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L’E.P.A. statunitense boccia l’olio di palma.


Malesia, Sabah, piantagione di palma da olio in area deforestata

Che la produzione di energia da biomasse e i biocarburanti non fossero esenti da gravi problematiche ambientali è ormai un dato acquisito, L’E.P.A. (United States Environmental Protection Agency) ha depennato il biodiesel realizzato da olio di palma dall’elenco dei combustibili “ecologici” secondo gli standard statunitensi.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

 da www.salvaleforeste.it, 13 marzo 2012

L’EPA respinge olio di palma: una buona notizia per foreste indonesiane.

La United States Environmental Protection Agency (EPA) ha escluso il biodiesel da olio di palma dall’elenco dei combustibili rinnovabili per gli standard statunitensi: una tregua piccola ma significativa per le foreste pluviali dell’Indonesia, dove le piantagioni di palma da olio sono una delle principali cause di distruzione della foresta pluviale. L’EPA ha concluso che i biocarburanti derivati da olio di palma non sono una scelta buona per il clima, perché, una volta definita l’impronta di carbonio della produzione di olio di palma, questa non soddisfa i criteri necessari per  soddisfare il 20% di riduzione delle emissioni richieste per i biocarburanti.   E ‘incoraggiante il fatto che l’EPA abbia preso coscienza del terribile prezzo alla produzione industriale di biodiesel olio di palma ha sull’ambiente. L’Indonesia è divenuto il terzo paese per emissioni mondiali di gas serra, dopo Cina e Stati Uniti. Circa l’85% di queste emissioni in Indonesia vengono dall’abbattimento delle foreste pluviali e delle torbiere, attività fortemente guidate dalla rapida espansione dell’industria dell’olio di palma, assieme a quella della carta.   Considerato un agrocarburante “ecologico”, l’olio di palma ha però impatti ambientali molto più alti alla produzione che al consumo. Secondo il Center for International Forestry Research, il biodiesel da olio di palma proveniente da piantagioni impiantate in torbiere, presenta un debito di carbonio 200 anni, prima di avere un bilancio positivo di emissioni. Questo significa che sarebbero necessari 200 anni di produzione di olio di palma nella stessa piantagione per coprire le emissioni di carbonio generate all’atto della conversione dei terreni. E una volta che si considera la quantità di combustibile utilizzato per la coltivazione dell’olio di palma e di trasporto transcontinentale, olio di palma può essere considerato una delle peggiori fonti di combustibile dal punto di vista del clima.

(foto da it.mongabay.com)

  1. icittadiniprimaditutto
    marzo 17, 2012 alle 10:36 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. studentslaw
    marzo 17, 2012 alle 11:52 PM

    Reblogged this on Su Seddoresu.

  3. Edoardo
    marzo 19, 2012 alle 9:10 am

    Se andiamo oltre i toni propagandistici dell’articolista americano ( “una delle principali cause di distruzione della foresta pluviale”, “non sono una scelta buona per il clima”, “E ‘incoraggiante il fatto che l’EPA abbia preso coscienza del terribile prezzo”, “può essere considerato una delle peggiori fonti di combustibile dal punto di vista del clima” ), scopriamo una cosa semplice semplice: l’olio di palma è troppo economico e mette a rischio la redditività delle altre coltivazioni destinatae al biodiesel. Ecco perchè l’EPA lo bandisce.

  4. febbraio 13, 2014 alle 10:34 am

    Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo

    Comunicato stampa del 13 febbraio 2014

    «Oltre 86 mila cittadini hanno detto no all’olio di palma»

    L’organizzazione ecologista “Salviamo la Foresta” ha consegnato al Ministero dell’Ambiente la petizione con cui 86.578 cittadini denunciano gli effetti devastanti che la raffineria Eni di Marghera (VE) causerà nei paesi del Sud del mondo. L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha affermato: «Appoggio pienamente la denuncia presentata dai cittadini contro la green refinery di Eni a Marghera che sta costruendo una raffineria di biodiesel che nulla ha di ecologico. Intanto nei Paesi del Sud Est asiatico stanno distruggendo le foreste per far spazio alle coltivazioni di palma da olio, mettendo in ginocchio le popolazioni locali e condannando a morte gli oranghi che le popolano»

    L’11 febbraio 2014, l’organizzazione ecologista “Salviamo la Foresta” ha consegnato al Ministero dell’Ambiente, del territorio e del Mare la petizione con 86.578 firme contro la raffineria ad olio di palma dell’ENI di Marghera (VE).

