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Uomini schizofrenici verso gli “altri” animali.


Melbourne, Astro e Nicole nel fango

Noi appartenenti alla specie animale Homo sapiens sapiens abbiamo rapporti contraddittori, quasi schizofrenici, nei confronti degli altri animali.   Ecco due episodi, lontani fra loro nello spazio e soprattutto nel modo di rapportarci con loro.  C’è proprio una lunga strada da percorrere ancora fra Carloforte e Melbourne.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da Vanity Fair, 29 febbraio 2012

Cavallo finisce nelle sabbie mobili, la padrona con lui nel fango. L’episodio accaduto a Melbourne.Una cittadina australiana, Nicole Graham, è rimasta vicino al suo Astro finché non è stato salvato.

Ancora una commovente storia sul rapporto tra uomo e animali. Questa volta i protagonisti sono Nicole Graham e il suo cavallo Astro al centro di un episodio che poteva avere serissime conseguenze per entrambi.   La signora Graham, stava cavalcando con la figlia Paris lungo la costa, nei pressi di Geelong, la seconda città più popolosa dello Stato australiano di Victoria, a sud di Melbourne, quando il suo cavallo Astro improvvisamente, è affondato nella sabbia fangosa; prima di poter avvisare Paris del pericolo, anche il cavallo della figlia è stato parzialmente inghiottito dal fango. Lei però è riuscita a portarlo al sicuro su un terreno più solido e richiedere aiuto. Astro, che ha 18 anni, lentamente, ma inesorabilmente, continuava ad affondare col rischio di affogare, ma la sua padrona, tornata velocemente vicina a lui, gli è rimasta accanto per tre ore, nel fango, per calmarlo e rassicurarlo. Il veterinario Stacey Sullivan, appena giunta sul luogo, ha sedato Astro sia per mantenere tranquillo l’animale, sia per dar modo ai soccorritori di trovare una soluzione e liberarlo.    Poi il lieto fine: l’animale, dopo vari tentativi di soccorso, è stato liberato con l’aiuto di un trattore.

 

da La Nuova Sardegna, 2 marzo 2012

Gatto ucciso, la condanna della comunità. Carloforte, crescono gli episodi di maltrattamenti ai danni di animali: caccia agli autori del gesto mentre le associazioni si mobilitano.  Simone Repetto

CARLOFORTE. Ha destato raccapriccio e scalpore, nella comunità isolana, la notizia della barbara uccisione di una gatta gravida, avvenuta l’altra sera in pieno centro storico. Anche perchè, come riferito più volte dalle associazioni di categoria, l’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie, che ha visto maltrattamenti e violenze ripetute verso i gatti, sia in centro che in alcune zone di periferiche dell’isola di San Pietro. Mentre i Carabinieri della stazione carlofortina stanno compiendo indagini per risalire all’autore o agli autori della macabra impiccagione del gatto, avvenuta nei pressi della Scalinata 4 Aprile 1943, le associazioni animaliste, i veterinari ma anche gli appassionati degli amici a quattro zampe hanno denunciato una situazione che si fa sempre più imbarazzante. Tutti mirano a sensibilizzare la popolazione contro tali brutalità, isolando i responsabili e, se possibile, denunciandoli alle forze dell’ordine, come previsto da una legge, la 189, del 2004. In un passato non troppo remoto, si sono verificati casi di gatti impallinati a fucilate o avvelenati da bocconcini letali, nel tentativo di sbarazzarsi velocemente e brutalmente di animali indesiderati, senza il minimo timore di incorrere in reati penali e rischiare il carcere. Lo stesso discorso può essere fatto per i cani, anche loro sempre più esposti al rischio di avvelenamenti o maltrattamenti, soprattutto per quanto riguarda i randagi.

 

(foto da Vanity Fair, da mailing list animalista)

  1. marzo 2, 2012 alle 6:03 pm

    Un plauso alla signora Graham ed ai soccorritori ed una carezza ad Astro.

    La speranza che i delinquenti che hanno ucciso la gattina gravida vengano individuati e siano messi in galera.

