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Parco naturale regionale Molentargius-Saline, parco dei milioni perduti e anche parco dei raccomandati?


Aironi cenerini (Ardea cinerea) in volo

Protestano duramente 21 dipendenti a tempo determinato del Consorzio di gestione del parco naturale regionale “Molentargius – Saline”.     I loro contratti a termine sono scaduti il 31 marzo scorso e non sono stati rinnovati. Alcuni di loro – secondo quanto dichiarano – vi lavorano da sei anni, con diverse tipologie contrattuali e lanciano pesanti accuse.  Non esiste che noi veniamo rimandati a casa, dichiara con forza Alessia Atzeni, biologa, già dirigente di Legambiente e dell’Associazione per il parco Molentargius-Saline-Poetto, e parlano di raccomandazioni per far lievitare fino a 42 unità la pianta organica del Consorzio per il periodo 2012-2014, dove lavora anche Francesca Falqui, figlia di Luigi, assessore comunale alla programmazione di Quartu S. Elena.

Addirittura sarebbe a rischio la nidificazione di migliaia di Fenicotteri rosa (Phoenicopter roseus), avvenuta quasi ogni anno fin dal 1993 senza il permesso di nessuno.

Vogliono la stabilizzazione tout court (per diritto divino?), oggetto di pesanti pronunce negative della Corte costituzionale, più volte.     Parlano di raccomandazioni, ma non hanno superato alcun concorso pubblico, al pari degli altri che vi lavorano.   A quale titolo, per quali meriti, sono stati assunti a tempo determinato?

Il presidente del Consorzio di gestione Mauro Contini (sindaco di Quartu S. Elena) annuncia l’ennesimo tavolo tecnico per la soluzione del problema.

Molentargius, cancello accesso capanno di osservazione chiuso

Blà, blà, blà oppure parole, parole, parole.  Scegliete l’espressione che preferite, darà in ogni caso l’idea della situazione.

Per quale motivo non è mai stato fatto un concorso pubblico per l’acquisizione del personale necessario alla gestione dell’importantissimo compendio naturalistico?   Mistero.

Quella dei tavoli tecnici fra amministratori pubblici sul futuro del parco naturale regionale “Molentargius – Saline” è un solfa continua.

Ad esempio, per ben tre volte (la prima nel settembre 2010, la seconda nel maggio 2011, la terza nel giugno 2011) è stata annunciata la disponibilità di ben 37 milioni di euro per rilanciare l’area protetta che fa perno sulla zona umida d’importanza internazionale dello Stagno di Molentargius.

Garzetta (Egretta garzetta)

In realtà sono disponibili 20 milioni di euro, di provenienza regionale. Gli altri 17 dovrebbero metterli investitori privati al momento nemmeno individuabili.  Ma tant’è, basta annunciare.

Nemmeno una parola sui veri problemi dell’area protetta, da affrontare senza indugio. A iniziare dall’abusivismo edilizio.

190 abusi edilizi conclamati, scarichi delle residenze abusive fuori controllo, vari cumuli di rifiuti, attività agricole in abbandono in favore dell’edilizia strisciante, viabilità in pessime condizioni. Addirittura una temporanea chiusura canina nel marzo 2009.   A dodici anni dalla legge regionale istitutiva n. 5/1999 la situazione è solo leggermente in via di miglioramento.

Una situazione, quella del parco naturale “Molentargius-Saline”, sotto gli occhi di tutti: dopo la devastante stagione degli incendi di qualche anno or sono, nonostante gli sforzi effettuati, nonostante gli ingenti investimenti di denaro pubblico per opere di risanamento e manutenzioni (oltre 60 milioni di euro) e l’agognato arrivo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per la più volte richiesta vigilanza, le discariche abusive sono ancora presenti, così come – soprattutto – gli abusi edilizi ed i rischi di un loro risanamento assurdo quanto illegittimo. Ancora lontani il piano di gestione (la redazione è stata affidata[1] nel lontano 2007 e l’approvazione permette, fra l’altro, l’accesso ai fondi comunitari) ed il piano del parco, ancora lontana la ripresa della produzione salina che potrebbe dare un’importantissima e fondamentale risorsa economica (oltre che ambientale) all’Area protetta.

Molentargius, capanno di osservazione normalmente non accessibile

Non bastano certo alcuni sentieri e zone verdi  aperti (ed in parte chiusi) al pubblico, birdwatching esclusivamente a pagamento per fare un parco.  C’è la nidificazione di migliaia di Fenicotteri rosa (Phoenicopter roseus) a dare un segnale di speranza, ma fin quando non si affronterà seriamente il problema dell’abusivismo edilizio e conseguentemente si potrà predisporre e approvare il piano del parco non si potrà fare nulla di concreto e valido per quest’autentico gioiello naturalistico finora preda di troppi lanzichenecchi.    E spiace per chi ha a rischio il proprio lavoro, ma la soluzione del concorso pubblico è l’unica legittima per le professionalità necessarie alla gestione dell’area protetta.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)


[1]   La redazione del piano è stata affidata a un gruppo di professionisti coordinati da Francesco Carrer e Franco Piga. Collaborano Rita Cannas (aspetti economici), Marco Cadinu (paesaggista), Fausto Pani (geologo) e Antonio Sanna (aspetti normativi). Secondo una ricerca del Dipartimento di ingegneria del territorio dell’Università di Cagliari, l’edificato in buona parte abusivo di Medau su Cramu (Cagliari – Quartu S. Elena) ha una volumetria complessiva di 200.000 metri cubi (64% residenziale, 24% attività produttive, 12% maneggi e attività rurali) che occupano lo 0,7% dei1400 ettari della superficie complessiva del parco (il 75% sono specchi acquei).  Il sistema viario è da lottizzazione pura e gran parte delle costruzioni sono state erette tra il 1979 e il 1992, successivamente – come dimostrano le aereofotogrammetrie – ci sono stati prevalentemente ampliamenti.

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  1. icittadiniprimaditutto
    aprile 6, 2012 alle 5:24 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. aprile 6, 2012 alle 7:11 pm

    da Sardegna Quotidiano, 6 aprile 2012
    Molentargius. Vertice e polemiche sui licenziati del parco: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120406084324.pdf

    da Casteddu on line, 6 aprile 2012
    Blitz dei precari a Molentargius: occupata la sede del Parco, in arrivo i carabinieri: http://www.castedduonline.it/cronaca/blitz-dei-precari-a-molentargius-occupata-la-sede-del-parco-in-arrivo-i-carabinieri/16740

    • cagliaritano
      aprile 6, 2012 alle 7:56 pm

      Ma quali concorsi pubblici se devi sistemare, tra i vari attuali precari di vecchia data ben due figli di baroni cattedratici (che hanno avuto e ancora godono di convenzioni onerose con l’Ente Parco – the family), il figlio di un consigliere regionale (e nipote di un sindaco presente in assemblea), la figlia di un noto medico di base di cagliari, la figlia di un assessore comunale di quartu, e poi il figlio di un altissimo dirigente dell’ente minerario sardo, e poi l’ex sindaco quartese che sistema un noto personaggio del suo Antonianum. Infine, tra i più accesi, oggi, anche uno stretto parente di un alto dirigente UIL soprattutto figura di spicco di Legambiente, ecc. ecc.
      Molti si sono infilati il giorno prima che chiudesse il consorzio Ramsar.. “Non dobbiamo disperdere tutte queste professionalità!” Certo maturate solo il giorno prima. Quindi Cococo, a progetto e poi concorsino di soli titoli ad hoc, senza pubblicità. Pensate un posto a sei mesi = una sola domanda. Che pacchia. E prima che scadessero i sei mesi: una bella proroga di botto di ben 30 mesi. Evviva! Tutto deducibile dal loro sito. Ora, dopo 5 anni di privilegi pretendono? Chiamiamo la cosa con il giusto nome, senza prendere in giro le persone oneste ed i tanti sardi davvero meritevoli senza santi in paradiso: un carrozzone, inutile.

  3. Anto
    aprile 6, 2012 alle 7:48 pm

    Ottima sintesi, per curiosità sono andato a vedere chi lavora al parco e ho notato che ci sono figli di professori illustri…

  4. Bruno Manca
    aprile 7, 2012 alle 11:18 am

    La storia del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline
    Il Parco è un Ente Locale “particolare” che si regge fondamentalmente sulla contrapposizione tra le forze politiche chiamate a governare quella parte di territorio.
    I suoi principali organi di governo e gestione sono essenzialmente il Presidente (che per statuto è il sindaco di uno dei Comuni consorziati – in prevalenza scelto tra quelli maggioritari ossia Cagliari o Quartu) e il Direttore, che sempre per statuto deve appartenere all’altro Comune maggioritario.
    Tale principio dovrebbe garantire la buona gestione del territorio dell’Area protetta, le cui indicazioni dovrebbero essere tracciate dall’Assemblea e dal Presidente. È però il Direttore, in stretto raccordo con i suoi tecnici, che valuta se tale linea è percorribile, nel rispetto della Normativa regionale, nazionale e comunitaria, sulla salvaguardia e sulla tutela ambientale.
    Cosa succede però quando l’asse “Presidente – Direttore”, non è più di fatto una costruttiva contrapposizione, ma la figura del Direttore si trova direttamente vincolata a quella del Presidente? Succede che l’Ente diventa una vera e propria “costola” del Comune che esprime la Presidenza e può agire “in barba” alle linee di principio su cui si dovrebbe basare l’Ente stesso.
    È questo che succede da ben 2 anni, da quando cioè il Comune di Quartu S. Elena esprime sia la Presidenza che la Direzione (con un direttore facente funzioni).
    Inizialmente questo disequilibrio doveva essere momentaneo e si attendeva lo stabilizzarsi della situazione del Comune di Cagliari (sotto elezioni), ma poi la condizione è perdurata ed un fantomatico “bando” per il Direttore generale non è mai stato portato a compimento.
    A tutt’oggi l’Ente non ha infatti un Direttore, ma ha un “facente – funzioni” proveniente dritto dritto dal Comune di Quartu S. Elena.
    Le conseguenze di questo disequilibrio, anche se non immediatamente visibili ai profani, sono già da tempo sotto gli occhi di tutti gli Enti come la Regione Sardegna, la Provincia (che, NOTA BENE è direttamente coinvolta in quanto facente parte del Consorzio), anche il nuovissimo sindaco di Cagliari e non ultima la stessa comunità dei residenti, che se prima era considerata un elemento essenziale per la crescita del Parco e la valorizzazione del territorio, nell’attuale stato di cose non è più coinvolta se non in modo superficiale (per esempio si veda il penoso tentativo di divulgare gli sterili e scarni contenuti del Piano del Parco, del tutto privi di una vera e propria pianificazione del territorio).
    In questi ultimi 2 anni la pianta organica del Parco è cambiata parecchie volte, e salta subito agli occhi come sia stata trasformata a favore di una gestione del territorio che non tenga in considerazione gli aspetti naturalistici della zona (è stata cancellata l’Area Naturalistica, i suoi tecnici sparpagliati in Servizi diversi…).
    Va detto per inciso che in pochi anni di attività e in 6 mesi di quasi auto-gestione (ossia senza direzione, dato che il direttore precedente era in campagna elettorale), proprio l’Area Naturalistica fra tutte, aveva cominciato a dare eccellenti frutti su tutti i campi sia operativi, vincendo numerosi Bandi Regionali e comunitari, sai tecnico-scientifici – risalgono a questo periodo numerose pubblicazioni e l’organizzazione di importanti manifestazioni culturali e scientifiche.
    Inoltre l’Area Naturalistica “gestiva” l’educazione ambientale ed è grazie al lavoro di questa Area che è stato realizzato e poi accreditato dalla Regione Sardegna il Centro di Educazione Ambientale del Parco.
    Già di per sé l’eliminazione dell’Area che si occupa di Flora e Fauna in un Ente con un territorio che ha delle importanti eminenze naturali, è una sicura manifestazione di miopia gestionale e di profonda ignoranza, ma a pensarci bene, forse la manovra rientra in un ben preciso disegno, ossia quello di trasformare il Parco in un Ente di comodo per il Comune “in carica”.
    Perché gestire un Parco Naturale all’interno di un’area fortemente antropizzata, vuol dire fare scelte scomode a favore dell’ambiente e non per soddisfare il proprio bacino elettorale (ricordate la sistemazione di Via Fiume a Quartu? O il collettore fognario Q2, spaccato all’altezza del rio Is Cungiaus che riversa ancora oggi i suoi liquami nello stagno del Bellarosa Minore, nonostante le numerose relazioni portate a conoscenza da parte dei tecnici ai diversi Presidenti del Parco, che sono anche gli amministratori di Quartu?…). In effetti il doppio ruolo “Presidente del Parco- Sindaco della Città” dovrebbe scatenare non pochi conflitti di interesse.
    Per quanto riguarda la regolarizzazione delle figure professionali del Parco, anche in questo caso il processo imbastito dalla precedente direzione, ha avuto un drastico rallentamento (anzi un vero e sonoro STOP), e a parte le prime domande di stabilizzazione che l’Ente ha fatto alla Regione Sardegna, non si è mai voluto rinnovare il processo di crescita “verso un posto sicuro e stabile” avviato nel passato. In effetti il precedente (e unico finora), direttore generale aveva avviato un percorso costruttivo dell’Ente sia verso l’esterno, sia nei confronti dei dipendenti, per trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela e quelle di sviluppo, che garantisse nel contempo una certa stabilità ai lavoratori (tecnici ed operai) che, tra l’altro, lavoravano nell’Area protetta già prima che fosse istituito l’Ente.
    Certo l’attuale direzione ha pensato bene di consolidare in primis la propria posizione con il definitivo trasferimento del Direttore f.f. da Quartu al Parco tramite la mobilità, con un bel salvagente di 15.000 euro annui di indennità (alla faccia della mancanza delle risorse). Nel frattempo anche altri funzionari provenienti da altri Enti (perché ritenuti personaggi quantomeno poco graditi), hanno visto il risolversi delle proprie sorti (con non pochi benefit pecuniari), facendosi mandare in distacco al Parco, previo accordo con la direzione, al fine di creare un solido asse dirigenziale di controllo verso i tecnici e gli operai, perlomeno quelli meno malleabili…
    Quindi se da un lato il “precario direttore e il suo fedele alleato in distaccamento” (dalla Provincia di Cagliari per l’esattezza), hanno trovato la tranquillità di un posto fisso, la squadra di tecnici e operai altamente specializzati, ereditata da più di 6 anni di esperienza sul campo e di provata conoscenza del territorio, non ha certo visto lo stesso trattamento.
    Lo scarso interessamento al futuro dei dipendenti e, di conseguenza, alla buona gestione del territorio, è culminata con la favolosa balla sull’ultima domanda di stabilizzazione che l’Ente non ha neppure trasferito nei tempi previsti dal Bando, alla Regione Sardegna .
    Ma l’episodio sopra citato è solo uno di una lunga serie di manovre che ripensando in modo freddo e distaccato sembrano confermare un disegno preciso, ossia quello come più volte auspicato dallo stesso Presidente, di “trasformare il Parco in una S-P-A con capitale Regionale …(e di conseguenza fucina di posti di lavoro e responsabilità per le varie amicizie e i vari elettori di comodo).
    E sì perché l’andazzo in questo senso si vede anche nelle a dir poco spregiudicate assunzioni che con questa gestione hanno portato l’Ente dai 22 effettivi, ai 36 attuali (40 nella pianta organica) con la messa in forze di vari raccomandati e amici diretti del Presidente, figli di assessori o parenti di dirigenti regionali (alla faccia del risparmio per stabilizzare chi da anni è lì a lavorare).
    Ma anche gli acquisti dei mezzi e delle attrezzature non sempre sono frutto di una pianificazione illuminata. Per esempio negli ultimi mesi sono stati comperati: una macchina elettrica a due posti, non solo del tutto inadeguata per percorrere le strade del Parco, ma anche non immatricolabile, e parcheggiata in un angolo del giardino a ricoprirsi di polvere; numerose TV al plasma con i dovuti canoni RAI per ogni schermo da pagare annualmente (come se non bastassero le bollette dell’acqua e dell’ENEL – le idrovore delle Saline sono elettriche!), svariate telecamere, installate in barba alle norme di sicurezza e di privacy e i barconi (il nuovo, da 18 posti, è in arrivo), per il trasporto di visitatori nel canale senza nessuna autorizzazione. E ancora ricordiamo: le manifestazioni con somministrazione di bevande e cibo ai visitatori senza le dovute autorizzazioni, le grigliate nelle aree verdi (alla faccia delle campagne antincendio e con buona pace dei nidificanti), i lavori fatti in pieno periodo riproduttivo…
    Che dire dell’Ufficio politico del Presidente, con una persona (a costo zero disse il Presidente al momento di presentare quello che doveva essere il suo braccio destro), che a tutti gli effetti ha un ruolo (ed una poltrona) nell’amministrazione del Parco? E che dire del Servizio comunicazione? Da quando c’è questo Presidente è stata assunta una giornalista che avrebbe dovuto avere il compito di realizzare un piano marketing (e cosa c’entrava essere anche giornalisti?)…ma che di fatto appare solo quando c’è da mettere in evidenza la figura del Presidente. (Una curiosità: quanto costano all’Ente tutte queste figure?).
    E come ciliegina sulla torta c’è sicuramente da aggiungere il cedere progressivamente ma con incarico diretto (un bando pubblico no?), tutte le attività di educazione ambientale e di fruizione all’unica Associazione che collabora ufficialmente con il Parco, che nonostante sia una ONLUS, è sempre pronta ad accaparrarsi strutture (come il Centro di Educazione Ambientale), attenzioni da parte della stampa, progetti vari, il tutto con lauti compensi da parte dell’Ente. Va bè…si chiama, da sempre, “Associazione PER il Parco…”!
    A conclusione di questa estenuante storia, si deve ricordare che dal 31 marzo tutti i tecnici e gli operai non hanno più il contratto. A detta del direttore ff ci sono poche speranze a rinnovarlo, nonostante ci siano i soldi…tutta colpa di Monti e della Fornero!
    Ma non sembra strano che proprio adesso il Parco si trovi senza tecnici e operai specializzati, proprio quando si parla di finanziamenti per il ripristino delle saline, della vincita di un Life plus, di un finanziamento consistente per realizzare piste ciclabili…?
    Perché proprio ora che il Parco ha a disposizione risorse imponenti, ci si trova senza la forza attiva che potrebbe permettere di utilizzarle al meglio per salvaguardare il sistema e migliorare anche l’ambiente?
    Non è che si voglia gestire questi fondi in tranquillità, senza noiose e “doverose” considerazioni sulla cura dell’ambiente, sulla tutela della fauna e sulla correttezza delle procedure di selezione?
    E ancora: come mai mentre i dipendenti vanno a casa e il Presidente dichiara sulla stampa che ci sono problemi economici, l’Ente continua a pubblicizzare una stagione di eventi e manifestazioni? Chi dovrebbe occupare le mansioni dei lavoratori che non ci sono più?
    Nel frattempo i fenicotteri ci provano di nuovo: a migliaia in questi giorni sono arrivati nello stagno dove l’anno scorso hanno miracolosamente nidificato…ma senza il team di esperti e operai che ne garantisce il monitoraggio, assicurando tranquillità al sito e fango e livelli d’acqua ottimali per nidificare, come potrà ripetersi il fenomeno, unico al mondo che tutta l’Europa ci invidia? Cosa potremo dire agli amici francesi che da anni ci sostengono nel cercare di preservare questa specie presente solo nel Mediterraneo? Il Parco di Molentargius, così come c’è scritto nel sito ufficiale dell’Ente, non è forse partner del Parco della Camargue?

