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Sì alle vaccinazioni.


Solo in Italia nascono e si sviluppano, peggio di un’epidemia, polemiche come quella sui vaccini.

Interessi delle industrie farmaceutiche (basti ricordare la folle vicenda dei vaccini in gran parte inutili e inutilizzati contro il virus H1N1, costata ben 24.080.000,00 euro alle casse pubbliche) e complottisti in servizio permanente effettivo sono due facce della stessa medaglia, quella che ha consentito in questi ultimi tempi la ripresa di malattie – come la poliomelite o il morbillo – che sembravano ormai debellate.

Vi sono medici, come Roberto Burioni, che cercano di spiegare in forma divulgativa e scientifica l’utilità delle vaccinazioni, e altri, come Gino Strada, molto più drastici con gli infiniti contestatori da tastiera.

Aveva ragione Umberto Eco.

Non si possono confondere evidenze scientifiche con bufale.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Iris planifolia

da Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2017

Vaccini, Gino Strada: “Chi dice che non servono e fanno male è un cretino”.

“Un genitore che non vaccina i propri figli è un irresponsabile totale”. Lo ha detto il fondatore di Emergency, Gino Strada, parlando ai microfoni della trasmissione di La7 Tagadà, a margine della manifestazione per i migranti di sabato 20 maggio a Milano. “”In Africa  – ha spiegato – profilassi e vaccini non esistono. Poi purtroppo anche qui oggi vedo dei cretini che dicono che i vaccini non servono e fanno male”

 

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

da Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2017

Vaccini, in 15 paesi europei nemmeno uno obbligatorio. “L’imposizione non fa crescere la copertura”.

In Germania e Regno Unito le vaccinazioni sono tutte raccomandate, con risultati di copertura soddisfacenti. Per l’epidemiologo Giovanni Rezza “influisce molto il contesto culturale dei singoli Paesi”. In Italia, ad esempio, secondo i dati dell’Ocse, la copertura è piuttosto bassa (86%) contro il morbillo. Più alta, il 94%, quella contro difterite, tetano e pertosse, contenuti nell’esavalente di fatto già obbligatorio. La varicella? Secondo gli ultimi dati disponibili, è obbligatoria solo in Lituania. (Davide Patitucci)

C’è chi, come l’Italia, ha scelto la strada dell’obbligatorietà. Chi, invece, all’obbligo preferisce la raccomandazione. E chi ancora, come la Germania, ha adottato, unica in Europa, una via intermedia: nessun obbligo, ma necessità di un certificato per l’iscrizione a scuola. Le scelte dei Paesi europei sulla migliore strategia da adottare rispetto al tema delle vaccinazioni sono le più diverse. “Dipendono da ragioni di tipo storico, culturale e politico più che basate sull’evidenza scientifica”, sottolineano gli esperti di Venice (Vaccine european new integrated collaboration effort), un panel di scienziati che ha condotto un’indagine in 29 Paesi (27 Paesi dell’Ue, più Islanda e Norvegia), relativo “all’attuazione e implementazione dei programmi vaccinali nazionali”, i cui risultati sono stati pubblicati nel maggio 2012.

Si tratta dello studio “Eurosurveillance”, commissionato e finanziato dall’European centre for disease prevention and control (Ecdc), da cui emerge che 15 dei 29 Paesi interessati – Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito – non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria, e che gli altri 14 ne prevedono almeno una all’interno del proprio programma vaccinale nazionale.

Dall’analisi dei dati si può notare come la vaccinazione contro la polio sia obbligatoria per tutti i bambini in 12 Nazioni europee. In Belgio e Olanda, ad esempio, è l’unico vaccino per cui è previsto un obbligo. Quella contro la difterite e il tetano è, invece, obbligatoria in 11 Paesi, mentre la vaccinazione contro l’epatite B in 10 Nazioni, soprattutto dell’est Europa. Riguardo la varicella, malattia inserita dall’Italia tra le 12 per le quali è previsto l’obbligo di vaccinazione, stando ai dati dello studio del 2012 solo in un Paese, la Lituania, esiste un obbligo. Per otto dei 15 vaccini considerati dallo studio, inoltre, alcuni Paesi europei hanno adottato una strategia mista, tra vaccinazioni raccomandate e obbligatorie. Di solito questo tipo di strategia comporta che la vaccinazione sia raccomandata per tutta la popolazione, ma di fatto obbligatoria solo per alcuni gruppi particolarmente a rischio.

