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Loiri Porto S. Paolo, cemento e mattoni incombono su Cala Finanza e Punta La Greca.


Sardegna, macchia mediterranea sul mare

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inviato (25 febbraio 2026) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo l’avvenuta adozione con deliberazione del Consiglio comunale di Loiri Porto S. Paolo n. 50 del 25 novembre 2025 della “Proposta variante al PUC di Loiri Porto San Paolo da sottozona H2 a sottozona F4 in località Cala Finanza. Punta La Greca, nell’ambito della conferenza di servizi ex art.14 bis e seguenti della Legge n.241/1990 all’interno dello sportello ZES Unica del mezzogiorno n.600178. Autorità procedente: struttura di missione ZES, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dall’art. 10 del D.L. 124/2023 – soggetto proponente: Società Tavolara Bay S.r.l. atto d’indirizzo politico amministrativo”.

Coinvolti il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia della Gallura, il Comune di Loiri Porto S. Paolo, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari, la Struttura di Missione ZES.

L’area (una cinquantina di ettari sul mare) fra Cala Finanza e Punta La Greca, davanti all’Isola di Tavolara, risulta interessata da un progetto immobiliare promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci, per il quale è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).

rustico edilizio

In progetto un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.

Non si ha conoscenza dell’avvenuta sottoposizione della proposta variante alla preventiva procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) nè, tantomeno, della sottoposizione alle necessarie procedure di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) dei progetti esecutivi.

L’area interessata ricade ampiamente nella fascia costiera dei metri 300 dalla battigia marina, tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.) e con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre rientra nel vigente piano paesaggistico regionale – P.P.R. quale bene paesaggistico d’insieme in quanto ricadente nella fascia costiera (artt. 19-20 delle N.T.A.) e zona di conservazione integrale.

Il GrIG ha chiesto l’annullamento in sede di autotutela e in sede di procedura di verifica di coerenza degli atti di pianificazione.

L’area è attualmente ricca di macchia mediterranea.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

La Nuova Sardegna, 26 febbraio 2026
Occhiata (Oblada melanura)

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 26, 2026 alle 3:15 PM
    • marzo 21, 2026 alle 9:05 PM

      da Gallura Oggi, 18 marzo 2026

      Un camping di lusso davanti a Tavolara, il caso in Regione. (Giulia Rago)

      Gli ambientalisti contro un progetto a Loiri Porto San Paolo.

      Cinquanta ettari di costa incontaminata davanti all’Isola di Tavolara, a Porto San Paolo, rischiano di cambiare volto per far spazio a un hotel a cinque stelle, ville di pregio e un camping d’élite. Il progetto, promosso dalla società Tavolara Bay S.r.l., è finito nel mirino della Regione Sardegna e del Corpo Forestale. L’area, protetta da vincoli di conservazione integrale, è diventata il terreno di una dura battaglia legale contro quella che viene definita una forzatura delle norme di salvaguardia costiera.

      L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato a febbraio un’istanza di accesso civico e informazioni ambientali per contestare la variante al Piano Urbanistico Comunale (PUC) approvata dal Comune di Loiri Porto San Paolo. Il progetto, proposto dalla società Tavolara Bay S.r.l., mira a trasformare le aree di Cala Finanza e Punta La Greca (da sottozona H2 a F4) attraverso le procedure semplificate dello sportello ZES Unica per il Mezzogiorno, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

      Erano stati coinvolti il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia della Gallura, il Comune di Loiri Porto S. Paolo, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari, la Struttura di Missione ZES. Il GrIG ha chiesto l’annullamento in sede di autotutela e in sede di procedura di verifica di coerenza degli atti di pianificazione.

      L’area, che si estende per circa 50 ettari di macchia mediterranea tra Cala Finanza e Punta La Greca, a Loiri Porto San Paolo, di fronte all’isola di Tavolara, è al centro di un nuovo progetto immobiliare di un camping di lusso. L’iniziativa è promossa dalla Tavolara Bay s.r.l. — costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (proprietaria della catena di lusso Fasano) e da altri soci — che ha richiesto l’accesso alle procedure semplificate della ZES unica per il Mezzogiorno, operativa dal 1° gennaio 2024.Il progetto.

