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La Sardegna terra promessa della speculazione golfistico-immobiliare?


Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

Il Consiglio regionale sta discutendo in questi giorni la proposta di un testo unificato sulla promozione del golf, frutto della rielaborazione (gennaio 2011) da parte della propria Commissione permanente “urbanistica” dell’originaria proposta di legge dei Riformatori (la n. 83 del 12 ottobre 2009).  La proposta originaria risulta modificata in più punti, indicando nei soli progetti di qualità quelli da approvare e sostenere.

Anche l’inizio della discussione assembleare ha portato alcuni pesanti tagli alla proposta di legge: l’eliminazione di una generosa pubblicità istituzionale in favore della legge da 15,1 milioni di euro e dell’individuazione delle aree dove promuovere i progetti golfistico-immobiliari (entro100 km. dagli aeroporti di Cagliari, Alghero, Olbia).

A parte il fatto che per “progetti di qualità” si può intendere tutto e nulla, è prevista l’edificazione di 150 ville (180 metri quadri + giardino) e servizi (generali, commerciali, sportivi) per ogni campo da golf.    L’affare immobiliare è palese.

Del resto la realizzazione di campi da golf finora è stata in Sardegna quasi esclusivamente la foglia di fico per speculazioni immobiliari, spesso condite con abusi edilizi.

Domus de Maria, Chia, lavori abusivi per il campo da golf (2007)

Basta una verifica veloce:

*   i campi da golf del gruppo Is Arenas s.r.l. sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa, OR) sono addirittura stati oggetto di una condanna da parte della Corte di Giustizia europea per gravi violazioni della direttiva Hatitat (n. 92/43/CEE) e una nuova procedura di infrazione è stata avviata dalla Commissione europea, sempre su denuncia delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra. E viene definito un “progetto di qualità”;

*  il campo da golf del gruppo Stim s.p.a. sulle rive dello Stagno di Chia (Domus de Maria, CA) è stato ritenuto abusivo (e si è dato corso al ripristino ambientale) con sentenza della Corte d’Appello di Cagliari (si attende a breve la sentenza definitiva della Corte di Cassazione) al termine del relativo procedimento penale avviato su denuncia delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra. Anche questo è stato definito un “progetto di qualità”;

Domus de Maria, Chia, cartello sequestro preventivo area lavori campo da golf (2007)

*  il raddoppio della lottizzazione di Is Molas (Pula, CA) è stato giustificato con la realizzazione di nuovi campi da golf e la ristrutturazione dei precedenti: è stata avviata una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per violazione della normativa comunitaria sulla V.I.A. (direttive n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE), sempre su denuncia delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra. Anche questo è stato definito un “progetto di qualità”, grazie al coinvolgimento dello Studio Fuksas.  

Ricordiamo, poi, che ogni campo da golf,  tipo medio, a 18 buche, secondo stime riportate da Il Corriere della Sera (“Il consumo sostenibile dei campi da golf“, 27 settembre 2011), consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno, cioè 730.000 metri cubi di acqua all’anno.     Ovvero ogni 24 ore un percorso golfistico si “beve” la stessa quantità d’acqua consumata da un paese da 8-9.000 residenti.

Bisogna inoltre tener conto anche degli alti livelli di evaporazione e di drenaggio, mentre – in alternativa – le precipitazioni piovose necessarie per il mantenimento di un green golfistico (prato di graminacee perenni) devono essere cospicue.                      Analogamente si devono sottolineare l’uso dei fertilizzanti (a base di azoto, fosforo e potassio “a lenta cessione”) e dei fitofarmaci utilizzati per prevenire l’attacco da parte di patogeni di origine fungina, contro insetti, acari ed erbe c.d. infestanti, per non parlare pesticidi e diserbanti per l’ordinaria gestione del circuito golfistico.

L’uso dell’acqua per il golf dunque oltre ad essere considerato una sorta di lusso insopportabile tra i consumatori, anche per alcune  norme legislative sembrerebbe essere non ammesso: “nei periodi di siccita’ e comunque nei casi di scarsità di risorse idriche,….deve essere assicurata, dopo il consumo umano, la priorità dell’uso agricolo” (art. 28 della legge n. 36/1994 e successive modifiche ed integrazioni).     

I vantaggi ambientali ed economici per la collettività non sono pertanto così rilevanti, anzi.   I vantaggi per gli speculatori immobiliari sono invece evidenti.  

Il Consiglio regionale sarà capace di un sussulto di decenza?

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Pula, Is Molas, comunicazione Commissione europea apertura procedura d'infrazione (2009)

 da La Nuova Sardegna, 14 settembre 2011

«Su ogni campo da golf 150 nuove case». Il Pd: «Non c’entra il turismo ma il cemento». Cancellate le spese per la promozione.   Alfredo Franchini

CAGLIARI. La legge sul golf avanza lentamente in Consiglio tra le accuse del Centrosinistra che ritiene il progetto un primo tassello per ridare fiato al partito del cemento, e la maggioranza che difende la proposta presentata dai Riformatori. «In uno o due passaggi», ha ammesso il capogruppo del Pdl Mario Diana, «la proposta di legge può modificare il Ppr ma sarà compito della Giunta vedere cosa fare. Noi auspichiamo che il Ppr venga cambiato». «Una legge inutile», l’ha bollata il capogruppo del Pd, Mario Bruno mentre il relatore di maggioranza, Franco Meloni (Riformatori) spiegava che si trattava di un passo indispensabile per agevolare l’offerta turistica. Gian Valerio Sanna fa un po’ di conti: «Quale turismo? Qui si parla solo di volumetrie, nemmeno per alberghi, ma per immobili. Non ci sono agevolazioni ma favori. E quanto cemento! Centocinquanta case da 180 metri quadri da moltiplicare per centinaia di campi; insediamenti di circa 500 persone l’uno, in totale cento volte i nostri paesi. Tutto da mettere in vendita sul mercato immobiliare». L’assemblea procede nella votazione degli emendamenti e si susseguono gli interventi con prevalenza del centrosinistra. Nelle votazioni di ieri non è mancata qualche sorpresa come quando è stato cancellato, a voto segreto, su un emendamento presentato dal Psd’Az, un comma dell’articolo 1 bis che prevedeva il finanziamento di una campagna promozionale pluriennale per promuovere l’immagine dell’isola come polo del turismo golfistico. La somma prevista era di 15,1 milioni di euro per cinque anni. Nella proposta di legge, inoltre, erano state indicate le zone in cui incentivare e agevolare gli insediamenti golfistici: un altro emendamento ha cancellato le indicazioni dei comuni molti dei quali erano compresi in un raggio di100 chilometri di percorrenza stradale dai tre aeroporti sardi di Cagliari, Olbia e Alghero e in un raggio di50 chilometri dagli scali di Tortolì e Oristano. È previsto che siano ammessi alle agevolazioni tutti gli enti locali ed altri enti pubblici, anche in forme associate, società e consorzi a capitale misto pubblico-privato con sede legale in Sardegna e associazioni sportive regolarmente iscritte alla Federazione nazionale del golf.  La seduta dell’assemblea che ieri è stata presieduta da Giuseppe Luigi Cucca s’era iniziata tra le polemiche sollevate da Mario Bruno (Pd) e Luciano Uras (Sel). I due capigruppo hanno contestato che, nonostante la crisi, il Consiglio abbia deciso «di non affrontare le vere priorità dell’isola: lo sviluppo economico e la vertenza con lo Stato».

Pula, Is Molas, rendering progetto Fuksas

Nei paesi troppi immobili sfitti. Tra i dubbi anche lo sperpero d’acqua.