    Dott. Biol. Bruno Manca

    • Rita Cannas
      aprile 23, 2012 alle 5:08 pm

      Dott. Manca,
      fra le sue considerazioni mi permetto di segnalarle la sua scarsa conoscenza nel far riferimento ai lavori del Piano del Parco, mentre spende parole discutibili per la “comunità di residenti” che non è affatto tale, trattandosi piuttosto di un agglomerato di abusivi dove convivono possessori di baracche, di case e di ville lussuose, dove non si trova posto migliore per un deposito di pullman, si lavorano infissi come in una qualsiasi area artigianale, con tanto di insegna, in piena area parco, ecc. In ogni processo di pianificazione si coinvolgono i cittadini residenti, ma in questo caso è difficile chiamarli tali, visto che l’area del parco non è urbana ma ad uso agricolo e non destinata a divenire città. Si è scaricato nel Piano del Parco il lavoro che le Amministrazioni comunali di Cagliari e Quartu avrebbero dovuto svolgere nei decenni passati e si attende che con una bacchetta magica si metta a posto un problema di così vaste proporzioni, magari dialogando con i possessori di edifici illegali. Allora, in un Piano serio e in un processo di pianificazione seria, prima si fa chiarezza sull’edificato illegale e su chi ha titolo di essere considerato legalmente cittadino residente, e poi si parla con cognizione di causa di “comunità residente” e di pianificazione partecipata.
      Il Piano del Parco non esiste ancora perché da quando nel 2007 è stato istituito il gruppo di esperti del Piano, si è fatto in modo che questo operasse come un gruppo esterno, non coinvolto nelle attività del Consorzio nemmeno per i convegni, e facesse il minor “rumore” esistenziale possibile. Solo l’improvvisazione che guida il parco del Molentargius poteva affidare un incarico del genere nei tempi di soli ridicoli 9 mesi e fare finta per tre anni che per realizzare il Piano non fosse necessario dare l’avvio alla VAS.
      Esistono le Linee strategiche per la redazione del Piano del Parco che se per lei sono “sterili e scarni contenuti del Piano del Parco, del tutto privi di una vera e propria pianificazione del territorio”, che forse non ha nemmeno letto, contengono invece utili indicazioni pianificatorie e mettono in risalto la necessità di prendere una decisione non più procastinabile sull’edificato illegale, così come suggeriscono un modello di gestione incentrato sull’apertura del parco ai cittadini e ai turisti con cognizione di causa, visto che non si tratta di un parco urbano tipo Monte Urpinu un po’ più grande, come qualcuno insiste nel millantare pure in documenti regionali, ma di un’area estremamente complessa che merita un approccio altrettanto complesso.

      Dott. Rita Cannas, PhD in Economia, consulente economica per la redazione del Piano del Parco Regionale del Molentargius Saline

  5. armando
    aprile 7, 2012 alle 5:20 pm

    Questi commenti sulla vicenda hanno chiari toni decisamente personali. I particolari riportati suggeriscono che forse sono scritti dai diretti interessati sotto o meno mentite spoglie (es. amici di facciata). Tuttavia, a parte le beghe, povere e misere quando si parla di un futuro grigio di meritevoli e non, in un Ente Pubblico il posto fisso si conquista un concorso, che tra onesti si augura svolto regolarmente. Il dott. Manca si perde, scadendo in accume, sui livelli dell’acqua che garantiscono la nidificazione: puoi indicarci gli eroi del 1993, ultima nidificazione con un Bellarosa inquinatissimo, i cavi dell’Enel martorianti, e del Parco “particolare” nenche un cenno sugli appunti dell’oracolo di Pirri? E negli anni successivi dov’erano in nostri salvatori di covata? Qui casca l’asino e pure i fichi secchi. La sostanza abbiamo detto è una sola: concorso pubblico e basta, sia con i precari che con i precari accozzati che pretendono il posto fisso assegnato per la loro personalissima legge divina (ma si accontenterebbero di rinnovi contrattuali a vita). Il parco, e ciò che rappresenta, è un bene di tutti: sindaci, associazioni, direttori vari, esperti di qua ed esperti di la, sfigati e bamboccioni, e soprattutto noi cittadini che paghiamo le tasse. Siamo in un paese di diritto, fondato sul lavoro e sulle regole, quelle regole che debbono valere per tutti. Le regole… Zimbar’ e capriette un’ bigliett

  6. aprile 10, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 aprile 2012
    STAGNO DI MOLENTARGIUS. Fenicotteri, prove di nidificazione. Se non verranno disturbati, nel 2012 ci sarà un un record di nascite. (Pierluigi Carta)

    CAGLIARI. L’anno scorso 5.000 coppie di fenicotteri rosa, durante il rendez-vous della nidificazione primaverile, hanno deposto circa un uovo a testa, covato da entrambi, che ha dato vita ad alcune migliaia di pulcini, discendenti della “genti arrubia” che dal ’93 popola le acque dello stagno di Molentargius e di Santa Gilla. Vincenzo Tiana presidente dell’associazione Parco Molentargius afferma che “le premesse affinché si ripeta l’evento eccezionale dell’anno scorso ci sono tutte: sono diverse migliaia le coppie di fenicotteri che hanno fatto il nido in tutti gli isolotti disponibili dello stagno”. Per quest’anno, visto il successo riproduttivo dell’anno scorso i tecnici di Legambiente affermano che presumibilmente la nidificazione raggiungerà i livelli del 2011. Le variabili però sono tante, il clima e i disturbi esterni possono indurre i voltatili a scegliere un altro ecosistema. I tecnici del parco regionale, coordinati coi tecnici del corpo forestale, affermano che in questa fase in cui le coppie assemblano i nidi è la fase più delicata in quanto bastano disturbi anche involontari per provocarne l’abbandono. Durante la primavera di due anni fa, per esempio, i fenicotteri avevano disertato le acque del Molentargius perché disturbati dall’azione di cani randagi. Questi primi giorni di primavera sono state già osservate alcune migliaia di fenicotteri che si stanno installando nello stagno di Bella Rosa Maggiore e nelle vasche vicino a viale Colombo, dove almeno da due mesi compiono quello che i tecnici chiamano le parate di corteggiamento. Molentargius rappresenta una realtà molto importante a livello europeo, che recentemente ha raggiunto i livelli delle acque della Camargue, dove circa 10mila fenicotteri nidificano ogni anno, come avvenne qualche anno fa nello stagno di Santa Gilla. I fenicotteri nidificano comunque ogni primavera, in quanto gli stormi di fenicotteri si distribuiscono nelle zone umide del Mediterraneo. La specie analizzata infatti, è presente in quasi tutto il bacino del mare nostrum, soprattutto sulle sponde dell’Africa settentrionale, Italia, Spagna, Francia del sud, Grecia e Turchia. Al di fuori delle sponde mediterranee, si può talvolta rintracciare in Iran e Mauritania. Il fenicotteri continuano a volare sui cieli dell’isola, anche per l’incremento del livello di protezione assicurato dalla vigilanza della guardia forestale e dai tecnici del parco Molentargius.

  7. aprile 10, 2012 alle 3:05 pm

    da Sardegna Quotidiano, 10 aprile 2012
    Molentargius. Proteste e veleni sul parco. Gli ecologisti. “Tavoli tecnici in continuazione e l’oasi non c’è”. (Francesca Ortalli): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120410083443.pdf

    da La Nuova Sardegna, 10 aprile 2012
    Molentargius, il problema sono gli abusi. Deliperi denuncia: «Assunzioni per la gestione sì, ma soltanto con il concorso pubblico».

    CAGLIARI. Soltanto parole attorno al problema del parco naturale di Molentargius, ma la realtà è che finora si è fatto pochissimo per arrivare a una gestione efficiente del compendio. La presa di posizione è di Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico, che partendo dalla recente protesta dei ventuno dipendenti che chiedono di essere stabilizzati accusa le amministrazioni di immobilismo: «I dipendenti a termine, i cui contratti sono scaduti e non sono stati rinnovati, parlano di raccomandazioni dimenticando che fra loro lavora la biologa Alessia Atzeni, già dirigente di Legambiente e dell’associazione per il parco Molentargius-Saline-Poetto e Francesca Falqui, figlia dell’assessore alla programmazione del comune di Quartu». Deliperi attacca la richiesta di stabilizzazione («la vogliono per diritto divino, malgrado le pesanti pronunce della Corte Costituzionale») mentre il sindaco di Quartu Mauro Contini «annuncia l’ennesimo tavolo tecnico per la soluzione del problema». Deliperi chiede invece «per quale motivo non è stato mai fatto un concorso pubblico per l’acquisizione del personale necessario alla gestione dell’importantissimo compendio naturalistico?». E mette il dito sulle piaghe: «E’ stata annunciata per tre volte la disponibilità di 37 milioni per rilanciare l’area protetta che fa perno sullo stagno di Molentargius, in realtà sono disponibili solo 20 milioni di provenienza regionale, gli altri 17 dovrebbero arrivare da investitori privati al momento nemmeno individuabili». Poi ancora «i 190 abusi edilizi conclamati, gli scarichi delle residenze abusive fuori controllo, i cumuli di rifiuti, le attività agricole in abbandono in favore dell’edilizia strisciante, la viabilità in pessime condizioni e persino la chiusura ai cani». La denuncia di Deliperi va avanti: «Non bastano certo sntieri e zone verdi aperti e in parte chiusi al pubblico, birdwatching solo a pagamento per fare un parco, perchè la sola speranza è la nidificazione di migliaia di fenicotteri rosa». Ma per Deliperi «finchè non si affronterà seriamente il problema dell’abusivismo edilizio e si potrà disporre e approvare il piano del parco non si potrà fare nulla di concreto e di valido per quest’autentico gioiello naturalistico finora preda dei troppi lanzichenecchi. Serve un concorso pubblico come «unica soluzione legittima per selezionare le professionalità necessarie alla gestione dell’area protetta».

  8. Roberto
    aprile 10, 2012 alle 7:56 pm

    Insomma a questo punto c’è solo da capire se vinceranno i figli dei professori universitari, consiglieri regionali, assessori comunali, ex sindacalisti oppure se i futuri tecnici del parco saranno persone competenti e meritorie del posto di lavoro. Visti i rumor dalla regione (domani commissione ad hoc), opterei più per la prima e nuovamente sarà dato uno schiaffo alla credibilità delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Complimenti al Gruppo di intervento che, tra tutte le associazioni ambientaliste legate al parco, sta avendo il coraggio di divulgare, con dovizia di particolari, tali problematiche.

  9. aprile 10, 2012 alle 8:02 pm

    Roberto :Insomma a questo punto c’è solo da capire se vinceranno i figli dei professori universitari, consiglieri regionali, assessori comunali, ex sindacalisti oppure se i futuri tecnici del parco saranno persone competenti e meritorie del posto di lavoro. Visti i rumor dalla regione (domani commissione ad hoc), opterei più per la prima e nuovamente sarà dato uno schiaffo alla credibilità delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Complimenti al Gruppo di intervento che, tra tutte le associazioni ambientaliste legate al parco, sta avendo il coraggio di divulgare, con dovizia di particolari, tali problematiche.

  10. francesca
    aprile 11, 2012 alle 5:25 am

    Scusate, ma di cosa stiamo parlando? Ma la legalità dove sta di casa? Ma lo vogliamo dire una volta per tutte che gli interinali non sono stati – e ne potevano – essere licenziati dal Consorzio del Parco Molentargius perchè con esso non avevano alcun rapporto di lavoro? Lo vogliamo dire che gli interinali il rapporto di lavoro lo hanno con le Agenzie di somministrazione lavoro? E poi: c’è qualcuno che vuole accendere un faro sul rispetto dell’art. 53 del D.Lgs. 165/2001, comma 14 da parte del Consorzio del Parco Molentargius? Basta andare a verificare se il Consorzio ha comunicato al dipartimento della funzione pubblica l’elenco degli incarichi conferiti negli ultimi tre anni, è tutto su internet. Nulla, nada de nada, nudda. E cosa dice il successivo comma, il 16, del D.Lgs. 165/2001? Dice: Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. Ma non sono bastate fior fiore di sentenze della Corte Costituzionale per chiarire che l’accesso nelle amministrazioni pubbliche è consentito solo con ricorso a concorso pubblico aperto a tutti e che le stabilizzazioni alla maniera sardesca non hanno alcuna ragione di esistere? Possibile che nessuno apra un bel fascicolo sulla disinvolta gestione del personale? Possibile che la Corte dei Conti non voglia vederci chiaro? Sarebbe ora di finirla con questi grotteschi teatrini!

  11. aprile 11, 2012 alle 5:29 pm

    da L’Unione Sarda on line, 11 aprile 2012
    Parco Molentargius: domani un tavolo tecnico sui 21 precari: http://www.unionesarda.it/Articoli/News/266732

  12. Paolino
    aprile 11, 2012 alle 6:42 pm

    Ormai sono senza pudore, del resto basta leggere l’ultimo degli atti approvari dal consiglio direttivo del Parco per rendersi conto di quale scienza giuridica e amministrativa si fa strage da quelle parti, nel silenzio più assoluto: http://www.parcomolentargius.it/delibere/del_Consiglio%20Direttivo_06_04_2012_11_15_23.pdf

  13. Roberto
    aprile 11, 2012 alle 6:54 pm

    l’avvocato azzeccagarbugli impallidirebbe di fronte a questa situazione. Tavolo tecnico…Per cosa trovare la leggiuola, il cavillo che trova la possibilità di stipendiare ulteriormente precari e sponsorizzati? Insomma un modo come un altro per dire “I patti di stabilità ci sono, le norme per il contenimento della spesa pure…ma fottiamocene tanto siamo in Italia”. Meno male che poi paventano i diritti dei lavoratori e leggi a loro tutela. Ma tutela per cosa? Il contratto è scaduto, soldi non c’è ne sono quindi tutti a casa. Basta remare contro il risanamento della spesa pubblica. Speriamo che la mannaia dei tagli colpisca sempre di più e razionalizzi la spesa…Purtoppo però questi tentativi amministrativi e la discrezionalità dei politici creano solo iniquità sociale e ulteriore aggravio della spesa pubblica, oltre che dispendio di risorse umane ed economiche per la riuscita della furbata!!!

  14. Albo
  15. aprile 12, 2012 alle 2:48 pm

    da Sardegna Quotidiano, 12 aprile 2012
    Molentargius. Arrivano i carabinieri ma il presidio resta. (Francesca Ortalli): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120412083039.pdf

    da L’Unione Sarda, 12 aprile 2012
    Parco occupato, denuncia in arrivo. MOLENTARGIUS. A vuoto la mediazione del direttore con i precari in lotta per l’assunzione. (Sara Marci)

    Ultima puntata della lotta dei lavoratori di Molentargius che hanno occupato la sala convegni dell’edificio Sali Scelti. È di ieri mattina il tentativo di mediazione da parte del direttore facente funzioni del Parco, Marco Loddo. Assist mancato: i lavoratori non mollano. E all’orizzonte si profila la possibilità di una denuncia per i nove occupanti, parte dei venti lavoratori di Molentargius che dal 31 marzo sono disoccupati. «Sono nella piena e totale illegalità», dice Loddo. Lo stop forzato delle attività del Parco, voluto dall’Ente, va avanti «sino a quando non ci saranno condizioni di sicurezza tali da consentire a un visitatore, sia esso adulto o bambino di recarsi qui e non trovarsi coinvolto e strumentalizzato in azioni di lotta sindacale».
    E per oggi è previsto il nuovo tavolo tecnico. Dopo l’invito del presidente del parco Mauro Contini che qualche giorno fa aveva consigliato ai lavoratori di trasferire la protesta alla Regione, a sua avviso unica responsabile del precariato, ieri si è aggiunto quello di Loddo. Parla alla presenza del maresciallo Secci, «voglio sia lui a dirvi quali sono i rischi che correte». «Interruzione di pubblico servizio», questo la colpa dei lavoratori; la stessa che porterebbe la loro protesta ad avere strascichi giudiziari. La replica dei lavoratori: «La scelta di interrompere il servizio è del Direttore, noi non abbiamo alcuna responsabilità», controbatte Chabaani Abderazak, segretario generale Uil Temp. E la possibile denuncia è «Un ricatto; una minaccia», sostengono gli ex lavoratori presenti in sala.
    Il resto è storia già nota. Il nastro si riavvolge e riparte dal 2 aprile. In occasione del primo confronto con Loddo e Contini, Abderazak, portavoce dei lavoratori chiese una proroga contrattuale. La controfferta della direzione fu una possibile selezione, aperta a tutti, per eventuali contratti Co.co.pro. Dal 2 aprile i lavoratori dicono di aspettare risposte concrete, anche ieri le aspettavano. «Le risposte vi sono state date, ma non vi stanno bene; volete un contratto immediato e questo non è possibile», risponde Loddo, «perché nella pubblica amministrazione si entra per concorsi». Poi prosegue: «Noi intendiamo ripristinare questo concorso, vi è già stato detto un mese fa». Protesta sì, ma fuori dalla struttura: «Per quanto la vostra occupazione sia pacifica, non può essere considerata una forma legittima, vi invito a riflettere sul proseguimento di questa azione». Poi ricorre a una metafora: «Avete la possibilità di manifestare fuori dei cancelli, entrare all’interno significa superare un fossato», spiega il Direttore facente funzioni del Parco.
    L’avviso agli ex lavoratori: «Per ora è ancora asciutto e può essere attraversato, col tempo si allagherà e non si potranno mettere ponti levatoi». E conclude: «La situazione a quel punto diverrà dolorosa». Niente di fatto; nemmeno ieri. Tentativo di mediazione fallito, il malcontento degli occupanti continua a crescere e la protesta va avanti. Nessun “the end” in vista; tantomeno un lieto fine, almeno per ora. Per i prossimi aggiornamenti si dovrà attendere l’esito del tavolo tecnico previsto per questa mattina.

  16. aprile 13, 2012 alle 2:44 pm

    da Sardegna Quotidiano, 13 aprile 2012
    Molentargius. Precari in lotta fumata grigia tutto rinviato.

    Slittano a mercoledì prossimo le decisioni del parco di Molentargius sul personale precario rimasto senza contratto dalla fine di marzo. Ieri mattina si è tenuto un tavolo tecnico per analizzare le possibili soluzioni alla vertenza, ma le decisioni finali sono state rinviate a mercoledì prossimo quando si riunirà l’Assemblea del Parco. Restano ancora col fiato sospeso i 21 dipendenti che hanno occupato una sala della sede del parco per non far calare il silenzio sulla loro vertenza. La loro questione è stata affrontta ieri anche dalla Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale per la verifica dell’applicazione delle leggi regionali. È stato deciso di scrivere una lettera all’assessore dell’Ambiente per definire la proroga – finanziata con 700mila euro nella Manovra 2012 – per i lavoratori precari del Parco nelle more dell’avvio della gestione e sviluppo del parco.

  17. Francesco Desogus
    aprile 14, 2012 alle 11:25 am

    Agronomo, dipendente del Parco, prestato dalla Provincia di Cagliari.

    Intervengo in questo blog non tanto perchè coinvolto, qui e altrove, in prima persona, quanto per cercare di dare giustizia alla realtà, provando a stemperare, tra le grida allo scandalo ed i tanti veleni. Parliamo forse di calzolai, sarti e cineasti? No. ingegneri, biologi, geologi ecc. quindi professionisti. Ma procediamo per gradi.

    Premetto che non entro in merito alla vertenza in atto, estremamente delicata e complicata, davvero pesante per chi attende risposte: non ho il ruolo e l’autorità. Esiste un tavolo tecnico composto dal direttore e dai dirigenti degli enti consorziati. Esiste una Assemblea politica che approverà in merito. Per quanto mi riguarda, finchè sono in forza al Parco, devo solo eseguire, mi piaccia o non mi piaccia, questo è il mio compito-dovere e basta.

