:52 PM

    forse parecchi bosani non “meritano” d’avere i Grifoni nidificanti sul proprio territorio.

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2012
    L’ordinanza per i grifoni scatena le polemiche.
    Bosa, operatori turistici preoccupati per le possibili ricadute negative dopo la decisione della Capitaneria di vietare l’accesso a Cala Fenuggiu. (Alessandro Farina)

    BOSA. Un giorno basta. Ci vuole anche meno per far accendere la miccia delle polemiche. Il temporaneo divieto imposto nello specchio di mare prospiciente l’insenatura di Cala Fenuggiu, per tutelare la nidificazione di alcune coppie di grifoni, fa infatti già discutere. «Credo si tratti di un’iniziativa estrema, che si poteva evitare intervenendo in altra maniera», afferma Vincenzo Piras del Bosa Diving Center. Mentre per l’ambientalista Alfonso Campus il problema della nidificazione va affrontato anche con una mirata azione da terra. «Tenuto conto delle normative l’amministrazione ha cercato di garantire gli operatori», è la posizione del sindaco Pierfranco Casula. Insomma, in molti avrebbero voluto che fossero contemperare le esigenze di tutela ambientale con la vocazione turistica del territorio. È questo il perenne punto di contrasto che emerge anche all’indomani dell’ordinanza della Guardia costiera bosana che ha vietato dall’otto aprile al trentuno agosto, il transito e l’ancoraggio delle imbarcazioni e la balneazione all’imboccatura dell’insenatura di Cala Fenuggiu. «È una decisione su cui mi trovo solo parzialmente d’accordo», sottolinea il titolare del Bosa Diving Center, Vincenzo Piras. «Premesso che sostengo la tutela del grifone, credo anche però che decisioni come questa debbano essere prese solamente in ultima soluzione. Considerato infatti che non è possibile garantire per mesi e per ventiquattro ore al giorno la sorveglianza, forse sarebbe stato meglio intervenire adoperandosi perché i grifoni a Cala Fenuggiu non nidificassero. Senza tenere conto che noi operatori aspettiamo i mesi estivi per poter lavorare in quel tratto di costa, certamente prezioso per l’intera economia turistica locale». Sul fronte ambientalista Alfonso Campus, dell’associazione L’Altra Bosa, da un lato plaude all’iniziativa, ma dall’altro mette in risalto ulteriori questioni: «Il problema è che Cala Fenuggiu può essere raggiunta attraverso un percorso di trecking e già lo scorso anno un gruppo di escursionisti, sia pur involontariamente, aveva creato problemi ai grifoni. Se l’interdizione dal mare è quindi una buona notizia, è anche vero che occorre un’azione di tutela a più ampio raggio», questa il convincimento di Alfonso Campus. L’ordinanza su Cala Fenuggiu «Fa riferimento alla normativa in tema di tutela della fauna selvatica ed in particolare al Piano d’azione per il grifone curato nel 2008 da Legambiente, inserito poi nel più vasto progetto del Sito di interesse comunitario di capo Marrargiu», ricorda il sindaco Pierfranco Casula. «Credo inoltre che si tratti di una limitazione ristretta ad una zona impervia e poco frequentata. L’amministrazione comunque, anche in virtù dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Bosa, ha cercato di garantire le esigenze di pescatori e operatori. Soprattutto perchè – conclude il primo cittadino – siamo convinti che proprio gli operatori sono e saranno i primi a garantire la tutela di questa specie unica». Il tempo dei dubbi, delle opnioni e dei pareri comunque durerà per uno spazio molto breve. La stagione turistica è alle porte e si capirà subito se l’ordinanza avrà avuto i suoi effetti, se verrà rispettata e se gioverà ai grifoni.

  6. Occhio nudo
    aprile 12, 2012 alle 6:06 PM

    Viva i grifoni, le volpi e pure le cornacchie, anche se quella povera pecora fa una certa impressione..

  7. aprile 24, 2012 alle 2:59 PM

    da La Nuova Sardegna, 24 aprile 2012
    Lo studioso: «Quei vincoli non salveranno i grifoni». Bosa, Pasquale Carroni boccia gli interventi appena decisi per Cala Fenuggiu. Criticati i costosi piani attuati in questi anni: «Non hanno portato benefici». (Alessandro Farina)