CAGLIARI. Franco Meloni (Riformatori sardi), relatore di maggioranza, ha spiegato che l’obiettivo del progetto di legge è quello di incrementare il turismo sardo di circa 700 mila presenze l’anno in bassa stagione, nel periodo tra ottobre e aprile. Da qui la necessità di creare una serie di circuiti di campi da golf tutti costruiti in modo analogo con sei campi da diciotto buche, in grado di ospitare 150 giocatori per volta. Ma nel computo ci sono anche gli accompagnatori che porterebbero le presenze turistiche a quota 600 mila e l’apertura di numerosi hotel. Ora nell’isola esistono solo quattro campi da golf a diciotto buche: Pevero Golf club in Costa smeralda, Is Arenas a Narbolia, Is Molas a Pula e Tanka a Villasimius. L’opposizione contesta il piano: «Il golf è solo un pretesto». Sechi (Sel) ha accusato la maggioranza di voler continuare a costruire, quando, come nel caso di Alghero, ci sono migliaia di case sfitte. E del difficile mercato immobiliare, peraltro fonte di disastri economici in America e in Spagna, ha parlato anche Gian Valerio Sanna (Pd). Adriano Salis, capogruppo dell’Idv, ha ribadito che non ha senso parlare di golf con la drammatica situazione regionale, mentre Giampaolo Diana (Pd) ha chiesto a Franco Meloni, primo firmatario della proposta di legge, se può assicurare che per i campi da golf verrà utilizzata solo acqua dal sistema di riciclo. Sull’opportunità di discutere la legge, il vicecapogruppo Pd ha citato solo alcuni dati: «La Caritas ogni giorno fornisce 675 pasti, questa è la situazione sarda. E quanto ad altre costruzioni, Villasimius ha 5 mila seconde case, Budoni 11 mila. Questa legge vuole solo incrementare le volumetrie con un impatto pesantissimo», ha detto Giampaolo Diana. Per Chicco Porcu (Pd) «temi come quello della vertenza entrate attendono ancora di essere messi all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri ela Sardegna non è in grado di poter mandare avanti nessuna azione pubblica in nessun settore». Anche Luciano Uras (Sel) ha spiegato di trovarsi in difficoltà a parlare di golf in una situazione di crisi e di emergenza assoluta». Gian Valerio Sanna: «Qui c’è la sensazione di parlare al nulla. Il problema vero di quest’aula è l’assenza politica, culturale e sociale di qualunque problema». I lavori del Consiglio riprenderanno stamani dall’articolo quattro.

golf in Sardegna

 (carta da La Nuova Sardegna, elaborazione immagine GrIG, foto da www.designboom.com, G.C.F., R.D., E.D., archivio GrIG)

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  1. settembre 14, 2011 alle 8:10 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 14 settembre 2011
    Regione, il Pd accusa: “Progetti del golf, volete cementificare”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/14/news/regione-il-pd-accusa-progetti-del-golf-volete-cementificare-4960193

    da Sassari Notizie, 14 settembre 2011
    Regione, per il turismo golfistico modificato il Piano paesaggistico.
    Mario Bruno (Pd) accusa: «Il cemento e il mattone vi assillano» (Alessandro Garau): http://www.sassarinotizie.com/articolo-6941-regione_per_il_turismo_golfistico_modificato_il_piano_paesaggistico.aspx

  2. fabio
    settembre 14, 2011 alle 9:48 pm

    in pratica se ho capito bene a is arenas loro fanno illeciti e noi paghiamo la mora? in piu è ancora tutto in piedi?

  3. settembre 15, 2011 alle 1:47 pm

    una forma di lotta contro i campi da golf esistenti e i golfisti

  4. settembre 15, 2011 alle 2:21 pm

    e quest’ennesima porcherìa passa con i voti di meno della metà del Consiglio regionale.

    A.N.S.A., 15 settembre 2011
    Passa in Aula legge sul golf, centrodestra si spacca. Possibili costruzioni sino a 3,5 mln di metricubi e 20 i campi.

    CAGLIARI, 15 SET – E’ legge il provvedimento per lo sviluppo turistico attraverso il golf, ma la maggioranza di centrodestra si spacca sulla realizzazione, in deroga al Piano paesaggistico regionale, di campi, residenze o alberghi connessi anche in sistemi delicati o nella fascia costiera (oltre i mille metri dalla battigia). I consiglieri Psd’Az hanno votato contro la legge che ha avuto 36 si’ di Pdl, Udc-Fli e Riformatori. Barricate del centrosinistra che non ha partecipato ai lavori “di una norma che prevede sino a 3,5 mln di mc e 20 campi”; mentre centrodestra, esclusi i sardisti, ha difeso il provvedimento.

    da La Nuova Sardegna on line, 15 settembre 2011
    Passa la legge sui campi da golf, l’opposizione insorge: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/15/news/passa-la-legge-sui-campi-da-golf-l-opposizione-insorge-4966406

    da L’Unione Sarda on line, 15 settembre 2011
    Regione, passa la “legge sul golf”. Ma la maggioranza si spacca in aula: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/235425

  5. settembre 15, 2011 alle 2:32 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 settembre 2011
    Golf e cemento, il Psd’Az contro gli alleati. Passa la proposta di costruire a mille metri dal mare, i sardisti non voteranno la legge. (Filippo Peretti)

    CAGLIARI. Alberghi e residenze potranno essere realizzati a mille metri dal mare. Sulla legge per il golf il centrodestra si spacca in Consiglio regionale (il Psd’Az chiedeva una distanza minima di tre chilometri) ma va avanti a testa bassa. L’opposizione di centrosinistra denuncia «la nuova speculazione immobiliare». Ancora polemiche sul Ppr e la pubblicità istituzionale della giunta.
    Sarà approvata questa mattina la legge che consentirà la realizzazione di una ventina di campi da golf e la costruzione di circa tre milioni di metri cubi di cemento per garantire il business agli investitori. Ormai non dovrebbero esserci più problemi di tempo perché l’opposizione ieri pomeriggio ha deciso di disertare i lavori: «Sono sordi a tutto e a tutti, è inutile assistere a questo scempio», hanno dichiarato i leader consiliari del centrosinistra riferendosi all’ostinazione della giunta di Ugo Cappellacci e della maggioranza che la sostiene.
    Un’ostinazione che ha provocato ieri un serio problema politico al centrodestra. Il Psd’Az non ha votato la norma sulla distanza minima di mille metri dal mare e ha visto decadere il suo emendamento che, con l’assenso ufficiale delle opposizioni, puntava a portare a tre chilometri la fascia di tutela. Il capogruppo Giacomo Sanna ha annunciato che oggi i sardisti voteranno contro la legge: «Il vincolo di maggioranza – ha spiegato – non ci può portare a tradire la linea storica del nostro partito a favore della tutela del territorio e del paesaggio. Questa legge a questo punto è del tutto sbagliata, perché favorendo gli investimenti sulla fascia costiera porterà gli investitori a trascurare del tutto le zone interne dell’isola. Altro che sviluppo». Oltre che con i Riformatori (che hanno proposto la legge) e gli altri alleati, Sanna ha polemizzato anche con il centrosinistra: «Ci sono state ambiguità e complicità». E ha spiegato: «Nella seduta mattutina puntavamo a mettere in discussione e votazione il nostro emendamento sui tre chilometri – ha detto – ma il consigliere del Pd Chicco Porcu ha chiesto un rinvio al pomeriggio, dando così tempo ai Riformatori di presentare un emendamento all’emendamento per far decadere il nostro. E così è successo grazie a un voto che, a scrutinio segreto, dalle opposizioni ha avuto contributi».
    Quando è passata la linea dei Riformatori, l’opposizione ha abbandonato l’aula. «In aula – ha detto il capogruppo del Pd, Mario Bruno – si è manifestato l’autentico intendimento della maggioranza e cioè quello di autorizzare la modifica del Ppr per consentire l’edificazione nella fascia costiera di residenze e alberghi connessi ai campi da golf». Bruno ha detto che «si tratta di un potenziale che si aggira sui tre milioni di metri cubi a favore degli speculatori del mattone». E’ una legge «inopportuna e illegittima» per le violazioni al Ppr.
    E proprio sulle annunciate modifiche al Ppr e sulla pubblicità istituzionale della Regione c’è stato anche ieri un duro scontro in aula.

  6. paolo
    settembre 15, 2011 alle 3:25 pm

    ma se il tipo dei riformatori che ha presentato il piano golf ha come minimo 150 anni , che cosa c…
    ne sa di golf? per favore intercettateli tutti, dal presidente all’usciere . non se ne esce piu’.

  7. settembre 16, 2011 alle 3:38 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 settembre 2011
    LA SCHEDA. In ciascuno dei 25 campi possibile realizzare alberghi e residenze private.

    CAGLIARI. Sono quattordici gli articoli che compongono la legge che autorizza la realizzazione di 25 campi da golf nell’isola. Il primo indica le finalità del provvedimento: destagionalizzare i flussi turistici e favorire le zone svantaggiate.
    Tra le agevolazioni previste nell’articolo successivo si indicano la semplificazione procedurale per chi vuole realizzare campi da golf e l’introduzione di particolari indici di edificabilità.
    Soggetti destinatari della legge (art. 3) sono gli enti locali, altri enti pubblici, società e consorzi a capitale misto pubblico/privato con sede legale in Sardegna, associazioni sportive regolarmente iscritte alla Federazione golf.
    Si passa poi all’indicazione di quali caratteristiche dovranno avere i campi da golf (18 buche) e alle caratteristiche che dovranno avere le strutture ricettive alberghiere e residenziali connesse ai campi.
    Per quanto riguarda impianti nelle zone costiere, la legge, in deroga alle attuali disposizioni e al Ppr, prevede che le costruzioni possano essere realizzate fino alla fascia di un chilometro dal mare, 500 metri nelle isole minori. La realizzazione deve essere compatibile con il mantenimento delle biodiversità.
    Il testo, sempre in deroga alle norme attualmente in vigore e alle previsioni comunali, passa poi ad indicare gli indici di edificabilità previsti come premialità per chi costruisce i campi da golf e le strutture connesse: l’indice massimo è di 0,06 metri cubi per metro quadro, con un limite volumetrico di 80 mila metri cubi. Possono essere realizzate per il 50% dei volumi consentiti villette unifamiliari, strutture residenziali alberghiere, club house e locali di servizio (garage e scantinati). Più si costruisce lontano dalle coste, più aumenta la volumetria concessa come premialità.
    Si calcola che la volumetria complessiva prevista è di oltre tre milioni di metri cubi: in ciascuno dei 25 campi da golf realizzabili la volumetria può essere tra i 75 mila e gli 85 mila metri cubi tra alberghi e residenze (sino al 60 per cento), senza contare club-house, garage e scantinati. Sono previsti, al di fuori dei territori tutelati dal Ppr, premialità sino al 60 per cento.
    La fruizione delle agevolazioni della legge sul golf non è cumulabile con qualunque altro contributo economico regionale. I progetti devono essere valutati da una commissione regionale nominata dalla giunta, composta da rappresentanti della Regione e da esperti di campi da golf, uno di nomina dell’esecutivo l’altro indicato dalla Federazione italiana golf.

