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Casa Gramsci sarà monumento nazionale?


Aquileia, Cimitero degli Eroi. Meriterebbe senz'altro di divenire "monumento nazionale"

Aquileia, Cimitero degli Eroi. Meriterebbe senz’altro di divenire “monumento nazionale”

Il 21 aprile 2016 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge n. 3450 “Dichiarazione di monumento nazionale della Casa Museo Gramsci in Ghilarza”, prima firmataria l’on. Caterina Pes (P.D.), con ampia maggioranza favorevole. Astenuti i deputati leghisti, contrari 32 deputati del Movimento 5 Stelle.

La motivazione del voto contrario del Movimento 5 Stelle è stata espressa dall’on. Simone Valente sia in Commissione che in Aula: “nel nostro ordinamento non è più presente una definizione di «Monumento nazionale». Ne consegue che a tale nozione non è ricollegabile alcun effetto giuridico o finanziario. Ciò si evince, a suo avviso, sia dal dossier del Servizio Studi sia da altre fonti che egli ha compulsato. Se dunque lo scopo della legge in discussione è quello di conferire a Casa Gramsci una mera onorificenza, si rischia di adottare una «legge-provvedimento», sulla quale lo scrutinio della Corte costituzionale sarebbe particolarmente scrupoloso alla luce dell’articolo 3 sotto il profilo della ragionevolezza. Non vorrebbe che dietro questo passaggio legislativo meramente simbolico si nascondesse l’intenzione di attingere a fondi pubblici, come è successo per la legge n. 64 del 2014, in ordine alla Basilica Palladiana, in riferimento alla quale lo scopo di ottenere prebende pubbliche è stato confessato da un assessore regionale del Veneto. Ribadisce la contrarietà del suo gruppo al provvedimento che viceversa si dovrebbe occupare, se ciò a qualcuno interessi, di rivisitare la nozione giuridica di «monumento nazionale»”.

Si è associata, dalle colonne de L’Unione Sarda (edizione del 22 aprile 2016), l’on. Emanuela Corda, affermando che “questa legge non ha alcun valore perché nell’ordinamento il ‘monumento nazionale’ non esiste: quindi o si crea un quadro giuridico adeguato oppure un’onorificenza si può conferire per via ministeriale. La verità è che questa è una marchetta territoriale al Pd fatta usando un nome che è patrimonio di tutti”.

Arcidosso, vetta del Monte Labbro e Torre Giurisdavidica

Arcidosso, vetta del Monte Labbro e Torre Giurisdavidica.   Anch’essi meriterebbero d’essere “monumento nazionale”

Non è questa la sede per ricordare chi era Antonio Gramsci né per dare spago a polemiche politiche che lasciano il tempo che trovano e di cui sinceramente nulla importa.

In realtà, l’istituto del monumento nazionale esiste nell’Ordinamento italiano, con buona pace del Movimento 5 Stelle, seppure in forma un po’ pasticciata.

L’istituzione dei monumenti nazionali nasce con il complesso degli atti normativi di eversione dell’asse ecclesiastico, in particolare con l’art. 33 della legge n. 3096/1866, proprio per preservare e conservare nella memoria e nell’identità collettiva nazionale beni e complessi di grande rilievo storico.

Attualmente ce ne sono centinaia in tutta Italia – dalla Fortezza di Palmanova alla Casa e Tomba di Giuseppe Garibaldi, dall’Abbazia di Montecassino a Castel del Monte (Castello Svevo), alla Casa natale di Dante Alighieri –  e pressochè tutti sono attualmente tutelati quali beni culturali (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Infatti, con l’evoluzione della normativa in materia di tutela dei beni culturali, si è giunti all’attuale Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), che, all’art. 54, riconosce l’inalienabilità degli “immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge” (compresi quelli individuati precedentemente ai sensi dell’art. 129).  Chiarisce il quadro esistente la circolare M.I.B.A.C.T. – Direzione generale Paesaggio, Belle arti, Architettura, Arti contemporanee n. 13 del 5 giugno 2012.

Oggi un immobile d’interesse storico-culturale può esser tutelato con il vincolo culturale ai sensi del Codice, mediante un provvedimento amministrativo di individuazione, e può ulteriormente esser dichiarato monumento nazionale con atto avente forza di legge, la cui conseguenza giuridica fondamentale è l’inalienabilità.

Bene ha fatto la Camera dei Deputati ad approvare la proposta di legge e bene farà il Senato se l’approverà.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Tratalias, Santa Maria di Monserrato. Anch'essa, con il borgo medievale, meriterebbe d'essere "monumento nazionale"

Tratalias, Santa Maria di Monserrato. Anch’essa, con il borgo medievale, meriterebbe d’essere “monumento nazionale”

 

 

(foto C.B., E.R., S.D., archivio GrIG)

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  1. ottobre 26, 2016 alle 9:56 pm

    e il Senato della Repubblica ha approvato 🙂

    A.N.S.A., 26 ottobre 2016
    Casa Gramsci monumento nazionale.
    All’appello mancano voti M5S e Sacconi (Ncd) che si astiene. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/10/26/casa-gramsci-monumento-nazionale_1ffa0df4-9d0c-4082-9e60-752ef2c6292d.html)

    La casa di Ghilarza, dove Antonio Gramsci visse dal 1898 gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza con i suoi familiari, diventa “monumento nazionale”: il Senato approva con 161 sì, 27 no e 31 astenuti il provvedimento, che attribuisce lo status di monumento ad un edificio visitato, sottolinea Luciano Uras (Misto), da “migliaia di persone ogni anno”, sinora gestito “da un gruppo di volontari eroi” praticamente senza i fondi necessari.

    Contro il ddl, già approvato dalla Camera, hanno votato no i senatori del M5S, mentre Maurizio Sacconi (Ap-Ncd) si è astenuto spiegando, tra l’altro, che “su Gramsci e sulla sinistra italiana ancora non c’è una memoria condivisa”. Secondo Uras, “ora scattano delle responsabilità non solo per tenerla in piedi, ma anche per tenerla aperta”. Con il via libera a questo ddl, almeno, si aiuta a “preservare la memoria” di quello che anche Emilio Floris (Fi) ha definito “uno dei più grandi pensatori del XX secolo”.

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