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Cari Comuni, che fate contro l’abusivismo edilizio?


Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

 

Vecchia storia: i Comuni hanno poca voglia di verificare le costruzioni in odore di abusivismo edilizio, ancor meno voglia di eseguire in via amministrativa gli ordini di demolizione contenuti nelle sentenze penali passate in giudicato.   E’ vero, spesso il personale a disposizione è scarso e ancora più scarsa è la disponibilità della Regione autonoma della Sardegna a fornire supporto professionale e materiale. Assolutamente nulla la volontà di eseguire interventi sostitutivi

Qualche volta, però, sono proprio i Comuni il primo baluardo difensivo per l’abusivismo edilizio.

Sono tutti compiti previsti dalla legge, qui è disponibile un dossier in materia.

Ci pensa, ancora una volta, la magistratura.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2012

Abusi edilizi, l’ultimatum della Procura. Uffici tecnici a rilento e sentenze di demolizione mai eseguite: cinque Comuni nei guai. Una quarantina i casi nel mirino Dirigenti e funzionari convocati in tribunale dal pm Riccardo Rossi. Giampiero Cocco

OLBIA. Nel mirino della procura gallurese sono entrate le case coloniche e le villette sul mare, e poi le piscine, terrazze, dependance e quant’altro realizzato abusivamente, denunciato dalle diverse forze dell’ordine e che non è stato ancora possibile definire – nel bene o nel male – sotto l’aspetto giudiziario. Il sistematico “disinteresse” alle richieste di verifiche e chiarimenti disposte dalla magistratura mostrato dagli uffici tecnici dei comuni di Loiri Porto San Paolo, Olbia, Palau, La Maddalena e Santa Teresa, ma anche i ritardi nel far eseguire o disporre le diverse sentenze di demolizione o di ripristino dei luoghi – nonostante la esecutività sancita da giudici o tribunale su almeno una decine di casi trattati e definiti – è il nuovo fronte di accertamento avviato dalla procura della Repubblica.
 Che ieri, rompendo ogni indugio, ha deciso di intervenire con il pugno di ferro chiedendo lumi direttamente ai responsabili degli uffici tecnici delle amministrazioni interessate (cinque, in tutta la Gallura) e imponendo alla polizia locale, che si occupa di irregolarità urbanistica e vigilanza ambientale, di procedere con la dovuta celerità a “notiziare” come si dice in gergo, l’autorità giudiziaria.
 A rendersi conto che c’erano una quarantina di casi non ancora definiti è stata la sezione di polizia giudiziaria addetta agli abusi edilizi della procura della Repubblica, nella quale lavorano un vigile urbano, Annalisa Diana, e l’ispettore del corpo di vigilanza ambientale regionale Gianluca Spano.
 Le loro ripetute richieste di documentazione o accertamenti inviate ai diversi comuni, negli ultimi tre anni, sono cadute nel vuoto.
 Sin quando a metterci mano non è stato il sostituto procuratore della Repubblica Riccardo Rossi, che ieri ha convocato in Procura i capi degli uffici tecnici e i comandanti della polizia municipale delle amministrazioni inadempienti.
 Le disposizioni impartite dal magistrato al gruppo di tecnici e vigili urbani sono state chiare e incontrovertibili. Dare risposte, entro un lasso di tempo (il più breve possibile), onde evitare incriminazioni per i pubblici ufficiali.
 La corsa contro il tempo è già cominciata, e i fronti su cui operare sono diversi. In alcuni casi si tratta di dar corso alle demolizioni dei manufatti dichiarati abusivi con sentenza passata in giudicato, in altri di procedere agli accertamenti (documentali e sul terreno) delle presunte violazioni denunciate, e infine di chiarire, affinchè il fascicolo processuale possa avere il suo corso, se per diverse e presunte irregolarità edilizie vi sia o meno la possibilità di un intervento in sanatoria. Dopo la convocazione in Procura i capi degli uffici tecnici sono corsi nei rispettivi Comuni per verificare di persona le richieste ancora pendenti, mentre la polizia urbana è già pronta a mettere in atto le sentenze esecutive.
 

 

Cabras, rustici edilizi nel Sinis

Accordo tra la Procurae la facoltà di Fisica di Cagliari per sfruttare le immagini dal cielo. Il satellite per svelare i reati.  Nuova frontiera nella lotta contro l’abusivismo edilizio.  Il territorio sarà monitorato Tempi duri anche per la coltivazione di piante per la droga e per chi inquina. Enrico Carta
ORISTANO. La lotta all’abusivismo edilizio comincia dall’alto. Da molto in alto. Occhi molto attenti e lontani decine di migliaia di chilometri da ora si affiancano a quelli più vicini di chi vigila sul territorio per impedire abusivismo edilizio, inquinamento e coltivazione di droga.
 L’accordo di collaborazione siglato tra la procura della Repubblica e il dipartimento di Scienze della terra della facoltà di Fisica dell’università di Cagliari, consentirà infatti di usare gli occhi dei satelliti per monitorare dall’alto il territorio. La collaborazione con l’università si rende necessaria perché lì esiste il personale capace di elaborare la serie di dati che il satellite invia e che altrimenti sarebbero di difficile interpretazione.
 Il satellite è infatti in grado di monitorare il territorio dall’alto garantendone una veduta d’insieme e nel dettaglio. Diventa così più semplice andare a scoprire certi tipi di reati, legati in particolare alla modifica dello stato dei luoghi. In prima battuta sarà più facile la lotta all’abusivismo edilizio e all’inquinamento ambientale, anche se in provincia non sono presenti grosse realtà industriali, per cui i fenomeni di inquinamento sono abbastanza limitati. Dall’alto e con la precisione che solo i satelliti possono avere si fa più dura anche la vita per chi pratica coltivazioni illegali di piante dalle quali si ricavano poi le droghe. Non esageratamente diffusa in provincia, la coltivazione di cannabis ha comunque preso piede come in altre parti dell’isola dove viene praticata però in maniera assai più intensiva.
 Ebbene, il satellite, che è in grado di fermare il proprio obiettivo e regalare dettagli sino a venti centimetri di distanza dall’oggetto interessato dall’osservazione sarà un’arma in più a disposizione di chi indaga e cerca di prevenire e contrastare i reati.
 Gli strumenti sin qui a disposizione erano quelli classici, ma la procura oristanese, dove in particolare si occupano di abusivisimo edilizio i magistrati Andrea Padalino Morichini e Armando Mammone, ha deciso di sfruttare tutti i vantaggi che la tecnologia offre.
 Il paragone che viene da fare immediatamente è quello con uno dei siti più utilizzati per le vedute aeree dal satellite, ovvero Google Maps. In questo sito però non tutto è visibile e spesso le immagini vengono trattate per cui non sarebbero utilizzabili nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria. Serve quindi chi sappia leggerli e interpretarli. Ecco allora la mano tesa con la facoltà cagliaritana di Fisica e i professori Marini e Anedda. Il dipartimento di Scienze della terra ha la disponibilità di un drone, ovvero un robot in grado di decriptare al meglio i dati che il satellite manda e di tradurli in immagini.
 Ovviamente è la procura a dare le indicazioni sulle zone di territorio da esaminare e ogni quindici giorni, al passare del satellite, l’università darà le proprie indicazioni e stabilirà se ci sono state delle modifiche. Per alcune inchieste già in corso, la collaborazione con l’università è già partita. Per l’abusivismo potrebbe essere un duro colpo difficile da parare.

Teulada, demolizione parte abusiva Baia delle Ginestre (2001)

(foto C.F.V.A., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. gennaio 19, 2012 alle 8:22 am

    Spero che il raggio di azione del magistrato Riccardo Rossi si allarghi e arrivi anche nel Comune di trinità d’agultu

  2. gennaio 19, 2012 alle 2:53 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2012
    L’indagine della procura. Abusi edilizi, 68 fascicoli «dimenticati».

    OLBIA. Sono sessantotto i fascicoli processuali che attendono una definizione e per i quali la procura della Repubblica ha sollecitato interventi immediati ai capi degli uffici tecnici di cinque comuni galluresi. La maglia nera del disinteresse nel campo dell’abusivismo edilizio spetta al Comune della Maddalena, con ben 32 procedimenti “dimenticati” negli scaffali dell’ufficio Tecnico. Segue Il Comune di Olbia, con 17 casi, e poi i Comuni di Loiri Porto San Paolo, Santa Teresa e Palau, che debbono trattare una media di otto cause ciscuno. Un “disinteresse” che la dice lunga sul malvezzo che ormai da troppo tempo viene applicato negli uffici tecnici comunali, che non hanno dato risposte alla magistratura nonostante tre solleciti scritti. «Il quarto sarà un avviso di garanzia per omissione in atti d’ufficio», fanno sapere i portavoce della Procura, mentre il sostituto procuratore della Repubblica che sta seguendo lo scandaloso caso, Riccardo Rossi, si trincerà dietro uno stizzito “no comment”. I tempi necessari per ottenere le risposte e per predisporre, nei casi previsti, le ordinanze di demolizione sono strettissimi. I reponsabili della polizia locale dei cinque Comuni interessati hanno garantito il loro impegno al magistrato inquirente, e ora non resta che attendere che ruspe e computer entrino in azione. A rendersi conto che le disposizioni di diverse sentenze restavano ineseguite (senza la minima giustificazione) e che molti fascicoli processuali aperti contro l’abusivismo edilizio sulle coste galluresi non potevano essere definiti per l’assenza degli accertamenti e verifiche richieste, e mai eseguite dagli uffici tecnici comunali, sono stati gli addetti al settore urbanistico della Procura temnpiese, un vigile urbano e un ispettore del corpo forestale. Dopo i ripetuti solleciti, ai quali non è mai stata data risposta, è seguita la convocazione ufficiale davanti al magistrato dei responsabili degli uffici tecnici. Il quale ha spiegato, senza troppi giri di parole, che le richieste della magistratura sono ordini e non banali lettere delle quali si può ignorarne il contenuto. Della serie uomo avvisato, mezzo salvato. (g.p.c.)

