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Demanio civico di Portoscuso e centrale eolica, arrestato il sindaco di Portoscuso.


 

Portoscuso, Capo Altano - Guroneddu

 

Clamorosi sviluppi delle indagini penali condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (dott. Daniele Caria) e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale: è stato arrestato il sindaco di Portoscuso Adriano Puddu. Le accuse sono di corruzione e concussione e si riferiscono alla progettata realizzazione di una centrale eolica sui 540 ettari di demanio civico di Portoscuso (Capo Altano-Guroneddu) da parte della Portovesme s.r.l., che ha già realizzato un’altra centrale eolica presso la zona industriale di Portovesme.

In merito alla vicenda dell’illegittima alienazione dei terreni appartenenti al demanio civico portoscusese le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano inoltrato specifico esposto (15 aprile 2011) alle amministrazioni pubbliche (in primo luogo proprio al Comune di Portoscuso) e alle magistrature competenti. Dall’Agenzia Argea era pervenuta conferma dell’assenza di autorizzazioni in proposito[1].  Dal Comune di Portoscuso nessuna comunicazione in merito al richiesto recupero dei terreni al demanio civico previsto per legge.

Oggi gli sviluppi. E non sembra finita qui.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

Portoscuso, centrale eolica Enel Green Power in costruzione

da La Nuova Sardegna on line, 28 gennaio 2012

Arrestato il sindaco di Portoscuso: corruzione e concussione.

Il sindaco di Portoscuso (Carbonia-Iglesias), Adriano Puddu, di 65 anni, è stato arrestato da agenti del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna per ordine della magistratura cagliaritana. A Puddu, che era indagato per una vicenda legata agli impianti eolici che la Portovesme srl vorrebbe realizzare nei 540 ettari gravati da usi civici, sarebbero stati contestati i reati di corruzione e concussione. Le indagini del pubblico ministero Daniele Caria della Procura di Cagliari erano cominciate più di un anno fa ed erano culminate, il 31 marzo 2011, con una serie di perquisizioni nel Municipio e in casa del sindaco Adriano Puddu, eletto nel 2007 alla guida di una lista civica noto per le sue posizioni proeolico. Nella cassaforte del primo cittadino gli investigatori del Corpo Forestale regionale avevano trovato 10 mila euro in banconote da 500 che secondo Puddu sarebbero dovuti servire per fare una serie di regali. La magistratura, che nei giorni scorsi ha chiesto al giudice delle indagini preliminari la proroga di sei mesi per completare le indagini, indagava in particolare sui passaggi di proprietà di terreni in origine comunali, venduti nel 1962 per creare una Cinecittà sarda e poi passati ad altri proprietari, fino all’ultima transazione alla Sarda Invest, e ai successivi passaggi per la creazione di un parco eolico. Subito dopo l’arresto del sindaco, a Portoscuso sono scattate una serie di perquisizioni in varie abitazioni sulle quali gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.

 

Portoscuso, Capo Altano - Guroneddu

 

(foto S.D., archivio GrIG)


[1] A.R.G.E.A. – Servizio territoriale per il Sulcis-Iglesiente ha comunicato (nota n. 2112 del 21 aprile 2011) che:
” * nessuna comunicazione inerente la L.r. 12/94 è pervenuta … da parte del Comune di Portoscuso;
* nessuna pregressa autorizzazione e/o provvedimento è stato emesso da questo ufficio, inerente i terreni ad uso civico del Comune di Portoscuso (CI) a partire dal 01 ottobre 2007, data dalla quale è subentrata l’agenzia ARGEA Sardegna all’ex Servizio Ripartimentale di Cagliari, dipendente dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura”
.

 

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  1. frnoli
    gennaio 28, 2012 alle 12:54 pm

    ogni tanto qualche buona notizia, grazie al vostro lavoro

  2. gennaio 28, 2012 alle 2:43 pm

    da L’Unione Sarda on line, 28 gennaio 2012
    Eolico, truffe, sesso e favori: arrestato sindaco Portoscuso: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/251651

  3. Mario
    gennaio 28, 2012 alle 7:32 pm

    e ora dall’altra parte del canale

  4. gennaio 29, 2012 alle 11:40 am

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2012
    Tangenti e prostituzione, sindaco in cella. Arrestato Adriano Puddu, indagati anche l’ad della Portovesme srl e un assessore. Alcune donne costrette a concedersi in cambio dei sussidi di sostentamento. (Giuseppe Centore, Erminio Ariu)

