Speculatori immobiliari a cinque stelle.


Bagheria, Sarello, ecomostro abusivo (foto Vincenzo Marturana – Il Corriere della Sera)
Il sindaco di Bagheria (PA) Patrizio Cinque è stato recentemente rinviato a giudizio insieme a 23 coindagati dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese. Le ipotesi accusatorie vertono su falso ideologico, turbata libertà degli incanti, violazione del segreto di ufficio e abuso di ufficio. Non un caso isolato fra gli amministratori locali italiani, ormai anche per quelli appartenenti al Movimento 5 Stelle.  Il sindaco Cinque si è autosospeso dal M5S. Ma non è questo il punto. Con deliberazione Consiglio comunale n. 53 del 16 giugno 2017, il Comune di Bagheria ha approvato il proprio “Regolamento sugli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale ai sensi dell’art 31 del D.P.R. 380/01” contenente alcune disposizioni piuttosto curiose, fra cui l’attribuzione in “diritto di abitazione”, “concesso con provvedimento del sindaco” (art. 8), al “responsabile dell’abuso e ai componenti del suo nucleo familiare, nonché ai figli, sposati o coppie di fatto … occupanti unità immobiliari autonome dello stesso fabbricato” (art. 7), in pratica attribuendo le strutture abusive acquisite al patrimonio comunale agli stessi responsabili degli abusi o ai loro familiari. Questo anche nei casi di abusi edilizi realizzati in aree con vincoli di inedificabilità: “nei casi in cui l’immobile acquisito al Patrimonio comunale non possa essere mantenuto perché sorto in zona di inedificabilità assoluta, se il Comune non dispone delle somme necessarie per demolire l’immobile, il Sindaco può concedere il diritto di abitazione temporaneo al responsabile dell’abuso con il proprio nucleo familiare, solo se si tratta di dimora abituale e principale del responsabile dell’abuso, così come previsto per gli altri immobili, fino a quando il Comune non reperirà le somme per la demolizione, impegnando l’amministrazione a prevedere la necessaria somma in bilancio”. (art. 8 bis). E tutte le assegnazioni le fa il sindaco. Qualche perplessità su questo autentico scempio giuridico (e ambientale) sembra sia sorta e pare farsi strada l’ipotesi della revoca in via di autotutela. Ma gli abusi edilizi devono esser proprio un pallino per il sindaco Cinque. Avrebbe acquistato un ecomostro abusivo a due passi dal mare, edificato sulla spiaggia e gli scogli del Sarello, insieme alla deputata M5S Caterina Licatini per la modica cifra di 250 mila euro. E chi mai pagherebbe una cifra simile per una struttura abusiva in area con vincolo di inedificabilità e, quindi da demolire? Lo racconta, da par suo, Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Maracalagonis, Baccu Mandara, cartello sequestro preventivo
 
da Il Corriere della Sera, 8 novembre 2018 MATTONE «FUORILEGGE». Bagheria, l’ecomostro arischio frana comprato dal sindaco 5 Stelle per farci un hotel di lusso. Il sindaco e una deputata vogliono un resort per rilanciare il turismo. Una mostruosità in cemento armato «ingentilita» da un salone vista mare e ingrandita con l’aggiunta di piani abusivi. La visura camerale fatta fare dal leader verde Angelo Bonelli. (Gian Antonio Stella) Comprereste per 225 mila euro il rudere di un ecomostro abusivo tirato su sulla spiaggia di un’area a «elevata pericolosità» idrogeologica e impossibile da condonare? «Eccoci!», hanno risposto il sindaco grillino di Bagheria e una deputata dello stesso M5S. Vogliono farci un resort deluxe «per rilanciare il turismo». Il caso, però, rischia di fare il botto. Anche per gli imbarazzati silenzi di chi aveva parlato di «un modello Bagheria». Luigi Di Maio, già alle prese col contestato condono di Ischia, dirà che sì, un tempo si spinse in grandi elogi («Patrizio Cinque ci piace molto e gode della stima incondizionata del Movimento. Un esempio di come si possa prendere un Comune pieno di debiti e portarlo tra mille difficoltà alla normalità») ma aggiungerà d’aver già preso le distanze mesi fa dopo aver scoperto che quel sindaco aveva davvero la casa di famiglia abusiva e non condonata («ha pure querelato!») come lui pensava. È vero. Il guaio è che a dispetto della scomunica formale alla vigilia del voto del 4 marzo («Non è un sindaco del Movimento»), Patrizio Cinque risulta ancora del M5S perfino sul sito ufficiale del Comune. Come grillini sono tutti (tutti) i membri della giunta. E grillini i 15 consiglieri comunali (tre sono stati persi per strada) che reggono la maggioranza. Senza alcun anatema dall’alto, pur essendo Palermo e la sede del Consiglio regionale a una ventina di minuti d’auto.

La fedelissima alla municipalizzata

Ma partiamo dall’inizio. Cioè dal 5 maggio 2017 quando il primo cittadino della città un tempo celebre per le splendide ville barocche ora assediate da immonde porcherie cementizie, nomina alla municipalizzata comunale, la «Amb», una fedelissima: Caterina Licatini. Così fedele che non solo si batterà l’anno dopo per farla eleggere per il M5S alla Camera (insieme con un’altra grillina bagherese, Vittoria Casa, oggi silente) ma la coinvolge dieci giorni dopo, cioè lunedì 15 maggio (col di lei marito, l’architetto Liborio Toia), nella fondazione di una società, la «Nuova Poseidonia srl», con sede a Bagheria in via Zara 26. Un edificio a sua volta almeno parzialmente abusivo (dove risulta stare un bed & breakfast: «Zara») e coinvolto in un’altra richiesta di condono. Due giorni dopo, mercoledì 17 maggio, la neonata società del sindaco e della deputata, con l’aggiunta di un paio di soci, è già pronta a partecipare a un’asta andata deserta tre volte (la prima con base di partenza a due milioni di euro) per l’acquisto di quello che un tempo era il ristorante «New Orleans». Una sala da matrimoni e ricevimenti costruita a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta direttamente sugli scogli e la spiaggia del Sarello.