  3. Tada Suni
    gennaio 20, 2012 alle 7:35 PM

    La fabbrica dell’abusivismo è SEMPRE dentro i Comuni. Le complicità tra gli amministratori
    e abusivisti è una costante . Chi dovrebbe controllare? L e “Polizie Urbane ” preferiscono sottostare ai voleri di chi gli ha assunti piutosto che tutelare la legge. La Magistratura e le altre Polizie ? Impegnate con la criminalità, pericolosissima, dei ladri di focacce e di ortaggi.
    L’oro griggio-il cemento- e il facile guadagno illecito , hanno minato dalle fondamenta la vita pubblica portando questa Nazione al totale fallimento morale e materiale.

  4. gennaio 20, 2012 alle 10:39 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 gennaio 2012
    Loiri Porto San Paolo. L’inchiesta sull’edilizia «selvaggia» in Gallura. Inzaina: «Solo piccoli abusi». Il Comune nella lista nera della procura, il sindaco si difende. (Tiziana Simula)

    LOIRI PORTO S.PAOLO. Verande che conquistano improvvisamente nuovi metri quadri, stanze che si allargano, passaggi pedonali e scivoli in cemento realizzati senza la minima autorizzazione. Sono questi gli abusi edilizi più ricorrenti scovati dalla squadra antiabusi istituita già da tempo dal Comune, insieme all’ufficio tecnico comunale e alla polizia locale con compiti di polizia giudiziaria, «squadra che – spiega il sindaco Giovanni Inzaina – garantisce un puntuale controllo del territorio, dove si registrano sì piccole irregolarità, ma non c’è un allarme abusivismo».
    A finire nel mirino della squadra antiabusi, soprattutto cittadini col vizietto del metro quadro in più: «ampliamenti di verande e stanze, realizzate senza le necessarie autorizzazioni, rappresentano l’abuso più diffuso nel nostro comune», conferma il comandante della polizia municipale e responsabile dell’area di vigilanza, Giuseppe Folino, impegnato in prima linea nell’attività.
    Nei giorni scorsi, Loiri Porto San Paolo, insieme ad altri quattro comuni galluresi (Olbia, La Maddalena, Santa Teresa e Palau), ha ricevuto l’ultimatum della Procura, che ha sollecitato interventi immediati da parte dei capi degli uffici tecnici e della polizia locale che si occupa di irregolarità urbanistica e vigilanza ambientale su 68 fascicoli processuali ancora in attesa di definizione. Cinque, quelli che riguardano il comune di Loiri Porto San Paolo. «Quattro sono già definiti, ma c’è stato da parte nostra una ritardo nella comunicazione alla Procura -, chiarisce il comandante Folino -. Si tratta anche in questi casi, di ampliamenti di verande e di realizzazioni di scivoli e di passaggi pedonali su aree demaniali, per i quali è stato fatto ricorso alla sanatoria e al condono. Nel caso del passaggio pedonale, un tratto di cinquanta metri che fiancheggia il Rio la Toa a Porto San Paolo, l’area è stata sdemanializzata e acquisita al patrimonio del Comune. Resta aperto un solo procedimento: un’attività commerciale a Porto San Paolo che ha realizzato numerosi manufatti abusivi».
    I controllori del mattone selvaggio hanno già stilato il bilancio del 2011. Nell’attività di vigilanza sono stati stanati otto abusi edilizi, per i quali sono scattate l’ordinanza di demolizione e la comunicazione di reato alla Procura. Tra questi, un caso di abuso totale: un’abitazione costruita nell’agro, già sotto procedimento penale.

  5. gennaio 21, 2012 alle 5:19 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 gennaio 2012
    Nuovi sequestri preventivi a Orrì. Tortolì, blitz della Finanza in Comune per combattere l’abusivismo. (Lamberto Cugudda)

    TORTOLÌ. Potrebbero ripartire a breve termine i sequestri preventivi – che vennero disposti, a partire dalla mattinata dell’8 luglio dello scorso anno, dal procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi – di abitazioni al mare che sarebbero state realizzate in lottizzazione abusiva di area agricola, così come venne contestato, lungo tutta la zona del litorale di Orrì? Ieri mattina, due uomini della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax, comandata dal tenente Ciro Sannino, intorno alle ore 10,45 si sono recati nella sede municipale, pare negli Uffici tributi. E qui potrebbero avere verificato quante persone, lungo il litorale di Orrì, stiano effettivamente pagando l’Ici e i tributi dovuti per il servizio di nettezza urbana e quant’altro. Tutto questo potrebbe servire per un’attenta verifica preliminare a un nuovo e sempre più minuzioso “ricontrollo” lungo tutto il litorale di Orrì, di circa otto chilometri. Potrebbero quindi ipotizzarsi nuovi sequestri preventivi di altre abitazioni realizzate lungo il sopracitato litorale, sempre in lottizzazioni abusive in area agricola? Nell’ultima decade del mese di agosto dello scorso anno, quando gli uomini della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax (guidati dal tenente Ciro Sannino), insieme ai loro colleghi della sezione navale di Arbatax della stessa Gdf (al comando del luogotenente Rocco Montagna), terminarono la prima tranche di sequestri preventivi, questi pare fossero arrivati a poco meno di 200. L’“Operazione il Golfetto” – si tratta della parte terminale del litorale di Orrì, in direzione della zona costiera di Cea – così come denominata, vide gli uomini della Guardia di finanza di terra e di mare di Arbatax, impegnati nel notificare i sequestri preventivi relativi a buona parte di costruzioni relative al mappale numero 19. Se ora si dovesse riprendere, si ripartirebbe dalla “parte alta” (verso la collina) delle costruzioni relative allo stesso mappale, per poi passare a quello numero 20. Da segnalare che, il 1º agosto, il tribunale del riesame accolse il ricorso di 18 proprietari contro il sequestro preventivo delle loro villette nella zona compresa proprio fra il Golfetto e la spiaggia denominata Foxi Lioni.
    La vasta operazione, come già detto, partì dalla zona di Foxi Lioni, per poi proseguire in direzione sud, fino al Golfetto, e quindi tornare indietro, in direzione nord, verso la cosiddetta “spiaggetta dei milanesi”.

    • gennaio 22, 2012 alle 1:26 PM

      da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2012
      Tortolì. Il nuovo blitz della Finanza negli uffici comunali fa scattare la paura di nuovi sequestri preventivi a Orrì. Il Puc fa sperare una parte degli abusivi. Cannas: riscritte le regole, chi avrà interesse potrà chiedere il risanamento. «Tavolo con Regione, Tutela del paesaggio, Soprintendenza e altri».

      TORTOLÌ. Operazione il Golfetto: dopo gli accertamenti di venerdì in municipio, pare nell’Ufficio tributi, di due uomini della Finanza di Arbatax, per molti proprietari di abitazioni realizzate lungo il litorale di Orrì è tornata la paura di nuovi sequestri. A fine agosto se ne contarono 200, notificati dalle Fiamme gialle sulla base di quanto disposto dalla Procura. Ieri, l’assessore all’urbanistica ha fatto il punto sulla situazione: il Puc potrebbe aprire la strada a piani di risanamento.
      Il reato che venne ipotizzato dalla Procura è quello di lottizzazione abusiva di area agricola. Secondo il pm, quindi, le case al mare sarebbero state costruite in terreni agricoli in aree sottoposte a vincolo paesaggistico all’interno della fascia di 300 metri dal mare. Il primo blitz, con i primi sequestri preventivi notificati, si registrò l’8 luglio dello scorso anno. Ma già due mesi prima, dal 18 maggio, nella prima parte dell’“Operazione il Golfetto”, sempre sulla base di un provvedimento della Procura di Lanusei, dalle Fiamme gialle vennero individuati i proprietari di un centinaio di abitazioni realizzate a Orrì. La prima tranche andò avanti con la notifica proprio agli stessi 103 proprietari di abitazioni realizzate nella zona compresa fra il Golfetto (punta estrema, verso sud, del litorale di Orrì) e la zona della spiaggia di Foxi Lioni. Poi si proseguì verso la zona della “spiaggetta dei milanesi” (in direzione nord). Tutti i sequestri preventivi notificati dagli uomini della Gdf fanno riferimento ad abitazioni comprese nel mappale 19.
      L’assessore comunale all’Urbanistica, l’indipendente Massimo Cannas, ieri mattina ha fatto il punto su quanto fatto dall’ente locale rispetto alla situazione registratasi nel litorale di Orrì (lungo otto chilometri) in seguito alla notifica dei sequestri preventivi delle abitazioni che sarebbero state realizzate in lottizzazioni abusive di area agricola. «In primis – afferma Massimo Cannas – un mese e mezzo fa, ovvero ai primi di dicembre dello scorso anno, imviammo un ulteriore sollecito per un incontro alla Regione a gli altri enti pianificatori. Tutto questo anche perché, dopo il tour de force delle cinque sedute che dedicammo all’esame delle oltre 170 osservazioni al Piano urbanistico comunale (Puc) adottato dalla precedente amministrazione comunale nella passata legislatura, sulla base di quelle che vennero accolte dalla nostra assemblea civica, il nostro ufficio di Piano sta procedendo a riscrivere delle regole». L’assessore comunale all’Urbanistica rivelare ancora che «sulla base di queste, ci sarà un tavolo tecnico fra noi, la Regione, l’Ufficio tutela del paesaggio, la Soprintendenza e altri enti pianificatori, per valutare il tutto. Quando tutto sarà “normato”, chi avrà interesse potrà richiedere un Piano di risanamento o di riqualificazione».

