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Firenze, appuntamento per la convivenza civile e solidale, sabato 17 dicembre 2011.


Firenze, mercato San Lorenzo chiuso per protesta contro razzismo e xenofobia

Il 13 Dicembre era il giorno più buio dell’anno, per la città di Firenze questo 13 Dicembre lo è stato ancora di più: quando nel bel mezzo di una giornata prenatalizia in un affollato mercato a nord della città, quello che sembrava un tranquillo signore sulla cinquantina, ha parcheggiato la sua macchina al bordo della piazza e si è incamminato per compiere il suo gesto xenofobo e assassino, colpendo a morte due senegalesi che stavano lavorando presso il mercato, e ferendone gravemente un’altro. (Abitando in zona vado spesso a quel mercato e li conoscevo di vista, mia madre aveva appena salutato uno di loro dieci minuti prima).  Ma il suo progetto di morte non era terminato, tranquillamente si è incamminato alla macchina ma è stato fermato dal giornalaio che è uscito dall’edicola allarmato dalle grida dei passanti, l’uomo gli ha chiesto se era sicuro che volesse farlo estraendo la pistola, il ragazzo si è fatto da parte e l’uomo ha potuto riprendere la sua corsa verso l’inferno.

Questo signore, Gianluca Casseri, era un estremista di destra molto vicino a Casa Pound, già denunciato per violenza e ben conosciuto dalle forze dell’ordine.
Sono passate ben tre ore di cui ancora gli investigatori non sanno niente, quello che ci sconvolge è come quest’uomo abbia potuto attraversare indisturbato mezza città nel pieno traffico cittadino dell’ora di punta, parcheggiare altrettanto tranquillamente al posteggio sotto al Mercato Centrale, per poi riapparire tra le bancarelle di San Lorenzo, affollato di gente, mirare e sparare ad altre tre persone riducendole quasi in fin di vita, tornarsene senza fretta nel garage, per ben due volte, è stato ripreso dalle telecamere interne, prima di suicidarsi; ma forse voleva uccidere ancora se avesse potuto, visto aveva pronti altri 5 colpi in canna e che aveva visitato il sito del mercato di Sesto Fiorentino (Fi).

A parte il grande dolore e lo sconcerto, noi ci chiediamo come sia potuto accadere che un uomo da solo abbia portato a termine una strage del genere senza esser stato mai intercettato o bloccato da chi che sia. Dal sua appartamento, abitava da quest’estate nel quartiere di Rifredi, in un giorno è sparito tutto, compreso l’hard disk. Noi ci chiediamo che paese è quello che per anni ha avallato e permesso ai tanti personaggi della politica e della società, diciamo civile, le peggio dichiarazioni razziste, xenofobe e violente verso comunità straniere migranti, residenti e  lavoranti nel nostro paese. In un qualsiasi altro luogo queste persone sarebbero state costrette dalla popolazione a dimettersi in poche ore. Siamo allarmati e sconcertati, perchè la giustizia qui non sembra davvero uguale per tutti, e qualcuno si può permettere di diffondere la xenofobia e l’istigazione all’odio senza alcuna impunità.

Per questo, come fiorentini ma soprattutto come italiani, diciamo basta alla banalizzazione di questo gravissimo problema e a chi si permette di cavalcare la violenza e il razzismo sfacciatamente e pubblicamente, ma soprattutto di infrangere le leggi della nostra Costituzione. Chiediamo inoltre di chiudere questi lugubri luoghi di istigazione all’odio razziale e di apologia del fascismo, come Casa Pound o Casaggì, Forza Nuova o chi che sia. Non possiamo più accettare l’inaccettabile.

Insieme a tanti altri e anche come Gruppo d’Intervento Giuridico, inoltriamo l’appello e porteremo tutta la nostra solidarietà alla comunità senegalese.

Elena Romoli, Gruppo d’Intervento Giuridico – Toscana

Firenze

                             SABATO 17 DICEMBRE DALLE ORE 15 IN PIAZZA DALMAZIA per una MANIFESTAZIONE NAZIONALE

               Appello coordinamento senegalese per Manifestazione di sabato 17 dicembre.
I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike gravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano che umilia sistematicamente la nostra dignità.
La strage del 13/12 a Firenze necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbari assassinii e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti non si ripetano. E’ necessario che non ci si limiti all’abbraccio solidale verso la nostra comunità colpita ed alla partecipazione al nostro dolore solo per un giorno.
Occorre andare più a fondo e individuare tutte e tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l’esplodere della violenza razzista come è avvenuto il 13 dicembre a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro un insediamento Rom. Bisogna interrogarci su come siano stati dati spazi, per disattenzione e/o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppi come Casa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i veleni sparsi dalle forze “imprenditrici” del razzismo, ma anche gli atti istituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nome dell’ordine e della sicurezza, discriminazioni e ingiustizie.
Chiediamo l’impegno di tutte e tutti per cambiare strada, intervenendo sul piano culturale e della formazione del senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona.