Prezzo d’acquisto del rudere: 225 mila euro

Una mostruosità in cemento armato «ingentilita» da un salone vista mare con le colonnine e gli affreschi (horror) e via via ingrandita con l’aggiunta di un terzo e poi un quarto piano abusivi. Prezzo d’acquisto del rudere, paragonabile solo a schifezze come l’hotel Alimuri di Vico Equense e come quello destinato con le regole di oggi a esser abbattuto con la dinamite, 225 mila euro. Soldi che poteva sborsare solo chi fosse stato convinto di poter davvero sistemare le cose buttando giù qualche metro cubo e irridendo alle normative vigenti, alle denunce ambientaliste, agli interventi della magistratura. Ma c’è di più. Il 18 maggio 2017 e cioè il giorno dopo aver comprato coi soci l’ex «matrimonificio» (il giorno dopo!), il giovane e disinvolto sindaco propone alla giunta di Bagheria da lui guidata un nuovo regolamento per l’acquisizione degli immobili abusivi. Regolamento che «interpreta», diciamo così, l’uso delle ruspe contro le costruzioni illegali già condannate da sentenze passate in giudicato. E riconosce agli abusivi il diritto di abitazione (che di fatto sospende le ruspe) finché il Comune non avrà i soldi (mai, con l’aria che tira) per pagare i caterpillar. E le abitazioni costruite entro i 150 metri dal mare? Dentro anche quelle. Ma come: Cinque non aveva già sbattuto il naso nel febbraio 2016, oltre un anno prima, contro una polemica rovente a proposito della casa di famiglia denunciata da Le Iene come abusiva? Non aveva già assaggiato la collera online degli stessi grillini indignati per la superficialità offensiva con cui aveva dichiarato che la casa era «sanata» fino a dover ammettere dopo un servizio di Piazzapulita («Ero convinto che l’iter fosse concluso, ma in realtà non è così») di avere raccontato a tutti una «inesattezza»? E tutto questo dopo tanti annunci di immediate demolizioni? Fatto sta che quattro mesi dopo, il 19 settembre 2017, la Regione dice che no, non va bene: il regolamento in alcune parti è «in netto contrasto con le leggi vigenti». Finché il nuovo segretario generale del Comune, Maria Daniela Amato, nella convinzione di potere un giorno o l’altro essere censurata, annulla tutto «in autotutela».

La visura camerale fatta fare dai Verdi

È il 12 ottobre scorso, un mese fa. Nel frattempo, c’è chi ha notato il gironzolare di qualche tecnico con il metro in mano intorno al rudere. Come mai questo movimento? Girano voci… Finché Angelo Bonelli, leader dei Verdi italiani, chiede ai suoi di fare una visura camerale, raccoglie materiale e denuncia tutto in Procura: l’ecomostro appartiene a quel sindaco e quella deputata di cui dicevamo. Sui quotidiani locali e sull’edizione palermitana di Repubblica grazie ai servizi di Antonio Fraschilla, scoppia un putiferio. Che però fatica, nonostante le denunce di vari esponenti democratici come Orazio Amenta, a detonare come meriterebbe sulle prime pagine. Finché, in coincidenza con la tragedia di Casteldaccia e i funerali dei nove poveretti sepolti dal fango nella villa abusiva, salta fuori una novità sconcertante. La spiaggia di Sarello su cui incombe ciò che resta del vecchio New Orleans, che dista non più di cinque chilometri proprio da Casteldaccia, è catalogata nella Carta della Pericolosità del Piano di bacino (siamo sempre nei dintorni del Milicia) come a «elevata pericolosità idrogeologica». E meno male che ci vogliono rilanciare il turismo il sindaco di Bagheria e la deputata grillina. Piazzata, pura coincidenza, alla Commissione ambiente…  
Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)
(foto Vincenzo Marturana – Il Corriere della Sera, S.D., archivio GrIG)
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  1. novembre 12, 2018 alle 9:19 am

    La deliberazione consiliare n. 53 del 16.06.2017 del Comune di Bagheria è macroscopicamente illegittima per i seguenti motivi.
    Il principio fondamentale dell’urbanistica è la pianificazione per l’ordinato assetto del territorio e la tutela di numerosi interessi pubblicistici (art. 4 L. 1150 del 1942).
    E’ altresì principio fondamentale la necessaria ricorrenza della c.d. doppia conformità prescritta dall’art. 13 L. 47 del 1985, ribadita con l’art. 36 DPR 380 del 2001. Tanto è vero che la Corte costituzionale lo ha espressamente sancito nella sentenza n. 101 del 2013. Se non ricorre la c.d. doppia conformità la demolizione dell’opera abusiva, previa acquizione alla mano pubblica, è doverosa e inevitabile.
    Pertanto, le disposizioni dell’art. 31 del DPR 380 del 2001 devono essere necessariamente lette quale eccezioni ai suddeti principi.
    Ne consegue che la possibilità arrecata al Consiglio comunale, dall’art. 31 del DPR 380 del 2001, di non demolire l’opera abusiva acquisita al patrimonio comunale è limitata a quelle costruzioni CONFORMI allo strumento urbanistico, oltreché alle legge e regolamenti, già vigente al momento della loro realizzazione (ma non conformi alla disciplina urbanistica vigente al momento della realizzazione).
    In sostanza, l’art. 31 DPR 380 del 2001 consente di mantenere in essere opere prive della c.d. doppia conformità, ma rispettose della disciplina vigente al momento dell’accertamento.
    Diversamente opinando saremmo in presenza di surrettizie varianti agli strumenti urbanistici effettuate in violazione delle disposizioni che ne regolano la formazione, oltreché di inammissibili variazioni di principi fondamentali poste in essere da Comuni che per Costituzione sono privi di potere legislativo.

  2. Porico
    novembre 12, 2018 alle 11:28 am

    E’ da tanto che la Sicilia è fuori dalla giurisdizione Italiana.

  3. capitonegatto
    novembre 12, 2018 alle 1:00 pm

    Intanto sarebbe giusto dare una appartenenza politica a TUTTI gli speculatori, e non solo se si tratta del M5S che e’ l’unico che mette fuori chi fa il furbo . Il problema e’ il sud , dove per vari motivi, non per ultimo le responsabilita’ di tutta l’antica politica , la prassi del fai te e’ cosa comune . Per Ischia sarebbe corretto dire che la possibilita’ di chiedere un condono per abusi edilizi fu permesso dai condoni del 1994 e 2003 , attribuibili a quei governi, e per l’insipienza politico burocrate non e’ stata data risposta ai richiedenti.
    Ora, viste le dichiarazioni, il governo attuale potra’ dare un risarcimento solo a quelle situazioni che saranno condonate da un comitato comunale entro sei mesi.
    Quindi le responsabilita’ vanno cercate altrove .