  6. febbraio 1, 2012 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2012
    In quell’area erano state bloccate nel 2008 quaranta baracche costruite illegalmente. Case-roulotte abusive sulla costa di Chia: la Forestale sequestra tre lotti di terreno. Violato il vincolo paesaggistico in un’area agricola.

    CAGLIARI. E’ un’area agricola, ma ancora una volta qualcuno era impegnato a trasformarla in una lottizzazione. Abusiva, naturalmente. E’ stato l’intervento del Corpo Forestale di Teulada a bloccare sul nascere l’ennesimo tentativo di costruire illegalmente a Chia, in uno dei paradisi ambientali dell’isola: quattro roulotte che erano state estese con una copertura in legno, con due bagni, si trovavano in un lotto. Nel secondo spazio erano in corso lavori per modificare una veranda in un caseggiato abusivo, già accertato nel 2008 e poi trasferito a un altro proprietario. Poi ancora un edificio in legno di settanta metri quadrati, senza lo straccio di un’autorizzazione. Gli uomini della Forestale hanno sequestrato tutto in base al provvedimento firmato dal gip Giuseppe Pintore e richiesto dal pubblico ministero Giovanni Massidda. In quella stessa zona tre anni fa erano state costruite quaranta baracche abusive, trasformate a poco a poco in ville al mare. Per quella vicenda ad aprile prossimo si aprirà un processo con sessanta imputati, tutti i proprietari delle case costruite illegalmente.
    Non è la prima volta che la Forestale è costretta a intervenire per fermare quello che ormai si manifesta come un autentico assalto alla costa di Teulada e di Domusdemaria. Le costruzioni abusive spuntano come funghi, da un giorno all’altro, senza controllo. Stavolta non si tratta del solito villaggio ma di un piccolo agglomerato di casa che nelle intenzioni dei proprietari dovevano sorgere attorno alle roulotte su tre lotti di terreno privato. L’area è agricola e tutelata dal vincolo paesaggistico, come dire che non può essere piazzato un solo mattone.
    Il tentativo, a quanto sembra, era di andare avanti pian piano: oggi una tettoia, domani una veranda, fino a realizzare piccole abitazioni. I lotti erano tutti collegati alla rete elettrica per uso agricolto mentre gli scarichi portavano a fosse settiche.
    Ora l’inchiesta giudiziaria aperta in base all’intervento dei forestali andrà avanti per accertare i passaggi di proprietà avvenuti all’interno della lottizzazione abusiva e verificare le eventuali responsabilità.

  7. febbraio 2, 2012 alle 2:42 PM

    da La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2012
    Caccia agli abusi edilizi: nella rete dei carabinieri finiscono dodici persone.

    SANT’ANTONIO. I carabinieri scoprono una pioggia di abusi edilizi nel paese. Oltre 12 persone sono state denunciate dai militari dopo una attenta attività di intelligence. L’operazione è ancora in corso e le forze dell’ordine fanno capire che è solo l’anteprima, la prima parte di una operazione più vasta che viene portata avanti nella massima discrezione.
    I carabinieri della compagnia di Tempio, guidata dal capitano Giovanni Bartolacci, hanno in queste ore passato al setaccio le carte topografiche del Comune di Sant’Antonio. E sul posto hanno verificato che quello che esisteva su carta corrispondesse alla realtà. Il risultato è stato in alcuni casi sconfortante. Diversi gli abusi rilevati dai militari, che hanno denunciato almeno 12 persone per abuso edilizio.
    L’operazione è ancora coperta dal massimo riserbo, ma i carabinieri fanno capire che nelle prossime settimane ci saranno ulteriori risvolti. Bocche cucite in caserma a Tempio. Ma le verifiche portate avanti fino a ora sono solo all’inizio e si andrà avanti in modo sistematico per verificare altre posizioni dubbie. La difesa del territorio, in modo particolare in zone ad alto pregio ambientale come Sant’Antonio diventa centrale e anche i carabinieri portano avanti controlli serrati contro i furbetti del mattone. Nelle prossime ore si chiariranno i dettagli dell’operazione che rimane ancora avvolta nel massimo riserbo.

    • febbraio 3, 2012 alle 2:46 PM

      da La Nuova Sardegna, 3 febrraio 2012
      «A Sant’Antonio niente abusi edilizi».
      Il sindaco Pittorru sull’inchiesta dei carabinieri contro dodici persone: qui l’edilizia è ferma, forse si tratta di una questione di autorizzazioni.

      SANT’ANTONIO. «Non mi risulta che nel nostro Comune esistano abusi edilizi»: così il sindaco di Sant’Antonio di Gallura, Angelo Pittorru, commenta la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte dei carabinieri della compagnia di Tempio, guidata dal capitano Giovanni Bartolacci, nei confronti di oltre una dozzina di persone accusate di abuso edilizio. Per il primo cittadino del piccolo centro dell’Alta Gallura «probabilmente si parla di un falso allarme, di un’indagine che verte su qualche autorizzazione mancata piuttosto che su una concessione: il territorio di Sant’Antonio – dice con sicurezza – è completamente sotto controllo. D’altronde – si chiede – che razza di abusi possono mai esserci in una zona come questa, nella quale per giunta l’edilizia è anche ferma?».
      Ma i carabinieri proseguono l’operazione, portata avanti nella massima discrezione al termine di un’attenta attività di intelligence, e che potrebbe essere solo la prima parte di un’inchiesta destinata a interessanti sviluppi sul medio-lungo termine. I militari hanno naturalmente bussato anche alle porte dell’amministrazione del paesino, come conferma anche il sindaco Pittorru, che però non si mostra preoccupato della possibile evoluzione della vicenda, bensì sicuro che tutto si risolverà in una bolla di sapone. Sembra però che i carabinieri abbiano già rilevato l’esistenza di diverse irregolarità, ma l’indagine muove solo i primi passi e gli investigatori non fanno i nomi delle persone coinvolte. In ballo c’è anche la lotta contro l’aggressione alle bellezze naturali di una zona ancora non intaccata dal mattone come altre realtà galluresi. (apal.)

  8. febbraio 4, 2012 alle 2:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2012
    Caso Patron di Corru. Avviso di garanzia al dirigente del Comune. Zanda diserta l’interrogatorio.

    OLBIA. Non si è presentato all’interrogatorio fissato dal magistrato Elisa Calligaris di prima mattina. Il dirigente del Comune Antonello Zanda, difeso dall’avvocato Jacopo Merlini, ha preferito per ora disertare l’incontro con gli inquirenti. Zanda è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso di ufficio nell’inchiesta sulle villette di Patron di Corru. Tra gli indagati anche l’ex presidente del consiglio Tonino Pizzadili. La Procura di Tempio ha aperto una inchiesta sul frazionamento di 60 ettari tra Olbia e Arzachena, in cui sono nate oltre 30 case. Zanda secondo la procura non avrebbe vigilato in modo adeguato.
    L’avvocato ostenta grande tranquillità. «Siamo sereni – spiega Merlini -, il mio assistito ha fatto più di quello che doveva fare. La scelta è stata di non presentarsi e avvalersi della facoltà di non rispondere». Zanda prima di firmare qualsiasi carta ha ottenuto un parere da parte dell’ufficio legale del Comune sulla legittimità di quegli atti. Per questo il dirigente, che ora non è più all’Urbanistica, ma all’ambiente, è sicuro di avere agito nella massima trasparenza. Sulla carta le concessioni, rilasciate quando era necessario possedere un ettaro per poter costruire, e tutti i proprietari dei terreni avevano appezzamenti oltre l’ettaro, sono state rilasciate nel pieno rispetto delle regole. A essere finita sotto la lente di ingrandimento è tutta la lottizzazione nel suo complesso. La vicenda è complicata, perché su questa si innestano anche alcuni ricorsi al Tar presentati dai privati che in controversie tra vicini avevano messo in dubbio la legittimità delle concessioni. L’inchiesta partita a giugno del 2011 si è ora spostata nei palazzi del Comune alla ricerca di ulteriori carte che rischiano di allargare l’inchiesta e coinvolgere altri big del Palazzo.