“L’indicatore migliore per valutare l’efficacia delle varie scelte – sottolineano gli esperti di Venice – rimane la copertura vaccinale, valutata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in base ai dati disomogenei trasmessi dai vari Paesi”. In Italia, ad esempio, secondo i dati dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico relativi al 2014, è piuttosto bassa la copertura vaccinale contro il morbillo, pari all’86%. Più alta, il 94%, quella contro difterite, tetano e pertosse. In Francia, invece, quest’ultima percentuale è del 99%, e del 90% la copertura contro il morbillo. Secondo i dati di Venice del 2012, in Francia sono obbligatori i vaccini contro difterite, tetano e contro la polio. Quello contro il morbillo, invece, insieme agli altri, è solo raccomandato, fatta eccezione per alcune categorie a rischio. Non è, inoltre, previsto un certificato vaccinale per l’iscrizione a scuola. L’unico Paese europeo che lo richiede, come avviene nel Canada e in alcuni stati Usa, è la Germania, dove la percentuale di bambini vaccinati contro difterite, tetano e pertosse – sempre secondo i dati Ocse riferiti al 2014 – è un po’ più bassa della Francia: il 96%. Più alta, invece, dei colleghi transalpini quella contro il morbillo, che arriva al 97%. Gli epidemiologi evidenziano come in Germania le vaccinazioni siano tutte raccomandate. Situazione analoga nel Regno Unito, dove la percentuale di bambini vaccinati contro difterite, tetano e pertosse è del 95% e contro il morbillo del 93%.

Gli esperti europei sottolineano che i dati di Venice e dell’Ocse mostrano che “eccetto le vaccinazioni obbligatorie contro l’influenza per gli operatori sanitari e alcune regioni europee come il Veneto, a prima vista non sembrano esserci straordinarie differenze nella copertura vaccinale tra i Paesi che raccomandano certe vaccinazioni e quelli che, invece, le obbligano per legge”. Si dice “d’accordo con questa affermazione” Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss). L’epidemiologo italiano sottolinea, però, come “in Italia la copertura sia più alta per le quattro vaccinazioni già obbligatorie per legge (difterite, tetano, poliomelite ed epatite B, somministrate nell’esavalente insieme a pertosse ed haemophilus b) prima del decreto del Governo del 19 maggio rispetto a quelle che erano raccomandate, come il morbillo”.  Ogni Paese sembra, quindi, andare in ordine sparso. La ragione, secondo Rezza, è che nelle scelte “purtroppo, influisce molto il contesto culturale dei singoli Paesi”.

Ogni Paese sembra, piuttosto, andare in ordine sparso. Proprio per trovare una maggiore armonizzazione delle diverse strategie vaccinali europee, è stato avviato alcuni anni fa un nuovo progetto del network Venice. Denominato Venice III, è partito nel dicembre 2013 e dovrebbe concludersi nel 2017. Gli epidemiologi del Vecchio continente puntano a migliorare lo scambio di informazioni e il sistema di sorveglianza delle reazioni avverse, attraverso il confronto tra calendari e coperture vaccinali, e valutando l’introduzione di nuovi vaccini e interventi legislativi. Lo scopo è mettere insieme le esperienze dei diversi Paesi, e riuscire magari un giorno a realizzare un unico calendario vaccinale europeo, per “eradicare le malattie prevenibili con le vaccinazioni”.

 

Oxalis pes-caprae

(foto S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Mara
    maggio 31, 2017 alle 7:55 am

    Vaccinare i figli è sacrosanto. Ma bisogna anche capire la resistenza di alcuni genitori, visto che comunque il rischio esiste ed è in rarissimi casi molto pesante. Ma se è MIO figlio che rischia?? Si dovrebbe poter arrivare ad una vaccinazione “meditata”, che escluda (dopo apposito test) i bambini gravemente a rischio. Trovo vergognosa l’obbligatorietà, è come considerare i genitori (e i loro medici) “irresponsabili per Legge”.
    Le vergogne delle lobby farmaceutiche non sono bufale, purtroppo.

    • maggio 31, 2017 alle 3:24 pm

      la resistenza di alcuni genitori è comprensibilissima e dovrebbero esser approfondite controindicazioni e, soprattutto, “utilità” per i singoli e la collettività dei vaccini.
      Così come presenterebbe evidenti vizi di costituzionalità un provvedimento che vorrebbe eventualmente imporre un numero spropositato di vaccinazioni alla popolazione di ogni età senza motivazioni scientifiche inattaccabili.
      Quello che è folle e assurdo è la sempre più diffusa contrarietà “senza se e senza ma” a tutti i vaccini. E’ questo l’oggetto dell’articolo.

      Stefano Deliperi

  2. Mietta
    maggio 31, 2017 alle 8:54 am

    Ma perchè anche voi mischiate le carte in tavola? La maggior parte delle persone che fanno polemica non sono contro i vaccini, ma esprimono dubbi, avvallati da pareri scientifici, sulla pratica vaccinale proposta. Ettichettare le persone come complottiste significa chiudersi a priori. Complottista=demente. Chiuso il discorso. Mi rammarica moltissimo vedere che proprio voi avete trattato in modo così superficiale la questione.

