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Buone prospettive per il demanio civico di Carloforte.


Carloforte, Capo Sandalo

La comunità locale di Carloforte (CI) si sta avviando al pieno recupero di un importantissimo patrimonio collettivo e di un rilevante valore storico e sociale.  

Infatti, con ladeliberazione Consiglio comunale n. 39 dell’11 novembre 2010(“Presa d’atto dell’accertamento terre gravate da uso civico e del regolamento comunale di gestione”) il Comune di Carloforte ha proceduto alle verifiche sul demanio civico esistente sull’Isola di San Pietro, ha provveduto all’adozione del relativo regolamento di gestione e ha richiesto alla Regione autonoma della Sardegna l’approvazione del regolamento e la rettifica di alcune incongruenze verificate.

Un atteggiamento positivo molto diverso da quello tenuto in altri parti della Sardegna, da Portoscuso a Dorgali, o nel resto d’Italia, da Rocca d’Evandro (CE) a Capena (RM), solo a titolo di esempio.

Infatti, quasi un quinto (circa il 18,5 % della superficie isolana) dei poco più di 5.100 ettari dell’Isola di San Pietro, territorio comunale di Carloforte (CI), è demanio civico.  8.930.161 metri quadrati, cioè più di 893 ettariTerreni ad uso civico, insomma.  In varie località: Guidi, Punta delle Oche, il Pulpito, il Lago, Tacche Bianche, Cala Lunga, La Punta, Tacca Rossa, Bricco Napoli, La Borrona, Bricco Nasca, Stea, Le Commende, Guardia Mori, S. Anna – Tortoriso, Gioia, Memerosso, Giannuringo, Punta Grossa, Le Tanche, Canale di Sana, Paradiso, Rocchette, Gianchin, Montagne, Bricco Spagnolo, Rombi, Canalfondo, Patella, La Golfa, Piana, Sabina, Pozzino, Pitro, Fontane, Stagnetto, il Giunco, Cimitero, Fonde, Porta Leone.

Carloforte, demanio civico, cartografia (in rosso)

Lo afferma la determinazione del Direttore del Servizio Affari legali, controllo, usi civici dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale n. 243 del 24 febbraio 2005 (pubblicata sul supplemento ordinario B.U.R.A.S. n. 2 del 17 gennaio 2006).

Decine e decine di ettari (oltre 282) risultano occupati da privati o, addirittura, edificati da tempo (ai Guidi, a Tacche Bianche, a Cala Lunga, a Tacca Rossa, a Nasca, a Le Commende, a Gioia, a Memerosso,  a Punta Grossa, a Patella, a Paradiso, a Gianchin, a Sabina, a Pitro, allo Stagnetto, alla Porta Leone, al Cimitero, a Fonde, al Giunco).

La presa di coscienza dell’esistenza e dell’ampiezza del demanio civico carlofortino è nata proprio da una segnalazione svolta (16 giugno 2008) dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.   Dal lungo e complesso lavoro di verifica sono emerse discrasie fra la realtà dei fatti e il provvedimento di accertamento regionale (soprattutto in sede catastale).

Carloforte, Mezzaluna e Capo Sandalo

Ora, dopo l’adozione comunale, richiesta di rettifica e regolamento comunale di gestione sono all’attenzione di A.R.G.E.A. – Sede di Iglesias che svolge attività istruttoria per conto della Regione autonoma della Sardegna.

Gli usi civici sono in generale diritti spettanti ad una collettività, che può essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. università agraria, regole, comunità, ecc.) a sé stante, ma comunque concorrente a formare l’elemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: l’esercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettività.
Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:
– esercizio di un determinato diritto di godimento su di un bene fondiario;
– titolarità del diritto di godimento per una collettività stanziata su un determinato territorio;
– fruizione dello specifico diritto per soddisfare bisogni essenziali e primari dei singoli componenti della collettività.
L’uso consente, quindi, il soddisfacimento di bisogni essenziali ed elementari in rapporto alle specifiche utilità che la terra gravata dall’uso civico può dare: vi sono, così, i diritti di uso civico di legnatico, di erbatico, di fungatico, di macchiatico, di pesca, di bacchiatico, ecc. Quindi l’uso civico consiste nel godimento a favore della collettività locale e non di un singolo individuo o di singoli che la compongono, i quali, tuttavia, hanno diritti d’uso in quanto appartenenti alla medesima collettività che ne è titolare.

Carloforte, litorale di Stea

Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale.       Questa funzione è importantissima in particolare in habitat di piccola estensione proprio come l’Isola di San Pietro.     Boschi, macchia mediterranea, pascoli alberati, coste rocciose sono solo alcuni degli ambienti tipici rientranti nel demanio civico carlofortino.

Con l’approvazione regionale sarà, così, possibile tutelare efficacemente il demanio civico e svolgere tutte quelle operazioni (permute, recuperi, sdemanializzazioni, trasferimenti di diritti, ecc.) finalizzate a ricondurre a corretta e legittima gestione una vera e propria cassaforte di natura della comunità locale, da regolare anche mediante il futuro piano di recupero e gestione delle terre civiche (legge n. 1766/1927 e legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni).

L’intera Isola di San Pietro è, inoltre, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., D.M. 25 marzo 1966), rientra in diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006) ed è destinata ad area protetta marina (legge n. 394/1991 e s.m.i.) e terrestre (legge regionale n. 31/1989 – allegato “A”). Inoltre, il piano paesaggistico regionale – P.P.R. (D.P.Re. n. 82 del 7 settembre 2006), ricomprende l’area interessata nell’ambito di paesaggio costiero n. 6 “Carbonia e Isole Suscitane” (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) e la classifica in parte “sistema a baie, promontori, falesie e isole minori”, “area naturale e sub naturale” (macchie, dune e aree umide), “area semi-naturale” (prateria, spiagge).

Ora l’Amministrazione comunale di Carloforteha uno strumento importantissimo per gestire correttamente buona parte del suo territorio.

E la spinta e il sostegno ecologista sono stati parte importante.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

qui l’Inventario generale del demanio civico di Carloforte

                             demanio civico Carloforte

decreto accertamento 2005 (in ettari)

analisi e visure catastali 2010 (in ettari)

875,55

893,01

Carloforte, Stagno e miniera della Vivagna

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. maggio 19, 2011 alle 3:04 pm

    ecco che cosa avviene troppo spesso nei demani civici.

    da La Nuova Sardegna on line, 19 maggio 2011
    Talana, sequestrata villa dell’ex latitante Arzu. Sequestrata a Talana, in Ogliastra, dai carabinieri del comando provinciale di Lanusei una villa costruita dall’ex latitante Raffaele Arzu, attualmente detenuto a Pisa. Il decreto è stato notificato anche alla compagna Silvia Canu e allo zio Valentino Murru: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/18/news/talana-sequestrata-villa-dell-ex-latitante-arzu-4220461

  2. Sab
    maggio 21, 2011 alle 8:39 am

    Un po’ off-topic, ma giusto per amor di precisione …

    L’affermazione “rientra in diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006)” è imprecisa.