    • novembre 12, 2018 alle 1:53 pm

      Mi consenta di esprimere la convinzione che la quasi totalità delle istanze di condono edilizio delle pratiche qualificate come ancora giacenti, per non dire di quelle evase, sono perente ex lege.
      Le motivazioni sono espresse al seguente link: http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/184-dottrina184/14007-urbanistica-i-condoni-edilizi-quale-fenomeno-di-corruzione-di-stato.html.
      Pertanto, quanto verosimilmente diverrà legge altro non è che la rottamazione delle perenzioni ex lege delle istanze di condono prive della documentazione richiesta dall’art. 35 della legge 47 del 1985.
      Ergo, un nuovo e ben più grave condono edilizio perché consente a chi non ha ancora avuto la dichiarazione di perenzione di poter nuovamente usufruire del condono dello Stato.

  4. Giuseppe S.
    novembre 12, 2018 alle 2:21 pm

    No, caro GRI, non ci siamo. Da voi non mi sarei proprio aspetterei notizie false pur di dare contro il m5s contro il quale è molto chiaro che vi siete schierati
    Quel rudere non è per niente abusivo e mi chiedo come mai voi scrivete il contrario. Quel rudere è stato costruito quando non c’era il vincolo paesaggistio e ci sono solo alcuni ampliamenti (fatti dai precedenti proprietari) abusivi che gli acquirenti hanno dichiarato di voler demolire.
    Quindi perchè l’insinuazione su un prezzo d’acquisto che sarebbe inspiegabile per un rudere abusivo?
    E poi non ricordo titoli come “speculazioni immobiliari democratiche” quando Soru mentre scriveva il PPR acquistò l’ecomostro nella costa di Arbus per poi aggiungere pure una lottizzazione su terreno vergine retrostante e arrivando a impugnare il suo ppr nel ricorso al tar.
    Questa faziosità contro i 5s la trovo molto sbagliata e rischia di appannare la vostra immagine. Mi auguro rettifichiate la notizia scrivendo che la costruzione non è abusiva, mi sembra anche a rischio diffamazione dire il contrario.

    • novembre 12, 2018 alle 3:42 pm

      noi abbiamo ripreso un articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato su Il Corriere della Sera e non oggetto di smentita.
      Il fatto è oggettivamente grave, a prescindere dal partito al quale appartengano i rappresentanti politici protagonisti.
      Il vincolo paesaggistico sulla costa di Bagheria ai sensi della legge n. 1497/1939 è presente dal verbale della Commissione provinciale per le Bellezze Naturali di Palermo n. 23 del 21 maggio 1963 (promulgato con decreto del Presidente della Regione autonoma Siciliana del 6 settembre 1967), l’obbligo di concessione edilizia (allora “licenza edilizia”) è previsto fin dall’art. 31 della legge n. 1150/1942.
      L’immobile sulla spiaggia e sugli scogli – secondo quanto contenuto nell’articolo di Stella – sarebbe stato costruito “a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta”.
      E’ stato autorizzato quantomeno con autorizzazione paesaggistica e concessione edilizia o no?
      Lei ha fatti o documentazione che possa smentire l’articolo di Stella?
      Ce li fornisca, li mandi all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com e ne daremo certamente conto.
      Li attendiamo, buona serata.

      Stefano Deliperi

      P.S. riguardo al progetto immobiliare su Funtanazza, lei è distratto: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/09/18/scivu-e-funtanazza-fra-speculazione-immobiliare-ristrutturazioni-e-inopportunita/

      • Giuseppe S.
        novembre 12, 2018 alle 4:07 pm

        Io era rimasto fermo che l’onere della prova è a carico di chi accusa, quindi la domanda giusta dovrebbe essere dove sono le prove che è abusivo. Altrimenti io scrivo che casa sua è abusiva e poi alle sue giuste lamentele rispondo mi dimostri che non è vero. Ma bastava una veloce ricerca su google per scoprire che l’immobile è del 1965 e quindi in regola. Per quello il tribunale lo ha messo all’asta a 2 milioni di euro. Se quanto dico è vero tutto il suo commento cade e dovrebbe essere rettificato. E anche Stella sarebbe bene farlo scendere dal piedistallo non è che se lui dà una notizia non vera diventa vera… Bastava anche riportare la voce dei diretti interessati, era una questione di correttezza, ma capisco che una cosa è Soru per il quale non avreste mai osato fare un titolo “speculazioni democratiche” anche se il fatto è politicamente ben più grave di questo di Bagheria…una cosa un sindaco ex 5s..

        http://www.lavocedibagheria.it/2018/10/bagheria-polemiche-su-una-struttura-che-sorge-sulla-costa-aspra-mongerbino-acquistata-allasta/

      • novembre 12, 2018 alle 5:36 pm

        la struttura – secondo la Voce di Bagheria (http://www.lavocedibagheria.it/2018/10/bagheria-polemiche-su-una-struttura-che-sorge-sulla-costa-aspra-mongerbino-acquistata-allasta/) che lei cita – sarebbe del 1965.
        Come già scritto, il vincolo paesaggistico sulla costa di Bagheria ai sensi della legge n. 1497/1939 è presente dal verbale della Commissione provinciale per le Bellezze Naturali di Palermo n. 23 del 21 maggio 1963 (promulgato con decreto del Presidente della Regione autonoma Siciliana del 6 settembre 1967), l’obbligo di concessione edilizia (allora “licenza edilizia”) è previsto fin dall’art. 31 della legge n. 1150/1942.
        Lo stesso sindaco Cinque parla di “un ecomostro” (http://www.lavocedibagheria.it/2018/10/bagheria-polemiche-su-una-struttura-che-sorge-sulla-costa-aspra-mongerbino-acquistata-allasta/).
        All’asta fallimentare vanno anche gli edifici abusivi. Il fatto che sia stato acquistato a un’asta fallimentare non certifica che si tratti di un edificio “legittimo”.
        Visto che tutto sarebbe “in regola”, sarebbe agevole tirar fuori autorizzazioni paesaggistiche e concessioni edilizie.
        Finora non è giunta nessuna smentita all’articolo di Gian Antonio Stella.
        Quanto a Renato Soru e Funtanazza – dove, allo stato, non c’è altro che il rudere della colonia marina degli anni ’50 del secolo scorso – ce ne siamo occupati da tempo, come già scritto: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/09/18/scivu-e-funtanazza-fra-speculazione-immobiliare-ristrutturazioni-e-inopportunita/
        Se ha documenti o atti, ce li mandi e li pubblichiamo. Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 13, 2018 alle 10:58 am