  9. febbraio 17, 2012 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 17 febbraio 2012
    Abusi a Lu Cappottu: 40 imputati. A processo per una lottizzazione senza licenze in zona vincolata. L’area da dieci ettari era stata divisa in diciannove lotti nel 2000 poi venduti ad altrettanti acquirenti. (Elena Laudante)

    PORTO TORRES. Sono oltre quaranta le persone sotto processo per la lottizzazione, considerata abusiva dagli inquirenti, di Punta Lu Cappottu. Ieri mattina alcuni degli imputati sono comparsi davanti al giudice monocratico del Tribunale, Marina Capitta, per una delle prime udienze. L’area era stata sequestrata dal Corpo Forestale nel 2008, per presunte irregolarità scoperte nel 2007 e che potrebbero essere prescritte prima di arrivare al verdetto di secondo grado in Appello. Ma se il decorso del tempo può far estinguere accuse e processo, se le opere venissero comunque dichiarate abusive saranno confiscate, quando una eventuale sentenza di prescrizione o condanna sarà passata in giudicato. Tra le accuse, quella di aver frazionato l’area di 10 ettari poco fuori Porto Torres, in 19 lotti da 5mila metri quadri ciascuno, come se fosse edificabile mentre lo strumento urbanistico vigente non avrebbe consentito di mettere un mattone.
    La divisione risale al 14 giugno 2000. Secondo le indagini, per caratteristiche, numero, ubicazione e dimensione, e stando ad elementi riferiti dagli estessi acquirenti, i lotti erano destinati alla costruzione di opere proibite. Tra i presunti abusi casotti in lamiera, piccole abitazioni nate su basamenti in mattoni che poi crescevano con recinzioni in muratura e reti metalliche. In alcune gli investigatori della Forestale avevano trovato pavimenti in terracotta e impianti di illuminazione che non potevano lasciare spazio a dubbi: erano case a tutti gli effetti. Sotto accusa anche opere come strade e impianti fognari o elettrici non autorizzati. E senza nulla osta dell’Ufficio tutela del Paesaggio, indispensabile perché quella zona sarebbe sottoposta a vincolo.
    Gli imputati sono: Costantino Demuru, 44 anni, Emanuela Deriu, 44, Gian Mario Doneddu, 48, Patrizia Careddu, 43, Giuseppe Serra, 50, Francesca Pilo, 50, Giovanni Errico, 50, Maria Carmela Zara, 44, Pietro Bassetta, 79, Maria Fadda, 75, Francesca Bassetta, 49, Raimondo Zanda, 46, Luigi Piras, 34, Salvatore Amoroso, 52, Giorgina Serra, 47, Antonio Usai, 61, Assunta Piu, 54, Luigino Nonna, 62, Nina Putzolu, 52, Vittoria Bassetta, 44, Giovanni Demuro, 73, Angelica Sechi, 43, Antonio Bazzoni, 86, Salvatore Bazzoni, 73, Pietro Piras, 56, Giuseppe Piras, 55, Gavina Piras, 47, Aldo Cermelli, 39, Giacomo Salaris, 44, Maria Laura Derrù, 41, Giuseppe Cau, 52, Gian Luigi Fiorentino, 43, Monica Grezza, 44, Luca Azzarelli, 36, Christian Azzarelli, 34, Maurizio Colopristi, 58, Antonello Dessì, 42, Alfonso Congiu, 64, Rita Falchi, 57, Alberto Cermelli, 34 anni, difesi dagli avvocati Pierluigi Carta, Mariano Mameli, Paolo Spano.
    Le indagini era state effettuate dal Corpo Forestale di Sassari ed avevano portato, nel 2008, all’esecuzione di una misura cautelare, il sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari, chiesto dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu.
    Chiusa l’inchiesta il pm aveva citato tutti i quaranta imputati a giudizio, con la prima udienza fissata per il 15 aprile 2011. Poi di rinvio in rinvio a causa di difetti di notifiche e altri impedimenti si è arrivati all’udienza di ieri, con l’audizione di un agente della Forestale. Il processo è stato rinviato.

    • febbraio 18, 2012 alle 11:00 am

      da La Nuova Sardegna, 18 febbraio 2012
      Quaranta imputati a processo per lottizzazione abusiva. Punta Lu Cappottu, la difesa: «Mai costruito».

      PORTO TORRES. «Siamo imputati ma non ci sentiamo tali perché in quella campagna non ci abbiamo messo neppure un chiodo».
      Non ci stanno proprio a passare per cementificatori di Punta Lu Cappottu, vicenda che vede quaranta persone a processo per lottizzazione abusiva. «Siamo stati fra i primi a comprare quelle “campagnette” – spiegano tre imputati – e sia il vecchio proprietario sia il notaio ci aveva avvertiti che non avremmo mai potuto costruire neppure un muretto. A noi interessava solo aveva una campagna dove metter su una vigna o un oliveto e per questo anche i picchetti che delimitano i terreni non sono stati cementati alla base».
      Sono consci che non tutti si sono comportati correttamente «e chi ha sbagliato dovra assumersi le proprie responsabilità ed, eventualmente, pagare». Ma intendono ribadire la loro estraneità ai fatti contestati dal Corpo forestale regionale e si dicono fiduciosi nell’operato della magistratura: «Siamo certi – concludono – che saranno individuati gli eventuali responsabili, e riconosciuta la nostra innocenza».

  10. febbraio 21, 2012 alle 2:45 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2012
    Il villaggio sotto sequestro. La Cassazione: sigilli confermati a Patron di Corru. La suprema corte rigetta le istanze di diversi proprietari.

    ROMA. La Corte di Cassazione ha rigettato, ieri, il ricorso di alcuni dei proprietari delle villette realizzate abusivamente nella lottizzazione di “Patron di Corru” e delle quali chiedevano il dissequestro. La decisione è stata notificata ai legali e alla Procura della Repubblica che, con questo atto, vede confermato l’impianto accusatorio che aveva portato nel settembre 2011 al sequestro dell’intero villaggio vacanze.
    Il caso giudiziario, che vede iscritti sul libro degli indagati oltre cinquanta tra amministratori e proprietari, prese avvio con il sequewstro penale disposto dalla procura di Tempio nel giugno dello scorso anno. I rangers della forestale chiusero il condominio agreste di “Patron di Corru”, con vista sul golfo di Cugnana, dov’erano state realizzate una ventina di villette e altrettante dependance trasformate in mono e bi locali, con annesse piscine e frutteto. L’inchiesta sulla lottizzazione abusiva di 60 ettari frazionati in micro lotti venne portata avanti dagli uomini del corpo forestale regionale diretti dal capo dell’ispettorato di Tempio, Giancarlo Muntoni, un’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Elisa Calligaris. Nel libro degli indagati finirono professionisti e uomini politici e due imprenditore bergamaschi, i fratelli Francesco e Giuseppe Losciuto. I quali, forti delle procure speciali conferite loro dall’amminitratore della società, Giuseppe Carlo Sini, avevano pensato di mettere a frutto quei sessanta ettari destinati ad attività agricole dove al massimo si potevano produrre prodotti tipici. Tra gli indagati ci sono Tonino Pizzadili, Pdl, la moglie Annamaria Manca e l’ex consigliere comunale dell’Udc Antonello Ruda. Ultimo della lista l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale Antonello Zanda (difeso dall’avvocato Jacopo Merlini), che secondo la Procura non avrebbe vigilato in modo adeguato su quanto si stava realizzando a “Patron di Corru”.
    L’ex capo dell’urbanistica olbiese non si è presentato all’interrogvatorio fissato dal magistrato, in attesa di conoscere i capi d’accusa per i quali è stato indagato.

  11. febbraio 23, 2012 alle 7:53 PM

    dal sito web istituzionale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale

    Provincia di Cagliari. Accertamenti sulle trasformazioni urbanistico-edilizie. (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=188670&v=2&c=4577&idsito=19)

    Il costante monitoraggio del territorio e gli accertamenti sulle attività di trasformazione urbanistico-edilizia che si svolgono in aree agricole, soprattutto in ambito costiero e a vincolo paesaggistico, portano il Corpo forestale ad accertare e denunciare all’Autorità Giudiziaria numerosi abusi edilizi.
    Questo il resoconto di alcune operazioni svolte nella provincia di Cagliari nel mese di gennaio appena trascorso.

    Territorio comunale di Assemini.
    Il personale della Stazione Forestale di Capoterra ha eseguito il sequestro preventivo di otto villette in costruzione in zona agricola, in località Terra Maini.
    L’indagine, coordinata dal Pubblico Ministero dottor Secci, ha preso spunto dal fatto che gli edifici, non ancora ultimati, erano stati messi in vendita a scopo abitativo da diverse agenzie immobiliari.
    I controlli documentali hanno permesso di stabilire che le concessioni edilizie, rilasciate tra il 2006 ed il 2008 dal comune di Assemini, autorizzavano la costruzione di edifici ad uso agricolo, destinati alla lavorazione e allo stoccaggio di ortaggi.
    L’area, interessata dalle opere edilizie, è infatti classificata come zona E Agricola nel piano regolatore di Assemini oltre a ricadere parzialmente in zona sottoposta a vincolo dal Piano di assetto idrogeologico per rischio alluvionale.

    Durante l’ispezione dei luoghi gli investigatori del Corpo Forestale hanno accertato che non si trattava di edifici destinati all’agricoltura bensì di vere e proprie villette ad uso residenziale, ciascuna della superficie di circa 110 mq.
    Per queste ragioni si è proceduto al sequestro penale preventivo convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari dottor Castello. Sono attualmente indagate quattro persone cui è stato contestato il reato di lottizzazione abusiva.

    Territorio di Domus De Maria.
    Il personale della Stazione Forestale di Teulada ha eseguito il sequestro di tre lotti di terreno, ubicati in zona classificata E Agricola e sottoposta a vincolo paesaggistico, in cui erano in corso opere edilizie abusive.
    In uno dei lotti sono state sottoposte a sequestro anche quattro roulotte intorno alle quali si stavano realizzando manufatti varie, non autorizzati, a carattere permanente.
    Emblematico il caso in cui si stavano apportando modifiche a un caseggiato già oggetto di accertamenti nel 2008 per lottizzazione abusiva di terreni agricoli. Il caseggiato abusivo era stato venduto all’attuale proprietario che proseguiva nella realizzazione di ulteriori opere illegali.
    Il sequestro è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari dottor Pintore, le indagini sono state coordinate dal Pubblico Ministero dottor Caria. Allo stato degli atti sono indagate nove persone cui è stato contestato il reato di lottizzazione abusiva.