    Tutta l’isola, con eccezione dell’area urbana di Carloforte, rientra all’interno di un unico Sito di Interesse Comunitario istituito ai sensi della Direttiva 43 del 1992 cosiddetta “Habitat”. Si tratta del SIC ITB040027 “Isola di San Pietro” – (Link all’ultimo elenco aggiornato di SIC della regione mediterranea: http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/allegati/rete_natura_2000/dm_14_04_2011_sic_regione_mediterranea.pdf).

    Inoltre, la zona nordoccidentale dell’isola è interessata anche da una Zona di Protezione Speciale istituita ai sensi della Direttiva 409 del 1979 cosiddetta “Uccelli”, abrogata e sostituita dalla direttiva 147 del 2009. Si tratta della ZPS ITB043035 “Costa e Entroterra tra Punta Cannoni e Punta delle Oche – Isola di San Pietro” (Link al decreto ministeriale con l’elenco aggiornato delle ZPS: http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/normativa/dm_19_06_09.pdf)

    Quindi, il generico “Diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997,” è da intendersi come: un Sito di Interesse Comunitario e una Zona di Protezione Speciale.

    LINK alle cartografie dei due siti (dal sito del MATTM):
    ftp://ftp.dpn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/schede_e_mappe/Sardegna/SIC_mappe/ITB040027_A4-vert.jpg
    ftp://ftp.dpn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/schede_e_mappe/Sardegna/ZPS_mappe/ITB043035_A4-vert.jpg

    • maggio 21, 2011 alle 9:04 am

      è un articolo di carattere divulgativo, non un articolo di carattere giuridico: l’espressione generica è voluta, S.I.C. e Z.P.S. fan parte della medesima Rete Natura 2000, istituita con la direttiva n. 92/43/CEE 😉

  3. maggio 25, 2011 alle 1:47 pm
  4. giugno 7, 2011 alle 3:59 pm

    su Friul.net
    Lo rende noto l’associazione ecologista “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus”.
    BUONE PROSPETTIVE PER IL DEMANIO CIVICO DI CARLOFORTE: http://www.friul.net/articui_vicinia.php?id=542

  5. giugno 24, 2011 alle 3:28 pm

    ed ecco che cosa fanno i “nostri” legislatori regionali.

    da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2011

    Dorgali. Chiesto da tempo lo sgravio. Usi civici a Oddoene, nasce un comitato che ha già 100 iscritti. (Nino Muggianu)

    DORGALI. «Risoluzione e sgravio degli usi civici attualmente in vigore nei terreni coltivati nella vallata di Oddoene e affrancamento degli stessi agli attuali possessori in quanto, trasformati da decennali miglioramenti agricoli hanno perso le originarie caratteristiche d’uso civico (legnatico, ghiandatico ecc). È il primo articolo dello statuto del neonato comitato spontaneo pro Oddoene che conta già oltre 100 iscritti. Comitato che lancia un appello a tutti i proprietari affinché si iscrivano al gruppo di protesta (cell. 3494731685-3397286020- 3299040486) per risolvere una volta per tutte l’annoso problema del quale è perfettamente a conoscenza anche il sindaco Angelo Carta. «Sono assolutamente d’accordo – dice il primo cittadino – sull’iniziativa del comitato anche perché interlocutori come i cittadini sono sempre i benvenuti per trovare insieme tutte le soluzioni ai problemi, proprio come quello degli usi civici di Oddoene. Ho ricevuto un lettera con la quele mi veniva annunciata la costituzione del comitato con allegato lo statuto del comitato. A proposito della problematica, corre l’obbligo di ringraziare i presentatori dell’emendamento che in sede di discussione collegata alla finanziaria in consiglio regionale, ha consentito di poter inserire nell’articolo 27 comma 24, l’articolo comma 24 bis sui terreni soggetti ad uso civico di Oddoene. Noi – conclude Angelo Carta – ci auguriamo che attraverso l’emendamento presentato dai consiglieri regionali Pittalis, Sanna, Ladu e Diana, approvato a larga maggioranza dal consiglio regionale si possa effettivamente arrivare finalmente a risolvere il problema degli usi civici di Oddoene».

  6. Rita Mori
    luglio 2, 2011 alle 4:37 pm

    a parte qualche rara eccezione come questa, la realtà è che queste questioni mascherano fortissimi interessi, proviamo a chiederci a chi giova tutto questo e comprenderemo il perché delle cose. Noi possiamo solo constatare che da qualunque parti si guardi la questione assistiamo inesorabilmente al fatto che amministratori sardi di destra e di sinistra, amministratori di comuni, province e regione, vendono, distruggono, inquinano in nome dei loro personali interessi.

  7. agosto 23, 2011 alle 8:07 pm

    a Siniscola se li erano pure “dimenticati” nella redazione del P.U.C.

    da La Nuova Sardegna, 23 agosto 2011
    Stop della Regione sulle urbanizzazioni, il Puc torna in aula. Il sindaco: l’impianto rimane saldo, correggeremo i vizi. (Salvatore Martini)

    SINISCOLA. L’iter burocratico del Puc di Siniscola ha subìto un rallentamento. Tutto è nato a Cagliari, durante la cosiddetta “verifica di coerenza degli elaborati”.
    Questa verifica, che valuta se gli elaborati sono adeguati alle regole del Piano regionale, ha evidenziato diverse osservazioni alle quali l’amministrazione civica dovrà rimediare. Il sindaco Rocco Celentano non ne fa un dramma. «L’impianto del Puc rimane saldo – spiega – poiché i vizi evidenziati impongono una rivisitazione generale ma sono correggibili». Certo è che da anni, diversi consiglieri di opposizione contestano molti contenuti del Puc. E ora che il documento torna in aula sicuramente saranno di nuovo scintille. La Regione è stata però chiara: per l’approvazione del Puc di Siniscola c’è bisogno di diverse correzioni. Il sindaco, l’assessore all’Urbanistica Riccardo Corosu e i progettisti sono già al lavoro. La Regione sarda ha chiesto conto di diversi interventi. A proposito delle zone A, B e C, ha chiesto al Comune di dimostrare con nuovi calcoli l’esigenza di procedere a nuove urbanizzazioni. Siniscola dovrà produrre inoltre delle carte geologiche e delle aree gravate da uso civico, nonché recepire nel Puc le corrette perimetrazioni dei centri di antica formazione. Alla Caletta niente accorpamento tra le zone C di espansione e quelle F turistiche: il Comune dovrà rivedere questa sezione, programmando la fruizione delle due aree in maniera separata. La Regione ha poi chiesto di stralciare dal Puc i piani di risanamento di San Narciso, Janna ’e vrore, Avidì e Su Tiliò. «Il risanamento ci sarà comunque – puntualizza Celentano – e seguirà un altro iter». C’è anche una riserva sulla trasformazione dei campeggi in zona F3: il Comune è chiamato a chiarire le modalità e i valori parametrici previsti per la trasformazione dei campeggi in zona alberghiera.

  8. settembre 30, 2011 alle 2:44 pm

    e a Dorgali proseguono nel perseguire la “cancellazione” dei diritti di uso civico a Oddoene.

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2011
    DORGALI. Abusi edilizi a Oddoene, arriva una valanga di ordini di demolizione.