Firenze, Battistero e Duomo

E’ necessario avere come punto di riferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici delle persone immigrate, dei rifugiati e richiedenti asilo e dei profughi, eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere in condizione di marginalità la vita di molti migranti in Italia.
Occorre dare piena applicazione al dettato costituzionale e alle leggi ordinarie che consentono la chiusura immediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound, dove si semina l’odio e si incita alla violenza xenofoba.
Bisogna che tutte le energie positive, che credono nella costruzione di una città e di un Paese della convivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriera contro l’inciviltà, il razzismo, l’intolleranza.
Nel 1990 Firenze fu teatro di spedizioni punitive contro gli immigrati e vi fu una reazione popolare, che dette luogo ad una grande manifestazione di carattere nazionale.
Facciamo un appello rivolto a tutte le persone di buona volontà, nella società e nelle istituzioni, ad unirsi a noi, in una manifestazione ampia, partecipata, pacifica, non violenta e contro la violenza, di carattere nazionale.
Una manifestazione che segni una svolta e l’inizio di un cammino nuovo, onorando le persone uccise e ferite in quella tragica giornata e capace di affermare in modo inequivocabile: mai più atti di barbarie come la strage del 13 dicembre.
L’appuntamento è a Firenze sabato 17 dicembre alle ore 15, partenza da Piazza Dalmazia, arrivo Piazza Santa Maria Novella
Per adesioni: perMorperModou@gmail.com

Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana

 

(foto E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. elena romoli
    dicembre 16, 2011 alle 9:49 am

    La Comunità Senegalese di Firenze e Toscana, dopo la grande e intensa
    partecipazione al Presidio di ieri in Piazza Dalmazia, convoca per
    Sabato 17 Dicembre una Manifestazione Cittadina, che si da
    appuntamento alle 15, sempre in Piazza Dalmazia, da dove partirà il
    corteo per poi raggiungere il centro della città. Tutte le realtà che
    hanno aderito e la stessa cittadinanza di Firenze sono invitate ad
    esserci.

    Alla Manifestazione hanno anche aderito espressioni organizzate di
    varie città italiane che daranno un senso di partecipazione nazionale
    a questa importante e necessaria mobilitazione,

    per solidarizzare con la Comunità Senegalese dopo il barbaro
    assassinio di matrice fascista e razzista di due cittadini senegalesi
    e il grave ferimento di altri tre,

    per esprimere la netta contrarietà ad ogni forma di razzismo e ad
    ogni tentativo di insorgenza e di aggressione fascista,

    per la piena affermazione dei diritti e della condizione di
    uguaglianza delle/dei cittadine/i migranti, per la libertà di
    circolazione e l’effettiva attuazione della convivenza in ogni luogo
    della società.

    Adesioni di partecipazione pervenute ad oggi 15/12 per il Presidio
    autoconvocato di Mercoledì 14 dicembre 2011 e per la Manifestazione
    promossa dalla Comunità Senegalese in Toscana, che si terrà Sabato 17
    Dicembre alle 15, con partenza da Piazza Dalmazia per raggiungere il
    centro della città, contro l’assassinio di matrice fascista dei due
    cittadini senegalesi e contro ogni forma di razzismo.

    Associazione Senegalesi Firenze e Toscana

    Rete Antirazzista Firenze

    Comitato 1° Marzo Firenze

    Movimento di lotta per la casa

    Per un’ altra città

    Progetto Conciatori

    Unione Sindacati di Base (USB)