        Prima del 1967 fuori dai centri abitati l’edilizia era libera se non disposto diversamente dai regolamenti edilizi. L’articolo 31 valeva solo per i centri abitati. La costruzione risulta del 1965 e quindi non era richiesta la licenza a meno che non si dimostri che il regolamento edilizio a Bagheria ci fosse e prevedesse la licenza fuori dal centro abitato.
        Come dice il sig. Grisanti, l’autorizzazione paesaggistica sarebbe stata forse necessaria (dipende dalla giurisprudenza) se la pubblicazione del verbale sul vincolo sull’albo pretorio fosse avvenuta prima del 1965. Chi dice che la costruzione è abusiva dovrebbe dimostrare che la pubblicazione è avvenuta.
        Quindi si conferma che l’accusa di abusività è infondata, a meno che non si dimostri la pubblicazione sull’albo pretorio di cui ho detto sopra.
        Ribadisco che quindi per correttezza si prendesse atto di questo errore e l’articolo venisse rettificato.
        Che sia un ecomostro non c’è dubbio ma questo non vuol dire che sia abusivo.Anche quello della costa di Arbus è un ecomostro ma nessuno si è mai azzardato a definirlo abusivo. Se qualcuno l’avesse fatto Soru avrebbe querelato penso.
        Il sindaco aveva smentito all’ANSA e quindi non è vero che non ci fossero state smentite alle notizie di Stella.
        Il suo articolo su Soru l’avevo visto e proprio per quello ho notato il tono e il titolo completamente diversi e il coinvolgimento solo di Soru ma non del partito. Se avesse scritto “speculazioni democratiche” si sarebbe preso penso una bella querela. Qui invece calca molto la mano sull’ex partito di appartenenza del sindaco che ora è pure stato sospeso e mi pare evidente la sua faziosità contro il 5s.
        In quell’articolo leggo anche che la riqualificazione del rudere di Arbus era una cosa positiva mentre qui diventa uno scandalo anche se nessuno ha ipotizzato nuovi volumi dietro il rudere come invece ha fatto Soru.
        Sull’asta giudiziaria ho detto che il prezzo fissato di 2.000.000 euro non sarebbe stato fattibile se l’immobile era abusivo e insanabile.
        x il sig. Grisanti. Se le sue ipotesi saranno confermate solo allora si potrà affermare che l’opera è abusiva. Il fatto è che è già stata bollata abusiva prima di quelle verifiche e se venisse fuori che non è demanio e che non c’è stata la pubblicazione del vincolo prima del 65 questo rischia di costituire una diffamazione.

      • novembre 13, 2018 alle 6:00 pm

        Come già scritto più volte, il vincolo paesaggistico sulla costa di Bagheria ai sensi della legge n. 1497/1939 è presente dal verbale della Commissione provinciale per le Bellezze Naturali di Palermo n. 23 del 21 maggio 1963 (promulgato con decreto del Presidente della Regione autonoma Siciliana del 6 settembre 1967).

        Testualmente: “IL CITATO VERBALE DELLA COMMISSIONE ANZIDETTA E’ STATO PUBBLICATO, NEI MODI PRESCRITTI DALL’ART. 2 DELLA LEGGE 29 GIUGNO
        1939, N. 1497, E’ STATO DEPOSITATO PRESSO GLI ENTI E LE ASSOCIAZIONI DI CUI ALLA LEGGE STESSA E CHE NESSUNA OPPOSIZIONE E’ STATA
        PRESENTATA A TERMINI DI LEGGE AVVERSO IL VERBALE MEDESIMO”.

        Il verbale è stato pubblicato all’Albo pretorio comunale e l’autorizzazione paesaggistica è necessaria fin da allora per giurisprudenza costante.

        Che sia “un ecomostro” lo afferma lo stesso sindaco Cinque (http://www.lavocedibagheria.it/2018/10/bagheria-polemiche-su-una-struttura-che-sorge-sulla-costa-aspra-mongerbino-acquistata-allasta/).

        Ci sono articoli, ancora non smentiti, che in proposito affermano “Un rudere che doveva essere di due piani, a cui poi ne sono stati aggiunti abusivamente altri due” (https://thevision.com/attualita/sicilia-abusivismo-m5s/).

        La colonia marina “Francesco Sartori” di Funtanazza (http://www.movio.beniculturali.it/sa-sar/sardegnaunaminieradiarchivi/it/55/la-colonia-di-funtanazza) è tutt’altra cosa, è un edificio vincolato ed è tutt’altro che abusivo.

        Come già scritto, ce ne siamo occupati da tempo (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/09/18/scivu-e-funtanazza-fra-speculazione-immobiliare-ristrutturazioni-e-inopportunita/) e abbiamo preso una posizione molto chiara: “Oggi è un impattante ’blocco di cemento’ abbandonato sul mare visibile a parecchi chilometri di distanza,se venisse ristrutturata a fini ricettivi con radicale modifica degli ingombri, riduzione delle volumetrie e rinaturalizzazione delle aree circostanti non sarebbe certo uno scandalo.

        A lei non piace? E’ un problema suo, non nostro.

        In questo caso c’è un sindaco così definito sul sito web istituzionale del Comune di Bagheria: “Partito di appartenenza: M5S (autosospeso)” (https://comune.bagheria.pa.it/sindaco-e-organi-di-governo/il-sindaco/) e una deputata – Caterina Licatini – iscritta al gruppo parlamentare M5S (http://www.camera.it/leg18/29?tipoAttivita=&tipoVisAtt=&shadow_deputato=307392&lettera=&idLegislatura=18&tipoPersona=).
        Per non parlare dell’assurdo “Regolamento sugli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale ai sensi dell’art 31 del D.P.R. 380/01” del Comune di Bagheria (https://comune.bagheria.pa.it/wp-content/uploads/2017/01/53-Regolamento-immobili.pdf), approvato da una maggioranza consiliare del M5S.

        Evidentemente a lei va bene così, ma non pare proprio un esempio virtuoso.

        Da più di vent’anni ci occupiamo di tutela ambientale e di difesa della legalità senza guardare in faccia a nessuno e che lo speculatore o inquinatore o amministratore “disinvolto” siano vicini a questa o quest’altra forza politica non ce ne può fregar di meno. Non abbiamo “vacche sacre” e non ci dispiace.