    DORGALI. A circa tre anni dal famoso blitz dei ranger che avevano setacciato l’intera vallata di Oddoene, piovono le ordinanze di demolizione per gli abusi edilizi. Una settantina sono esposte nell’albo pretorio del Comunei. Ad emetterle, l’ufficio tecnico a seguito delle segnalazioni della Procura. «Ordinanza di immediata sospensione dei lavori-demolizione e ripristino dello stato dei luoghi»: tempo previsto 60 giorni. Una mazzata per chi per anni ha lavorato sodo per far diventare la vallata di Oddoene una sorta di eden apprezzato dalle migliaia di turisti che annualmente la percorrono. Gente che ha speso i risparmi di una vita per realizzare un casa colonica con tanto di permesso edilizio da parte del Comune e magari con i contributi della Regione e adesso si vede piombare addosso una ordinanza di demolizione. Il tutto fa capo ai famosi usi civici. Una legge che fa assimilare i terreni di Oddoene a quelli di una spiaggia, visto che ha gli stessi vincoli di un terreno demaniale. Chi ha costruito senza l’autorizzazione paesaggistica dell’ufficio tutela si è visto recapitare l’ordinanza di demolizione. Ma non tutto è perduto, i proprietari dei terreni entrati loro malgrado nel setaccio della Forestale, si sono riuniti in comitato e faranno azione unica per impugnare le ordinanze.
    Questo, in attesa che il Comune possa ultimare la procedura che porterà alla classificazione dei terreni degli usi civici. Il che farebbe cadere tutte le ordinanze emesse come atto dovuto dal Comune, lo stesso che sta correndo per porre un rimedio all’intricata vicenda.
    «Se noi riusciremo, collaborando come stiamo facendo, con i cittadini, a risolvere la vicenda di Oddoene sarà un sollievo per tutti – commenta il sindaco Angelo Carta -, stiamo andando a sanare una situazione che da un secolo non si riesce a risolvere. Siamo contenti che ci sia stato l’emendamento del consiglio regionale grazie all’intervento dei consiglieri Pittalis e Barracciu che ci apre questa prospettiva (l’atto ricognitivo) e ci siamo lanciati in questa direzione da subito per non perdere neanche un minuto». (n.mugg.)

  9. ottobre 5, 2011 alle 3:19 pm

    dopo alcuni rilievi marginali da parte dell’Agenzia Argea Sardegna, è stato approvato dal Consiglio comunale di Carloforte (deliberazione n. 16 del 28 settembre 2011) il regolamento rettificato per la gestione delle terre civiche: http://www.comune.carloforte.ca.it/delibere/uploads/C.C.%20N.16%20DEL%2028.09.2011%20rettifica%20regolam.%20terre%20gravate%20da%20uso%20civico.pdf

    • febbraio 20, 2012 alle 8:02 pm

      il regolamento è stato validato con determinazione Direttore del Servizio territoriale sulcitano dell’Agenzia Argea Sardegna n. 5423 del 10 novembre 2011.

  10. novembre 29, 2011 alle 9:57 pm

    e, infatti, inventari e controlli non sanno nemmeno dove stanno di casa…

    da Sardegna 24, 29 novembre 2011
    Terre pubbliche, l’inventario non c’è: http://www.sardegna24.net/il-fatto/terre-pubbliche-l-inventario-non-c-e-1.42850

  11. dicembre 28, 2011 alle 2:29 pm

    ed ecco anche il caso di Orosei.

    da La Nuova Sardegna, 28 dicembre 2011
    Orosei, la Regione «congela» Cala Liberotto. Tutti gli insediamenti costieri risultano gravati da usi civici. (Angelo Fontanesi)

    OROSEI. Da ieri la nuova mappatura dei terreni gravati da usi civici nel territorio oroseino è pubblicata all’albo pretorio del Comune e i cittadini avranno un mese i tempo per presentare ricorsi. Un nuovo accertamento commissionato dall’assessorato regionale all’Agricoltura che modifica sostanzialmente del 2005.
    Redatto sempre per conto della Regione.
    Il totale delle aree sottoposte al vincolo è stato notevolmente ridotto (da circa 2500 ettari a poco più di 1500), ma la loro ubicazione in alcuni casi è radicalmente cambiata. E con non poche sorprese. La più clamorosa è quella che vede gravati da usi civici tutti i terreni del comparto di Sos Alinos compresi gli insediamenti turistici di Cala Ginepro, Cala Liberotto e parte di Sas Linnas Siccas con tanto di case, ville, residence, alberghi e servizi costruiti dagli anni ’70 in poi.
    Costruzioni e strutture realizzate su aree che, alla luce della nuovo accertamento, non avrebbero i requisiti per essere edificate ma neanche vendute e/o affrancate come invece sono state in tutti questi anni.
    Meglio va invece per il comparto cave del Monte Tuttavista, prima interamente gravato da usi civici e che ora invece ne risulta quasi totalmente esente così come i circa 600 ettari dell’osasi naturalistica di Biderosa anche loro adesso non più gravati da usi civici come invece risulta essere tutta la fascia pinetata di Su Barone che negli anni passati era stata oggetto di frazionamenti e compravendite tra privati.
    Un bel problema che l’amministrazione comunale è decisa ad affrontare e risolvere al più presto, ad incominciare da giovedì 5 gennaio quando l’argomento sarà discusso dal consiglio comunale. «Il problema è serio e va risolto in tempi stretti – commenta il sindaco Franco Mula – se da una parte il nuovo accertamento sgrava di circa mille ettari il monte dei terreni gravati dagli usi civici, è indubbio che adesso occorre trovare immediate soluzioni per liberare dal vincolo quei terreni che da decenni hanno mutato radicalmente la loro originaria destinazione d’uso e sono oggi punto di forza dell’economia oroseina». Il riferimento del primo cittadino è ovviamente per le zone turistiche di Cala Ginepro-Cala Liberotto ora totalmente «congelate» dal nuovo accertamento.
    «Ma abbiamo già in mente la soluzione da proporre alla Regione – anticipa Mula – chiederemo lo spostamento degli usi civici sui terreni di Biderosa così da svincolare tutto il comparto di Sos Alinos e contestualmente preservare da future speculazioni l’oasi naturalistica».
    Sulla carta una via praticabile, ma occorre fare in fretta: molti progetti e contratti in itinere sulla costa rischiano sennò un pericoloso impasse.