    • maggio 31, 2017 alle 3:30 pm

      veramente non stiamo “mischiando le carte in tavola”, tutt’altro.
      Come già detto, le perplessità di varie persone è comprensibilissima, dovrebbero esser approfondite controindicazioni e, soprattutto, “utilità” per i singoli e la collettività dei vaccini.
      Così come presenterebbe evidenti vizi di costituzionalità un provvedimento che vorrebbe eventualmente imporre un numero spropositato di vaccinazioni alla popolazione di ogni età senza motivazioni scientifiche inattaccabili.
      Qui nessuno ha detto che chi “ha dubbi” è per forza un “complottista”, ma che i due estremismi sono ambedue pericolosi (“Interessi delle industrie farmaceutiche – basti ricordare la folle vicenda dei vaccini in gran parte inutili e inutilizzati contro il virus H1N1, costata ben 24.080.000,00 euro alle casse pubbliche – e complottisti in servizio permanente effettivo sono due facce della stessa medaglia”).
      Gli interessi speculativi di alcune industrie farmaceutiche sono materia penale, così come folle e assurda è la sempre più diffusa contrarietà “senza se e senza ma” a tutti i vaccini.
      E’ questo l’oggetto dell’articolo.

      Stefano Deliperi

  3. maggio 31, 2017 alle 5:59 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 31 maggio 2017
    Vaccini, commissario Ue: “Status polio free dell’Europa a rischio a causa bassa immunità della popolazione”.
    È l’avvertimento del Commissario europeo per la salute, il cardiologo lituano Vytenis Andriukaitis, intervenuto al “Workshop europeo sulla vaccinazione” a Bruxelles, durante il quale ha tra l’altro osservato anche che “ogni anno nel mondo le vaccinazioni evitano una cifra stimata in 2,5 milioni di morti”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/31/poliomelite-commissario-ue-status-polio-free-delleuropa-a-rischio-a-causa-bassa-immunita-della-popolazione/3626865/

  4. poldo
    giugno 1, 2017 alle 12:09 am

    Lo stato, le regioni, la regione Sardegna quali obblighi ha nei confronti dei suoi lavoratori che operano nei settori dove il rischio di epidemie è reale e che sarebbero da sottoporre a vaccinazioni? Quali controlli effettuano?

    • giugno 1, 2017 alle 6:31 am

      in Italia qualsiasi amministrazione pubblica ha obblighi di difesa della salute dei propri dipendenti quale datore di lavoro, compreso il caso di rischi sanitari specifici.
      Nel caso specifico segnalato non sappiamo quali iniziative di tutela sanitaria vengano svolte. Sarebbe necessario rivolgersi alla Prefettura di Cagliari.
      Si tratta di rischi da non sottovalutare.

      Stefano Deliperi

  5. giugno 1, 2017 alle 2:50 pm

    un contributo serio in mezzo a polemiche assurde.

    da Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2017
    Vaccini: ‘Riportare il dibattito in ambito non ideologico, apartitico e fuori da conflitti di interesse’. (Patrizia Gentilini): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/30/vaccini-riportare-il-dibattito-in-ambito-non-ideologico-e-fuori-da-conflitti-di-interesse/3623501/

    • Mara
      giugno 1, 2017 alle 4:33 pm

      Articolo certamente condivisibile. Serve il vecchio dimenticato “buonsenso”.

  6. giugno 8, 2017 alle 2:42 pm

    ecco, tanto per cambiare…

    A.N.S.A., 8 giugno 2017
    L’obbligo vaccini a scuola diventa legge, possibile l’autocertificazione.
    A partire dal prossimo anno saranno 12 le vaccinazioni obbligatorie: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/06/07/mattarella-firma-decreto-obbligo-vaccini-a-scuola_46e14ee3-6894-4d7c-9376-8c9ec38de2cb.html

    _____________________

    da Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2017
    Vaccini, Mattarella firma il decreto su obbligo per iscrizione a scuola: basterà autocertificazione o la prenotazione.
    Il provvedimento entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tra le novità il fatto che per sarà possibile presentare la copia del libretto delle vaccinazioni entro il 10 luglio di ogni anno. Protestano Moige e Codacons: “Incostituzionale, il Parlamento lo bocci”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/07/vaccini-mattarella-firma-il-decreto-su-obbligo-per-iscrizione-a-scuola-bastera-autocertificazione-o-la-prenotazione/3642713/

  7. giorgiozintu
    giugno 9, 2017 alle 3:05 pm

    Strada ha difeso i vaccini ma il contesto in cui opera Strada è ben diverso da quello delle società avanzate o presunte tali. Inoltre vorrei capire cosa c’entrano i vaccini con la difesa dell’ambiente. Credo siamo andati fuori tema. Ci sarebbe comunque da chiedersi se fare una serie di vaccini, tutti insieme e a pochi mesi dalla nascita, in un mondo ormai superigienizzato da schiume e detersivi, sia davvero per un bambino un affare vitale e non procrastinabile e senza alcun rischio reale. Qualcosa non torna in una medicina di massa dove la massa è fatta di individui diversi.