    Qui, invece, esprimo solo il mio punto di vista, mi auguro con una giusta cognizione di causa, nel senso che in questi quattro anni ho condiviso il lavoro con tutti i protagonisti di questa storia.
    Conosco pure le vicende del compendio fin dal 1992 quando ebbi l’incarico di stendere la relazione, per conto della Provincia di Cagliari, per il progetto del Consorzio Ramsar per la conferenza di servizi di approvazione presso il Ministero dell’Ambiente. Aggiungo che il cortile dell’abitazione dove risiede ancora oggi mia madre è opera condivisa con i Monopoli di Stato: insomma ho vissuto fin dal 1964 a La Palma, scorrendo negli anni le vicissitudini delle saline e del compendio naturale, tra trenini e montagne di sale.
    Il resto è noto: nel 1999 una legge regionale e solo nel 2006 si instaura l’Ente. Quasi sette anni e perchè? Semplice l’approvazione dello statuto al vaglio di quattro consigli comunali più uno provinciale. Se ricordate fu grazie a qualche ente commissariato che finalmente si ottenne un documento condiviso.
    Ora tocca al Piano del Parco. Stessa trafila, stesso percorso di guerra. Un documento essenziale, che porta anche soldi comunitari, alla base di tutte le scelte di tutela e conservazione dell’ecosistema, della eventuale ripresa estrattiva del sale, e dello sfruttamento di altre risorse, per esempio agricole. Ma affronterà anche gli aspetti urbanistici e quindi delle costruzioni abusive. Come andrà a finire non tocca di certo a me dirlo o supporlo. Posso solo dire che è indispensabile per dare gambe robuste all’Ente.

    Ed a proposito di gambe ritorniamo ai nostri pseudo-raccomandati.
    In primo luogo l’articolo alla sommità di questo commentario: già dal titolo e poi da una buona parte del contenuto si sparà alle persone ma all’Ente Parco. Condivido tante battaglie di Stefano Deliperi e del Gruupo, però qui siamo usciti dai binari, riducendo l’irrisolto a personalismi e favoritismi. L’abusivismo edilizio di Medau Su Cramu è storico ed ha, in alcuni casi, sicuramente compromesso l’ambiente. Io ci metto pure il depuratore, scelta infelice di 30 anni fa, che ha un impatto pesante anche nell’economia ambientale e infrastrutturale. Forse era meglio, chissà, localizzarlo a Macchiareddu, già compromesso di suo. Come ho appena scritto è un tavolo aperto su cui, sinceramente, per quel poco che ho letto non ho ancora visto un linea già definita in merito al problema. Posso solo aggiungere che oltre all’approvazione del Piano da parte dei Consigli dei 5 Enti, più Regione ecc. ci sarà anche il vaglio degli aventi titolo, ovvero i residenti e via dicendo.
    Pertanto battere su questo chiodo, importante per le attese di tutti gli attori coinvolti, ora che è scoppiato un problema contingente sul personale è per me riduttivo e fuorviante. Insomma si parla di piscine non autorizzate o di far camminare, oggi, l’Ente con le tante esigenze non rinviabili? Ci saranno sicuramente mille occasioni più avanti per dire ognuno la sua quando il Piano sarà dirittura d’arrivo.

    Non sono cineasti. Il merito qui non c’entra: sono muniti di laurea e quindi conoscono e capiscono, foss’anche sia il primo incarico. Eppoi nel lavoro non si finisce mai di imparare e studiare ancora. Vale per tutti.
    Le assunzioni iniziali sono legittime: che io sappia nessun ricorso, poi per quale motivo. Indicatemi un ente che, almeno fino a ieri, ha pubblicato bandi per incarichi co.co.co. ecc. Mai visti.

    Mettiamola sul piano diretto. Se uno ha l’occasione conoscere una opportunità quale è il padre è che non agevola il figlio, che è per esempio un ingegnere ambientale. Certo che se lo propone per una assunzione in una rivendita di scarpe usate, l’ingegnere ambientale, allora possiamo storcere il naso. E sempre che poi c’entri il padre e non si sia mosso autonomamente. Chi può dirlo?
    Ammettiamo ora che uno sia figlio palesemente per cognome od altro di un signore noto e molto molto importante: deve riuscire solo prete nella vita? Leggiamo nella cronaca di questi giorni: politici e figli in carriera, senza alcun pudore e di ogni colore. Ma quando vengono messi davvero sulla gogna? Solo se rubano e giustamente. Il resto è così e in 23 anni di pubblica amministrazione ho visto rarissime eccezioni.
    Poi mi chiedo che razza di raccomandazione per un posto in scadenza? Ci tiri su famiglia, ottieni il mutuo? No. Dagli anni novanta mi sono ritrovato al fianco vari collaboratori con contratti a termine, anche figli di… Tutti, chi più e chi meno, facevano la loro parte. E da tutti carpivo un stato all’incirca comune. Uno stato d’ansia sul poi (rinnoveranno o no?) che aumenta man mano che si avvicina la data fatidica. Provate a lavorare in queste condizioni. Provate a programmare qualcosa nel medio-lungo periodo.
    Per quanto mi riguarda evitavamo, reciprocamente, di affrontare il problema: per i ruoli svolti non ho mai dispensato posti di lavoro o incarichi. Non sono un dirigente, potevo poco, ecco tutto.

    Quando ho preso servizio al Parco erano tutti li, nessuna vecchia conoscenza, facce tutte nuove. Poi si sono aggiunte altre persone man mano che si approntavano progetti e nuovi servizi. Tutti con contratti a termine. Fascia di età media prevalente: 30-40 anni circa. Niente di diverso dal resto d’Italia. C’è pure un aspetto che pochi capiscono: un buon politico e un buon dirigente non si taglia le teste e le gambe perchè sono di sponsor politici avversi o perchè quello non è figlio di. Non sono così stupidi da gestire una struttura zoppa. Ecco perchè quasi sempre le aspettative interne, nei luoghi dove sussiste odio e rancore, vengono disattese: se vince XY alla prossime elezioni vedrai le teste che volano! Non è mai stato così.

    Quando si doveva mettere in moto il parco, nel 2006, era inevitabile ricorrere a chi già prestava lavoro, tecnici e maestranze. Proprio per il discorso di prima: teste e gambe non si toccano.

    C’è di più: questi “raccomandati” possono avere la forza di mettere su famiglia, sposarsi, avere dei figli in queste condizioni. Hanno il coraggio eccome perché comunque bisogna pur dare un senso alle giornate. Pazzi? No, semplicemente umani. Che si sappia che alcuni colleghi del Parco, pur con un contratto dove era impressa una bella data finale, non si sono perso d’animo. Loro malgrado sono in gioco pure questi bambini arrivati da poco.

    Per concludere, raccomandati per ritrovarsi poi in questo stato di agitazione?

    Ritenete che ai residenti, ai frequentatori del parco, ed alla stragrande maggioranza dei cittadini, risparmiandovi solo i fenicotteri, importi qualcosa? Credetemi: qui non ci sono i numeri per un servizio delle iene o di striscia. C’è soltanto una situazione difficile. Rivendicare e protestare è legittimo: l’agitazione merita tutto il rispetto. Le forme possono essere anche discutibili ma è importante che non si degeneri. Tutto questo perchè il rispetto dovrebbe esserci anche da parte del Gruppo di Intervento Giuridico, autori di questo blog.

    Una parola infine per anche gli operai anch’essi a spasso, poco citati forse perchè non “raccomandati?”. La buonanima di mio padre diceva: cibo e salute. Infatti rientrare a casa dopo una giornata di lavoro con una pagnotta in mano ed un sorriso. Non aggiungo altro.

    Pubblicamente gli amministratori del Parco e tutti gli altri attori protagonisti hanno ribadito lo sforzo, non solo un augurio, che la soluzione, sebbene provvisoria, possa dare una qualche soddisfacente e condivisa risposta. Non posso che associarmi. Speriamo nei tempi giusti perchè con questo clima non è per niente facile lavorare per chi è dentro.

    In bocca al lupo!

    • aprile 14, 2012 alle 2:07 pm

      dott. Desogus, il Gruppo d’Intervento Giuridico ha il massimo rispetto e la comprensione per chi oggi cerca di difendere il proprio posto di lavoro, così come ce l’ha nei confronti di chiunque abbia lavorato e lavori per difendere l’ambiente e quello straordinario “gioiello” naturalistico che è Molentargius.
      Ma proprio per questo non si può far finta di nulla davanti a un Consorzio di gestione che – come giustamente ricorda – nasce con 7 anni di ritardi solo a causa delle diatribe e dei conflitti fra gli Enti locali che dovevano dargli vita e che, nel corso degli anni di “vita”, rimane preda dei medesimi, soliti, modi di “sgovernare” un’area naturale protetta di straordinaria importanza.
      Di “raccomandati” – è bene ricordarlo – parlano i dipendenti a termine che ora non hanno visto rinnovare i propri contratti di lavoro.
      Ed è bene ricordare che – finora – non è mai stata fatta alcuna procedura concorsuale selettiva per alcun ruolo, nonostante l’approvazione di varie piante organiche.
      Così come è bene ricordare che i problemi di maggior peso del parco naturale di “Molentargius-Saline” non sono certo questi, ma altri, a iniziare dall’abusivismo edilizio e dalla mancanza di strumenti gestionali fondamentali, quali il piano del parco, ad esempio.
      Se permette, dott. Desogus, come ecologisti e – prima ancora – come cittadini, ci interessa evidenziare questi problemi perchè siano una buona volta affrontati e risolti.
      Non ci basta attendere i “tempi della politica”, nè tantomeno avallare prassi inefficaci o, peggio, illegittime solo perchè questo o quel politico di turno gradisce la tranquillità o c’è chi pretende che il proprio abuso edilizio sia sanato e sia dotato di opere di urbanizzazione ordinaria (acqua, energia elettrica, fogne, ecc.) a spese della collettività o c’è chi pretende che un posto di lavoro a termine sia trasformato in posto di lavoro a tempo determinato grazie a chissà quale inesistente norma.
      Rispetto della legge e buon senso possono portare – finalmente – a un’area naturale protetta degna di questo nome e importante anche sotto il profilo turistico.
      Abbiamo rispetto per tutti, ma nessuno pensi di prendere per i fondelli il prossimo 😉
      Stefano Deliperi

  18. Alessandro
    aprile 15, 2012 alle 8:58 am

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    dott. Desogus, il Gruppo d’Intervento Giuridico ha il massimo rispetto e la comprensione per chi oggi cerca di difendere il proprio posto di lavoro, così come ce l’ha nei confronti di chiunque abbia lavorato e lavori per difendere l’ambiente e quello straordinario “gioiello” naturalistico che è Molentargius.
    Ma proprio per questo non si può far finta di nulla davanti a un Consorzio di gestione che – come giustamente ricorda – nasce con 7 anni di ritardi solo a causa delle diatribe e dei conflitti fra gli Enti locali che dovevano dargli vita e che, nel corso degli anni di “vita”, rimane preda dei medesimi, soliti, modi di “sgovernare” un’area naturale protetta di straordinaria importanza.
    Di “raccomandati” – è bene ricordarlo – parlano i dipendenti a termine che ora non hanno visto rinnovare i propri contratti di lavoro.
    Ed è bene ricordare che – finora – non è mai stata fatta alcuna procedura concorsuale selettiva per alcun ruolo, nonostante l’approvazione di varie piante organiche.
    Così come è bene ricordare che i problemi di maggior peso del parco naturale di “Molentargius-Saline” non sono certo questi, ma altri, a iniziare dall’abusivismo edilizio e dalla mancanza di strumenti gestionali fondamentali, quali il piano del parco, ad esempio.
    Se permette, dott. Desogus, come ecologisti e – prima ancora – come cittadini, ci interessa evidenziare questi problemi perchè siano una buona volta affrontati e risolti.
    Non ci basta attendere i “tempi della politica”, nè tantomeno avallare prassi inefficaci o, peggio, illegittime solo perchè questo o quel politico di turno gradisce la tranquillità o c’è chi pretende che il proprio abuso edilizio sia sanato e sia dotato di opere di urbanizzazione ordinaria (acqua, energia elettrica, fogne, ecc.) a spese della collettività o c’è chi pretende che un posto di lavoro a termine sia trasformato in posto di lavoro a tempo determinato grazia a chissà quale inesistente norma.
    Rispetto della legge e buon senso possono portare – finalmente – a un’area naturale protetta degna di questo nome e importante anche sotto il profilo turistico.
    Abbiamo rispetto per tutti, ma nessuno pensi di prendere per i fondelli il prossimo
    Stefano Deliperi

    • Alessandro
      aprile 15, 2012 alle 8:59 am

      Approvo quanto sopra ribadito..

  19. aprile 16, 2012 alle 3:03 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 120, 16 aprile 2012
    Qualcuno volò sul nido del fenicottero: http://www.manifestosardo.org/?p=13138

  20. Non pago più le tasse!!!
    aprile 18, 2012 alle 3:57 pm

    Negli ultimi giorni si è assistito alla pessima passerella, finalizzata alla strumentalizzazione del parco Molentargius, da parte dei politici (ovviamente bipartisan), Mauro Pili, Sorgia (Provincia), Uras (Regione), Tolu (Provincia), solo per citarne alcuni. Se i politici vogliono continuare a sloganeggiare sui problemi che colpiscono la società civile perderanno sempre più consensi a tutto vantaggio di derive populiste (molto spesso non supportate da valide argomentazioni e soluzioni allo status quo), oltre a rendersi ridicoli agli occhi degli elettori. Il Parco deve essere risolto a partire dall’abusivismo e dalla risoluzione delle fonti di finanziamento dell’Ente. Il resto sono tutte orchestrazioni da prima repubblica. I giornalisti, ovviamente, sono complici in questa strumentalizzazione, data l’incapacità, ormai strutturale, di leggere i documenti appositi e informarsi senza limitarsi all’intervista dell’uomo della strada. Accidenti! Eppure i fenicotteri ogni tanto tolgono la testa dal buco…

  21. maggio 3, 2012 alle 2:43 pm

    da Sardegna Quotidiano, 3 maggio 2012
    Molentargius. I precari: «Cappellacci faccia chiarezza»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120503082427.pdf

  22. maggio 21, 2012 alle 2:48 pm

    da Sardegna Quotidiano, 21 maggio 2012
    Parco. Disertato il bando, fenicotteri senza “vigili”. Nessuna offerta per la gara per il monitoraggio
    della nidificazione e la gestione dell’inanellamento dei pulli. Tiana: problemi nell’oasi? Paghiamo ancora l’alluvione del 2008. (Paolo Rapeanu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120521082459.pdf

  23. maggio 30, 2012 alle 6:44 pm

    bravo sindaco Zedda! Demolizione degli abusi edilizi non condonabili di Medau su Cramu, ripresa delle attività agricole, concorsi – non illegittime stabilizzazioni – per il personale del parco 😉

    da Casteddu online, 30 maggio 2012
    Zedda: un concorso per i precari di Molentargius, presto ripartirà la produzione del sale: http://www.castedduonline.it/cronaca/zedda-un-concorso-per-i-precari-di-molentargius-presto-ripartira-la-produzione-del-sale/26858

  24. giugno 5, 2012 alle 2:45 pm

    da Sardegna Quotidiano, 5 giugno 2012
    Molentargius. Onlus di Tiana, i Riformatori: «Fuori i bilanci».

    L’associazione “parco di Molentargius- saline ” renda pubblici i propri bilanci, «di modo che possiamo vedere se la fonte dei finanziamenti è “politica”». A chiederlo è il centro studi dei Riformatori, guidato da Antonello Gregorini, dopo l’intervista rilasciata dal presidente della Onlus, Vincenzo Tiana, che è anche a capo di Legambiente in Sardegna. Tiana ha spiegato quali sono le attività svolte dalla sua associazione a Molentargius e come funziona il meccanismo di finanziamento dell’attività: «Non prendiamo un centesimo dal parco», ha detto, «veniamo pagati cinque euro per ogni scolaro, dalle scuole. O dall’ente parco se gli alunni provengono da uno dei Comuni che insistono sul territorio dell’oasi protetta». «Le poche risorse finanziarie non provenienti dai bilanci pubblici erano acquisite dall’Associazione del Parco-Legambiente», attacca Gregorini, «e la stessa associazione, pubblicava gli opuscoli a fronte di finanziamenti esterni. Tutto ciò in presenza di una pianta organica fatta, inizialmente, di 20 persone ma che ha raggiunto le 40 nell’ultimo periodo». Dai Riformatori arriva anche una lunga serie di domande: «Perché queste attività, comunque lucrative, non venivano svolte dalla gente pagata per questo, anziché da un’associazione Onlus? Perché queste attività non sono state messe a gara? E chiediamo altresì: visto che non è volontariato, come è stata fatta la scelta? Chi ha deciso il prezzo del biglietto? O è il presidente dell’associazione onlus che decide quanto deve pagare uno scolaretto sardo per vedere i fenicotteri?» da qui la richiesta: «A questo punto è bene che Legambiente e l’associazione del Parco Molentargius rendano pubblici i propri bilanci, di modo che possiamo vedere se la fonte dei finanziamenti è “politica”». Dopo le conferenze e gli studi portati avanti dal gruppo dei Riformatori, proseguie la nota, «è emerso chiaramente che nella gestione del Parco qualcosa si è inceppato in corso d’opera. Questo avviene sempre quando vi è commistione fra la politica, che gestisce i posti di lavoro e il consenso, e le associazioni (parapolitiche), che gestiscono progetti pagati, però, dalla stessa politica. Così si crea un circolo neghittoso, cause che portano alla malattia del paziente: il Parco».

    da Sardegna Quotidiano, 4 giugno 2012
    «Nessuno scopo di lucro noi lavoriamo per Molentargius».
    L’INTERVISTA. Vincenzo Tiana, oltre a Legambiente, presiede anche l’associazione che organizza le escursioni nell’oasi «Solo cinque euro a scolaro. Le linee guida? Sono inadeguate».

    Da molti weekend sale a Monte Urpinu e con i volontari dell’associazione parco di Molentargius-saline monta cannocchiali, che poi mette a disposizione dei curiosi che vogliono osservare lo spettacolo dei fenicotteri. Vincenzo Tiana, quanto vi dà il parco per fornire questo servizio? Niente, l’associazione non prende un centesimo. Il nostro è un lavoro di sensibilizzazione verso le bellezze di Molentargius. Ci lavoriamo dagli anni ‘80, ben prima che venisse istituito l’ente. Da allora non è che l’area sia cambiata granchè… Non scherziamo. Se nell’88 non fossero arrivati i 120 miliardi per il consorzio Ramsar, adesso avremmo ancora le fogne che scaricano nei canali interni. E noi abbiamo contribuito a far arrivare quel denaro. È stata eliminata un’immensa discarica che arrivava fino al Margine Rosso. È stato realizzato il canale di adduzione delle acque di mare, così come abbiamo sollevato il caso degli abusi edilizi. Abusi che ci sono ancora. E il parco è un’incompiuta, nessuno lo conosce. Non c’è manco un cartello stradale che dice che esiste… Noi proviamo a farlo conoscere, speriamo che la politica, come sembra stia succedendo, recepisca. Sono stati promessi i fondi per il rilancio: l’area ha potenzialità enormi. Divulgate anche attraverso gite organizzate per le scuole. E le malelingue dicono che lei non parla di cattiva gestione del parco perché ci guadagna… So che qualcuno lo pensa. Roba da querela. E mi dispiace. Smentisca pure. L’associazione prende cinque euro per ogni scolaro, che non gode solo di una “gita”. Noi facciamo corsi di educazione ambientale, in un centro, realizzato con fondi della Provincia, rinomato a livello nazionale. Alunni e bambini escono sempre soddisfatti, soprattutto grazie alle capacità dei cinque esperti, altamente qualificati, che lavorano al progetto. A Molentargius ci siamo da sempre: offriamo un servizio, e non siamo lì al posto di qualcun altro. E le vostre pubblicazioni col logo del parco? Ci sono. E vengono fatte col contributo di Provincia e Regione. Insomma: dal parco non percepiamo un centesimo. E offriamo un servizio. Da quando siamo attivi abbiamo sventato la speculazione edilizia su 1600 ettari. Se il parco esiste è anche grazie a noi. Ma i cagliaritani non lo conoscono. Di chi è la colpa? Noi facciamo il nostro, non siamo negli organi di gestione. Ecco, può dare un giudizio sulla gestione? E non solo su quella attuale? Molentargius non è come lo vorremmo, certo, ma qualcosa si muove. Duole constatare che il riavvio delle saline non sia ancora avvenuto. Sono state gettate le basi per la ripartenza. Credo che si dica da decenni. Non sarà la solita promessa? Prima non c’erano le condizioni ambientali. Adesso sì. Ma se è andata deserta anche la gara per l’inanellamento dei piccoli fenicotteri… L’importante è la nidificazione. Lei sa se è vero che l’ente parco ha un ufficio politico? A cosa servirebbe? Questa mi è nuova. No, non lo so. Però sa che il piano di gestione non esiste? Eppure dei professionisti sono stati pagati per tracciare le linee guida… Vero. E non esito a dire che le linee guida sono inadeguate, sembrano slegate dalla realtà vera del parco .