    • dicembre 29, 2011 alle 2:28 pm

      da La Nuova Sardegna, 29 dicembre 2011
      Si gioca su Biderosa la partita degli usi civici. Ma spostare sull’oasi il vincolo che grava su Cala Liberotto è un rompicapo. Il Comune dovrà dimostrare la proprietà dell’area. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. Si giocherà praticamente tutta sui 600 ettari di splendida natura incontaminata di Biderosa la partita in corso tra il Comune e l’assessorato regionale all’Agricoltura sull’istituto degli usi civici che grava su oltre 1500 ettari di territorio oroseino. Un vincolo che riguarda tra l’altro il comparto Cala Ginepro-Cala Liberotto dove da oltre trent’anni si è concretizzato il «tesoro turistico» di Orosei con circa 6mila posti letto ufficialmente censiti tra alberghi e campeggi, centinaia di seconde case, decine di attività di supporto all’industria delle vacanze oltre alle tantissime case dei residenti. Il tutto, stando alla nuova mappatura sugli usi civici, non ci sarebbe dovuto essere e ora nessuno potrebbe spostare un mattone o vendere e/o acquistare un bel niente. Un black out economico (per non entrare nel merito giuridico) dalle conseguenze inimmaginabili contro il quale il Comune deve trovare una rapida soluzione. Ed è qui che entrano in ballo i 600 ettari di Biderosa dove da circa quarant’anni insiste un cantiere di rimboschimento dell’Ente foreste che sinora ne ha tutelato l’integrità. Ebbene questo paradiso ambientale si «scopre» ora sgravato da usi civici e dunque sulla carta ottima «merce di scambio» con la Regione. La ricetta prospettata dal sindaco Franco Mula per risolvere il rompicapo sembra infatti il classico uovo di Colombo: spostare gli usi civici che gravano sul comparto turistico tra i pini e i ginepri di Biderosa. Risolti così in un sol colpo i problemi per gli imprenditori turistici e affini e fatta salva da eventuali future speculazioni l’oasi naturalistica più famosa della costa orientale. Ma qui sorge un altro problema. La Regione (leggasi Argea) sarebbe anche d’accordo su questa ipotesi, ma per spostare gli usi civici da un territorio a un altro il Comune deve dimostrare che quest’ultimo sia di sua proprietà. E, incredibile ma vero, non esiste nessun documento catastale che certifichi la proprietà comunale sull’area di Biderosa. Inghippo su inghippo insomma. Anche questo però, sempre secondo il sindaco, risolvibile con una semplice delibera del consiglio comunale che autocertifichi la proprietà del bene. Facendo conto che tutto ciò vada a buon fine, sul futuro di Biderosa incombono però altre incertezze. L’Ente foreste infatti preme da anni sul Comune per la stipula di un nuovo contratto di concessione trentennale per quei terreni. Ipotesi che, previo attento studio della bozza di contratto già recapitata all’ente, l’amministrazione comunale potrebbe valutare positivamente. Ma a questo punto sorgerebbe l’ennesimo grattacapo giuridico: per sottoscrivere la concessione il terreno deve essere libero dagli usi civici. Occorrerebbe perciò che dopo aver spostato gli usi civici da Cala Liberotto a Biderosa quest’ultimi venissero sospesi per tutto il tempo della concessione. Una situazione kafkiana insomma che impegnerà il Consiglio sin dalla prossima seduta del 5 gennaio.

      • gennaio 7, 2012 alle 11:37 am

        da La Nuova Sardegna, 7 gennaio 2012
        «Meglio spostare gli usi civici a Biderosa». L’ipotesi di traslazione proposta dalla maggioranza in consiglio comunale. La minoranza, invece, chiederebbe di sclassificare quelle aree alla pari dei piani di insediamento produttivi. (Angelo Fontanesi)

        OROSEI. Tanta curiosità, molta confusione e on poca npreoccupazione. Sono le sensazioni emerse in consiglio comunale durante la discussione sugli usi civici che stando all’accertamento commissionato dalla Regione ad un consulente, gravano su circa 1500 ettari di territorio.
        E alla fine nessuna certezza, se non quella che il «pasticiaccio» è più complesso di quello che poteva sembrare e che, in ogni caso e in qualsiasi modo, occorre trovare una soluzione per risolverlo al più presto. E’ stato lo stesso sindaco Franco Mula ad esporre nel suo intervento introduttivo la nuova mappatura degli usi civici (rilevata per conto dell’assessorato regionale all’Agricoltura dal consulente Giovanni Piras anche lui presente in aula) e le problematiche che questa comporta. Detto che rispetto alla precedente ricognizione eseguita sempre per conto della Regione nel 2005 il monte dei terreni sottoposti al vincolo è sensibilmente diminuito (dagli iniziali 2150 ettari agli attuali 1500), il primo cittadino ha infatti posto l’accenno sulla grande gatta da pelare: tutto il comparto turistico di Cala Liberoto, Sos Alinos e su Mutrucone, che nel corso degli ultimi 50 anni è stato via via alienato, frazionato, lottizzato ed edificato, risulta ora gravato dagli usi civici e dunque praticamente «congelato».
        Stante questa situazione vincolante nulla infatti si può sanare e niente si può edificare ne riconvertire o ristrutturare e neanche vendere e comprare. Un collasso non solo per il turismo oroseino ma per tutta l’economia del paese, con decine di progetti e di transazioni bloccate. Con case, ville, alberghi, residence, ristoranti e attività di supporto all’industria delle vacanze che sulla carta non sarebbero dovute esistere perchè «viziate» da un peccato originale che sino a pochi anni fa nessuno ad Orosei (ma anche tra gli uffici deputati rilasciare parei autorizzativi e di conformità) sembrava conoscere: quelle di essere realizzate su terreni una volta di proprietà comunale e gravati da usi civici e che perciò non sarebbero potuti essere alienati, affrancati o uso capiti come invece accaduto. Un vincolo che bisogna assolutamente rimuovere, è stata l’unanime determinazione dell’assise consiliare, ma sul modo di agire il fronte è ancora disomogeneo.
        La maggioranza propende per l’ipotesi di traslazione, ovvero chiedere alla Regione di spostare gli usi civici di Cala Liberotto e dintorni sull’area dell’oasi di Biderosa (circa 600 ettari) che invece in quest’ultimo accertamento si è «scoperta» libera da vincoli. Diversa invece la tesi prospettata dal consigliere di minoranza Francesco Loi che propende per chiedere alla Regione la sclassificazione di quelle aree perchè, al pari dei piani di insediamento produttivi (sgravati d’ufficio dagli usi civici) anche i comparti di Cala Liberotto, Sos Alinos e Su Mutrocone, in quanto assoggettati negli anni da lottizzazioni di iniziativa pubblica, dovrebbero essere esenti dal vincolo stesso. Due linee di pensiero che verranno valutate e prospettate ad Argea (ente regionale deputata alla pratica) nei prossimi giorni. La parola d’ordine infatti è fare in fretta: il 20 gennaio scadono infatti i termini per presentare ricorso contro il nuovo accertamento regionale (in pubblicazione al 20 dicembre) ed entro quella data il consiglio dovrà prendere una decisione definiva sul strada da percorrere e farlo, possibilmente, all’unanimità.

        LA CURIOSITÀ. Cagliari riconosce i vincoli per principio di presunzione.