    Territorio comunale di Pula e Sarroch.
    Il personale della Stazione Forestale di Pula ha contestato diversi illeciti nel corso di diverse ispezioni eseguite nella giurisdizione. Particolarmente significativo il sequestro di due manufatti, in località Monte Mereu, nel territorio comunale di Sarroch. I manufatti erano stati edificati in ambito costiero sottoposto a vincolo paesaggistico. Anche in questo caso, oltre all’abuso edilizio, per i responsabili si prefigura la contestazione del reato di lottizzazione abusiva.

    Altri interventi hanno riguardato il territorio comunale di Villasimius, località Cala Santa Caterina, dove, nella fascia dei 300 metri dal mare, si stavano realizzando gli ampliamenti di volumetria di un edificio in assenza di autorizzazione, in zona sottoposta a vincolo d’inedificabilità.

    Anche nelle zone interne della provincia il Corpo ha attuato diversi controlli. A San Nicolò Gerrei e a Escalaplano sono stati individuati dei manufatti realizzati in qualità di capanni per ricovero attrezzi che, una volta ispezionati, si sono rivelati delle vere e proprie residenze costruite in zona boscata sottoposta a vincolo paesaggistico.

    Le operazioni di vigilanza e repressione degli illeciti, eseguite in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Cagliari, coordinate dal Servizio Ispettorato di Cagliari che ha supportato i reparti nello svolgimento delle indagini, sono orientate nel loro insieme alla salvaguardia del bene paesaggio.

    Un patrimonio ambientale, storico e culturale inestimabile, minacciato dagli innumerevoli interventi di trasformazione che spesso, in realtà, come le attività di indagine accertano, sono mere operazioni di speculazione edilizia.

  12. marzo 21, 2012 alle 7:32 PM

    da L’Unione Sarda on line, 22 marzo 2012
    Olbia, una banda per le sanatorie dei vip. Sulla truffa indaga la Procura di Tempio. Inchiesta della Procura di Tempio su una banda specializzata in false sanatorie su abusi edilizi realizzati in diversi immobili di Porto Rotondo e Olbia: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/258530

  13. marzo 22, 2012 alle 2:49 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 22 marzo 2012
    Stintino, il Comune nei guai per una villa.
    La costruzione è a due passi dal mare, ottenne la proroga della concessione scaduta. Altre case della lottizzazione “I Tamerici” potrebbero essere oggetto di accertamenti da parte della Procura. (Elena Laudante): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/03/22/news/stintino-il-comune-nei-guai-per-una-villa-5723020

    • marzo 23, 2012 alle 2:54 PM

      da La Nuova Sardegna, 23 marzo 2012
      Inchiesta sulla villa a Stintino: «Il Comune è parte lesa». La concessione per la casa sul mare a “I tamerici”: il sindaco Diana chiarisce la sua posizione. (Eelena Laudante)

      SASSARI. «Se c’è stato abuso nella costruzione di una villa nella lottizzazione “I Tamerici” il Comune sarà parte lesa». Il sindaco Antonio Diana esprime la posizione dell’amministrazione sull’inchiesta della procura sulla casa in riva al mare in costruzione e la relativa concessione.
      Sotto la lente dei pm ci sono i requisiti dell’autorizzazione risalente al 2006, sospesa in seguito all’apertura della prima inchiesta e poi rilasciata dopo l’archiviazione. Ma la procura è tornata a “I Tamerici”, dopo un secondo esposto che ha fatto ripartire la nuova indagine. Indagine che dovrà approfondire anche la procedura per il rilascio della concessione, che stando all’esposto presentato da un confinante è stata prorogata nonostante fosse scaduta. «Nel 2010 – si legge nel comunicato del primo cittadino – l’amministrazione aveva emesso un’ordinanza con la quale disponeva l’immediata sospensione dei lavori presso l’immobile, riservandosi di revocare la concessione edilizia rilasciata qualora l’autorità giudiziaria riscontrasse l’effettivo mancato inizio dei lavori e la conseguente realizzazione di opere in assenza di concessione», chiarisce Diana. Al vaglio degli investigatori c’è proprio quella dichiarazione di inizio lavori, che nel 2007 ha portato gli uffici comunali a rinnovare la concessione che sarebbe scaduta se il titolare non avesse dimostrato di aver già avviato il cantiere. Il proprietario aveva indicato come opera già realizzata un torrino, un deposito di materiali, che invece secondo quanto scritto dall’esponente (un architetto confinante) sarebbe stato costruito, invece, anni prima. Al corpo forestale l’esponente ha consegnato materiale fotografico per provare quanto sostenuto. Il Comune assicura di aver agito correttamente, e solo dopo l’archiviazione della prima inchiesta «il privato ha fatto istanza per riprendere i lavori», ha precisato il responsabile del Servizio edilizia privata Giuseppe Mundula.
      «Aspettiamo che sulla vicenda si pronuncino gli organi competenti – ha chiarito Diana – quindi se abuso dovesse esserci, potremmo adottare un’azione di rivalsa con richiesta danni, demolizione o acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile per trasformarla in biblioteca».

  14. aprile 8, 2012 alle 6:28 PM

    da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2012
    L’inchiesta. Per le 70 ville a Casagliana la Procura nomina un perito.

    OLBIA. La Procura mette in campo un superperito. Gli inquirenti hanno nominato un esperto, un docente di diritto in un’università della penisola, che avrà tra le mani le 70 pratiche edilizie della zona di Casagliana, che la guardia di finanza di Olbia ha acquisito negli uffici del Comune. L’indagine è partita nel 2011 con la massima discrezione. Ma era esplosa in modo clamoroso con il blitz in Comune da parte delle fiamme gialle, arrivate a Poltu Cuadu per acquisire i faldoni di 70 concessioni per costruire nella zona di Casagliana, alla periferia della città. I magistrati verificano se tra le 70 pratiche acquisite ci siano casi di lottizzazione abusiva o di abuso edilizio. Tutto ancora da accertare. Ma per divincolarsi nella selva di norme gli investigatori hanno deciso di avvalersi anche della consulenza di un superperito. In questi mesi la guardia di finanza ha portato avanti le indagini e ha passato ai raggi X le 70 concessioni edilizie, nella zona di Casagliana. Un lunghissimo elenco di edifici realizzati negli ultimi cinque anni. Il lavoro della Procura è andato avanti nel più assoluto riserbo, ma la attenzione dei magistrati è rimasta massima.Ad agosto i le fiamme gialle si erano presentate negli uffici dell’Urbanistica, incaricate dal magistrato inquirente, per acquisire l’intera documentazione dall’ufficio tecnico comunale. Ora le indagini proseguiranno con gli accertamenti tecnici e con le verifiche, immobile per immobile, sulla corrispondenza tra le opere licenziate e quelle che sono state realizzate dai proprietari. Un accertamento che impegnerà i periti e loro collaboratori per mesi. Dagli uffici della Procura non trapelano ulteriori dettagli, con molta probabilità si attende di conoscere nei dettagli i risultati dell’indagine che potrebbero dare una svolta ulteriore all’inchiesta.

  15. aprile 16, 2012 alle 2:46 PM

    da L’Unione Sarda on line, 16 aprile 2012
    Albergo di Solanas a un passo dal mare. Il pm: “Dodici stanze sono abusive”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/267354

  16. aprile 21, 2012 alle 10:14 am

    da L’Unione Sarda on line, 21 aprile 2012
    Quartu, ville abusive al Margine Rosso. Funzionari comunali tra i dieci indagati. Secondo l’accusa sarebbero stati rilasciati nulla osta e autorizzazioni in violazione della legge. La posizione più delicata riguarda due dirigenti, ai quali viene contestata la corruzione: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/268098

  17. maggio 5, 2012 alle 5:16 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 maggio 2012
    Case al posto di pascoli e alberi: 91 imputati. Processo per lottizzazione abusiva in località Busincu: sull’area agricola costruzioni in legno e mattoni. (Elena Laudante)

    SASSARI. Casette di legno, container trasformati in depositi oppure piccoli rifugi di campagna, dove trascorrere i giorni di festa. Ma tutto, su un terreno destinato alla coltivazione di eucalipti e al pascolo. Sono 91 gli imputati finiti sotto processo per lottizzazione abusiva: avrebbero trasformato un’area agricola, in località Busincu, tra Sassari e Porto Torres, in una lottizzazione. Ma senza alcuna concessione da parte del Comune. Ecco perché la Procura contesta il reato di violazione del testo unico in materia edilizia. Ieri mattina il processo è stato aperto davanti al giudice onorario Elena Barmina, che ha dovuto dichiararsi incompetente (in base al reato) e inviare il fascicolo al giudice togato. Ma per gran parte della mattina l’aula 1 al primo piano del tribunale è rimasta gremita (nella foto di Mauro Chessa) di avvocati e imputati, vista anche la programmata apertura di oltre quaranta fascicoli processuali. L’inchiesta sulla presunta lottizzazione abusiva risale al marzo 2010, quando la Forestale aveva avviato gli accertamenti su delega del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Inchiesta che aveva portato poi al sequestro dell’intera area, l’8 maggio di quell’anno. Tra i 91 imputati, quasi tutti residenti a Sassari o Porto Torres, c’è anche l’originario proprietario del terreno, Giuseppe Pintore, che aveva frazionato il fondo da 45 ettari in 79 porzioni per poi venderle. E sui fazzoletti di terra grandi quasi tutti meno di un ettaro, gli acquirenti avevano poi realizzato piccoli manufatti, depositi, talvolta case in legno, usate quasi esclusivamente come deposito oppure per pranzi o cene tra amici. Dalla prossima udienza gli avvocati – tra gli altri, Mario Pittalis, Ettore Licheri, Mariano Mameli, Antonello Urru, Giuseppe Bassu, Luigi Scarpa, Alessandro Pes, Sara Demontis – dovranno dimostrare l’innocenza dei loro assistiti.