    «Sì» al golf con 3 milioni di mc di cemento. Ormai è rottura tra Cappellacci e il Psd’Az, salta la nomina di Murino all’Ente Foreste. (Filippo Peretti)

    CAGLIARI. Venticinque campi da golf e tre milioni di metri cubi di cemento: tra duri scontri politici e lo strappo forse definitivo tra Ugo Cappellacci e il Psd’Az, il centrodestra ha approvato ieri la legge voluta dai Riformatori. Le opposizioni, che hanno abbandonato l’aula, sono sicure: «Norme illegittime per le deroghe al Ppr».
    I «sì» sono stati appena 36 (Pdl, Udc, Riformatori, Mpa e Uds) mentre i 4 sardisti hanno detto «no» e le opposizioni (Pd, Sinistra e Idv) più l’Api (con Roberto Capelli durissimo contro i suoi ex alleati del centrodestra) non hanno partecipato al voto. Soddisfatti i Riformatori, che avevano proposto il provvedimento: Franco Meloni e il capogruppo Pierpaolo Vargiu hanno dichiarato che «in questa legislatura è la prima legge che parla di sviluppo».
    Sul piano politico, anche ieri è stato molto duro lo scontro tra il Psd’Az e gli alleati. Il capogruppo sardista Giacomo Sanna ha criticato una legge che «ha la finalità di favorire le zone svantaggiate e invece punta sulle zone costiere». Il riferimento è alla decisione di prevedere la costruzione di alberghi e residenze a mille metri dal mare in deroga al Ppr, deroga «illegittima» secondo Psd’Az e opposizioni. «Non era nei patti», ha tuonato il sardista Paolo Maninchedda, che, nel chiedere una sorta di pregiudiziale alla delega affidata alla giunta, ha avuto un duro scontro anche con la presidente Claudia Lombardo. Insomma, una rottura politica in piena regola, tanto che erano in molti a dare per certo il «no» della giunta alla nomina del sardista Giorgio Murino all’Ente Foreste.
    Sulle deroghe al Ppr sono emerse perplessità nella stessa maggioranza. Il capogruppo del Pdl, Mario Diana, ha posto qualche dubbio sulla concreta applicabilità della legge rispetto al Ppr. L’assessore all’Urbanistica, Nicola Rassu, chiamato in causa, ha spiegato che occorrerà approfondire con i tecnici se quanto stabilito nella legge sul golf possa intervenire sulle linee guida del Ppr. «Se necessario – ha detto – il piano potrà tornare in aula, il Consiglio è sovrano». Nessun dubbio da parte di Fli. Ignazio Artizzu: «Nel 2009 avevamo promesso di spazzare via il Ppr». E Matteo Sanna, presidente della commissione Urbanistica: «La legge ha rango superiore al Piano paesaggistico».
    Fuori dall’aula, il centrosinistra ha duramente contestato la legge e il centrodestra. Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, è tornato anche sul caso della pubblicità istituzionale della giunta: «I turisti scappano e loro pensano agli spot», ha detto. A dare i numeri sulle cubature è stato l’ex assessore Gian Valerio Sanna, «padre» del Ppr: «Tra i 3 e i 3 milioni e mezzo di metri cubi». «Brancolano nel buio – ha detto il capogruppo di Sinistra, Luciano Uras – e proseguono nell’ossessione compulsiva alla costruzione». Chicco Porcu (Pd), accusato dal Psd’Az di aver favorito il centrodestra chiedendo il rinvio del voto sull’emendamento sardista che portava a 3 chilometri la distanza minima dal mare, ha replicato: «Noi facciamo opposizione e mettiamo in evidenza le contraddizioni della maggioranza, i sardisti sono ambigui intascando incarichi e potere e facendo finta di criticare».

  8. settembre 16, 2011 alle 3:45 pm

    da Sardegna 24, 16 settembre 2011
    Il piano golf è legge. (Pablo Sole): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20110916093455.pdf

    “Una verniciata di verde nella Sardegna alla fame”. (M. Giovanna Fossati): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20110916093327.pdf

  9. settembre 16, 2011 alle 3:51 pm

    da Sardegna 24, 16 settembre 2011
    Gruppo d’Intervento Giuridico. Green nell’Isola? Un errore. “Da noi piove troppo poco”. Eluse le procedure previste dal Piano Paesaggistico e la Sardegna non ha la vocazione per questi impianti. I dubbi di Stefano Deliperi. (Francesco Giorgioni)

    “Un conto è un campo da golf in Scozia o nella Francia del nord, un conto è mettersi in testa di disseminarne una ventina in giro per la Sardegna. Qual è la differenza? Da noi piove molto meno rispetto a quelle aree dell’Europa, non abbiamo dunque la vocazione per questo genere di impianti. Che nella nostra Isola avrebbero costi di gestione insostenibili per le comunità”. E’ persino elementare il ragionamento di Stefano Deliperi, leader del Gruppo d’Intervento Giuridico, per spiegare la sua posizione sul piano del golf: “Per me non sta né in cielo né in terra, è una forzatura che nasconde i soliti appetiti immobiliari”.

    Durante il dibattito si è anche detto che questo piano violi palesemente il Piano paesaggistico.
    E’ esattamente così. Il Ppr prevede tutta una serie di procedure che sono state clamorosamente eluse da questa legge, legge che prevede una variante automatica al Piano che nessuno ha mai votato. Viene violato, in particolare, il decreto legislativo 42 del 2004 sulla salvaguardia dei beni paesaggistici che è una norma cardine del Ppr. Questa legge non può essere approvata, un po’ come il piano casa del 2009 sul quale, infatti, sono arrivate le eccezioni di incostituzionalità.

    Presenterete degli esposti?
    Potremmo rivolgerci sia alla giustizia amministrativa sia a quella penale. La Regione invade un ambito che non è di sua esclusiva competenza.

    Condivide l’opinione di chi sostiene che dietro il verde dei campi si nascondano i soliti appetiti immobiliari?
    E’ evidente. Non c’era mica bisogno di una legge specifica per creare nuovi campi da golf, si tratta di uno strumento per realizzare nuovi complessi immobiliari. Dietro ci sono i soliti interessi a molti zeri.

    Ritiene che questa iniziativa possa davvero essere un volano per l’economia della Sardegna?
    Le dico come andrà a finire: verranno collettivizzate le perdite – dunque le pagheremo tutti – e saranno invece privatizzati gli utili. Pagheremo soprattutto in termini di consumo d’acqua, che sarà levata a ben più importanti usi pubblici.

    Acqua. Il fabbisogno idrico? Quanto una città.

    Un campo da golf è una struttura dal fabbisogno idrico notevole. Ecco le stime del Gruppo d’intervento giuridico: “Ogni campo da golf, tipo medio, a 18 buche, secondo stime dell’Associazione Europea del Golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno, cioè 730.000 metri cubi di acqua all’anno. Ovvero ogni 24 ore si ‘beve’ la stessa quantità d’acqua consumata da un paese di 8-9.000 residenti”.

  10. paolo
    settembre 16, 2011 alle 8:33 pm

    25 campi da golf in una regione di 24mila km quadrati . questi sono competamente andati. ma cosa pensano che siamo in australia.
    praticamente ogni dieci minuti di macchina un campo da golf con attorno tutto quel cemento.