    Studenti di Sinistra

    Il Filo rosso Firenze

    Rsu Ateneo Fiorentino

    Flc/Cgil – Firenze

    Associazione Italia Cuba Fi

    Comitato F.no Fermiamo la guerra

    Circolo Anarchico Fiorentino

    Todo Cambia/Milano

    CGIL Toscana

    Unione Inquilini

    Sinistra Unita e Plurale (Sup) Rete@sinistra

    Partito rifondazione Comunista/Fi

    Federazione della Sinistra/Fi

    Gruppo Reg.le Federaz. Sinstra Verdi Toscana

    Verdi di Firenze

    SinistraEcologiaLibertà/Fi

    Ass. Il Muretto/Fi

    Associazione Italo Palestinese

    Redazione MeltingPot Veneto

    Cpa FiSud

    Ass.Lunaria Roma

    Movimento 5 Stelle

    SINAGI/Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia

    Comitato contro la privatizzazione dell’Ataf

    Comitato per la difesa della Costituzione

    Comunità delle Piagge

    Comunità dell’Isolotto

    Cospe/Fi

    Associaz. El Mastaba

    Ass.Osservazione

    Ass. Pantagruel

    Ass. Adelante per la Cooperazione

    Socialismo Rivoluzionario

    ContigoPerù

    Italia dei valori/Fi

    Giornalisti contro il razzismo

    Giovani Democratici

    Curdi della Turchia a Firenze

    Ass.Gassolotto

    Fuori Binario

    Anpi/Fi

    Arci/Fi

    Associazione 3 Febbraio

    Associazione Ireos

    Frati Comboniani Fiorentini

    Associazione Arcobaleno

    Centro documentazione Carlo Giuliani

    Rete Immigrati Organizzati Milano

    Mwana l’Africa

    Fat (Federazione Africani/e in Toscana)

    ……………………………………

    ……………………………………..

    …………………………………..

  2. elena romoli
    dicembre 16, 2011 alle 9:50 am

    il Comitato solidale e antirazzista Vite Impegnative invita a partecipare alla manifestazione indetta dalla comunità senegalese
    per sabato 17 dicembre a firenze
    il comitato sarà presente con uno striscione
    IL RAZZISMO GENERA TRAGEDIE
    SOLIDARIETA’ E ACCOGLIENZA MIGLIORANO LA VITA
    per chi vuole ci incontriamo alle 14.30 davanti al cinema flora di piazza Dalmazia per entrare in corteo
    in allegato il volantino che abbiamo scritto
    non tutte le manifestazioni sono uguali e questa e’ davvero una manifestazione molto importante!
    per favore fate girare

  3. elena romoli
    dicembre 16, 2011 alle 9:52 am

    Comunicato stampa
    perUnaltracittà-lista di cittadinanza

    Casa Pound, De Zordo, Sodi, Alberici:”Inutile tentativo di rifarsi l’immagine”
    Applichiamo la legge Mancino e chiudiamo le sedi in Toscana

    Casa Pound, tra i cui simpatizzanti c’era anche l’uomo che ha ucciso due senegalesi e ferito altri tre in due marcati fiorentini, tenta ora di chiamarsi fuori da ogni responsabilità per quanto è accaduto. Troppo comodo. Come se bastasse presentarsi in tv e fare dichiarazioni di buoni sentimenti o scrivere lettere alle istituzioni cittadine.

    Quel che conta sono le idee che circolano all’interno e nei dintorni di un’area politica di estrema destra fascista che alimenta proprio la discriminazione razziale, come è evidente addirittura dal programma nazionale, nel quale si parla esplicitamente di ” favoritismi agli immigrati rispetto agli italiani poveri” e di ” un’ulteriore ingiustizia che si manifesta in sovvenzioni pubbliche, assistenza medica, concorrenza sleale sul lavoro e sulla casa”. Questo in riferimento a “organismi privati, intrisi di pregiudizi ideologici e religiosi” tra cui la Caritas.

    Casa Pound proclama di praticare il “Fascismo del terzo millennio”, ha una web radio che si chiama “Bandiera Nera”, è stata sdoganata a Roma da Alemanno che ha si è impegnato a acquistare l’immobile da lei occupato per ben 11,8 milioni di euro; dalla sua sub-cultura non a caso traggono alimento le menti malate di personaggi come Gianluca Casseri.

    I
    n Toscana, le cui radici antifasciste non possono essere dimenticate ma anzi devono essere mantenute vive, le sedi di Casa Pound devono essere chiuse: sappiamo bene che non basta, che occorre un impegno culturale e politico costante per non far riemergere ciò che la lotta di liberazione, e la Storia, hanno sconfitto dopo vent’anni di criminale dittatura, ma non è accettabile che vengano tollerati spazi di proselitismo e diffusione di idee e valori che si richiameno esplicitamente al fascismo.

    Non è un caso se in Italia esiste una legge, (Legge Mancino) che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e punisce chi incita alla discriminazione eazziale, etnica e religiosa, una legge vigente e che non a caso Forza Nuova vuole abolire. Applichiamola.

