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Tartarughe liberate nei mari sardi!


La Maddalena, liberazione di Tartarughe marine (Caretta caretta)

Belle notizie per i nostri mari!  Riceviamo dall’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e pubblichiamo molto volentieri.  Oltre ai due esemplari di Tartaruga marina (Caretta caretta) anche un esemplare di Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) è stato soccorso e liberato nelle acque di Alghero.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena – Comunicato stampa del 14.09.2011

 Liberati due esemplari di Caretta caretta nelle Bocche di Bonifacio.

 La liberazione in acque internazionali di due tartarughe marine della specie Caretta caretta ha visto protagonisti il Parco Nazionale dell’Arcipelago diLa Maddalena, il Parco Nazionale dell’Asinara e l’Office de l’Environnemet dela Corse, ente gestore della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio: una giornata di scambio e concreta collaborazione tra enti diversi che perseguono tutti lo stesso obiettivo, ossia la tutela e la valorizzazione delle valenze ambientali, paesaggistiche e culturali del tratto di mare compreso trala Sardegna e la Corsica, lo stretto delle Bocche di Bonifacio.

La Maddalena, liberazione di tartarughe marine

La giornata, organizzata per volontà dell’Office de l’Environnement de la Corse, ha visto protagoniste assolute due esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) recuperate in acque corse e assistite dal Centro recupero tartarughe marine del Parco Nazionale dell’Asinara nel corso degli ultimi mesi. La liberazione è avvenuta in acque internazionali sullo stretto delle Bocche. Alla giornata hanno partecipato diverse troupe televisive e in particolare una troupe che collabora conla BBC e il National Geographic inglese, impegnata in questi mesi nella produzione di un film dedicato esclusivamente alla presenza della plastica a mare e alle conseguenze che questa produce in particolare sugli animali marini.

L’evento odierno, che conferma ancora una volta la necessità di una collaborazione in rete tra tutti i soggetti che quotidianamente operano nei territori per la tutela dell’ambiente, si inserisce tra le attività di cooperazione transfrontaliera legate anche al progetto del PMIBB (Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio), che vede protagonisti il Parco Nazionale dell’Arcipelago diLa Maddalenae l’Office de l’Environnement dela Corsein qualità di ente gestore della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio. Finanziato con fondi del Programma Operativo “Marittimo” Italia-Francia 2007-2013, il progetto prevede la realizzazione di attività comuni di monitoraggio scientifico e di infrastrutture per ospitare un GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Terrritoriale), che sarà a tutti gli effetti il primo organismo permanente di cooperazione tra le due istituzioni.

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

da La Nuova Sardegna, 14 settembre 2011

Enorme tartaruga a Capo Galera. La Liuto, finita in una rete, è di nuovo libera.

 ALGHERO. Una gigantesca tartaruga «Liuto» è rimasta impigliata nei giorni scorsi tra le cime da pesca nelle acque di Capo Galera, ed è stata salvata dalla «Rete per il soccorso della fauna marina». Questa specie è la più grande tra le tartarughe marine, raggiunge infatti i 600 chilogrammi di peso per due metri di lunghezza. La segnalazione è arrivata dall’equipaggio di un gommone che svolge il servizio di informazione e sensibilizzazione ambientale per l’Area marina di Alghero. Immediato l’intervento predisposto dalla «Rete», di cui l’Area marina protetta algherese fa parte come «Centro di prima accoglienza». Coinvolti nel salvataggio i collaboratori dell’Area protetta, il tecnico Luciano Lobrano ed il naturalista Alberto Ruiu, insieme con una motovedetta della guardia costiera, al comando del tenente di vascello Giuseppe Prigigallo. Grazie al tempestivo soccorso è stata scongiurata la morte dell’animale per annegamento. Una volta liberata dal cordame la tartaruga ha ripreso il suo viaggio nelle acque di Capo Caccia.

(foto Ente Parco nazionale Arcipelago della Maddalena, da mailing list ambientalista)

  1. Elena Romoli
    settembre 15, 2011 alle 9:29 am

    che bella notizia!! 🙂 auguri alle magiche.. e state attente ai sacchetti di plastica, non sono quelle meduse che vi piacciono tanto..!