        OROSEI. Se nella giurisprudenza penale il principio della presunta innocenza è garanzia per qualsiasi imputato nel caso degli usi civici sembra prevalere il contrario. Per la Regione infatti vale il principio di «presunzione di uso civico». Anche l’ultimo accertamento eseguito sui terreni oroseini si è basato sostanzialmente su questa precondizione: se non esistono documenti che accertino che un detto mappale o foglio catastale non sia gravato da usi civici vuol dire che lo è. E non il contrario. Contro questa teoria si era spesa con forza la precedente amministrazione Derosas che aveva inoltrato alla Regione una corposa ricerca storica che, partendo da un paio di secoli addietro, asseriva come non esistesse nessun documento comprovante l’esistenza di un solo metro quadro di terreno oroseino gravato da usi civici. Peccato però che non ne esistano neanche che attestino il contrario e cioè che quei terreni siano esenti dal vincolo, e pertanto la tesi venne rigettata in nome della «presunta colpevolezza». Così il vincolo continua ad esistere e a creare un mare di problemi a decine di comuni

      • gennaio 15, 2012 alle 3:05 pm

        da La Nuova Sardegna, 15 gennaio 2012
        «A Orosei non ci sono usi civici».
        L’ex sindaco Derosas si oppone ai nuovi accertamenti regionali «Accettare passivamente l’atto sarebbe un errore gravissimo». (Angelo Fontanesi)

        OROSEI. «Accettare passivamente il nuovo accertamento sui terreni gravati da usi civici fatto per conto della Regione sarebbe un errore gravissimo». Gino Derosas, ex sindaco e attuale consigliere di minoranza non ha dubbi: occorre fare immediata opposizione e bisogna farlo in tempi strettissimi perchè il prossimo 20 gennaio scadono i termini utili. «Annullando il precedente accertamento svoltosi nel 2005 – spiega Gino Derosas – la Regione riconosce formalmente la correttezza dell’azione della mia precedente amministrazione che aveva evidenziato le lacune di quell’accertamento tanto che circa la metà dei terreni precedentemente accertati è stata riconosciuta non gravata da uso civico. Con la stessa determinazione però la Regione, fondandosi ancora una volta sulla mera presunzione, ritiene gravati dal vincolo circa 1.500 ettari di terreno sia pubblico che privato, tra cui quelli dei comparti turistici di Cala Liberotto e su Mutrucone. In realtà – insiste Derosas – come dimostrato dalla nostra precedente amministrazione il territorio di Orosei non è gravato da usi civici neanche per un metro quadro e pertanto è sbagliato accettare anche soltanto vincoli parziali ed è sbagliato farlo senza che sulla fondatezza della stessa si pronunci un organo terzo: quello giudiziario». Un passaggio possibile oltre che doveroso secondo Derosas, sia in via gerarchica che in tutte le sedi giurisdizionali, ivi compreso e soprattutto il Commissario agli usi civici. «La scelta di assecondare l’ultimo accertamento per poi dislocare altrove i vincoli, ammesso che sussistano i presupposti tecnici e la volontà politica, è pericolosa, improbabile e non giustificabile con la necessità di accorciare i tempi. Anche l’ipotesi di traslare parte degli usi civici su Biderosa (per altro insufficiente a coprire lo «scambio») è una strada tutt’altro che agevole e scontata. I terreni di Cala Liberotto infine hanno perso irreversibilmente le caratteristiche di legge per assumere o mantenere la qualità di terreno gravato da uso civico e quindi il nuovo accertamento è ancor più incomprensibile».

  12. gennaio 22, 2012 alle 1:23 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2012
    Orosei presenta ricorso contro gli accertamenti disposti dalla Regione. Il sindaco: «Chiediamo l’immediata sospensione della determinazione dell’assessorato all’Agricoltura». «Il nostro territorio non ha mai avuto alcun tipo di gravame».

    OROSEI. Contrordine compagni. L’amministrazione comunale non accetta il nuovo accertamento sui terreni gravati da usi civici commissionato dalla Regione e presenta ricorso tramite l’avvocato Matilde Mura, dello studio Gianni Contu di Cagliari, che ha presentato ricorso gerarchico per conto del Comune di Orosei.
    Ricorso contro la recente determinazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura che individua il vincolo degli usi civici su oltre 1500 ettari del territorio oroseino tra i quali i comprensori turistici di Cala Liberotto, Sos Alinos e Su Mutrucone. Ricorso che domani verrà inoltrato anche al Commissario regionale sugli usi civici e, nel caso si rendesse necessario, più avanti anche al Tar. Decisione presa all’unanimità dopo un incontro «al vertice» tenutosi avantieri in Comune tra il sindaco Franco Mula e i rappresentanti dei due gruppi di minoranza Francesco Loi e l’ex sindaco Gino Derosas. «Il ricorso del Comune parte dal presupposto che Orosei non ha mai avuto un metro quadro di territorio gravato da uso civico» spiega il sindaco Franco Mula adottando in sostanza l’assunto del contenzioso avviato sul merito contro la Regione dalla passata amministrazione Derosas.
    «Per questo chiediamo l’immediata sospensione della determinazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura tranne che per l’articolo 1 nel quale la stessa Regione annulla per autotutela il primo accertamento eseguito nel 2005 quando gli ettari gravati da uso civico erano addirittura 2150». La Regione, secondo il Comune, sbagliava nel 2005 e continua a farlo adesso. In ballo ci sono non solo lo «status quo» e il futuro della punta di diamante dell’industria turistica oroseina ma la validità giuridica di atti pubblici, affrancazioni, transazioni, lottizzazioni e investimenti milionari, pubblici e privati, avviati e conclusi da mezzo secolo.

    Una lunga contesa dagli aspri risvolti.

    OROSEI. Di usi civici si parla e si dibatte da decenni in tantissimi comuni della Sardegna dove questa istituzione di origine settecentesca ha via via perso lo scopo originale di garantire un uso comunitario delle terre pubbliche lasciando in eredità aspri contenziosi interni con delicatissimi risvolti sociali. Ma il «caso Orosei» è ancora più anomalo. Qui nessuno a memoria d’uomo ha mai sentito parlare di questo vincolo, e nessun atto pubblico consultabile ne reca traccia. Prova ne siano le innumerevoli affrancazioni di terreni (che ora la Regione individua come gravati da usi civici) sancite nei decenni da Procure e avvallate da tribunali. Terreni sui quali sono stati approvati e realizzati diversi piani particolareggiati e altrettante strutture ricettive o intraprese produttive di altro genere autorizzate (e anche finanziate) da uffici e da assessorati regionali. Possibile che sino a pochi anni fa nessuno degli enti preposti al controllo di questi atti abbia mai sollevato obiezioni o fatto rilevare questa circostanza? Gli ultimi due accertamenti della Regione si basano sulla «presunzione» che tutti i terreni comunali ove non esistano titoli di proprietà accertati siano gravati da usi civici. Il Comune di Orosei contesta questa tesi e la ribalta. (a.f.)

