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Tuvixeddu a Palazzo di Giustizia.


Cagliari, Tuvixeddu, foto aerea

Il Tribunale di Cagliari – Sezione I (presidente Mauro Grandesso, giudici Carlo Renoldi e Alessandra Angioni) ha respinto le eccezioni preliminari e ha sciolto le riserve sulle istanze della difesa nel dibattimento penale relativo a varie ipotesi di reato concernente lavori edilizi e opere finalizzate al parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu (Cagliari): accolte le richieste di costituzione di parte civile delle Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, patrocinate dall’avv. Lia Pacifico del Foro di Cagliari, e ritenute valide le indagini svolte come polizia giudiziaria dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale (eccezione già sollevata davanti al G.I.P., ma motivatamente respinta.

Il dibattimento, apertosi lo scorso 19 settembre 2011, proseguirà con l’audizione dei primi testimoni il 12 e il 19 dicembre 2011.

Vicenda complessa che ha visto, su richiesta della Procura della Repubblica al termine di lunghe indagini, il rinvio a giudizio dell’ex Soprintendente dei beni archeologici Vincenzo Santoni, dell’archeologa Donatella Salvi, del costruttore Raimondo Cocco, del direttore dei lavori Fabio Angius, del dirigente comunale Paolo Zoccheddu e del funzionario comunale Giancarlo Manis.

Cagliari, Tuvixeddu, interno tomba punica

Varie ipotesi di reato contestate: dalla distruzione o degrado di patrimonio archeologico (realizzazione di un fabbricato in area di rispetto, realizzazione di “in mezzo e sopra le tombe” di “sede stradale ed opere edilizie”) alla realizzazione di opere non autorizzate fra i lavori finalizzati al parco archeologico (realizzazione di “aiuole, piramidi, rampa, terrazzamenti, muri in pietra”), all’abuso d’ufficio (in favore del costruttore Cocco e dell’ing. Valeria Santoni, figlia di Vincenzo), al falso ideologico (attestazione del rinvenimento di ulteriori tombe esclusivamente entro l’area già vincolata).

Il quadro che si presenta al dibattimento è particolarmente complesso e solo in tale sede sarà possibile fare piena chiarezza. Almeno, questo è l’auspicio.  La stessa costituzione di parte civile, in splendida solitudine, delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra Terra – che da molti anni si battono con ogni mezzo per difendere la più importante area archeologica punico-romana del Mediterraneo – nasce dall’esigenza di poter seguire, con i diritti e le facoltà delle parti civili, lo svolgimento del dibattimento, senza alcun preconcetto o pregiudizio.

Infatti, da un lato l’edificazione del cantiere Cocco, sul Viale S. Avendrace – oggetto di un lungo e aspro contenzioso giurisdizionale amministrativo con l’Amministrazione regionale Soru – avvenne previa demolizione di strutture edilizie già esistenti da decenni, dall’altro sono emerse sensibili contraddizioni riguardo l’ubicazione e il numero esatto delle sepolture punico-romane (quasi 1.200) emerse negli ultimi anni.  Secondo la Soprintendenza per i beni archeologici sarebbero entro l’area vincolata, secondo le conclusioni della Procura della Repubblicasarebbero esterne. 

Cagliari, Tuvixeddu, tomba punica con disco rosso

Così ha dichiarato la Soprintendenza: “…le tombe sottoposte a sequestro, che come tutte le altre sono oggetto di         regolare e documentato intervento archeologico, sono comprese nella superficie del parco e del vincolo diretto, ma esterne alle aree recintate che, nel progetto di gestione, dovrebbero essere accessibili a pagamento.  Pertanto queste, così come la cava antica poco più a monte, saranno in futuro apprezzabili dai fruitori del parco anche senza la corresponsione del biglietto a suo tempo ipotizzato per il museo e l’area archeologica” (nota Sopr. Arch. prot. n. 485 del 24 aprile 2008).

Di queste ben 14 tombe a pozzo sono interessate dalle “gabbionate” di pietrame predisposte come “fioriere” per far da confine fra il “parco archeologico” e il “parco ambientale”, all’interno del cantiere del parco avviato dal Comune di Cagliari negli anni scorsi e tuttora sotto sequestro preventivo.

In questo frangente ancora estremamente delicato per il futuro della più importante area sepolcrale punico-romana del Mediterraneo emerge la notizia positiva della recentissima apertura da parte della Soprintendenza archeologica di un piccolo cantiere di pulizia e restauro della via sepolcrale romana alle pendici di Tuvixeddu, verso Viale S. Avendrace, di proprietà del Comune di Cagliari da più di dieci anni.  Una buon segnale.  Speriamo che non rimanga isolato e che costituisca, insieme alla ripresa dei lavori del parco archeologico-ambientale di competenza comunale, la premessa per un’efficace salvaguardia e valorizzazione – anche in chiave culturale e turistica – di tutto il Colle di Tuvixeddu.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Tuvixeddu, planimetria tombe rinvenute nell'area Erb

da La Nuova Sardegna, 22 novembre 2011

Respinte le eccezioni, gli ambientalisti saranno parte civile. Il processo entrerà nel vivo con la prossima udienza il 12 dicembre.

CAGLIARI. Gli ambientalisti parteciperanno come parte civile al processo sui presunti abusi edilizi commessi a Tuvixeddu. I giudici della prima sezione penale del Tribunale hanno respinto le eccezioni della difesa.   Sul banco degli imputati ci sono l’ex Sovrintendente per i beni Archeologici di Cagliari e Oristano Vincenzo Santoni, il dirigente del Comune Paolo Zoccheddu, il funzionario comunale Giancarlo Manis, l’archeologa incaricata della direzione scientifica degli scavi Donatella Salvi, l’amministratore della Cocco Costruzioni Raimondo Cocco e il direttore dei lavori Fabio Angius. Il collegio, presieduto da Mauro Grandesso, ha respinto l’eccezione che chiedeva la non ammissione degli ambientalisti come parte civile: gli Amici della Terra e il Gruppo di intervento giuridico saranno rappresentati dall’avvocato Rosalia Pacifico. L’ex sovrintendente Santoni, invece, è difeso da Pierluigi Concas, mentre gli altri imputati sono assistiti da Michele Loy, Benedetto Ballero, Agostinangelo Marras, Mariano e Massimo Delogu, e Massimiliano Ravenna. Respinta anche l’altra eccezione che contestava l’utilizzo del Nucleo investigativo del Corpo Forestale regionale per le indagini di polizia giudiziaria. I giudici hanno dichiarato aperto il dibattimento che dovrà chiarire se a Tuvixeddu siano stati compiuti degli abusi. Tra questi, nella contestazione figurano le autorizzazioni per la costruzione di alcuni edifici nel viale Sant’Avendrace, che avrebbero impedito la visibilità della retrostante necropoli punica, ma anche la realizzazione di fioriere e, per quanto riguarda Santoni, la partecipazione alla seduta del 21 febbraio 2007 della Commissione paesaggio: il soprintendente, secondo l’accusa, avrebbe dichiarato che alcune tombe rinvenute dopo il vincolo del 1997 fossero all’interno dell’area già vincolata, mentre in realtà pare fossero all’esterno, non astenendosi nonostante la figlia lavorasse per Coimpresa, la società che sta realizzando la lottizzazione nel colle.

 

Cagliari, Tuvixeddu, colombari romani

da L’Unione Sarda, 22 novembre 2011

Tuvixeddu, si comincia. TRIBUNALE. Al processo no alle eccezioni della difesa sulla Forestale.
Gli ambientalisti ammessi come parte civile.

Eccezioni respinte. Tutte. Le indagini sono state correttamente affidate al Corpo forestale, abilitato a svolgere funzioni di polizia giudiziaria, mentre gli ambientalisti del Gruppo d’intervento giuridico e gli Amici della terra sono legittimati a costituirsi parte civile.Il processo sugli abusi edilizi a Tuvixeddu e sul voto per i nuovi vincoli può iniziare: il presidente della prima sezione del Tribunale Mauro Grandesso ha fissato le date. Il 12 dicembre sarà sentito in aula Fabrizio Madeddu della Forestale, quindi si proseguirà il 19.
L’ACCUSA. Sono sei gli imputati: l’ex sovrintendente dei Beni archeologici Vincenzo Santoni, l’archeologa Donatella Salvi, il costruttore Raimondo Cocco, il direttore dei lavori Fabio Angius, il dirigente comunale Paolo Zoccheddu e il funzionario Giancarlo Manis. L’inchiesta penale ruota attorno ad alcuni abusi edilizi che, secondo il pubblico ministero Daniele Caria, sono stati commessi sul colle che ospita la più estesa necropoli punica del Mediterraneo. Non solo: nel mirino del rappresentante dell’accusa ci sono da un lato le fioriere realizzate all’interno del parco, dall’altro il voto della Commissione paesaggio col quale era stata respinta l’estensione del vincolo archeologico.

IL VINCOLO. In particolare, Santoni è accusato di aver attestato il falso quando, nella seduta del 21 febbraio 2007 della commissione Paesaggio, aveva sostenuto che alcune tombe trovate dopo l’imposizione del vincolo, nel 1997, si trovassero all’interno di quell’area tutelata. Per di più in quella stessa seduta il sovrintendente non si era astenuto dal voto nonostante la figlia Valeria lavorasse come progettista delle opere pubbliche nelle aree di Tuvixeddu-Tuvumannu per conto della Nuova Iniziative Coimpresa, società del gruppo Cualbu.

IL PALAZZO. Assieme all’archeologa Donatella Salvi, Santoni è anche accusato di aver dato l’ok alla costruzione di un palazzo nel viale Sant’Avendrace che avrebbe influito negativamente sulla luce e il decoro dell’area archeologica. Quest’ultima vicenda coinvolge anche il costruttore Cocco e il direttore dei lavori Angius. Quanto alla tranche sulle fioriere, oltre Santoni e Salvi vede imputati il dirigente del Comune, responsabile dell’area Gestione Territorio, Paolo Zoccheddu, e il funzionario Giancarlo Manis.

IL RINVIO. Dopo una breve camera di consiglio il Tribunale ieri mattina ha risolto le questioni procedurali sollevate nella precedente udienza dai difensori degli imputati. Quindi ha fissato la data in cui il processo entrerà nel vivo coi primi testi d’accusa.

 

Cagliari, Tuvixeddu, foto aerea

da Sardegna 24, 22 novembre 2011

Abusi edilizi a Tuvixeddu, gli ambientalisti parte civile.

CAGLIARI. Gli ambientalisti parteciperanno come parte civile al processo sui presunti abusi edilizi commessi a Tuvixeddu, il colle che ospita la più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo. I giudici della prima sezione penale del Tribunale hanno sciolto la riserva e respinto le eccezioni preliminari sollevate nella prima udienza dagli avvocati difensori. Sul banco degli imputati ci sono l’ex Sovrintendente per i beni Archeologici di Cagliari e Oristano Vincenzo Santoni, il dirigente del Comune di Cagliari (Servizio pianificazione del territorio) Paolo Zoccheddu, il funzionario comunale Giancarlo Manis, l’archeologa incaricata della direzione scientifica degli scavi Donatella Salvi, l’amministratore della Cocco Costruzioni srl Raimondo Cocco e il direttore dei lavori Fabio Angius. Il collegio, presieduto da Mauro Grandesso, ha dunque respinto l’eccezione che chiedeva la non ammissione degli ambientalisti come parte civile: gli Amici della Terra e il Gruppo di intervento giuridico saranno rappresentati in aula dall’avvocato Rosalia Pacifico. L’ex sovrintendente Santoni, invece, è difeso da Pierluigi Concas, mentre gli altri imputati sono assistiti da Michele Loy, Benedetto Ballero, Agostinangelo Marras, Mariano e Massimo Delogu, e Massimiliano Ravenna. Respinta anche l’altra eccezione che contestava l’utilizzo dei Forestali per le indagini di polizia giudiziaria. Ora i giudici hanno dichiarato aperto il dibattimento che dovrà chiarire se a Tuvixeddu siano stati compiuti degli abusi. Tra questi, nella contestazione figurano le autorizzazioni per la costruzione di alcuni edifici nel viale Sant’Avendrace, che avrebbero impedito la visibilità della retrostante necropoli punica, ma anche la realizzazione di fioriere e, per quanto riguarda Santoni, la partecipazione alla seduta del 21 febbraio 2007 della Commissione paesaggio: il soprintendente – secondo l’accusa – avrebbe dichiarato che alcune tombe rinvenute dopo il vincolo del 1997 fossero all’interno dell’area già vincolata, mentre in realtà pare fossero all’esterno, non astenendosi nonostante la figlia lavorasse come progettista delle opere pubbliche per conto di Coimpresa, la società che sta realizzandola lottizzazione nel colle. L’udienza è stata aggiornata al 12 dicembre prossimo

P.P.R., area di Tuvixeddu

 (elaborazioni immagine GrIG, foto Sopr. Arch., Ass.ne Nissardi, S.D., archivio GrIG)

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  1. dicembre 20, 2011 alle 4:14 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2011
    L’ex dirigente dei Beni culturali ha ricostruito in tribunale la vicenda del cantiere bloccato a Sant’Avendrace ai piedi di Tuvixeddu. «Un palazzo di sei piani tra le sepolture». L’intervento venne autorizzato prima che l’impresa acquistasse l’area dal Comune. Nessun nullaosta dalla sovrintendenza: «Solo termini scaduti». (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La Sovrintendenza aveva autorizzato la ditta Muscas a costruire un palazzo di sei piani nell’area di Sant’Avendrace, ai piedi di Tuvixeddu e a due passi dalle tombe puniche, prima ancora che l’area passasse dalla proprietà comunale all’impresa privata. Un caso unico di preveggenza edificatoria. Quell’edificio sarà poi parzialmente realizzato in base a un indice di cubatura altissimo («da edilizia intensiva») a cura delll’impresa Raimondo Cocco. A bloccarlo con una serie di iniziative ufficiali sarà infine il direttore regionale dei beni culturali Elio Garzillo, che ieri ha ricostruito la vicenda in tribunale rispondendo nelle vesti di testimone alle domande del pm Daniele Caria.
    Garzillo ha consegnato al presidente Mauro Grandesso una serie di fotografie: «Le ho scattate il giorno in cui mi sono accorto con preoccupazione di quello che stava accadendo in viale Sant’Avendrace» ha spiegato l’ex dirigente ministeriale, oggi componente del direttivo nazionale di Italia Nostra. Le immagini documentano che «alcune tombe venivano usate come deposito di materiali da costruzione» e le condizioni del cantiere «sporco e decisamente a rischio in un sito dove la salvaguardia doveva essere rigorosa». Eppure, in apparenza, era tutto in regola: «C’era la concessione edilizia – ha confermato Garzillo – mentre l’autorizzazione paesaggistica era in regola solo perchè la sovrintendenza architettonica aveva fatto scadere i termini». «Molto generiche» le prescrizioni a tutela del sito archeologico, al punto che la ditta Cocco si preparava a realizzare sino in fondo un condominio «con parcheggio e porticato, sei piani fuori terra» a ridosso dell’area sepolcrale senza andare troppo per il sottile. Garzillo ha insistito, rispondendo alle domande dei difensori, sull’anomalia originaria: «Una trattativa durata sette anni fra la ditta Muscas e il comune per costruire un palazzo, poi arriva la concessione e il Comune vende l’area edificabile proprio all’impresa che aveva chiesto l’autorizzazione a costruire. Una cosa del genere non l’avevo mai vista».
    Il dibattimento andrà avanti il 16 aprile con l’esame di altri testimoni. Sul banco degli imputati ci sono l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni, il dirigente comunale Paolo Zoccheddu, il funzionario comunale Giancarlo Manis, l’archeologa ministeriale Donatella Salvi, l’amministratore della Cocco Costruzioni Raimondo Cocco e il direttore dei lavori Fabio Angius.

  2. aprile 17, 2012 alle 2:42 pm

    da L’Unione Sarda, 17 aprile 2012
    Presunti abusi a Tuvixeddu, slitta il processo.

    È slittata a maggio, a causa dell’assenza di uno dei giudici del collegio, l’udienza in calendario ieri in Tribunale del processo sui presunti abusi commessi a Tuvixeddu. Al centro dell’indagine condotta dal pm Daniele Caria ci sono la realizzazione delle fioriere all’interno del parco archeologico, ma anche i presunti illeciti legati al voto della Commissione paesaggio col quale fu respinta l’estensione del vincolo, nonché l’autorizzazione a costruire un palazzo in via Sant’Avendrace che avrebbe influito negativamente sulla luce e il decoro dell’area archeologica. Sul banco degli imputati l’ex sovrintendente dei Beni archeologici Vincenzo Santoni, l’archeologa Donatella Salvi, il costruttore Raimondo Cocco, il direttore dei lavori Fabio Angius, il dirigente comunale Paolo Zoccheddu e il funzionario Giancarlo Manis. Tra le accuse contestate a Santoni c’è quella di aver attestato il falso quando, nel 2007, sostenne che alcune tombe rinvenute dopo il 1997 si trovassero all’interno dell’area già protetta.

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