    BOSA. «Un serio e articolato progetto che, attraverso la nascita di un consorzio, veda complementare alla salvezza della specie in estinzione, la valorizzazione delle risorse umane ed economiche del territorio». Questo in sintesi il pensiero di Pasquale Carroni sul futuro del grifone. Naturalista, da decenni impegnato in profondi studi sulla colonia di gyps fulvus, lo studioso chiede la pubblicazione delle spese sostenute dalle varie associazioni che in questi anni si sono occupate della specie. Ma soprattutto alla Regione meno vincoli e un impegno diretto e mirato per l’area del Marrargiu. Pasquale Carroni vanta un lungo e articolato curriculum da naturalista sempre in prima linea. Che non vuole evidentemente tirarsi indietro sulle discussioni di questi giorni. «Credo che la semplice politica dei vincoli non paghi», afferma in premessa. Cioè, nello specifico sull’interdizione a Cala Fenuggiu: «Non è un intervento utile, perché nel sito incidono vari altri fattori negativi per l’involo del grifone, oltre al possibile disturbo antropico». Disposizione che però segue il filo di un progetto che prevede un nuovo finanziamento regionale. «Per la verità il progetto non è del Comune o della Regione, ma è stato elaborato per l’ennesima volta da associazioni private e da Legambiente». Mentre «La salvaguardia delle specie a rischio estinzione è assoluta competenza dell’assessorato all’Ambiente». Secondo Pasquale Carroni invece «Le associazioni vanno coinvolte. Ma la gestione tecnica, scientifica e amministrativa deve rimanere saldamente nelle mani delle istituzioni preposte per Legge». Anche perché i risultati degli anni scorsi non sembrano proprio soddisfacenti. «La colonia non ha fatto registrare alcun aumento. Si registra infatti un ciclico incremento tra le sette e le dieci coppie ogni sei-nove anni circa. Mentre il grifone, con la colonia di 18-27 coppie, è numericamente stabile ma sempre a rischio estinzione». In Francia invece «In trent’anni, nelle Cevennes, località del Massiccio Centrale, il grifone è stato reintrodotto e nel 2011 si sono involati da altrettanti nidi circa trecento giovani avvoltoi. Risultati straordinari, che dimostrano l’efficienza di piani e strategie diverse da quelle operate finora in Sardegna». Con anche un ritorno economico e turistico importante. Mentre «Fino ad ora gli interventi sul grifone, per i quali mi appresto a chiedere lumi in termini di relazioni scientifiche e impegni finanziari, non hanno prodotto neanche un posto di lavoro». Il progetto presentato nei giorni scorsi, che è il nocciolo del discorso, non lo convince. «Mi sembra che si voglia continuare senza risultati a sprecare risorse pubbliche. Il che, in un periodo di così drammatica crisi, è una vergogna. La tutela del grifone invece – la proposta – dev’essere garantita dalla Regione attraverso l’istituzione di un consorzio pubblico e privato che gestisca direttamente le aree protette. Con il coinvolgimento di proprietari terrieri, allevatori, cacciatori, ambientalisti, pescatori e operatori turistici». Un ente, conclude: «Dove ogni scelta va presentata e adottata con il coinvolgimento e la condivisione di tutti, per raggiungere finalmente l’obiettivo di strappare il grifone all’estinzione» e forse anche il bosano dall’emigrazione.

  8. marzo 2, 2014 alle 10:52 am

    un Grifone ritorna a volare nel cielo 😛

    dal sito web istituzionale dell’Ente Foreste della Sardegna, 27 febbraio 2014
    Liberato un esemplare di giovane grifone. (http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=251522&v=2&c=1563&t=1)

    Il 25 febbraio è stato liberato nel territorio del Comune di Bosa un giovane esemplare immaturo di grifone (Gyps fulvus). Si tratta di uno dei 17 giovani involati dalla colonia del bosano nell’estate del 2013. Il grifone, ritrovato il 30 ottobre 2013 in località “S’Abba Durche”, è stato prontamente ricoverato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Bonassai (SS) in quanto presentava gravi condizioni di disidratazione e malnutrizione.
    La particolarità di questo individuo è data dall’involo tardivo registrato dai volontari dell’Associazione Kalarighes. Infatti il giovane grifone si è involato alla fine di settembre, il che presuppone una cova tardiva rispetto alla media in quanto, in genere, gli involi dei giovani si verificano nel periodo luglio-agosto.
    Il giovane grifone, una volta liberato, dopo un iniziale esitazione, ha preso il volo unendosi ad un gruppo di grifoni che seguivano incuriositi la liberazione del giovane esemplare.

    ———-

    galleria fotografica: http://www.sardegnaambiente.it/foreste/index.php?xsl=406&s=3&v=9&c=1707&notizia=251522&pic=1&ng=1

    ________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 2 marzo 2014
    Bosa, liberato un grifone Era stato recuperato a ottobre. (Alessandro Farina)

    BOSA. Qualche iniziale esitazione e poi l’involo, per unirsi ad un gruppo della stessa specie che volteggiava incuriosito sulla comitiva presente nelle alture che dominano il mare della costa centro occidentale dell’isola. Un giovane esemplare di Gyps fulvus, avvoltoio Grifone meglio conosciuto da queste parti come “Entulzu,” è stato liberato nei giorni scorsi nelle campagne della città del Temo. Il cui territorio, nella zona di Marrargiu, ospita l’unica colonia autoctona in Italia di questi grandi volatili purtroppo in via di estinzione. A darne notizia l’Ente Foreste della Regione, in un post pubblicato sulla sua pagina internet istituzionale. Il grifone liberato a Bosa è uno dei diciassette giovani che si sono involati nella colonia durante l’estate del 2013, ritrovato il 30 ottobre scorso a S’Abba Drucche e soccorso perché presentava condizioni di grave disidratazione e malnutrizione. Ricoverato presso il centro recupero fauna selvatica di Bonassai, in provincia di Sassari, il Grifone è stato evidentemente rimesso in condizioni di ritornare al suo luogo d’origine. La liberazione è avvenuta alla presenza della Forestale e dei volontari dell’associazione Kalarighes.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: