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Lettera aperta al sindaco di Cagliari Paolo Truzzu


Cagliari, panorama da Viale Buoncammino

Egregio signor Sindaco,

le scrivo questa lettera aperta perché – piaccia o non piaccia a lei e a me – è il sindaco della Città dove sono nato, dove vivo e che amo moltissimo.

Come a lei piace, userò toni schietti e duri.  

Molto probabilmente non leggerà nemmeno quanto le scrivo, ma ci provo ugualmente.

La sua campagna di presunta informazione su rischi e comportamenti legati alla tragica epidemia di coronavirus COVID 19 fa acqua da tutte le parti.

Fuori tempo (con toni diversi avrebbe avuto un senso a fine febbraio-inizio marzo), colpevolizzatrice della cittadinanza, priva di informazioni utili.

Proveniente, fra l’altro, da chi solo un paio di settimane fa incitava a vivere la città.

Se lo ricorda?

Cartelloni, video, interviste disegnano una cittadinanza irresponsabile, fonte di contagi a dismisura, bisognosa di essere istruita come un bambino dell’asilo.

A Cagliari i contagi sono pochissimi (97 in tutta la Città metropolitana al 28 marzo 2020, non risultano reperibili dati cittadini ufficiali), i residenti in larghissima maggioranza si stanno comportando con grande senso di responsabilità, pochissime le auto in circolazione.

Cagliari, Via della Pineta, 29 marzo 2020, ore 10.00, folla di kasteddai che si accalca a comprare paste e bombolotti della domenica

Afferma senza alcuna fonte dei dati che “a Cagliari ancora oggi entrano ogni giorno 57mila macchine” (L’Unione Sarda, 26 marzo 2020), dandosi anche la zappa sui piedi, visto che i veicoli in ingresso a Cagliari non sono certo dei cagliaritani che lì già vivono.

Senza contare che molte persone continuano a recarsi al posto di lavoro, viaggiano i trasporti pubblici e i rifornimenti alimentari.

Cagliari, manifesto istituzionale (marzo 2020)

Insulta e inveisce contro chi la critica, mostrando di non comprendere nemmeno la natura del cagliaritano: più strilli come un caporale di giornata e più ti prendono per i fondelli, senza usare ipocriti francesismi, e rincara la dose sul palcoscenico di Barbara D’Urso: si faccia una panoramica delle reazioni sul web e sui social network e avrà un’idea su cosa ne pensano i cagliaritani.

Altro che “acide commentatrici” e “confusi giovanotti”, sono centinaia e centinaia di suoi concittadini, ci sono parecchi suoi elettori.

Lei pensa che suoi predecessori come Paolo De Magistris o, in tempi più recenti, Mariano Delogu si sarebbero comportati nello stesso modo?

decalogo coronavirus COVID 19 (Ministero della Salute)

Faccia, invece, qualcosa di utile e apprezzabile.

Per esempio, promuova e coordini un servizio facilmente attivabile dagli interessati di espletamento e consegna a domicilio della spesa per le tante persone anziane e poco o nulla autosufficienti che vivono in Città.

Non può essere limitato ai pochi mercati civici.

Coinvolga strutture della grande distribuzione, servizi comunali e associazioni del volontariato. Istituisca un numero verde e lo faccia conoscere, questo sì, con una campagna di informazione capillare.

Farà qualcosa di estremamente utile, rientrante nelle competenze comunali di assistenza sociale e, magari, migliorerà anche la sua considerazione fra i cagliaritani.  

Con i più cordiali saluti e auguri per la nostra Città.

Stefano Deliperi

Cagliari, pubblicità istituzionale (marzo 2020)

(foto da mailing list sociale, S.D., archivio GrIG)

  1. M.
    marzo 29, 2020 alle 12:45 pm

    Resta un dato di fatto, in Cina ne sono usciti prendendo la gente a calci nel sedere, in Corea facendo il Grande Fratello, noi vorremmo uscirne con dialogo, coinvolgimento, spiegazioni, informazioni, ecc. Ci riusciremo, certo, ma ci vorrà più tempo, più vittime, più sacrifici. Pertini mi perdoni per quelli che dico.