    PORTOSCUSO.Il sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, 65 anni, è da ieri pomeriggio a Buoncammino a seguito di una ordinanza del gip del tribunale di Cagliari Giorgio Altieri. Il magistrato, accogliendo la richiesta del pm Daniele Caria, ha disposto l’arresto per Puddu. Gravissime le imputazioni a suo carico: corruzione, concussione, abuso d’ufficio e concussione sessuale. Puddu già ieri ha respinto tutte le accuse. Il suo legale Giuseppe Andreozzi ha annunciato che le condizioni del suo assistito sono buone, e che Puddu, pur provato è pronto a rispondere a tutte le domande del pm. La vicenda vede indagati anche l’amministratore delegato della Portovesme srl Carlo Lolliri e l’assessore comunale ai Servizi sociali Selena Galizia.
    Un terremoto politico, giudiziario, imprenditoriale. Fatte le debite proporzioni l’arresto di Adriano Puddu può sovrapporsi a quello di Mario Chiesa, che diede il via alla stagione di Tangentopoli. Gli ingredienti: ambizione personale, dispregio della legge al punto di voler denunciare la Procura, alleanze strette col mondo imprenditoriale, uso del potere per ricevere “favori” sessuali da giovani del luogo. L’ordinanza di custodia cautelare descriverebbe un mondo sinora solo ipotizzato, dove i grandi affari si sposano con le cene e le ubriacature notturne, o gli “inviti” a fare shopping in via Condotti rivolti a giovani del luogo, in compagnia di più che attempati manager. È difficile dividere gli ambienti perché i personaggi sono gli stessi, con ruoli diversi, e tutti ruotano intorno a Puddu: i manager, le ragazze che ricevevano i soldi in cambio di favori sessuali, persino un legale. Il dominus è l’inesauribile Puddu, accusato di dieci diversi episodi per tre filoni principali di inchiesta. I reati a suo carico sono concussione, corruzione e abuso d’ufficio. Secondo il giudice Puddu avrebbe costretto i proprietari dei terreni dove si sta realizzando il parco eolico della Portovesme srl a cedere gli stessi a lui e a un suo assessore, tramite prestanome e poi avrebbe costretto il procuratore speciale della società Sarda Invest, Gianfrancesco Guiso Gallisai, a cedere i terreni, 500 ettari, a una società del gruppo Glencore, la Bellosino, nascondendosi sotto un tavolo durante le trattative e poi spuntando all’improvviso per voler partecipare all’affare. Puddu avrebbe ricevuto 9050 euro da Lolliri, in cambio di delibere favorevoli alla sua azienda adottate dal consiglio comunale. Puddu, come colpito da delirio di onnipotenza, ha fatto approvare una delibera dalla giunta nella quale si dava mandato a un legale per avviare un procedimento penale contro la stessa Procura della Repubblica. E poi ci sono i due aspetti, come dire, più personali, ma non per questo meno gravi. Riguardano le attività di induzione alla prostituzione ai danni di sue compaesane in cambio di sussidi di povertà. Per tutelare le persone coinvolte, il giornale omette anche le iniziali delle donne che avrebbero, secondo la procura e il giudice, subito pressioni sessuali in cambio di soldi pubblici, usati per vivere tutti i giorni. In questo secondo filone è coinvolta, sempre come iscritta nel registro degli indagati, l’assessore ai Servizi sociali. L’accusa ritiene che i due amministratori abbiano messo in piedi un giro di donne alle quali sarebbe stato chiesto di prostituirsi con alcuni amici di Puddu. Nell’ordinanza si fanno i nomi di un ex sindacalista, un dirigente aziendale e un avvocato di Oristano. Ultimo aspetto del carnet di accuse, naturalmente tutte da vagliare in sede di udienza preliminare ed eventualmente davanti al tribunale, il voto di scambio per alcune persone con la promessa di assunzione sia alla Portovesme srl che all’Enel, e le continue richieste di assunzioni nelle imprese del territorio, dietro sua richiesta.
    La storia che ha portato all’arresto di Puddu nasce da un esposto presentato nell’ottobre del 2010 da alcuni consiglieri comunali di opposizione (ma a Portoscuso, comune oltremodo litigioso, in questi anni le maggioranze si sono sciolte e ricomposte oltre i tradizionali schieramenti) sulla realizzazione del parco eolico della Portovesme srl. Da lì le indagini sono partite in più direzioni, con la raccolta di alcune testimonianze, compresa quella di Valeria Sanna – ex assessore della giunta Puddu e protagonista di uno scontro fisico con lo stesso sindaco – che indicava gli stretti rapporti tra Puddu e Lolliri. Dopo alcuni mesi di indagini il nucleo investigativo del Corpo Forestale a fine marzo piombò a casa di Puddu alla apparente ricerca di armi: in realtà gli investigatori, guidati dal comandante Ugo Calledda, cercavano soldi, che trovarono: 9050 euro in 10 biglietti da 500 e 81 da 50. Secondo Puddu, erano le scorte personali sino a Pasqua, secondo la Procura quei soldi potevano essere una piccola aliquota di una corposa tangente. Da allora partirono intercettazioni telefoniche a tappeto nei confronti di Puddu e dei suoi principali interlocutori che confermarono la condotta non ortodossa del sindaco nella trattativa per la cessione dei terreni a favore della Bellosino (controllata dalla Glencore, controllante a sua volta la Portovesme srl). Contemporaneamente indagini bancarie incrociate accertarono come Puddu tra il 2007 e il 2010 avesse effettuato versamenti in contanti sul proprio conto per 126mila euro; i più consistenti, secondo il giudice, proprio nel periodo della cessione delle quote dei terreni e della approvazione del progetto del parco eolico. Altri soldi Puddu li avrebbe girati sul conto di una società immobiliare, rispetto alla quale sarebbe estraneo ma solo formalmente, e inoltre avrebbe negoziato assegni fittiziamente intestati a terzi, alcuni dei quali emessi anche da Nicola Candeloro, direttore di Eurallumina. Da notare anche lo scambio di favori sessuali con i contributi di sostentamento. Tra le tante intercettazioni, c’è anche l’ammissione di alcune giovani donne in condizione disagiata e una intercettazione nella quale Puddu conferma l’ammissione di una sua “amica”, che si lamentava del fatto che «Adri sta aiutando solo quelle che si sta portando a letto». Da ultimo l’episodio che ha accelerato l’arresto e che riguarda un giovane che aveva pubblicamente schiaffeggiato il sindaco a seguito di diverbi famigliari. Puddu avrebbe proposto ad almeno due persone di uccidere il ragazzo: in cambio avrebbe dato loro un posto di lavoro.