        Lei ha copia o un link di riferimento della smentita inviata all’A.N.S.A. dal sindaco Cinque? Ce la mandi, la pubblichiamo senz’altro.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 13, 2018 alle 7:09 pm

        Sulla delibera non ho espresso giudizi, che a me vada bene se lo è inventato lei. Anzi mi pare che faccia acqua da tutte le parti anche se con il rudere non c’entra nulla. Sarebbe però interessante sapere cosa farebbe lei se si ritrovasse ad amministrare un comune dove più della metà delle case, forse il 70-80 per cento sono abusive. Le abbatterebbe tutte o le acquisirebbe al patrimonio comunale mandando in strada l’80 per cento della popolazione? Magari ci sarebbe voluta una parolina per dire che questo disastro privo di soluzioni legali è stato voluto da chi amministrava prima anziché far credere che sia colpa di questo sindaco (che non mi piace, tanto per esser chiari).
        Nel caso di Funtanazza ho solo fatto notare come lei si sia ben guardato dal coinvolgere il partito di Soru con un titolo pesante come questo, nonostante Soru fosse uno dei vertici del partito e non un sindaco pure autosospeso. Le ripeto, se avesse titolato “speculazioni immobiliari democratiche” si sarebbe probabilmente preso una querela.
        Mi deve poi spiegare quale sarebbe la colpa della deputata? Far parte di una società che ha acquistato il rudere? E quindi?
        Sull’abusività del rudere servirebbe sapere la data della pubblicazione del verbale.
        I piani abusivi dicono che verranno abbattuti e mi dovrebbe spiegare quale sarebbe la colpa degli acquirenti nella realizzazione di quei piani abusivi.
        La smentita all’ansa del sindaco all’accusa di aver comprato un abuso edilizio è nel link che ho messo prima.
        A mio modesto parere la sua faziosità contro i 5s danneggia il GRIg, poi faccia come vuole ovviamente

      • novembre 13, 2018 alle 7:35 pm

        abbia pazienza, lei ha inviato il solo link a un articolo pubblicato su La Voce di Bagheria, magari un po’ meno autorevole de Il Corriere della Sera.

        Riprende sì dichiarazioni del sindaco Cinque fatte all’A.N.S.A. (“il mio intento è sempre e comunque valorizzare e riqualificare il territorio, nel mio ruolo di sindaco ma anche di cittadino e di privato. Come privati cittadini, costituiti in società più di un anno fa, abbiamo partecipato ad un’asta giudiziaria per un investimento e abbiamo ottenuto l’assegnazione dell’immobile, che oggi dopo anni di incuria è un ecomostro, per riqualificare la zona e farne una struttura ricettiva. L’immobile costruito prima del 1976 non rientra tra quelli che devono essere abbattuti, fatta eccezione per una piccola parte che verrà abbattuta. Non sappiamo se riusciremo a riqualificarlo ma questo è il nostro intento per far sì che ne possa giovare il territorio. Mi auguro che questa scelta privata ed imprenditoriale ed assolutamente legale e corretta non venga strumentalizzata per attaccarmi politicamente”), ma non c’è il benchè minimo riferimento ad autorizzazioni ricevute del noto “ecomostro”.

        Nessuno ha detto che l’abusivismo edilizio a Bagheria sia “colpa” dell’attuale sindaco, si tratta certamente di una situazione cresciuta a dismisura nel corso di decenni, ma che ben poco di concreto è stato fatto e si fa tuttora per contrastare un vero e proprio scempio ambientale, economico e della legalità.

        A lei sfugge che in questa situazione sindaco (sospeso), deputata, maggioranza consiliare siano del M5S, cioè della formazione politica che aveva promesso di cambiare le cose finalmente in senso positivo. Per lei non conta nulla, ma in realtà fa capire quanta distanza vi sia fra quello che si promette e quello che si fa.

        Come già scritto, ma le sfugge tuttora, il verbale della Commissione è stato pubblicato all’Albo pretorio comunale: vada a consultare la banca dati dei vincoli ambientali/paesaggistici (http://www.sitap.beniculturali.it/) e lo vedrà con i suoi occhi.

        Lei poi continua a voler pretendere che sia infilato il P.D. nella vicenda della colonia marina di Funtanazza: il suo benaltrismo è ammirevole, ma in quel caso il P.D. non ha messo becco e non avrebbe avuto alcun senso citarlo.

        C’è una bella differenza, ma a lei non interessa vederla. Tutto qui.

        A mio modesto parere, il M5S farebbe bene a prendere nettamente le distanza da un simile esempio non virtuoso.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 14, 2018 alle 12:13 pm

        Non per polemizzare, ma per capire un punto che mi sembra cruciale..non metto in dubbio che il verbale sia stato pubblicato mi chiedo solo quando è avvenuta la pubblicazione sull’albo pretorio? Se la pubblicazione è avvenuta dopo la costruzione l’ecomostro non sarebbe abusivo e tutto il racconto di Stella cadrebbe così come il suo commento.
        Se il PD non c’entra niente con le speculazioni di Soru poi non capisco perché invece le speculazioni di Cinque c’entrino con il 5S. Se lei fa l’associazione speculazione di un esponente politico=speculazione del partito di appartenenza l’avrebbe dovuta fare anche per Soru-PD, non è che la fa solo per i 5S. Altrimenti a me pare una forzatura dettata da ostilità preconcetta.Tutto qui, niente benaltrismo.
        La ringrazio per la risposta, buona giornata

      • novembre 14, 2018 alle 3:35 pm

        stia sereno, il verbale della Commissione provinciale per le Bellezze Naturali di Palermo n. 23 del 21 maggio 1963 sarà stato pubblicato all’Albo pretorio nelle settimane successive, comunque entro il 1963. Questi erano tempi e procedure per atti simili. Comunque prima del 1965.

        Poi se lei non comprende come vicende che vedono come protagonisti un sindaco (poi autosospeso) del M5S, un deputato del M5S, una maggioranza consiliare del M5S possano, in qualche modo, riguardare il M5S è un aspetto che deve risolversi da solo.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 15, 2018 alle 4:41 pm

        Abbia pazienza sig. Deliperi, quindi se c’è di mezzo il n.1 del PD sardo e la speculazione viene appovata dalla regione governata dallo stesso PD e l’assessore all’urbanistica è ugualmente del PD il PD però per lei non c’entra mentre se la speculazione la fa un sindaco ex 5S con una deputata 5S invece la speculazione per lei è del 5S. Mi dica lei se questo non vuol dire essere superfaziosi..
        Non capisco come fa poi a dire che anche i consiglieri comunali di Bagheria sono coinvolti nella speculazione..mi pare un’accusa grave e immagino abbia le prove di quello che scrive, o no? La delibera non c’entra niente con l’acquisto di quel rudere..
        Per l’abuso vedo che adesso si parla di una presunta pubblicazione di cui però non si sa ne’ se è stata fatta ne’ quando. Prendo atto che se c’è in ballo il 5s per lei tutte le garanzie e la prudenza che mi pare usi sempre prima di fare accuse molto gravi non serve, di solito in questi casi scrive sempre “presunto” abuso, questa volta ci sono i 5S e allora abuso senza se e senza ma..le ripeto la mia opinione è un errore coinvolgere il GRIg nella sua personale ostilità ai 5S..
        aggiungo un’altra cosa, che anche se fosse abusivo qui si parla di acquirenti non di quelli che hanno fatto la costruzione, uno potrebbe benissimo comprare il rudere anche se è abusivo e non commetterebbe nessun illecito (altrimenti perché l’avrebbe messo all’asta il tribunale??) e poi magari buttarlo giù e avere la proprietà del terreno per farci un chiosco stagionale o altro di consentito. Mi dispiace vedere tanta faziosità, davvero..