    • marzo 29, 2020 alle 12:56 pm

      ..in Cina ne sono usciti? Davvero? Ci crediamo? Mah…

    • Juri
      marzo 29, 2020 alle 3:37 pm

      Conculcare nella pubblica opinione che il contagio prosegue perché qualcuno osa farsi una passeggiata sotto casa (pratica peraltro consentita dai vari DPCM) è l’evidente obiettivo (talvolta purtroppo raggiunto) di ridicole, indegne , squallide “campagne mediatiche” come questa, che hanno il fine ultimo di depotenziare il più possibile l’impatto mediatico di un fatto gigantesco qual è la trasformazioni di ospedali, pronto-soccorsi, guardie mediche, medici condotti e case per anziani in autentiche fabbriche del contagio. Si può dire che al di fuori di questi ambiti i contagi in Sardegna sono stati zero o quasi, a oggi.
      Qualche dato: tra i contagiati la percentuale di operatori sanitari in italia è circa 4 volte quella europea (8% contro 2%) e in Sardegna addirittura qualcosa come 20 volte più alta, con tutta probabilità un funesto primato mondiale certo non attribuibile al caso.

      • Marco Biggi
        marzo 30, 2020 alle 6:30 pm

        In Sardegna … appunto lei si deve ritenere fortunato di risiedere in una Regione a bassissimo rischio altrimenti il commento qui sopra non lo avrebbe mai scritto (a proposito di ridicolo e indegno).
        Oltre al fatto che lei ignora la casistica del portatore sano senza sintomi, che forse lei ritiene inesistente in Sardegna.

      • Juri
        marzo 31, 2020 alle 3:26 pm

        Attualmente mi trovo in un’area dove la densità di contagi è circa 6 volte quella del cagliaritano ma dove esperti e autorità ben si son guardati dall’attivare campagne non dico come quella oscena del purtroppo sindaco di Cagliari (le cui performance qui in Germania l’avrebbero condotto dritto dritto a qualche centro di cura mentale oltre che davanti alla Corte dei Conti) ma anche battage mediatici volti a indicare le passeggiate o le corse sotto casa come la causa del contagio (dato manifestamente falso), che anzi vengono consigliate se fatte rispettando le regole.
        Se poi lei preferisce abbeverarsi alle baggianate di truzzu faccia pure.

      • Marco Biggi
        marzo 31, 2020 alle 6:52 pm

        Guardi che a me di Truzzu me ne frega meno di niente, visto che al di là della gravità degli eventi in corso rimango allibito sul fatto che il sindaco di Cagliari non abbia cambiato niente in riguardo alla fallimentare raccolta dei rifiuti (sebbene ereditata), tornando alla raccolta differenziata con i “cassonetti” ben più igienici e decorosi rispetto allo spargere la spazzatura dei cittadini (e non parlo di abbandonare) sui marciapiedi. E l’estate non è così lontana …..
        Trovo piuttosto ridicole le rimostranze del corridore medio (ne ho lette svariate) che fa la vittima come se fosse una questione di vita o di morte …. pensi a quelli che giocano tutte le settimane a tennis e non rompono le scatole a nessuno.

    • aprile 9, 2020 alle 1:24 am

      Salve,
      …senza offesa ma, da un po di tempo su questo pianeta, niente è ciò che sembra.
      In Cina tutto è avvenuto così teatralmente perfetto che sembra quasi vero vero. No, non è affatto finita…e non solo in China.

  2. marzo 29, 2020 alle 1:22 pm

    buona volontà e impegno dell’assessore comunale alle Attività produttive Alessandro Sorgia.
    Riguarda, però, solo alcuni operatori dei soli mercati comunali.

    A.N.S.A., 27 marzo 2020
    Cagliari, spesa domicilio mercati civici.
    Attivo numero telefonico per contatti con box di fiducia: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/03/27/cagliari-spesa-domicilio-mercati-civici_c4d4abd4-cb2b-405f-bb35-62063915eaad.html

  3. marzo 29, 2020 alle 3:19 pm

    ATTENZIONE!!!

    A.N.S.A., 28 marzo 2020
    Coronavirus: la polizia, attenti a un falso volantino nei palazzi. Invita i non residenti degli stabili ad andare via. (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/03/29/coronavirus-la-polizia-attenti-a-un-falso-volantino-nei-palazzi_879df830-26dd-478a-9081-f50188137995.html)

    ROMA, 29 MAR – E’ “falso” il volantino scritto su carta intestata del Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con il logo della Repubblica Italiana, che in alcune città è stato trovato affisso negli androni dei palazzi e sui muri dei quartieri e invita eventuali non residenti degli stabili a lasciare le abitazioni che li ospitano, per rientrare nel proprio domicilio di residenza, perché sarebbe in corso l’attività di controllo delle autorità.
    Lo fa sapere la Polizia di Stato, che invita perciò i cittadini a “fare attenzione: Potrebbe essere l’astuta mossa di qualche malintenzionato per entrare nelle le case in questo periodo di emergenza per covid_19”.Di qui l’invito a tutti: “chiunque si imbatta in simili volantini è pregato di segnalarne la presenza alle Forze di polizia e di non seguire le indicazioni in essi contenute”.

  4. marzo 29, 2020 alle 4:13 pm

    da L’Unione Sarda, 29 marzo 2020
    Cagliari vista dall’alto: una città vuota. (Andrea Manunza): https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2020/03/29/cagliari-vista-dall-alto-una-citta-vuota-52-1002948.html

  5. Donatella
    marzo 29, 2020 alle 7:07 pm

    Spero che il vostro Sindaco legga , comprenda e segua gli utili consigli per la vostra città.

  6. G.Maiuscolo
    marzo 29, 2020 alle 7:24 pm

    Incantevole la mia città dall’alto: nella sue strade vuote e silenziose, ma in una solitudine “affollata” di “occhi” e di sguardi che non l’abbandonano e che la ammirano e che la osservano.
    Incantati.

    Grazie Andrea 🙂 dello spettacolo che ci hai offerto e grazie a chi lo ha consentito. (…) “Quando diventerai… io potrò dire…” Ricordi?

  7. marzo 29, 2020 alle 10:31 pm

    da Cagliari online, 29 marzo 2020
    Deliperi contro Truzzu: “Accuse ai cagliaritani fuori luogo, Delogu o De Magistris non avrebbero mai fatto una campagna così”.
    L’ecologista Stefano Deliperi contro il sindaco Truzzu sulla campagna dei manifesti: “A Cagliari i contagi sono pochissimi (97 in tutta la Città metropolitana al 28 marzo 2020, non risultano reperibili dati cittadini ufficiali), i residenti in larghissima maggioranza si stanno comportando con grande senso di responsabilità, pochissime le auto in circolazione. Perché accusa i suoi cittadini criticato anche dai suoi elettori? Guardi la città oggi…”: https://www.castedduonline.it/deliperi-contro-truzzu-accuse-ai-cagliaritani-fuori-luogo-delogu-o-de-magistris-non-avrebbero-mai-fatto-una-campagna-cosi/

    _________________________

    da Il Punto Sociale, 29 marzo 2020
    COMUNICAZIONE IN TEMPO DI CRISI. LETTERA APERTA AL SINDACO DI CAGLIARI PAOLO TRUZZU: https://www.ilpuntosociale.it/index.php/attualita/item/6526-comunicazione-in-tempo-di-crisi-lettera-aperta-al-sindaco-di-cagliari-paolo-truzzu

    ___________________

    da Alghero Live, 29 marzo 2020
    Stefano Deliperi scrive al Sindaco Paolo Truzzu: “I suoi predecessori come Paolo De Magistris o Mariano Delogu si sarebbero comportati nello stesso modo? http://algherolive.it/2020/03/29/stefano-deliperi-scrive-al-sindaco-paolo-truzzu-i-suoi-predecessori-come-paolo-de-magistris-o-mariano-delogu-si-sarebbero-comportati-nello-stesso-modo/

  8. G.Maiuscolo
    marzo 30, 2020 alle 10:34 am

    Bella letterina, la sua, SU DOTTORI…al sindaco della città più bellina al mondo.
    Secondo me gradirà, anzi, per dirla come Lei, gli piacerà, assai; “a marolla, aggiungo io…
    (…) “Come a lei piace, userò toni schietti e duri” .Anche ironici…ahahahah…

    Quanto alla domanda (…) “Lei pensa che suoi predecessori come Paolo De Magistris o, in tempi più recenti, Mariano Delogu si sarebbero comportati nello stesso modo?”.
    La risposta è lì, a portata di tutti.