    • gennaio 24, 2012 alle 2:39 pm

      da La Nuova Sardeegna, 24 gennaio 2012
      «Puc a rischio con gli usi civici». «Orosei democratica» chiede un’assemblea aperta al pubblico nonostante il ricorso contro gli accertamenti della Regione. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. Tegola degli usi civici su 1500 ettari asarebbe di «straordinaria gravità» per l’intera comunità oroseina e rischia di incidere fortemente sulle «sorti di rilevanti parti del territorio, sia pubblico che privato» e sull’economia attuale e futura. Lo sostiene «Orosei democratica» che nonostante il ricorso presentato in extremis dal Comune contro il nuovo accertamento sugli usi civici fatto dalla Regione, chiede la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto a tutta la popolazione per meglio spiegare quanto stia accadendo e decidere insieme i rimedi. «Nessuno è stato messo veramente al corrente di cosa sia successo né delle conseguenze a cui si va incontro – si legge nella nota del gruppo a firma del presidente Franco Gonanu – e questo nonostante le molteplici implicazioni che il vincolo accertato comporta su quei terreni, sui fabbricati, sulle procedure di sanatoria e condono in corso, sulle pratiche edilizie e su quelle agrarie, sulle garanzie ipotecarie».
      Problemi ai quali va ad aggiungersene un altro rimasto sinora sotto traccia: «L’accertamento del vincolo degli usi civici su alcuni mappali (vedi tra gli altri Su Mutrucone e Fuil’e mare ndc) – scrive Orosei democratica – produrrebbe rilevanti conseguenze anche sul Puc già adottato dal Comune che rischia ora di non poter essere approvato dalla Regione». Tutti i piani di recupero relativi ad alcune zone edificate senza le dovute autorizzazioni edilizie e/o paesaggistiche e appositamente inserite nel Puc per essere sanate, risultano infatti ora gravate da uso civico. Una condizione non rilevata durante la predisposizione del piano urbanistico perchè non presente allora nelle carte ma che ora invece renderebbe inapplicabile qualsiasi sanatoria urbanistica. Da qui la richiesta di una assemblea pubblica «magari alla presenza dello staff legale che rappresenta il Comune nel ricorso presentato alla Regione – sottolinea l’esponente del gruppo il consigliere di minoranza Gino Derosas – così che i cittadini possano avere spiegazioni esplicite e complete sulla complessità del caso».

      • gennaio 29, 2012 alle 11:46 am

        da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2012
        Orosei. Discussione in consiglio. Usi civici sulla costa il Comune fa ricorso.

        OROSEI. Come preannunciato è stato il «caso usi civici» a tenere banco nel consiglio comunale di avantieri sera. Occhi e orecchie puntate soprattutto su quello che il Comune intende fare per uscire dal guado di quei 1500 ettari di territorio oroseino (tra i quali Cala Liberotto e Sas Linnas Siccas) che secondo il recente accertamento regionale sono gravati dal «diritto» degli usi civici. Un «diritto» solo nel dettato legislativo datato 1927, un vincolo nell’attualità, dove quel gravame di fatto congela e mette in discussione proprietà e progetti di centinaia di abitazioni, lotti privati e infrastrutture turistiche realizzate con tutte le autorizzazioni da decenni. Ovvio perciò che più delle polemiche insorte tra maggioranza e opposizione, al pubblico interessasse la sostanza. Che così si può riassumere: il Comune, ribadendo che nel suo territorio non esiste un metro quadro di territorio gravato da usi civici, ha già presentato ricorso gerarchico contro l’accertamento della Regione e lo ha inoltrato anche al Commissario degli usi civici (che ha già fissato la data del dibattimento per il 25 maggio) riservandosi la possibilità di ricorrere al Tar. L’ipotesi di chiedere lo spostamento degli usi civici e/o la sclassificazione per determinati territori che ne avessero i requisiti rimane comunque in piedi nel caso i vari ricorsi non dessero risultato. Intanto a sollevare preoccupazioni sono anche tanti proprietari di case e ville costruite nel comprato di Cala Liberotto a partire dagli anni 60/70. In gran parte nuoresi che con una lettera diffida inviata al sindaco Mula annunciano di essere pronti a promuovere una sorta di class action. «Chiediamo che il Comune di Orosei attivi e persegua ogni efficace iniziativa diretta a vanificare gli esiti dell’accertamento regionale – scrivono -. In difetto sarebbe ineludibile il ricorso alle consentite forme di tutela anche sul piano risarcitorio».

  13. gennaio 26, 2012 alle 2:53 pm

    ottima scelta.

    da La Nuova Sardegna, 26 gennaio 2012
    Bolotana. In ballo 417 ettari. Terreni con usi civici, il Comune prepara un piano di recupero. (Federico Sedda)

    BOLOTANA. Il comune di Bolotana predisporrà un piano di valorizzazione e di recupero dei terreni comunali gravati da usi civici. Per farlo ha chiesto l’intervento diretto dei cittadini che potranno esporre pareri, dare suggerimenti, indicare punti critici e proporre soluzioni per il futuro. Il tutto mediante comunicazione scritta da consegnare o spedire all’ufficio protocollo del Comune o da inviare per e-mail all’indirizzo info€comune.bolotana.nu.it. L’iniziativa nasce dalla necessità di definire l’uso dei terreni pubblici montani esclusi dall’accordo di gestione trentennale con l’Ente foreste perché gravati da usi civici. Si tratta di 417 ettari che, per poter essere concessi in gestione all’ente regionale, devono essere assoggettati a un piano di recupero. L’intervento permetterà di dare una destinazione d’uso diversa da quella a cui finora sono assoggetti, consentendo così la concessione temporanea ad altri enti, tra i quali, appunto, l’Ente foreste. «Questo – si legge in una nota del Comune – può essere fatto a condizione che la nuova destinazione d’uso comporti un reale e notevole vantaggio per la collettività». I piani di valorizzazione, secondo quanto previsto dalla legge regionale numero 12 del 1994 sugli usi civici, infatti, «devono rispondere ai fini di pubblico interesse e devono essere finalizzati allo sviluppo sociale ed economico». Il Comune ha già dato incarico a una società di redigere il piano. Una volta ultimato l’iter, i 417 ettari esclusi dall’accordo di gestione, potranno essere accorpati agli altri 564 ettari già concessi in uso trentennale all’Ente foreste. Un’operazione che ha consentito la stabilizzazione di undici operai forestali.

    non risulta rispettato il principio del “sensibile vantaggio” per la collettività locale interessata.

    da L’Unione Sarda, 26 gennaio 2012
    San Nicolò Gerrei. Usi civici, il giudice sospende la delibera del Consiglio. Le terre restano ai pastori. Stop all’affidamento di 1246 ettari all’Ente foreste: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20120126083945.pdf

  14. febbraio 4, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 4 febbraio 2012
    Usi civici, panico e danni. Centinaia di pratiche edilizie bloccate dal vincolo. Il Comune cerca una soluzione per superare gli effetti dell’accertamento regionale che ha colpito l’intera fascia costiera. (Angelo Fontanesi)