      • novembre 15, 2018 alle 9:53 pm

        abbia pazienza, Giuseppe, a voler essere buoni, lei scrive senza sapere di che scrive:

        1) a Funtanazza, riguardo la storica Colonia marina “Sartori” non esiste alcun “progetto approvato” da nessuno, a differenza di quanto lei sostiene, immagino per ignoranza;

        2) nessuno ha mai detto “che anche i consiglieri comunali di Bagheria sono coinvolti nella speculazione”. Se lei non se ne fosse accorto, l’articolo parla della complessiva vicenda dei recenti fatti sull’abusivismo edilizio a Bagheria, compreso quel “Regolamento sugli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale ai sensi dell’art 31 del D.P.R. 380/01” (deliberazione Consiglio comunale n. 53 del 16 giugno 2017), approvato dalla maggioranza M5S su cui lei glissa amabilmente;

        3) nel programma elettorale M5S alle elezioni comunali di Bagheria testualmente si affermava: “Riqualificazione di edifici abbandonati e ‘ecomostri’ per scopi di pubblica utilità” (pag. 9, https://comune.bagheria.pa.it/wp-content/uploads/attachments/6680/Candidato-n.2-Programma-e-assessori-candidato-sindaco-CINQUE.pdf) . Poi, coerentemente, quello che lo stesso sindaco Cinque ha definito “ecomostro” ha preso la strada degli interessi privati. Casualmente, ovvio;

        4) lei – e solo lei – parla di “presunta pubblicazione di cui però non si sa ne’ se è stata fatta ne’ quando” del verbale della Commissione provinciale per le Bellezze Naturali di Palermo n. 23 del 21 maggio 1963, quando è chiaramente scritto che la pubblicazione è stata fatta (decreto del Presidente della Regione autonoma Siciliana del 6 settembre 1967, vds. banca dati sui vincoli paesaggistici, http://www.sitap.beniculturali.it/);

        5) nessuno, se non lei, ha adombrato “atti illeciti” nell’aver acquistato immobili abusivi in tutto o in parte.
        Che si fa per difendere l’indifendibile, ma contento lei, contenti tutti.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 16, 2018 alle 5:50 pm

        1) funtanazza: esiste e come un progetto, altro che! una grande lottizzazione dietro nel terreno vergine collegata alla volumetria dell’albergo abbandonato. La regione non ha approvato nulla?? scusi Deliperi, ma perché lo nega? altro che mia ignoranza, guardi qui
        CAGLIARI. Da tempo la battaglia per il recupero dell’ex colonia di Funtanazza, sul litorale di Arbus, è tutta politica. Il mega palazzone che incombe sulla spiaggia è di proprietà della famiglia Soru. La società Riva di Scivu è amministrata da Emanuele Soru, fratello dell’ex governatore della Regione e a segretario regionale del Pd Renato.

        Il progetto, che prevede l’abbattimento di una parte della struttura e la costruzione di alcuni bungalow all’interno del terreno, è stato approvato dalla Regione. Il via libera è bastato per scatenare la battaglia politica.

        http://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/09/01/news/funtanazza-ok-alla-riqualificazione-dell-hotel-di-soru-si-scatena-la-polemica-politica-1.12020993

        2) è lei che ha collegato la speculazione del rudere ai consiglieri comunali, non io.

        3) le ho già risposto…sta cambiando argomento

        4) siccome il punto che decide è la data non basta che in un altro documento c’è scritto che è stato pubblicato serve sapere la data. guardi neanche repubblica si è azzardata a dire che è tutto abusivo, dovrebbe esser più prudente a mio modesto parere. il fatto è che lei e stella avete scritto che è certamente tutto abusivo ma è solo una supposizione. Lei così prudente per i 5s fa una eccezione.

        5) nessuno ha parlato di illeciti?? ma come? il sig. Grisanti ha scritto “qualora l’inizio delle pubblicazione sia avvenuto prima dell’avvio dei lavori di costruzione dell’edificio, di talché l’immobile è abusivo perché eretto in assenza di autorizzazione paesaggistica ex art. 7 della legge 1497 del 1939, diffidare la Soprintendenza di Palermo ad ordinare la demolizione del fabbricato. Di poi, acquisito il referto quale prova, può presentare denuncia di abuso d’ufficio alla Procura di Termini Imerese nei confronti di coloro i quali hanno acquistato un fabbricato insanabile ed inutilizzabile”
        Non la seguo proprio sig. Deliperi, mi spiace

      • novembre 16, 2018 alle 10:28 pm

        lei “non segue” perchè non le piace o non legge quello che è scritto in questo articolo e nei commenti.

        Per punti:

        1) non c’è nessuna approvazione di nessun progetto relativo alla colonia marina “F. Sartori” di Funtanazza, come già scritto. (vds. https://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/06/11/funtanazza_nuovo_stop_al_progetto_la_regione_boccia_le_nuove_vill-68-505558.html). C’è un progetto presentato che è stato subissato di critiche, fra cui le nostre. Riesce a comprenderlo o proprio non vuole sentirlo?

        2) lei davvero non comprende il contenuto di questo articolo e non c’è nulla che si possa fare;

        3) spiace, a lei non interessano gli argomenti altrui: è un problema suo;

        4) il sig. Grisanti è un commentatore dell’articolo, come lei, e ha espresso una sua opinione. Il GrIG che c’entra?

        Vede, ha espresso le sue opinioni in parecchi commenti e questo blog ha delle regole, esposte nel box a lato: nuovi commenti che riprendano argomenti già svolti non saranno pubblicati.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

    • novembre 12, 2018 alle 8:09 pm

      Innanzi tutto per costante giurisprudenza costituzionale ed amministrativa l’obbligo di munirsi di autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 7 della legge 1497 del 1939 decorre dal giorno in cui la PROPOSTA di vincolo licenziata dalla Commissione Provinciale per le bellezze naturali, costituita in seno alla locale Soprintendenza, inizia ad essere affissa all’albo pretorio comunale (v. Corte costituzionale, n. 262 del 1997 – Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, n. 13 del 2017 – Consiglio di Stato, n. 833 del 2014; n. 2135 del 2010; n. 1186 del 2005: n. 2847 del 2002; n. 3 del 1976 – Consiglio di Stato, parere n. 1670 del 09.09.1964 trasmesso a tutte le Prefetture).
      Pertanto nel caso in cui i lavori di costruzione dell’immobile in questione hanno avuto inizio il giorno stesso, o dopo, la pubblicazione della proposta di vincolo all’albo pretorio comunale, l’edificio è radicalmente abusivo e insanabile.
      Ma vi è di più, a mio avviso.
      Il fabbricato, per quanto è desumibile dalle foto disponibile, è costruito sul demanio marittimo.
      Come ha avuto modo di statuire la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite civili, con la sentenza n. 3665 del 2011, l’appartenenza di un bene al demanio è conseguenza della presenza delle connotazioni fisiche considerate dalla legge indipendentemente da atti ricognitivi.
      Per di più le risultanze catastali e notarili sono irrilevanti rispetto alla configurazione naturale del bene occupato (v. Cass. civile, n. 6619 del 2015).
      Se l’area occupata dal fabbricato è naturalmente demaniale non vi è chi non veda l’assoluta abusività dell’immobile e l’acquisto a non domino effettuato dal Sindaco.