  11. settembre 17, 2011 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 17 settembre 2011
    Legge regionale sul Golf, toto-scommesse sui nuovi campi.
    Dove sorgeranno i campi? Chi li realizzerà? Ambientalisti e centrosinistra rilanciano l’accusa che i manti erbosi servano solo a nascondere la possibilità di costruire lungo le coste in deroga al piano paesaggistico. (Pier Giorgio Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/17/news/legge-regionale-sul-golf-toto-scommesse-sui-nuovi-campi-4973224

    In Consiglio 5 «cecchini» dell’opposizione. Aiuto alla giunta sulle deroghe al Ppr. Slitta il conflitto Pdl-Psd’Az. (Filippo Peretti)

    CAGLIARI. Gli scontri nella maggioranza di centrodestra, i sospetti nell’opposizione di centrosinistra. L’approvazione della legge sul golf (e soprattutto le deroghe al Ppr con la previsione di 3 milioni cubature anche nella fascia costiera) ha aperto nuove tensioni in Consiglio regionale.
    Iniziamo dalla coalizione di governo. Il voto contrario dei sardisti prima all’articolo sulle deroghe e infine alla legge nel suo complesso ha colpito il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, che da tempo non nasconde insofferenza per le «ribellioni» del Psd’Az. E ha provocato dure reazioni, ma per ora sotto traccia, tra gli alleati e in particolare nel Pdl, dove si sta rafforzando l’area dei «falchi» che premono, per ragioni politiche o per avere più spazi di potere, per una rottura definitiva del rapporto con il partito dei 4 Mori. Avvertono, per ora a bassa voce, che è inutile andare avanti perché sono certi che sarà lo stesso Psd’Az, prima della fine della legislatura, a decidere comunque la rottura.
    Lo strappo consiliare sulla legge a favore dei 25 campi da golf ha avuto già un’immediata conseguenza: non viene più dato per certo che la presidenza dell’Ente Foreste andrà ancora al Psd’Az, che ha già scelto l’avvocato Giorgio Murino. La giunta ieri non si è riunita e la decisione potrebbe arrivare la settimana prossima: c’è chi parla con sempre maggiore insistenza di una nomina che andrà a Fli per il rientro nella maggioranza di centrodestra.
    Alta tensione anche nel centrosinistra. L’emendamento che ha consentito al centrodestra di salvare, per le costruzioni da realizzare nei «green», la distanza minima di mille metri è stato infatti approvato grazie al contributo di cinque franchi tiratori dell’opposizione. Questo, almeno, risulta dai conteggi ufficiosi sulla votazione a scrutinio segreto. La mancata approvazione avrebbe sicuramente provocato una ridiscussione dell’intera legge. E ha comunque fatto cadere altri emendamenti (uno di parte del Pdl e uno del Psd’Az) che prevedevano rispettivamente distanze minime di due e di tre chilometri.
    Di «nuove cementificazione delle coste» ha parlato Daniele Cocco (Idv). «La maggioranza – ha detto – non ha la percezione reale di quanto sta accadendo nella società, dei drammi sociali della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile».

  12. Cilios
    settembre 17, 2011 alle 3:34 pm

    Rieccomi! Vorrei porre un quesito: C’è qualche attinenza tra il progetto (sponsorizzato anche da voi) di eliminare i 13 campeggi”abusivi”(sic!) dislocati in prossimità della Baia delle ninfe (alghero)e il progetto di costruire nella medesima area delle villette laddove potrebbero sorgere dei campi da golf e/o un albergo a 5 stelle in quella zona in cui sorgeva (ora ci sono solo dei ruderi) la cosiddetta Villa Mugoni nella pineta omonima? Nel caso la risposta fosse affermativa mi piacerebbe conoscere il parere al riguardo il parere di S.Deliperi che sappiamo quanto sia attento alla salguardia dell’ambiente e ho letto su Sardegna 24 le sue dichiarazioni di dissenso da un progetto del genere contro il quale proporrei una sollevazione in massa dei campeggiatori che ,seppure hanno compiuto degli eccessi (vedi Sant’igori) non credo abbiano deturpato l’ambiente ,anzi ne conosco tanti che hanno uno spirito ecologista.Secondo me sarebbe giusto far rispettare le regole agruppi proprietari di quelle aree permettendo loro di usufruirne d’estate come
    aree.
    Vorrei correggere e completare l’ultimo perido.
    Secondo me sarebbe giusto concedere ai proprietari di usufruire di quelle aree d’estate secondo quanto era stato dichiarato anche dalla giunta Soru, certamente senza abusi edilizi .Rimarrei veramente sconcertata se invece fossero “cacciati” i campeggiatori e si devastasse quella magnifica costa con colate di cemento .Il comune di Alghero avrebbe dovuto risolvere da tempo questo increscioso problema ………
    Ribadisco che è più equo permettere a delle famiglie di poter trascorrere un periodo di vacanze dormendo in una roulotte e accettando i disagi di dover accedere a servizi igienici comuni anzichè far sorgere un’altra Costa smeralda

    • settembre 17, 2011 alle 2:46 pm

      i campeggi-lottizzazioni abusive nella Baia di Porto Conte sono abusivi, quindi vanno demoliti e va fatto il ripristino ambientale. Per legge.
      Quelle sono zone rientranti nella fascia costiera inedificabile, quindi – dopo i necessari ripristini ambientali – lì non si può edificare nulla. Punto e basta.
      Nè campi da golf, nè ville.
      Mi pare chiarissimo.
      Stefano Deliperi

  13. Occhio nudo
    settembre 17, 2011 alle 8:27 pm

    Secondo me, il Grig ha denunciato i campeggi abusivi per farci costruire i campi da golf e poi denunciare anche quelli, giusto per fare qualcosa.

  14. settembre 20, 2011 alle 3:02 pm

    il golf degli “ambientalisti” e il sindaco del golf 😉

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2011
    Il torneo organizzato dalla fondazione guidata dalla Crespi fa tappa al Pevero. Fai golf cup, va in buca la solidarietà. (Serena Lullia)

    PORTO CERVO. La “Fai golf cup” manda in buca l’arte e la natura. Questa domenica i campi del Pevero golf club ospitano la seconda tappa sarda del torneo organizzato dal Fondo ambiente italiano, la fondazione guidata dalla presidente Giulia Maria Crespi che si occupa di proteggere e recuperare i beni paesaggistici, storici e artistici dell’Italia. Oltre alla competizione sportiva, al termine della gara si svolgerà la premiazione dei vincitorio e la tradizionale lotteria benefica. Più di 40 i premi messi in palio, gentilmente offerti dai commercianti e dagli artigiani di Sassari, Olbia e San Teodoro. Il primo premio consiste nella bicicletta Fai golf cup. Non è la prima volta che il Fondo ambiente italiano sbarca in Sardegna. Nel 2010 l’isola ha infatti ospitato due delle 63 gare in calendario a livello nazionale e in entrambe le occasioni la partecipazione di giocatori e di pubblico è stata notevole. Quest’anno si punta a superare i buoni risultati della passate edizione. A beneficiarne sarà il patrimonio artistico italiano. I fondi che verranno raccolti nel torneo del Pevero in programma domenica andranno a finanziare la missione del Fai per il 2011, il restauro botanico e ambientale del bosco di San Francesco ad Assisi. La “Fai golf cup” è nata nel 2003 su iniziativa di alcune delegazioni Fai della Lombardia e con il passare degli anni è cresciuta fino a diventare il circuito di golf tra i più importanti tra quelli benefici.

    Il golf tra dune e vigneti. Il sindaco Tony Stangoni propone il territorio: «Ospiteremo il primo green ecologico dell’isola».

    BADESI. Il consiglio regionale ha appena approvato la legge sul turismo golfistico ed Badesi si candidada ad ospitare il primo campo da golf ecologico. «Si tratta di un’opportunità di carattere geografico – precisa il sindaco Toni Stangoni -. Nel nostro territorio la disposizione geomorfologica e microclimatica risulta perfetta per la realizzazione di un tale intervento. I terreni sabbiosi e permeabili drenano facilmente e ciò diminuisce notevolmente l’attacco di patogeni. Di conseguenza l’impiego di funghicidi e di prodotti non può che ridursi al minimo. Ma il fattore principale – precisa il sindaco – è la presenza dell’acqua. Il corso terminale del Coghinas ne sono una garanzia. Tutte le aree ricadenti nella parte non montuosa sono dotate di irrigazione, mentre la possibilità di utilizzare l’acqua grezza costituisce l’elemento fondamentale per la riuscita di un campo da golf. La nota fertilità della Bassa Valle del Coghinas, la possibilità di applicare nuove tecniche agronomiche e di adoperare varietà di sementi da impiegare nei terreni tutt’intorno al green abbatterebbero ulteriormente i costi di gestione, fra i quali quelli per i consumi idrici, mentre l’utilizzo di specie erboree autoctone ridurrebbe anche l’impatto ambientale. Gli esempi in tal senso ci giungono dagli impianti golfistici ecologici di Spagna e Croazia. Da non sottovalutare – continua Toni Stangoni – la presenza di strutture ricettive, anche qualificate considerati il tenore di vita e il censo degli appassionati di questo tipo di sport, che potrebbero trovare ospitalità anche in periodi al di fuori della stagione balneare. Una tale consolidata presenza ridurrebbe notevolmente la corsa all’edificazione, limitando gli interventi alla sola realizzazione delle strutture necessarie al funzionamento del golf. Gli operatori turistici locali avrebbero cosi la possibilità di lavorare per gran parte dell’anno, inserendo il golf fra le offerte del territorio, ben oltre la presenza di mare e spiagge». (t.b.)

