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“Madonna di Bonaria, salvaci dal cemento!”


Pia Valentinis, ex voto alla Madonna di Bonaria

Abbiamo ricevuto dal regista Enrico Pau, animatore del Comitato popolare del quartiere cagliaritano di Bonaria, e pubblichiamo volentieri.

Qui la vicenda delle famigerate zone “BS 3*” del piano urbanistico comunale di Cagliari.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Noi semplici cittadini, profondamente innamorati di Cagliari,  dopo aver chiesto, senza avere risposte, alla politica e ai suoi rappresentanti, di provare a salvare  lo spazio verde davanti alla Basilica di Bonaria, di farlo senza ledere i diritti legittimi dei proprietari, di trovare  ogni forma possibile per  restituire al quartiere e alla vita sociale l’ultimo spazio libero rimasto, dove presto potrebbe  sorgere un palazzo,  ora ci rivolgiamo direttamente a Bonaria.
Per farlo abbiamo chiesto ad alcuni importanti artisti cagliaritani, Pia Valentinis, Eva Rasano, Igort, Federico Carta-Crisa, Otto Gabos, di creare degli ex voto per “grazia futura”, sperando che  là dove gli umani non hanno potuto, o voluto,  intervenire  lo possa fare Bonaria  con la sua grazia. Il nostro intento rivolgendoci umilmente a Bonaria  è quello di parlare direttamente al cuore della città, chiedendo aiuto a una delle sue icone, senza  intenti blasfemi, nel rispetto assoluto del mito religioso, della passione che la sua storia e la sua leggenda suscitano nei cittadini e nei fedeli.
E’ per rispetto a tutto questo che riteniamo inopportuno costruire un palazzo  a pochi passi dal sagrato,  in un luogo insieme sacro e carico di storia.
Le icone verranno infine regalate al museo della Basilica di Bonaria a perenne testimonianza dell’amore di questi cittadini per i loro simboli e per la loro città e della bravura dei nostri artisti.

Il comitato per la salvaguardia del colle di Bonaria, la società civile, i semplici cittadini.

 

(ex voto Pia Valentinis)

  1. elena romoli
    gennaio 15, 2012 alle 11:05 PM

    bello!

  2. gennaio 17, 2012 alle 12:27 am

    Ecco, in proposito, il comunicato stampa che abbiamo inviato martedì 10 a tutti gli organi di stampa e alle agenzie di informazione. A onor del vero, non mi risulta che nessuno ne abbia pubblicato una sola riga…

    La commissione Urbanistica nella seduta di martedì 10 ha approvato definitivamente il piano attuativo (Delibera di Giunta 219/2011) riguardante l’area situata tra via Milano – via Taranto – via Ravenna della società SODELCO. La delibera è passata poco dopo per l’approvazione definitiva in Consiglio Comunale.
    Il centrosinistra è sempre stato contrario alla trasformazione delle zone “S”, destinate a verde e servizi, in aree fabbricabili. Siamo stati, e siamo tuttora contrari alle regole scritte nel PUC vigente a questo proposito. Ma tali regole esistono, e i tempi tecnici per cambiare un PUC sono molto lunghi. Allo stato attuale ci troviamo davanti una serie di iniziative di privati su dette zone (come quella di via Milano), iniziative già avviate, se non addirittura al termine del loro lungo iter burocratico. Fermarle adesso risulterebbe impossibile o, perlomeno, molto difficile. In sostanza, significherebbe “cambiare le regole durante la partita”, e questo sarebbe possibile solo compensando i proprietari delle aree in questione con adeguati indennizzi o permute. In un periodo di “vacche magre” come quello che stiamo attraversando, la maggioranza che governa la città sente di doversi assumere le proprie responsabilità. Oggi l’esigenza prioritaria è quella di destinare le poche risorse disponibili alle scuole, alla mobilità sostenibile, all’edilizia sociale. Seguire una strada diversa, ipotizzando possibili indennizzi o, peggio, rischiando contenziosi con i privati che costringerebbero l’amministrazione a grossi risarcimenti sarebbe, di questi tempi, da irresponsabili.
    Andrea Scano (presidente della Commissione Urbanistica)

  3. GAVINO,mì.
    gennaio 20, 2012 alle 7:16 PM

    Gentile Signor Andrea ,par di capire che non si può fermare la macchina della speculazione edilizia selvaggia-(uso il termine selvaggia data la particolare valenza religiosa,storica e paesaggistica del sito in questione)- per la paura delle ritorsioni economiche che si ritorgerebbero fatalmente sul Comune (Comunità) . Vi è pertanto da chiedersi chi mai ha confezionato un piano regolatore che consente di cementare aree come Bonaria o come
    il colle di san Michele. Chi sono questi Urbanisti o presunti tali? Il bene comune non dovrebbe precedere (pur se rispettabile ) il bene del privato? Si pone una domanda:
    a cosa servono i pubblici amministratori eletti dal popolo? Sono essi semplici notai di fatti
    decisi in ambienti estranei a quelli preposti dal diritto e dalla prassi democratica? E’ vero ,per contro, che spesso e con facilità si variano i Piani Regolatori delle Città ma,hainoi,
    sempre per favorire la speculazione privata.
    Si,credo sia opportuno invocare il miracolo. Grazie agli artisti -unici spiriti liberi rimasti.

  4. gennaio 21, 2012 alle 10:30 PM

    Non si tratta di “ritorsioni economiche”, questo aspetto non c’entra nulla. Si tratta di un quadro di norme che, oggi come oggi, stabilisce per dei privati cittadini il diritto ad edificare in certe aree. Quando ho scritto del “cambiare le regole durante la partita” intendevo proprio dire questo: con il PUC vigente (che non abbiamo scritto e voluto noi) alcuni privati hanno maturato dei diritti; si potrebbero bloccare. Sì, in teoria, ma in pratica il Comune dovrebbe risarcirli, e di questi tempi siamo messi molto male con il bilancio comunale.
    I pubblici amministratori non sono dei semplici notai. Uno dei nostri obbiettivi, per esempio, è quello di cambiare e migliorare il Piano Urbanistico. Ma questo tipo di operazione richiede molto lavoro e tempi lunghi. Parlo, verosimilmente, di anni. Nel frattempo, però, non si possono “congelare” i diritti acquisiti, nel frattempo, da alcuni privati se non (mi scuso per la ripetizione) a costo di “operazioni di scambio” o di indennizzi che ora non ci possiamo permettere.
    Non credo neanche che gli artisti siano gli unici spiriti liberi rimasti. Ce ne sono anche altri, per fortuna.
    Un pittore, però, se si vuole esprimere deve fare i conti con i limiti imposti da una tela, dai colori, dai mezzi di espressione.
    Un amministratore deve fare i conti con le norme e con i fondi a disposizione in un dato momento… cercando di fare il meglio possibile per la collettività.

  5. argiolasfabio
    aprile 25, 2012 alle 10:09 PM
  6. settembre 26, 2014 alle 9:52 PM

    più che la Madonna, forse, potè l’archeologia. O, forse, è un segno divino 😉

    da L’Unione Sarda, 25 settembre 2014
    VIA MILANO. Trovati i resti di un edicio medievale, gli archeologi fermano gli scavi.
    Patrick Head chiude il cantiere.
    Soprintendenza, stop al palazzo del principe della Formula 1. (Luigi Almiento): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20140926093826.pdf

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