  5. novembre 12, 2018 alle 5:01 pm

    Le Iene, 9 novembre 2018
    Bagheria, il sindaco ci ricasca: compra un ecomostro per farci un hotel extra lusso.
    Vi abbiamo già parlato con Giulio Golia di Patrizio Cinque, eletto con il M5S ma oggi allontanato da Di Maio, per un caso di abusivismo. E ora spunta una nuova grana: https://www.iene.mediaset.it/2018/news/bagheria-abusivismo-palermo-m5s-di-maio-patrizio-cinque_225428.shtml

    _______________________________

    da The Vision, 12 novembre 2018
    IN SICILIA SI MUORE DI ABUSIVISMO. LA SOLUZIONE DEL M5S SONO GLI HOTEL DI LUSSO. (Luigi Mastrodonato): https://thevision.com/attualita/sicilia-abusivismo-m5s/

  6. novembre 12, 2018 alle 10:39 pm

    Spiace che persino un grande giornalista come Stella si unisca al coro denigratorio contro i 5 stelle. Anche il titolo scelto dal GRIG mi pare una caduta di stile.

    • novembre 12, 2018 alle 10:44 pm

      Mara, apri gli occhi e guarda come il mattone prospera felice. Questa sarebbe amministrazione pubblica virtuosa? Altro non ha senso dire.
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

      • novembre 14, 2018 alle 9:32 pm

        Carissimo Stefano, i 5 stelle sono al governo (con la Lega… ma non è colpa loro) esattamente da 5 mesi e 14 giorni, hai notato una recrudescenza recente di abusivismo? Non credo che tu parli del “Condono” a Ischia: le motivazioni adesso sono chiare e assolutamente condivisibili. Non si tratta di una difesa d’ufficio dei 5 stelle, ma scatta per forza il rigetto per l’unanime attacco che sopportano (poco cristianamente direi) ogni giorno da parte di tutti i media.
        Alla lunga è controproducente, e le opposizioni non se ne sono ancora accorte 🙂
        Un abbraccio.

      • novembre 14, 2018 alle 9:50 pm

        carissima Mara, di andare al governo con la Lega al M5S non l’ha ordinato il dottore. Han fatto un “contratto” e vedremo se e cosa porterà di buono agli Italiani.

        Qui non si parla di questo, però.

        Si tratta di un modo per affrontare il devastante problema dell’abusivismo edilizio e della speculazione immobiliare che non ha molto di diverso dall’andazzo del passato.

        E’ sotto gli occhi di tutti, pure di quelli che hanno votato M5S. E non volerlo vedere non migliora le cose.

        Un abbraccio forte.

        Stefano

    • Giuseppe S.
      novembre 15, 2018 alle 5:01 pm

      Mara, per la Raggi hanno scritto che stava per essere arrestata e voleva patteggiare per non finire nel gabbio, repubblica aveva pure scritto che l’inchiesta raggi era come mani pulite del 1992, sempre repubblica ha scritto che aveva nominato il capo di gabinetto perché era la sua amante e aveva tolto una parte del sms di Di Maio per far credere che fosse a favore di marra mentre l’sms diceva il contrario….cosa vuoi che sia scrivere che un rudere è completamente abusivo quando invece lo sono solo alcuni piani e cosa vuoi che sia far credere ai lettori che la colpa dell’abuso è degli acquirenti o insinuare che i consiglieri di maggioranza facciano delibere per sanare l’abuso per far arricchire il sindaco. Tanto sono solo 5S, mica i notabili del pd che si scrivi una cosa del genere ti riempiono di querele e richieste danni..

      • novembre 15, 2018 alle 9:55 pm

        Il succo di quanto scritto nell’articolo pubblicato in questo sito web è molto semplice: cambiano i tempi e, al di là delle promesse, non cambiano le cose.

        Questo, forse, è ancora più vero nella Terra dei Gattopardi.

        E non è necessario esser un genio per capirlo, se si è onesti. Basta guardar la Luna e non concentrarsi sul dito che la indica.

        Stefano Deliperi

  7. novembre 14, 2018 alle 9:55 pm

    da La Repubblica, 13 novembre 2018
    Bagheria, l’ecomostro del sindaco grillino è abusivo: task force dei 5Stelle per sanarlo.
    Tra i soci della srl che ha chiesto il condono, il primo cittadino Patrizio Cinque, e una deputata pentastellata. Il caso arriva in Parlamento. L’accusa del Pd: “Grave conflitto di interesse”. (Antonio Fraschilla): https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/11/13/news/m5s_bagheria_ecomostro_patrizio_cinque-211583098/

    • Giuseppe S.
      novembre 15, 2018 alle 4:50 pm

      Vede Deliperi, anche Repubblica è costretta a scrivere che solo una parte dell’edificio è abusiva e stia tranquillo che avrebbe volentieri scritto che è tutto abusivo…poi infatti fa un titolo disonesto per far credere al lettore che l’abuso sia stato fatto dagli acquirenti ma non mi sorprende visto che Repubblica da tempo è diventato il giornale del pd. solo un’altra cosa, il conflitto d’interessi nei comuni è molto controllato in qualunque atto che riguardasse quell’ecomostro chi ha interessi deve astenersi ma non è che un sindaco o un consigliere non può più comprare niente. In tutti i paesi è così, qui invece si vuol credere di chissà quale imbroglio..questa non è informazione è spazzatura

      • novembre 15, 2018 alle 9:57 pm

        Vede Giuseppe, nel programma elettorale M5S alle elezioni comunali di Bagheria testualmente si affermava: “Riqualificazione di edifici abbandonati e ‘ecomostri’ per scopi di pubblica utilità” (pag. 9, https://comune.bagheria.pa.it/wp-content/uploads/attachments/6680/Candidato-n.2-Programma-e-assessori-candidato-sindaco-CINQUE.pdf) . Poi, coerentemente, quello che lo stesso sindaco Cinque ha definito “ecomostro” ha preso la strada degli interessi privati. Casualmente, ovvio