  15. settembre 20, 2011 alle 3:12 pm

    nuova proposta di legge dei Cementificatori Sardi.

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2011
    Coste e cemento, altri 10 porti turistici. Dopo la legge sul golf rispunta una proposta dei Riformatori per insediamenti sui litorali sardi. (Pier Giorgio Pinna)

    SASSARI. Coste e cemento, si riparte. Non basta il golf. Alla Regione rispunta una proposta per 10 nuovi porti turistici. La sollecita lo stesso gruppo di Riformatori che si è battuto per i green. In teoria non ci sarebbe da stupirsi perché nella nautica sarda c’è bisogno di modernità e in parecchi litorali mancano ormeggi. Ma fanno paura le ipotesi di deroga al Piano paesaggistico. Con la possibilità di costruire 200mila mc fronte mare. E, forse, molti di più.
    Sì, perché nel progetto – che vede ancora primo firmatario l’ex manager Asl Franco Meloni da sempre sostenitore di strategie liberiste e nel ruolo di consulenti alcuni esperti che hanno seguito l’iter delle norme per il golf – si parla espressamente di superare i vincoli esistenti. E di consentire, sia nella sessantina di porti turistici già in funzione sia in quelli da realizzare, «attrezzature per l’assistenza tecnica, infrastrutture, servizi di qualità», oltre a «esercizi commerciali e recettivi a brevissima distanza». «Anzi, meglio sarebbe un centro civico a walking distance dal porto (cioè a vista) e, se questa condizione non sussiste, nuove strutture anche in deroga ai vigenti strumenti urbanistici», scrivono a chiare note i promotori.
    La proposta è la numero 112 (gli altri consiglieri del gruppo che la sottoscrivono sono Fois, Cossa, Vargiu, Dedoni e Mula). È stata depositata nel febbraio dello scorso anno. Ma adesso è all’esame della IV commissione per i Lavori pubblici e i trasporti, che dovrebbe presto inserirla all’ordine del giorno.
    A rinfrescare la memoria dei difensori dell’ambiente sull’esistenza di questo programma è stata una singolare serie di coincidenze successive al varo dei green. Prima fra tutte, quella di prospettare idee per dilatare la stagione turistica partendo dal presupposto che le disposizioni a salvaguardia delle coste siano tra i principali blocchi da eliminare per raggiungere il risultato. E infatti nella proposta s’intravede il nuovo business legato agli ormeggi solo ancorandolo strettamente alle chance per nuove costruzioni a ridosso dei litorali.
    L’iniziativa dei Riformatori si richiama al lavoro svolto dal 2000 al 2004 nei 5 anni di governo del centrodestra dalle giunte Floris, Pili e Masala. Punta all’«incremento del turismo estivo di qualità», allo «sviluppo della portualità fuori stagione», al «collegamento tra le località d’impianto dei nuovi scali e le zone interne». Vuol giustamente dar vita a una rete integrata dove ogni punto organizzato per gli ormeggi non disti da un altro più di 20 miglia. Non dimentica di riservare attenzione al rispetto «dei fattori e degli indicatori di carattere tecnico, ambientale e paesaggistico indispensabili a far mantenere all’isola i suoi peculiari connotati di perla del Mediterraneo».
    A prima vista, come tanti esponenti del centrosinistra non mancheranno di far osservare quando si discuterà nel merito sul piano politico, si parla però un po’ troppo di metri cubi in riva al mare. I promotori infatti sostengono che la mancanza di competitività della Sardegna sul terreno della nautica deriva dal fatto che nell’isola ci sia «gingillati con le fumose ubbìe ambientaliste del precedente governo regionale». Anche da qui, dunque, la necessità di cambiare passo.
    Spazio, perciò, per il rimessaggio a terra «a capannoni di adeguate dimensioni», «alle infrastrutture di sostegno», «a una strategia che che favorisca l’intervento del privato riducendo al minimo la partecipazione finanziaria della Regione». E a 300-400 posti barca per ciascuna delle 10 nuove strutture. Un totale complessivo al massimo di quattromila, quindi.
    Ma dove potrebbero sorgere i nuovi insediamenti? Su questo aspetto si danno coordinate di larga massima. Due porti dovrebbero vedere la luce sulla costa orientale, nel lunghissimo tratto che va da Castiadas sino a San Teodoro. Uno su quella nord-orientale, tra Porto San Paolo e Santa Teresa. Un altro nel nord ovest, tra Aglientu e Alghero. Tre sull’ulteriore vastissimo spezzone occidentale compreso fra Bosa e Portoscuso. Due a sud-ovest, tra San Giovanni Suergiu e Capoterra. L’ultimo a sud-est, tra Cagliari e Villasimius.
    Il gruppo dei Riformatori, nel piano di espansione, prevede infine «la possibilità di costruire, in deroga ai vigenti strumenti urbanistici, volumi commerciali e recettivi fino a 100 metri cubi per ogni posto barca entro un raggio di 500 metri dall’installazione portuale». «Non faranno parte di questa valutazione – si precisa poi nella proposta – i volumi tecnici destinati ai servizi essenziali, per i quali i progetti selezionati potranno realizzare, sempre in deroga agli strumenti urbanistici, ulteriori 50 mc per ogni posto barca».
    Insomma, così come nel caso del golf, il dibattito prossimo venturo sul futuro dell’ambiente è assicurato. Almeno nelle aule della Regione. E non solo lì.

  16. fabio
    settembre 21, 2011 alle 1:44 pm

    Signor Occhio nudo ,
    mi sembra quantomeno fuoriluogo quello che afferma .. non sarà lei uno speculatore “ferito” dal grig?
    Invece dovremmo chiederci , se è giusto pagare noi le penali di is arenas e gli illeciti di codesti malfattori … altrimenti non è giustizia è ingiustizia amplificata visto i lfatto che le costruzioni sono ancora li !

  17. ottobre 11, 2011 alle 2:49 pm

    da Sardegna 24, 11 ottobre 2011
    Il consorzio dei «green» boccia la Regione: così si stravolgono le norme urbanistiche nazionali e il Piano paesaggistico. I golfisti contro la legge sul golf. (Francesco Giorgioni): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111011092125.pdf

  18. febbraio 16, 2012 alle 11:12 am

    Devo purtroppo commentare che quanto riportato in merito alla pubblicazione:”European Golf Association Ecology Unit, An environmental strategy for golf in Europe, Information Press, (Oxford, 1995) è un falso. Essendo uno dei co-autori del testo ho con me la pubblicazione originale nella quale si afferma esattamente il contrario di quanto scritto nel testo del gruppo d’intervento giuridico. Così come sono false le affermazioni riguardanti i presunti 2.000 mc di acqua (potabile!) giornalieri necessari per irrigare un percorso di golf a 18 buche, per la quale si arriverebbe alla follia di 730.000 mc di acqua consumata l’anno. In realtà i dati reali ci indicano una cifra inferiore di 7 volte a quanto riportato. Vi invito a leggere :”Golf Courses and traditional crops: a comparisons of inputs” – proceedings della First European Turfgrass Conference – Pisa 2008, di cui il sottoscritto è anche qui co-autore, nel quale si evince che i consumi irrigui per ha nei percorsi di golf presi in esame sono pari alla metà delle più comuni colture agrarie della zona e superano di poco le media dei 100.000 mc/anno. Quelli di Azoto pari a un quarto, quelli di Fosforo pari a un nono, quelli di Potassio pari alla metà. Per quanto concerne i fitofarmaci: l’impiego di erbicidi è pari a meno della metà, quello di fungicidi quasi alla metà e quello di insetticidi di poco inferiore. Quindi quando si entra in argomentazioni tecniche per favore agite da tecnici, cercate di conoscere le cose di cui parlate e se non avete informazioni cercate di procurarvele senza cercare di modificare i dati a vostro piacimento solo per renderli consoni al vostro preconcetto. L’ambiente si difende per prima cosa non barando sulle informazioni, in secondo luogo in qualità di tecnici esperti del ramo e solo in terza istanza quale politici ed appassionati del settore. Siamo al punto che diventa più difficile realizzare un percorso di golf che non una speculazione edilizia e proprio la Sardegna ne è purtroppo l’esempio massimo. Non è così che si difende l’ambiente. Che poi il golf possa essere ostaggio del partito trasversale del cemento questo è un altro discorso, e sarebbe bene che si potesse sviluppare un chiarimento fra tecnici, e non fra politici, su quanto si potrebbe fare per uno sviluppo sostenibile del turismo e dello sport.
    Sono naturalmente a disposizione per chiunque fosse realmente interessato ad approfondire la tematica senza prevenzioni e preconcetti.
    Paolo Croce (crocep@tin.it)

    • febbraio 16, 2012 alle 2:36 pm

      il riferimento alla pubblicazione da lei citata (European Golf Association Ecology Unit, An environmental strategy for golf in Europe, Information Press, Oxford, 1995) è stato tratto dalle analisi ed esercitazioni sul campo condotte dagli studenti I.U.A.V. sotto la guida del prof. V. Bettini sul progetto immobiliare situato sulle dune boscate di Is Arenas (1996).
      Se è errato ce ne scusiamo. Tuttavia si riferisce esclusivamente al consumo idrico stimato (2.000 ml/anno) e non si parla di acqua potabile.

