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Salviamo la storica Stazione ferroviaria di Palau Marina.


Palau Marina, treno e ferrovia (primi anni ’60 del ‘900, da Wikipedia)

anche su Il Manifesto Sardo (“Salviamo la storica Stazione ferroviaria di Palau Marina“), n. 282, 16 aprile 2019

E’ un turismo un po’ particolare, ma gli appassionati sono centinaia di migliaia in tutta Europa.

E’ un turismo un po’ lento, senza fretta, ma si può fare in ogni stagione.

Sempre più persone destinano parte del loro tempo libero a viaggi sulle linee ferroviarie storiche, per assaporare il piacere di viaggiare.

Non solo l’Orient Express, ma una realtà in tutto il mondo.

Nel nostro Bel Paese è stato lanciato in proposito il progetto Binari senza tempo da parte della Fondazione FS Italianeper ripristinare linee ferroviarie in disuso destinandole al traffico di treni storico-turistici”.

La stessa Fondazione FS promuove viaggi sui propri treni storici.

La legge n. 128/2017 è stata approvata proprio per tutelare e promuovere i treni storici.

Nuraghe e rottami

E in Sardegna?

Si cerca affannosamente di individuare nuovi oggetti turistici che possano costituire attrattive per ampliare una stagione che troppo spesso per insipienza e pigrizia si riduce a due mesi in estate, eppure il Trenino Verde sardo è una realtà di (piccola) nicchia, poco pubblicizzata e periodicamente a rischio di chiusura.

Non solo: si rischia anche di perdere parti di grande interesse del patrimonio culturale delle ferrovie storiche, dove tuttora i viaggi ferroviari storici continuano a esser svolti.

E’ quanto sta accadendo a Palau, in Gallura, dove la Stazione di Palau Marina, capolinea della ferrovia a scartamento ridotto Sassari – Palau, avviata nel 1888 e aperta completamente nel 1932, rischia di essere smantellata insieme ai binari e al materiale connesso (scambi, servizi, ecc.) per far posto al progetto di riqualificazione del porto di Palau, approvato dalla Regione autonoma della Sardegna, dal Comune e dall’A.R.S.T. nel novembre 2017.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato (14 aprile 2019) una specifica istanza al Ministero per i Beni e Attività Culturali (Ministro, Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Segretariato regionale Sardegna, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari), alla Regione autonoma della Sardegna e al Comune di Palau perché venga dichiarata la qualifica di “bene culturale” in favore della Stazione di Palau Marina e delle relative infrastrutture (binari, scambi, servizi, ecc.) e, soprattutto, venga senza indugio inibita qualsiasi trasformazione (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Si tratta di un patrimonio culturale da tutelare anche in funzione turistica, semplicemente assurdo degradarlo con smantellamenti poco accorti e lungimiranti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

treno a vapore su una linea ferroviaria in Sardegna

(foto da Wikipedia,

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  1. G.Maiuscolo
    aprile 17, 2019 alle 7:57 am

    (…)”E’ un turismo un po’ lento, senza fretta”: che bella espressione, cari amici di “Gruppo”, che bella espressione!

    Specie per me che adoro il treno: vuoi mettere il treno…stare in stazione ed osservare tutti quelli che, frettolosamente, si avvicinano ai binari, o quelli che riescono a prenderlo all’ultimo momento, trafelati! Che meraviglia osservare gli altri alla stazione o durante il viaggio: facce preoccupate, a volte smarrite…che cosa li aspetta a viaggio concluso; o quelli felici perché all’arrivo…chissà… Le facce dei passeggeri: una miniera di emozioni e di scoperte!

    Bisogna salvare la stazione di Palau… a scartamento ridotto; e salviamola allora! Che l’Isola resti una piccola realtà di nicchia, ma chi siada abberusu…

    Questa cosa dello scartamento ridotto mi fa ancora sorridere perché è legata ad un ricordo straordinario.
    (…) “Zaino in spalla, arrivo a Perpignano da Lione alle 23.30, diretta a Barcellona,Catalogna bella e da lì, dopo un bel viaggetto, via Madrid, verso Lisbona…alla foce del Tejo ( in pinnigheddu…) Beh…non si può partire perché in quel tratto c’è lo scartamento ridotto; Dio mio, che fare…? Si parte tardi e si arriva a Barcellona ancor più tardi; morale triste della favola, non c’è coincidenza per Madrid a quell’ora e, o si dorme in stazione o si va in giro per la città…Si va… si va…Che ricordi, che ricordi, gentili signori!

    Ho divagato, amici di “Gruppo”, ho divagato, vero? Eh…dovete prendermi così come sono…Non posso cambiare…eh no, non posso cambiare!
    🙂

  2. aprile 17, 2019 alle 3:03 pm

    Olbia Notizie, 16 aprile 2019
    Rischio di smantellamento della storica stazione di Palau Marina, interviene il GrlG: https://www.olbianotizie.it/articolo/46886-rischio_di_smantellamento_della_storica_stazione_di_palau_marina_interviene_il_grlg

    _______________________

    da Gallura Informazione, 17 aprile 2019
    Palau. Il GrIG chiede che Palau Marina sia dichiarata “bene culturale”: http://gallurainformazione.net/palau-il-grig-chiede-che-palau-marina-sia-dichiarata-bene-culturale/

    _______________

    da Il Punto Sociale, 17 aprile 2019
    PALAU. SALVIAMO LA STORICA STAZIONE FERROVIARIA DI PALAU MARINA: https://www.ilpuntosociale.it/index.php/attualita/item/5236-palau-salviamo-la-storica-stazione-ferroviaria-di-palau-marina

    ____________________________

    da La Nuova Sardegna, 18 aprile 2019
    Denuncia del Grig: la vecchia stazione rischia di sparire.
    Contestato il progetto di riqualificazione del porto di Palau Una istanza al ministero perché blocchi le trasformazioni: http://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2019/04/18/news/denuncia-del-grig-la-vecchia-stazione-rischia-di-sparire-1.17803410

    ____________________________

    da Salviamo il Trenino Verde, 16 aprile 2019
    Anche gli amici del Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus si impegnano per salvare la stazione di Palau Marina: https://www.facebook.com/permalink.php?id=505272562953940&story_fbid=1267672420047280

  3. Stefano Martini
    aprile 17, 2019 alle 7:04 pm

    Noi forse pecchiamo un po’ di romanticismo ma, se amministratori e politici non si mettono in testa che per dare un futuro a questa stupenda terra non è il cemento che serve ma idee nuove, in grado di valorizzare le reali risorse dell’isola e non di scimmiottare i fin troppi abusi perpetrati sul continente. La Sardegna è una terra che trasmette emozioni forti e profonde a tantissime persone che ne hanno percepito l’essenza. Può fare a meno di quelli che vengono in luglio e agosto pretendendo magari la casetta in spiaggia.
    Non sarà quel tipo di sviluppo che cambierà la vita dei Sardi, o meglio, alla lunga la cambierà in peggio.
    Saluti.

    • aprile 25, 2019 alle 9:48 pm

      Gentile Stefano Martini, Lei ha detto una cosa bellissima: da “sarda adottiva” continuo a ricevere emozioni profonde da questa meravigliosa (e bistrattata) isola. Grazie.

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