  18. maggio 10, 2012 alle 5:16 PM

    A.N.S.A., 10 maggio 2012
    Punta Perotti, 49 milioni di euro a ricorrenti. Decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2012/05/10/Punta-Perotti-Corte-Strasburgo-49-milioni-euro-ricorrenti_6845882.html

  19. giugno 2, 2012 alle 2:09 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 2 giugno 2012
    Cagliari, sequestrati abusi edilizi sulla costa a Torre delle Stelle. Nel mirino una lussuosa villa sul mare con piscina: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/06/02/news/cagliari-sequestrati-abusi-edilizi-sulla-costa-a-torre-delle-stelle-1.5192444

    • giugno 3, 2012 alle 11:07 am

      da L’Unione Sarda, 3 giugno 2012
      Torre delle Stelle, scivoli a mare abusivi. Sequestri nella villa di Lilli Gruber: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/275750

      • giugno 13, 2012 alle 2:51 PM

        da La Nuova Sardegna, 13 giugno 2012
        Villa Gruber, sì al sequestro delle strutture. Prescritti gli abusi edilizi, la Procura procede invece per l’occupazione illegale di area demaniale. (Mauro Lissia)

        CAGLIARI. Il gip ha convalidato il sequestro preventivo richiesto dal pm Emanuele Secci per le strutture abusive scoperte dalla Capitaneria e dalla Guardia di Finanza davanti alla villa della giornalista televisiva Lilli Gruber e dei suoi due fratelli, a Torre delle Stelle. Confermato che lo scivolo a mare, la rimessa per imbarcazioni e la scalinata in cemento appartengono alla casa dei Gruber e non anche ad altre ville sul mare, il pm Secci ha accertato che l’abuso edilizio risale ai tempi in cui l’edificio era proprietà del padre della conduttrice: lei e i fratelli hanno quindi ereditato la casa con le strutture abusive, ma in questo caso il reato è ampiamente prescritto. Resta invece in piedi l’accusa di occupazione illegale di area demaniale, che è un reato contravvenzionale permanente sul quale la prescrizione non ha effetto. Se non dovesse emergere altro sarà dunque solo con questa imputazione che la Procura procederà nei confronti della famiglia Gruber e considerata l’evidenza delle prove – la semplice esistenza della struttura sulla spiaggia, in pieno demanio – il pm Secci potrebbe chiedere l’emissione di un decreto penale di condanna. Una decisione sarà assunta nelle prossime settimane, quando la Capitaneria avrà concluso gli accertamenti richiesti dal pubblico ministero. La giornalista – in una nota diffusa nei giorni scorsi – ha spiegato di aver ricevuto la casa in eredità dal padre e di non aver ricevuto alcuna contestazione. A scoprire l’abuso sono stati gli uomini della Capitaneria insieme alla Guardia di Finanza, che controllava beni di lusso per verificare eventuali evasioni fiscali

  20. giugno 10, 2012 alle 9:27 am

    da La Nuova Sardegna on line, 10 giugno 2012
    Villaggio turistico in costruzione con decine di lavoratori in nero.
    La Maddalena, tre persone denunciate e 60 mila euro di multa per 74 violazioni, è il bilancio dell’operazione dei carabinieri “Mattone sicuro”. Durante il blitz, decine di lavoratori sono scappati evitando i controlli: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/06/09/news/villaggio-turistico-in-costruzione-con-decine-di-lavoratori-in-nero-1.5224279

    Un hotel extra lusso immerso nella natura. L’apertura era stata annunciata in pompa magna, da metà maggio iniziate le prenotazioni. (Silvia Sanna)

    SASSARI. Dalla metà di maggio, l’inaugurazione imminente del resort extra lusso era stata annunciata in pompa magna sulle riviste del settore e su decine di siti web. A luglio avrebbe dovuto aprire i battenti la struttura «da favola, immersa nel verde della Sardegna più bella e più esclusiva». Difficilmente, visto lo stato dei lavori, le imprese sarebbero riuscite a tagliare il traguardo nei tempi stabiliti. Ora, con il mega cantiere sotto sequestro, l’appuntamento è rimandato chissà a quando. E chissà se qualcuno, affascinato dalle suggestive descrizioni, nel frattempo aveva già prenotato una stanza o una lussuosa suite. Nel sito dell’hotel, che contiene una carrellata di foto dedicate al come sarà il resort e altrettante che descrivono l’incantevole scenario dell’arcipelago, non c’è un listino prezzi. Si sa comunque che una notte in una doppia ha un costo minimo di 300 euro. Le stanze del 5 stelle in totale sono 93: 69 camere standard, 8 deluxe, 6 family room, 3 junior suite e 7 suite. Tutte dotate di un elenco infinito di servizi per mettere a suo agio l’ospite. L’obiettivo dichiarato è fargli trascorrere una «vacanza da sogno», tra piscina magna pool ad acqua minerale – la più ecologica del mondo – dalle grandi proprietà terapeutiche, a bassissimo impatto ambientale e ridotto consumo energetico, la spiaggia attrezzata a pochi passi e il ristorante con i piatti isolani protagonisti del menu, «per assaporare fragranze irripetibili». Uno spot, quello sul web, curato nei minimi dettagli, e in cui ricorre spesso la parola rispetto. Dell’ambiente, del contesto di alto valore naturalistico tutelato da norme severe di salvaguardia, ma anche rispetto della cultura e dei sapori del territorio. Il Ma&Ma Grand Hotel Resort voleva presentarsi in punta di piedi, con un’offerta in cui relax e vacanza fanno rima con amore per la natura, eleganza e discrezione. Un ambiente raffinato, insomma, ultra chic ma senza ridondanze. Il quadro emerso giovedì, con il blitz dei carabinieri e degli ispettori del lavoro, stona con questo scenario da cartolina. Operai in nero, passerelle in legno pronte all’uso per agevolare la fuga, mancata osservanza delle norme di sicurezza nel cantiere: il rispetto più importante, quello per i lavoratori, lasciava a desiderare.

    La vigilanza. Edilizia, controlli sino al 30 settembre.
    Fino al 30 settembre l’Ispettorato provinciale del Lavoro porterà avanti una campagna speciale di vigilanza in edilizia. Si tratta di una iniziativa adottata dal ministero del Lavoro e che prevede la piena collaborazione con l’Arma dei carabinieri. «L’obiettivo è quello di arrivare a 15mila accessi nei cantieri in tutta Italia – ha affermato Eugenio Annicchiarico – per dare un segnale forte di tutela della condizione di lavoro in edilizia. Dove sicurezza e salute dei lavoratori devono avere assoluta priorità». E sul controllo sanitario dei lavoratori si punta molto, perchè spesso gli incidenti sono conseguenza di mansioni affidate a persone che non erano nelle condizioni per svolgere adeguatamente, e quindi in sicurezza, l’incarico. «Dalla crisi si esce anche rispettando le regole», ha concluso Annicchiarico.

  21. giugno 10, 2012 alle 2:07 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 10 giugno 2012
    Lotzorai, cercano un latitante e scoprono abusi edilizi.
    Davano la caccia a un latitante e si sono imbattuti in una serie di irregolarità nell’assegnazione di lavori pubblici per riparare i danni subiti dall’alluvione del 2008: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/06/10/news/lotzorai-cercano-un-latitante-e-scoprono-abusi-edilizi-1.5228095

    da L’Unione Sarda on line, 10 giugno 2012
    Ogliastra, alluvione del novembre 2008 Indagato anche il sindaco di Lotzorai: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/276687

    vds. anche qui: http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/05/04/un-fiume-dentro-il-tubo-il-rio-pramaera-alla-sua-foce/

  22. giugno 14, 2012 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 giugno 2012
    Case mobili allo Spinnaker, condannato.
    Un anno per il responsabile del campeggio di Torregrande: «Violata la normativa nazionale».

    ORISTANO Case mobili di nome, non di fatto. E allora arriva la condanna a un anno per Giuseppe Vacca, il responsabile della società che gestiva il camping Spinnaker a Torregrande. Tra tende, bungalow e roulotte c’erano anche le case mobili che lì, secondo l’accusa e da ieri anche secondo il giudice monocratico Francesco Mameli, non potevano stare. Era stato un controllo della Forestale nella pineta a dare avvio all’inchiesta per abuso edilizio. Era il 2008 e la presenza delle casette destò l’attenzione degli agenti. Infatti, secondo quanto ha sostenuto il pubblico ministero Armando Mammone, la loro installazione dev’essere accompagnata da autorizzazioni al pari di qualsiasi altra costruzione. Non possono cioé essere equiparate a tende o ad altre tipologie di strutture utilizzate per l’ospitalità nei campeggi. Il processo si è giocato più sul filo della disputa tra normativa nazionale e regionale che su altre questioni. Le due leggi infatti cozzano l’una contro l’altra. Quella nazionale dice chiaramente che ci si trova di fronte a un reato qualora si utilizzino case mobili in determinate situazioni e senza autorizzazione. Quella regionale contrasta con la prima, perché, con un’integrazione equipara le case mobili ad altre tipologie di strutture per l’ospitalità turistica. È proprio su questa divergenza di vedute che si è giocato il processo. Il pubblico ministero ha sottolineato come le case mobili non debbano avere dei collegamenti fissi al terreno, cosa che invece non sarebbe accaduta in questo caso, visto che le case incriminate avevano le ruote bloccate ed erano state poggiate su blocchi di cemento. L’accusa ha sottolineato poi come la normativa nazionale sia prevalente in casi come questo su quella regionale. E per questo motivo ha sollecitato la pena di un anno, la stessa che ha poi comminato il giudice non prima di aver ascoltato le motivazioni esposte dall’avvocato difensore Massimo Ledda. Quest’ultimo ha sottolineato come la linea assunta dal tribunale oristanese sia stata ben precisa anche in altri casi. «Si gioca fuori casa», ha affermato l’avvocato che, entrando nel merito, ha poi spiegato come la norma regionale vada oltre e sia più specifica di quella nazionale sull’utilizzo delle case mobili che non necessitano del carattere di temporaneità e di amovibilità. Ha poi rimarcato come nessun danno sia stato apportato al sito chiedendo l’assoluzione che poi non è arrivata.(e.c.)