      Del consumo idrico stimato in 2.000 mc. acqua/giorno si parla in “Il golf sostenibile per campi rispettosi dell’ambiente” (Il Corriere della Sera, 27 settembre 2011, http://www.corriere.it/ambiente/11_settembre_27/golf-ecologia-curzel_ac7ad424-e905-11e0-ba74-9c3904dbbf99.shtml), in “Campi da golf? No, grazie” (http://www.vasonline.it/editoriali/golf_atzori.htm) e in “Il golf non è green” (http://www.ecoturismoreport.it/it/00012/123/il-golf-non-e-green.html), mentre di un consumo di 1.600 mc. acqua/giorno si parla in “Ambiente. Com’è verde il mio green” (http://d.repubblica.it/dmemory/2002/12/14/attualita/attualita/205ver329205.html).

      I 100.000 mc. acqua/anno da lei indicati quale consumo medio stimato di un campo da golf “nell’Italia meridionale … possono incrementare nell’ordine del 50-60% arrivando a un consumo mensile di 40.000 metri cubi. E’ interessante rilevare che la quantità d’acqua che mediamente serve per irrigare un campo da golf in una giornata estiva rappresenta l’equivalente del fabbisogno di un paese di 8.000 abitanti, nonchè l’equivalente della produzione di due tonnellate di grano” (Regione Puglia, Autorità Ambientale, P.O.R. 2000-2006, “Golf e ambiente”, 2003: http://93.63.84.69/ecologia/Documenti/GestioneDocumentale/Documenti/Ecologia/AutoritaAmbientale/Report/ECO_REP_AA_04_Golf_Ambiente.pdf).
      Quindi quasi 5 volte tanto quanto da lei sostenuto.

      Riguardo i fertilizzanti vi sono opinioni anche diverse dalle sue, come si può vedere in una delle tante analisi di settore provenienti da stessi Soggetti proponenti campi da golf (es. http://www.provincia.grosseto.it/territorio/tgr2003/bacheca/workinprogress/so_p_1a.pdf):

      Unità fertilizzanti kg/ha anno
      Tipo fertilizzante mais soia bietola tappeto erboso campo golf
      Azoto 300-350 0-60 130-150 100-180
      Fosforo 140-180 60-80 200-250 40-60
      Potassio 140-180 60-80 200-250 120-180
      Totale 580-710 120-220 530-650 260-420

      In definitiva, nessuno di noi ha interesse e voglia di inventare dati di alcun genere e se volesse inviarci un suo intervento in proposito – o una sua pubblicazione in tema – saremmo ben felici di darle su questo blog tutto lo spazio necessario.
      Il nostro indirizzo è grigsardegna5@gmail.com.

    • scancio
      agosto 22, 2012 alle 5:35 pm

      sono molto interessato ai tuoi ragionamenti e mi complimento per il tenore con cui interloquisci, vero fair play da golfista.

  19. febbraio 17, 2012 alle 1:07 pm

    Mi spiace, ma continuo assolutamente a non essere d’accordo. Le obiezioni che vengono mosse non sono dati scientifici, ma semplici articoli di giornali, pareri personali e/o, peggio ancora, frasi buttate a caso da personaggi ben noti per la loro totale avversione al golf in genere. Vediamo di ricapitolare perché mi sembra che ci sia una grande confusione, e scusatemi in anticipo se vi sembrerò un solone che vuole solo bacchettare il prossimo. Però mi occupo di golf da sempre e da sempre ho a cuore l’ambiente. Non posso pertanto accettare tesi che non siano sostenute da valide argomentazioni tecnico – scientifiche.
    In linea generale occorre dire che l’informazione, giornalisticamente parlando, si fa andando alla fonte delle notizie e non riportando delle frasi a loro volta riportate e a loro volta riportate. In secondo luogo se parliamo di ambiente dobbiamo essere assai cauti nella scelta delle fonti. Queste devono essere autorevoli, indipendenti e possibilmente provenire da tecnici del ramo. Andiamo con ordine:
    1) Analisi degli studenti e del Prof. V. Bettini a Is Arenas. Non conosco il Prof. Bettini, ne sue pubblicazioni scientifiche in materia di tappeti erbosi. Comunque quello che hanno riportato in merito alla pubblicazione dell’Ecology Unit dell’EGA (di cui ripeto ho fatto parte) è falso.
    2) Consumi idrici. La pubblicazione del Corriere, così come quella di ecoturismo e della Repubblica ecc, ecc, sono semplici articoli di colore. Non c’è alcun dato verificabile ne alcun approccio scientifico alla materia. Giusto così perché appunto si tratta di giornalismo. Però i dati sono trite e ritrite ripetizioni di frasi presenti da parecchi anni nel sito antigolf di Andrea Atzori (2.000 mc/giorni, stesso quantitativo di un paese con 8.000 abitanti…ecc.ecc). Viene citata l’EGA, cioè l’associazione europea di golf come fonte di origine di tali dati. Provate a collegarvi al sito di questo ente e scoprirete che di tali sciocchezze ovviamente non parla. E veniamo al caso Atzori, sostenitore e creatore del sitoweb Antigolf in versione italiana. Egli si definisce un semplice ambientalista sardo. Credo sia lo stesso Atzori, giornalista free lance e laureato in Scienze politiche. Da quello che capisco non ha alcuna competenza in materia di tappeti erbosi, ma soprattutto da anni taglia e incolla le stesse fantomatiche frasi, ascrivibili a suo dire all’EGA, che hanno popolato tutti i siti web ambientalisti, anche i più seri. Questo non solo non è fare ambientalismo, ma soprattutto è fare giornalismo di bassa lega.
    La pubblicazione della Regione Puglia non presenta alcun dato scientifico: è una semplice broshure promozionale che riporta dati e considerazioni molto indicative. Fa riferimento ad esempio a presunti dati di provenienza Federgolf che citano consumi irrigui pari a circa 100.000 mc anno con punte nei due estivi di 24/25.000 mc/mese. E questo tutto sommato direi che è corretto. Peraltro all’epoca della pubblicazione ero ancora consulente Federgolf e quasi certamente fui io a fornire le informazioni. Poi si afferma che tali incrementi estivi possono incrementare del 50/60 % arrivando a consumi mensili (nei due mesi di picco) di 40.000 mc. Sono naturalmente ipotesi, prive di riscontro tecnico, ma anche fossero vere interessano i soli due mesi in esame ed eventualmente porterebbero il totale annuo a circa 130.000 mc. La vostra conclusione che la pubblicaazione afferma che il quantitativo è pari a 5 volte quanto da me sostenuto, è frutto di un malizioso calcolo di 40.000 x 12 = 480.000 mc/anno. In pratica si sottointende che si irriga al massimo picco estivo anche in novembre, dicembre, gennaio, febbraio, ecc. Quindi chi scrive queste cose o è un incapace oppure intende tendenziosamente screditare il tappeto erboso.
    Di nuovo poi l’accostamento subliminale al famoso consumo giornaliero di una popolazione di 8.000 abitanti. A me risulta che l’acqua consumata da una popolazione sia essenzialmente acqua potabile, per cui quando si fa questo falso accostamento tra consumi idrici di un percorso di golf (che non usa acqua potabile) e fabbisogno idrico di un paese di 8.000 abitanti, si miri a sottolineare come il golf possa entrare in competizione con la popolazione per le risorse di questo bene primario. Ma questo è fare ambientalismo o piuttosto terrorismo ideologico?
    2) La pubblicazione della provincia di grosseto. Fulvio Bani, estensore della relazione citata è progettista di percorsi di golf. Ovviamente ha tutte le libertà di questo mondo per avere opinioni diverse dalle mie. Però attenzione io cito dati reali, pubblicati su riviste scientifiche o atti di conferenze scientifiche, non cito le mie opinioni. Non si fa corretta informazione ambientale solo citando opinioni, anche perché potrei ad esempio citare solo le opinioni di coloro che sono più vicini al mio pensiero e alla mia visione ambientalista. Peraltro poi i dati forniti da Bani (che ripeto non sono pubblicati) non mi sembrano così incompatibili con quanto abbiamo scritto sinora.
    Accolgo con piacere la vs proposta e, tempo permettendo, spero di poter esservi utile in qualche modo.
    Scusate la prolissità,
    Paolo Croce