  2. settembre 15, 2011 alle 2:03 pm

    e l’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena ci comunica d’aver liberato anche un Piro-piro boschereccio: http://www.lamaddalenapark.it/comunicati-stampa/2011-09-15/liberato-un-esemplare-di-piro-piro-boschereccio

  3. settembre 23, 2011 alle 2:37 pm

    splendida notizia! 😛 😛 😛

    A.N.S.A., 23 settembre 2011
    Nati 50 piccoli di tartarughe. In provincia di Agrigento le prime schiuse attese a settembre: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2011/09/22/visualizza_new.html_700122609.html

    per chi volesse vedere la nascita delle Tartarughe marine (Caretta caretta): http://www.youtube.com/watch?v=S1EpTouyznA

  4. novembre 18, 2011 alle 2:48 pm

    semplicemente allucinante.

    da La Nuova Sardegna, 17 novembre 2011
    Al lavoro gratis da quattro mesi. «E pago le missioni di tasca mia».
    Senza stipendio i presidenti di parco Bonanno: ma io resto alla Maddalena. (Serena Lullia)

    LA MADDALENA. Il Parco nazionale dell’arcipelago ha un volontario illustre. Il suo presidente. Dal mese di agosto Giuseppe Bonanno non riceve lo stipendio.
    Per il decreto taglia-enti i parchi nazionali e il circolo per la tutela della porchetta hanno lo stesso valore. I loro presidenti non hanno diritto a un euro.
    Una interpretazione molto restrittiva delle norma trasforma un ruolo di potere e responsabilità in una occupazione per generosi, per uomini di buona volontà. Bonanno da quattro mesi non ha più diritto ai 1500 euro di stipendio. Paga di tasca i viaggi che lo portano in Italia o all’estero per mettere a punto accordi, progetti e finanziamenti. Vive grazie a qualche consulenza. Dal 2007 siede su una poltrona scomoda, desiderio proibito di politici di ogni colore. «È molto avvilente lavorare così – dichiara Bonanno – perché non viene riconosciuto l’impegno dei presidenti dei parchi, un ruolo tutt’altro che saltuario e onorifico. Noi rispondiamo in prima persona di tutto quello che fa l’ente. Ne siamo i legali rappresentanti. E guidare il Parco è un impegno quotidiano e a tempo pieno». Non esiste una giornata tipo del presidente. Ma tante giornate di super impegno. «Ogni giorno è diverso – commenta Bonanno -, con una emergenza nuova. Siamo chiamati a incontrare la gente che vuole risposte prima di tutto dal presidente. Poi c’è la pianificazione e la programmazione, gli impegni istituzionali, gli accordi di programma con i diversi enti, gli incontri con la Provincia, la Regione. Spesso veniamo convocati a Roma al ministero. Poi c’è la ricerca dei fondi». Un impegno di 12 ore al giorno, 7 giorni su sette. Gratis. «Tagliare i nostri stipendi è una visione miope, frutto di una interpretazione della norma che equipara i parchi agli enti di tutela della porchetta o dei circoli bocciofili – aggiunge Bonanno -. Non ci si rende conto che i parchi muovono finanziamenti, assumono persone, si pronunciano su progetti con un grosso impatto sull’ambiente. Mi domando in futuro chi se la sentirà di prendere posizioni anche scomode se non gli viene riconosciuto nemmeno un ruolo». Ma Bonanno non intende andare via. «Mi garantisco la sopravvivenza con qualche lavoro di consulenza – aggiunge -. Con il taglio delle missioni da settembre porto avanti alcuni progetti comunitari pagando di tasca gli spostamenti. Ma pur tra mille difficoltà resto, fino alla scadenza del mandato, a maggio del 2012».
    In futuro, se passasse questa linea, fare il presidente del Parco potrebbe diventare un premio alla carriera. «L’alternativa è che la guida dei parchi sia affidata a pensionati, gente che alla fine di un percorso professionale ottiene un riconoscimento alla carriera – conclude Bonanno -. Ciò significa che gli enti saranno destinati a non correre più. Io sono il più giovane fra i miei colleghi e posso garantire che è il primo compito di un presidente è creare relazioni, muoversi, fare sacrifici. E il risultato non arriva subito». Al presidente di buona volontà arriva anche la solidarietà dei dipendenti. Con una lettera al presidente della Repubblica e al ministero dell’Ambiente hanno sottolineato il paradosso del taglio allo stipendio dei presidenti.
    «Vengono tagliati 23 compensi da 1500 euro ma non si toccano i cumuli di incarichi, i doppi e i tripli stipendi – si legge nella missiva -. La carica di presidente, come la riveste Bonanno, non può essere considerata un titolo onorifico. Non c’è nessun onore nel lavorare quotidianamente al servizio dello Stato e a beneficio di una comunità ricevendo in cambio attacchi e decurtazioni. Ed è ancora meno onorevole fare una politica dei tagli rigorosa con i deboli e lassista coi forti».