        Amabili Gattopardi contro biechi ballisti. E’ una bella lotta 😊

        Stefano Deliperi

      • Giuseppe S.
        novembre 16, 2018 alle 5:36 pm

        Eh no caro Deliperi, non cambi l’argomento, argomento fantoccio mi pare la chiamano questa cosa che si fa quando non si sa ribattere… Io potrei anche dirle di peggio sul mancato rispetto delle promesse di questo Cinque solo che qui stiamo parlando di altro…voi avete scritto che il rudere è tutto abusivo e che quindi l’acquisto è molto sospetto e avete insinuato che la delibera del consiglio comunale è collegata a quello. Adesso solo dopo che ho criticato questo modo di fare e che persino repubblica deve ammettere che solo una parte è abusiva (cosa che gli acquirenti hanno sempre detto) vi accorgete che bisogna verificare se è abusivo o meno, questa cosa è molto grave, altro che battute che non fanno ridere su lotte e gattopardi..farebbe molto bene e miglior figura se rettifica l’articolo per dire che l’abuso non è stato accertato ma è solo un’ipotesi

      • novembre 16, 2018 alle 5:43 pm

        é evidente che lei ha letto molto superficialmente l’articolo 😊

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  8. novembre 15, 2018 alle 8:19 am

    Qualora non lo avesse già fatto, consiglio al GRIG di avanzare apposita istanza di accesso agli atti alla Soprintendenza di Palermo al fine di ottenere copia del referto del competente organo comunale di pubblicazione della Proposta di vincolo paesaggistico ad opera del Comune di Bagheria.
    Indi, qualora l’inizio delle pubblicazione sia avvenuto prima dell’avvio dei lavori di costruzione dell’edificio, di talché l’immobile è abusivo perché eretto in assenza di autorizzazione paesaggistica ex art. 7 della legge 1497 del 1939, diffidare la Soprintendenza di Palermo ad ordinare la demolizione del fabbricato. Di poi, acquisito il referto quale prova, può presentare denuncia di abuso d’ufficio alla Procura di Termini Imerese nei confronti di coloro i quali hanno acquistato un fabbricato insanabile ed inutilizzabile, invitando la Procura ad applicare i principi di diritto che, in funzione di nomofilachia, sono stati ribaditi dalla Corte di Cassazione, sez. III penale, con sentenza n. 4140 del 2018 (abuso d’ufficio a condotta omissiva dei poteri di vigilanza edilizia).
    In ogni caso è palese che l’immobile è sul demanio marittimo e l’acquisto è stato fatto a non domino in ragione del regime di demanialità.

    • Giuseppe S.
      novembre 15, 2018 alle 5:52 pm

      SIg. Grisanti, quindi anche lei conferma che è solo un’ipotesi che sia abusivo. POi mi sfugge un’altra cosa, ma deve essere un mio limite, dove starebbe l’abuso d’ufficio se un privato si compra un immobile in una asta in tribunale che poi si scopre è abusivo? Forse voleva dire che bisogna denunciare il tribunale che l’ha messo in vendita? Poi, ma dev’essere sempre un mio limite, non riesco a capire neppure come il tribunale possa aver messo in vendita un pezzo di demanio. Ma forse si spiega…il dirigente dev’essere del 5S, sì sarà così senz’altro così perché non è possibile pensare che sia lei a sbagliare stabilendo con certezza da una foto che è demanio, a sbagliare dev’essere il tribunale che ha tutti gli atti relativi all’immobile ma forse non li sa ha saputi leggere bene e si è messo a vendere il demanio all’asta.

      • novembre 16, 2018 alle 10:53 pm

        Proviamo a dare ulteriori informazioni:
        1) l’acquisto di un bene immobile ad un’asta giudiziaria non equivale a sanatoria ed è soggetto a sanzioni repressive (Cons. Stato, n. 507/2013 – n. 1996/2017);
        2) il comportamento di colui il quale consapevolmente acquista un immobile abusivo e lo mantiene in essere equivale a quello di colui che ha realizzato l’abuso, perché sono entrambe attività volontarie contra legem che rinnovano di die in diem un uso non consentito del territorio (Cons. Stato, n. 6265/2018);
        3) colui il quale omette di demolire o far demolire un abuso edilizio commette abuso d’ufficio (Cass. penale, n. 4140/2018);
        4) dalla demanialità del bene discende l’intrinseca cedevolezza del diritto (Cons. Stato, n. 1554/2018).

      • Giuseppe S.
        novembre 19, 2018 alle 10:37 pm

        Buonasera signor Grisanti, mi consenta di risponderle punto per punto

        1) non ho mica detto che comprare all’asta giudiziaria significa sanatoria, e ci mancherebbe altro! continuate a mettermi in bocca cose che non mi son sognato di dire!

        2 e 3) non ho mica detto che chi acquista non è obbligato a demolire se c’è l’abuso!

        4) se è nel demanio siamo d’accordo il fatto è che non credo possibile che il tribunale abbia venduto un pezzo di demanio.

        Le voglio dire altro, se il tribunale ha venduto un immobile abusivo ha commesso un illecito perché le costruzioni abusive non sono commerciabili e l’atto di vendita è nullo. Mi dica quindi lei, Deliperi e Stella pensate che il tribunale ha fatto un atto illecito? Se dite che è abusivo state dicendo questo, insomma 2+2 fa quattro e allora andate fino in fondo denunciando il dirigente del tribunale, anche se non è 5s 🙂
        Le ripeto, ci vorrebbe molta più prudenza prima di fare certe accuse come fate sempre basta che non ci sia di mezzo il 5s.

      • novembre 19, 2018 alle 10:54 pm

        per completezza d’informazione, gli artt. 46, comma 5°, del D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 (http://www.altalex.com/documents/news/2015/01/14/vigilanza-sull-attivita-urbanistico-edilizia-responsabilita-e-sanzioni#titolo4) e 40, comma 6°, della L. 28 febbraio 1985 n.47 (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1985_0047.htm) consentono l’aggiudicazione con vendita giudiziaria, con o senza incanto, sia in sede di esecuzione che fallimentare, di immobili con abusi edilizi accertati.

        Le norme costituiscono una deroga alla disciplina privatistica relativa alla nullità della vendita di immobile con abusi edilizi.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

    • novembre 15, 2018 alle 9:59 pm

      ma sì, facciamolo 😉

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