  5. gennaio 29, 2012 alle 11:43 am

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2012
    Il ruolo dei manager e il tesoretto di Puddu nascosto sotto terra. (Giuseppe Centore, Erminio Ariu)

    PORTOSCUSO. È il capitolo più intricato e oscuro di tutta questa vicenda: il ruolo dei manager delle grandi imprese di Portovesme e le loro relazioni con il sindaco. L’impressione è che questo filone dell’inchiesta sia in buona parte da coltivare e che i soldi trovati a Puddu, ammesso che siano riconducibili a una consegna di denaro a opera di soggetti legati alle imprese, siano solo la punta di un iceberg.
    Non è escluso che il “tesoretto” che si ritiene possa essere in qualche modo riconducibile a Puddu arrivi a diverse centinaia di migliaia di euro, non depositati certo in conti bancari o collocati sui mercati dei titoli, ma più prosaicamente nascosti sotto terra, o occultati in qualche anfratto. Così come è più che probabile che alle società indirettamente coinvolte se ne affianchino altre, i cui manager per adesso non sono stati neppure sfiorati ufficialmente dall’inchiesta. Il pm Daniele Caria, che ha operato sotto la diretta supervisione del Procuratore Mauro Mura, adesso dovrà analizzare la montagna di carte sequestrate a casa del sindaco e negli uffici, e soprattutto il suo personal computer, che potrebbe essere una piccola miniera d’oro. L’obiettivo da raggiungere sono sempre i soldi, e i loro datori. Il teorema dell’accusa collega direttamente i soldi ritrovati a casa di Puddu lo scorso marzo a una dazione fatta dall’amministratore delegato della Portovesme srl Carlo Lolliri. Secondo l’accusa, e il giudice che ha deciso il fermo, Puddu avrebbe ricevuto quei soldi da Lolliri, con il quale era in perfetta simbiosi. Secondo quanto riferisce una testimone d’accusa, Puddu avrebbe partecipato con Lolliri al pellegrinaggio in nave da Cagliari a Barcellona per accompagnare la Madonna di Bonaria. Finita la missione, in questo caso religiosa, il sindaco si sarebbe fatto rimborsare tutte le somme sborsate in terra iberica dal Comune, nonostante il viaggio, gli annessi e i connessi (di natura non propriamente spirituale) fossero stati a carico di un altro imprenditore locale. E infine emessi dal direttore di Eurallumina, Candeloro. Il giudice ritiene che la triangolazione a terzi servisse a evitare che i nomi del sindaco e del manager venissero associati e che l’emissione degli assegni servisse a creare una provvista in contanti destinata a finire a Puddu.

