Le mani (e le viti) sui Colli Euganei.


Vegro di Monte Cecilia, Baone (2013)

Vegro di Monte Cecilia, Baone (2013)

Zuppa del Monte Cecilia, specialità di Baone: prendete un occhiocotto e un succiacapre, aggiungete a piacere ruta patavina, ali di farfalla, orchidea scimmia e un pizzico di terebinto. Mescolate bene nel calderone e poi…buttate via tutto.

In data 26 maggio 2016 l’Associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova l’avvenuto disboscamento, stravolgimento della morfologia collinare e distruzione di habitat ai piedi della parte centrale del Vegro di Monte Cecilia, tra i comuni di Baone ed Arquà Petrarca, nel Parco naturale Regionale dei Colli Euganei.       L’area compromessa è stata interessata da impattanti movimentazioni di terra e creazione di nuovi terrazzamenti, con lo scopo di coltivare la vite e produrre vino.

Vegro Monte Cecilia, Baone (2015)

Vegro Monte Cecilia, Baone (2015)

Si tratta (si trattava) di una zona di pertinenza (e quindi costituente parte integrante) del Vegro di Monte Cecilia, un cosiddetto “prato arido”, habitat di interesse prioritario a livello comunitario nell’ambito dell’Unione Europea. I vegri sono collocati soprattutto nella parte meridionale dei Colli Euganei e il Monte Cecilia (199 m.) è definito un “vulcano sepolto”[1] formato da latite, una roccia magmatica per l’appunto. Le caratteristiche pedomorfologiche del Monte Cecilia permettono una copertura vegetale peculiare, quando non unica, come quella della Ruta patavina (Haplophyllum patavinum) che qui vive. Questi prati aridi, in fragile equilibrio con alberi e arbusti circostanti (viburno, frassino, scotano, roverella, ginestra, marruca, ginepro, carpino nero, rosa canina…e purtroppo robinia e ailanto) sono un sito d’elezione per le orchidee (qui ne troviamo la più significativa popolazione dei Colli Euganei[2]) e per moltissime specie animali: uccelli come la sterpazzolina e l’occhiocotto, il canapino comune e lo zigolo nero, e ancora l’albanella minore e il falco pecchiaiolo, l’upupa, 26 specie di farfalle diurne censite, il ramarro occidentale e così via.

Purtroppo però il corpo principale del Vegro di Monte Cecilia è costantemente danneggiato e minacciato dal passaggio di moto abusive fuori controllo, da mountain bike insaziabili e dal calpestio dei passeggiatori legato alla forte frequentazione del sito. A causa di ciò si è formato un grosso solco, nel quale è stato tracciato il sentiero che sale al Pianoro e adesso l’acqua piovana che vi si incanala aggrava i fenomeni di erosione innescati dall’uomo (per motivi analoghi in montagna si trovano spesso sbarramenti e cartelli che invitano a non scorciare le curve dei sentieri, per non creare un unico immenso ghiaione). Progressivamente viene così cancellata la straordinaria copertura vegetale del Vegro di Monte Cecilia, allontanando gli animali selvatici e distruggendo i nidi a terra con il passaggio (motocross, enduro, mountain bike).

Parco naturale regionale dei Colli Euganei (da www.parks.it)

Parco naturale regionale dei Colli Euganei (da http://www.parks.it)

A tutto questo dobbiamo ora aggiungere lo distruzione di circa 2 ettari di bosco e radure (comprensivi di pezzi di vegro), trasformati in vigneto. Su questo nuovo impianto artificiale troneggia ora una grande insegna con scritto “CANTINA IL MOTTOLO vendita diretta”[3].

Nella Richiesta informazioni a carattere ambientale e adozione di opportuni accertamenti inoltrata dal Gruppo d’Intervento Giuridico si legge, tra le varie considerazioni:

«Tale zona risultava per la maggior parte boschiva e se – come appare nel caso in argomento – l’area alberata (anche con radure) supera i 2.000 mq., si tratta di “bosco” ai sensi del decreto legislativo n. 227/2001 e s.m.i. (art. 2, comma 6°), quindi tutelato con vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera g, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

L’ art. 23 co. 2.(P) lett. b) del Piano Ambientale Parco Colli Euganei prevede il  “divieto di trasformazione delle colture da forestali ad agricole e di riduzione della superficie forestale complessiva del Parco.”»

Qualcuno dovrà ora rispondere di quanto è stato fatto.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

Coordinamento Protezionista Padovano

 

______________

[1] http://www.magicoveneto.it/Euganei/Baone/Sentiero_Monte_Cecilia.htm

[2] http://www.parcocollieuganei.com/doc/forestale/Piano_di_Gestione_Relazione.pdf

[3] http://www.ilmottolo.it/

 

Vegro di Monte Cecilia, Baone, vigneto di nuovo impianto

(foto da http://www.parks.it, M.F., archivio GrIG)

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  1. Mara
    maggio 28, 2016 alle 9:19 am

    Non so. Le vigne sono cultura antica e benessere, ma anche 2 ettari di bosco sono preziosi. Forse l’area interessata era di proprietà privata? Se hanno derubato la comunità mi auguro che non riescano a produrre nemmeno aceto…. Se invece è un privato, allora “buon vino”!

  2. aldo
    dicembre 27, 2016 alle 3:44 pm

    sta succedendo ovunque la stessa cosa…le bici e le moto sono da bandire , i sentieri sono per i piedi e basta!

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