      Il progetto

      Il progetto promosso dalla Tavolara Bay s.r.l. prevede la realizzazione di un imponente complesso turistico composto da un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville di lusso, un porto turistico e un campo da golf, ma l’attuale iter autorizzativo sta sollevando un aspro scontro istituzionale a causa di palesi profili di illegittimità. L’area interessata, che si estende per circa 50 ettari di macchia mediterranea, ricade integralmente nella fascia dei 300 metri dalla battigia, una zona sottoposta a vincolo di conservazione integrale dalla legge regionale Sardegna n. 45/1989 e tutelata dal Piano Paesaggistico Regionale come bene paesaggistico d’insieme. Nonostante questo quadro normativo restrittivo e i pareri negativi espressi in sede di conferenza di servizi dalla Soprintendenza di Sassari, dal Corpo Forestale e dalle Direzioni regionali competenti, la Struttura di Missione ZES ha rilasciato il 9 febbraio 2026 un’autorizzazione unica per una prima fase d’intervento.

      Questa prima tranche di lavori riguarda la riconversione a uso turistico di una villa esistente e delle sue pertinenze a ridosso del mare, l’allestimento di un’area glamping con moduli abitativi amovibili e diverse opere di urbanizzazione e sistemazione esterna. Tuttavia, l’intero procedimento appare viziato non solo dal contrasto con i vincoli paesaggistici e ambientali, ma anche dalla mancata sottomissione della variante alla Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) e dalla carenza delle necessarie verifiche di assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) per i progetti esecutivi. Di fronte a quello che viene definito come un tentativo di scardinare la pianificazione vigente, la Presidenza della Regione Sardegna e gli uffici tecnici regionali hanno già notificato formali richieste di annullamento in via di autotutela. Qualora la Struttura di Missione ZES non dovesse revocare il provvedimento in tempi brevi, la Regione sarà costretta a impugnare l’autorizzazione in sede giurisdizionale per garantire il rispetto della legalità e la salvaguardia di un tratto costiero di altissimo pregio naturalistico.

  2. marzo 8, 2026 alle 7:27 PM

    da L’Unione Sarda, 2 marzo 2026

    Porto San Paolo. Il piano: strutture amovibili a volumetrie zero su un’area di 10 ettari. Cala Finanza e l’oasi verdeoro.

    Parere negativo della Forestale al progetto del colosso brasiliano. (Andrea Busia)

    Il progetto è l’apripista peril masterplan di Jhsf, il colosso immobiliare brasiliano (centri commerciali, aeroporti, alberghi, residenze di lusso e moda) che ha gia speso cento milioni di euro in Gallura. A Cala Finanza, una delle più belle località del litorale di Porto San Paolo, José Auriemo Neto, presidente del consiglio di amministrazione di Jhsf, vuole realizzare un’oasi ambientale su un area di circa dieci ettari, con strutture amovibili e a volumetrie zero, il modello è il paradiso di Coluccia, la penisola acquistata dall’imprenditore Marco Boglione. Ma l’accoglienza riservata al progetto di Neto non sembra delle migliori. Gli enti regionali coinvolti, a partire dal Corpo Forestale, si stanno esprimendo con osservazioni negative e una of posizione quasi insanabile al progetto.

    E il masterplan di Neto?

    Un segnale poco incoraggiante per il colosso immobiliare brasiliano. Soprattutto in vista del grosso dell’operazione, il masterplan di Neto, ossia il grande campo da golf intorno alla collina all’ingresso di Porto San Paolo, un mega albergo (60 camere), quaranta ville e il porticciolo turistico, con l’obiettivo, già indicato chiaramente, di lanciare la sfida alla Costa Smeralda e alle località turistiche più note e frequentate del Mediterraneo. Dagli assessorati regionali coinvolti sarebbero arrivati dei dinieghi, senza appello, all’operazione di Cala Finanza. E c’è un altro problema, perché si profila un conflitto tra la Regione e la procedura Zes (Zona economica speciale), tutta in capo al governo centrale. 

    Roma ha detto sì. 

    Il colosso Jhsf ha infatti chiuso la pratica a Roma, l’iter è arrivato a conclusione con tutti i permessi. Le società controllate da Neto (una si chiama Tavolara Bay) hanno usufruito di tuttii benefici della zona economica speciale (credito d’imposta e semplificazioni amministrative). Il vantaggio più grande è la tempistica accelerata e le interlocuzioni dirette tra privato, governo centrale e amministrazione comunale interessata. La Regione resta fuori. E infatti il progetto extralusso approderà a breve nel Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo. Con un problemino non da poco, il no della Regione. E poi c’è anche la grande incognita sul resto del progetto.

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