    Gentili dottori e amici che leggete nel sito, state tutti bene?
    Lo spero. 🙂

    Cordialità

    PS: Gentile Dottore, secondo me, il sig. Sindaco ( oggi voglio essere compita) La leggerà, eccome.

  9. Juri
    marzo 30, 2020 alle 3:05 pm

    Il secondo quotidiano tedesco celebra il running come l’attività perfetta in tempo di corona virus.
    Se li scopre il nostro inquisitore casteddaio, minimo si ritrovano con il mitico drone teleguidato da Serpeddì sopra la redazione seguito da una missione speciale segreta ad Amburgo dei vigili urbani di Casteddu. 🙂

    https://www.zeit.de/sport/2020-03/sport-laufen-corona-isolation

    Running? Now more than ever
    If there wasn’t running, it would have had to be invented for the Corona crisis. And the best thing is: if you start now, you can watch yourself get better.

  10. marzo 31, 2020 alle 9:52 am

    ‘sto genio di sindaco non riesce proprio a capire che i 57 mila veicoli “in ingresso” a Cagliari ogni giorno sono di persone che non risiedono a Cagliari.

    Pendolari, distributori di merce, trasporti pubblici, corrieri, ecc. Tutta gente che tuttora lavora perchè autorizzata e fondamentale perchè l’Italia (e Cagliari) non si fermi completamente.

    Ma non si rende conto che sta diventando ridicolo?

    da L’Unione Sarda, 31 marzo 2020
    APPROFONDIMENTO. In barba ai divieti: troppe persone e auto in giro a Cagliari, Truzzu “insoddisfatto”. I dati sul traffico sono insindacabili, Truzzu si aspettava un calo più drastico. (Luigi Almiento) (https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/03/31/in-barba-ai-divieti-troppe-persone-e-auto-in-giro-a-cagliari-136-1003546.html)

    C’è quello che fa la spesa, e chissà se quel giorno non ha preso il prosciutto in un market, il formaggio in un altro e le scatolette di tonno in un altro ancora, pur di non stare in casa. Poi, quello che “Io non prendo farmaci, sono tutte truffe delle grandi multinazionali che fanno miliardi sulle spalle nostre”, ma si studia i turni della farmacia pur di tornare più volte. Sono pochi, per fortuna, anche se non pochissimi, ma sono tutti in giro in auto, per ore, ogni santo (anzi, dannato, visto il periodo) giorno.

    E chi ha più paura della Polizia locale, il veicolo lo lascia parcheggiato però esce con il cane di famiglia, per i suoi bisogni s’intende, che a malapena si trascina: perché prima l’ha già portato fuori mamma, poi papà, poi la sorella e infine lui. Cani da maratona. E poi c’è il tabaccaio, che se entri e acquisti tre stecche di sigarette in un colpo assume l’espressione tipica di chi ha appena visto la Madonna: “Lei è l’unico a fare la scorta: vengono le stesse persone tutti i giorni e ne comprano un pacchetto, al massimo due. Peccato non poterle stringere la mano”.

    Benvenuti in quella zona grigia cagliaritana – ma c’è ovunque, non soltanto nel capoluogo sardo – di spaventati dal Coronavirus, ma non abbastanza da decidere una volta per tutte di rimanersene a casa, come stabiliscono le norme di questo periodo d’emergenza. Che, poi, non sono divieti astrusi, ma l’unico modo per arginare l’offensiva del Covid-19, che sta mettendo in ginocchio il mondo. Pezzo dopo pezzo.