    OROSEI. Panico e allarmismo ma anche tangibili e gravi danni all’economia locale. Questi gli effetti che sta creando il recente accertamento regionale sugli usi civici che grava del vincolo tutta la fascia costiera oroseina.
    Quella che da Cala Liberotto arriva a Sas Linnas Siccas passando per Sos Alinos. Centinaia di pratiche di sanatoria per abuso edilizio congelate, decine di interventi di ristrutturazione o di ampliamento di case, ville e alberghi bloccati così come la realizzazione della nuova lottizzazione di Su Mutrucone. Senza contare le transazioni immobiliari impraticabili con lo sconcerto di centinaia di privati che dopo aver regolarmente acquistato lotti di terreno comunale e averci edificato sopra, ora, a distanza di cinquant’anni, non hanno più la titolarità di quei beni e minacciano azioni di rivalsa contro il Comune. Che dal canto suo contro questo accertamento ha presentato ricorso alla stessa Regione e si è appellato al Commissario per gli usi civici. Un alto magistrato che il 25 maggio (la data è già fissata) dovrà pronunciarsi sulla richiesta di annullamento dell’accertamento regionale presentata dai legali del Comune e dove in sostanza si afferma che Orosei non ha mai avuto un metro quadrato gravato da usi civici. Una tesi che già l’amministrazione Derosas aveva portato avanti durante i cinque anni di mandato ottenendo però dalla Regione «solo» uno sgravio del vincolo di circa 700 ettari. Nel precedente accertamento pubblicato sul Buras nel 2005, gli ettari gravati di uso civico nel comunale di Orosei erano circa 2200. «Ma adesso finalmente il Comune può appellarsi al Commissario per gli usi civici – afferma l’ex sindaco Derosas ora consigliere di minoranza – una figura terza che può affrontare la problematica su posizioni giuridiche e non sulla presunzione come invece fanno la Regione e Argea, l’agenzia deputata a esaminare e istruire le pratiche di sclassificazione». Sul verdetto del del Commissario fa affidamento anche l’attuale sindaco Franco Mula, pronto però a percorrere qualsiasi altra strada pur di sanare la problematica che ta causando gravi diseconomie. «Sino al 2005 a Orosei nessuno aveva mai sentito parlare di usi civici – dice – Anzi ci sono decine di documenti che provano il contrario, tra questi sentenze di pretori e di tribunali e centinaia di autorizzazioni regionali su piani di lottizzazioni e piani particolareggiati. Per questo abbiamo presentato ricorso contro l’accertamento regionale chiedendone l’annullamento. Se l’esito fosse negativo siamo pronti a percorrere altre vie pur di sgravare al più presto tutti quei terreni che da decenni hanno perso irreversibilmente le condizioni dell’uso civico». Le vie praticabili rimarrebbero due: la sclassificazione dei terreni che presentano determinate caratteristiche (come i piani particolareggiati) o lo spostamento degli usi civici su porzioni di comunale non gravate dal vincolo. Ipotesi percorribili ma dai tempi incerti come dimostrano altri casi in provincia.

    IRGOLI. Un contenzioso che va avanti da ben 45 anni.

    IRGOLI. Dura da oltre 15 anni il contenzioso tra la Regione e il Comune di Irgoli sulla sclassificazione dagli usi civici di circa 700 ettari di terreno comunale concessi nel 1949 in enfiteusi ai soci della cooperativa Progresso popolare. Una battaglia per consentire a quei cittadini di affrancare quei terreni per continuare a migliorarli e renderli produttivi. Un contenzioso che non ha però sortito l’esito sperato dal Comune nonostante le norme vigenti prevedano la sclassificazione e la stessa popolazione, tramite un referendum comunale svoltosi nel 2004, si sia espressa a favore. «L’ultima richiesta di sclassificazione è stata adottata all’unanimità dal consiglio comunale il 19 ottobre 2009 – dice il sindaco Giovanni Porcu – ma Argea ha opposto diniego ponendo altre condizioni e sollevando nuove problematiche. A niente sono valse le corpose relazioni corredate da documenti inoppugnabili prodotte dal Comune. La materia richiede una seria riflessione da parte del legislatore perché la normativa andrebbe interpretata in favore delle amministrazioni che dimostrino come il diritto di uso civico non esiste più e vi sia un interesse legittimo alla sclassificazione».

    • febbraio 21, 2012 alle 2:55 pm

      da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2012
      Case a rischio «abusivismo». Allarme per le abitazioni al mare lungo il litorale di Orosei. Centinaia di residenze a Cala Liberotto e Sas Linnas siccas dovranno presentare ricorso al Tar. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. «Tutte le case di Cala Liberotto e di Sas Linnas Siccas nate sui terreni che la Regione ha individuato come gravati dagli usi civici sono “a rischio” e i loro proprietari devono presentare ricorso al Tar».
      A lanciare l’allarme che riguarda centinaia di costruzioni edificate nella fascia costiera oroseina anche da più di cinquant’anni è l’avocato nuorese Sebastiano Poggiu, presidente del consorzio volontario Sas Linnas Siccas. La vicenda è nota: con una determina del 20 dicembre 2011 pubblicata sul Buras lo scorso 27 gennaio, l’assessore regionale all’Agricoltura ha annullato il precedente accertamento sugli usi civici predisposto dalla Regione nel 2005 ma contestualmente ne ha disposto uno nuovo individuando il «diritto» agli usi civici su circa 1600 ettari del territorio oroseino. Tra queste aree anche vaste zone affrancate e/o alienate dal Comune e quindi lottizzate e costruite a partire dagli anni 60 nelle località di Cala Liberotto, Sas Linnas Siccas e in parte Fuile ’e Mare.
      «Le conseguenze di questo atto appaiono assai gravi – spiega Sebastiano Poggiu – laddove si consideri che, allo stato degli atti, le particelle indicate nel predetto elenco sono da considerarsi a tutti gli effetti occupazioni abusive». E si parla di centinaia di case e ville ma anche di alcune strutture ricettive e di numerose attività commerciali e di servizio. Tutti beni immobili che ora, stante il nuovo accertamento regionale, sarebbero appunto abusivi visto che i terreni gravati da uso civico sono per legge inalienabili e inaffrancabili e dunque tutte le compravendite di lotti stipulate tra Comune e privati e tutte le costruzioni realizzatevi sopra (anche se con regolare autorizzazioni edilizie e paesaggistiche) sarebbero falsate da un peccato originale che ne inficerebbe la legittimità.
      L’amministrazione comunale, sostenendo che Orosei non ha mai avuto un metro quadrato di territorio gravata di uso civico, ha già impugnato l’accertamento sia in ordine gerarchico contro la stessa Regione che inanzi al Commissario regionale per gli usi civici che ha già fissato al data di discussione del caso per il prossimo 25 maggio, riservandosi, nel caso di esito negativo, di ricorrere successivamente anche al Tar. Ma a quel punto, secondo Sebastiano Poggiu, sarebbe troppo tardi. «Il termine per presentare ricorso al Tar scade il prossimo 24 marzo – afferma infatti il presidente del Consorzio Sas Linnas Siccas – e il Comune non l’ha ancora proposto. Per questo sento il dovere di consigliare a tutti i proprietari di case nel litorale di Orosei ed in particolare ai soci del Consorzio danneggiati da questa determina assessoriale, di agire quanto prima e presentare ricorso per proprio conto sia dinanzi al Commissario per gli usi civici (scadenza 24 febbraio), sia dinanzi al Tar Sardegna entro il 24 marzo». Poggiu invita i proprietari dei beni «sub judice» a preparare le carte e per ulteriori informazioni a consultare il sito del consorzio volontario «Sas Linnas Siccas» all’indirizzo http://www.cosalisi.it.