    E. F.

  25. giugno 8, 2012 alle 2:58 pm

    e continua la “campagna stampa”…..

    da L’Unione Sarda, 8 giugno 2012
    La strage dei piccoli cavalieri. MOLENTARGIUS. Emergenza nelle saline: giallo sul funzionamento delle idrovore. Vasche asciutte: rinvenuti numerosi “pulli” morti. (Mario Gottardi)

    Dovrebbe essere un’area protetta, visto che è considerato un sito di interesse comunitario e una zona umida di importanza internazionale. Invece il parco Molentargius-Saline è abbandonato a se stesso e da alcuni giorni stanno morendo i pulcini di Cavaliere d’Italia, una delle tante specie protette di volatili che lo popolano.
    L’ALLARME. Ne hanno contato almeno sette i cittadini che frequentano l’area naturale. In tanti hanno voluto esprimere la loro indignazione su Facebook e con segnalazioni alle Lega per la protezione degli uccelli associazioni per la difesa di animali, allo stesso Ente parco e perfino alla Procura della Repubblica. D’altronde che c’era qualcosa che non andasse era evidente: le vasche delle saline che costeggiano il lungomare sono aride da giorni, ed emanano esalazioni maleodoranti, specie nei giorni di maestrale. Ma oltre il decoro, con i livelli delle acque fuori controllo sono a rischio tutte gli animali che popolano il parco.
    SENZA CONTROLLO. «Azionare l’idrovora ora sarebbe letale comunque, perché si rischierebbe di farli annegare», spiega la naturalista Alessia Atzeni. È una degli ex dipendenti del parco, che assieme a tecnici e ingegneri, è senza lavoro dal 31 marzo, giorno in cui l’Ente presieduto dal sindaco di Quartu Mauro Contini e diretto dall’ingegner Marco Loddo, non le ha rinnovato il contratto. Su 40 lavoratori ora sono solo sei (più cinque interinali per l’InfoPoint) e tutti amministrativi. Da allora il parco è senza supervisione, per questo conoscere le cause della morte dei pulcini è impossibile.
    LE IPOTESI. «Si possono fare solo delle ipotesi», spiega Atzeni che con i suoi colleghi occupa la direzione dell’Ente da oltre due mesi. «Tra le più plausibili – continua l’ornitologa – c’è l’acqua stagnante o un suo repentino innalzamento, i cani lasciati senza guinzaglio o anche ciclisti, pedoni e fotografi, anche dilettanti». Perché i piccoli volatili e le loro uova hanno il colore del fango, «è difficile riconoscerli, si mimetizzano con l’ambiente circostante». La mortalità, in questi come negli altri uccelli che popolano il parco, è normale «ma non così, nei canali».
    IL LUOGO DELLA STRAGE. I pulcini di cavaliere d’Italia sono morti nel percorso 9, conosciuto come Rollone, alle spalle dell’ospedale Marino, che Atzeni e i suoi colleghi vorrebbero chiudere, almeno durante la nidificazione. E invece è proprio il periodo in cui venne aperto. Era l’17 aprile dell’anno scorso quando il sindaco Contini lo inaugurò in pompa magna: «Questo varco – disse -, dotato di ippovia e pista ciclabile, permetterà di inaugurare una nuova offerta turistica. Sarà possibile beneficiare di una suggestiva passeggiata a cavallo nel cuore della città». Dopo che le immagini dei pulcini di cavaliere d’Italia hanno iniziato a girare su Internet o magari perché la direzione è stata avvisata della strage, all’ora di pranzo di ieri, l’Ente ha deciso in tutta fretta di chiudere l’accesso del Rollone. Talmente in fretta che alcuni podisti sono rimasti intrappolati all’interno.

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    «È un disastro ambientale». Gli ex dipendenti spiegano le cause del degrado del Parco e come tutelarlo. L’appello degli ecologisti: si cambino i percorsi turistici. (Mario Gottardi)

    Alessandra Sias del circolo ecologista cittadino “Herman Daly” non ha dubbi: «Quello di Molentargius è un disastro ambientale, bisogna chiudere il Rollone e controllare nuovamente le acque e tutto l’ecosistema del parco». In mancanza dei tecnici, qualcuno che aziona l’idrovora c’è, e non è non è un mistero che sia lo stesso direttore del parco Marco Loddo.
    I PROBLEMI. «Ma le acque non vanno nei canali e nelle vasche come dovrebbero», spiega Luca Zambianchi, uno degli ingegneri che fino al 31 marzo lavorava a Molentargius, a cui non hanno rinnovato il contratto. «Se uno non conosce la sequenza corretta di immissione – continua Zambianchi – l’acqua evapora, si deposita il sale, le vasche si seccano e gli argini si sfaldano. Inoltre, se si vuole produrre sale bisognerà prima bonificare le vasche dall’inquinamento». L’alterazione dell’equilibrio idraulico produce anche effetti dannosi sia per la fauna, come le specie di uccelli avocetta, fratino, sterne, gabbiano roseo e il più conosciuto fenicottero rosa, sia per la flora, «che rappresenta il 21,3% della biodiversità vegetale dell’Isola», sottolinea il botanico Garbriele De Martis, anche lui ex dipendente.
    TUTELA E FRUIZIONE. Per tutelare Molentargius «non è necessario metterlo in una campana di vetro», spiegano gli ex dipendenti. «Basta che le visite e i percorsi siano controllati», sottolinea l’ingegnere Irene Contu che si sofferma sul percorso 9, quello incriminato. «Abbiamo chiesto alla direzione un tavolo tecnico per far convivere fruizione e tutela: basterebbe una cannicciata e un presidio, ma nel periodo di nidificazione dei volatili il Rollone va chiuso. Ci hanno risposto: “gli uccelli si abituano all’uomo”».

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    Ma Legambiente preferisce minimizzare. Il presidente Tiana tira il freno a mano: «Nessun allarme, è tutto a posto».

    «Nel Parco è tutto tranquillo. Non esiste nessun tipo di emergenza che riguardi il pericolo di moria di uccelli». Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente e presidente dell’Associazione per il Parco di Molentargius, rassicura sulla situazione della fauna all’interno del Parco. «Non mi risulta nessuna notizia allarmante relativamente alla sopravvivenza dei cavalieri d’Italia», prosegue Tiana. «In questi giorni, gli uccelli stanno nidificando in un argine che si trova in una vasca a ridosso di viale Poetto, nella zona dell’ospedale Marino. Per proteggere i pulcini è stato addirittura chiuso un sentiero pedonale».
    Nessun dubbio, da parte del presidente di Legambiente, anche per quanto riguarda il funzionamento delle idrovore che garantiscono il ricambio dell’acqua e l’equilibrio della salinità: «Le idrovore sono in funzione», assicura Tiana, «l’acqua, che arriva dal Poetto, viene immessa nello stagno di Bellarosa Maggiore e in tutte le altre vasche con gradualità. Per proteggere la nidificazione delle varie specie che popolano il Parco, è necessario far arrivare l’acqua in tutte le zone in maniera differenziata». Nessun pericolo per i cavalieri d’Italia e tantomeno per i fenicotteri, gioiello di Molentargius: «Non è stata registrata nessuna migrazione da parte di fenicotteri e non c’è nemmeno il rischio che avvenga», dichiara Tiana, «in questi giorni, la nidificazione sta andando avanti con grande successo. Sono nati già migliaia di pulcini nella zona della vasca di Bellarosa Maggiore».
    In conclusione, stando alle parole del presidente dell’Associazione per il Parco di Molentargius, «la situazione è totalmente sotto controllo e si può definire più che positiva». (mat.s.)

  26. giugno 11, 2012 alle 2:33 pm

    da Sardegna Quotidiano, 11 giugno 2012
    Molentargius. «Gestione delle acque, rischio disastro».

    Nel parco delle incompiute «si rischia un nuovo disastro ambientale ». La denuncia arriva dai precari che da più di due mesi occupano la sala conferenze dell’edificio Sali Scelti di Molentargius: «Il tentativo da parte della direzione del parco di tamponare goffamente il reiterato disastro ambientale, prosegue instancabilmente », scrivono Alessia Atzeni e Gabriele De Martis, esperti rispettivamente di fauna e flora dell’oasi, senza un lavoro dal 31 marzo. « L’ultimo capitolo della saga vede il reinserimento di un ex collaboratore tecnico al quale il direttore facente funzioni, Marco Loddo, ha affidato il governo della regimentazione idraulica dell’intero compendio ». Mentre loro occupano, dicono, un collega che si trovava nella loro stessa situazione ha incassato un contratto, ma «questa persona», attaccano ancora i precari, «senza la guida delle giuste competenze –naturalistiche e idrauliche– rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Il controllo dei livelli idraulici dei diversi comparti ambientali di Molentargius è un lavoro d’equipe, che vede la partecipazione di numerose professionalità». Non basta solo verificare l’altezza dell’acqua nelle vasche, ma, sottolineano, «se ne devono valutare e verificare con dati alla mano le esigenze ecologiche. Nel caso specifico le vasche che si sono prosciugate in quest’ultimo periodo, sono state colonizzate da specie nidificanti. Allagarle ora significa mandare a morte certa tutti i nidiacei». Non solo, accusano la Atzei e De Martis, «è stata allagata la vasca dove è presente il nastro trasportatore del sale, alto trenta metri, con il conseguente rischio di minarne così la stabilità (cosa che non è mai stata fatta in precedenza dai salinieri proprio per questo motivo). Gli squilibri dei livelli idraulici hanno poi delle ripercussioni negative sulla vegetazione alofila che in questi luoghi è identificativa di habitat prioritari secondo delle direttive europee per i quali l’Ente ha il dovere di tutelare e salvaguardare sia in qualità di Parco, che come sito Natura 2000». Atzeni e De Martis annunciano una dettagliata relazione agli organi competenti regionali.

  27. giugno 13, 2012 alle 2:59 pm

    ecco qua, ora tutti i problemi del parco naturale “Molentargius – Saline” sono risolti, no?

    da Sardegna Quotidiano, 13 giugno 2012
    Molentargius. Rinnovati i contratti dei precari del Parco: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120613082525.pdf

  28. giugno 16, 2012 alle 8:48 pm

    vigilanza?

    da L’Unione Sarda on line, 16 giugno 2012
    Cagliari, rogo a Molentargius. Parco e fenicotteri a rischio. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/277541)

    Un incendio è divampato nel primo pomeriggio, poco dopo le 16, a Medau su Cramu nel Parco di Molentargius. Sul posto sono state inviate due squadre dei Vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono rese più complicate, oltre che per la fitta vegetazione, anche per il forte vento. Proprio a Molentargius è iniziata da poche settimane la nidificazione dei fenicotteri e i pompieri hanno lavorato anche per evitare danni ai volatili.

    da Casteddu on line, 16 giugno 2012
    Il Parco era chiuso e senz’acqua: due case sfiorate dal fuoco e sei ettari in fumo a Molentargius: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/il-parco-era-chiuso-e-senzacqua-due-case-sfiorate-dal-fuoco-e-sei-ettari-in-fumo-a-molentargius/30531

  29. Greg
    giugno 28, 2012 alle 8:28 pm

    Strano ma nessuno dell’Ente Parco risponde al tel. (070 370909), ne riceve e-mail, a chi posso rivolgermi per conoscere se e quando qualcuno ha intenzione di riempire di nuovo le vasche, in prossimità di via dei Tritoni, Quartiere del Sole, e zona del “rollone”ormai vuote o quasi da circa un mese. Questo fatto, provocando la distruzione della micro avifauna presente e la conseguente putrefazione dei residui organici, determina una continua fuoriuscita di miasmi oltre che l’allontanamento (mi auguro provvisoriamente) delle rare specie di uccelli presenti.
    Mi chiedo se il Presidente e Dirigenti, hanno in progetto, per il futuro del Parco, di svuotare le vasche dall’acqua per eliminare i fastidiosi uccelli, sono sulla buona strada! Magari per farci delle mega lottizzazioni. E’ una vergogna, devono andare tutti a casa e lasciare il posto a chi ama veramente la natura, Cagliari e il suo hinterland.
    Greg

  30. luglio 3, 2012 alle 2:52 pm

    è vero, nonostante tutto e nonostante la scarsa capacità gestionale del Consorzio (di tutto il Consorzio), “Molentargius sta bene”.

    da La Nuova Sardegna, 3 luglio 2012
    Molentargius-Saline. Il parco sta bene e va rilanciato. Lo sottolinea il direttore Loddo tracciando un bilancio dell’area.

    CAGLIARI. Il parco naturale del Molentargius-Saline è in buone condizioni sul piano naturalistico. Lo sottolinea il direttore Marco Loddo, tracciando un bilancio della situazione dell’area naturalistica interessata in queste settimane dall’imponente nidificazione dei fenicotteri rosa e anche da un incendio, i cui danni, secondo la gestione del parco, non sono stati ingenti nè hanno pregiudicato la permanenza degli uccelli. Nei giorni scorsi è stata trovata morta una decina di pulli della specie «Cavaliere d’Italia» lungo il percorso che dal Rollone porta al Poetto. Gli animali sono stati affidati all’Istituto zooprofilattico della Sardegna per le analisi, con l’obiettivo di evidenziare le cause del decesso. Quando ai danni dell’incendio del 16 giugno scorso, Loddo ha programmato un monitoraggio per una stima più precisa dei danni, una volta concluso il periodo di nidificazione della specie di Ardeidi. Nel frattempo è stata schermata la zona con una rete frangivento. Quest’anno salterà la campagna di inanellamento dei fenicotteri, di solito gestita dall’Ispra che ha comunicato all’Ente parco l’impossibilità di coordinarla. Con un contributo di 1,6 milioni di euro assegnati all’ente dall’assessorato regionale all’Ambiente, dal 16 giugno sono stati rinnovati i contratti del personale interinale al lavoro al 31 marzo scorso, in particolare manutentori del verde che ripareranno l’arredo urbano danneggiato da vandali nell’ultimo periodo (giochi per bambini, panche, capanni, cestini, recinzioni), raccoglieranno i rifiuti con cadenza regolare e cercheranno di arginare l’inciviltà di alcuni frequentatori del parco. «Occorre rilanciare al più presto il Parco di Molentargius perchè fra sei mesi, con l’abolizione delle Province, servirà rivedere la gestione complessiva. A chiederlo è Sinistra ecologia e libertà.

  31. luglio 10, 2012 alle 2:56 pm

    arrivano le selezioni pubbliche per varie figure professionali del Consorzio di gestione del parco naturale regionale “Molentargius – Saline” con un report sulla situazione ambientale.

    dal sito web istituzionale del Consorzio di gestione del parco naturale regionale “Molentargius – Saline”

    COMUNICATO – REPORT SITUAZIONE AMBIENTALE PARCO NATURALE REGIONALE MOLENTARGIUS SALINE: http://www.parcomolentargius.it/articolo.php?art=1201

    SELEZIONI PUBBLICHE PER TITOLI ED ESAMI DI DIVERSE FIGURE PROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE PER EVENTUALE RECLUTAMENTO DI PERSONALE CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO: http://www.parcomolentargius.it/layout.php?dest=concorsieselezioni&conc=5

  32. luglio 16, 2012 alle 2:51 pm

    bene.

    dal sito web istituzionale del Comune di Cagliari, 16 luglio 2012
    Assegnati i fondi per depurare e distribuire acqua da Is Arenas e Molentargius. La spesa complessiva è di 5milioni e 400mila euro. Il Comune ha già approvato in linea tecnica il progetto preliminare: http://www.comunecagliarinews.it/news.php?pagina=7089

  33. luglio 17, 2012 alle 2:42 pm

    da Sardegna Quotidiano, 17 luglio 2012
    Parco. Assunzioni congelate «Ora scattano le denunce»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120717090048.pdf

  34. luigi
    luglio 31, 2012 alle 6:31 pm

    Salve, ci sono delle novità su questa vicenda tutta all’italiana. Vicende al momento sullo squallido andante. Sono uno delle decine di persone che desiderano partecipare ad una delle selezioni di concorso promosse dal Parco del Molentargius, ci sono poche occasioni per noi laureati e tentare questa carta, sperando che non ci siano i soli giochi sporchi degli accozzati, non nuoce. Però c’è un grosso problema. Domani pare che quasi tutta l’opposizione di centro sinistra al Consiglio Regionale chiederà di annullare i concorsi che scadranno a fine agosto. Sinceramente non si capisce il motivo, soprattutto, perchè ci sono partiti come PD e SEL che dovrebbero garantire pari opportunità e trasparenza assoluta. Invece si dice che,avendo autorizzato di recente ulteriori sei mesi di lavoro ai precari (infilandoci la rivisitazione del loro lauto stipendio) il concorso, che dovrebbe essere per legge l’unico modo di accesso alla pubblica amministrazione sarebbe quanto mai inopportuno… Fastidio a chi o a che cosa? Insomma quale gioco sporco state portando avanti cara opposizione. Ci lamentiamo del precariato a vita ma questo concorso, almeno cosi dice il bando, per sua natura potrebbe trasformarsi in assunzione a tempo indeterminato. E dopo che sono terminati i sei mesi di proroga degli attuali precari cosa ci dobbiamo aspettare? Una nuova legge regionale di proroga? L’ennesima legge regionale cassata dalla Corte Costituzionale di stabilizzazione dei precari assunti a termine senza concorso o selezioni sulla soglia del ridicolo? Dov’è finito lo Stato di diritto? Dove è finita la libera e democratica partecipazione? Dove è finita la meritocrazia di cui tutti si riempono ipocritamente la bocca? E’ davvero una questione di pochi, della solita casta (politica e sindacale) dove la massa, figlia di nessuna, assiste impotente.
    Semplicemente uno schifo. E bravo il nostro sindaco Zedda, speranza sfiorita in una stagione, illusione di una politica Alta, democratica, onesta. Ci sarebbe da ridere ma è una squallida, come premesso, vicenda tutta all’italiana.

