Vita da Cani, morte da Cani.


Cane abbandonato

Scossicci, campagna oscena a Porto Recanati (AN).

Presso un cavalcavia autostradale le carcasse di 55 Cani, “forse seviziati e certamente uccisi e abbandonati come rifiuti”.

Nonostante la diffusa omertà, gli inquirenti avrebbero individuato il responsabile, “un cacciatore”,   di 53 anni, “un addetto ai lavori loretano, un professionista purtroppo sospettabile, attivo da anni nel settore cinofilo”.

Ci auguriamo che si giunga ad appurare definitivamente le responsabilità e che vengano pesantemente sanzionate.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

dal Corriere Adriatico, 4 aprile 2026

Nel cimitero horror 55 carcasse di cani, blitz nella casa di un cacciatore di Loreto: sequestrati telefono e gabbie.

LORETO – C’è un indagato nell’inchiesta che da due mesi vede impegnati senza sosta i carabinieri Forestali di Macerata e Ancona dopo la macabra scoperta del cimitero horror in cui sono state buttate carcasse di cani morti. Cinquantacinque per la precisioni sono i resti di animali presumibilmente uccisi e recuperati tra i rovi e i rifiuti lungo la scarpata sopra il cavalcavia dell’A14, a Scossicci.

La svolta

Il pubblico ministero Stefania Ciccioli ha iscritto nel registro degli indagati un cacciatore di 53 anni di Loreto, l’ipotesi di reato è uccisione di animali.

Nell’ambito dell’inchiesta a metà marzo i carabinieri Forestali di Macerata e Ancona si sono presentati nell’abitazione del cacciatore per eseguire una perquisizione.

I controlli sono andati avanti per ore, gli investigatori hanno controllato ovunque sequestrando il cellulare dell’indagato, diversi documenti e delle gabbie, alcune vuote altre con degli uccelli catturati. Non solo. L’abitazione ha una corte esterna, per estremo scrupolo sono stati eseguiti accertamenti anche lì, tutta la superficie è stata passata al setaccio attraverso rilevatori di microchip, ma l’accertamento ha dato esito negativo.

Tutto il materiale sequestrato adesso è al vaglio dell’autorità giudiziaria, in particolare è sul telefono che gli investigatori contano di trovare elementi utili per definire con esattezza i contorni della vicenda.

Il sospetto

L’ipotesi investigativa è che nel tempo diversi cacciatori si siano rivolti a lui per “occuparsi” dei cani che non erano più abili alla caccia e che per chi li aveva presi erano diventati non solo inutili ma anche un peso economico. Quelli che non erano “recuperabili” venivano uccisi, privati del microchip e “smaltiti” nel cimitero clandestino di Scossicci. In questo modo l’iter era veloce e meno costoso.

Ma l’indagine è tutta ancora in corso, ci sono diverse verifiche da fare, a iniziare dal materiale sequestrato, in più c’è da accertare se ci siano eventuali complici, da quanto emerso i microchip sono stati rimossi con una precisione chirurgica. Altro capitolo riguarda i cacciatori che si sarebbero rivolti all’indagato per risolvere il “problema” dei cani non più abili alla caccia, erano consapevoli di quello che sarebbe potuto succedere o meno ai loro cani? Proprio loro potrebbero contribuire a fare chiarezza.

(foto da mailing list animalista)

  1. Al momento, non c'è nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.