    • giugno 9, 2017 alle 3:25 pm

      Strada pare sia un medico, con un’esperienza fuori dal comune. Forse ne sa un po’ più di noi 😊

      • giorgiozintu
        giugno 9, 2017 alle 5:26 pm

        La sua osservazione renderebbe superflua qualunque riflessione ulteriore solo perché Strada ne sa sicuramente di più. Il che applicato a tutti i campi dell’agire umano avrebbe sviluppi interessanti ma alquanto imprevedibili. Comunque sia, diamo per scontato che sia universalmente vero quanto afferma Strada ma, oltre l’irrinunciabile raziocinio individuale, credo rimangano quelle perplessità che neanche Strada potrebbe dissipare: gli ambienti domestici e pubblici italiani (in media) sono lontani da quelli africani o di altre regioni prive di acqua, potabile o meno che sia. E quindi anche i rischi, statisticamente, sono diversi. Faccio poi un esempio “storico”: quando le abitazioni non erano dotate di impianti igienici e condotte fognarie e soprattutto di acqua potabile, le epidemie di colera o peste erano all’ordine del giorno e altre minori seminavano morte. Il vero vaccino fu ed è ancora (per tutto il pianeta) l’acqua potabile e il trattamento degli scarichi fognari che hanno inciso anche sulle Epatiti virali A e altro. C’è da aggiungere che nell’ottocento, quando ancora l’acqua non era potabile, mancavano farmaci, medici veri e ospedali.
        Oggi, per fare un altro esempio, tutti sostengono che l’allattamento al seno sia una panacea e allora se è vero a cosa serve un vaccino? Anzi 6 in una volta? Si potrebbe, almeno per alcuni, rinviarne la somministrazione a dopo i 3-4 anni di età selezionando quelli più “utili” come quello per la poliomielite o la pertosse. Se ricordo bene il primo vaccino che si faceva ai miei tempi era quello per il vaiolo seguito dal Sabin ma l’età in cui si somministravano non era certo a pochi mesi dalla nascita. Insomma anche nella prevenzione “est modus in rebus” e non solo vaccini a gogo con tutto il rispetto per Strada. Un saluto.

      • giugno 9, 2017 alle 6:27 pm

        ma non c’è dubbio che rimangano molte perplessità, anzi!
        I vaccini – per quanto è dato capire – dovrebbero esser selezionati per necessità, classi di esposizione al rischio, età, ecc. Insomma, “selezionati” per difendere singolo individuo e collettività.
        Questo articolo, come scritto e ripetuto, è incentrato sul “no ai vaccini, senza se e senza ma”, posizione estrema e rischiosissima purtroppo diffusa.

  8. giugno 14, 2017 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 14 giugno 2017
    Zaia, Veneto impugna il decreto per obbligo vaccini davanti alla Consulta.
    Non in discussione i vaccini ma aspetti normativi: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/06/13/zaia-veneto-impugna-il-decreto-per-obbligo-vaccini-davanti-alla-consulta_a687b4bc-6ada-4a28-88f1-18be01bfb3dd.html

  9. giugno 15, 2017 alle 5:09 pm

    A.N.S.A., 15 giugno 2017
    Quasi 3.000 casi di morbillo in meno di 6 mesi, 180 neonati.
    Bollettino Iss, a maggio 2016 82 contagi e a maggio 2017 ben 565: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/06/15/quasi-3.000-casi-di-morbillo-in-meno-di-6-mesi-180-neonati_b75ce1a9-8e87-4bd5-b32b-327f3c2eaf35.html

  10. giugno 22, 2017 alle 9:56 pm

    quanto sarebbe necessario un approccio strettamente scientifico, senza condizionamenti di ogni genere.

    A.N.S.A., 22 giugno 2017
    Muore bimbo di 6 anni per complicanze da morbillo.
    Affetto da leucemia, ricoverato a Monza. Contagiato da fratelli non vaccinati: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/06/22/muore-bimbo-di-6-anni-per-complicanze-da-morbillo_4e904312-65ce-46f6-864b-4b875e4d0ce5.html

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