    • febbraio 17, 2012 alle 2:00 pm

      c’è sicuramente un equivoco di fondo: questo non è un giornale, è un blog. E’ un blog che ha carattere divulgativo, non è una rivista scientifica, seppure può trovarvi riferimenti a pubblicazioni di carattere scientifico (ben evidenziati, nel caso).
      Il Corriere della Sera, La Repubblica ci risulta siano quotidiani autorevoli, sebbene non siano infallibili.
      Così come – in questa sede – possiamo anche sentire la “campana” di Andrea Atzori, giornalista ambientalista che da anni segue il problema.
      La pubblicazione della Regione Puglia è un documento ufficiale rientrante nella programmazione P.O.R. 2000-2006, non una “brochure promozionale”. E contiene testualmente i dati qui riportati.
      Nel progetto LIFE P.H.A.R.O.S. (http://www.lifepharos.it/ambiente/sistemi/Indicatori_golf.pdf) si parla di più di 2.000 mc. di acqua/anno per ettaro verificati nei campi da golf partners del progetto. Nell’articolo “Acqua per il golf? Quanta?” (http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/acqua-per-il-golf-quanta-1.23362) si individuano quantitativi superiori, con dovizia di citazioni scientifiche.
      Come vede, le cose non sono così univoche.
      Naturalmente l’invito per un articolo è sempre valido!

  20. febbraio 18, 2012 alle 4:37 pm

    Va beh mi arrendo…Non c’è verso di comunicare sulla stessa lunghezza d’onda. Evidentemente non ho il pregio di essere chiaro e di farmi capire. Faccio un ultimo tentativo
    1. Corriere e Repubblica (quest’ultima la seguo da quando è stata fondata) sono certamente fogli autorevoli. Quando però si entra nei discorsi tecnici, ma in particolar modo in materia di tappeti erbosi, risulta che i giornalisti siano completamente (e direi nello specifico anche giustamente) estranei all’argomento. Rimediano in vari modi, i più telefonano a persone che ritengono li possano mettere sulla giusta strada, sfruttando i loro dati e le loro informazioni. Nel caso specifico però hanno riportato per l’ennesima volta frasi che Atzori ha pubblicato sul suo sito Antigolf (quindi certamente di parte ) diversi anni fa e che sono frutto nel migliore dei casi di disinformazione più totale e nel peggiore di faziosità asservita a fini non meglio identificati. Qui le opinioni c’entrano poco (potreste stupirvi se conosceste le mie…) quello di cui stiamo discutendo sono fatti, dati, informazioni incontrovertibili. Da giornalista pubblicista quale sono stato anche io, ricordo una massima:” …i fatti separati dalle opinioni”. Bene quindi parliamo per favore di fatti e non di opinioni.
    2. Non è una mia opinione, ma un dato reale per la ricerca in Italia e nel mondo che una pubblicazione scientifica è un atto di un convegno, un articolo di una rivista scientifica del settore (ad esempio certamente non l’Informatore agrario, Gardenia e neanche Acer, tanto per intenderci). Così come del resto non lo possono essere i vari blog sul mondo di Internet, che svolgono un importantissimo compito divulgativo (sempre che divulghino dati e non opinioni). Non lo sono certamente documenti della Regione Puglia (realizzati appunto prendendo informazioni telefoniche dalla Federgolf), nè progetti Pharos relazionati da società private che fungono da consulenti (la S.I.G.E. In questo caso). In nessuna e dico nessuna delle fonti che avete citato stiamo parlando di dati scientifici.
    3. Nello specifico il documento della Regione Puglia, sarà anche ufficiale, chi lo nega, ma è certamente assimilabile in larga parte ad una brochure promozionale. Ciò non toglie che i pochi dati tecnici che contiene (quelli ad esempio relativi ai consumi idrici) siano essenzialmente veritieri. Dati che però non avete riportato correttamente come ho cercato di spiegare nel mio intervento precedente, sul quale mi sembra sia inutile tornare. Dove la pubblicazione si trasforma in brochure è quando cita la frase del sito antigolf: “E’ interessante rilevare che la quantità d’acqua che mediamente serve per irrigare un campo da golf in una giornata estiva rappresenti l’equivalente del fabbisogno di un paese di 8.000 abitanti, nonché l’equivalente per la produzione di 2 tonnellate di grano.” Qui appunto la fonte originaria è il sito antigolf, quanto di più lontano esista da una pubblicazione scientifica. Continuo inoltre a far rilevare che questo accostamento renderebbe implicito un uso irriguo di acqua potabile in un percorso di golf. Se così non fosse non avrebbe senso il confronto con il fabbisogno di una popolazione, nella cui rete idrica urbana scorre acqua potabile per quanto ne so. Se proprio volessimo essere rigorosi e fare davvero un confronto serio, allora potremmo comparare i consumi idrici complessivi di una popolazione di 8.000 abitanti (e quindi non solo gli usi civici di acqua potabile, ma quelli complessivi) con quelli di un percorso di golf a 18 buche. In tal caso uno studio del S.E.R.I. (Suitable Europe Research Institute) che il gruppo Amici della Terra dovrebbe conoscere bene, e che ha per titolo:” Quant’acqua sfruttiamo” afferma che il consumo pro capite in Europa è calcolabile in circa 1,5 mc/giorno. Moltiplicando tale dato x 8.000 otteniamo 12.000 mc/giorno. Mi sembra comunque assai distante (sei volte di più) anche dai “famigerati” e inveritieri 2.000 mc/giorno di cui Atzori si fa profeta. L’accostamento poi alle 2 tonnellate di grano non so cosa significhi. Risulterebbe ad esempio che per produrre un paio di scarpe occorrano 8 mc di acqua e allora? L’importante sarebbe, a mio modesto avviso che per entrambe le produzioni non si usi acqua potabile e si adottino le più idonee tecniche produttive per ridurre l’incidenza dell’acqua nel processo produttivo.
    4. Progetto LIFE PHAROS. Nel testo è chiaramente esplicitato che i riferimenti per le linee guida del progetto in relazione ai consumi idrici sono di provenienza Federgolf : 1082 / 1.462 mc/ha/anno (1994), Università di Bologna : 1.538 mc/ha/anno (1999), portati poi, chissà perché a 2.000 mc/ha/anno per i circoli liguri. Quindi anche questa pubblicazione che avete portato a sostegno delle vs tesi afferma una cosa decisamente diversa rispetto ai 2.000 mc/giorno citati.
    5. Testo di Sardegna democratica. Affermate che nel testo vi è dovizia di citazioni scientifiche. Scusate ma dove? Vengono per l’ennesima volta citati i vecchi dati federali (1994) di cui sopra, il progetto Life Pharos di cui sopra, l’Università di Bologna (1999) di cui sopra, il documento della Regione Puglia (2003) di cui sopra. Insomma una continua autoreferenziazione, senza che se ne esca da questo circolo vizioso. Poi abbiamo la comunicazione orale del Prof. Aru, che, essendo orale, io non conosco e che comunque per quanto rispettabilissima non può essere intesa come una pubblicazione scientifica. Se poi vado a leggere ulteriormente il professore affermerebbe che il fabbisogno idrico annuale di un percorso di golf si attesterebbe in Sardegna a 15.000 mc/ha/anno. Le frasi successive, non credo però (almeno lo spero…) ascrivibili al professore, bensì a Sergio Vacca, estensore dell’articolo, sono poi parole in assoluta libertà e si arriva a concludere che un percorso di golf di 50 / 70 ha consumerebbe tra i 750.000 mc/anno e i 1.050.000 mc/anno. Qui siamo alla follia. Posso solo sperare che il tutto sia frutto di scarsa conoscenza del tappeto erboso, piuttosto che di faziosità manifesta.
    Avete ragione le cose non sono univoche, però basterebbe anche solo un po’ di buona volontà per cercare di arginare la dovizie di opinioni e separarla dai fatti che sono ben altra cosa. Dico questo perché, soprattutto in questo periodo di profonda crisi economica, non si debba rinunciare ad una possibile importante risorsa per il turismo e per lo stesso ambiente, sardo e non, quale potrebbe essere il golf. Questo sport non è il diavolo dipinto da Atzori, ma uno dei tanti possibili strumenti di sviluppo ecosostenibile di tanti territori della ns penisola. Certo occorre avere le antenne dritte, vigilare su quanto viene proposto (assurda ad esempio la legge regionale sarda sul golf…), ragionare sul modello di sviluppo, e tanto altro ancora. Parafrasando quanto viene detto della scienza, della tecnica o della stessa televisione, il golf non è di destra ne’ di sinistra, ne buono nè cattivo, tutto dipende dall’uso che se ne fa. Per me rappresenta una opportunità importante per uno sviluppo ecosostenibile. Chi si occupa di divulgazione in campo ambientale non può non tenerne conto.
    Scusate ancora una volta la prolissità. Prometto di non intervenire più.
    Un saluto.
    Paolo croce