  2. maggio 28, 2013 alle 2:52 pm

    pazzesco.

    da La Nuova Sardegna, 28 maggio 2013
    Cavallo abbandonato rischia di morire, proprietario nei guai. L’uomo è stato denunciato dalla polizia per maltrattamenti L’allarme dato da alcuni giovani, l’animale è stato ricoverato. (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. Ha abbandonato il suo cavallo fino a rischiare di farlo morire di fame e per carenza di cure adeguate. Un uomo sassarese di mezza età è stato denunciato ieri dagli agenti della sezione volanti della questura per maltrattamento di animale. Il cavallo deve la vita ad alcuni giovani che – da diversi giorni – avevano notato le sue precarie condizioni fisiche. «Ci sembrava denutrito e sofferente – hanno raccontato alla polizia – e sempre più in difficoltà, fortemente dimagrito. Ieri mattina abbiamo notato che non stava in piedi, era sdraiato a terra sul fianco sinistro, non si muoveva più. Così abbiamo pensato di dare l’allarme». Il sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria ha disposto l’intervento forzato con l’invio anche dei veterinari dall’Asl. Nel terreno, nei pressi dell’ex azienda Sgaravatti, sulla 131, sono arrivati oltre agli agenti della sezione volanti, anche i vigili del fuoco e gli operatori di una azienda specializzata nel trasporto dei cavalli. Il povero animale effettivamente non si reggeva più in piedi, si presentava in un grave stato di denutrizione e aveva una lesione importante alla zampa posteriore destra che era già in una fase avanzata di infezione. Dagli accertamenti della polizia, tra l’altro, è emerso che il proprietario del cavallo aveva ricevuto disposizioni precise per una terapia farmacologica in modo da garantire cure adeguate all’animale, ma pare che – per ragioni non chiarite – non siano mai state rispettate. Per caricare il cavallo sul camion e consentire il trasferimento alla clinica veterinaria, è stato necessario sistemarlo in un telo e adagiarlo sul pianale del mezzo. «Era scheletrico – hanno raccontato indignati i soccorritori – non è possibile ridurre un animale in simili condizioni, provocandogli una sofferenza inaudita». Il proprietario dell’animale è stato sentito dalla polizia che ha poi proceduto con la denuncia per maltrattamenti.

    • maggio 29, 2013 alle 2:55 pm

      una crudeltà da punire nel modo più severo.

      da La Nuova Sardegna, 29 maggio 2013
      LA TRISTE FINE DI ATOMIC TRAIL. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/05/28/news/e-morto-nella-notte-il-cavallo-abbandonato-a-sassari-1.7149694) Morto il cavallo maltrattato, inutili le cure dei veterinari. (Gianni Bazzoni)

      SASSARI. Non ce l’ha fatta «Atomic Trail», il cavallo che era stato soccorso ieri dopo l’intervento della polizia e affidato alle cure degli specialisti della clinica veterinaria. L’animale, purtroppo, è morto nel corso della notte nonostante l’intervento dei veterinari che hanno cercato di salvare lo splendido esemplare di castrone baio. E ora si aggrava ulteriormente la posizione del proprietario – un sassarese di 50 anni, difeso dall’avvocato Sergio Porcu – che era già stato indagato dalla procura della Repubblica per maltrattamento di animale. Ieri l’accusa è stata integrata: oltre ai maltrattamenti, il sostituto Gianni Caria ha contestato anche l’abbandono dell’animale con l’aggravante di averne favorito la morte. Dopo la segnalazione di alcuni giovani, quando gli agenti sono intervenuti, insieme ai vigili del fuoco e ai veterinari in un terreno ai lati della 131, le condizioni di «Atomic Trail» erano già molto gravi: denutrito e disidratato, aveva lesioni alla testa e alle zampe, in particolare una ferita (con uno stato di infezione avanzato) all’arto posteriore destro. La polizia ha sequestrato la documentazione in possesso del proprietario, e dall’esame sarebbero emerse irregolarità nell’atto di proprietà. Appurato – tra l’altro – che le vaccinazioni obbligatorie erano scadute. Le indagini vanno avanti per accertare anche eventuali altre responsabilità oltre quelle del proprietario del povero animale. Al sassarese denunciato dalla polizia, è stato contestato l’articolo 544 ter e quater del Codice penale, introdotto con la legge del 2004, «Delitto contro il sentimento degli animali». Rischia la reclusione da tre mesi a un anno, pena aumentata da un terzo alla metà se viene cagionata la morte dell’animale. Oggi alle 10, il perito Elisabetta Antuofermo, eseguirà l’autopsia sul cavallo.

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