    • Stanlio&Ollio
      agosto 16, 2012 alle 12:41 pm

      Fonte Wikipedia.
      “Parco Molentargius-Saline”…Definizione carrozzone. Lo era prima e lo sarà anche in futuro. In 6 lunghi anni con tanti “scienziati” alle dipendenze non è stato possibile creare alcun centro di ricerca. L’abusivismo rende simpatico qualsiasi tentativo di valorizzazione del territorio. L’idea di risolvere il precariato con i concorsi era legittima e richiesta dalla legge, ma un manipolo di consiglieri regionali ha optato per la visibilità mediatica e fare pressioni su chi di dovere (immagino l’organo decisionale del parco), mentre gli stessi ex-lavoratori, da quanto emerso nelle cronache degli ultimi mesi, sono gli unici precari in Sardegna… Insomma tanta notorietà nei giornali per un così piccolo ente… C’è forse il petrolio sotto il letto d’acqua del Molentargius oppure posizioni da difendere con i denti? Dirimpettai, parenti, amanti? Mah sono solo semplici illazioni ma è veramente tutto così strano.
      Vabbè come Luigi attendo di ricevere il rimborso della tassa di iscrizione. L’ennesima visto che anche in altri due precedenti concorsi, banditi da altri enti, è finita allo stesso modo. Tutti sti casini per uno stipendio di 1200-1400 euro mensili (scusate se ridimensiono la cosa visti i tempi, ma ho sempre più l’idea che qui ci stanno facendo penare per avere poco o niente).
      Complimenti al titolare del blog e a tutti quelli che hanno capito come funzionano le cose in questo posto.

  35. pierino
    agosto 26, 2012 alle 1:54 am

    Hanno firmato un protocollo d’intesa con l’Area Protetta Marina di Villasimus: sinergie tra fenicotteri rosa e posidonia. Che c’azzecca? direbbe Di Pietro. Poi a microfoni spenti scopri l’arcano. Non potendo cacciare via il direttore facente funzioni (targato Quartu centrodestra) incapace di mantenere quelli che in questa pagina titolate come “raccomandati?” originati dal centrosinistra, ecco che la controparte (targa Cagliari centrosinistra) si inventa il protocollo d’intesa per coinvolgere il direttore dell’APM di Villasimius, già assessore “tecnico” progressista (in altro Comune). due schieramenti, due galli, due direttori (ma si può? si beccheranno o si scambieranno tanti caffè al bar?), tanti sindaci (da Cagliari, passando per Quartu ed approdare a Villasimius. Tante buone intenzioni (molta circostanza e solita ipocrisia con tutta l’incompiuta ed irrisolta “edilizia spontanea” in quel del Molentargius) e con i soli soldi della Regione (contati, lesinati ed infine quanto ben spesi?).
    Vamos a la playa genti arrubia: dos directorios, muchos flamencos y ninuguna haba.
    Inciucio? Bipolarismo perfetto? Bottega comune? Epopea Montiniana? Ma per piacere! Amministrate giustamente i beni pubblici, motivo della vostra elezione, invece di spartire al solito la torta.

  36. Greg
    agosto 30, 2012 alle 9:08 pm

    Povero Parco naturale regionale di Molentargius
    Il Parco di Molentargius, provvidenziale per l’accesso e il deflusso delle auto dallo stadio di “Is Arenas” a Cagliari. I lavori di sistemazione delle strade bianche e dei parcheggi sono stati già fatti. Che sia una strada accessibile solo per i residenti di Medau su gramu è solo un eufemismo. Alla malora il Parco ………………….. Forza Cagliari
    Greg

  37. settembre 7, 2012 alle 2:44 pm

    da L’Unione Sarda on line, 7 settembre 2012
    Pericolo amianto al Molentargius. Coperture in eternit a rischio crollo. Il problema riguarda, in particolare, il vecchio impianto dei sali. Se il tetto (lungo 40 metri e largo 10) dovesse cedere, i danni sarebbero maggiori rispetto a quelli provocati dai 400 chili di amianto prelevati al Poetto: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287270

  38. ottobre 11, 2012 alle 4:13 pm

    da Casteddu online, 11 ottobre 2012
    Bagarre sulle assunzioni a Molentargius: “Posti di lavoro a figli e cognati di assessori, vigilate sul connubio tra contratti e politica”. (Alessia Corbu): http://www.castedduonline.it/index.php/42431-bagarre-sulle-assunzioni-a-molentargius-posti-di-lavoro-a-figli-e-cognati-di-assessori-vigilate-sul-connubio-tra-contratti-e-politica/

    da CagliariPad, 11 ottobre 2012
    Degrado e clientele: “Il parco di Molentargius è un cesso”. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/it/news/ottobre/11/molentargius/

    da La Nuova Sardegna, 11 ottobre 2012
    MOLENTARGIUS. LA RINASCITA. Lo stagno degli orti e del fior di sale.
    Lunedì a Villa Devoto la firma dell’accordo quadro per investire 15 milioni di euro nella riqualificazione di argini e terreni. (alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Il 15 ottobre si firma a Villa Devoto nella sala della giunta regionale l’accordo quadro per riqualificare Molentargius. E’ una svolta: il finanziamento è stato assegnato a giugno con una delibera, ma aspettava nelle casse dell’assessorato alla Programmazione da quasi due anni. Con questo accordo che sarà gestito dal consorzio del parco di Molentargius presieduto dal sindaco di Quartu Mauro Contini(supervisione dell’assessorato regionale all’Ambiente), si rimedia agli anni dell’incuria ma, soprattutto, negli intenti c’è la trasformazione dello stagno in una sorta di laboratorio sperimentale di produzioni agricole, attività industriali e servizi interamente orientati a sostenere l’equilibrio della laguna e a promuoverne la qualità ambientale. Nel quadretto finale immaginato durante le lunghe trattative tecnico-politiche di questi due anni c’è uno stagno con le sponde sulle quali torneranno gli ulivi e anche gli orti, c’è un’industria dove il sale si raccoglie a mano e, in un momento successivo e per mezzo di un finanziamento ora solo promesso, c’è un centro benessere che sfrutta (a chilometri zero)le acque madri, risulta della produzione salina e cariche di proprietà benefiche, le stesse che un rinomato centro benessere della costa sud occidentale compra dalle saline di Santa Gilla. Il progetto deve essere fatto subito, la sua realizzazione richiederà sei anni perché, spiegano al parco, l’anno di una laguna come Molentargius è scandito dalla nidificazione degli uccelli che lo popolano e che lo hanno trasformato in un’attrazione mondiale. Da marzo a settembre bisogna rispettare la presenza degli uccelli, per gli altri sei mesi si può marciare verso la ricostruzione degli argini delle vasche, l’esproprio di 120 ettari di terreni privati, la destinazione delle terre alle antiche attività agricole che richiedono vari interventi, uno fra tutti è la ricarica della falda con acqua dolce, perché ormai i terreni pescano in un’acqua molto salina.L’esproprio dei terreni è necessario perché il patrimonio pubblico attuale è della Regione, il consorzio del parco ha soltanto le terre all’ingresso di Cagliari, all’ingresso di Quartu e qualcosa nella striscia centrale, ma la gran parte dei terreni incolti al centro del Molentargius è di proprietà privata. Tra le altre ipotesi sulla riqualificazione agricola ce n’è una suggestiva: assegnare in uso piccoli appezzamenti di terreno a pensionati che vogliano ritrovare il piacere di coltivare ortaggi. Le saline saranno ristrutturate dalla mano pubblica e affidate a privati che facciano un progetto industriale per una produzione di nicchia del sale da tavola, non vasta insomma, ma di alta qualità. La fase successiva, che sulla carta ha assegnati 5 milioni di euro, riguarda gli edifici sparsi nel parco che un tempo servivano ai Monopoli di Stato. Dall’edificio rosso per i sali potassici, alle casupole disseminate nei pressi del rollone al rudere che guarda verso Cagliari dove si raccolgono le acque madri.Per gli edifici ora in disarmo è stata espressa con chiarezza la volontà di «metterli a reddito». Cinque milioni di euro non basteranno, l’idea è di avviare un dialogo con operatori privati che investano per un’impresa da cui guadagnare e pagare un canone all’ente pubblico.

  39. ottobre 22, 2012 alle 5:45 pm

    altri 20 milioni di euro per una gestione, finora, quasi senza capo nè coda.

    A.N.S.A., 22 ottobre 2012
    Parco Molentargius,arrivano 20 mln euro. Firmato in Regione accordo di Programma quadro: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/10/22/Parco-Molentargius-arrivano-20-mln-euro_7670575.html

  40. novembre 20, 2012 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2012
    Molentargius minacciato dagli abusi. Nel biennio 2010-2011 sono stati rilevati trenta interventi non conformi alla legge nella zona umida del parco. (Stefano Ambu) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121120085139.pdf)

    Tutti a Cagliari dall’Ogliastra contro le demolizioni disposte dalla Procura di Lanusei. E a fare il tifo, nella manifestazione di una settimana fa in via Roma, per la proposta di legge salva case depositata in Consiglio regionale. Ma il problema non è soltanto lungo l’Orientale sarda: anche capoluogo e dintorni hanno le loro gatte da pelare in materia di abusivismo edilizio. Più o meno gravi: dall’ultimo caso contestato in via Gallinara alle abitazioni all’interno del parco di Molentargius. Tanto per restare all’ultimo report del Comune di Cagliari relativo al mese di ottobre i casi di abusi edlizi segnalati sono tre. Con gli atti poi inevitabilmente trasmessi all’autorità giudiziaria. Tra il 2010 e il 2011 l’amministrazione aveva segnalato una trentina di casi, alcuni risolvibili con condoni e oblazioni, altri no. Ci sono poi i report delle associazioni ambientaliste: «Quello del 1990 della nostra associazione – spiega il presidente regionale di Legambiente Vincenzo Tiana – aveva portato alla scoperta di circa duecento abusi edilizi solo a Molentargius». E, visto che siamo nel parco, si può anche dire che non si può fare di tutta l’erba un fascio. «Esistono abusi realizzati – continua Tiana – negli anni Sessanta, altri nei Settanta per finire poi agli anni Novanta. A quel punto la situazione dovrebbe essersi congelata. Cagliari e Quartu prendano a questo punto in esame tutti casi. E consentano di fare chiarezza. Andando a valutare tipologie di irregolarità e anno di realizzazione degli eventuali abusi per un confronto con la normativa vigente al momento delle irregolarità». Il Comune? Pronto a intervenire, ma per il momento non con le ruspe: progetti ancora da definire, ma si dovrebbe andare verso una linea moderata con un compromesso – fatte salve eventuali disposizioni dell’autorità giudiziaria – tra quello che c’è e l’ambiente intorno. Tra le ipotesi prese in considerazione un anno fa c’era anche quella delle abitazioni-fattorie. Residenze sì, ma in qualche modo adattate anche esteticamente alle esigenze turistico ambientali del parco. «La questione di Medau Su Cramu – spiega Andrea Scano, consigliere comunale Pd, presidente della commissione Urbanistica – va definita una volta per tutte anche perché propedeutica allo sviluppo dell’area umida. C’è tanta carne al fuoco: presto le idee si trasformeranno in un piano d’intervento». Paura, però, per la proposta di legge invocata dagli ogliastrini. «Prevede – aveva spiegato il Gruppo d’intervento giuridico all’indomani del sit-in anti benne – l’adozione di piani di risanamento – chiamati eufemisticamente “piani di riqualificazione paesaggistica” – per le aree dove gli abusi edilizi rappresentino anche il mero rapporto di 0,20- 0,10 metri cubi su metro quadro di terreno. Praticamente anche dove non c’è alcuna vera compromissione del territorio. E dai casi di Testimonzos (Nuoro) e delle coste ogliastrine l’applicazione della legge si estenderebbe, per magia legislativa, agli abusi edilizi di Medau su Cramu, nel parco naturale regionale di “Molentargius-Saline” (Cagliari, Quartu S. Elena), a quelli realizzati nelle campagne quartesi e selargine, a varie altre situazioni analoghe per la felicità degli speculatori immobiliari”. Anche Legambiente dice no: «Un disegno di legge – attacca Tiana – che equivalga a una sanatoria generalizzata non fa che complicare la situazione andando a premiare chi non ha osservato le leggi»

  41. novembre 29, 2012 alle 2:58 pm

    ai confini del parco naturale “Molentargius-Saline”.

    da Radio Press, 29 novembre 2012
    IS ARENAS, TRE ARRESTI NELL’INCHIESTA SUL NUOVO STADIO DEL CAGLIARI. IN MANETTE DIRIGENTI COMUNE QUARTU (http://www.radiopress.it/2012/11/is-arenas-tre-arresti-nellinchiesta-sul-nuovo-stadio-del-cagliari-in-manette-dirigenti-comune-quartu/).

    La notizia è clamorosa: tre persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio del Cagliari a Is Arenas. Si tratta dei dirigenti del comune di Quartu Pierpaolo Gessa (Lavori pubblici), Andrea Masala (Ambiente), e del capo della ditta Andreoni che ha realizzato i lavori del Piano integrato per Is Arenas, Antonio Grossu. Finito quest’ultimo agli arresti domiciliari.
    Peculato e falso sarebbero i reati contestati. Gli arresti sono stati disposti dal pm Enrico Lussu e eseguiti stamattina dal nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale. L‘inchiesta è condotta dal procuratore capo Mauro Mura che sospetta un dirottamento di destinazione di fondi europei dal Piano integrato per Is Arenas (che prevedeva la realizzazione di parcheggi nel quartiere) ai lavori esterni al nuovo stadio.

    da Casteddu online, 29 novembre 2012
    Lavori sprint a Is Arenas: arrestati 2 dirigenti comunali e l’impresario. (Marta Miiia): http://www.castedduonline.it/quartu-santelena/caos-arenas-due-dirigenti-comunali-amministratore-impresa-manette

    da CagliariPad, 29 novembre 2012
    Ciclone su Is Arenas: in tre finiscono in manette per i lavori di adeguamento dello stadio.
    Il pm titolare dell’inchiesta, Enrico Lussu, ha disposto l’arresto dei due dirigenti del Comune, Pierpaolo Gessa (Lavori pubblici) e Andrea Masala (Ambiente) e dell’amministratore unico dell’impresa che ha eseguito i lavori, Antonio Grussu. (Veronica Nedrini): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=452

    da L’Unione Sarda on line, 29 novembre 2012
    Un terremoto fa tremare Is Arenas: tre arresti. Sotto accusa 2 dirigenti comunali e impresario: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/296533

    Il Cagliari dopo il blitz a Quartu: “Club estraneo all’inchiesta su appalto”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/296568

    da La Nuova Sardegna on line, 29 novembre 2012
    Nuovo stadio del Cagliari, arrestati due dirigenti comunali di Quartu.
    Ai domiciliari è finito anche il capo della ditta che ha realizzato i lavori esterni. Gli arresti sono stati effettuati stamane dalla guardia forestale nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio di Is Arenas: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/11/29/news/nuovo-stadio-del-cagliari-arrestati-due-dirigenti-comunali-di-quartu-1.6111534

  42. novembre 30, 2012 alle 9:49 am

    da L’Unione Sarda, 30 novembre 2012
    Is Arenas, tre arresti, Due dirigenti comunali in carcere, un imprenditore ai domiciliari: fondi pubblici per portare a termine i lavori attorno allo stadio. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121130090159.pdf

    Choc, nervi e lacrime in Municipio: «Ammanettati come delinquenti». E in via Eligio Porcu c’è chi si chiede: «È finita qui o è solo l’inizio?» (Cristina Cossu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121130090235.pdf

    Le intercettazioni. «Una grave forma di inquinamento probatorio». La microspia in ufficio.
    Captati alcuni dialoghi compromettenti. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121130090347.pdf

    da La Nuova Sardegna, 30 novembre 2012
    Bufera sul nuovo stadio: tre arresti. I finanziamenti pubblici per un’area di riqualificazione sarebbero stati dirottati verso la struttura sportiva del Cagliari: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121130090207.pdf

    Cellino: «Abbiamo investito i nostri soldi e non c’è stato rapporto con l’Andreoni srl». (Mario Frongia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121130090236.pdf

    • novembre 30, 2012 alle 3:27 pm

      da L’Unione Sarda on line, 30 novembre 2012
      Appalti Is Arenas: in cella 2 dirigenti comunali. Nei guai un impresario, trema anche il Cagliari. Clamorosi sviluppi nell’inchiesta della Procura di Cagliari sui lavori di ristrutturazione dello stadio Is Arenas: 2 dirigenti del Comune di Quartu sono finiti in cella, un imprenditore ai domiciliari. Nel registro degli indagati sono iscritti anche altri 2 nomi. Al momento non è dato sapere quale ruolo abbiano svolto nella vicenda ma contro di loro sarebbero state mosse le stesse accuse di falso e tentato peculato. Nell’ordinanza del Gip intanto si parla anche del coinvolgimento della società rossoblù: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/296533

      Esposti per presunti abusi ambientali all’origine dell’inchiesta sullo stadio: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/296660

      • dicembre 1, 2012 alle 11:36 pm

        da Sardinia Post, 1 dicembre 2012
        DELIPERI: “ADESSO LO STADIO RISCHIA LA DEMOLIZIONE”. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/1827-deliperi-adesso-lo-stadio-rischia-la-demolizione)

        Una mappa falsificata. Con i confini dell’area vincolata, cioè sottoposta a tutela paesaggistica, che vengono spostati. In modo da portare lo stadio di Is Arenas all’esterno. E’ quanto emerge dall’ordinanza del gip Giampaolo Casula che ha disposto l’arresto dei due dirigenti del comune di quartu Gessa e Masala. La circostanza emerge da una registrazione ambientale, realizzata alle 10,27 del 6 novembre scorso, nell’ufficio di Gessa. Ed è una circostanza che potrebbe produrre conseguenze pesantissime. “Se le cose stessero in questi termini – dice Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico – anche la demolizione dello stadio”. A parte le possibili conseguenze catastrofiche per la società del Cagliari e per i tifosi, l’abuso di Is Arenas non sarebbe una grande novità. Visto che gli abusi edilizi di vario genere registrati nell’area di Molentargius sono stati già 190. Questo, a differenza degli altri, è emerso a margine di un’indagine giudiziaria sulla gestione irregolare del denaro pubblico.

        “Purtroppo – commenta Deliperi – certi atteggiamenti vanno a braccetto. E cioè l’idea che l’ambiente sia una mero oggetto, che si può fare e disfare, e che la pubblica amministrazione sia qualcosa che può essere piegata alle esigenze particolari dei privati. E’ tutto molto triste. Non ci si rende conto che in questo modo perdiamo una parte di noi stessi. Ce ne accorgiamo quando è troppo tardi. Come per esempio è accaduto dopo il cosiddetto ripascimento della spiaggia del Poetto”.

        C’è poi un altro problema che l’indagine della magistratura su Is Arenas fa emergere. Uno dei due funzionari coinvolti, Andrea Masala, è una vecchia conoscenza degli ambientalisti sardi. Che ne avevano denunciato il comportamento per degli abusi edilizi messi in atto a Carloforte nel 2008 quando era responsabile dell’area tecnica del comune tabarchino. Nell’ottobre dell’anno scorso è stato condannato a otto mesi per aver rilasciato autorizzazioni edilizie in zone protette per la realizzazione di un albergo in località Spagnole Bellavista. Un altro processo, per un altro fatto e reati analoghi, è in corso. C’è da domandarsi come sia possibile che un funzionario con questo curriculum giudiziario semplicemente passi da un comune a un altro comune. “Certo – osserva Deliperi – non ci sono sentenze passate in giudicato, e dunque si deve continuare a presumere l’innocenza. Ma ci sono anche ragioni di opportunità e di sensibilità che dovrebbero indurre un sindaco a non avvalersi della collaborazione di persone gravate da sospetti così gravi”.