    • febbraio 18, 2012 alle 5:28 pm

      gent.mo Paolo Croce, siamo con lei quando afferma che il golf non è di destra nè di sinistra, nè buono nè cattivo.
      Qui in Sardegna – con la legge regionale che lo riguarda – è stato utilizzato per “veicolo” per speculazioni immobiliari prossime venture e siamo particolarmente felici d’aver contribuito nel nostro piccolo all’impugnativa davanti alla Corte costituzionale da parte del Governo.
      In questo articolo – di carattere divulgativo e non scientifico – abbiamo riportato vari dati.
      Come ha verificato anche lei, non vi è univocità. E sono in tanti a evidenziare consumi idrici e utilizzo di erbicidi, ecc. per la cura dei campi da golf.
      In Scozia (http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Climate_of_Scotland) la piovosità media annua varia fra un minimo di 466-660 mm. (alcuni punti della costa orientale) e 4.577 mm. (Highlands occidentali), mentre in Sardegna abbiamo una media intorno a 4-500 mm. annui lungo le coste, dove si vorrebbero ubicare i poli golfistici.
      C’è una bella differenza. In ogni caso, il consumo idrico è ben superiore. E non abbiamo mai parlato di acqua potabile.
      Confermiamo la disponibilità per accogliere un suo articolo in proposito. Può inviarlo a grigsardegna5@gmail.com.
      Buona serata.

  21. febbraio 19, 2012 alle 12:56 am

    Già non ho mantenuto la promessa. Grazie della disponibilità, ci penserò. Però fatemi almeno sapere se condividete l’impostazione di fondo. Continuate a dirmi che sono tanti a evidenziare consumi idrici, utilizzo di erbicidi, ecc. Ma questi tanti sono documentati? O dicono e scrivono queste cose perché il sistema informativo quando si parla di golf e ambiente è unilaterale? Nella realtà della documentazione che mi avete sottoposto, vi sono degli evidenti falsi (riferimenti al documento dell’Ecology Unit e di non precisate fonti EGA), dei dati grosso modo condivisibili, ma chissà perché riportati in maniera del tutto diversa tanto da alterarne il significato in senso opposto, ed infine frasi (sono frasi e non dati…) che provengono dal sito Antigolf di Atzori. Ho provato in tre interventi a documentarvi il fatto, ma evidentemente non riesco a trovare le corde giuste. Più di così non so cosa altro io vi possa dimostrare.Siamo o no d’accordo che sono state dette e scritte delle sciocchezze? Se non chiariamo questo non abbiamo molti elementi di discussione. Anche per quanto riguarda l’ennesima affermazione che non avete parlato di acqua potabile, mi sembra di non avere eluso il tema e di avere affrontato l’argomento con dovizia di particolari. Se ancora questo non basta per essere chiari… Insomma mi sembra che il concetto sia che, avendo trovato una frase che in qualche modo accompagna l’idea aprioristica che mi sono fatto del golf, allora la ripeto in tutte le salse, sordo ad ogni tentativo di confutazione, anche quando la difesa della frase diventa un evidente arrampicamento sugli specchi. Mi spiace, ma io ho un altro modo di confrontarmi con il mio prossimo. Ho ad esempio l’abitudine di documentarmi sulle cose che faccio e scrivo, anche grazie al fatto che studio il tappeto erboso da oltre trenta anni, uno dei primissimi in Italia. In più ho la fortuna di avere una visione “laica” del tema e quindi non difendo, nè sposo alcuna tesi aprioristicamente. Guardate che so bene cosa accade in Scozia e altrettanto bene cosa accade in Sardegna, avendo lavorato in entrambi i luoghi. Tanto per farvi un esempio la Cynodon dactylon, la comune gramigna dei campi, sappiamo che resiste ad oltre 150 giorni di assoluta siccità. Questa erba è sconosciuta in Scozia, ma ovviamente iperdiffusa in Sardegna, quindi è ovvio che una struttura golfistica in Sardegna sarà totalmente diversa, per costruzione, manutenzione e gestione, da una realizzata in Scozia. Mi sembra che l’esempio che mi viene sottoposto sia assolutamente irrilevante e non ricevibile. Mi ripeto, ma il golf può essere uno strumento importante per uno sviluppo del territorio sotto il profilo della ecosostenibilità. Tutto sta a capire come, dove e quando deve essere realizzato ed inoltre da chi, con quali capitali e con quali scopi. Tanto per farvi un altro esempio di cui spero siate a conoscenza, l’agricoltura intensiva pone problematiche ambientali enormemente superiori a quelle di un percorso di golf ben realizzato e ben gestito. Come voi scrivete la legge regionale sarda sul golf può essere un utile grimaldello per una speculazione edilizia di vasta portata. Ma qui purtroppo il golf non c’entra nulla, non sarebbe certo il golf a deturpare il paesaggio e l’ambiente (anche qui ovviamente sempre entro certi limiti…), ma la prevista colata di cemento dei palazzinari di turno. Eppure sui media si parla solo del golf e del suo presunto consumo idrico, fitofarmaci, ecc. E’ un po’ come, volendo contestare la edificazione di un nuovo quartiere, che so, al di là del raccordo anulare di Roma, si punti il dito sui giardini dei palazzi invece che sui palazzi stessi. Insomma una prevenzione ideologica (golf solo per ricchi, circoli esclusivi, presunti danni ambientali, ecc) impedisce a molti di avere una visione a 360 gradi della problematica e questo purtroppo non è sintomo di grande apertura mentale, per non dire altro.
    Naturalmente non voglio avere ragione a tutti i costi, come forse potrebbe sembrare dalla passione con cui interloquisco con voi, credo nel dialogo e nel ragionamento, e quindi ben vengano queste discussioni. Però appunto ho bisogno di uno o meglio più interlocutori e non di un muro di gomma sul quale far rimbalzare l’evidenza dei fatti. Quindi sono certamente ben disposto ad aprire un dialogo, fornire informazioni quando richieste, condurre eventualmente proposte comuni se questo può aiutare la causa della difesa dell’ambiente, ma quando si dialoga occorre essere ricettivi delle idee altrui, comprendere le ragioni delle argomentazioni che ci vengono sottoposte, altrimenti è un dialogo monocorde. Se il vs gruppo è disposto a confrontarsi senza preconcetti, idee aprioristiche, chiusure mentali sono della partita, altrimenti scusate l’intrusione e torno al mio lavoro.
    Buonanotte ormai, in fondo meglio passare il tempo così che con il Sanremo televisivo…
    Paolo Croce

    • febbraio 19, 2012 alle 10:07 am

      comprendiamo benissimo la differenza fra speculazione immobiliare e golf e non abbiamo alcun preconcetto, in questa e nelle altre tematiche attinenti all’ambiente.
      Ci mandi il suo contributo, saremo felici di pubblicarlo.
      Buona giornata.

  22. agosto 11, 2012 alle 8:32 am

    Forse se si approfondisse la questione si potrebbe fare qualcosa di ben fatto, senza speculazioni, ma puntando davvero su un turismo qualificato che faccia vivere l’isola anche fuori stagione (quando è bellissima). Il fatto che ci siano tante case sfitte dimostra che finora si è puntato a un turismo di massa che non è adatto alla Sardegna: gente che cerca solo caciara, spiaggia e non ha voglia di conoscere sul serio la Sardegna. Quelli meglio perderli che trovarli. Meglio puntare su un turismo che chiede qualcosa di più… però allora il problema sarà impegnarsi a darglielo… e forse non tutti hanno voglia e preferiscono fare i difensori a oltranza dell’ambiente (salvo poi essere i primi a devastarlo) e lavorare quei due mesi scarsi l’anno spennando i turisti (che poi l’anno dopo vanno in Croazia, che non è la Sardegna, ma offre di più a prezzi molto più competitivi).

    • agosto 11, 2012 alle 10:25 am

      in linea teorica possiamo essere anche d’accordo, il fatto è che finora è giunta solo speculazione immobiliare.
      E stia serena, nessuno di noi “devasta” l’ambiente 😉

  23. agosto 11, 2012 alle 11:21 am

    Nessuno di voi lo so… ma altri purtroppo sì…

  1. settembre 21, 2011 alle 2:42 pm
  2. settembre 28, 2011 alle 5:43 pm
  3. ottobre 11, 2011 alle 4:09 pm
  4. ottobre 25, 2011 alle 4:28 pm
  5. novembre 22, 2011 alle 4:37 pm

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