  23. giugno 27, 2012 alle 2:49 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2012
    RINVIO A GENNAIO. Orosei, 45 imputati per una lottizzazione vicino a Biderosa. (Valeria Gianoglio)

    NUORO. Gli imputati sono 45, quasi tutti della Baronia e del Nuorese, e leggerne i nomi, ieri, è stato difficile anche per lo stesso collegio giudicante. E approdato in tribunale il processo che vede tutti i 45 a giudizio per una lottizzazione abusiva a Orosei, vicino all’oasi di Biderosa. Il processo si è aperto con le richieste di rito, ma è stato subito rinviato al 29 gennaio per sentire i primi otto testi del pm Andrea Schirra. Sono vigili urbani e gli uomini del corpo forestale.

  24. luglio 19, 2012 alle 2:49 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 luglio 2012
    Abusi di Porto Pino: sopralluogo del Tar. I giudici a Corrumanciu il 12 settembre per stabilire se può essere concessa una sorta di sanatoria. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. I giudici del Tar andranno a Corrumanciu, l’isolotto al centro dello stagno di Porto Pino, per capire se la società L’Isolotto immobiliare, proprietaria delle 45 tra villette e altri immobili abusivi in attesa di demolizione, hanno diritto a ottenere dalla Regione l’accertamento di conformità che salverebbe il villaggio dai bulldozer. La data stabilita con l’ordinanza firmata il 16 luglio scorso è il 12 settembre alle 10, al sopralluogo parteciperanno il presidente Francesco Scano e i consiglieri Alessandro Maggio e Tito Aru con i legali delle parti e gli uomini del Corpo Forestale. Per la fase successiva della trattazione della causa il presidente ha già fissato l’udienza: si farà il 27 febbraio 2103. Un passo indietro per capire: la Corte di Cassazione ha stabilito con la sentenza del 10 giugno 2009 che le villette costruite dall’Isolotto Immobiliare srl nello stagno di Corrumanciu sono abusive e devono essere demolite. Ma il rappresentante legale della società Francesco Monti ha provato a salvare comunque il villaggio: bocciato dalla Regione l’accertamento di conformità paesaggistica richiesto nell’estate del 2007, Monti ha ricorso al Tar con gli avvocati Fiorenzo Principi e Sergio Segneri. La Regione si è costituita nel giudizio soltanto in extremis, a poche ore dalla scadenza dei termini. Il tribunale ha respinto parte degli atti depositati in ritardo dall’ufficio legale della Regione. Ma gli avvocati Patrizia Angius e Roberto Murroni hanno convinto i giudici della seconda sezione a riesaminare l’intera documentazione prodotta dall’Isolotto Immobiliare, che è risultata in parte illeggibile. Con la sentenza non definitiva depositata il 15 settembre il tribunale ha quindi disposto che l’Isolotto Immobiliare consegnasse una copia leggibile di una lunga serie di atti amministrativi imponendo il termine di novanta giorni. E ora è arrivata l’ordinanza che dispone il sopralluogo. A conclusione del procedimento penale avviato dal pm Daniele Caria erano stati condannati definitivamente a nove mesi di reclusione il responsabile dell’ufficio tecnico di Sant’Anna Arresi Paolo Granella, l’amministratore dell’Isolotto Immobiliare Francesco Monti e il direttore dei lavori Fulvio Pilloni, tutti colpevoli di violazioni delle norme sulla tutela paesaggistica.

    TRIBUNALE. Camping a Ezzi Mannu, 93 imputati dal giudice. (Elena Laudante)

    SASSARI. Dal 4 dicembre gran parte dei villeggianti stanziali del camping sul mare di Ezzi Mannu, Stintino, dovranno rispondere di lottizzazione abusiva. Sono 93 gli imputati per i quali il pm Giovanni Porcheddu ha firmato il decreto di citazione a giudizio. Tra loro, rispetto al decreto col quale il camping era stato sequestrato nel maggio 2011, mancano sette nomi. Sette presunti proprietari finiti indagati, in un primo momento ma che poi, grazie anche ad indagini difensive, sono stati completamente scagionati. Si tratta del notaio Alberto Pisano, assistito dai legali Luigi Concas e Roberto Uzzau, e poi di Giovanna Francesca Mura, Luca Pittalis, Giovanni Andrea Negrotti, Pietro Carenti, Adriana Puggioni, Tamara Ribichesu, difesi dal penalista Luigi Satta. All’elenco di 92 indagati (degli iniziali 99) si aggiunge un nome, quello di Lucia Gavina Ribichesu, madre di uno dei 7 scagionati, risultata la reale acquirente del lotto in favore del figlio. Per quanto riguarda i notai restano imputati i fratelli Giovanni Luigi e Luigi Maniga, Mario Faedda e Maria Amarillide Galletta. Il pm li accusa di aver agevolato la lottizzazione abusiva attraverso la stipula di vari atti di compravendita, il primo del quale fu siglato davanti a Giovanni Luigi Maniga, nel maggio 1999, col quale veniva predisposta la cessione dei diritti di proprietà del terreno – grande poco meno di 10mila mq, completamente vincolato – poi suddiviso in quote per 60 acquirenti. Nessun reato è stato attribuito a Pisano, uscito dall’inchiesta perché ha seguito le procedure di legge con una comunicazione al Comune. A dicembre inizia il processo agli imputati difesi dai legali Franco Luigi Satta, Paolo Spano, Gianfranco Oppes, Edoardo Morete, Giuseppe Conti, Nicola Lucchi, Grazia Satta e Maria Cristina Marras.

  25. settembre 27, 2012 alle 2:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2012
    Villetta abusiva sul greto del fiume. Capoterra, sequestrata dalla Forestale una casa in costruzione nascosta da una siepe e da una rete sintetica. (Luciano Onnis)

    CAPOTERRA. Al riparo da alberi frangivento e da una fitta rete di tessuto sintetico stava nascendo una villetta, sulle sponde del rio Santa Lucia. Del tutto abusiva, priva di qualunque autorizzazione e concessione edilizia. Quella costruzione protetta presumibilmente da occhi indiscreti in maniera volutamente strategica, non è però sfuggita agli agenti dell’ispettorato di Cagliari e della stazione di Capoterra del Corpo forestale. Risultato: la villetta e i 250 metri di terreno su cui stava sorgendo sono stati posti sotto sequestro e per il proprietario (di cui non è stata resa nota l’identità) è scattata una denuncia per violazioni edilizie e paesaggistiche, reato che prevede una pena fino a 4 anni di reclusione e l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi. Già da qualche giorno, i ranger, nell’effettuare un servizio di controllo in località “Sa Sennoredda” , avevano puntato la loro attenzione su un lotto di terreno blindato alla vista dall’esterno con fitti filari di alberi frangivento e rete sintetica. Dall’interno di quella sorta di bunker arrivavano chiari i rumori di un cantiere edile in piena attività, per cui i “berretti verdi” hanno deciso di vederci chiaro. Da rapide verifiche eseguite a tamburo battente (ma già i Forestali lo sapevano), è risultato innanzitutto che quello era un terreno classificato come “Zona agricola E” e che è anche ricadente in area sotto posta a vincolo paesaggistico in quanto nella fascia dei 150 metri del Rio Santa Lucia. Ma non solo: è anche zona rischio alluvionale, pertanto sarebbe stata necessaria anche un’autorizzazione paesaggistica specifica supportata da una relazione idrogeologica. Di tutto questo non c’era traccia negli accertamenti preliminari degli agenti forestali. Ieri mattina c’è stato il blitz nel terreno indiziato, con la conferma che lì si stava commettendo un abuso edilizio in tutto e per tutto. Alt ai lavori, terreno e villetta in costruzione sotto sequestro giudiziario, sigilli e tutti a casa. A questi provvedimenti ha fatto se- guito, da parte dei Forestali, un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica di Cagliari, con avvio di ulteriori accertamenti coordinati dal pubblico ministero Emanuele Secci. Il sequestro di un’opera edilizia abusiva nel territorio di Capoterra da parte degli agenti Corpo forestale, coordinati dal direttore del Servizio ispettorato di Cagliari, Giuseppe Delogu, e dal commissario Fabrizio Madeddu, fa seguito ad altre numerose operazioni di eguale portata effettuate recentemente nei territori di Assemini e di Pula dove sono state scoperte com- plessivamente una decina di villette in costruzione in lottizzazioni abusive e altre singolarmente.

  26. dicembre 5, 2012 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 dicembre 2012
    IL CAMPING SEQUESTRATO. Ezzi Mannu, processo rinviato a gennaio.