  43. dicembre 3, 2012 alle 10:00 pm

    da L’Unione Sarda on line, 3 dicembre 2012
    Stadio, i dirigenti al giudice: “Nessun reato, ecco le carte”. Sono terminati nel carcere di Buoncammino a Cagliari gli interrogatori dei due dirigenti del Comune di Quartu, Pierpaolo Gessa e Andrea Masala, che devono rispondere di falso e tentato peculato: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/297013

    da Sardinia Post, 3 dicembre 2012
    IS ARENAS, TERMINATI GLI INTERROGATORI: GLI ARRESTATI NEGANO OGNI ACCUSA: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1852-is-arenas-dirigenti-comunali-interrogati-stamattina-dal-gip

  44. dicembre 6, 2012 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 6 dicembre 2012
    Is Arenas. Ieri nuovo interrogatorio a Buoncammino, oggi la decisione del giudice. «I due dirigenti restino in cella». Il pm Lussu dice no alla scarcerazione di Gessa e Masala. Secretato anche il botta e risposta di ieri sera tra il dirigente dei Lavori pubblici e il magistrato che coordina le indagini. Gli inquirenti sembrano soddisfatti: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121206084404.pdf

    La vicenda. Dopo l’esposto degli ambientalisti la Forestale è andata a guardare le carte dell’appalto Pia. Lo stadio e i lavori pubblici mai fatti. Secondo l’accusa la Andreoni srl ha lavorato solo per il Cagliari calcio: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121206084434.pdf

    da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2012
    Inchiesta Is Arenas. Gessa ancora sotto torchio: c’è un regista dell’operazione? (Mauro Lissia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121206082325.pdf

  45. dicembre 7, 2012 alle 1:37 pm

    da L’Unione Sarda on line, 7 dicembre 2012
    Inchiesta su stadio Is Arenas: concessi i domiciliari a Gessa: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/297408

    Stadio, Forestale in Prefettura. Sequestrati nuovi documenti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/297408

  46. dicembre 11, 2012 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda on line, 11 dicembre 2012
    Indagini serrate sullo stadio Is Arenas. Gip di Cagliari nega domiciliari a Masala: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/297822

    da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2012
    Caso Is Arenas. Sentiti quattro testimoni, l’inchiesta è a una svolta. (Mauro Lissia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121211081443.pdf

    da L’Unione Sarda, 11 dicembre 2012
    Lo stadio. Convocato un alto funzionario. Interrogato come teste un collega di Gessa. La lente del pm sul subappalto. Sentiti due impresari: hanno lavorato per la Andreoni: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121211084619.pdf

  47. dicembre 17, 2012 alle 11:41 pm

    da Sardinia Post, 17 dicembre 2012
    IS ARENAS, DANNI AMBIENTALI: LA PAROLA AL CONSULENTE SASSARESE SANDRO ROGGIO: http://www.sardiniapost.it/cronaca/2157-is-arenas-danni-ambientali-la-parola-al-consulente-sandro-roggio

  48. dicembre 19, 2012 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 19 dicembre 2012
    Is Arenas. Oggi il pm interroga al Palazzo di giustizia l’impresario Antonio Grussu. Sotto torchio altri due dirigenti. Un direttore del cantiere Pia rischia l’incriminazione. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121219085043.pdf

  49. dicembre 20, 2012 alle 9:01 pm

    da Sardinia Post, 20 dicembre 2012
    INCHIESTA IS ARENAS, NEGATA LA SCARCERAZIONE AL DIRIGENTE MASALA: http://www.sardiniapost.it/cronaca/2218-inchiesta-is-arenas-negata-la-scarcerazione-al-dirigente-masala

    da La Nuova Sardegna on line, 20 dicembre 2012
    Stadio Is Arenas, dirigente del Comune di Quartu resta in cella.
    Resta in cella il dirigente comunale Andreas Masala, accusato di falso e tentato peculato per la vicenda dello stadio di Is Arenas. Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/12/20/news/stadio-is-arenas-dirigente-del-comune-di-quartu-resta-in-cella-1.6228167

    • gennaio 6, 2013 alle 3:15 pm

      da La Nuova Sardegna, 6 gennaio 2013
      l perito: abusivo lo stadio di Is Arenas. Per l’architetto Roggio nessuna compatibilità con i vincoli che tutelano la vicina area dello stagno di Molentargius. (Mauro Lissia)

      CAGLIARI. Il nuovo stadio di Is Arenas è abusivo: a confermarlo è la relazione tecnica di Sandro Roggio, l’architetto sassarese incaricato dal pm Enrico Lussu di stabilire se le nuove strutture realizzate per adeguare l’impianto quartese alle esigenze del campionato di serie A siano compatibili coi vincoli ambientali e paesaggistici che tutelano l’area vicino allo stagno di Molentargius. La Procura riceverà nei prossimi giorni la relazione finale e l’esame delle conclusioni cui è giunto il consulente potrebbe segnare un punto di svolta dell’inchiesta giudiziaria che ha condotto finora all’arresto di due dirigenti del comune di Quartu e di un imprenditore. L’ipotesi sulla quale il nucleo investigativo del Corpo forestale ha lavorato fin dall’avvio dell’indagine è che qualcuno abbia fatto carte false anche per offrire alle imprese impegnate nei lavori – la Andreoni e la Ris – la possibilità di andare avanti con gli interventi malgrado l’esistenza di vincoli inderogabili: quella di Molentargius è un’area a protezione speciale, è difesa dalla convenzione di Ramsar e nulla di inamovibile può essere costruito a meno di trecento metri dalla linea di battigia, con livelli di tutela ancora più estesi in alcune zone attorno allo stagno. Come se non bastasse la superficie in cui si trova lo stadio di Is Arenas fa parte del parco regionale Saline-Molentargius-Poetto e qualsiasi intervento dev’essere comunque sottoposto a valutazione d’impatto ambientale. La relazione di Roggio, stando a indiscrezioni che la Procura non conferma, ha documentato in modo dettagliato e analitico quanto la Forestale aveva già segnalato in uno dei primi rapporti su Is Arenas: abusi e violazioni chiarissime delle norme. Questo significa che nel giro di pochi giorni il pm Lussu potrebbe disporre l’iscrizione al registro degli indagati di altre persone che hanno agevolato la realizzazione del progetto, questo al di là degli aspetti legati all’accusa di tentato peculato e di falso ideologico contestate ai tre attuali personaggi sotto inchiesta. Quello che sembra profilarsi all’orizzonte dell’inchiesta giudiziaria è l’atteggiamento anomalo dell’amministrazione comunale di Quartu, disattenta – secondo quanto sostiene l’accusa – nell’uso dei fondi del Pia Serpeddì-Is Arenas e disposta a chiudere un occhio anche su violazioni ambientali e paesaggistiche apparse manifeste fin dall’apertura del cantiere. Il prossimo passo dell’inchiesta potrebbe essere la contestazione del reato di falso ad alcuni personaggi del Comune quartese, ma si fa strada anche l’ipotesi di abuso d’ufficio riferita alla scelta di mandare avanti lavori edili in aperto contrasto con le norme del Ppr pur di favorire gli interessi del Cagliari calcio. Ancora qualche giorno e gli sviluppi del procedimento penale saranno più chiari. L’altro ieri intanto il pm Enrico Lussu ha sentito ancora una volta il dirigente del comune Pierpaolo Gessa, arrestato il 29 settembre scorso e finito alla custodia domiciliare dopo due interrogatori dagli esiti ancora segreti. Lussu ha riscontrato l’urgenza di precisare alcuni passaggi dell’ultimo esame di Gessa, esame considerato fruttuoso perché sarebbero emerse complicità piuttosto imbarazzanti nell’operazione Is Arenas. Gessa ha continuato a collaborare con la Procura per arrivare a una ricostruzione precisa dei fatti, in gran parte documentati dagli atti amministrativi e dal contenuto delle conversazioni intercettate. L’impressione diffusa è che presto possa scattare la richiesta di nuove misure e questa volta l’attenzione della Procura potrebbe passare a livelli più alti. Resta in carcere il dirigente Andrea Masala, cui il tribunale del riesame ha negato la revoca della misura cautelare. Mentre è ai domiciliari, ma con l’autorizzazione a lavorare, l’amministratore della ditta Andreoni, Antonio Grussu.

      Adesso il nuovo impianto rischia di finire sotto sequestro giudiziario.
      Le tappe dell’inchiesta.

      L’inchiesta giudiziaria continua a condizionare il futuro dello stadio di Is Arenas. L’amministrazione comunale di Quartu è impegnata a cercare una soluzione legale che consenta al Cagliari calcio di utilizzare l’impianto alle condizioni di sicurezza stabilite dalla legge, ma quella in corso è ormai una corsa a ostacoli in cui l’arrivo appare ancora lontano. L’ultimo problema riguarda le vie di fuga dallo stadio, indispensabili per garantire l’uscita rapida del pubblico in caso di necessità. Tecnicamente si chiamano aree di prefiltraggio e di esodo: il Cagliari calcio si è offerto di realizzarle a proprie spese su via Olimpia. Ma in realtà tutti i lavori legati alla trasformazione del piccolo stadio di Is Arenas in un impianto adatto alla serie A dovevano essere a carico del Cagliari calcio: lo prevede la convenzione firmata dal presidente Massimo Cellino con il comune di Quartu. L’accusa principale rivolta dal pm Enrico Lussu ai due dirigenti e all’amministratore dell’impresa Andreoni è di aver dirottato una somma vicina a 750mila euro, fondi Pia Serpeddì-Is Arenas, su interventi non previsti nel piano integrato d’area. Fra questi, l’innalzamento della recinzione e la cabina elettrica. Finora la Procura ha permesso che i lavori di adeguamento, per quanto a ritmo alterno, andassero avanti. Con la possibile conferma dei reati ambientali e delle violazioni paesaggistiche potrebbe scattare il sequestro dell’impianto.

  50. gennaio 23, 2013 alle 2:57 pm

    da L’Unione Sarda on line, 23 gennaio 2013
    Nuovo stadio, blitz nel comune di Quartu. Sequestro atti, ex sindaco testimonierà: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/302112

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2013
    Stadio di Is Arenas: nuovi atti in Procura L’ex sindaco dal pm. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Per realizzare il nuovo stadio di Is Arenas a brevissima distanza dallo stagno di Molentargius era indispensabile la procedura di valutazione dell’impatto ambientale. Due consiglieri dell’opposizione, l’ex sindaco Gigi Ruggeri e Roberto Mariani, l’avevano segnalato in una seduta della commissione comunale urbanistica, insieme ad altre presunte irregolarità nell’iter burocratico. Ma la risposta della maggioranza era stata categorica: si tratta di un’opera temporanea, che più avanti verrà smantellata. Quindi niente Via, non è obbligatoria. Ora i verbali di quella e di altre sedute della commissione sono nelle mani del pm Enrico Lussu, che conduce l’inchiesta giudiziaria con tre indagati per tentato peculato e falso in atti pubblici sull’operazione stadio Is Arenas: sono stati gli uomini del nucleo investigativo del Corpo Forestale, al comando del commissario Ugo Calledda, ad acquisirli formalmente ieri mattina negli uffici del municipio di Quartu. Una visita programmata dopo un esame attento degli atti, che avrà un seguito venerdì prossimo con l’audizione di Ruggeri come persona informata sui fatti. L’ex sindaco potrebbe assumere un ruolo centrale nell’inchiesta, perché i primi passi del progetto Is Arenas sono stati compiuti quando c’era lui a capo dell’amministrazione comunale. La giunta di Mauro Contini, l’attuale sindaco di centrodestra, non ha fatto che recuperare quel vecchio Pia Is Arenas-Serpeddì, cinque milioni di euro da spendere in strade e parcheggi in uno dei rioni quartesi meno attrezzati, che per l’accusa sono stati usati in parte per realizzare il nuovo stadio del Cagliari calcio. Ruggeri racconterà al pm Lussu i passaggi tecnico-burocratici della vicenda e porterà gli atti delle sue osservazioni al procedimento, dove sarebbero emerse fin dall’avvio situazioni di dubbia legittimità legate anche all’uso dei fondi Pia. La testimonianza di Ruggeri e gli atti acquisiti ieri serviranno a portare elementi di valutazione penale sui due fronti del procedimento: quello che riguarda i dirigenti Pierpaolo Gessa e Andrea Masala con l’imprenditore Antonio Grussu, accusati di tentato peculato per aver dirottato fondi Pia sull’intervento sull’impianto di Is Arenas truccando le carte. Ma anche l’altro, fondato su ipotesi di reati ambientali e violazioni paesaggistiche, in cui potrebbero emergere altri reati contro la pubblica amministrazione. Tutto questo nell’attesa che il perito Sandro Roggio depositi la sua consulenza: i tempi si sono allungati, considerata la complessità della materia l’architetto sassarese potrebbe aver bisogno di tutti i sessanta giorni stabiliti dal pm. Per quanto parte delle conclusioni siano già filtrate: quell’intervento sarebbe chiaramente contro la legge.

  51. febbraio 5, 2013 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda on line, 5 febbraio 2013
    Quartu, Andrea Masala esce dal carcere. Era in cella da 2 mesi per caso Is Arenas: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/303519

    da CagliariPad, 5 febbraio 2013
    Inchiesta Is Arenas. Ai domiciliari il dirigente arrestato.
    Il gip di Cagliari ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Masala: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1142

  52. febbraio 15, 2013 alle 2:55 pm

    da Sardegna Quotidiano, 15 febbraio 2013
    SCANDALO IS ARENAS. Cellino, Contini, Lilliu tre arresti per lo stadio. (Maddalena Brunetti): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130215081625.pdf

    LE INTERCETTAZIONI. «Zedda se ne frega del Cagliari». LE TELEFONATE Il patron rossoblù ne ha per tutti: «Mauro sì che è tifoso». Con il presidente della Lazio Lotito: lavori fatti d’estate, la Questura se li trova già finiti. Attacchi agli ecologisti: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130215082000.pdf

    I LEGAMI SOTTOBANCO. Mediazioni a Elmas e favori tra amici, gli affari tra il sindaco e il presidente. (Enrico Fresu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130215082222.pdf

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    da L’Unione Sarda, 15 febbraio 2013
    Blitz e tre arresti all’alba. Cellino, Contini e Lilliu prelevati a casa dagli agenti della Forestale. Portati prima in via Biasi e poi rinchiusi in cella a Buoncammino. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084331.pdf

    Il via libera a Is Arenas «un risarcimento» dopo il primo op
    Elmas, peccato originale. «Contini fece da intermediario per Cellino»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084437.pdf

    E la giunta «non doveva autorizzare le partite»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084509.pdf

    Le intercettazioni. I riferimenti a Zedda, Floris e Farris.
    I consigli all’amico Lotito: Vuoi lo stadio? Fai come me: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084748.pdf

    «Commistioni illegali». Avrebbero cercato di dirottare sullo stadio privato del Cagliari parte dei soldi pubblici stanziati per l’attiguo cantiere pubblico: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084823.pdf

    I rapporti tra il primo cittadino e il presidente del Cagliari si erano da tempo rovinati. Contini ricoverato al Brotzu. Poche ore dopo l’arresto il sindaco ha avuto un malore. (Cristina Cossu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130215084929.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2013
    Le intercettazioni. «Il presidente del Cagliari vero regista dell’operazione». (Giuseppe Centore): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/69264_Il_presidente_del_Cagliari_vero_regista_dell.pdf

    Stadio, arrestati Cellino e il sindaco di Quartu. (Antonello Deidda): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/69263_Stadio_arrestati_Cellino_e_il_sindaco_di_Qua.pdf

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    da CagliariPad, 15 febbraio 2013
    Il piano di Cellino: stadio prima che si muovano “gli ambientalisti, gli amici delle rane sultane”.
    In due intercettazioni il presidente del Cagliari parla di come realizzare il nuovo impianto senza avere gli occhi puntati degli ecologisti e di come trasformare in definitiva un’autorizzazione temporanea: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1274

    I perchè dell’arresto: Cellino e Contini verrebbero a conoscenza delle intercettazioni.
    Secondo il giudice Casula gli indagati, lasciati in libertà, altererebbero le prove e potrebbero reiterare i reati di cui sono accusati. Queste le motivazioni che hanno portato al fermo del presidente rossoblù e del sindaco di Quartu: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1271

    Le carte dell’accusa: nell’interrogatorio di Gessa il patto Cellino-Contini.
    Secondo il dirigente quartese presidente rossoblù, sindaco e Lilliu “erano a conoscenza del fatto che i lavori dentro lo stadio erano fatti con fondi Pia, ciò anche perché erano stati loro stessi, in sostanza, a disporre in quel modo”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1275

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    da Sardinia Post, 15 febbraio 2013
    Gessa temeva di essere vittima di una vendetta per lo stadio di Is Arenas: http://www.sardiniapost.it/senza-categoria/gessa-temeva-di-essere-vittima-di-una-vendetta-per-lo-stadio-di-is-arenas/

    E ora lo stadio di Is Arenas rischia il sequestro: http://www.sardiniapost.it/cronaca/e-ora-lo-stadio-di-is-arenas-rischia-il-sequestro/

  53. febbraio 16, 2013 alle 5:08 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 febbraio 2013
    Is Arenas, stadio verso il sequestro: rischia la demolizione.
    La Procura farà le richieste per violazione delle norme paesaggistiche. Il gip ha sottolineato il discorso di Cellino sull’amovibilità della struttura. (Mauro Lissia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/02/16/news/is-arenas-stadio-verso-il-sequestro-rischia-la-demolizione-1.6544656

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    da Sardinia Post, 16 febbraio 2013
    Is Arenas, in corso l’interrogatorio di Cellino. Lilliu segnala un grave errore del gip: http://www.sardiniapost.it/cronaca/oggi-cellino-davanti-al-gip-e-i-tifosi-davanti-a-buoncammino/

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    da L’Unione Sarda on line, 16 febbraio 2013
    C’è un errore nell’ordinanza del Gip. I Lilliu citati negli atti non sono fratelli: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/304763

  54. febbraio 17, 2013 alle 2:04 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 febbraio 2013
    Entro l’estate area caravan e due nuove piste ciclabili.
    Via alla ristrutturazione degli accessi allo stagno, si eseguiranno opere per oltre un milione di euro, la chiusura dei cantieri prevista all’inizio del 2014. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Un anno e Molentargius avrà altre due piste ciclabili dentro il parco, un ingresso dalla parte di Quartu con un punto informazioni e un’area giochi per i bambini. In via della Musica a Quartu sarà creato un ingresso al parco ampio e riconoscibile, un accesso diverso insomma da quello attuale che è molto casuale, difficile da trovare, un varco in mezzo al cemento cui si arriva per caso oppure dopo complicate spiegazioni. Neppure dalla parte di Cagliari è facile entrare a Molentargius, nessun cartello che lo indica in nessun punto della città, neppure lungo il ponte Vittorio o a La Palma-Quartiere del Sole che sono le strade da prendere per raggiungere lo stagno:a Molentargius ci arriva chi ci sa arrivare. L’ingresso, comunque, è meno negletto di quello da Quartu anche perché, alla fine del percorso anonimo, il cartello che annuncia il parco c’è e un ampio parcheggio per le auto, col cartello in legno che segnala il punto in cui ci si trova e i percorsi possibili. Spiega il dirigente tecnico dell’ente parco, Marco Loddo, che i due progetti saranno cantierati entro l’estate. Uno riguarda i lavori sulla sponda di Quartu, l’altro la pista ciclabile che da via della Musica costeggia la laguna di Bellarosa Minore e poi, all’altezza del depuratore di Is Arenas, con una svolta di 90 gradi, raggiunge il Poetto. Lo stato della burocrazia è questo: il procedimento è finito, si sta definendo il progetto esecutivo, la gara potrà essere bandita tra aprile e maggio. I due cantieri, da 650 mila euro e da 500 mila, porteranno a Molentargius due distinte piste ciclabili e una serie di opere che aumenteranno l’accessibilità alla laguna. Le opere da 650 mila euro si sviluppano lungo il viale Colombo. Si riqualificano le aree sul viale verso Cagliari e verso il Margine Rosso, la pista ciclabile qui c’è già, ma sarà ampliata, si allestirà il centro informazioni dove in un secondo momento si venderanno anche prodotti tipici, ci sarà l’area attrezzata per i bambini, le panchine e l’impianto del bike sharing con biciclette adatte agli sterrati. La novità è che si vuole creare anche l’area per accogliere, 10, 15 Caravan, turismo che non trova piazzole di sosta fino a Capitana e a Villasimius. L’opera da 500 mila euro è la nuova pista ciclabile che abbraccia l’intero stagno e punta al Poetto.

