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Le terre collettive di Rocca d’Evandro devono essere recuperate.


Rocca d’Evandro, demanio civico Feudo Vandra

Come ormai noto, il Commissario per gli Usi Civici di Napoli, con sentenza n. 6/2025 del 16 ottobre 2025 (causa n. 3/2021 e n. 2/2024), ha deciso che il demanio civico di Rocca d’Evandro (circa 584 ettari) dev’essere reintegrato in favore della collettività locale titolare dei diritti di uso civico, considerando inefficaci le presunte sdemanializzazioni operate su impulso comunale.

il Comune di Rocca d’Evandro, soccombente, è tenuto a effettuare le operazioni di recupero dei terreni a uso civico in precedenza alienati illegittimamente, oltre al pagamento delle spese legali  in favore del ricorrente  Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), rappresentato e difeso dall’Avv. Rosalia Pacifico, del Foro di Cagliari, e dall’Avv. Luca Pasquarella, del Foro di Napoli, nonchè del Consulente tecnico d’ufficio.  La Regione Campania dovrà eseguire le “azioni sistematorie” e le “iniziative volte alla reintegra del compendio demaniale civico, oggetto di illegittimi mutamenti di destinazione d’uso”, in assenza di attività comunale. E’ stata anche interessata anche la Procura regionale della Corte dei conti per la valutazione degli aspetti di potenziale danno erariale..

Sono gli effetti della sentenza commissariale che ha deciso la causa relative alle occupazioni illecite di parte del demanio civico di Rocca d’Evandro a causa delle reiterate attività comunali di cessioni mai precedute da legittime sdemanializzazioni.

La previsione urbanistica comunale di una zona industriale (zona P.I.P.) su terreni a uso civico non seguita da corretta procedura di sdemanializzazione fa sì che quei terreni non abbiano mai perso le caratteristiche di terre collettive.

Rocca d’Evandro, Feudo Vandra, tagli boschivi (22 gennaio 2024)

Così si è consluso il procedimento aperto il 9 maggio 2024 presso il Commissariato per gli Usi Civici napoletano che ha verificato non solo l’illegittimità dei lavori di taglio di alberi e vegetazione varia anche con l’ausilio di mezzi meccanici nel bosco del Feudo Vandra, in Comune di Rocca d’Evandro (CE), e della medesima occupazione privata di terreni che appartengono tuttora al demanio civico su segnalazione (22 gennaio 2024) dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), seguita da un rapido intervento dei Carabinieri Forestale con gli accertamenti del caso.  Successivamente avevano verificato (nota prot. n. 46/12/2024 del 4 marzo 2024) “l’esecuzione di un cambio di destinazione da bosco ceduo a terreno nudo, mediante l’eliminazione con mezzo meccanico della vegetazione arborea, per una superficie di mq 330 circain assenza di atti abilitativi” compiuta da una Società che vanta la disponibilità dell’area.

Conseguentemente, il Comune di Rocca d’Evandro – Area Tecnica e Vigilanza aveva emanato l’ordinanza n. 4 dell’8 marzo 2024 con cui aveva sospeso il cantiere di taglio boschivo.

A distanza di sei mesi non si ha notizia di alcuna attività per il recupero al demanio civico dei terreni illegittimamente alienate e occupati.

Montepescali, cartello riserva di proprietà e diritti di uso civico

I diritti di uso civico dei terreni irreversibilmente trasformati possono essere trasferiti su altri terreni di valore ambientale messi a disposizione da Comune e Regione.

Il GrIG ha, quindi, inviato (13 aprile 2026) una specifica istanza per conoscere lo stato di attuazione delle disposizioni della sentenza commissariale da parte del Comune di Rocca d’Evandro e della Regione Campania.

Il GrIG ha anche coinvolto il Ministero della Cultura, il Prefetto di Caserta, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta, i Carabinieri Forestale, informando per quanto di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, la Procura regionale della Corte dei conti e il Commissario per gli Usi Civici per la Campania e il Molise.

A differenza di quanto affermato dal Comune, l’area rientra nel demanio civico di Rocca d’Evandro, è inusucapibile e non commerciabile, i relativi diritti di uso civico sono imprescrittibili e non può subire cambi di destinazione (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Campania n. 11/1981 e s.m.i.). 

Le terre collettive del Feudo Vandra costituiscono un importante area naturale boscata fra Campania e Lazio.

La classificazione di “zona industriale” del sito da parte dello strumento urbanistico comunale è in palese contrasto con la natura boschiva del luogo, rientrante nello storico demanio civico del Feudo Vandra (accertato con decreti Commissario Usi Civici Campania e Molise del 2 settembre 1946 e del 6 maggio 1963, con assegnazione dei terreni a categoria A (boschi e pascoli) e a categoria B (coltivazioni) ai sensi dell’art. 11 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.

Rocca d’Evandro, demanio civico Feudo Vandra

I domini collettivi, i terreni a uso civico e i demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i.legge n. 168/2017regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale, valore riconosciuto sistematicamente in sede giurisprudenziale.

Boschi, pascoli, terreni agricoli, zone umide, litorali di proprietà collettiva, sebbene spesso tuttora oggetto di mire speculative e utilizzi incongrui.

Attualmente si stima che costituiscano il 7-10% del territorio nazionale italiano: qui il I Rapporto sulle Terre Collettive in Italia (marzo 2026).

Rocca d’Evandro, Bosco Feudo Vandra

I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.). I domini collettivi sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).

I cittadini appartenenti alle collettività locali sono gli unici titolari dei diritti di uso civico nei rispettivi demani civici (artt. 2, commi 3° e 4°, e 3, commi 1° e 2°, della legge n. 168/2017 e s.m.i.).  Inoltre, il regime giuridico dei demani civici prevede la “perpetua destinazione agro-silvo-pastorale” (art. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017), nonché “l’utilizzazione del demanio civico … in conformità alla sua destinazione e secondo le regole d’uso stabilite dal dominio collettivo” (art. 3, comma 5°, della legge n. 168/2017).

Bisogna mettersi in testa una volta per tutte che i terreni a uso civico sono a destinazione ambientale e per l’uso sostenibile della collettività locale, i terreni a uso civico non sono un bancomat da utilizzare a piacimento e ora il Commissario per gli Usi Civici ha ristabilito la legalità e i diritti dei cittadini di Rocca d’Evandro sul loro demanio civico..

E le sentenze si rispettano e si attuano.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Gheppio (Falco tinnunculus)

(foto da mailing list ambientalista, L.M., S.D., archivio GrIG)

  1. aprile 13, 2026 alle 9:36 PM

    da Paese News, 13 aprile 2026

    ROCCA D’EVANDRO – Le terre collettive devono essere recuperate. Comune condannato e irrispettoso.

    _____________________

    da Caserta News, 13 aprile 2026

    Sentenza sugli usi civici, disposto il recupero di oltre 580 ettari di terre collettive a Rocca d’Evandro.

    Il Commissario per gli Usi Civici di Napoli ordina la reintegra del demanio civico: coinvolti Comune e Regione Campania.

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