  4. elena romoli
    dicembre 16, 2011 alle 9:55 am

    Un messaggio molto importante:

    L’associazione GAS “Equobaleno”, in nome di tutta la cittadinanza solidale e con la collaborazione della filiale di Firenze di Banca Etica, ha aperto un conto corrente per raccogliere le donazioni che saranno effettuate da chiunque vorrà fare un gesto concreto di solidarietà. Le donazioni saranno girate IN TOTO ai congiunti dei senegalesi uccisi e feriti da un personaggio che, oltre a essere folle, è stato evidentemente mosso da una lucida xenofobia.

    La raccolta di denaro non deve servire per lavarci la coscienza ma vuole essere un gesto concreto, preciso e rapido nei confronti di chi adesso probabilmente si trova in uno stato di bisogno. I membri del gruppo di acquisto solidale “Equobaleno”, i fiorentini ed i cittadini del mondo vogliono così esprimere un netto rifiuto ad ogni espressione di razzismo insieme ad un gesto di solidarietà.

    Per versamenti:
    IBAN:
    IT 70 P 05018 02800 000000141080

  5. elena romoli
    dicembre 16, 2011 alle 10:51 pm

    ricevo e inoltro volentieri:

    Aderiamo convintamente e sentitamente alla manifestazione antirazzista indetta a Firenze per sabato 17 dicembre 2011 dalle Comunità Senegalesi della Toscana, ricordando Morper e Modou, perchè il razzismo è un tunnel senza fondo !!

    Comitato No tunnel TAV di Firenze.

  6. dicembre 17, 2011 alle 4:54 pm

    A.N.S.A., 17 dicembre 2011
    Senegalesi uccisi, cortei in tutta Italia. Le foto delle vittime aprono la manifestazione Senegalesi sfilano a Napoli. Tensione a Milano: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/12/13/visualizza_new.html_12949809.html

  7. elena romoli
    dicembre 19, 2011 alle 9:15 pm

    La reazione della città è stata forte, ci sono poche parole per descrivere il cordoglio e l’unione profonda che si è creata tra le migliaia di persone presenti al corteo di sabato.
    Adesso è ora di cambiare.
    ___

    giro volentieri:
    dal Manifesto di domenica 18 dicembre

    De Zordo: «Adesso cancellare le leggi razziste»
    «La manifestazione di Firenze stata una prima, bella, risposta, ma ora devono intervenire le istituzioni»

    ROMA – «Una manifestazione bella e piena di una pluralità incredibile, gente normale, non solo realtà organizzate. Tutto questo è molto positivo, è la risposta che bisognava dare a quanto è accaduto a Firenze, ma non basta». Sono le sei del pomeriggio e Ornella De Zordo, consigliera d’opposizione della lista di cittadinanza «Per un’altracittà» ha appena finito di sentire parlare dal palco il governatore della Toscana Enrico Rossi, mentre tutto intorno almeno ventimila persone continuano a sfilare per le vie del centro.

    «Questa manifestazione è una delle risposte che bisognava dare, ma non basta – ripete – perché quello che è avvenuto è sicuramente da collegare alla subculturra razzista che si è affermata negli ultimi venti anni, entrando in vari ambiti e anche nell’immaginario collettivo. Una cultura molto pericolosa. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo avuto al governo un partito che sul razzismo ha costruito molto. Per questo la manifestazione di oggi è un bene, perché è stata una risposta immediata e di testa, ma adesso occorre che le istituzioni siano conseguenti. Bisogna cambiare delle leggi, prima fra tutte ovviamente la Bossi-Fini, e dare la cittadinanza ai bambini figli di stranieri che nascono in Italia. Due punti che demoliscono la costruzione fatta contro lo straniero in questi ultimi venti anni.

    Anche lei giudica sbagliato considerare quanto accaduto solo come il gesto isolato di un folle?
    Assolutamente si. A insistere su questa lettura è l’estrema destra. Credo invece che l’omicidio dei due ragazzi senagalesi rappresenti l’escalation della subcultura razzista. Certamente non tutti per fortuna arrivano a questi estremi, ma quanto accaduto a Firenze mi sembra il punto limite di una cultura che considera lo straniero come una persona infetta, come qualcuno che determina il degrado della città in cui vive. E a dimostrazione di questo c’è quanto è successo sul web poche ore dopo il duplice omicidio, con i messaggi di esaltazione della figura di Casseri.