    ACCORDO DI PROGRAMMA. Ferma la gara per l’appalto che riqualifica l’intero stagno.

    CAGLIARI. Il direttore dell’ente parco Molentargius, Bruno Paliaga, nominato di recente, deve compiere il passo necessario per far uscire dallo stallo la gara chiusa a settembre con 9 gruppi che si sono presentati per i lavori di ristrutturazione totale dell’intera laguna di Molentargius. Si tratta di opere per un importo di 15 milioni di euro che andranno diluiti nel corso degli anni perché la laguna è un ambiente vivo, popolato, che non può essere chiuso, ristrutturato e riaperto. I lavori discendono dall’accordo di programma firmato alla Regione per rilanciare definitivamente la laguna, dove ogni procedura sembra destino che debba durare all’infinito. I 15 milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione dopo un lungo tiraemolla che non ha fatto bene allo stagno. Il progetto ha una corposa parte ambientale e un’altra che riguarda opere di ingegneria. Uno dei pezzi più qualificanti riguarda le saline: saranno rimesse nella condizione di produrre sale. Si è parlato spesso di ricominciare a produrre sale, ma è impossibile perché le singole vasche si sono deteriorate e hanno perso la caratteristica fondamentale di garantire la corretta graduale salinizzazione dell’acqua.

    L’industria dell’oro bianco. Imprenditori hanno proposto spesso di rilanciare la produzione del sale.

    CAGLIARI. C’è molta attesa attorno alla possibilità di riavviare la produzione del sale a Molentargius. Alcuni mesi fa ci fu anche un incontro pubblico promosso per illustrare la richiesta di un gruppo di imprenditori credibili in questo settore che chiedevano di poter avere in concessione le saline e quindi avviare la produzione del sale. A questa, infatti, si potevano legare varie attività tra cui quelle di un centro benessere che poteva sfruttare le benefiche acque madri ora comprate a caro prezzo dai centri benessere ovunque siano disponibili. Ma anche il sale in sè, cioè il prodotto che diventa commestibile, a Molentargius acquista valore perché sin dall’antichità il sale di questa laguna era famoso per le sue proprietà. In varie occasioni è stato sottolineato che in Sardegna non c’è mai stata la consapevolezza legislativa necessaria che avrebbe permesso di tenere in vita un’industria naturale,esistente da centinaia e centinaia d’anni, famosa in tutta l’antichità. L’esigenza di questo sale non è venuta meno, semplicemente il mercato si è orientato altrove una volta che l’apporto cagliaritano è venuto a mancare. La necessità di rilanciare la laguna di Molentargius anche come luogo di produzione industriale di sale da tavola di grande qualità è sostenuta da molti che nel tempo hanno presentato idee e possibilità di progetti. Negli anni Ottanta l’allora Ente minerario sardo si era spinto abbastanza avanti nella proposizione. Poi tutto è stato dimenticato.

  55. febbraio 20, 2013 alle 2:59 pm

    complimenti: a questo servono i parchi naturali?

    da Sardegna Quotidiano, 20 febbraio 2013
    Molentargius Workshop da 3.500 euro l’ora.
    IL CONVEGNO. Sborsati 14.520 euro a una società vicina a Legambiente per quattro ore di incontri e una gita in battello: paga anche ’lufficio stampa nonostante ne abbia uno interno: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130220083100.pdf

  56. febbraio 27, 2013 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 27 febbraio 2013
    Cade il segreto sul verbale d’interrogatorio dell’imprenditore arrestato con due dirigenti. Is Arenas, la confessione di Grussu. «Alcuni lavori allo stadio pagati dal Comune con i fondi del Pia» (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130227084410.pdf

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    da Sardegna Quotidiano, 27 febbraio 2013
    Stadio. Masala sceglie il silenzio, abusi edilizi, vertice pm-perito: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130227082631.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 27 febbraio 2013
    CASO IS ARENAS » NUOVI INTERROGATORI. Masala non parla, il perito va dal pm. Il dirigente del comune di Quartu non ha risposto al magistrato. Visita clandestina a Cellino: verso il giudizio immediato. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Andrea Masala non parla, l’esame di garanzia sostenuto subito dopo l’arresto per tentato peculato e falso basta e avanza per ora a chiarire la posizione dell’ex dirigente comunale di Quartu. Il pm Enrico Lussu avrebbe voluto incrociare le informazioni fornite da Pierpaolo Gessa, finora il solo tra i sei indagati per la vicenda di Is Arenas ad aver ammesso sino in fondo di aver provato a taroccare gli stati di avanzamento lavori per lo stadio e di dirottare sugli interventi privati 750 mila euro del pia Serpeddì-Is Arenas su lavori che dovevano essere a carico del Cagliari calcio. Ma il silenzio opposto da Masala, difeso dagli avvocati Sandro Dedoni e Cesare Rombi, chiude questa nuova fase dell’inchiesta lasciando aperti molti interrogativi. Ieri però è stata la giornata di Sandro Roggio, il docente sassarese incaricato dalla Procura di esaminare sotto il profilo delle norme ambientali e paesaggistiche la posizione dell’impianto di Is Arenas. Il consulente si è trattenuto a lungo nell’ufficio del pm Lussu ma non ha depositato la relazione che il magistrato attende per decidere se contestare ai responsabili anche gli eventuali abusi commessi con la ricostruzione dell’impianto per la serie A. I dubbi sulle violazioni sono davvero esigui, per quanto la questione della distanza minima dalla linea di battiglia del Molentargius sia piuttosto complessa perché sono complessi i riferimenti cartografici del piano paesaggistico regionale. Certo è che il cantiere è stato aperto in tutta fretta nel corso dell’estate 2012 ed è lo stesso Massimo Cellino – come risulta dalle conversazioni intercettate tra lui e il presidente della Lazio Claudio Lotito – a mostrarsi consapevole del rischio evidente che si correva a realizzare lo stadio in quell’area. Chiuso il faccia a faccia col pubblico ministero Roggio ha comprensibilmente dribblato i cronisti e ha concluso la lunga mattinata nell’ufficio del procuratore capo Mauro Mura, che sta seguendo con molta attenzione l’inchiesta giudiziaria. Soltanto nei prossimi giorni, col deposito della relazione, si saprà se la Procura contesterà nuovi capi d’imputazione legati alle norme ambientali e paesaggistiche. Intanto filtrano nuove indiscrezioni sul caso parallelo aperto con la visita «clandestina» in carcere al presidente Cellino del deputato Mauro Pili che il 18 e 19 febbraio scorso si è fatto accompagnare dall’editore Sergio Zuncheddu e da Gigi Riva, spacciati come assistenti. All’inizio della prossima settimana il pm Gaetano Porcu sentirà Zuncheddu, che è accusato di false dichiarazioni insieme a Pili. La posizione di Riva è considerata diversa, ma è praticamente certo che anche l’ex cannoniere del Cagliari sarà iscritto al registro degli indagati e sentito in presenza del difensore. Attraverso l’avvocato Giovanni Contu l’editore dell’Unione Sarda ha dato al magistrato la propria disponibilità a farsi interrogare: il giorno giusto potrebbe essere martedì prossimo. Subito dopo, esaminato anche Pili, il pm Porcu dovrebbe tirare le somme e chiudere l’inchiesta. Con ogni probabilità la Procura chiederà il giudizio immediato per uno o più d’uno degli indagati: le prove sono agli atti, comprese le testimonianze del personale del carcere. L’accusa di false dichiarazioni è riferita alla violazione dell’ordinamento penitenziario, che ammette l’ingresso nel carcere di collaboratori dei parlamentati ma solo per ragioni legate all’ufficio. Ragioni che in questo caso non c’erano.

  57. marzo 11, 2013 alle 2:53 pm

    da Sardegna Quotidiano, 11 marzo 2013
    Molentargius. Ruspe e cemento nel parco. (Francesca Ortalli): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130311084214.pdf

  58. marzo 26, 2013 alle 10:25 pm

    da CagliariPad, 26 marzo 2013
    Is Arenas, interrogato funzionario quartese: “Forzata la procedura per terminare prima lo stadio”.
    Il sostituto procuratore Enrico Lussu ha sentito come persona informata Raffaele Sundas, dirigente del settore Lavori pubblici che ha preso il posto di Pierpaolo Gessa: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1920

  59. marzo 27, 2013 alle 8:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 marzo 2013
    Is Arenas: «Tutti i lavori sono abusivi». Il dirigente comunale Raffaele Sundas ha confermato in Procura che mancano i nullaosta e la valutazione d’impatto. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Lo stadio di Is Arenas è in gran parte abusivo perché gli interventi di ristrutturazione sono stati realizzati senza il nullaosta paesaggistico e senza alcuna valutazione dell’impatto ambientale, che in base alle norme erano e sono ancor’oggi obbligatori. E’ stato il dirigente responsabile dell’edilizia privata di Quartu Sant’Elena, Raffaele Sundas, a confermarlo davanti al pm Enrico Lussu e al commissario Ugo Calledda nel corso di una lunghissima audizione negli uffici della Procura. Sundas, che all’arresto del dirigente dei lavori pubblici Giampaolo Gessa ne ha preso il posto, ha spiegato che il procedimento è ripartito da zero: ora in Regione c’è la richiesta di nullaosta paesaggistico e di valutazione d’incidenza ambientale, una sorta di procedura transitoria sulla quale gli uffici per la tutela del paesaggio dovranno esprimersi. Finora non l’hanno fatto perché nessuno l’ha chiesto, gli interventi dell’impresa Andreoni e dell’impresa Ris sono stati autorizzati direttamente dall’assessorato comunale ai lavori pubblici di Quartu, come se costruire un impianto sportivo di quelle dimensioni a poche centinaia di metri dal Molentargius, una zona umida protetta dalla convenzione di Ramsar e dal piano paesaggistico regionale, fosse una questione da risolversi a stretto giro di uffici. Peraltro – ha sostenuto il dirigente nel colloquio col pm Lussu – la pratica Is Arenas doveva essere una competenza del servizio edilizia privata, perché si tratta di un intervento privato su area pubblica. Invece, com’è ormai risaputo, è stato il capo dell’area Gessa a occuparsene personalmente, per ragioni che fanno parte dei sospetti avanzati esplicitamente dal gip Giampaolo Casula nell’ordinanza che ha spalancato le porte del carcere a Massimo Cellino, Mauro Contini, Pierpaolo Gessa, Stefano Lilliu, Andrea Masala e Antonio Grussu quando il magistrato – confermando la linea d’accusa della Procura – sostiene che Gessa era sostanzialmente telecomandato dal sindaco Contini e dal presidente del Cagliari calcio. Dunque il quadro che emerge dall’audizione di Sundas è questo: c’è uno stadio da costruire a tempo di record, quindi è Gessa che «avoca» a sé il procedimento e lo manda avanti saltando a piè pari le richieste di nullaosta e di Via. Pur di andare incontro al Cagliari calcio, il Comune dirotta su opere che dovevano essere interamente a carico della società calcistica 750 mila euro destinati a interventi pubblici dal Pia Serpeddì-Is Arenas. Di questi ne vengono spesi e consegnati all’impresa circa 350 mila, gli altri restano in cassa perché la Procura chiede e ottiene l’arresto dei dirigenti Gessa e Masala, insieme all’impresario Grussu. In questi passaggi il pm Lussu e il gip Casula leggono i reati di peculato, tentato peculato e falso in atti pubblici. Ma non è finita: con l’esame dei carteggi tecnici Sundas ha individuato alcune opere abusive, difformi dal progetto, che hanno messo nei guai giudiziari il dirigente dell’impresa Ris costruzioni Marcello Vasapollo e due giorni fa anche il progettista e direttore dei lavori Jaime Manca di Villahermosa. Quando la Procura riceverà la relazione del consulente Sandro Roggio sarà ancora più chiaro che lo stadio è stato realizzato con procedure illegali e a quel punto potrebbe scattare il sequestro giudiziario dell’impianto insieme ad accuse riferite a reati ambientali e a violazioni paesaggistiche.Resta aperto anche il fronte dell’inchiesta che riguarda Elmas e la Karalis Arena. Una conclusione c’è: le aree di Santa Caterina, acquistate da Massimo Cellino dovrebbero essere ancora della Regione. A confermarlo sono i documenti raccolti negli uffici regionali e comunali dal nucleo investigativo del Corpo Forestale, che presto andranno all’attenzione della Procura. Si parla di provvedimenti in arrivo, la parte che riguarda Elmas potrebbe essere stralciata dal fascicolo dell’inchiesta principale, la cui chiusura non è certamente lontana.

    • aprile 4, 2013 alle 5:21 pm

      da La Nuova Sardegna, 4 aprile 2013
      Nessun nullaosta, Is Arenas è abusivo. In arrivo la relazione tecnica del consulente Sandro Roggio: aggirate tutte le procedure di legge per risparmiare tempo. (Mauro Lissia)

      CAGLIARI. E’ in arrivo la consulenza tecnica su Is Arenas e c’è la conferma delle indiscrezioni circolate un mese fa: lo stadio costruito a Quartu dal Cagliari calcio è quasi interamente abusivo. L’architetto sassarese Sandro Roggio, incaricato dal pm Enrico Lussu, depositerà tra oggi e domani la sua relazione – i termini scadono sabato prossimo – dove la sequenza di irregolarità già denunciate nel corso delle indagini viene esaminata in modo dettagliato. Emergono reati urbanistici e ambientali, insieme a evidenti violazioni paesaggistiche. Prima di tutto la posizione dell’impianto: è stato realizzato in zona G, vale a dire una zona destinata a servizi. Serviva un piano attuativo che non c’è e per elaborarlo, discuterlo e approvarlo sarebbe stato necessario almeno un anno e mezzo. Il comune di Quartu ha scelto di tagliar corto, saltando a pie’ pari la procedura di legge: per l’accusa i dirigenti Pierpaolo Gessa e Antonio Masala hanno agito su pressioni del sindaco Mauro Contini e del presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino, che volevano lo stadio pronto per la serie A in tempo con l’avvio del campionato. La fretta e l’esigenza di favorire Cellino avrebbe indotto i dirigenti a prendere scorciatoie in serie: nessuna richiesta di nullaosta paesaggistico all’ufficio regionale, saltata senza alcun ripensamento anche la procedura di valutazione d’impatto ambientale, indispensabile in un’area delicatissima, a breve distanza dallo stagno del Molentargius protetto dalla convenzione di Ramsar e dal piano paesaggistico regionale. Roggio ha analizzato i documenti e le mappe, ha messo il materiale d’indagine in rapporto alle norme e ha raggiunto le conclusioni già ampiamente anticipate dalla Procura, dal gip Giampaolo Casula e dal dirigente Raffaele Sundas, che ha preso il posto di Gessa dopo gli arresti dei colleghi: sentito dal pm, Sundas ha spiegato di aver dovuto avviare la procedura autorizzatoria da zero perché nulla era stato fatto. Con il deposito imminente della relazione di Roggio l’indagine sui reati ambientali e urbanistici è chiusa: potrebbero scattare altri avvisi di garanzia e soprattutto la Procura potrebbe decidere di chiedere il sequestro giudiziario dell’impianto, che a quel punto non potrebbe neppure essere smontato e trasferito come annunciato. Nell’inchiesta-bis sono indagati per abusi edilizi il vicepresidente del Cagliari calcio Marcello Vasapollo e il progettista e direttore dei lavori Jaime Manca di Villahermosa. Secondo le accuse, nello stadio di Is Arenas sono stati realizzati 2.500 posti in più di quelli previsti, coperture con pannelli fissi anziché teli nella tribuna centrale, infermerie senza aerazione naturale come stabilito dalle norme.

  60. maggio 11, 2013 alle 11:05 am

    da L’Unione Sarda, 11 maggio 2013
    Is Arenas, la tomba prenuragica non c’è più. Forse un errore nella cartografia del Ppr.
    La tomba vicina allo stadio Is Arenas si è spostata. Le informazioni raccolte sul territorio e la catalogazione che nel 1953 fece l’archeologo Enrico Atzeni, collocano la sepoltura in viale Colombo. Oggi, peraltro, è inesistente. I bulldozer la demolirono durante i lavori di urbanizzazione. C’è forse un errore nella cartografia allegata al Ppr, quella usata dall’architetto Roggio che è stato incaricato dal pm di individuare i vincoli che gravano sull’area in cui è sorta la casa rossoblù: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/05/11/is_arenas_la_tomba_prenuragica_non_c_pi_forse_un_errore_nella_cartografia_del_ppr-6-314431.html

  61. maggio 27, 2013 alle 2:55 pm

    volontariato 😮

    da Sardegna Quotidiano, 27 maggio 2013
    Molentargius Altra giornata nell’oasi volano i contributi.
    LE INIZIATIVE. Ieri la “Settimana Europea dei Parchi”, va ad aggiungersi a “Salina amica” che nel 2012 e 2013 per una quarantina di visite guidate è costata all’Ente circa 8 mila euro,soldi destinati all’associazione. Tiana: «Ieri ingressi gratuiti»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130527080823.pdf

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    da L’Unione Sarda, 27 maggio 2013
    Festa dei 20 anni dalla prima nidificazione.Zedda e Contini: un patto per lo sviluppo. Fenicotteri,sale e turismo. A Molentargius interventi per oltre 20 milioni di euro. (Cristina Cossu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130527081043.pdf

  62. maggio 30, 2013 alle 6:26 pm

    passa il tempo, ma la situazione del parco naturale regionale “Molentargius – Saline” non migliora.
    Sì, i Fenicotteri – e non solo loro – continuano a nidificare, ma nonostante tutto.

    da Sardegna Quotidiano, 30 maggio 2013
    MOLENTARGIUS. Valanga di soldi e annunci, ma il parco resta bloccato. (Enrico Fresu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130530082057.pdf

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    L’ENNESIMO ROGO. Il deserto dopo le fiamme, sponda quartese in cenere. (Virginia Saba): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130530082205.pdf

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    ECOLOGISTI. GLI ABUSI DI MEDAU SU CRAMU. «È QUESTA LA VERA EMERGENZA DELL’OASI»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130530082833.pdf

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    LA CONVEGNISTICA. GIÀ PAGATO IL WORKSHOP. UNA MATTINA DI LAVORO A TREMILA EURO L’ORA: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130530082531.pdf

  63. pierino
    maggio 31, 2013 alle 1:05 am

    Sbagliamo o al Parco di Molentargius fanno baldorie a nostre spese? Vero è che Massimo Crivelli (Unione Sarda) senza alcun indugio lo definisce con il giusto nome: “carrozzone”. E sul carrozzone ci ritroviamo da anni (sono sette?), con mille espedienti e chissà quale furbata al limite della legalità, i soliti “precari”. Di concorsi nenche l’ombra. Eppure c’è un “portale concorsi” sul loro sito, congelato da otto mesi che ha fregato centinaia di persone di tutta Italia di tempo e danaro (10 euro…). Prima: “A ragà! Ora femo i concorsino per tempo determinato fino a tre anni”. Poi: “A ragà! Ce semo sbagliati. I nostri esperti dicono che dobbiamo fare il concorsone a tempo determinato! Non temete. Le vostre domande sono valide. Ma prima dobbiamo attivare la procedura di mobilità! E ci manca anche una pianta organica in grazia di Dio.” L’epilogo: “A ragà! Beccatevi sto paccone. Mica siamo così scemi da perdere quel patrimonio di “precari” datati. Devono per caso studiare davvero e tentare la roulette delle prove d’esame. Ma stiamo scherzando? Ora, tanto per cominciare, vi revoco il concorso e poi vediamo di inventarci qualcosa. Nel mente mi riprendo i precari, tutti nessuno escluso. Possono stare solo sei mesi secondo i dettami di legge e poi a casa? Scherzate! Nel collegato della Finanziaria 2013 della RAS ci sarà una postillina che autorizza di sforare il limite del 50% e quindi evviva tutti confermati a fino a capodanno. E poi siamo al 2014. Ma non avete ancora capito? Dal 2014 possiamo richiamarli per sei mesi. Certo! Anno nuovo = limite nuovo. E poi ci sarà la solita postilla della RAS e chissà quale altra furbata. Arridateci i nostri 10 euro della tassa di concorso!
    Forse ci sfugge qualcosa… Ecco. Ci ora sono tutti i precari, anche quelli incazzati che occupavano con il fornello elettrico.
    Quelli che nell’incendio di circa un anno fa stenziavano con rilanci cubitali sui media: “Avete visto quei quattro disgraziati irresponsabili che operano nel Parco cosa combinano? Volete capire che senza di noi ci scappa l’incendio devastante!” Infatti l’incendio dell’altro ieri, e i nostri paladini finalmente tutti presenti, era di un’altro pianeta. Si, il pianeta di noi fessi. E ricordiamo anche la loro disperazione per i fenicotteri nidificanti allora alla mercè di scriteriati: “Povere bestie senza la nostra presenza che fine faranno?” Non tanto noi, se lo chiedono loro stessi da decine di migliaia di anni: “Dove siete ragà? Aiutateci. L’asse mediano è troppo vicino! Aiutateci. C’è anche lo stadio Is Arenas”

    A proposito: essendo un ente pubblico locale non dovrebbe, viste le chiare leggi sulla trasparenza disporre di un Albo Pretorio e quant’altro? Vuoi vedere che sti benedetti “precari” si fanno agli atti a piacimento ed in allegria senza un minimo di decenza di legalità.
    Piano del Parco: in viaggio dal 2006. Arrivo previsto su Giove nel 4015.