  5. novembre 26, 2011 alle 7:51 pm

    A.G.I., 25 novembre 2011
    PARCO LA MADDALENA: RECUPERATA TARTARUGA CARETTA IN DIFFICOLTA’: http://www.agi.it/cagliari/notizie/201111251355-cro-rca1033-parco_la_maddalena_recuperata_tartaruga_caretta_in_difficolta

  6. giugno 29, 2012 alle 10:04 pm

    e ancora 😛

    riceviamo dall’Ufficio Stampa dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e pubblichiamo volentieri.

    Liberati nelle acque del Parco due giovani esemplari di Caretta caretta

    ——————————————————————————–

    Comunicato stampa del 29.06.2012

    L’Ente Parco ha liberato nella mattinata di oggi, in accordo con il Centro di recupero del Sinis e la Clinica veterinaria “Duemari” di Oristano, due delle tartarughe marine recuperate all’interno dell’area protetta nell’ambito della “Rete regionale per la conservazione della fauna marina”, struttura della quale fanno parte i due parchi nazionali e tutte le altre aree marine protette della Sardegna e finanziata dall’Assessorato regionale alla difesa dell’ambiente: il primo dei due giovani esemplari di Caretta caretta, ribattezzato “Garibaldina”, era stato avvistato in difficoltà il 30 maggio 2011 presso il ponte di Caprera e presentava una frattura all’arto anteriore destro, mentre il secondo è la piccola tartaruga con problemi di galleggiamento tratta in salvo il 28 novembre 2011 presso gli Isolotti Stramanari e chiamata “Mariolina”.

    La liberazione è avvenuta nel tratto di mare tra Punta Sardegna e Spargi, in una zona poco trafficata e in prossimità di una secca, dopo essere state trasportate nella giornata di ieri presso il Centro di primo soccorso del Parco a Stagnali.

    La storia di Garibaldina. Alla piccola Caretta caretta è stato dato il nome “Garibaldina” dal personale del Parco, in onore dell’Eroe a cui proprio quella zona di Caprera era tanto cara. Recuperata infatti nelle acque del Parco in prossimità del ponte dell’isola, grazie all’attenzione e sensibilità di Mario Murri – un cittadino che dopo essersi accorto dell’animale in difficoltà ha provveduto a sollecitare il CFS di Caprera per un intervento di tutela dell’esemplare – il giovane animale, di piccole dimensioni (circa 25 cm. di carapace), presentava la rottura della pinna anteriore destra, lesione non grave che ha così permesso la totale guarigione nel corso del suo ricovero all’interno della clinica “Duemari” di Oristano, dov’è rimasta fino al totale recupero delle funzioni di mobilità.

    Il recupero di Mariolina. Salvata anche in questo caso grazie alla segnalazione di un pescatore sportivo maddalenino, Franco Lai, il giovane esemplare era stato avvistato mentre nuotava a pelo d’acqua in apparente stato di difficoltà in prossimità degli Isolotti Stramanari, di fronte alla costa dell’isola di Santa Maria. La tartaruga marina, anch’essa di piccole dimensioni, era stata immediatamente assistita grazie all’intervento del personale dell’Ufficio ambiente dell’Ente Parco; dopo il suo ricovero presso la Clinica “Duemari”, le successive cure e la completa guarigione da una grave malattia di carattere respiratorio, l’animale è stato finalmente restituito alle acque dell’Arcipelago insieme a “Garibaldina”.

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