    TROPPO TRAFFICO – A non convincere, a Cagliari, è però il volume del traffico nelle strade: certo, alcune sono deserte, altre quasi, ma in una parte delle arterie principali si percepisce la diminuzione netta dei veicoli, ma si continua a vederne transitare diversi e continuamente. Infatti al sindaco, Paolo Truzzu, la lettura dei dati sulla viabilità cittadina ha portato un grande nervosismo: voleva bloccare quattro veicoli su cinque di quelli normalmente in circolazione (l’80 per cento), invece i numeri certificano che se ne sono fermati due su tre (tra il 60 e il 70 per cento). “Troppi, sono troppi, ma dove deve andare tutta questa gente?”, è sbottato il primo cittadino, colpito soprattutto dai dati dei veicoli che ogni giorno entrano a Cagliari: normalmente sono 166mila, adesso 57mila, ma in realtà si confidava che sarebbero stati molti di meno dopo le strette decise dal Governo nazionale. D’altra parte, sono chiuse le scuole, serrati i bar, sbarrati i locali di ristorazione, sospese le attività ritenute non essenziali nella sequela di decreti presidenziali e governativi. Inoltre, moltissimi lavoratori sono a casa: il cosiddetto telelavoro, o lavoro agile. Eppure, la gente gira lo stesso nelle vie della città. Ed è troppa.

    I DATI – Lo indicano i dati dell’Its Città metropolitana di Cagliari, che ha rilevatori in diversi Comuni dell’Area vasta (sono 21 soltanto nel Capoluogo) e contano tutti i passaggi: impossibile sindacarli. La settimana (intesa dal lunedì al venerdì) iniziata il 2 marzo era, per così dire, “normale”: ancora nessuna limitazione agli spostamenti che sono invece arrivati in quella dal 9 al 13, per essere ulteriormente inaspriti nella settimana dal 16 al 20 (sempre considerando i giorni feriali). Certo, le rilevazioni dei passaggi dei veicoli in viale Ciusa non raggiungono di un soffio l’80 per cento auspicato dal sindaco, ma va bene: il 79 può bastare, nel raffronto tra la prima e la terza settimana di marzo. Ma poi c’è via Bacaredda, che nemmeno è riuscita a dimezzare il traffico dopo le norme restrittive decise per combattere la pandemia: continua a percorrerla il 52 per cento dei mezzi che ci passavano prima, cioè quindicimila rispetto ai normali trentamila. Il taglio, dunque, ha meno che dimezzato il flusso in via Bacaredda, che si percorre per raggiungere il centro e anche il Mercato civico di San Benedetto.

    Di chi è la colpa? Di sicuro, a Cagliari entrano ogni giorno molti più mezzi di quanti se ne erano preventivati quando sono entrate in vigore le prescrizioni del Governo, e questo significa che, entrati nel Capoluogo, i non cagliaritani devono pur raggiungere la propria destinazione e per farlo sono costretti ad attraversare alcune delle principali strade della città.

    Anche i dati dei flussi di traffico in ingresso a Cagliari ogni giorno influenzano la circolazione interna. Ricordato che entrano in città 57mila veicoli su una media di 166mila in tempi “normali”, inevitabilmente le ripercussioni si soffrono anche all’interno della cinta urbana del capoluogo. Mentre, ad esempio, cala molto il traffico nell’Asse mediano di scorrimento che taglia in due la città collegandone due estremi (meno 76 per cento verso Pirri, meno 72 nella direzione opposta), il calo in viale Colombo è soltanto del 68 per cento. Ancora peggio via Is Mirrionis: normalmente 23.400 transiti, ora ridotti del 66 per cento (7.800).

    TRUZZU INSODDISFATTO – Insomma, si circola ancora troppo e Truzzu, il sindaco, è comparso in più di un collegamento su Facebook avendo sul viso un’espressione non esattamente soddisfatta. Proprio in questi giorni i dati sul Coronavirus segnano le prime diminuzioni, che fanno sperare in una discesa ininterrotta. Ma questo risultato, che richiederà ancora molte settimane (non sarà certamente raggiunto prima di Pasqua), ha bisogno di essere, per così dire, ulteriormente incoraggiato. Il che significa starsene a casa, dove i contagi degli asintomatici e dei paucisintomatici hanno come confine la famiglia e non la grande quantità di persone che normalmente s’incontra nei giorni della spensieratezza virale.

