Ripristinata la legalità ambientale a Mari Pintau e Is Canaleddus, sul litorale di Quartu S. Elena.
Che le cose non tornassero lo testimoniava il diffuso degrado che una moltitudine di manufatti molto diversamente gradevoli avevano generato in aree che per il loro notevole valore paesaggistico e ambientale risultano protette da vincoli ambientali molto stringenti.
E ora arriva la conferma, giudiziaria e amministrativa, che le brutture presenti fino a poche settimane fa nella baia di Is Canaleddus e a Mari Pintau (Quartu S’Elena, CA) erano effettivamente abusive.
Fino a poche settimane fa, perché i giorni scorsi è stata data finalmente attuazione all’ordinanza 52-2025 del 9 giugno 2025 del Comune di Quartu S’Elena che ha imposto alla società titolare dei terreni la rimozione delle opere dichiarate abusive, con relativo ripristino dei luoghi.
A Is Canaleddus l’Amministrazione comunale aveva censito qualcosa come 21 manufatti/installazioni prive di valido titolo abilitativo. A Mari Pintau (Sa Traia), il conteggio si era fermato a 3.
La società destinataria del provvedimento aveva impugnato al TAR Sardegna il provvedimento comunale ma il ricorso è stato rigettato con sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. I, 2 febbraio 2026, n. 195.
Se entro 90 giorni il soggetto sanzionato non avesse dato seguito all’ordinanza comunale, le opere e i sedimi circostanti (calcolati in oltre 10mila metri quadri dagli uffici comunali) sarebbero passati ex-legge al patrimonio indisponibile del Comune.
È senz’altro un segnale più che positivo quello che l’Amministrazione comunale di Quartu S’Elena – una delle capitali dell’abusivismo in Italia con le sue decine di piani di risanamento – ha voluto dare di contrasto all’anarchia edilizia che, come dimostra questa vicenda, si era estesa anche ad aree sottoposte a stringenti e specifiche forme di tutela (area SIC Bruncu de Su Monte Moru – Geremeas – Mari Pintau, codice Natura 2000 ITB040051).
Dalla sentenza del Tribunale amministrativo si evince che l’autorizzazione a suo tempo rilasciata era limitata alla sola stagione balneare e che il mancato rispetto dei prescritti limiti temporali ha determinato, per le opere in questione, una natura insanabilmente abusiva
È ora auspicabile che il Comune di Quartu agisca anche per fermare i tentativi di impedire l’accesso pedonale alla spiaggia di Is Canaleddus, recentemente emersi e di cui abbiamo parlato in questo articolo.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto J.I., archivio GrIG)




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