    SASSARI. Processo subito rinviato quello per la presunta lottizzazione abusiva a Ezzi Mannu, Stintino, camping per la Procura abusivo. Sono 93 gli imputati che avrebbero dovuto comparire in tribunale. Il giudice Marina Capitta ieri non ha potuto aprire il dibattimento né affrontare le questioni preliminari, perché si è dichiarata incompatibile. Il caso è stato rinviato al prossimo 13 gennaio ma solo per la designazione del nuovo giudice. Il camping sul mare di Stintino era stato sequestrato nel maggio 2011 su richiesta del pm Giovanni Porcheddu, che aveva iscritto sul registro degli indagati circa 100 persone, tra le quali cinque notai che avevano firmato la stipula degli atti di compravendita, per l’accusa alla base del frazionamento dei lotti e dunque della presunta lottizzazione abusiva. In quattro sono finiti a processo – i fratelli Giovanni Luigi e Luigi Maniga, Mario Faedda e Maria Amarillide Galletta – e nel corso del dibattimento avranno la possibilità di dimostrare la loro eventuale estraneità ai fatti. Mentre il pm aveva stralciato la posizione del quinto, Alberto PIsano, difeso dai legali Luigi Concas e Roberto Uzzau: risultato completamente estraneo alla vicenda, per lui l’accusa è caduta in fase di indagine preliminare. Scagionati anche Giovanna Francesca Mura, Luca Pittalis, Giovanni Andrea Negrotti, Pietro Carenti, Adriana Puggioni, Tamara Ribichesu, difesi dal penalista Luigi Satta. Resta ora il processo ai 93, per la gran parte proprietari dei lotti o delle roulotte, che per la procura non erano “amovibili”, ma stanziali. Sono difesi dai legali Franco Luigi Satta, Paolo Spano, Gianfranco Oppes, Edoardo Morete, Giuseppe Conti, Nicola Lucchi, Grazia Satta e Maria Cristina Marras.

  27. agosto 27, 2013 alle 11:01 PM

    fantastico! Aspettiamo proprio con curiosità di vedere le ruspe del Comune di Quartu S. Elena tirar giù gli abusi edilizi…

    da L’Unione Sarda, 27 agosto 2013
    URBANISTICHE. Chi non ha abbattuto le costruzioni ora rischia la confisca. «Demolite le case abusive». Decine di ordinanze contro “mattone selvaggio”. (Giorgia Daga)

    La lotta agli abusi edilizi non scoraggia i quartesi, che continuano a costruire senza licenza. Il Comune vuole ora incrociare i dati con Abbanoa ed Enel per scoprire altri abusi.Non si arresta mattone selvaggio. Da gennaio a oggi il Nucleo di vigilanza ambientale della Polizia municipale ha scoperto decine di costruzioni tirate su senza autorizzazione. Il record degli abusi continua a registrarsi in campagna e nel litorale, ma non mancano casi anche nel centro urbano, ad esempio a Pirastu. La caccia ai fuorilegge del mattone prosegue e anche nei prossimi mesi i vigili setacceranno le zone a rischio, alla ricerca di chi non rispetta le regole.
    LE ORDINANZE. Di recente il sindaco ha firmato diverse ordinanze che intimano ai privati la demolizione immediata delle opere abusive. Gli agenti avevano scoperto un villino costruito, senza autorizzazione e in area sottoposta a vincolo paesaggistico, in via Leonardo da Vinci. Sempre nel litorale sono stati trovati altri due fabbricati abusivi, mentre in via Turbine sono stati sequestrati un ampliamento di alloggio al piano terra e una sorta di gazebo con la copertura di tegole. In via Madonna di Campiglio, senza licenza sono stati realizzati un pozzo, una tettoia e un vano scala. Prima ancora i vigili avevano scoperto un’altra raffica di abusi: un villino nuovo di zecca di circa cento metri quadri in via delle Gerbere e una casa abusiva di due piani in via Van Dick: il primo, di circa 75 metri quadri, era quasi ultimato, mentre il secondo era in costruzione.
    CONTROLLI INCROCIATI. A favorire il dilagare dell’abusivismo edilizio, come aveva spiegato l’assessore all’Urbanistica, Francesco Caput, è la facilità con cui, magari presentando certificazioni false, si riesce a ottenere gli allacci dell’acqua e della luce. Per questo l’assessorato ha intenzione di creare una banca dati di tutte le opere abusive scoperte, in collaborazione con società come Abbanoa e l’Enel, per bloccare il via libera agli allacci per chi non è in regola. Il provvedimento dovrebbe essere adottato presto.
    LA CONFISCA. Le ordinanze per violazioni edilizie sono chiare: il privato che ha costruito abusivamente ha novanta giorni per procedere alla demolizione. In caso contrario, l’edificio passa al patrimonio comunale. La legge impone poi che sia il Consiglio comunale a stabilire se il fabbricato abusivo possa essere utilizzato per funzioni di interesse pubblico. Attualmente ci sono più di sessanta pratiche in attesa di essere analizzate dall’Aula: riguardano casi di abusi non demoliti nonostante le ordinanze.
    LE INDAGINI. Gli abusi sono scoperti soprattutto su segnalazione dei residenti, ma anche a seguito di perlustrazioni dei vigili urbani. Avviati i controlli, se non risulta la concessione edilizia, si procede ai rilievi della struttura e, subito dopo, all’identificazione dei responsabili dell’abuso, che possono essere denunciati alla Procura.

    ————————

    Litorale. Zone agricole snaturate dagli edifici senza licenza. (Giovanni Manca di Nissa)

    Nelle zone agricole ormai si coltiva il “mattone selvaggio”. Sono i dati dell’anagrafe, a certificare la colata di cemento nelle aree ancora destinate alle coltivazioni nel Piano urbanistico comunale. Negli ultimi anni il record del boom demografico spetta alla località di Is Ammostus. Qui si registra il balzo più significativo di popolazione nell’intero territorio quartese: da 1.784 abitanti del 2001 a ormai oltre 2.500. Sono i dati emersi dallo studio degli andamenti demografici commissionati in vista dell’adeguamento del Puc al Piano paesaggistico regionale.Nello strumento urbanistico del 2000, Is Ammostus rientrava nel cosiddetto “Parco dei vigneti”: una denominazione che anno dopo anno sa sempre più di beffa. Le case abusive spuntano all’improvviso, nel giro di poche settimane, e i cantieri procedono a tappe forzate soprattutto nei fine settimana. È il tradizionale aggiudu torrau , ovvero l’aiuto reciproco nelle famiglie e tra amici nel tirare su una casa per i propri figli, e poco importa che sia regolare. La crisi e i costi proibitivi per l’acquisto di un’abitazione hanno ovviamente incentivato questa pessima abitudine, che ha portato Quartu ad avere tristi primati a livello nazionale sul fronte dell’abusivismo edilizio. I costi per la collettività sono altissimi: il territorio è ormai devastato, l’economia agricola compromessa. Non solo: i nuovi rioni avranno prima o poi necessità di servizi e infrastrutture. Si mettano in fila: li attendono ancora quelli che hanno sanato gli abusi nell’ormai lontanissimo 1985.

  28. gennaio 23, 2014 alle 2:54 PM

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2014
    Testimonzos, una perizia dopo 11 anni. L’ingegner Mauri, nominato dal tribunale, ha stabilito i confini degli abusi nel quartiere periferico: il preludio della confisca. (Valeria Gianoglio)

    NUORO. Ci sono voluti poco più di otto mesi tra sopralluoghi, studio dei mappali, centinaia di atti e documenti spulciati uno ad uno, ma alla fine, ieri mattina, l’esperto nominato dal tribunale, Aldo Mauri, ha depositato la perizia che documenta, a più di dieci anni dall’avvio della causa giudiziaria che vede 89 persone a giudizio per lottizzazione abusiva, gli esatti confini degli abusi edilizi nella zona di Testimonzos. «La perizia – ha spiegato ieri alle parti, il giudice monocratico Antonio Luigi Demuro – è stata depositata sia in formato cartaceo, sia in formato digitale, ed è a disposizione degli avvocati. Date le dimensioni, saranno necessari tempi non brevi per l’esame delle carte depositate». Per questo motivo, l’udienza è stata rinviata di alcuni mesi e alla prossima tappa le sarà dedicata una intera mattinata. Ma già quella di ieri, nella complessa faccenda degli abusi edilizi di Testimonzos, segna una tappa non da poco. Era da circa due lustri, infatti, che il tribunale stava cercando di sbrogliare la matassa intricata dalla faccenda. Una decina di anni fa, del resto, la giustizia aveva stabilito che la zona e le costruzioni venute su a poco a poco, per la legge italiana costituivano a tutti gli effetti una “lottizzazione abusiva”. Ma tra una lungaggine burocratiche e i tempi biblici della giustiza penale, il reato in questione, col tempo si era ormai prescritto. Restava solo una questione giudiziaria da sbrigare, perché quella non si era prescritta affatto, ed era la pena accessoria connessa al reato di lottizzazione abusiva: la confisca dei terreni. L’acquisizione degli stessi al patrimonio del Comune. Per poterli confiscare, tuttavia, il tribunale doveva prima stabilirne con esattezza i confini e doveva capire, soprattutto, come era cambiata dopo dieci anni la zona. Per questo, il giudice, otto mesi fa, aveva disposto una perizia e affidato l’incarico all’ingegner Mauri. Che ieri mattina, per l’appunto, l’ha depositata e messa a disposizione delle parti in causa. Si tratta di ben 89 imputati, alcuni dei quali, nel frattempo, sono anche venuti meno. Anche su questo fronte, dunque, dev’essere fatta chiarezza. Il perito del tribunale, in ogni caso, nel suo studio, ha ridefinito con precisione i confini degli abusi e i lotti che secondo la sentenza di dieci anni fa devono essere confiscati. Nella prossima udienza, tra qualche mese, si discuterà di questo. Poi, la palla passerà al Comune di Nuoro.

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