      • febbraio 22, 2012 alle 2:41 pm

        qui la determinazione Direttore Servizio territorio rurale, ambiente, infrastrutture Ass.to agricoltura e riforma agro-pastorale R.A.S. n. 30498/949 del 20 dicembre 2011: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20120126142027.pdf

        da La Nuova Sardegna, 22 febbraio 2012
        Orosei. Replica a Poggiu. Usi civici, il sindaco: «Tuteliamo il paese». (Angelo Fontanesi)

        OROSEI. «Il Comune sta facendo tutto quello che deve fare e nei tempi giusti per risolvere la problematica degli usi civici accertati dalla Regione nel comprensorio di Cala Liberotto e mi sorprende che proprio un avvocato sollevi dubbi sulla condotta giudiziaria adottata da questo ente, che si avvale di uno tra gli studi legali più titolati in materia». Arriva subito la risposta del sindaco Franco Mula alle dichiarazioni dell’avvocato nuorese Sebastiano Poggiu, presidente del Consorzio volontario Sas Linnas Siccas, secondo cui il Comune di Orosei non avrebbe ancora impugnato, davanti al Tar Sardegna, la determinazione dell’assessorato dell’Agricoltura del 20 dicembre 2011 nella quale gran parte del comprensorio di Cala Liberotto-Sas Linas Siccas (ampiamente edificato da decenni) risulta gravato dal vincolo degli usi civici. «Mi preme chiarire che il Comune ha attivato tutte le iniziative giudiziarie a tutela degli interessi della collettività – afferma l’avvocato Matilde Mura di Cagliari, incaricata della vicenda -. In particolare ha proposto ricorso davanti al commissario per gli usi civici e ha presentato due diversi ricorsi all’assessorato all’Agricoltura: uno in opposizione, presentato allo stesso dirigente che ha adottato la determinazione del 20 dicembre 2011, l’altro gerarchico, al direttore generale dell’assessorato. Allo stato delle cose – dice Mura – come l’avvocato Poggiu dovrebbe sapere, non è ancora decorso, almeno per il Comune di Orosei, il termine per fare ricorso al Tar. E ciò perché il ricorso gerarchico, essendo alternativo a quello al Tar, sospende i termini per proporre ricorso. Da quando l’assessorato si pronunzierà (e lo deve fare entro 90 giorni dalla data in cui ha ricevuto il ricorso gerarchico), se il provvedimento sarà negativo il Comune avrà a disposizione altri 60 giorni per ricorrere al Tar. Abbiamo fatto tutto il possibile per difendere il territorio di Orosei».

  15. febbraio 24, 2012 alle 2:46 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2012
    Usi civici, ricorso di 60 privati. Il caso Orosei al Tar. Poggiu: nessuna polemica con il Comune. (Angelo Fontanesi)

    OROSEI. Dal Consorzio volontario Sas Linnas Siccas nessuna polemica verso l’operato dell’amministrazione comunale sul caso degli usi civici.
    Nessuna polemica ma solo l’esigenza di coinvolgere anche i privati (sono già 60) in una azione collegiale contro la Regione. Il chiarimento arriva da Sebastiano Poggiu, presidente del consorzio che comprende numerosi proprietari di case e ville realizzate lungo la fascia costiera oroseina che risulterebbero sorte in terreni gravati da uso civico. «Spiace constatare che il sindaco abbia interpretato come un rimprovero di scarso interessamento quella che voleva essere, e rimane, la semplice constatazione che il Comune allo stato attuale non ha ancora proposto ricorso al Tar – spiega Poggiu -. Il Consorzio al contrario apprezza le azioni già intraprese dal Comune ma è anche consapevole che l’amministrazione è tenuta in modo primario a curare l’interesse pubblico e non può preoccuparsi, se non indirettamente, della difesa dei privati, sui quali grava l’onere di fare la propria parte in tempo utile».
    La determina regionale sull’accertamento degli usi civici è stata pubblicata sul Buras lo scorso 20 dicembre e quindi i termini per presentare ricorso scadrebbero il 24 marzo. Il Comune però ha interrotto questi termini avendo nel frattempo interposto opposizione sia in via gerarchica che innanzi al Commissario per gli usi civici riservandosi di ricorrere al Tar in caso di esito negativo. «Ma i privati questa interruzione non ce l’hanno» spiega ancora Poggiu. E sarebbero già circa 60 i proprietari di case e ville (la gran parte nuoresi) ad essersi rivolti ad uno studio legale romano per promuovere il ricorso al Tar.

  16. maggio 20, 2012 alle 8:59 am

    se le proposte in tema di usi civici non sono state approvate con la maggioranza dei 2/3 dei componenti del Consiglio comunale, non sono valide. Un’occasione persa per Carloforte per iniziare a riordinare e gestire con intelligenza il proprio demanio civico.

    da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2012
    CARLOFORTE. Consiglio comunale, ultima seduta prima delle elezioni. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Si è svolta finalmente l’ultima seduta del Consiglio prima delle delle elezioni di giugno e dopo l’inaspettato rinvio di lunedì per la mancanza del numero legale. Venerdì sono stati votati tutti i punti all’ordine del giorno, anche se tra lunghe discussioni e diversi punti di vista tra maggioranza ed opposizione. Restano i dubbi sull’efficacia dei punti in cui si parlava di usi civici, perchè sarebbe occorsa una maggioranza qualificata, non presente in aula. Si trattava della richiesta di de-classificazione di aree soggette ad uso civico e del trasferimento dei diritti dai terreni su cui sorge l’impianto eolico e fotovoltaico di Nasca ed altri terreni comunali a capo Rosso-Becco. Argomenti che potrebbero dunque essere rinviati alla prossima assemblea, composta dai nuovi eletti, ritardando però ulteriormente l’installazione e l’entrata in funzione del nuovo parco eolico. E’ seguita l’approvazione dei molti debiti fuori bilancio (per precedenti incarichi legali, Girotonno, Abbanoa, consulenze e creditori vari), oltre al parere su una agenzia isolana delle entrate, per sganciarsi dal sempre più odiato sistema di riscossione targato Equitalia.

    da L’Unione Sarda, 20 maggio 2012
    CARLOFORTE. In Consiglio. Usi civici, sclassificazione respinta. (Salvatore Lecca)

    Secondo round in Consiglio comunale, due giorni fa, per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Maggioranza bocciata su un’integrazione all’ordine del giorno che riguardava il provvedimento di sclassificazione di aree soggette a uso civico (che, tra gli altri, riguarda parte dei terreni dove dovrebbe sorgere l’impianto eolico di Nasca), con trasferimento degli usi civici alle zone Capo Rosso e Becco (dove sorge l’oasi Lipu).
    L’OPPOSIZIONE. L’approvazione del provvedimento sollecitata dall’assessore Salvatore Biggio onde evitare la nomina di un commissario ad acta, è stata contestata dalla minoranza che ha lamentato di non aver avuto il tempo necessario per la verifica dei documenti e intravisto nell’improvvisa urgenza una situazione poco chiara. I consiglieri di minoranza Angelo Borghero e Anna Scopelliti hanno abbandonato l’aula non consentendo così al Consiglio di raggiungere il numero necessario per l’approvazione (due terzi per le procedure di sclassificazione).
    I DEBITI. Stesso siparietto per i debiti fuori bilancio. I consiglieri di minoranza hanno contestato il mancato attestamento dei debiti nei bilanci precedenti, considerato che alcuni risalivano anche a periodi anteriori, accusando il sindaco di una cattiva amministrazione decisamente poco rispettosa delle regole. L’approvazione degli stessi è avvenuta con il voto della sola maggioranza.

  17. gennaio 12, 2013 alle 9:57 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. ottobre 28, 2011 alle 4:28 pm
  2. giugno 26, 2016 alle 7:02 am

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