    La cessione dei terreni comunali. Aree di pregio per pale eoliche.

    PORTOSCUSO. Quel pasticciaccio dei terreni dell’ex Sarda Invest passati alla fine alla Bellosino holding ha provocato il terremoto che ha travolto Adriano Puddu e la sua amministrazione. Tutto è partito, qualche anno fa, con l’esposto dei consiglieri comunali Angelo Cremone, Paolino Serra, Alessio Santus e Giorgio Alimonda sui 534 ettari di terreno, tra Guroneddu e Portoscuso. Due i filoni d’inchiesta: uno sulla società romana che doveva realizzare lo stabilimento cinematografico, l’altro sulla realizzazione dell’eolico in un’area gravata da usi civici. Ma per capire quanto è accaduto occorre tornare indietro nel tempo e aprire il calendario degli anni Sessanta quando a Portoscuso arrivò la società romana per realizzare, spendendo poche lire, per l’acquisto dei terreni sulla costa, un villaggio cinematografico. All’improvviso il passaggio di mano di quei terreni attirò l’attenzione del paese soprattutto quando venne reso noto che la società svizzera Bellosino aveva acquistato i terreni a mare per realizzare il parco eolico. L’opposizione insorse denunciando che quella zona era gravata da usi civici. Dal cilindro del sindaco, supportato dalla maggioranza dei consiglieri, spuntò l’idea di rimuovere i vincoli e di concedere alla Portovesme srl la possibilità di sistemare le pale eoliche nell’area di pregio. L’azienda però, dopo la presa di posizione della Regione, rinunciò all’investimento anche se l’amministrazione comunale, decisamente generosa, le concedette quella regalia che oggi è nelle carte del provvedimento restrittivo firmato dal magistrato. Chi non si era schierato con il sindaco è stato rimosso da ogni incarico, la prima vittima era stata il vice sindaco Giorgio Alimonda, degradato sul campo e finito all’opposizione per lesa maestà.

    Donne e “favori”: nella vicenda due religiosi molto conosciuti in paese. Nelle carte spuntano anche i preti.

    PORTOSCUSO. È normale che in una ordinanza di custodia cautelare compaia il “Padre Nostro”? No, se sotto questo pseudonimo si scopre la figura di un prete molto noto in paese, in buoni contatti con il primo cittadino, così come un altro religioso. Contatti spirituali e non. Tutto ruota intorno alla storia disgraziata di una madre separata con due figli, che riceveva i contributi pubblici comunali, ma che oltre a prostituirsi con il sindaco organizzava convegni sessuali con altre donne. Ma a un certo punto l’“amica” di Puddu inizia a trascurare il sindaco, che ritiene tutto ciò dovuto a una frequentazione con il “Padre nostro”.
    Immediata la sarcastica battuta del sindaco che si rivolse alla donna consigliandole di chiedere al “padre nostro” un miracolo, pur sapendo che quel tipo di miracoli, il contributo comunale, quei personaggi non erano in grado di farli. Li fece invece tutti il sindaco, secondo l’accusa, con la solita contropartita.

  6. gennaio 29, 2012 alle 12:10 pm

    da Sardegna 24, 29 gennaio 2012
    TERRENI A USO CIVICO. La zona di Capo Altano al centro delle mire speculative. (Laura Sanna)