    L’organizzazione ecologista ha denunciato gli effetti devastanti che causerà la raffineria nei paesi del Sud del mondo, dove stanno intensificando le monocolture industriali per la produzione dell’olio di palma, distruggendo le foreste tropicali per far posto alle nuove coltivazioni, mettendo in ginocchio le popolazioni indigene e condannando a morte gli oranghi che vi hanno dimora.

    L’europarlamentare PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali a Palamento europeo, ha affermato: «La raffineria che Eni sta realizzando a Marghera non ha assolutamente alcuna connotazione ecologica. Le conseguenze di quest’opera sono devastanti per le popolazioni, l’ambiente e gli animali delle foreste dei Paesi del Sud Est asiatico che saranno spazzate via dalla faccia del pianeta per far posto a colture industriali. Sono al fianco di “Salviamo la Foresta” in una battaglia che è stata intrapresa in massa dai cittadini come dimostrano le migliaia di firme raccolte in pochi mesi. Una mobilitazione che dovrebbe far riflettere e portare all’unica soluzione possibile, ovvero fermare un progetto che porterà la devastazione di un’ intera area del mondo».

    A settembre 2013, il Parlamento europeo ha approvato la relazione che ha modificato la Direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Il testo si propone di contrastare gli effetti negativi dei bio combustibili sul clima e la produzione di derrate alimentari.

    «L’Europa ha compiuto passi importanti nell’affrontare la questione dei biocarburanti e dei loro effetti sul cambiamento climatico e considerare anche questo aspetto nelle future normative riguardanti la qualità dei carburanti – ha concluso Zanoni – Lo scopo dei biocarburanti è di costituire una valida alternativa ai combustibili fossili ordinari. Fonti scientifiche dimostrano che alcuni tipi di questi combustibili e la loro produzione a livelli insostenibili costituisce una vera e propria minaccia per l’ambiente e l’uomo. Più vote, anche in Commissione Ambiente, in occasione di decisioni che riguardavano la materia dei combustibili, ho espresso la mia decisa contrarietà all’uso dell’olio di palma, tutt’altro che ecologico e con effetti devastanti sull’uomo, sul territorio e sulla biodiversità».

    BACKGROUND

    Mentre a Bruxelles l’Unione Europea discute sul così detto biocombustibile l’Eni, multinazionale controllata in parte dal governo italiano, sta costruendo un’enorme raffineria a Marghera (VE) per produrre biodiesel da olio di palma. Nel 2014 inizierebbe ad arrivare a Venezia l’olio di palma dall’Indonesia. La raffineria di Marghera produrrà biodiesel di ultima generazione, ha dichiarato James Rispoli alla stampa italiana. La materia prima sarà l’olio di palma che arriverà per mare da Indonesia e Malesia. Così l’Eni, che possiede cinque grandi raffinerie di petrolio in Italia ed è presente in 90 Paesi, rispetterà le norme europee che stabiliscono che fino al 2020 la componente rinnovabile nei combustibili sia del 10%. L’investimento per convertire la storica raffineria di petrolio nel porto di Marghera è di 100 milioni di euro. Nel 2015 gli impianti arriverebbero a produrre 500.000 tonnellate di biodiesel all’anno.

    Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni
    Email info@andreazanoni.it
    Tel. (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04
    Tel. (Italia) +39 0422 59 11 19
    Sito http://www.andreazanoni.it
    Twitter Andrea_Zanoni
    Facebook ANDREA ZANONI
    Youtube AndreaZanoniTV

  5. dicembre 16, 2014 alle 2:55 PM

    e ora arriva il bioetanolo nel Sulcis.

    da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2014
    CARBONIA. Bioetanolo nel Sulcis, pronto l’accordo per la fabbrica.
    Imminente la firma del programma per la bioraffineria della Mossi&Ghisolfi. Sul tavolo un investimento da 220 milioni di euro che creerà 300 posti di lavoro. (Felice Testa): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/12/13/news/bioetanolo-nel-sulcis-pronto-l-accordo-per-la-fabbrica-1.10491234

  6. settembre 2, 2015 alle 2:54 PM

    da Il Corriere della Sera, 2 settembre 2015
    L’olio di palma: tutto quel che c’è da sapere. Fa male alla salute e all’ambiente o no?: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/cards/olio-palma-tutto-quel-che-c-sapere-fa-male-salute-o-no-all-ambiente/che-cos-e_principale.shtml

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