  8. elena romoli
    dicembre 19, 2011 alle 9:39 pm

    Giornata internazionale dei migranti: “contro il razzismo e per i diritti”
    Domenica, 18 Dicembre 2011

    “I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike gravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano che umilia sistematicamente la nostra dignità”. Con questo accorato appello del coordinamento senegalese, ieri in corteo a Firenze, si celebra oggi, 18 dicembre, in tutto il mondo la “Giornata internazionale dei imigranti” istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sui diritti di tutti i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie.

    Era il 18 dicembre 1990 quando le Nazioni Unite adottarono la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti per tutti i Migranti e le loro Famiglie e appoggiandosi proprio su questa convenzione l’associazione per i diritti dei migranti December 18 iniziò nel 1999 una campagna per la nomina ufficiale da parte dell’Onu di una Giornata ad hoc, riuscendoci il 4 dicembre 2000 con il sostegno dell’associazione Migrants Rights International (Mri), del comitato promotore della Campagna Globale di Ratifica della Convenzione Internazionale sui Diritti dei Migranti e di numerose altre associazioni.

    Quest’anno il Forum Sociale Mondiale di Dakar, raccogliendo le proposte del Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni di Quito del 2010 e quelle della Carta Mondiale dei Migranti firmata a Gore il 4 febbraio 2011, ha proposto il 18 dicembre 2011 come “Giornata d’azione globale contro il razzismo e per i diritti, l’uguaglianza e la dignità dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati”. Una proposta che non è caduta nel vuoto e molte organizzazioni, in diversi paesi, hanno oggi costruito eventi e manifestazioni per esigere la regolarizzazione dei milioni di migranti senza documenti che vivono nel mondo e per ricordare i migranti morti nella difesa dei loro diritti (come i due senegalesi uccisi martedì scorso a Firenze dalla follia di un uomo con frequentazioni nella destra razzista) o cercando di raggiungere una frontiera (una triste quanto necessaria conta che da anni il giornalista Gabriele del Grande denuncia per l’Europa dalle pagine del suo blog).

    A livello internazionale l’associazione December 18 insieme con Radio 1812 organizza numerosi eventi e una “maratona radiofonica” collegando diverse radio nel mondo, mentre in Italia il Centro Studi Immigrazione (Cestim) di Verona, che dal 1990 raccoglie operatori sociali e culturali che si occupano a vario titolo degli immigrati e delle loro problematiche e Cronache di Ordinario Razzismo un sito di informazione, approfondimento e comunicazione specificamente dedicato al fenomeno del razzismo, promuovono e segnalano molte delle iniziative e degli eventi che si terranno in diverse città della penisola.

    “Si tratta di riappropriarsi di questa data e di riempirla di significato – ha spiegato l’Arci – quello delle migliaia di lotte che quotidianamente il movimento dei migranti, rifugiati e sfollati realizza nel mondo”. Un’opportunità, perché la data del 18 dicembre 2011 “può rappresentare un appuntamento unificante delle varie reti e movimenti dei migranti e degli antirazzisti che in ogni angolo del pianeta si battono per il diritto umano, sociale e politico di ogni cittadino del pianeta di decidere in piena libertà dove costruire il proprio futuro” – ha concluso l’Arci.

    Del resto oggi anche l’Italia deve maturare una nuova consapevolezza verso i 150 milioni di migranti, profughi, rifugiati politici che nel mondo, quasi costituendo un sesto continente, stanno popolando in modo sempre più fitto gli altri cinque. Perché “L’Italia – ha ricordato la Fondazione Migrantes – non è soltanto spettatrice di questo spettacolo, ma è parte in causa”. Anche per questo la Commissione Episcopale Migrazioni (Cemi) congiuntamente alla Fondazione Migrantes ha lanciato lunedì un monito “per vincere i pregiudizi e la violenza gratuita, a cominciare da quella fisica e mediatica che ha investito le famiglie Rom del torinese, e costruire una rinnovata attenzione alla mobilità delle persone fondata sui diritti”.

    In questa direzione va il Progetto MeltingPot Europa, network che si batte per il rispetto dei diritti dei migranti e che ha da poco lanciato una campagna/petizione affinché ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia e approdati in Italia venga rilasciato un titolo di soggiorno idoneo. “Non essendo libici, infatti, – ha spiegato Nicola Grigion per MeltingPot – la stragrande maggioranza di loro si vedrà rifiutare la protezione internazionale. La situazione che si viene a creare è quella di circa 20mila nuovi potenziali clandestini nelle nostre città, con circa l’80 percento delle domande d’asilo respinte”. In una settimana si sono raccolte circa 3.500 firme online, “ma sappiamo – ha concluso Grigion – che ci sono decine e decine di realtà che ci hanno scritto e che si stanno organizzando raccogliendo firme su moduli cartacei, nelle piazze e nelle iniziative territoriali” anche in questa importante giornata di informazione e di solidarietà.