    Portoscuso. La storia dei passaggi di mano dei terreni di Capo Altano che hanno inguaiato il sindaco Adriano Puddu è iniziata molto tempo fa. Era il 1963 quando nella cittadina costiera arrivò una troupe cinematografica che propose agli amministratori la cessione dei terreni per costruire una sorta di Cinecittà sarda. Il Comune cedette 540 ettari di terreno gravato da usi civici al Consorzio che si impegnò a costruire teatri all’aperto, sale dove girare film e altro. Quelle condizioni furono incluse nell’atto di cessione ma nonostante nulla si sia realizzato e si sia girata una sola pellicola, i terreni non furono restituiti al comune e nel 1972 la Sard Invest rilevò le quote del Consorzio con la proprietà di quei terreni. Il comune tentò di recuperarli ma senza successo assistendo al passaggio di mano verso la Bellosino srl he fa capo alla holding Glencore, che controlla la Portovesme srl. Nel 2005 la Regione ha accertato l’uso civico di quei terreni ma gli attuali possessori sostengono che la Ras non potesse stabilire l’uso civico di terreni che all’epoca erano privati. Diverso il parere delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico che hanno inoltrato un esposto nell’aprile dell’anno scorso alle amministrazioni competenti e alla magistratura ricordando che i diritti di uso civico sono “inalienabili, inusucapibili e imprescrittibili”, a meno che non ci sia “corrispettivo di un indennizzo per la collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale”.

  7. gennaio 29, 2012 alle 3:06 pm

    a puro titolo di memoria, qui le “convergenze” fra Portovesme s.r.l. (amministrata dal rag. Carlo Lolliri, commendatore dell’Ordine del S. Sepolcro di Gerusalemme, http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2006/12/19/SU1SD_SU104.html), Comune di Portoscuso, Federazione provinciale dei Verdi sulla centrale eolica da realizzarsi anche sul demanio civico portoscusese: http://www.gazzettadelsulcis.it/gazz_archivi/388.pdf

    • gennaio 30, 2012 alle 2:52 pm

      da La Nuova Sardegna on line, 30 gennaio 2012
      Tangenti e prostituzione a Portoscuso: «La maggioranza vada a casa».
      Il paese è sotto choc e l’opposizione chiede che tutta la giunta e i consiglieri del sindaco Adriano Puddu, finito in cella per tangenti e prostituzione, si dimettano e tornino a casa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/01/30/news/tangenti-e-prostituzione-a-portoscuso-la-maggioranza-vada-a-casa-5582304

      Sesso con il sindaco oppure niente sussidio. Portoscuso, l’arresto di Puddu. Un’accusatrice: «A letto con lui e ricattate, poi ho detto basta. Quando ho deciso di ribellarmi il mio nome è stato cancellato dagli elenchi delle persone bisognose»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/01/30/news/sesso-con-il-sindaco-oppure-niente-sussidio-5582318

      Lolliri, il manager di ferro.

      PORTOSCUSO. Personaggio illustre indagato dalla Procura di Cagliari è Carlo Lolliri, 60 anni, diacono e commendatore dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, un ordine laico istituito nel 1009 per rafforzare la pratica di vita cristiana e di fedeltà al pontefice. La commenda gli è stata assegnata 5 anni fa. Da oltre 10 anni è l’amministratore delegato della Portovesme srl e unanimamente gli si riconosce il merito di aver saputo condurre, anche nei momenti di tempesta, la barca della metallurgia sarda. Con Puddu ha avuto rapporti di odio e amore per l’instabilità dei comportamenti del politico che dai banchi dell’opposizione si è sempre proposto come ambientalista intransigente; da sindaco si è invece mostrato accondiscendente e disponibile. Perché si sia ammorbidito lo si suppone dagli atti dell’inchiesta. Siccome una piombo e zinco non sono ingredienti di pasticceria, la presenza di emissioni di inquinanti in atmosfera e nel suolo sarebbero stati usati da Adriano Puddu come arma di ricatto. Poi, di fronte all’affare dei terreni ex Sarda Invest srl, il sindaco immobiliarista, dopo aver fallito la manovra di venirne in possesso gratis attraverso persone di suo gradimento, lancia l’idea all’ad della Portovesme srl. A provare il giro di tangenti, sostiene la Procura, c’è l’incasso da parte di Puddu di 9050 euro.

  8. Occhio nudo
    gennaio 29, 2012 alle 4:37 pm

    Quello che si legge sui giornali è sconvolgente, sopratutto perchè a questo personaggio è stata data la possibilità di fare il tiranno senza alcun freno. Se anche la questione della prostituzione venisse accertata, con la collaborazione dell’assessore ai servizi sociali, avrebbe raggiunto il livello più basso mai toccato da un amministratore pubblico, altro che mafia.