    Gli irresponsabili hanno colpito e ancora colpiscono, provocando gravi danni. La paura delle autorità sanitarie, e non soltanto di quelle, è che con il miglioramento dei dati la gente “decida”, e avrebbe tragicamente torto, che il pericolo è passato. Non è affatto così e se questa opinione fosse essa stessa oggetti di contagio, rischiamo di ritornare al punto di partenza. O, forse, di peggiorare.

  11. aprile 1, 2020 alle 11:33 am

    …pieno di runners…

  12. aprile 1, 2020 alle 11:44 am

    difficile da copiare.

    da Sardinia Post, 31 marzo 2020
    Spesa a casa grazie alla mappa online: l’iniziativa di Sarroch contro l’epidemia: https://www.sardiniapost.it/cronaca/spesa-a-casa-grazie-alla-mappa-online-liniziativa-di-sarroch-contro-lepidemia/

    _____________

    da cagliari online, 28 marzo 2020
    L’esempio di Pula: ecco subito i soldi ai cittadini per pagare il cibo, il gas, le bollette e gli affitti: https://www.castedduonline.it/lesempio-di-pula-ecco-subito-i-soldi-ai-cittadini-per-pagare-il-cibo-il-gas-le-bollette-e-gli-affitti/

  13. G.Maiuscolo
    aprile 1, 2020 alle 5:18 pm

    ECCO, che ci voleva?

    Non saremo nell’opulenta Lombardia ( detto senza polemica e anzi con rispetto…) ma ciò che deve essere fatto, viene fatto e BENE. Con utilità e con celerità da tutti e due i comuni menzionati sopra.
    BRAVI!

    Anche nel mio Comune, le cose funzionano bene, molto bene, e gli operatori dei market sono dei veri angeli, per gentilezza e per disponibilità. Senza tralasciare la gentile e cortese amabilità dei vicini che telefonano per sapere se stai bene e se hai bisogno di qualcosa.
    Se non è rispetto ( amoroso) verso il proprio simile, questo, che altro?
    A volte…”piccolo” è bello e persino organizzato, assai!

    🙂

  14. Juri
    aprile 3, 2020 alle 10:55 am

    Contagi a catena in un call center, strano.
    Per 3 positivi individuati (con diversi giorni di ritardo perché i sintomi non compaiono subito), con tutta probabilità ce ne saranno molti di più non rilevati e asintomatici. Tutti soggetti che poi avranno contagiato diverse persone con cui convivono con l’ovvio effetto-domino che spiega perché i numeri continuano a salire a dispetto del lockdown.
    Ma naturalmente, a fronte di queste gigantesche voragini nel contenimento del contagio, la questione cardine in Italia è vietare la passeggiata ai bambini sotto casa.

    https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/provincia-cagliari/2020/04/03/tre-contagi-a-elmas-chiuso-il-call-center-136-1004692.html

  15. aprile 3, 2020 alle 6:30 pm

    …il sindaco Truzzu, per non perder la mano, vieta, in pratica, quanto già vietato e “gli assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici” (per i luoghi privati, evidentemente, non c’è problema). Quanto all’obbligo di portare la mascherina, pure autoprodotta perchè introvabile, quando si fa la spesa siamo davvero su “Scherzi a parte”…

    dal sito web istituzionale del Comune di Cagliari, 3 aprile 2020
    Misure di prevenzione: nuova ordinanza del sindaco, ordinanza sindacale n. 21 del 3 aprile 2020: https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/misure_di_prevenzione_nuova_ordinanza_del_sindaco?contentId=NVT27252

    _____________________

    A.N.S.A., 3 aprile 2020
    Cagliari, obbligo mascherine per spesa.
    Nuova stretta da ordinanza sindaco, ok anche quelle autoprodotte: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/04/03/cagliariobbligo-mascherine-per-spesa_b8c806c5-068f-45a8-a388-7c52073cca35.html

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