    Un problema, quello dei rifugiati, non solo italiano e che il 7 dicembre scorso ha chiarito anche L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres aprendo, presso il Palais des Nations di Ginevra, la più imponente conferenza su migrazione forzata e apolidia nei 60 anni di storia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Per Guterres “il succedersi di crisi politiche e la depressione economica globale stanno contribuendo a creare un ambiente notevolmente più arduo per la protezione delle persone costrette ad abbandonare le proprie case”, in un contesto che da credito a coloro che cavalcano l’incertezza e l’ansia predominanti per promuovere sentimenti di xenofobia. “Politici populisti ed esponenti irresponsabili dei media sfruttano timore e insicurezza per additare gli stranieri come capo espiatorio, per cercare di imporre l’adozione di politiche restrittive e per diffondere sentimenti razzisti” – ha affermato Guterres, esortando governi e movimenti politici e sociali ad essere più coraggiosi nel contrastare l’intolleranza perché “I rifugiati non sono una minaccia alla sicurezza, ma le prime vittime dell’insicurezza”. “Quello che chiedo oggi – ha concluso l’Alto Commissario Unhcr – è di assumerci la responsabilità dei nostri doveri condivisi. Di aprire la strada a risposte innovative che contribuiranno a proteggere le persone bisognose, a promuovere la coesione sociale all’interno della società e a rafforzare la pace e la sicurezza a livello globale”.

    Non solo un atto di benevolenza, quindi, quello richiamato in questo 18 dicembre, ma la rivendicazione di “diritti che spettano a tutti i migranti che contribuiscono in maniera significativa all’economia dell’Europa e al benessere dei suoi cittadini” ha ricordato il primo Rapporto Social Watch dal titolo “Migrants in Europe as Development Actors: between hope and vulnerability”, presentato lo scorso 9 dicembre al Parlamento Europeo. “L’Unione Europea deve rispettare i diritti fondamentali dei migranti, siano essi dentro o fuori i propri confini, se vuole continuare ad essere un soggetto credibile nel sostenere i diritti umani”. Una necessità ribadita sia da Luciano Scagliotti dell’European Network Against Racism intervenuto in occasione della presentazione affermando che “In tutti gli Stati europei esiste una legislazione contro le discriminazioni, ma troppo spesso non viene implementata”, sia da Eva Geddie della Platoform for International Cooperation with Undocumented Migrants cha ha aggiunto come “I migranti non godono di standard di vita dignitosi. Questo è in palese contraddizione con un’Europa che intende perseguire politiche di inclusione sociale”.

    Una situazione che per Medici Senza Frontiere (Msf) in Italia è spesso ancora più critica che in Europa e per questo la ong intende continuare a ribadire le proprie preoccupazioni alle nuove autorità italiane sulle conseguenze mediche e umanitarie dell’attuale politica sull’immigrazione in vigore nel bel paese. “Ci auguriamo che la riattivazione dell’accordo italo-libico discussa in questi giorni tenga in considerazione le nostre raccomandazioni a tutela della vita e del futuro di tutte le persone migranti, a prescindere dal loro status giuridico”, ha dichiarato Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia.

    Ma proprio questa via verso i diritti dei migranti l’Italia la sta cercando con la campagna L’Italia sono anch’io. “Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera – ha spiegato l’ufficio stampa della campagna sostenuta da moltissime associazioni e privati cittadini – Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedranno riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico”. Per questo la campagna chiede una riforma del diritto di cittadinanza che preveda la possibilità anche ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di essere cittadini italiani oltre ad una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da almeno cinque anni.

    Per raggiungere questi obiettivi le due proposte di legge di iniziativa popolare debbono raccogliere 50mila firme entro la fine di febbraio 2012 e proprio oggi in concomitanza del 18 dicembre ci sono oltre cento città al lavoro con altrettanti comitati e migliaia di volontari, che, con il lutto al braccio in memoria delle vittime di Firenze, le stanno raccogliendo. Uno dei modi migliori per celebrare questo 18 dicembre 2011.

    Alessandro Graziadei

    http://www.unimondo.org/Notizie/Giornata-internazionale-dei-migranti-contro-il-razzismo-e-per-i-diritti

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