  9. Nora Gugume
    gennaio 31, 2012 alle 6:38 pm

    Lolliri cavaliere del santo sepolcro di Gerusalemme? Ricordate le logge massoniche Palermitane legate a Sindona e alla mafia ? Ricordate i cavalieri di Malta (Olivi.Gelli) ? Ricordate le logge coperte e segrete della P2? Ricordate Bisignani ? Ricordate Flavio Carboni? Ricordate Berlusconi?
    Ricordate i felloni dei servizi deviati ? Ricordate Gladio e Cossiga ? Bè,non è cambiato niente. Piazzare i peggiori individui nei centri nevralgici dello Stato è un’esigenza imprescindibile per la criminalità evoluta,dai Comuni al Parlamento . Queste sub-organizzazioni hanno un unica centrale organizzativa -(estera).

  10. Mario
    febbraio 1, 2012 alle 6:31 pm

    Nora Gugume :
    Lolliri cavaliere del santo sepolcro di Gerusalemme? Ricordate le logge massoniche Palermitane legate a Sindona e alla mafia ? Ricordate i cavalieri di Malta (Olivi.Gelli) ? Ricordate le logge coperte e segrete della P2? Ricordate Bisignani ? Ricordate Flavio Carboni? Ricordate Berlusconi?
    Ricordate i felloni dei servizi deviati ? Ricordate Gladio e Cossiga ? Bè,non è cambiato niente. Piazzare i peggiori individui nei centri nevralgici dello Stato è un’esigenza imprescindibile per la criminalità evoluta,dai Comuni al Parlamento . Queste sub-organizzazioni hanno un unica centrale organizzativa -(estera).

  11. maggio 8, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 maggio 2012
    Portoscuso, l’ex sindaco indagato anche per l’eolico. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Mentre è stata fissata all’11 luglio la data del processo, con rito immediato, che vede indagato per concussione sessuale, corruzione e abuso d’ufficio l’ex sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, si apre anche un nuovo filone di indagini che nasce come costola dell’inchiesta principale. L’indagine, avviata dal pubblico ministero Daniele Caria, riguarda la realizzazione di impianti eolici su terreni comunali a Portoscuso. Lo scenario vedrebbe un’inversione di rotta repentina, da parte dell’allora sindaco Adriano Puddu, rispetto alle procedure tenute precedentemente dall’amministrazione comunale. La concessione di terreni per i parchi eolici si divide, a Portoscuso, in due momenti: prima del 2007 e dopo il 2007. Fino al 2007, secondo quanto emerso dalle prime verifiche disposte dal magistrato, i terreni per l’edificazione di parchi eolici erano stati affidati dall’amministrazione comunale all’Enel o a società ad essa collegate, secondo corrette procedure di selezione e di valutazione di impatto ambientale. Una linea che, a partite da quell’anno, subì un cambiamento di rotta. Altre aree, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica, vennero assegnate, per la costruzione di impianti eolici, a una serie di piccole società nate per l’occasione, senza nessun tipo di gara pubblica o di procedure di valutazione di impatto ambientale. Tutte le società beneficiarie dei terreni vennero in seguito acquistate da Enel. L’ipotesi principale sulla quale si muoverebbe l’autorità giudiziaria e che ha dato via al ramo bis dell’inchiesta sull’operato di Adriano Puddu, nella sua veste di sindaco di Portoscuso, è che le piccole società titolari delle concessioni facessero capo in qualche modo al sindaco stesso, il quale avrebbe tratto un vantaggio economico dalla cessione all’ente elettrico delle piccole aziende concessionarie. La procura della Repubblica di Cagliari ha disposto ulteriori indagini, affidandole al nucleo investigativo del Corpo forestale, coordinato dal commissario Ugo Calledda.

  12. gennaio 4, 2013 alle 2:54 pm

    pulpiti e prediche.

    da L’Unione Sarda on line, 4 gennaio 2013
    Portoscuso, l’ex sindaco Puddu in radio: “Nel Sulcis clientelismo e nessuna etica”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/300255

  13. marzo 25, 2015 alle 2:59 pm

    da L’Unione Sarda, 25 marzo 2015
    PORTOSCUSO. Comune chiamato in causa dalla società proprietaria dei terreni
    Usi civici, una disputa in piedi da mezzo secolo. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150325110950.pdf

  14. gennaio 25, 2016 alle 5:40 pm

    A.N.S.A., 25 gennaio 2016
    Pm, condannare ex sindaco Portoscuso.
    Sotto processo a Cagliari per voto di scambio e pretese sessuali: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/01/25/pm-condannare-ex-sindaco-portoscuso_188b085c-d0ac-4195-9468-866bd1d906ae.html

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