    Non citiamo la direzione del parco che sembra tutta della stessa pasta: poltrona politica per garantire la “continuità”. Quanti nuovi bandi per il direttore ci dobbiamo aspettare? Nel loro sito c’è anche questo esercizio fantasioso di fare e disfare. Poi si inventano l’accordo con l’APM di Villasimius ed un mega parco carrozzone di intenti che abbraccia Capo Teulada con Capo Carbonara. Ma sotto sotto ci pare sia servito per annullare i concorsi, richiamare i “soliti” e continuare con la furbata di sei mesi in mesi o similari.

    Ma la Corte dei Conti come funziona? Chi e come si devono fare i controlli nonostanze tutta l’evidenza di inutilità, negligenza, approssimazione, pacchi ai poveri illusi del concorso, sperpero di soldi pubblicata sui giornali da anni!

    Scrivete giusto nei precedenti post. I fenicotteri sbattono per bene le ali quando, dove e come gli fa comodo. Tutto il resto che li circonda è la miseria umana.

  64. Luigi
    giugno 13, 2013 alle 6:50 pm

    Forse c’è ancora tempo affinché qualche precario fortunato possa stappare una bottiglia di chinotto, in armonia alla spendig review di montiana memoria.

    Finalmente la preannunciata norma salva precari (invero trattasi di un comma specifico) è stata emanata. Il collegato alla Finanziaria 2013 della Regione Sardegna, una di quelle leggi essenziali per gestire annualmente in pratica tutta la macchina sarda locale e sanitaria, gli investimenti, le azioni di sviluppo,di sostegno, ecc soprattutto per dare risposte dirette ai mille sempre più tragici problemi di migliaia di famiglie conterranee, contiene anche un codicillo “ad personas” (plurale) che le innumerevoli persone di pari condizioni ed attese si sognano.

    E’ il comma n.23 Art.5 della L.R. 23 maggio 2013 n.12 che recita:

    “Al fine di consentire la piena operatività del Consorzio di cui all’articolo 2, comma 2, della legge regionale 13 giugno 2012, n.12 (Disposizioni urgenti e integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative e ulteriori misure di contenimento della spesa pubblica), è consentita, anche per l’esercizio 2013 e a valere sulle
    risorse già stanziate in bilancio per il medesimo anno, l’applicazione della previsione di cui al comma 3 della citata norma.”

    Forse senza queste due righe salvagente il Consorzio (il Parco) affonderebbe? Come mai? Il comma in pratica dice che si riapplicano i comma 2 e 3 dell’art.2 della legge 13/06/2013 n.12, un anno esatto in pratica.

    E cosa recitano questi due commi del 2012? Eccoli:

    Comma 2: Il Consorzio per la gestione del Parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, di cui alla legge regionale 26 febbraio 1999, n. 5 (Istituzione del Parco regionale “Molentargius-Saline”), entro centocinquanta giorni dalla pubblicazione della presente legge predispone tutti gli atti inerenti l’organizzazione funzionale del parco, approva la pianta organica del personale ai sensi dell’articolo 5 della medesima legge regionale e provvede alla copertura delle figure professionali previste.

    Comma 3: Il Consorzio, per l’espletamento delle suddette funzioni e al fine di assicurare nel frattempo la gestione degli ecosistemi presenti nel parco, è autorizzato a rinnovare per un periodo di sei mesi il contratto di lavoro del personale precario con coloro che già operavano alla data del 31 marzo 2012, privilegiando, in caso di scelta, l’anzianità di servizio maturata alla predetta data.

    Non c’è forse qualcosa che bisticcia da farci storcere il naso? Tanto da offendere tutte quelle persone nelle medesime condizioni e senza ascolto alcuno.
    In primo luogo i motivi alla base: c’è una norma NAZIONALE che vieta di spendere più del 50% di quello che è stato speso nel 2009 per il personale precario, a prescindere dalla forma contrattuale.
    In altre parole se nel 2009 avevi 10 persone con contratto interinale, dal 2012 tutte e 10 potevano essere impiegate solo per sei mesi (il 50%) oppure per tutto l’anno ma con un orario dimezzato. Naturalmente si possono trovare tutte le soluzioni intermedie, ad esempio solo 5 o rotazioni tra i 10, ecc.

    Con la legge regionale n.12/2012 la Regione “autorizzava” a superare tale limite, si badi bene autorizzava non obbligava, ma solo per chi era in servizio al 31 marzo 2012 e, in caso di scelta, chi c’era da prima. Questo significava che tutti noi, altri potenziali precari, siamo fuori dal gioco.
    Fin qui vabbè e beati loro. Però la L.R. diceva qualcos’altro di essenziale e importante, ovvero che entro 150 giorni l’ente doveva provvedere alla copertura dell’organico. Non diceva come. Era inutile. Infatti c’è solo una strada: il concorso pubblico.

    In realtà un concorsetto l’abbiamo visto a luglio 2012 ed è stato sospeso, per motivi che noi mortali umani non possiamo capire, a fine agosto 2012. Da allora tutto tace, buio totale a riguardo, salve questo codicillo in piena primavera 2013 e prossimo alla soglia del 50% della famigerata norma nazionale contro gli abusi sul ricorso al precariato nelle pubblica amministrazione.

    Questo vuol dire che i nostri precari “privilegiati” – riprendiamo il termine della L.R. n.12/2012 non accusando nessuno – prestano forse collaborazione ancora oggi e da gennaio 2013? Insomma hanno usufruito appieno dell’invettiva del legislatore sardo? Lasciamo la risposta ai distratti. E poi, se non pecchiamo di memoria corta, non era forse quella legge, la L.R. 12/2012 che era stata emendata all’ultimo per riprendersi i lauti stipendi dei nostri cari onorevoli consiglieri di Via Roma? Tutto fa brodo.

    L’aspetto più ridicolo, per non piangere visto e considerato che si tratta di una norma che favorisce un numero esiguo di persone, è che la Regione sorvola su una sua stessa imposizione: 150 giorni per dotarsi di un organico stabile.Di giorni ne sono passati quasi 365 e non si bacchetta nessuno.

    Ora con il comma 23 della Finanziaria 2013 ne concedono altri 150, ed arriviamo così a fine anno.
    Poi, dato che dal 1 gennaio 2014 si azzera il limite del 50% della spesa per il personale a termine, i nostri cari privilegiati hanno garantiti i successivi sei mesi. E per la prossima soglia del 30 giugno 2014? Chi vivrà vedrà. Forse una nuova leggina o qualche altra cosetta che consente di stabilizzare, ecc.

    Ed i concorsi? E quelle centinaia di istanze perse nel limbo del sito del parco? Fantascienza, puro illusionismo per i benpensanti cazziati.

    Scherzi a parte questo novellato regionale è solo schifoso, dire vergogna è solo un complimento. Lasciamo perdere chi può esserci dietro a questo abuso e chi è direttamente favorito, non ci interessa. Desideriamo solo giustizia, trasparenza ed equità di trattamento. Il parco non decolla da anni. Brucia e ricresce, ma non decolla.

    Comunque sia ci sono delle indiscrezioni: è probabile che della cosa si stia occupando nientemeno che la Corte dei Conti investita, pare, dalla medesima direzione del Parco che non è convinta sul da farsi..

    Se la voce fosse vera, ci auguriamo che la Corte intervenga, dichiari inapplicabile la norma per evidente difformità con i paletti pretesi nel 2012 e per l’assoluta mancanza del diritto costituzionale (una legge Regionale può prevaricare una norma Nazionale?), di equità verso i tanti disoccupati della Sardegna, obbligando finalmente il Consorzio ai concorsi pubblici.

  65. giugno 20, 2013 alle 2:46 pm

    da Sardegna Quotidiano, 20 giugno 2013
    IS ARENAS. Tutto lo stadio è abusivo, il Cagliari torna a Trieste: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130620081405.pdf

    __________________________

    da L’Unione Sarda, 20 giugno 2013
    Is Arenas. Ci sarebbero violazioni ambientali e urbanistiche. Rispunta la tomba-fantasma. I periti del pm: «Stadio abusivo». La consulenza depositata ieri.Adesso c’è il rischio sequestro. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130620091338.pdf

  66. luglio 28, 2013 alle 11:08 pm

    la “solita” morìa di pesci.

    da L’Unione Sarda on line, 28 luglio 2013
    Morìa di pesci a Molentargius. Ora il parco è chiuso a metà: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/07/28/mor_a_di_pesci_a_molentargius_ora_il_parco_chiuso_a_met-6-323826.html

    ______________________

    da Videolina, 28 luglio 2013
    MORÌA DI PESCI A MOLENTARGIUS, LA BONIFICA NON SARÀ FACILE: http://www.videolina.it/video/servizi/48418/moria-di-pesci-a-molentargius-la-bonifica-non-sara-facile.html

  67. luglio 29, 2013 alle 5:41 pm

    grazie per le belle parole, ma non c’è alcuna mia nomina al Consiglio direttivo del Parco naturale regionale “Molentargius – Saline”: per effetto indiretto delle c.d. norme anti-corruzione, il Segretariato generale della Corte dei conti non ha autorizzato l’incarico (gratuito).

    Stefano Deliperi

    da Sardinia Post, 29 luglio 2013
    Molentargius, Zedda chiama l’ambientalista Deliperi ai vertici del parco (Massimo Manca): http://www.sardiniapost.it/politica/molentargius-zedda-chiama-lambientalista-deliperi-ai-vertici-del-parco/

    _____________________________

    da Casteddu online, 29 luglio 2013
    Molentargius, Deliperi dice no a Zedda: “Il mio incarico è incompatibile” (Federica Lai): http://www.castedduonline.it/molentargius-deliperi-dice-no-zedda-mio-incarico-%C3%A8-incomaptibile

    —————————

    Il Diavolo sulla Sella. Molentargius, Deliperi contro Tiana nel ring del “parco dei raccomandati”? (Jacopo Norfo): http://www.castedduonline.it/molentargius-deliperi-contro-tiana-ring-parco-raccomandati

    • luglio 29, 2013 alle 9:54 pm

      da Sardinia Post, 29 luglio 2013
      Molentargius, bloccata la nomina di Deliperi. Manca il sì della Corte dei conti: http://www.sardiniapost.it/politica/molentargius-bloccata-la-nomina-di-deliperi-manca-il-si-della-corte-dei-conti/

      • luglio 30, 2013 alle 3:01 pm

        da Sardegna Quotidiano, 30 luglio 2013
        Molentargius. Deliperi è nel direttivo, ma solo sulla carta. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=33223)

        La delibera di nomina c’è, ma non è mai stata trasformata in realtà. L’ambientalista Stefano Deliperi, stando ai documenti, è il nuovo componente del direttivo del parco di Molentargius in quota al Comune di Cagliari. L’affidamento dell’incarico risale al 10 giugno. Ma il leader degli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra non si è mai insediato ufficialmente. Il motivo è semplice: Deliperi lavora alla Corte dei Conti e sulla base della normativa anticorruzione, entrata in vigore negli scorsi mesi, non può avere un incarico all’interno di un ente, in questo caso il parco di Molentargius, che è sottoposto al controllo dell’organismo nel quale presta servizio. «Sì, la nomina c’è, ma non esiste nessun rifiuto da parte mia: semplicemente non può essere attuata. Il caso non esiste». L’ambientalista liquida così la vicenda. Deliperi sarebbe dovuto entrare, dopo la proposta del sindaco Massimo Zedda, al posto dell’ex capo di gabinetto di Emilio Floris, Francesco Cicero, dopo che quest ’ultimo ha incassato la chiamata di Ugo Cappellacci ai vertici della struttura regionale. Il suo nome era stato individuato perché da anni è impegnato per le battaglie ambientaliste di Cagliari ma non solo. Battaglie per le quali presenta sempre articolata documentazione e dimostra sempre di avere una forte preparazione giuridica. L’uomo giusto al posto giusto, insomma, che avrebbe garantito la regolarità delle procedure all’interno del parco che, nato ormai da quasi un decennio, non è mai decollato. L’oasi naturalistica sembra vivacchiare sui finanziamenti che arrivano dalla Regione. I cagliaritani e i fenicotteri aspettano da ormai troppo tempo una svolta annunciata a più riprese ma mai diventata realtà. Come la nomina di Deliperi.

        _____________________________________________________

        da L’Unione Sarda, 30 luglio 2013
        Riunione. Un piano per rilanciare la laguna di Santa Gilla. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=33217)

        I Comuni di Cagliari, Elmas, Assemini e Capoterra puntano al rilancio della laguna di Santa Gilla: ieri sindaci, assessori e tecnici dei municipi si sono incontrati a Palazzo Bacaredda.
        Due gli obiettivi principali. Da una parte quello di recuperare le risorse, nei bilanci comunali e tra i finanziamenti regionali, per far ripartire concretamente il lavoro dell’Ufficio intercomunale che avrebbe dovuto gestire uno dei più importanti siti ambientali dell’Area Vasta.
        Poi, per la pianificazione dei lavori uno dei passaggi fondamentali può essere quello della collaborazione con il Parco del Molentargius. Dove, nel consiglio direttivo, il sindaco Massimo Zedda avrebbe voluto inserire l’ambientalista Stefano Deliperi. Ma la nomina del rappresentante del Gruppo di intervento giuridico per ora non diventata realtà a causa dei paletti imposti dalle norme anticorruzione, le stesse che hanno portato l’assessore Gabor Pinna alle dimissioni. L’incarico nel Parco non sarebbe compatibile con il lavoro di Deliperi, funzionario della Corte dei Conti. (m.r.)

      • luglio 31, 2013 alle 11:56 pm

        leggo una curiosa ricostruzione della vicenda su un blog dove vige il soliloquio, evidentemente base anche della professione svolta.
        Mi si rimprovererebbe di non aver tenuto conto della normativa anti-corruzione quando ho fornito il mio c.v.
        A forza di parlarsi allo specchio, si perde il contatto con la realtà: com’è ovvio il c.v. viene fornito prima della seduta del 30 aprile 2013, quando vien fatta la designazione (http://www.parcomolentargius.it/atti/2013/delass_2013_6.pdf) ma i criteri interpretativi della c.d. normativa anti-corruzione della Corte dei conti sono del luglio 2013.
        Ben successivi a ogni benedetta delibera dell’Assemblea del parco.
        Quando si parla senza conoscere e non ci si degna nemmeno di verificare le notizie con le persone direttamente interessate…difficilmente si prende il Premio Pulitzer.

        Stefano Deliperi

      • pierino
        agosto 25, 2013 alle 4:24 pm

        La scelta di Zedda nell’indicare Stefano, di cui nutriamo coerenza e assoluta onestà intellettuale, quale componente del Consiglio Direttivo del Parco, puzzava di bruciato considerato il suo concorso in decisioni dell’assemblea non proprio cristalline. A che pro mettersi in casa proprio l’avvocato del diavolo? Mah!
        Tuttavia la citata norma anti-corruzione non ammette alcun periodo transitorio, confermato di recente con una delibera CIVIT. Si applica subito.
        L’art.7 comma 2 lett.a) del D.Lgs. 39/2013 recita:
        Inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale
        2. A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni che conferisce l’incarico, ovvero a coloro che nell’anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione
        superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, nella stessa regione dell’amministrazione locale che conferisce l’incarico, nonché a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti:
        a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione.

        Oltre agli abusivi di Medau Su Cramu al Parco ora ci sembra che di abusivi, sebbene sulle poltrone dell’Assemblea, ci siano ora i signori Contini, Zedda e Cappai sindaci dei rispettivi Comuni consorziati con oltre 15000 anime amministrate.

        Giustamente incompatibile Deliperi ma loro no?

  68. TuttiAlParcoForzaPedaliamo
    luglio 30, 2013 alle 12:01 am

    Vincerà infine il solito sistema partitico-clientelare? Sfumata l’ipotesi Deliperi (peccato! ma l’incompatibilità è evidente) pericolo scampato ed eccoli subito alla carica a prorogare il precariato e mantenere lo status quo. I soliti noti, la solita storia, il solito incendio come nei mesi scorsi, la solita moria di pesci come oggi, il solito degrado del parco da anni. Ma loro sono sempre li in attesa della leggina o della sentenza che premierà la loro perseveranza, la stella che gli ha baciati fin dal 2006-2007. Cambiano i direttori ma la sostanza è solo quella. Prima pensano a loro e poi al resto, ovvero il parco? Spese legali a gogò per il tanto contenzioso che loro stessi hanno procurato, delibere al limite dell’incomprensibilità, una assemblea che decide su tutto e su tutti, un consiglio direttivo fantasma (una sola delibera ad oggi pubblicata) un concorso sospeso all’infinito, consulenze a non finire, un direttore “sperimentale” ex assessore quindi sicuramente imparziale prorogato e riprorogato (che fine ha fatto la selezione per il direttore dei mesi precedenti? E l’attuale direttore aveva partecipato? Non diteci poi che magari era stato escluso o forse non aveva i titoli o forse non avrebbe vinto ed allora…) E poi un organico di ruolo ridotto al lumicino, solo tre dipendenti contro una pletora di precari. davvero un bel quadretto di buona amministrazione. Per carità, nessuna novità è tutto scritto sul loro sito basta saper sfogliare…

  69. agosto 22, 2013 alle 2:57 pm

    da L’Unione Sarda, 22 agosto 2013
    Quartu. Comune, conto da 4 milioni. Una cartella di Equitalia per i liquami nelle saline. (Giovanni Manca di Nissa): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/80174_Quartu_Comune_conto_da_4_milioni.pdf

    —————–

    In Municipio si attende un’altra ingiunzione: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130822083917.pdf

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